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	<title>malati Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 03 Aug 2024 13:18:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Meno morti per tumori in Italia ma per i malati della Calabria crescono gli anni di vita persi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Aug 2024 13:17:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cala la mortalità per tumori in Italia, ma non al Sud dove si perdono più anni di vita per i tumori della mammella e del colon e i tassi di mortalità, che storicamente erano più bassi rispetto al Nord, ora sono paragonabili. Ed alcune regioni come la Calabria segnano risultati esigui nella lotta a queste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cala la mortalità per tumori in Italia, ma non al Sud dove si perdono più anni di vita per i tumori della mammella e del colon e i tassi di mortalità, che storicamente erano più bassi rispetto al Nord, ora sono paragonabili. Ed alcune regioni come la Calabria segnano risultati esigui nella lotta a queste patologie. Lo afferma il primo rapporto del Gruppo di Lavoro su equità e salute nelle Regioni dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato oggi sul sito dell’Iss, secondo cui tra le cause c’è anche il minore ricorso agli screening: nelle aree dove si partecipa meno a questa forma di prevenzione, sottolineano gli autori, oltre ad avere una maggiore mortalità c’è anche un più alto l’indice di fuga, il numero cioè di pazienti costretto a spostarsi per potersi operare. Il gruppo, istituito dal presidente dell’Iss <strong>Rocco Bellantone</strong>, ha evidenziato che per il tumore della mammella e per il tumore del colon-retto, che rappresentano il 40% di tutte le diagnosi di tumore in Italia, sono forti le differenze regionali. “A questo rapporto, seguirà a breve, un lavoro simile sulle patologie cardiovascolari” afferma Bellantone. </p>
<p>In Italia, la mortalità per tumore della mammella dal 2001 al 2021 si è ridotta del 16%, ma con ritmi diversi nelle diverse aree del Paese: al Sud la riduzione di mortalità è stata inferiore rispetto a quanto osservato nel Nord (-6% contro -21%). In alcune Regioni del Sud, quali <strong>Calabria</strong>, Molise e Basilicata, si osservano addirittura degli incrementi rispettivamente pari al 9%, 6% e 0,8%. Anche per il tumore del colon gli andamenti sono simili: dal 2005 al 2021 risulta che nelle donne la mortalità si è ridotta di circa il 30% nelle aree del Nord (-29%) e del Centro (-27%) e molto meno al Sud (-14%). Il divario tra Nord e Sud risulta ancora più ampio fra gli uomini, dove la riduzione è stata pari a -33% nel Nord, -26% al Centro e solo -8% nel Meridione. La regione più critica è rappresentata dalla Calabria dove in 15 anni la riduzione è stata minima nelle donne (-2%) e praticamente nulla negli uomini (-0,9%). Per il tumore della mammella c’è stata una diminuzione progressiva degli anni di vita persi nelle regioni del Nord e in parte del Centro, ma, ed e’ questo il campanello d’allarme che preoccupa gli epidemiologi, le regioni del Sud non mostrano evidenti cambiamenti in questo parametro. </p>
<p>Ancora peggio va per il tumore del colon: il Sud mostra andamenti crescenti (quindi un aumento della mortalità prematura) in entrambi i sessi in contrasto con i valori del Nord e del Centro. La copertura totale dello screening mammografico disegna una chiara differenza Nord-Sud, ancora una volta a sfavore delle regioni meridionali con la percentuale di adesione che va dal 90% raggiunto in molte aree del Nord ad appena il 60% in alcune regioni meridionali. Ed infine ancora una conferma dell’importanza della diagnosi precoce. Nelle Regioni del Nord, dove la copertura di popolazione degli screening è elevata, la riduzione di mortalità per tumore della mammella tra il 2001 ed il 2021 è più forte (oltre il 35%) rispetto alle regioni del Sud.</p>
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		<title>Gimbe, la Calabria nel 2021 ha speso 289 milioni per far curare i suoi malati in altre regioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gimbe-la-calabria-nel-2021-ha-speso-289-milioni-per-far-curare-i-suoi-malati-in-altre-regioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 13:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Calabria, nel 2021 è stato registrato un saldo negativo rilevante della mobilità sanitaria regionale, pari a 252,4 milioni. &#8216; quanto emerge dai risultati del monitoraggio attuato dalla fondazione Gimbe. Nel dettaglio la Regione ha introitato circa 36.913.856 di euro di crediti per pazienti provenienti non calabresi finendo in 18ma posizione a livello nazionale e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Calabria, nel 2021 è stato registrato un saldo negativo rilevante della mobilità sanitaria regionale, pari a 252,4 milioni. &#8216; quanto emerge dai risultati del monitoraggio attuato dalla fondazione Gimbe.  Nel dettaglio la Regione ha introitato circa 36.913.856 di euro di crediti per pazienti provenienti non calabresi finendo in 18ma posizione a livello nazionale e sborsando 289.326.061 per i corregionali che si sono recati fuori per potersi curare, colloca in questa circostanza in 4a posizione nella classifica italiana. Dal monitoraggio Gimbe si evince che il 76,9%, pari a oltre i tre quarti del totale del saldo passivo si concentra in 6 Regioni: Calabria, Campania, Sicilia, Lazio, Puglia e Abruzzo. &#8220;Il volume dell&#8217;erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private &#8211; è scritto in una nota della Fondazione &#8211; è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. La Regione si colloca in 12a posizione con le strutture private che erogano il 38,7% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,7%)&#8221;.</p>
<p>Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 93,3% del saldo attivo, cioè l&#8217;attrazione di pazienti provenienti da altre Regioni, mentre il 76,9% del saldo passivo (la &#8216;migrazione&#8217; dei pazienti dalla regione di residenza) si concentra in <strong>Calabria</strong>, Campania, Sicilia, Lazio, Puglia e Abruzzo. Lo sottolinea la Fondazione Gimbe nel report sulla mobilità sanitaria 2021.<br />
&#8220;La mobilità sanitaria &#8211; spiega il presidente Nino Cartabellotta &#8211; è un fenomeno dalle enormi implicazioni sanitarie, sociali, etiche ed economiche, che riflette le grandi diseguaglianze nell&#8217;offerta di servizi sanitari tra le varie Regioni e, soprattutto, tra il Nord e il Sud del Paese. Un gap diventato una &#8216;frattura strutturale&#8217; destinata ad essere aggravata dall&#8217;autonomia differenziata, che in sanità legittimerà normativamente il divario Nord-Sud, amplificando le inaccettabili diseguaglianze nell&#8217;esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute&#8221;. Ecco perchè in occasione dell&#8217;avvio della discussione in aula al Senato del ddl Calderoli, continua Cartabellotta, &#8220;la Fondazione Gimbe ribadisce quanto già riferito nell&#8217;audizione in 1a Commissione Affari Costituzionali del Senato: la tutela della salute deve essere espunta dalle materie su cui le Regioni possono richiedere maggiori autonomie&#8221;. </p>
<p>La Fondazione ne spiega le motivazioni: la gravissima crisi di sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale che impedisce di mettere in campo risorse per colmare le diseguaglianze in sanità; l&#8217;indebolimento ulteriore del Sud in seguito alle maggiori autonomie già richieste da Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, che invece potenzieranno le proprie performance sanitarie; le Regioni del Sud che essendo tutte (tranne la Basilicata) in Piano di rientro o commissariate, non avrebbero nemmeno le condizioni per richiedere maggiori autonomie in sanità.</p>
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		<title>VIDEO-Catanzaro, al Policlinico una Pet mobile: obiettivo azzerare liste d&#8217;attesa malati oncologici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 11:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un video pubblicato sui social del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, si apprende che il Policlinico “Mater Domini” di Catanzaro potrà disporre anche di una PET mobile: La Pet (acronimo italiano: tomografia a emissione di positroni) viene utilizzata per le diagnosi ai malati oncologici. Presso la struttura di Germaneto è già in attività una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-214858-1" width="696" height="1237" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/06/Policlinico-PetMobile.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/06/Policlinico-PetMobile.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/06/Policlinico-PetMobile.mp4</a></video></div>
<p>In un video pubblicato sui social del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, si apprende che il Policlinico “Mater Domini” di Catanzaro potrà disporre anche di una PET mobile: La Pet (<em>acronimo italiano: tomografia a emissione di positroni</em>) viene utilizzata per le diagnosi ai malati oncologici.</p>
<p>Presso la struttura di Germaneto è già in attività una Pet fissa che spesso, purtroppo, subisce guasti creando notevoli disagi all&#8217;utenza e provocando un ulteriore incremento delle liste d&#8217;attesa dei pazienti.</p>
<p>Con la nuova macchina mobile si punta ad effettuare controlli su 20 utenti al giorno puntando, in una lasso ragionale di tempo &#8211; circa un mese- ad azzerare completamente le liste d&#8217;attesa. Considerato il contesto in cui la Pet viene utilizzata, quello oncologico, anticipare i tempi è di vitale importanze. </p>
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		<title>Covid Italia, Sileri: &#8220;Regole verranno alleggerite, tutti incontreremo Omicron&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jan 2022 15:11:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Milano – “Questa variante Omicron raggiungerà tutti, non c’è scampo. Non c’è dubbio che entro la fine del 2022, salvo un’altra variante, quasi tutta la popolazione bene o male incontrerà questa variante”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Pier Paolo Sileri a Domenica In su Rai1. “Dovremo convivere con quella che sarà poi la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Milano – “Questa variante Omicron raggiungerà tutti, non c’è scampo. Non c’è dubbio che entro la fine del 2022, salvo un’altra variante, quasi tutta la popolazione bene o male incontrerà questa variante”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Pier Paolo Sileri a Domenica In su Rai1. “Dovremo convivere con quella che sarà poi la sua variante dominante, non so se sarà la Omicron – ha aggiunto Sileri -. Le regole verranno alleggerite, credo molto presto, vediamo adesso come andranno i contagi. Oggi con questa nuova variante si può distinguere con più facilità un positivo e un malato. Se sei vaccinato sei più protetto”. </p>
<p>(<em>Askanews</em>)</p>
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		<title>Associazione malati cronici del Lametino: In Calabria e Lamezia sistema prevenzione è praticamente quasi allo zero</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/associazione-malati-cronici-del-lametino-in-calabria-e-lamezia-sistema-prevenzione-e-praticamente-quasi-allo-zero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jan 2022 11:06:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; &#8220;I malati cronici sono tra le maggiori vittime collaterali del Coronavirus. Questa l&#8217;amara considerazione che i dati rilevati forniscono. I malati cronici ed i pazienti che già erano costretti a fare i conti con patologie preesistenti, come quelle oncologiche attualmente pagano un prezzo molto alto. Infatti arrivano in sala operatoria meno pazienti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; &#8220;I malati cronici sono tra le maggiori vittime collaterali del Coronavirus. Questa l&#8217;amara considerazione che i dati rilevati forniscono. I malati cronici ed i pazienti che già erano costretti a fare i conti con patologie preesistenti, come quelle oncologiche  attualmente pagano un prezzo molto alto. Infatti arrivano in sala operatoria meno pazienti con tumori di piccole dimensioni rispetto a quelli con tumori già più grandi: sul totale dei casi trattati la proporzione dei cosiddetti tumori localizzati è diminuita. Nel nostro Paese ogni anno sono circa 400.000 le diagnosi di tumore, più di 180.000 i decessi, 4 milioni le persone che ogni giorno combattono con la malattia, oltre 800.000 le donne alle prese con il tumore al seno. Il cancro purtroppo rimane la malattia del secolo, sinonimo ancora di dolore, perdita degli affetti e morte&#8221;. Lo scrive Giuseppe Gigliotti, presidente associazione malati Cronici del lametino.</p>
<p>&#8220;L&#8217;impatto del Covid-19 sui pazienti oncologici è stato pesante anche in termini di qualità della vita. I familiari si sono trovati spesso in condizioni difficili e con notevoli ritardi assistenziali. Il cancro oggi &#8211; evidenzia Gigliotti &#8211; si vince prevalentemente con la prevenzione primaria (corretti stili di vita) e secondaria (diagnosi precoce). Ma la diagnosi precoce ha subito una decelerazione quando un totale annullamento. Ciò comporterà sempre più diagnosi tardive compromettendo l&#8217;efficacia delle varie terapie, la qualità e l&#8217;aspettativa di vita. Bisogna quindi mantenere alta l&#8217;attenzione sulla prevenzione, coinvolgendo direttamente la Società nelle sue varie articolazioni con l&#8217;obiettivo realistico di innalzare la percentuale complessiva di guaribilità del cancro. In Calabria e nella nostra città il sistema prevenzione è praticamente quasi allo zero. C&#8217;è gente che aspetta ormai da più di due anni un intervento e non se ne parla. In maniera pensiamo non del tutto giustificabile è stato resettato un sistema di controllo e di cure con conseguenze assai gravi. Il presidente della Regione è venuto nei giorni scorsi a prendere visione dello stato delle cose presso l&#8217;ospedale di Lamezia Terme. Si sarà reso conto di una struttura dalle mille potenzialità ma ridotta all&#8217;ossicino .Tante, troppe promesse e mai mantenute. Ci permettiamo di scrivere che se ragioni folli non avrebbero svuotato e chiuso essenziali reparti tanta persone care che non ci sono più sarebbero ancora tra noi. Di tutto questo risponderà mai qualcuno? Su tutto questo il presidente della Regione, il direttore generale avranno qualcosa da dire?&#8221;- conclude il presidente associazione malati Cronici del lametino.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>de Magistris: &#8220;Regione Calabria abbandona categorie più fragili come i malati di SLA&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/de-magistris-regione-calabria-abbandona-categorie-piu-fragili-come-i-malati-di-sla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2021 15:22:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[De Magistris]]></category>
		<category><![CDATA[malati]]></category>
		<category><![CDATA[sla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il comportamento scellerato della Regione Calabria sulla garanzia del diritto alla salute dei suoi cittadini è da bocciare e condannare su tutti i fronti, soprattutto per i gravi danni causati alle categorie più fragili come i malati di SLA e le loro famiglie. E non da ora, ma già da qualche anno&#8221;. Lo afferma Luigi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/de-magistris-regione-calabria-abbandona-categorie-piu-fragili-come-i-malati-di-sla/">de Magistris: &#8220;Regione Calabria abbandona categorie più fragili come i malati di SLA&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il comportamento scellerato della Regione Calabria sulla garanzia del diritto alla salute dei suoi cittadini è da bocciare e condannare su tutti i fronti, soprattutto per i gravi danni causati alle categorie più fragili come i malati di SLA e le loro famiglie. E non da ora, ma già da qualche anno&#8221;. Lo afferma Luigi de Magistris, candidato alla presidenza della Regione Calabria.</p>
<p>&#8220;Infatti- aggiunge &#8211; risalgono almeno al 2019 le denunce sul ritardo da parte della Cittadella di Catanzaro dell&#8217;erogazione dei fondi che il governo stanzia ogni anno alle Regioni attraverso il Fondo nazionale per la non autosufficienza. Negli anni passati la Regione Calabria, con la sola eccezione dell&#8217;Asp di Crotone, aveva erogato solo i fondi stanziati dal governo nel 2014 (4,8 milioni), senza emettere ulteriori avvisi pubblici per l&#8217;erogazione dell&#8217;Fna 2015 (5,5 milioni), 2016 (13,8 milioni), 2017 (15,4 milioni) e 2018 (15,5 milioni). La cifra ammonta a 50,2 mln di euro mai percepiti dai malati di SLA. E c&#8217;è da chiedersi che fine abbiano fatto questi soldi.<br />
Da quanto apprendo, si stimano circa 200 persone con questa grave patologia, eppure in Calabria non esiste un centro di diagnosi e management multidisciplinare e gli unici due centri regionali, l&#8217;ospedale Annunziata di Cosenza e il Mater Domini di Catanzaro, mancano di risorse adeguate per questa malattia ad alta complessità. Stiamo parlando di soggetti con mobilità molto ridotta o del tutto azzerata, che avrebbero bisogno costante di presidi e ausili necessari, come sistemi posturali e strumenti di comunicazione necessari a garantire una migliore qualità di vita, a seguito della progressiva perdita della funzione fonatoria&#8221;.</p>
<p>&#8220;Inoltre -prosegue de Magistris- questi pazienti ricevono con 4 anni di ritardo, rispetto al resto d&#8217;Italia, l&#8217;assegno di cura stabilito in 600€/mensili ed erogato per il tramite delle ASP. Attualmente, pur essendo a fine agosto 2021, le risorse FNA annualità 2016 &#8216;dovrebbero&#8217; essere in fase di erogazione in questi giorni a copertura però della sola annualità 2020. Inoltre, nonostante la delibera 125 di giunta regionale del 30/03/2017 lo abbia istituito, da circa due anni non viene convocato il Tavolo tecnico consultivo disabilità gravissime, che avrebbe le finalità di supportare le azioni promosse dalla Regione Calabria assente. Altro vuoto inaccettabile riguarda la formazione degli assistenti familiari: dal 2011 esiste un fondo di € 124.600,00 (accreditato all&#8217;ASP di Catanzaro nella sua qualità di capofila con decreto n. 2420 del 7 marzo 2017) che giace inutilizzato.  E non esiste una Pianificazione Condivisa delle Cure, così come prescritto dalla normativa vigente L. 219/2017. Non basta il caos delle Asp sottodimensionate, perché i medici con contratti precari che vengono rinnovati di tre mesi in tre mesi non sono sia nelle guardie mediche, che nei servizi di ambulanza. L&#8217;unica cosa in cui la Regione Calabria è efficiente è il pedissequo e costante finanziamento della migrazione sanitaria&#8221;. </p>
<p>&#8221; una vergogna internazionale &#8211; conclude de Magistris &#8211; alla quale porremo fine non appena i cittadini ci affideranno l&#8217;onere e l&#8217;onore di amministrare questa regione distrutta da una politica da condannare per alto tradimento al popolo calabrese&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/de-magistris-regione-calabria-abbandona-categorie-piu-fragili-come-i-malati-di-sla/">de Magistris: &#8220;Regione Calabria abbandona categorie più fragili come i malati di SLA&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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