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	<title>mafioso Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 Jan 2026 08:58:52 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Gioia Tauro, vìola sorveglianza speciale: arrestato 45enne condannato per associazione mafiosa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gioia-tauro-viola-sorveglianza-speciale-arrestato-45enne-condannato-per-associazione-mafiosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 08:58:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Gioia Tauro hanno arrestato in flagranza di reato un rosarnese, già condannato in passato per associazione mafiosa e altri gravi reati. L’arresto è scaturito nel corso di un servizio di controllo del territorio lungo la Strada Statale 18, dove i militari hanno notato un’autovettura procedere con andatura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Gioia Tauro hanno arrestato in flagranza di reato un rosarnese, già condannato in passato per associazione mafiosa e altri gravi reati. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’arresto è scaturito nel corso di un servizio di controllo del territorio lungo la Strada Statale 18, dove i militari hanno notato un’autovettura procedere con andatura incerta. Insospettiti, i Carabinieri hanno affiancato il veicolo, riconoscendo il conducente, e hanno quindi deciso di fermarlo per un controllo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’uomo, già noto ai militari per i suoi precedenti giudiziari, è apparso sin da subito particolarmente nervoso. Nel tentativo di eludere le verifiche, ha dichiarato di non essere più sottoposto a misure restrittive della libertà personale. Tuttavia, gli immediati accertamenti effettuati dai militari dell’Arma hanno consentito di accertare che il soggetto era invece destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di Rosarno.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La presenza dell’uomo nel territorio del comune di Gioia Tauro costituiva pertanto una palese violazione delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria. Per analoghe violazioni, l’uomo era già stato arrestato ben due volte nel corso dello scorso anno. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alla luce di quanto accertato, l’uomo è stato arrestato in flagranza di reato per inosservanza degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale. L’Autorità Giudiziaria di Palmi, tempestivamente informata, ha disposto la sottoposizione dell’arrestato agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa del giudizio di convalida.</span></span></p>
<p align="justify">
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		<title>Estorsioni con metodo mafioso: arrestati due uomini nel territorio di Cutro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/estorsioni-con-metodo-mafioso-arrestati-due-uomini-nel-territorio-di-cutro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 07:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Cutro hanno dato esecuzione a due distinti ordini di carcerazione nei confronti di due uomini, entrambi di 56 anni, ritenuti responsabili del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. I provvedimenti rappresentano l’epilogo di un’articolata attività investigativa sviluppata negli anni scorsi nel territorio della provincia di Crotone, e più in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Cutro hanno dato esecuzione a due distinti ordini di carcerazione nei confronti di due uomini, entrambi di 56 anni, ritenuti responsabili del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. I provvedimenti rappresentano l’epilogo di un’articolata attività investigativa sviluppata negli anni scorsi nel territorio della provincia di Crotone, e più in particolare nell’area di Cutro. </p>
<p>Le indagini, condotte con rigore e continuità, hanno consentito di ricostruire un quadro probatorio solido, evidenziando come gli imputati avessero posto in essere condotte estorsive caratterizzate dall’intimidazione tipica delle consorterie mafiose.  Al termine delle formalità di rito, i due soggetti sono stati condotti presso la casa circondariale di Catanzaro, dove sconteranno la pena detentiva disposta dal tribunale. </p>
<p>L’attività rientra nel più ampio dispositivo operativo coordinato dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia, guidata dal procuratore Salvatore Curcio. Quest’ultima, nel corso degli anni, ha intensificato le iniziative investigative finalizzate a disarticolare le strutture della ’ndrangheta e a colpire gli interessi economici delle cosche attive nel Crotonese.</p>
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		<title>Agguato mafioso in pieno centro a Reggio Calabria: arrestati tre giovani</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/agguato-mafioso-in-pieno-centro-a-reggio-calabria-arrestati-tre-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 07:05:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gip di Regio Calabria ha emesso un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, su richiesta della Dda, dalla Polizia di Reggio Calabria, nei confronti di tre giovani gravemente indiziati, in concorso, dei reati di tentato omicidio e detenzione e porto abusivo in luogo pubblico di armi da sparo, delitti entrambi aggravati dal metodo mafioso. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Gip di Regio Calabria ha emesso un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, su richiesta della Dda, dalla Polizia di Reggio Calabria, nei confronti di tre giovani gravemente indiziati, in concorso, dei reati di tentato omicidio e detenzione e porto abusivo in luogo pubblico di armi da sparo, delitti entrambi aggravati dal metodo mafioso. Le indagini, immediatamente avviate dalla procura e curate dalla Sezione Omicidi della Squadra Mobile, scaturiscono dai fatti avvenuti il 15 luglio dello scorso anno, quando un uomo è stato gravemente ferito a colpi di fucile, in pieno centro cittadino.</p>
<p>Secondo quanto emerso dalle indagini, quella sera, a seguito di una lite originata dall’incendio di un’autovettura parcheggiata in prossimità dell’abitazione degli indagati, il responsabile dell’incendio era stato malmenato con una mazza da baseball, per aver operato senza autorizzazione in zona sotto il controllo dei tre giovani, due dei quali fratelli, e per aver arrecato disturbo al riposo della madre.</p>
<p>Non contenti, i tre uomini, dopo aver recuperato un fucile in zona Pellaro, si erano appostati nei pressi della loro abitazione in attesa del rientro dell’uomo che, appena si è avvicinato, è stato raggiunto da tre colpi di fucile all’addome e alle gambe esplosi da uno dei tre giovani al solo fine di rivendicare il predominio e il controllo sulla zona di appartenenza, evocando la capacità mafiosa di una nota ‘ndrina della zona sud di Reggio Calabria. A cause delle gravi ferite riportate, la vittima ha subito l’amputazione totale dell’arto inferiore destro. Uno degli indagati era già in stato detentivo in quanto sottoposto a fermo di indiziato di delitto lo scorso 4 novembre per il possesso di due fucili a canne mozze, di pistole con matricola abrasa e numerose munizioni.</p>
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		<item>
		<title>Estorsione e rapina aggravate dal metodo mafioso: arrestato un uomo ad Africo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/estorsione-e-rapina-aggravate-dal-metodo-mafioso-arrestato-un-uomo-ad-africo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Mar 2025 14:07:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È accusato di estorsione, furto e rapina aggravati dal metodo mafioso l’uomo arrestato nei giorni scorsi ad Africo dai poliziotti della Squadra Mobile di Reggio Calabria su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia che, all’esito delle indagini, ha ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari l’emissione della misura cautelare della custodia in carcere. I fatti risalgono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È accusato di estorsione, furto e rapina aggravati dal metodo mafioso l’uomo arrestato nei giorni scorsi ad Africo dai poliziotti della Squadra Mobile di Reggio Calabria su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia che, all’esito delle indagini, ha ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari l’emissione della misura cautelare della custodia in carcere. I fatti risalgono allo scorso mese di ottobre quando un imprenditore ed i suoi operai, impegnati nei lavori di ristrutturazione di un bene confiscato alla mafia destinato a diventare una struttura per le vittime di violenza, erano stati costretti ad abbandonare il cantiere e a lasciare la cittadina della locride a seguito di continue minacce e richieste di denaro avanzate dall’uomo, poste in essere avvalendosi dei metodi evocativi dell’intimidazione propri della criminalità organizzata. Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria, sono state avviate dalla Squadra Mobile immediatamente dopo la denuncia dell’imprenditore e hanno consentito, in breve tempo, di ricostruire l’intera vicenda a partire dal mese di luglio dello scorso anno, quando l’impresa ha avviato i lavori di ristrutturazione dell’immobile appaltati dal Comune di Africo.</p>
<p>Sulla base degli elementi raccolti, fatto salvo il principio di non colpevolezza fino a sentenza passata in giudicato, trattandosi ancora di procedimento in fase di indagini preliminari, l’indagato avrebbe avvicinato gli operai offrendo loro la locazione di un immobile ad un prezzo vantaggioso, salvo poi triplicare la richiesta di denaro. Lasciata quell’abitazione, gli operai sarebbero stati costretti a cercare alloggio in un paese vicino posto che, ad Africo, nessuno avrebbe offerto loro una soluzione alternativa.<br />
Oltre al susseguirsi di piccoli furti all’interno del cantiere, l’unica ditta disponibile per effettuare lo smaltimento degli inerti, tra le tante contattate dall’imprenditore, avrebbe trovato le scuse più disparate per rinviare l’inizio dei lavori. Tra gli ultimi episodi, una notte di settembre, senza alcun accordo, l’uomo avrebbe prelevato il materiale di risulta dal cantiere pretendendo poi dall’imprenditore il pagamento di 5000 euro per il servizio reso, cifra evidentemente sproporzionata rispetto al lavoro, eseguito peraltro senza fornire la documentazione prevista per lo smaltimento dei rifiuti.</p>
<p>Dopo diverse minacce, avanzate anche mostrando una pistola, gli operai sarebbero stati costretti a scaricare materiale ed attrezzatura del cantiere in una campagna di proprietà dell’indagato ed a lasciare immediatamente il cantiere.<br />
Al termine delle attività, gli Agenti della Polizia di Stato hanno recuperato parte della refurtiva e l’imprenditore è stato immediatamente supportato dai referenti dell’Associazione Antiracket di Reggio Calabria al fine di portare a termine i lavori.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Estorsioni aggravate dal metodo mafioso a Castrovillari e Cassano Ionio: tre arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-estorsioni-aggravate-dal-metodo-mafioso-a-castrovillari-e-cassano-ionio-tre-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 11:24:23 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-298846-1" width="696" height="391" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Polizia-operazione.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Polizia-operazione.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Polizia-operazione.mp4</a></video></div>
<p>La Squadra Mobile della Questura di Cosenza e la Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Castrovillari, questa mattina, nei comuni di Castrovillari e Cassano all’Ionio, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre indagati. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro, riguarda gravi indizi di colpevolezza in merito a episodi di estorsione, alcuni dei quali rimasti a livello di tentativo, aggravati dall’uso di modalità e finalità mafiose.</p>
<p>L’operazione è il risultato di un’ampia attività investigativa, coordinata dalla DDA di Catanzaro e affidata alla Squadra Mobile della Questura di Cosenza e alla Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Castrovillari. Le indagini, condotte con meticolosità, hanno previsto l’impiego di tecniche investigative avanzate, servizi di controllo sul territorio e riscontri diretti. Fondamentale è stato il contributo delle vittime, che, grazie alla fiducia nelle istituzioni coinvolte, hanno denunciato i loro aguzzini e collaborato con le autorità, permettendo di rafforzare il quadro probatorio.</p>
<p>Sulla base delle risultanze investigative, il GIP ha disposto la custodia cautelare in carcere per tutti e tre gli indagati, ritenendo sussistenti gravi indizi in merito a diversi episodi di estorsione ai danni di commercianti e imprenditori locali, aggravati da modalità mafiose.</p>
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		<item>
		<title>Processo “Rinascita-Scott”, oggi le dichiarazioni spontanee dell&#8217;ex parlamentare Giancarlo Pittelli</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-rinascita-scott-oggi-le-dichiarazioni-spontanee-dellex-parlamentare-giancarlo-pittelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 16:19:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Nel corso dello svolgimento del processo &#8220;Rinascita-Scott&#8221; che si sta celebrando nell&#8217;aula bunker di Lamezia Terme, oggi, l&#8217;ex parlamentare Giancarlo Pittelli, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, ha voluto fare dichiarazioni spontanee. “Non sono stato, non sono e non sarò mai un mafioso”- ha detto. “Si è cercato di dipingermi come [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Nel corso dello svolgimento del processo &#8220;Rinascita-Scott&#8221; che si sta celebrando nell&#8217;aula bunker di Lamezia Terme, oggi, l&#8217;ex parlamentare Giancarlo Pittelli, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, ha voluto fare dichiarazioni spontanee.<br />
“Non sono stato, non sono e non sarò mai un mafioso”- ha detto. “Si è cercato di dipingermi come colui il quale era in grado di aggiustare processi. Ebbene, di questi processi io non so assolutamente nulla e quando si è riuscito a individuare uno specifico processo che avrei dovuto accogliere, si è scoperto che i magistrati che avrei corrotto sono tra le persone più oneste e più integerrime del Distretto e non solo”. “Io – ha aggiunto poi Pittelli – sono stato iscritto alla Massoneria dal 1988 al 1993. Non mi residuava del tempo per dedicarmi all’istituzione e decisi di smettere. Nel 2017, a seguito di insistenze di alcuni amici professionisti, capii che un rientro nell’associazione avrebbe potuto crearmi dei rapporti diversi vista la cessazione dell’attività politica e un decremento importante degli affari del mio studio. Non ho mai fatto parte di logge massoniche segrete o irregolari o occulte delle quali io disconosco anche l’esistenza”.</p>
<p>L’ex parlamentare ha anche sostenuto di sapere da dove proviene “questa fola” sulla massoneria segreta. “E’ nata nel 2007 – ha detto – a seguito di uno scontro che ebbi con un pm di Catanzaro il quale inviò un’informazione di garanzia al procuratore generale di Potenza accusandolo di corruzione. E il prezzo della corruzione era rappresentato da quattro bypass aortocoronarici subiti in occasione di un infarto. Il mio atto di ribellione nei confronti di questo pm, con esposti alla Procura Generale, alla Cassazione e al Csm, culminarono con l’invio di una informazione di garanzia nei miei confronti per appartenenza a loggia massonica segreta e al riciclaggio di un assegno a firma di mia madre. Prontamente archiviata l’indagine per mancanza di notizia di reato. Naturalmente quell’informazione di garanzia ha fatto il giro del mondo e per 20 anni mi sono portato ad appresso la diceria sull’appartenenza ad una loggia deviata. Io non ho avuto vantaggi né dalla massoneria né dalla politica, non mi sono arricchito. I miei conti correnti sono sotto gli occhi di tutti”. </p>
<p>Pittelli si è presentato in aula gli avvocati Giandomenico Caiazza, presidente dell’Unione Camere penali, e Guido Contestabile che, insieme a Salvatore Staiano, lo difendono. Caiazza e Contestabile hanno già parlato mentre Staiano ha iniziato giovedì ma entrerà nel merito della posizione dell’ex parlamentare sabato. </p>
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		<item>
		<title>Processo &#8220;Eyphemos&#8221;: il senatore Marco Siclari di Forza Italia condannato a 5 anni e 4 mesi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-eyphemos-il-senatore-marco-siclari-di-forza-italia-condannato-a-5-anni-e-4-mesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 15:33:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Tra gli imputati nel processo con rito abbreviato scaturito dall&#8217;operazione “Eyphemos” figurano sul banco degli imputati 23 persone. Tra questi il senatore di Forza Italia, Marco Siclari che è stato condannato dal Gup di Reggio Calabria, Maria Rosa Barbieri, a 5 anni e 4 mesi di reclusione per scambio-elettorale mafioso. La sentenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Tra gli imputati nel processo con rito abbreviato scaturito dall&#8217;operazione “Eyphemos” figurano sul banco degli imputati 23 persone. Tra questi il senatore di Forza Italia, Marco Siclari che è stato condannato dal Gup di Reggio Calabria, Maria Rosa Barbieri, a 5 anni e 4 mesi di reclusione per scambio-elettorale mafioso.</p>
<p>La sentenza è stata più pesante della richiesta del pm Giulia Pantano, 4 anni. Secondo le indagini, coordinate anche dal procuratore Giovanni Bombardieri e dall&#8217;aggiunto Gaetano Paci, Siclari sarebbe stato appoggiato dalla cosca Alvaro alle politiche del 2018. Nel febbraio 2020, il gip aveva disposto i domiciliari per Siclari ma la Giunta per le autorizzazioni non ha mai deciso.</p>
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		<title>Inchiesta &#8220;Inter nos&#8221;, indagato un altro consigliere regionale: si tratta di Raffaele Sainato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchiesta-inter-nos-indagato-un-altro-consigliere-regionale-si-tratta-di-raffaele-sainato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Aug 2021 16:19:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[indagato]]></category>
		<category><![CDATA[Inter nos]]></category>
		<category><![CDATA[mafioso]]></category>
		<category><![CDATA[politico]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Sainato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre a Nicola Paris, finito agli arresti domiciliari per corruzione, c&#8217;è un altro consigliere regionale della Calabria indagato nell&#8217;inchiesta &#8220;Inter Nos&#8221; che ha fatto luce sugli appalti dell&#8217;Asp, affidamenti nel settore delle pulizie assegnati alle imprese ritenuto vicine alle cosche di Reggio Calabria, Melito Porto Salvo e Locri. Si tratta di Raffaele Sainato, ex vicesindaco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre a <strong>Nicola Paris</strong>, finito agli arresti domiciliari per corruzione, c&#8217;è un altro consigliere regionale della Calabria indagato nell&#8217;inchiesta &#8220;Inter Nos&#8221; che ha fatto luce sugli appalti dell&#8217;Asp, affidamenti nel settore delle pulizie assegnati alle imprese ritenuto vicine alle cosche di Reggio Calabria, Melito Porto Salvo e Locri.<br />
Si tratta di <strong>Raffaele Sainato</strong>, ex vicesindaco di Locri, subentrato in Consiglio regionale dopo l&#8217;arresto del consigliere regionale Domenico Creazzo, l&#8217;ex sindaco di Sant&#8217;Eufemia d&#8217;Aspromonte coinvolto nell&#8217;operazione &#8220;Eyphemos&#8221;.</p>
<p>Eletto con la <strong>lista di Fratelli d&#8217;Italia e oggi passato a Forza Italia</strong>, Sainato (<em>nella foto</em>) è indagato assieme a Nicola Paris per scambio elettorale politico-mafioso.<br />
In particolare, nel fascicolo dell&#8217;inchiesta ci sono alcune intercettazioni in cui Paris e l&#8217;imprenditore Nino Chilà, coinvolto anche lui nell&#8217;indagine della Dda di Reggio Calabria, nel novembre 2019 hanno chiesto il sostegno elettorale prima a Silvio Floccari, ritenuto dagli inquirenti vicino alle<strong> cosche Cataldo e Cordì di Locri</strong>, e poi all&#8217;imprenditore Sergio Piccolo, oggi ai domiciliari. Floccari e Piccolo avrebbero promesso a Paris e Chilà l&#8217;appoggio elettorale per il primo. Un sostegno, però, parziale perché Floccari e Piccolo erano impegnati impegnati, per le regionali 2020, secondo quanto é emerso dall&#8217;inchiesta, a sostenere la candidatura di Raffaele Sainato.<br />
Dalle indagini della Guardia di finanza di Reggio Calabria, che ha registrato il dialogo con Floccari, emerge infatti che quest&#8217;ultimo &#8220;fosse impegnato per le regionali &#8211; riferiscono le fiamme gialle &#8211; con Raffaele Sainato&#8221;.<br />
&#8220;A chi è venuto non gli ho potuto dire di no&#8221; è la frase di Floccari intercettata nella conversazione con Chilà e Paris al quale, comunque, lo stesso Floccari ha garantito il suo sostegno: &#8220;Qualcosa per voi c&#8217;è… voglio dire dieci, venti, trenta… riusciamo a toglierli da una parte e… metterli all&#8217;altra&#8221;.<br />
Lo stesso sostegno sarebbe stato garantito anche dall&#8217;imprenditore Sergio Piccolo anche lui impegnato con Sainato. &#8220;È inutile che ci prendiamo in giro…- sono state le sue parole &#8211; quindi… gioia mia di quello che posso fare…&#8221;.</p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Omicidio Ielo a Reggio Calabria, Aloisio: &#8220;Convinti che alle parole debbano seguire i fatti&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/confesercenti-parte-civile-nel-processo-per-lomicidio-ielo-aloisio-convinti-che-alle-parole-debbano-seguire-i-fatti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2021 15:51:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[bruno ielo]]></category>
		<category><![CDATA[confesercenti]]></category>
		<category><![CDATA[gallico]]></category>
		<category><![CDATA[mafioso]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[racket]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confesercenti si è costituita parte civile nel processo  per l&#8217;omicidio avvenuto 25 maggio del 2017 di Bruno Ielo, l&#8217;ex carabiniere che da pensionato gestiva una tabaccheria a Gallico. L&#8217;associazione sarà rappresentata dall&#8217;avvocato Giuseppe Basile, e Confesercenti sarà parte civile insieme alla figlia della vittima e la Città metropolitana di Reggio. “Continuiamo con convinzione nella strada [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Confesercenti si è costituita parte civile nel processo  per l&#8217;omicidio avvenuto 25 maggio del 2017 di Bruno Ielo, l&#8217;ex carabiniere che da pensionato gestiva una tabaccheria a Gallico.</strong> L&#8217;associazione sarà rappresentata dall&#8217;avvocato Giuseppe Basile, e <strong>Confesercenti sarà parte civile insieme alla figlia della vittima e la Città metropolitana di Reggio</strong>. “Continuiamo con convinzione nella strada intrapresa”, dichiara in merito Claudio Aloisio, presidente Confesercenti di Reggio. “Siamo convinti – continua Aloisio – lo abbiamo già detto e lo ribadiamo, che soprattutto in un territorio come il nostro alle parole, alle condanne, allo sdegno, debbano seguire i fatti che per noi si concretizzano con l<strong>a presenza dell’Associazione che ho l’onore di presiedere come parte civile, nei procedimenti in cui i reati contestati ledono gli interessi degli imprenditori, dei commercianti, degli artigiani, delle partite iva</strong>. Il percorso deciso unitamente alla Giunta, che voglio ringraziare per la compattezza e l’unità d’intenti, iniziato con il procedimento Unicredit, prosegue quindi con la nostra ammissione come parte civile in questo processo, ben più grave, in quanto parliamo di un omicidio, aggravato inoltre dal metodo mafioso&#8221;.<br />
&#8220;Siamo consapevoli – conclude il presidente Aloisio – che soltanto mettendoci la faccia adempiamo compiutamente al nostro ruolo di associazione datoriale rappresentativa del tessuto imprenditoriale reggino, quello sano e laborioso composto dall’assoluta maggioranza degli operatori economici. <strong>È unicamente in tale maniera, prendendo una posizione netta e senza alcuna ambiguità, che potremo sperare di stimolare e supportare un vero e ormai indifferibile cambiamento</strong> affermando così, con orgoglio e a testa alta, che Confesercenti Reggio Calabria è, e sarà sempre, insieme alle imprese.”<br />
Gli imputati del processo sono stati tutti rinviati a giudizio. Il processo inizierà il 13 marzo presso la Corte d&#8217;Assise di Reggio.<br />
&nbsp;</p>
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