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	<title>mafiosi Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>A Cassano allo Ionio nasce un osservatorio diocesano sui fenomeni mafiosi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/a-cassano-allo-ionio-nasce-un-osservatorio-diocesano-sui-fenomeni-mafiosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2025 15:09:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un osservatorio diocesano sui fenomeni mafiosi e per la legalità. E&#8217; l&#8217;iniziativa, avviata dalla diocesi di Cassano allo Ionio (Cosenza), per rispondere in maniera concreta al fenomeno mafioso. Nel corso di una conferenza stampa il vescovo di Cassano e vice presidente della Cei monsignor Francesco Savino ha spiegato come il progetto nasca &#8220;dall&#8217;esortazione Evangelii gaudium [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un osservatorio diocesano sui fenomeni mafiosi e per la legalità. E&#8217; l&#8217;iniziativa, avviata dalla diocesi di Cassano allo Ionio (Cosenza), per rispondere in maniera concreta al fenomeno mafioso. Nel corso di una conferenza stampa il vescovo di Cassano e vice presidente della Cei monsignor Francesco Savino ha spiegato come il progetto nasca &#8220;dall&#8217;esortazione Evangelii gaudium di Papa Bergoglio, che invita la Chiesa a uscire dalle mura e ad essere presente nelle situazioni di disagio e violenza là dove c&#8217;è sofferenza e sangue versato. La Chiesa &#8211; ha sottolineato monsignor Savino &#8211; è chiamata a stare dove c&#8217;è sofferenza, dove la dignità è calpestata, dove il Vangelo deve diventare parola incarnata&#8221;.</p>
<p>&#8220;È tempo di osare, è tempo di coraggio, è tempo di profezia. Vogliamo attivare processi di cambiamento e l&#8217;osservatorio obbedisce soprattutto all&#8217;obiettivo di osservare, approfondire e capire le cause dei fenomeni malavitosi&#8221;, ha aggiunto.<br />
La guida dell&#8217;istituto è affidata a don Marcello Cozzi, da anni impegnato sul fronte dell&#8217;antimafia sociale.<br />
&#8220;L&#8217;osservatorio &#8211; ha detto &#8211; nasce con l&#8217;obiettivo di interferire con gli affari delle mafie. Uno strumento di cui la chiesa si dota per dire a se stessa, e al territorio intero, che il contrasto alle mafie non può essere soltanto questione di pochi, ma deve interessare l&#8217;intera comunità, a partire dalla chiesa che ha sempre annunciato il Vangelo come forza di liberazione&#8221;.</p>
<p>L&#8217;osservatorio fornirà un supporto concreto e qualificato alle vittime di estorsioni, usura, corruzione, sopraffazioni mafiose, e alle loro famiglie. &#8220;Tra le azioni più importanti &#8211; ha sottolineato don Cozzi &#8211; vi è prima di tutto l&#8217;accompagnamento delle vittime, per liberarle da ogni forma di schiavitù e far capire a chi subisce la prepotenza mafiosa che non deve sentirsi solo ma che c&#8217;è una comunità che è pronta ad accompagnarlo e a sostenerlo&#8221;.</p>
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		<title>Santuario di Polsi, cardinale Zuppi: &#8220;la casa di Dio non è luogo di interessi mafiosi, si offende Maria&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 10:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il santuario di Polsi, in passato, è stato profanato più volte. Quella che è la casa della Madre di Dio, Madre di tutti, una casa di misericordia, consolazione e fraternità, era diventata un luogo per interessi privati, che bisogna chiamare col loro nome: mafiosi. Chi fa della casa di Dio un luogo di interessi senza scrupoli, senza legge né onestà, offende Maria, la Chiesa tutta e la comunità umana”. Così il card. Matteo Maria Zuppi nella sua intensa riflessione sul numero in edicola di Maria con te, settimanale mariano del Gruppo Editoriale San Paolo, alla vigilia della festa della Madonna di Polsi, di cui avrebbe dovuto presiedere la messa solenne del 2 settembre. I festeggiamenti sono stati poi annullati in seguito alle polemiche per il loro “trasferimento” allo stadio di Locri deciso dalla diocesi per l’inagibilità delle strade che conducono al santuario aspromontano a rischio di frane. </p>
<p>Il tempio nel Reggino, in passato “vittima” di infiltrazioni criminali, oggi è tornato “nelle mani” dei fedeli grazie all’impegno del vescovo di Locri-Gerace, Francesco Oliva, e del rettore, don Tonino Saraco, che racconta a Maria con te la rinascita del santuario dopo il suo arrivo nel 2017: “In un contesto così aspro e difficile, questa chiesa è diventata un approdo di speranza in cui Maria è per tutti Madre di Speranza. Ho avuto paura per le minacce subite negli anni, è difficile non averne. Ma anche in questo la Vergine è stata un esempio: Lei per prima, infatti, dovette convivere col dolore. Noi cristiani siamo chiamati ad affrontare le prove senza tirarci mai indietro. </p>
<p>La vicinanza del cardinale Zuppi è molto importante: è l’espressione della Chiesa italiana che guarda a questo luogo ferito. Abbiamo già avviato i lavori per la ristrutturazione e per la nuova strada. Quella attuale, così impervia e disastrata, lo rendeva un luogo isolato, favorendo chi arrivava con cattive intenzioni”.<br />
(<em>Agensir</em>)</p>
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		<title>Lei denuncia violenza sessuale ad opera di mafiosi: con accusa di stalking zia arrestata e divieto per cugino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lei-denuncia-violenza-sessuale-ad-opera-di-mafiosi-con-accusa-di-stalking-zia-arrestata-e-divieto-per-cugino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 10:46:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, nei comuni di Castellace di Oppido Mamertina (RC) e Scido (RC), il personale della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato di P.S. di Palmi (RC), insieme ai Militari delle Stazioni dei Carabinieri dipendenti dalla Compagnia di Palmi, coadiuvati da un’Unità cinofila della Polizia di Stato, hanno dato esecuzione all’Ordinanza di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, nei comuni di Castellace di Oppido Mamertina (RC) e Scido (RC), il personale della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato di P.S. di Palmi (RC), insieme ai Militari delle Stazioni dei Carabinieri dipendenti dalla Compagnia di Palmi, coadiuvati da un’Unità cinofila della Polizia di Stato, hanno dato esecuzione all’Ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, emessa lo scorso 18 aprile dal G.I.P. presso il Tribunale di Palmi, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Letterio De Domenico della Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal Procuratore Capo Emanuele Crescenti, con cui è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari per una donna 78enne e la misura cautelare del Divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi dalla stessa abitualmente frequentati per suo figlio 47enne, indiziati, allo stato del procedimento in fase di Indagini Preliminari e fatte salve diverse valutazioni nelle fasi successive, dei reati di atti persecutori e di lesioni personali pluriaggravate in pregiudizio di una ragazza, rispettivamente nipote e cugina dei 2 destinatari della misura cautelare. </p>
<p>A fondamento dell’Ordinanza di misura cautelare vi sono state attività investigative condotte rispettivamente dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri, che hanno accertato reiterati comportamenti compiuti dagli accusati, che hanno posto in essere violenze fisiche e verbali, minacce e molestie in pregiudizio della vittima, nonché diversi episodi di lesioni personali pluriaggravate, anche in concorso. Il tutto è stato realizzato con l’aggravante dei motivi abietti, ossia per odio e risentimento nutriti dai presunti autori nei confronti della vittima, “colpevole” di aver “collaborato” con l’A.G., e cioè di avere reso dichiarazioni a carico di alcuni soggetti, autori di una violenza sessuale nei suoi confronti, così “inimicandosi” ambienti vicini alla criminalità organizzata. </p>
<p>Le lesioni personali sono state poste in essere con l’aggravante, fra l’altro, dell’utilizzo di un’arma impropria, ossia di una corda utilizzata a guisa di frusta. Nella stessa occasione è stata anche rilevata la premeditazione degli autori, avendo gli stessi attirato la vittima in una vera e propria “trappola”. La collaborazione tra la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi, ha consentito di mettere fine ai reiterati episodi di violenza fisica e verbale, evitando possibili più gravi conseguenze alla vittima. </p>
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		<title>Il messaggio di Papa Francesco: “Totale inconciliabilità tra ‘ndrangheta e Vangelo”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-messaggio-di-papa-francesco-totale-inconciliabilita-tra-ndrangheta-e-vangelo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2023 17:15:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Papa ha inviato un messaggio alla Lumsa, per un evento in memoria di don Pino Puglisi, e ha ribadito “la totale inconciliabilità tra ogni organizzazione criminale, mafia, camorra o ‘ndrangheta, e il Vangelo”. Papa Francesco ha ricordato che don Puglisi è stato ucciso perché “voleva togliere la sua gente, soprattutto i giovani, dalle grinfie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Papa ha inviato un messaggio alla Lumsa, per un evento in memoria di don Pino Puglisi, e ha ribadito “la totale inconciliabilità tra ogni organizzazione criminale, mafia, camorra o <strong>‘ndrangheta</strong>, e il Vangelo”. Papa Francesco ha ricordato che don Puglisi è stato ucciso perché “voleva togliere la sua gente, soprattutto i giovani, dalle grinfie della mafia”.</p>
<p>“La Chiesa non si stancherà mai di ribadire con forza che coloro che nella loro vita seguono questa strada di male, come sono i mafiosi, non sono in comunione con Dio: <strong>sono scomunicati</strong>”, ha detto richiamando le <strong>parole che aveva pronunciato nella piana di Sibari il 21 giugno del 2014.</strong></p>
<p>La testimonianza di don Pino Puglisi “ci ha donato molte opere di bene e pace. Quella pace che manca a tanti nostri fratelli e sorelle che portiamo nel cuore, come le popolazioni dell’Ucraina, di Israele e di Palestina. Non stanchiamoci di pregare per loro”.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Sussidi a condannati per mafia: no revoca a chi sconta pena fuori carcere</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sussidi-a-condannati-per-mafia-illegittima-la-revoca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2021 14:49:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[illegittima]]></category>
		<category><![CDATA[mafiosi]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Illegittima la revoca dei trattamenti assistenziali dei condannati per mafia e terrorismo che scontino la pena fuori dal carcere. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 137. Secondo la Consulta è irragionevole che lo Stato valuti un soggetto meritevole di accedere a tale modalità di detenzione e lo privi dei mezzi per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Illegittima la revoca dei trattamenti assistenziali dei condannati per mafia e terrorismo che scontino la pena fuori dal carcere. Lo ha stabilito la Corte costituzionale</strong> con la sentenza n. 137. Secondo la Consulta è irragionevole che lo Stato valuti un soggetto meritevole di accedere a tale modalità di detenzione e lo privi dei mezzi per vivere, quando questi sono ottenibili solo dalle prestazioni assistenziali. Sebbene queste persone abbiano gravemente violato il patto di solidarietà sociale alla base della convivenza civile, vanno loro comunque assicurati i mezzi necessari per vivere.</p>
<p>Con la sentenza di cui è relatore Giuliano Amato, la Consulta ha dichiarato l&#8217;illegittimità costituzionale di alcune norme di una legge del 2012 , la numero 92, (i comma 61 e 58 dell&#8217;articolo 2 ), ritenendo che la revoca delle prestazioni assistenziali, fondate sullo stato di bisogno, a mafiosi e terroristi che stanno scontando la pena fuori dal carcere contrasti con gli articoli 3 e 38 della Costituzione. In particolare il comma 58 prevede che con la sentenza di condanna per i reati più gravi &#8211; quelli previsti dagli articoli 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter e 422 del codice penale nonché i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l&#8217;attività delle associazioni previste dallo stesso articolo &#8211; il giudice dispone la sanzione accessoria della revoca di alcune prestazioni, di cui il condannato sia eventualmente titolare: indennità di disoccupazione, assegno sociale, pensione sociale e pensione per gli invalidi civili. Il comma 61 stabilisce che tale revoca, con effetto non retroattivo, è disposta dall&#8217;ente erogatore nei confronti delle persone già condannate con sentenza passata in giudicato all&#8217;entrata in vigore della legge n. 92 del 2012.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sussidi-a-condannati-per-mafia-illegittima-la-revoca/">Sussidi a condannati per mafia: no revoca a chi sconta pena fuori carcere</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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