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	<title>mafiosa Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Oct 2025 14:38:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cassazione: definitive le assoluzioni per associazione mafiosa nel processo &#8216;Quinta bolgia&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cassazione-definitive-le-assoluzioni-per-associazione-mafiosa-nel-processo-quinta-bolgia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 07:35:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[assoluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura Generale di Catanzaro che aveva impugnato la sentenza pronunciata dalla Corte di Appello con cui, in riforma della sentenza di primo grado che aveva inflitto condanne fino a dieci anni di reclusione per plurimi reati, tra cui il delitto associativo di stampo mafioso, gli imputati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura Generale di Catanzaro</strong> che aveva impugnato la sentenza pronunciata dalla Corte di Appello con cui, in riforma della sentenza di primo grado che aveva inflitto <strong>condanne fino a dieci anni di reclusione per plurimi reati, tra cui il delitto associativo di stampo mafioso, gli imputati erano stati assolti dal reato associativo, ritenuto insussistente</strong>.  Nel corso dell&#8217;udienza del 2 ottobre, in sede di requisitoria, il Procuratore Generale della Corte di Cassazione aveva chiesto il rigetto del ricorso del Procuratore di Catanzaro, sollecitando, invece, l&#8217;annullamento della sentenza relativamente alla revoca della confisca di tutte le società riconducibili a Putrino e a Rocca. I difensori degli imputati, invece, nel chiedere che il ricorso della pubblica accusa fosse dichiarato inammissibile o comunque rigettato, hanno ulteriormente discusso chiedendo l&#8217;accoglimento dei rispettivi ricorsi relativamente ad un&#8217;ipotesi di illecita concorrenza, per cui vi era sentenza di condanna (<em>seppur con i benefici di legge</em>).</p>
</div>
<p>In particolare per <strong>Vincenzo Torcasio</strong>, difeso dall&#8217;avvocato Antonio Larussa, per cui vi era stata condanna per il solo delitto associativo, è stata definitivamente confermata l&#8217;assoluzione dichiarata dal giudice di appello. Per <strong>Pietro Putrino</strong>, per il figlio e per le società a loro riconducibili (<em>difesi dagli avvocati Francesco Gambardella, Massimiliano Carnovale e Michele Cerminara</em>), nonché per il nipote (<em>difeso dall&#8217;avvocato Giuseppe Senese</em>) è stata parimenti confermata l&#8217;assoluzione per il delitto associativo (per insussistenza del fatto) con il contestuale riconoscimento della legittimità delle società ad essi riconducibili. Per questi ultimi è stata, poi, confermata la responsabilità per il solo delitto di concorrenza illecita. Anche per <strong>Ugo Bernardo Rocca </strong>(<em>difeso dall&#8217;avvocato Antonio Larussa</em>) è stata confermata l&#8217;assoluzione per il delitto associativo (<em>per insussistenza del fatto</em>) con la conferma della responsabilità per il delitto di concorrenza illecita (<em>con benefici di legge</em>). La responsabilità per il delitto di illecita concorrenza è stata confermata anche per <strong>Franco Antonio Di Spena</strong> (<em>difeso dall&#8217;avvocato Lucio Canzoniere</em>).</p>
<div data-src="DROP_PERMALINK_HERE" data-widget-id="AR_1"><strong>L&#8217;operazione prende le mosse nel 2018 con l&#8217;arresto in carcere di tutti gli imputati</strong> essendosi ritenuto sussistente un quadro di gravità indiziaria per plurimi delitti di concorrenza illecita, turbativa d&#8217;asta e, appunto, associazione a delinquere di stampo mafioso. Già nella fase delle indagini preliminari la Corte di Cassazione aveva annullato tutte le ordinanze applicative della misura carceraria. Definito il processo con il rito abbreviato, il GUP di Catanzaro pervenne, invece, ad una sentenza di condanna irrogando pesantissime pene per tutti i reati, tra cui il delitto associativo di stampo mafioso e disponendo la confisca di tuti beni riconducibili a Putrino e Rocca. Sentenza, quest&#8217;ultima, quasi totalmente riformata in appello, con l&#8217;assoluzione per il delitto associativo e la revoca della confisca dei beni. Con la sentenza della Corte di Cassazione, che ha integralmente confermato la sentenza di appello, <strong>è stata dichiarata la definitività dell&#8217; insussistenza del sodalizio mafioso</strong> ritenuto in un primo tempo sussistente.</div>
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		<title>Crotone, estorsioni, usura e droga: sgominata associazione mafiosa, 22 arresti e 31 indagati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-estorsioni-usura-e-droga-sgominata-associazione-mafiosa-22-arresti-e-31-indagati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 06:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, con il supporto dei colleghi di Catanzaro, Vibo Valentia, Cosenza e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia. I provvedimenti sono stati emessi nei confronti di 31 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, con il supporto dei colleghi di Catanzaro, Vibo Valentia, Cosenza e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia.</p>
<p>I provvedimenti sono stati emessi nei confronti di 31 persone (per 15 delle quali è stata emessa la custodia in carcere, per 7 gli arresti domiciliari e per 9 l’obbligo di dimora), indagate, a vario titolo, per “associazione per delinquere di tipo mafioso”, “estorsione”, “usura”, “danneggiamento”, “associazione per delinquere, finalizzata alla commissione di reati in materia di stupefacenti”, nonché per numerosi “reati in materia d’armi, di sostanze esplodenti e di stupefacenti”.</p>
<p>Ulteriori dettagli verranno comunicati nel corso di una conferenza stampa che si svolgerà presso i locali della Procura della Repubblica di Catanzaro.</p>
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		<item>
		<title>Isola Capo Rizzuto, interdittiva antimafia alla Prociv Arci: &#8220;rischio di contaminazione mafiosa&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/isola-capo-rizzuto-interdittiva-antimafia-alla-prociv-arci-rischio-di-contaminazione-mafiosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 12:47:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
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		<category><![CDATA[isola capo rizzuto]]></category>
		<category><![CDATA[mafiosa]]></category>
		<category><![CDATA[Prociv Arci:]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Prefettura di Crotone ha notificato una interdittiva antimafia alla Prociv Arci di Isola Capo Rizzuto che non potrà assumere la gestione del Cara, il centro di accoglienza per migranti richiedenti asilo di Sant’Anna, uno dei più grandi d’Italia. Il provvedimento arriva a conclusione di una articolata istruttoria, avviata già nell’agosto dello scorso anno, all’esito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Prefettura di Crotone ha notificato una interdittiva antimafia alla Prociv Arci di Isola Capo Rizzuto che non potrà assumere la gestione del Cara, il centro di accoglienza per migranti richiedenti asilo di Sant’Anna, uno dei più grandi d’Italia. Il provvedimento arriva a conclusione di una articolata istruttoria, avviata già nell’agosto dello scorso anno, all’esito della quale “è stata accertata l’esistenza di un effettivo rischio di contaminazione mafiosa attraverso la contiguità con elementi appartenenti a sodalizi criminali locali”. Dagli accertamenti – spiega infatti il provvedimento adottato dall’ufficio territoriale del governo – sono emersi “plurimi e concreti elementi da cui risulta una condizione di asservimento o di potenziale asservimento dell’associazione alla criminalità organizzata”.</p>
<p>Rischio di infiltrazione e di asservimento deriverebbero, essenzialmente, dai legami familiari e di parentela tra alcuni dirigenti, soci e dipendenti della Prociv con persone ritenute affiliate alle cosche di ’ndrangheta di Isola Capo Rizzuto nonché dalle frequentazioni di quegli stessi soci imparentati con i presunti affiliati con altri componenti della stessa associazione di volontariato. In seguito all’interdittiva antimafia, dunque, la Prociv Arci non potrà assumere la gestione del centro per i migranti di Sant’Anna per la quale nel gennaio dello scorso anno si era aggiudicata la relativa gara d’appalto bandita dalla Prefettura di Crotone. Gara alla quale l’associazione aveva partecipato con un raggruppamento di imprese costituito dalla Traslator srl, con sede ad Alpignano (Torino), in qualità di capogruppo, e dalla stessa Prociv Arci di Isola Capo Rizzuto in qualità di mandante.</p>
<p>La gestione del Cara sarebbe dovuta durare un anno con facoltà di rinnovo per ulteriori 12 mesi, per un importo complessivo per 24 mesi pari a 5.978.043 euro. Nelle more del subentro alla Croce Rossa Italiana, che al momento gestiva il Cara di Isola Capo Rizzuto, alla Prociv è tuttavia pervenuta la comunicazione dell’avvio di una procedura informativa sul rischio di infiltrazioni mafiose che si è appunto conclusa con la notifica, datata 24 gennaio, dell’interdittiva antimafia.</p>
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		<item>
		<title>Processo “Quinta Bolgia”, Pg: Confermare 7 condanne per ingerenza mafiosa in ospedale Lamezia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-quinta-bolgia-pg-confermare-7-condanne-per-ingerenza-mafiosa-in-ospedale-lamezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2023 13:08:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[condanne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sostituto procuratore generale di Catanzaro, Raffaela Sforza, ha chiesto sette condanne e la confisca di quattro società nell&#8217;ambito del processo d’appello scaturito dall&#8217;operazione “Quinta Bolgia” sulle presunte ingerenze delle cosche di ‘ndrangheta di Lamezia Terme nella gestione dell’ospedale &#8216;Giovanni Paolo II&#8217;. Le imprese “Rocca” e “Putrino”, secondo l’accusa, si sarebbero accaparrate i servizi di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sostituto procuratore generale di Catanzaro, Raffaela Sforza, ha chiesto sette condanne e la confisca di quattro società nell&#8217;ambito del processo d’appello scaturito dall&#8217;operazione “Quinta Bolgia” sulle presunte ingerenze delle cosche di ‘ndrangheta di Lamezia Terme nella gestione dell’ospedale &#8216;Giovanni Paolo II&#8217;. Le imprese “Rocca” e “Putrino”, secondo l’accusa, si sarebbero accaparrate i servizi di onoranze funebri dell’ospedale, attuando un’illecita concorrenza “con violenza o minaccia” ai danni di altre imprese e facendo leva sull’appartenenza alle cosche attraverso i propri dipendenti legati alla criminalità organizzata, ed in particolare al contesto della consorteria Iannazzo-Cannizzaro-Daponte.</p>
<p>Gli imputati per i quali è stata chiesta la conferma della condanna sono Franco Antonio Di Spena, dipendente della Rocca Servizi, al quale in primo grado sono stati comminati 2 anni e 8 mesi; Giuseppe Perri, ex direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro (8 mesi); due omonimi, Diego Putrino, di 41 e 57 anni, rispettivamente, amministratore della Putrino service srl e socio al 95% ed amministratore delle altre società legate alla famiglia Putrino, condannati entrambi in primo grado a 9 anni e 6 mesi; Pietro Putrino, capo dell’omonimo gruppo imprenditoriale (11 anni); Ugo Bernardo Rocca (9 anni e 2 mesi) e Vincenzo Torcasio, dipendente della ditta Putrino (9 anni e 4 mesi). </p>
<p>Le società di cui il pg Sforza ha chiesto la confisca sono “La Pietà Putrino srl”, la “Croce Rosa Putrino srl”, la “Putrino Service srl” e la “Rocca Servizi srl”. Dopo la requisitoria hanno depositato le loro conclusioni le parti civili: la ditta Vescio funeral home, rappresentata dall’avvocato Fernando Marrocco; la Regione Calabria (avvocato Nicola Greco); l’associazione Antiracket Lametina (avvocato Carlo Carere); l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro (avvocato Gaetano Callipo) ed il Comune di Lamezia Terme (avvocato Caterina Restuccia).</p>
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