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	<title>mafie Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 18 Apr 2026 16:18:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>In Calabria nel 2025 si è &#8220;giocato&#8221; 6 miliardi e 172 milioni di euro, +7% rispetto al 2024</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/in-calabria-nel-2025-si-e-giocato-6-miliardi-e-172-milioni-di-euro-7-rispetto-al-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 16:18:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il grande affare del gioco d’azzardo non si ferma né rallenta. Si continua a giocare tanto, ci si indebita con ripercussioni sociali, economiche e sanitarie. A confermarlo sono i dati ufficiali del Ministero dell’Economia elaborati da Libera che mostrano una crescita costante e impressionante. Nel 2025 si è “giocato” la cifra di 165 miliardi e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il grande affare del gioco d’azzardo non si ferma né rallenta. Si continua a giocare tanto, ci si indebita con ripercussioni sociali, economiche e sanitarie. A confermarlo sono i dati ufficiali del Ministero dell’Economia elaborati da <strong>Libera</strong> che mostrano una crescita costante e impressionante. Nel 2025 si è “<em>giocato</em>” la cifra di 165 miliardi e 344 milioni di euro + 5% rispetto il 2024. Solo sul online si è giocato una cifra pari a 100 miliardi e 880 milioni di euro in crescita +9% rispetto lo scorso anno quando erano 92 miliardi e 102 milioni online.<br />
Un aumento che si registra anche in <strong>Calabria</strong> dove nel 2025 si è “<em>giocato</em>” una cifra paria a <strong>6.172.265.586 i</strong>n aumento rispetto lo scorso anno quando erano 5.768.098.166. In media in Calabria si spende per il gioco d&#8217;azzardo 3.377 euro all’anno per abitante, bambini compresi (<em>va ricordato che l’azzardo è vietato fino ai 18 ann</em>i). La provincia di <strong>Cosenza</strong> è quella dove si è “<em>giocato</em>&#8221; di più con <strong>2miliardi e 164 milioni</strong> di euro, seguita dalla provincia di <strong>Reggio Calabria</strong> con <strong>1 miliardo e 858 milioni</strong> di euro. Terza la provincia di <strong>Catanzaro</strong> con un <strong>miliardo e 89milion</strong>i di euro. Chiudono la Provincia di <strong>Crotone</strong> con <strong>537 milioni</strong> di euro e <strong>Vibo Valentia</strong> con <strong>522</strong> milioni di euro.</p>
<p><em>“L’aumento vertiginoso del gioco d’azzardo in Italia, certificato dagli ultimi dati del Ministero dell’Economia- </em>commenta Libera Calabria<em>&#8211; è un segnale gravissimo. È l’indicatore di una deriva sociale che sta divorando intere comunità, impoverendo famiglie, ampliando le disuguaglianze e offrendo nuovi spazi di profitto alle organizzazioni criminali. Ogni euro speso in azzardo è un euro sottratto alla dignità, alla cura, all’educazione, alla possibilità di costruire futuro. E quando lo Stato registra questi numeri senza intervenire con decisione, non è spettatore: è corresponsabile. Serve una svolta immediata e radicale. Serve una politica che abbia il coraggio di dire basta. Serve una strategia nazionale che riduca drasticamente l’offerta, limiti la pubblicità, protegga i territori, sostenga chi è caduto nella dipendenza e restituisca centralità alla salute pubblica. Non è accettabile che interi quartieri diventino casinò a cielo aperto. Non è accettabile che la disperazione diventi un modello di business. Non è accettabile che lo Stato consideri l’azzardo una voce di bilancio.”</em><br />
Le organizzazioni criminali non aspettano altro: più cresce l’azzardo, più aumentano indebitamento, ricatti, infiltrazioni nei circuiti legali e illegali del gioco. Il mondo del gioco d’azzardo è una delle voci più remunerative del bilancio mafioso. Una “<em>grande roulette</em>” dove si ricicla denaro derivante da altri traffici; si impongono beni e servizi (<em>per esempio le slot machine</em>) agli esercenti dei locali; si estorce denaro ai giocatori fortunati o lo si presta a usura a quelli sfortunati; si truffa lo Stato manomettendo gli apparecchi di gioco o semplicemente si investe con società formalmente legali. E la ndrangheta la fa da padrone.</p>
<p>Secondo il dossier “<strong>Azzardomafie</strong>” di Libera analizzando le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia, pubblicate tra il 2010 e il 2024, sono ben 39 i clan censiti che hanno operato in attività di business sia illegali che legali. Al “<em>tavolo verde</em>” giocano e vincono i soliti “<em>not</em>i”: dagli<strong> Alvaro</strong> ai <strong>Macrì</strong>, dai <strong>Molè</strong> ai <strong>Pelle</strong>, dagli <strong>Arena</strong> ai <strong>Cordello</strong>, dai <strong>Piromalli</strong> ai <strong>Bellocco</strong>. “<em>Affari</em>” che travalicano i confini calabresi e si sono espansi in questi anni nel Piemonte, Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna. Liguria.<br />
<em>“Mentre da un lato si aumentano le offerte di gioco, – c</em>onclude Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera in Calabria <em>&#8211; dall’altro si registra una riduzione degli strumenti di prevenzione e cura, generando un ulteriore squilibrio che, di fatto, favorisce le mafie. Servono in generale scelte più coraggiose perché c’è la necessità di rimettere al centro la dignità delle persone e il benessere delle comunità e non il profitto delle aziende o il guadagno dell’erario. Soprattutto, in un contesto fragile come quello calabrese dove povertà e solitudine amplificano i rischi dell’azzardo, sentiamo forte la necessità, affinché al di là di ogni retorica e strumentalizzazione, si possa intervenire con un intervento legislativo a livello regionale più incisivo, con misure più stringenti e restrittive dando un segnale forte nel contrasto al gioco d’azzardo e ai profitti che la criminalità organizzata trae da esso. Rispetto a tale situazione le leggi attuali non sono più sufficienti”.</em></p>
<p>Segreteria regionale Libera Calabria</p>
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		<item>
		<title>Lamezia, Trame 14: Bilancio molto positivo per la XIV edizione del Festival dei libri sulle mafie</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-trame-14-bilancio-molto-positivo-per-la-xiv-edizione-del-festival-dei-libri-sulle-mafie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 10:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[edizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è conclusa ieri con un messaggio di pace, alla luce degli ultimi eventi che stanno sconvolgendo gli equilibri mondiali, l&#8217;ultima edizione di Trame.Festival dei libri sulle mafie. Dal 17 al 22 giugno il tema &#8220;Liberi Liberi&#8221; ha guidato il ricco programma di Trame14, dedicato quest&#8217;anno a Giancarlo Siani e Francesco Ferlaino, rispettivamente nel 40° [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa ieri con un messaggio di pace, alla luce degli ultimi eventi che stanno sconvolgendo gli equilibri mondiali, l&#8217;ultima edizione di Trame.Festival dei libri sulle mafie. Dal 17 al 22 giugno il tema &#8220;Liberi Liberi&#8221; ha guidato il ricco programma di Trame14, dedicato quest&#8217;anno a Giancarlo Siani e Francesco Ferlaino, rispettivamente nel 40° e 50° anniversario della loro uccisione, riaffermando l&#8217;importanza della memoria come leva per la giustizia e la legalità.<br />
&#8220;Un successo. La continua crescita del festival mi rende davvero orgoglioso. Trame si dimostra ancora una volta patrimonio della città. La cultura, i libri, l&#8217;informazione, servono a comprendere la realtà, con l&#8217;obiettivo anche di migliorarla. Parlare di mafie, dei loro complici e della loro evoluzione serve a rendere il Paese un posto migliore&#8221; – ha dichiarato il direttore artistico Giovanni Tizian tracciando un bilancio più che positivo. Il festival, infatti, ha ospitato oltre cento relatori e relatrici – magistrati, scrittori, giornalisti, attivisti, studiosi e rappresentanti istituzionali – e ha proposto più di settanta appuntamenti tra dibattiti, presentazioni di libri, mostre, spettacoli, concerti e proiezioni. Nelle sei giornate i luoghi del festival – quelli tradizionali e quelli di #trameincittà &#8211; sono stati animati da una straordinaria partecipazione di pubblico, con migliaia di presenze e un&#8217;ampia eco anche sui canali digitali (un milione le visualizzazioni raggiunte sugli account ufficiali, con oltre seicento post pubblicati).</p>
<p>Da Siani a paragon, dal tema dell&#8217;accoglienza alla questione carceraria, dal narcotraffico al tifo estremo e alle mutazioni della ndrangheta, dai romanzi noir all&#8217;antimafia giovanile, dalla finanza etica alle ecomafie, dalle testimonianze degli imprenditori che denunciano a quelle dei cronisti minacciati, dalla sanità alla politica locale. Questo, e tanto altro, è stato raccontato a partire dagli oltre trenta libri presentati. Tra le proiezioni di Trame14: &#8220;Cutro, Calabria, Italia&#8221; del regista Mimmo Calopresti, il docufilm &#8220;Magma. Mattarella, il delitto perfetto&#8221; dello scrittore e editorialista Attilio Bolzoni e della regista Giorgia Furlan, l&#8217;inchiesta &#8220;Aemilia 220&#8221;, coproduzione Rai Fiction, di Fabio Melchionna, Savino Paparella, Cosimo Ribezzi e Jessica Giuliani, con le voci narranti di Paolo Bonacini e Giovanni Tizian, e la prima ufficiale del film-documentario su Peppe Valarioti &#8220;Medma non si piega&#8221;, scritto e diretto dal giornalista e film-maker di Ugly Films Gianluca Palma.<br />
Il festival ha previsto tre mostre: una fotografica dedicata a Andy Rocchelli, una illustrativo – fumettistica su Giancarlo Siani, e l&#8217;installazione artistica &#8220;L&#8217;ombra del pizzo&#8221; di Grazia Resta.<br />
Settanta volontari e volontarie, con un&#8217;età compresa tra i 16 e i 35 anni, provenienti da tutta la regione, hanno animato il festival offrendo un fondamentale supporto all&#8217;organizzazione logistica e un significativo apporto al suo racconto.<br />
Per il secondo anno consecutivo si è rinnovata la collaborazione con il Quotidiano del sud che, tra i media partner dell&#8217;evento, ogni giorno ha concesso ai ragazzi e alle ragazze della redazione di scrivere un articolo per il giornale.<br />
Trame 14 è stato promosso da Fondazione Trame ETS e ALA Associazione Antiracket Lamezia Onlus, finanziato con risorse PAC 2014/2020 erogate ad esito dell&#8217;Avviso Pubblico Regione Calabria per il Finanziamento di Eventi e Manifestazione di Grande Interesse Turistico 2025, con il patrocinio di Camera dei Deputati, Ministero dell&#8217;Interno, Ministero della Cultura, Anci, Regione Calabria, Comune di Lamezia Terme, Confcommercio, Rai per la Sostenibilità. Con il sostegno di Eni e PagoPA, e la collaborazione di partner come: Fondazione Carical, Spicgil, Fondazione con il Sud, Legambiente, Avviso Pubblico, Confapi, Banca Etica, Fondazione Finanza Etica, Museo Archeologico Lametino, Round Robin Editrice, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Associazione Amici di Roberto Morrione, Cesura, Ugly Films, Premio Morrione per il giornalismo investigativo, Musica contro le mafie, Scena Verticale, Vacantusi APS, e numerose altre realtà locali e nazionali.</p>
<p>&#8220;È stata un&#8217;edizione bellissima &#8211; ha commentato anche il presidente della Fondazione Trame ETS Nuccio Iovene &#8211; Il primo ringraziamento va alla città, per la sua partecipazione straordinaria, l&#8217;attenzione e l&#8217;affetto con i quali ha seguito il festival in questi sei giorni. Il secondo ringraziamento va ad Armando Caputo, a tutti i soci dell&#8217;ALA e a coloro che quattordici anni fa resero possibile la prima edizione del festival. Senza di loro non saremmo potuti arrivare fin qui&#8221;. &#8220;Il terzo e più grande ringraziamento va allo staff di trame, alle volontarie e ai volontari che, sempre più numerosi, partecipano al festival e se ne sentono protagonisti.<br />
&#8220;È stata un&#8217;edizione ricca di eventi, appuntamenti, occasioni di riflessione – ha proseguito &#8211; Anche quest&#8217;anno abbiamo voluto accompagnare il festival tributando un omaggio ad un grande calabrese come Corrado Alvaro, a centotrenta anni dalla sua nascita, ricordando il suo monito: &#8220;La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile&#8221;, frase che anima quotidianamente il nostro lavoro, e abbiamo voluto che sul palco principale del festival campeggiasse tutte le sere la parola &#8220;pace&#8221;, perché siamo consapevoli dei pericoli e delle tragedie di queste ore e di questi giorni, e nemmeno per un momento, parlando delle tante cose di cui ci siamo occupati, abbiamo pensato di rimuoverle dalle nostre preoccupazioni&#8221; – ha concluso Iovene.</p>
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		<item>
		<title>Ponte sullo Stretto, Report DIA: &#8221;Le mafie ora parlano il linguaggio del potere&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-sullo-stretto-report-dia-le-mafie-ora-parlano-il-linguaggio-del-potere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2025 13:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Dia]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte Stretto]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È scontro istituzionale sul futuro del Ponte sullo Stretto. Mentre il Ministro Matteo Salvini proponeva misure “speciali” di controllo antimafia sotto l’osservatorio del Viminale, la risposta del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stata netta: la cornice di prevenzione già esistente è più che solida, e non serve creare eccezioni per ciò che deve essere gestito con rigore ordinario. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È scontro istituzionale sul futuro del Ponte sullo Stretto. Mentre il Ministro <strong>Matteo Salvini</strong> proponeva misure “speciali” di controllo antimafia sotto l’osservatorio del Viminale, la risposta del Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong> è stata netta: la cornice di prevenzione già esistente è più che solida, e non serve creare eccezioni per ciò che deve essere gestito con rigore ordinario. Un altolà che ribadisce la centralità dello Stato di diritto anche nel contrasto alle mafie.<br />
A rincarare la dose è arrivata la DIA (Direzione Investigativa Antimafia) con la pubblicazione del nuovo Rapporto 2024, che per la prima volta racchiude i dati dell’intero anno, offrendo un quadro aggiornato e allarmante sulla criminalità organizzata.<br />
<em>&#8220;Le mafie non sparano più </em>– dichiarava il Direttore della DIA, Generale<strong> Michele Carbone</strong> –<em> ma indossano colletti bianchi e cravatte. Parlano la lingua del business e si muovono nei palazzi del potere&#8221;. </em></p>
<h4><strong>Le nuove mafie: silenziose, strategiche, mimetizzate</strong></h4>
<p>Il nuovo volto delle organizzazioni mafiose è discreto e sofisticato. Ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra e le mafie pugliesi hanno lasciato alle spalle l’immagine del criminale armato per assumere quella dell’imprenditore, del consulente, persino del funzionario pubblico. Si infiltrano nei grandi appalti, manipolano bandi, corrompono, stringono alleanze e evadono l’erario con la complicità di imprenditori che da vittime diventano complici.<br />
Nel solo 2024, la DIA ha ispezionato 200 cantieri, verificando 4.364 persone, 1.157 imprese e 2.345 mezzi d’opera, grazie a un lavoro sinergico con le Prefetture, l’Osservatorio Centrale sugli Appalti Pubblici (O.C.A.P.), e i Gruppi Interforze, rafforzati dal Decreto del 2 ottobre 2023.<br />
PNRR, Giubileo e Olimpiadi: l’assalto silente alle grandi opere.<br />
Il contesto attuale, ricco di grandi progetti e fondi straordinari – dal PNRR, al Giubileo 2025, passando per i Giochi Invernali Milano-Cortina 2026 e la futura costruzione del Ponte sullo Stretto – rappresenta un’occasione d’oro per le mafie. E la DIA lo sa bene.<br />
La relazione 2024 mette in evidenza strategie d’infiltrazione sempre più raffinate: subappalti imposti, esclusione dei concorrenti tramite intimidazioni, falsificazione di verifiche, e un uso sistemico del riciclaggio di denaro. Il tutto, con l’appoggio di una rete di funzionari pubblici infedeli, attirati da guadagni facili.</p>
<h4><strong>La risposta dello Stato: prevenzione, analisi, trasparenza</strong></h4>
<p>A fronte di queste minacce, il sistema di prevenzione antimafia non è rimasto fermo. L&#8217;arma più potente non è solo la repressione penale, ma un approccio integrato che unisce indagini, interdittive prefettizie, verifiche nei cantieri e il monitoraggio della Banca Dati Nazionale Antimafia (BDNA).<br />
Questo modello, unico nel suo genere, è oggi guardato con crescente interesse anche all’estero. Tanto che il nuovo rapporto è stato tradotto in più lingue, per condividere l’esperienza italiana nel contrasto al crimine organizzato su scala globale.<br />
<em>“È una mafia che si muove sotto traccia &#8211;</em> ha concluso il Generale Carbone <em>&#8211; ma noi non abbasseremo la guardia. La trasparenza e il controllo sono gli antidoti più efficaci. E la DIA c’è, ogni giorno, in prima linea”.  <br />
(<em>Fonte: antimafiaduemila</em>)</p>
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		<item>
		<title>Mons. Savino: non cristiani se indifferenti davanti le mafie, dobbiamo scegliere da che parte stare</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mons-savino-non-cristiani-se-indifferenti-davanti-le-mafie-dobbiamo-scegliere-da-che-parte-stare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 12:50:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[Mons Savino]]></category>
		<category><![CDATA[scegliere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Oggi non basta ricordare, dobbiamo scegliere da che parte stare. La mafia non è solo un&#8217;organizzazione criminale: è un sistema di potere e corruzione, un veleno che inquina le coscienze, un&#8217;ombra che si insinua nei compromessi, nelle paure, nelle parole non dette&#8221;. Lo ha affermato mons. Francesco Savino, vescovo della diocesi di Cassano allo Ionio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Oggi non basta ricordare, dobbiamo scegliere da che parte stare. La mafia non è solo un&#8217;organizzazione criminale: è un sistema di potere e corruzione, un veleno che inquina le coscienze, un&#8217;ombra che si insinua nei compromessi, nelle paure, nelle parole non dette&#8221;. Lo ha affermato mons. Francesco Savino, vescovo della diocesi di Cassano allo Ionio e vice presidente della Conferenza episcopale italiana, in occasione della XXX Giornata della Memoria e dell&#8217;Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.</p>
<p>&#8220;La mafia &#8211; aggiunge &#8211; si combatte con la verità gridata e con la giustizia vissuta. Si combatte nelle scelte di ogni giorno, nel non abbassare lo sguardo, nel non piegarsi alla logica del favore, della connivenza, della paura&#8221;. </p>
<p>&#8220;Non possiamo dirci cristiani &#8211; ha aggiunto &#8211; se restiamo indifferenti. Non possiamo dirci uomini liberi se ci voltiamo dall&#8217;altra parte. Chi tace è complice. Chi si adatta è parte del problema. Oggi ricordiamo le vittime innocenti della mafia, ma il vero tributo alla loro memoria è scegliere di essere uomini e donne di verità e di coraggio. Sempre&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/mons-savino-non-cristiani-se-indifferenti-davanti-le-mafie-dobbiamo-scegliere-da-che-parte-stare/">Mons. Savino: non cristiani se indifferenti davanti le mafie, dobbiamo scegliere da che parte stare</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Le mani delle mafie sul turismo: “Giro d’affari da oltre 3 miliardi di euro”, la &#8216;ndrangheta primeggia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/le-mani-delle-mafie-sul-turismo-giro-daffari-da-oltre-3-miliardi-di-euro-la-ndrangheta-primeggia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 17:47:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Demoskopika]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarebbe pari a 3,3 miliardi di euro, il giro d&#8217;affari della criminalità organizzata italiana derivante dall&#8217;infiltrazione nell&#8217;economia legale del settore turistico del Belpaese di cui quasi 1,5 miliardi concentrato nelle realtà del Nord. Emerge da uno studio realizzato da Demoskopika che l&#8217;Ansa pubblica in anteprima e che ha stimato l&#8217;attività di welfare criminale delle mafie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe pari a 3,3 miliardi di euro, il giro d&#8217;affari della criminalità organizzata italiana derivante <strong>dall&#8217;infiltrazione nell&#8217;economia legale del settore turistico</strong> del Belpaese di cui quasi 1,5 miliardi concentrato nelle realtà del Nord. Emerge da uno <strong>studio realizzato da Demoskopika che l&#8217;Ansa pubblica in anteprima</strong> e che ha stimato l&#8217;attività di welfare criminale delle mafie sul turismo elaborando dati rilevati elaborando dati ufficiali o da fonti autorevoli. <strong>Assoluto primato della &#8216;ndrangheta con un giro d&#8217;affari di 1 miliardo 650 milioni</strong> (50% degli introiti totali), poi camorra a 950 milioni (28,8%), mafia a 400 milioni (12,1%).</p>
<p>Nello specifico sono nove i sistemi turistici regionali a presentare i rischi più elevati di infiltrazione criminale nel tessuto economico: <strong>Calabria</strong>, Campania, Lombardia, Lazio, Puglia, Sicilia ma anche Liguria, Emilia Romagna e Piemonte. Emerge dallo studio sulla base di alcuni indicatori ritenuti &#8220;sensibili&#8221; ai fini della ricerca: imprese turistiche (alberghi e ristoranti) confiscate alla criminalità organizzata, segnalazioni di operazioni finanziarie sospette comprendenti anche le Sos attinenti alla criminalità mafiosa, numero delle richieste di avvio di istruttorie antimafia connesse al Pnrr, provvedimenti interdittivi antimafia emessi dagli uffici territoriali del governo. Le regioni sono state classificate in tre raggruppamenti, in relazione al loro livello di infiltrazione nel tessuto economico: alto, medio e basso. In particolare, a pesare sul primato negativo della Campania, che ha totalizzato il massimo del punteggio (122,0 punti), i 67 alberghi e ristoranti confiscati, pari al 21,8% sul totale delle strutture turistiche confiscate dalle autorità competenti, le quasi 2mila richieste di avvio di istruttorie antimafia connesse al Pnrr, i 155 provvedimenti interdittivi antimafia emessi dagli Uffici Territoriali del Governo, nell&#8217;intero anno 2023, a seguito degli approfondimenti svolti dalle articolazioni della Dia e, infine, le quasi 16mila operazioni finanziarie sospette comprendenti anche le SOS a rischio criminalità organizzata. </p>
<p>A completare l&#8217;area caratterizzata da un livello &#8220;alto&#8221; di infiltrazione economica nel comparto turistico, in relazione a pesi diversi ottenuti sugli indicatori individuati, si collocano Lombardia (119,3 punti), Lazio (117,7 punti), Puglia (106,9 punti), Sicilia (103,5 punti), Liguria (101,7 punti), Emilia Romagna (101,3 punti), Piemonte (100,9 punti) e <strong>Calabria (100,5 punti)</strong>. Sul versante opposto, sono sei i sistemi turistici a presentare una minore vulnerabilità, presenti nel cluster delle realtà con un rischio &#8220;basso&#8221; di infiltrazione criminale: Valle d&#8217;Aosta (90,6 punti), Molise (91,1 punti), Friuli Venezia Giulia (92,4 punti), Basilicata (92,5 punti), Umbria (92,8 punti) e Trentino Alto Adige (93,3 punti).</p>
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		<title>Riconoscimenti nazionali per la casa editrice indipendente calabrese &#8220;Coccole Books&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/riconoscimenti-nazionali-per-la-casa-editrice-indipendente-calabrese-coccole-books/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 07:26:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Coccole Books]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Belvedere Marittimo (CS) &#8211; Raccontare ai bambini il volto brutto della prepotenza, le conseguenze atroci e tristi delle guerre e delle mafie? Può sembrare spesso un’impresa ardua, solo per gli adulti. Per fortuna c’è chi, come la Casa Editrice calabrese ed indipendente Coccole Books, sa dosare parole gentili, fantasia e colori per rispondere a tutte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Belvedere Marittimo (CS) &#8211; Raccontare ai bambini il volto brutto della prepotenza, le conseguenze atroci e tristi delle guerre e delle mafie? Può sembrare spesso un’impresa ardua, solo per gli adulti. Per fortuna c’è chi, come la Casa Editrice calabrese ed indipendente <strong>Coccole Books</strong>, sa dosare parole gentili, fantasia e colori per rispondere a tutte le curiosità dei più piccoli. E sa farlo anche molto bene, tanto da fare il pieno di nuovi ed ambiti riconoscimenti nazionali: <strong>TESTIMONI DI CORAGGIO di Daniela Valente</strong> ha conquistato il premio speciale nell’ambito del 5° concorso nazionale letterario Artisti per Peppino Impastato (Taranto); <strong>LA BALLATA DEI GIGANTI, di Anna Lavatelli e Nicolò Mingolini</strong> è salita sul podio del prestigioso Premio Letterario Anna Osti promosso dalla Biblioteca comunale di Costa di Rovigo.</p>
<p><strong>STORICO IMPEGNO DI PROMOZIONE DAL BASSO DI LETTURA E CULTURA</strong><br />
Ad esprimere soddisfazione per questi importanti risultati che impreziosiscono il percorso ventennale della casa editrice di Belvedere Marittimo specializzata in libri e letteratura per l’infanzia, sono Ilario Giuliano e Daniela Valente, instancabili nel loro impegno nella promozione dal basso della cultura della lettura, attraverso iniziative rivolte soprattutto alle scuole, come le Olimpiadi del Libro.<br />
<strong>LA BALLATA DEI GIGANTI CONQUISTA PREMIO CATEGORIA ALBI ILLUSTRATI</strong><br />
“C’erano al mondo due brutti giganti che si credevano molto importanti…” – Inizia così questa simpatica filastrocca che narra di due giganti gemelli robusti e forzuti che menano colpi a destra e a manca. Il loro motto è: usa la forza e avrai ragione! Tutti scappano al loro arrivo per paura di prendere botte e legnate. Il paese non sa come liberarsi dei due prepotenti, finché una bambina prende una mela la dipinge d’oro e scrive sopra: la prenda l’uomo più forte e potente che c’è e gliela posa davanti. La storia finirà bene, non senza ricordare a tutti che per sconfiggere i prepotenti è meglio usare il cervello. – Il Premio ottenuto da La Ballata dei Giganti nell’ambito della categoria Albi illustrati è ispirato e dedicato ad Anna Osti, insegnante illustre che ha dedicato la sua vita all’educazione, decidendo poi di dare in eredità la sua casa perché ne diventasse una scuola materna per i bambini del paese.</p>
<p><strong>TESTIMONI DI CORAGGIO, DA PORTELLA DELLA GINESTRA A LEA GAROFALO</strong><br />
Da Portella Della Ginestra a Salvatore Carnevale, da Serafina Battaglia a Peppino Impastato, da Piersanti Mattarella a Pio la Torre, da Carlo Alberto dalla Chiesa a Giuseppe Fava, da Graziella Campagna a Rosario Livatino, da Libero Grassi a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, da Rita Atria a Don Pino Puglisi, da Don Peppe Diana a Lea Garofalo. – Sono, queste, le vittime di mafia raccontate attraverso le pagine di TESTIMONI DI CORAGGIO. Si può morire di mafia per tante ragioni: perchè sei parente di un uomo d’onore, perchè́ sei un giornalista, un sacerdote, un politico o un magistrato che fa fino in fondo il suo mestiere, perchè́ sei un uomo o una donna che è leale verso la comunità o lo Stato. Si può morire perchè sei un imprenditore che decide di non cedere a una spirale economica irreversibile, oppure perchè sei un pentito o un testimone di giustizia, che sceglie di raccontare i reati che ha commesso o quelli a cui ha assistito. Si può essere anche una vittima innocente, caduta sotto i colpi di guerre altrui, perché si trova al momento sbagliato nel posto sbagliato.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-278362" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/PREMIAZIONE-COCCOLE-BOOKSTORE-3-300x158.jpg" alt="" width="630" height="332" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/PREMIAZIONE-COCCOLE-BOOKSTORE-3-300x158.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/PREMIAZIONE-COCCOLE-BOOKSTORE-3-768x404.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/PREMIAZIONE-COCCOLE-BOOKSTORE-3-799x420.jpg 799w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/PREMIAZIONE-COCCOLE-BOOKSTORE-3-696x366.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/PREMIAZIONE-COCCOLE-BOOKSTORE-3.jpg 900w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></p>
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		<title>Mafia, Gratteri: &#8220;Al vecchio pizzo preferisce banche online per riciclare miliardi di euro&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mafia-gratteri-al-vecchio-pizzo-preferisce-banche-online-per-riciclare-mld-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 17:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
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		<category><![CDATA[riciclaggio]]></category>
		<category><![CDATA[ultimora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Le organizzazioni criminali considerano ormai il &#8216;vecchio&#8217; pizzo come qualcosa di superato&#8221;. Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, in occasione della presentazione &#8211; oggi alla Camera &#8211; del Rapporto &#8220;Cyber organized crime. Le mafie nel Cyberspazio&#8221;, iniziativa promossa dalla Fondazione Magna Grecia che quest’anno celebra i 40 anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Le organizzazioni criminali considerano ormai il &#8216;vecchio&#8217; pizzo come qualcosa di superato&#8221;. Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Napoli <strong>Nicola Gratteri</strong>, in occasione della presentazione &#8211; oggi alla Camera &#8211; del Rapporto &#8220;Cyber organized crime. Le mafie nel Cyberspazio&#8221;, iniziativa promossa dalla Fondazione Magna Grecia che quest’anno celebra i 40 anni dalla sua nascita.</p>
<p>Gratteri ha raccontato di aver scoperto a Napoli che la &#8220;camorra aveva creato una banca online che riciclava miliardi di dollari, con seimila clienti in Lombardia e nel Lazio e con sedi anche in Lituania e Lettonia. Il riciclaggio ammontava a più di tre miliardi e mezzo di euro, di cui solo due sono stati sequestrati&#8221;.  “La cosa che ci ha sorpreso è che nelle banche sequestrate abbiamo scovato tecnologie che la nostra Polizia giudiziaria nemmeno si sogna. Purtroppo nelle azioni di contrasto alle mafie, l’Italia è rimasta indietro rispetto a Paesi come Germania, Olanda e Belgio che ora devono aiutarci.</p>
<p>Nelle forze dell’ordine mancano del tutto giovani ingegneri in grado di dare quella spinta di cui il nostro sistema ha bisogno. Stiamo perdendo troppo tempo e tanto campo”, ha concluso Gratteri. &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Mafia, Colosimo: &#8220;Non è più coppola e lupara, in Antimafia comitato per cybercrime&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mafia-colosimo-non-e-piu-coppola-e-lupara-in-antimafia-comitato-per-cybercrime/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 09:50:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Colosimo]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione]]></category>
		<category><![CDATA[cybercrime]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[ultimora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; “La Commissione parlamentare ha scelto di aprire un comitato apposito che si occupi di nuove tecnologie e di cybercrime. Lo ha fatto perché la consapevolezza, che spesso manca anche nella politica, possa diventare invece pane quotidiano. Noi abbiamo la necessità di dire, anche fuori da queste sale” del Parlamento “che esiste una nuova [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; “La Commissione parlamentare ha scelto di aprire un comitato apposito che si occupi di nuove tecnologie e di cybercrime. Lo ha fatto perché la consapevolezza, che spesso manca anche nella politica, possa diventare invece pane quotidiano. Noi abbiamo la necessità di dire, anche fuori da queste sale” del Parlamento “che esiste una nuova criminalità organizzata che ha cambiato completamente modello”. Così Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare antimafia, intervenendo oggi, a Roma, in occasione della presentazione, a Montecitorio, del rapporto ‘Cyber organized crime – Le mafie nel cyberspace’, realizzato da Fondazione Magna Grecia, che fornisce una panoramica della trasposizione digitale delle organizzazioni criminali in ambiti che fino a qualche anno fa sembravano inimmaginabili.</p>
<p>È “una cosa assolutamente lontana nel tempo, l&#8217;esempio della mafia con la coppola e la lupara &#8211; ha continuato Colosimo &#8211; perché, chiunque sia dotato di un telefonino, e non soltanto di un criptofonino, per rimanere in tema, sa che esistono le piazze di spaccio virtuali, che con un canale telegram si vende la merce, si compra la merce e, spesso, quella merce si vende e si compra in bitcoin, piuttosto che con altri metodi, su piattaforme exchange. Questo noi lo dobbiamo dire, lo dobbiamo sapere, se davvero vogliamo fare la lotta al narcotraffico e alla criminalità organizzata. Dobbiamo mettere sempre più in campo politiche e legislazioni che ci permettano di dare ai magistrati e agli inquirenti gli strumenti per fermare tutto questo”.  Riferendosi all’esperienza di incontrare i ragazzi delle scuole, la presidente ha sottolineato che la “spaventava l&#8217;idea di un modello imperante sui social, che diventasse virale l&#8217;evasione di Raduano piuttosto che la guerra &#8211; ha raccontato &#8211; che la colonna sonora più utilizzata dai ragazzi fosse ‘Volevo fare il boss’, di Tony Effe. E quando sono arrivata a Castelvolturno e un ragazzo mia ha detto ‘presidente ma io perché devo prendere 3-4 euro l&#8217;ora per fare il cameriere in nero quando se vado a fare la sentinella nella piazza di spazio ne guadagno 500?’.</p>
<p>La risposta è stata no &#8211; ha affermato Colosimo &#8211; Il successo si guadagna con il sacrificio, come hanno fatto i nostri nonni, con la capacità di mettersi alla prova sulle proprie capacità, non facendosi sfruttare da chi si arricchisce su quel ragazzo. Ma si fa questo soprattutto se, a quel ragazzo, nessuno più proporrà un lavoro in nero e se non dovrò più assistere, al Kevin Di Napoli di turno, picchiatore del gruppo dei Piscitelli che, mentre è ancora recluso in una comunità di recupero, viene accompagnato sul palco da quel Tony Effe di ‘Volevo fare il boss’. Questo è il messaggio devastante &#8211; ha concluso &#8211; sul quale noi dobbiamo intervenire, se vogliamo davvero che le nuove generazioni abbiano altri miti”. &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Gratteri: &#8221;Troppe commistioni tra politica e criminalità organizzata&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gratteri-troppe-commistioni-tra-politica-e-criminalita-organizzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 05:56:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[commistioni]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La commistione tra politica e pubblica amministrazione, da una parte, e criminalità organizzata, dall&#8217;altra, è un fenomeno tutt&#8217;altro che estemporaneo, ma diffuso. Le mafie attualmente preferiscono rimanere nell&#8217;ombra e infiltrarsi a tutti i livelli nell&#8217;economia, nell&#8217;imprenditoria e anche nella politica. In questo caso, anziché minacciare o sparare, preferiscono corrompere&#8221;. Così il procuratore di Napoli Nicola [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La commistione tra politica e pubblica amministrazione, da una parte, e criminalità organizzata, dall&#8217;altra, è un fenomeno tutt&#8217;altro che estemporaneo, ma diffuso. Le mafie attualmente preferiscono rimanere nell&#8217;ombra e infiltrarsi a tutti i livelli nell&#8217;economia, nell&#8217;imprenditoria e anche nella politica. In questo caso, anziché minacciare o sparare, preferiscono corrompere&#8221;. Così il procuratore di Napoli <strong>Nicola Gratteri</strong> in un&#8217;intervista a Famiglia Cristiana, in margine all&#8217;inchiesta dei pm di Genova e la Spezia che indagano tra l&#8217;altro su fenomeni legati alla corruzione al voto di scambio e alle infiltrazioni mafiose. </p>
<p>Per Gratteri &#8220;<em>occorrerebbe una più incisiva selezione della classe dirigente. È la politica che dovrebbe farsi un esame di coscienza e valutare con rigore le condotte dei propri appartenenti a prescindere dalle valutazioni che fa la magistratura, che si basano sull&#8217;analisi di specifiche vicende. Sul piano dell&#8217;azione giudiziaria, devo constatare che le riforme attuate e quelle in cantiere, purtroppo, indeboliranno l&#8217;accertamento dei fenomeni criminosi</em>&#8220;. </p>
<p>L&#8217;intervista a Gratteri si inserisce in un reportage su Genova &#8211; cui il settimanale dedica la copertina &#8211; all&#8217;indomani dell&#8217;inchiesta che ha visto l&#8217;arresto del governatore Giovanni Toti, mentre 30 sono in totale gli indagati, incentrandosi sulla figura di Aldo Spinelli, l&#8217;imprenditore elemosiniere, che, rivela Famiglia Cristiana, si era anche offerto di pagare la campagna elettorale per la rielezione dell&#8217;allora sindaco Adriano Sansa, che respinse senza esitazione l&#8217;offerta.<br />
(<em>Fonte: antimafiaduemila.com</em>)</p>
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		<title>Ponte sullo Stretto, Ad. Ciucci: massimo impegno e trasparenza contro eventuali interferenze mafiose</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-sullo-stretto-ad-ciucci-massimo-impegno-e-trasparenza-contro-eventuali-interferenze-mafiose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2024 15:58:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Ciucci]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte Stretto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=244613</guid>

					<description><![CDATA[<p>«La società Stretto di Messina agisce nell’assoluto rispetto delle norme. Sono stati istaurati rapporti di collaborazione con gli Uffici territoriali del Governo e le Forze dell’ordine competenti con la comune volontà di promuovere e garantire la cultura della legalità, della trasparenza amministrativa e della tracciabilità dei flussi finanziari, ossia di tutti gli introiti e i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«La società Stretto di Messina agisce nell’assoluto rispetto delle norme. Sono stati istaurati rapporti di collaborazione con gli Uffici territoriali del Governo e le Forze dell’ordine competenti con la comune volontà di promuovere e garantire la cultura della legalità, della trasparenza amministrativa e della tracciabilità dei flussi finanziari, ossia di tutti gli introiti e i pagamenti relativi agli espropri e alla realizzazione dell’opera. L’obiettivo è di contrastare i possibili tentativi da parte della criminalità organizzata di speculare sulle attività espropriative e di inserirsi nei canali di provvista dei mezzi di finanziamento dell’opera». </p>
<p>Lo sottolinea l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, sentito dall’ANSA in relazione a notizie stampa su presunte interferenze mafiose nelle fasi espropriative per la realizzazione del ponte. In particolare, alcuni organi di informazione, hanno sollevato il caso dei terreni espropriati a parenti di boss del clan Mancuso di Limbadi e a un condannato per ’ndrangheta nel processo &#8216;Rinascita-Scott?.</p>
<p>«In questo quadro, prima delle attività di occupazione delle aree e di liquidazione degli espropri e prima dell’avvio dei cantieri, saranno aggiornati i protocolli di legalità, già sottoscritti in passato, con lo scopo di tenere conto delle più avanzate tecniche di monitoraggio. In particolare, &#8211; spiega &#8211; per quanto riguarda specificamente le procedure espropriative, nell’ambito dei protocolli di legalità in corso di finalizzazione con le competenti Prefetture, conformemente agli schemi tipo approvato dal Cipess, sono previste specifiche misure volte a verificare preventivamente eventuali ingerenze mafiose nei passaggi di proprietà delle aree interessate dagli espropri ed ad assicurare la massima trasparenza delle procedure».</p>
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