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	<title>madri Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 06 May 2025 12:59:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>X rapporto di Save the Children “Le Equilibriste&#8221;: madri italiane, sempre più sole e penalizzate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 12:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi giorni dalla Festa della mamma – la seconda domenica di maggio -, arriva il X rapporto di Save the Children che fotografa la maternità in Italia nel 2025: “Le Equilibriste“. Un bilancio delle sfide e degli infiniti equilibrismi, appunto, che le donne in Italia devono affrontare quando scelgono di diventare mamme, accompagnato dai dati sulla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A pochi giorni dalla Festa</strong> della mamma – la seconda domenica di maggio -, arriva il X rapporto di Save the Children che fotografa la maternità in Italia nel 2025: “<a href="https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/le-equilibriste-la-maternita-italia-nel-2025">Le Equilibriste</a>“. Un bilancio delle sfide e degli infiniti equilibrismi, appunto, che le donne in Italia devono affrontare quando scelgono di diventare mamme, accompagnato dai dati sulla maternità nel nostro Paese. Diseguaglianze di genere nel mondo del lavoro, sbilanciamento tra carichi di cura e vita professionale a sfavore delle donne, insufficienza o assenza dei servizi per la prima infanzia: questi i fattori che condizionano la vita e il benessere delle madri. «Non sorprende se la natalità tocca il minimo storico con solo 1,18 figli per donna e che il 20% delle donne smette di lavorare dopo essere diventata madre», osservano da Save the Children. Lo dimostra il nuovo record negativo delle nascite nel 2024, con soli 370mila nuovi nati: una flessione del 2,6% rispetto all’anno precedente.</p>
<p><strong>La classifica delle regioni</strong> “mother friendly” elaborata dall’Istat – l’Indice delle Madri – vede ai primi posti la Provincia autonoma di Bolzano, l’Emilia-Romagna e la Toscana. <strong>All’ultimo posto</strong> la Basilicata, preceduta da Campania, Puglia e <strong>Calabria</strong>. Allargando lo sguardo oltre confine però su 146 Paesi nel mondo, l’Italia occupa il 96° posto per partecipazione femminile al mondo del lavoro. Se guardiamo invece il dato sul gender gap retributivo, ci troviamo alla 95ª posizione.</p>
<p><strong>In Italia, insomma,</strong> «le madri sono sempre più sole e penalizzate». Specie le mamme single: basti pensare che, tra quelle fra i 25 e i 34 anni, poco più di 1 su 2 lavora, rientrando quindi tra le categorie più a rischio di povertà. Più in generale, comunque, nel 2024 il divario occupazionale tra padri e madri con almeno un figlio minore è di quasi 29 punti percentuali. Significativi anche i dati sul divario salariale a sfavore delle donne, che preludono a una penalità ancora più netta quando queste decidono di mettere al mondo un figlio: la “child penalty”. Il 77,8% degli uomini senza figli è occupato, ma la percentuale sale al 91,5% tra i padri (92,1% per chi ha un figlio minore e 91,8% per chi ne ha due o più). Per le donne la situazione è molto diversa: lavora il 68,9% tra quelle senza figli, ma la quota scende al 62,3% tra le madri (65,6% per chi ha un figlio minore e 60,1% con due o più). Vale a dire che mentre gli uomini con figli sono più presenti nel mercato del lavoro degli uomini senza figli, per le donne avere figli è associato a una minore occupazione lavorativa, tanto che 20 su 100 smettono di lavorare dopo essere diventate madri.</p>
<p><strong>Sono comunque le mamme</strong> single a incontrare ancora più difficoltà. Negli anni, i nuclei monogenitoriali, cioè le famiglie composte da un solo genitore con figli, sono passati da circa 2 milioni 650mila nel 2011 a oltre 3 milioni 800mila nel 2021, segnando un incremento del 44%. Una tendenza opposta rispetto alle coppie con figli che, al contrario, sono calate nel tempo. Il 77,6% delle famiglie monogenitoriali è costituito da madri sole con i propri figli. Si stima, inoltre, che le madri sole saranno 2,3 milioni nel 2043. Attualmente sono una delle tipologie familiari più esposte al rischio di povertà.</p>
<p><strong>«Servono politiche strutturali,</strong> integrate e durature che garantiscano risorse e strumenti per sostenere le famiglie nella cura dei figli e nella conciliazione tra vita privata e professionale – commenta Giorgia D’Errico, direttrice Affari pubblici e Relazioni istituzionali di Save the Children -. È fondamentale, ad esempio, garantire a tutti i bambini e le bambine l’accesso ai servizi educativi per l’infanzia, ampliando l’offerta in tutti i territori e assicurandone la sostenibilità nel lungo periodo, ed estendere la durata dei congedi di paternità, incentivandone l’utilizzo e riconoscendo il valore sociale della cura anche per i padri, in una logica di corresponsabilità. Solo così potremo costruire un futuro in cui la genitorialità, il lavoro e la vita privata non siano in conflitto, ma possano coesistere come parte di un progetto di benessere individuale e collettivo».</p>
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		<title>“Le Madri Costituenti” in anteprima a Lamezia Terme. Ultima tappa il 2 giugno 2025 a Casali del Manco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 06:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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		<category><![CDATA[Lamezia]]></category>
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		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/le-madri-costituenti-in-anteprima-a-lamezia-terme-ultima-tappa-il-2-giugno-2025-a-casali-del-manco/">“Le Madri Costituenti” in anteprima a Lamezia Terme. Ultima tappa il 2 giugno 2025 a Casali del Manco</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un evento determinato dalla volontà di far conoscere la storia delle 21 donne elette all’Assemblea Costituente; solo 5 di loro entrarono nella Commissione dei 75, nessuna nella Commissione dei 18, per la redazione della Costituzione. La mostra è stata ideata e curata dal comitato  “Se non ora quando?” di Marzi (CS) divenendo poi itinerante grazie ad AIParC Cosenza. La sua anteprima a Lamezia Terme ha avuto anche il patrocinio della Biblioteca e Casa Museo Gullo. Fausto Gullo si ricorda per essere stato uno dei Padri Costituenti e fu proprio lui a proporre l’istituzione dell’Assemblea Costituente. <strong>Il patrocinio della Biblioteca e Casa Museo Gullo è stato anche concesso per la chiusura prevista il 2 giugno presso la Biblioteca Comunale di Casali del Manco (CS). </strong></p>
<p>Antonella Bongarzone, direttrice della Biblioteca e Casa Museo Gullo, ha dichiarato che «è importante in questo determinato momento storico che queste iniziative siano non solo celebrative ma giornate di ricordo e condivisione della storia del Paese; per questo la Biblioteca e Casa Museo Gullo, presidio culturale di alto valore regionale e nazionale, ha inteso patrocinare esclusivamente gli eventi dell’anteprima e della chiusura della mostra. È bene coinvolgere nelle altre date della mostra itinerante gli attori culturali presenti su ogni territorio in modo da garantire la pluralità di voci e di condivisioni». L’evento già svolto lo scorso 24 aprile a Lamezia Terme negli spazi del Laboratorio d’Arte Cerra è stato un racconto a più voci che si è snodato durante la serata, intervallato da momenti musicali del duo Francesca Salerno e Luigi Morello; i musicisti hanno interpretato canti della nostra tradizione popolare e diversi inediti, tra cui il brano “Donna” composto dalla Salerno che la stessa, in questa particolare occasione, ha voluto dedicare alle donne madri della Repubblica. A dare avvio alla serata è stata la proiezione di un video realizzato da “Se non ora quando?” di Marzi: una narrazione di pochi minuti ricchi ed intensi dell’ingresso di queste 21 donne nell’Assemblea Costituente, arricchita da meravigliose immagini di repertorio legate alla storia della Repubblica. I saluti iniziali di Rosella Cerra che ha ospitato l’evento e di  Antonella Bongarzone, direttrice della Biblioteca Casa Museo Gullo.</p>
<p>Sono poi seguiti gli interventi di <strong>Tania Frisone</strong>, presidente AIParC Cosenza, che ha presentato il libro di Nella Matta <strong>“</strong>In cammino verso i diritti. Le Madri Costituenti<strong>” (Cosenza, 2022) e di Fedra</strong><strong> Tucci</strong> di “Se non ora quando?” di Marzi, che ha racconto di come è nata l’idea della mostra sulle Madri Costituenti. Ha preso poi la parola <strong>Teresa Sacco</strong> sempre di “Se non ora quando?”di Marzi incentrando il suo intervento sulla figura di Teresa Mattei ed infine è intervenuta <strong>Rosa Principe</strong> come AiIParC Cosenza che ha delineato il valore della nostra Carta Costituzionale non solo dal punto di vista storico ma anche giuridico. È  seguito un acceso dibattito nel quale sono emerse anche criticità sul percorso delle Madri Costituenti. Un percorso molto difficile in un mondo maschilista e patriarcale che ancora oggi continua a manifestarsi con molta violenza. A conclusione una vibrante e graffiante interpretazione di “Bella Ciao” da parte di Francesca Salerno e Luigi Morello.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-310801" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Madri-Costituenti-300x169.jpg" alt="" width="644" height="363" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Madri-Costituenti-300x169.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Madri-Costituenti-768x432.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Madri-Costituenti-747x420.jpg 747w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Madri-Costituenti-696x391.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Madri-Costituenti.jpg 900w" sizes="(max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
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		<title>Ecco la fotografia Istat delle nuove famiglie italiane: Più monogenitori e meno coppie con figli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 16:54:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le famiglie italiane cambiano pelle. In dieci anni diminuiscono le coppie con figli e aumentano, invece, i nuclei monogenitore. E&#8217; la fotografia che arriva dagli ultimi dati dell&#8217;Istat, resi noti oggi. Dal 2011 al 2021 si riducono di oltre un milione e 200mila le coppie con figli, con una tendenza al calo ancora più forte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le famiglie italiane cambiano pelle</strong>. In dieci anni diminuiscono le coppie con figli e <strong>aumentano</strong>, invece, i <strong>nuclei monogenitore.</strong> E&#8217; la fotografia che arriva dagli ultimi dati dell&#8217;Istat, resi noti oggi. Dal 2011 al 2021 si riducono di oltre un milione e 200mila le coppie con figli, con una tendenza al calo ancora più forte rispetto all&#8217;inizio del nuovo millennio (<em>dal 2001 al 2011 si era registrato un -507 mila</em>). Aumentano, invece, i nuclei monogenitore che passano dai circa 2 milioni 650mila a più di 3,8 milioni in dieci anni (<em>+44%</em>). <strong>Sfiorano quota tre milioni le madri sole</strong>, mostrando un incremento del 35,5%, mentre di<strong> padri soli sono circa 855mila</strong> con una variazione dell&#8217;85% circa (<em>erano 462.626 nel 2011</em>).</p>
<p>Rispetto al passato, in cui i monogenitori erano soprattutto vedovi, ora si tratta principalmente di<strong> separati, single o nascite fuori dai matrimoni</strong>. Dal censimento 2021 risultano separati (<em>di fatto o legalmente</em>) o divorziati circa la metà dei genitori soli (<em>per un totale di 1.759.628</em>), vedovi il 30,7% (<em>1.174.425</em>), mentre il 22% dei &#8216;monogenitori&#8217; non si è mai sposato. Guardando alle differenze nella Penisola,<strong> è al Sud che si fanno più figli.</strong> Al contrario la percentuale di coppie senza bimbi è più elevata nel Nord con il picco è nell&#8217;area Nord-ovest. A livello regionale, in Basilicata, Campania e Puglia più della metà dei nuclei familiari è composto da coppie con figli (<em>rispettivamente il 51,8 %, il 51,4% e il 50,7%</em>); fra le regioni che registrano valori inferiori al dato italiano nel complesso, oltre alla Valle d&#8217;Aosta (<em>40,7%</em>) e al Piemonte (<em>il 41,3%</em>), spicca la Liguria che fa registrare il valore minimo pari al 37,2%. Piemonte e Friuli-Venezia Giulia sono, invece, in cima alla graduatoria per incidenza di coppie senza bimbi con valori che superano in entrambi i casi il 36%, mentre tutte le regioni del Sud, le due Isole maggiori e il Lazio non raggiungono la soglia del 30%.</p>
<p><strong>Tra le coppie con figli, cinque su 10 ne hanno uno solo</strong> (<em>3.651.243</em>), <strong>quattro su 10 ne hanno due (<em>3.152.848</em>) e una su 10 ne ha tre o più (<em>733.783</em>)</strong>. È ormai dominante il <strong>modello del figlio unico</strong> &#8211; si evidenzia nel rapporto dell&#8217;Istat &#8211; e, come nel passato, la prole tende a essere più numerosa nel Mezzogiorno dove le coppie con un unico bimbo sono meno rappresentate rispetto al dato complessivo nazionale. Passando, invece, alle <strong>coppie dello stesso sesso sono quasi 10mila al 2021, tra unioni civili e consensuali</strong>. Una cifra in netto aumento rispetto al decennio precedente (<em>erano 7.513</em>). La maggioranza è concentrata nell&#8217;Italia settentrionale dove vive più del 60% mentre nelle regioni meridionali la percentuale si ferma al 15%.<br />
Le <strong>unioni civili</strong> rappresentano la gran parte delle coppie dello stesso sesso censite (<em>86,3%</em>) e risiedono prevalentemente nel Nord-ovest (<em>il 44,2% del totale nazionale</em>) e nel Nord-est (<em>il 24,2%</em>). Le <strong>unioni consensuali</strong>, invece, con il 34,9% sono maggiormente rappresentate nel Centro. Si tratta principalmente di coppie formate da uomini. In particolare, gli<strong> uomini uniti civilmente sono quasi il doppio rispetto alle donne</strong>.</p>
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