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	<title>madre Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 03 Aug 2026 16:38:43 +0000</lastBuildDate>
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		<title>E&#8217; fuori pericolo la bambina di 6 anni coinvolta nel suicidio della madre a Catanzaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 16:38:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[pericolo Gaslini Dulbecco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La bambina di 6 anni coinvolta nel grave incidente verificatosi a Catanzaro lo scorso aprile, giunta in condizioni critiche presso l’Istituto Giannina Gaslini di Genova dopo un grave politrauma a seguito della caduta dal balcone, è ora ufficialmente fuori pericolo e non presenta danni neurologici né deficit motori. Il percorso clinico è stato estremamente complesso e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La bambina di 6 anni coinvolta nel <a href="https://www.calabrianews.it/catanzaro-donna-si-lancia-dal-balcone-con-i-suoi-tre-figli-morta-con-due-bimbi-la-terza-e-grave/">grave incidente verificatosi a Catanzaro </a>lo scorso aprile, giunta in condizioni critiche presso l’Istituto Giannina Gaslini di Genova dopo un grave politrauma a seguito della caduta dal balcone, è ora ufficialmente fuori pericolo e non presenta danni neurologici né deficit motori. Il percorso clinico è stato estremamente complesso e si è concluso con un delicato intervento cardiochirurgico di ricostruzione dell&#8217;aorta: oggi il flusso è stato completamente ripristinato e il polmone sinistro è tornato nuovamente ad espandersi. Questo straordinario risultato è il frutto della stretta collaborazione tra l’Istituto Giannina Gaslini di Genova e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro, attivata già nelle prime ore dopo il trauma. La bambina presentava contemporaneamente una gravissima lesione traumatica dell&#8217;aorta toracica, una lacerazione epatica a tutto spessore, importanti contusioni polmonari e un trauma cranico. Oltre 60 professionisti dell’AOU “Renato Dulbecco” di Catanzaro e dell’Istituto Gaslini di Genova sono stati coinvolti nel percorso di cura della bambina: dalla stabilizzazione iniziale all’intervento cardiochirurgico per la ricostruzione dell’aorta toracica.</p>
<p>La collaborazione tra i due ospedali viene ulteriormente rafforzata con un nuovo atto specificativo della convenzione, che prevede la presenza periodica dei chirurghi del Gaslini a Catanzaro per attività operatoria e ambulatoriale, oltre a percorsi formativi e di confronto anche a distanza rivolti ai professionisti dell’Azienda calabrese. Il trasferimento della bambina da Catanzaro a Genova è stato realizzato in condizioni di massima sicurezza grazie al lavoro congiunto delle Terapie Intensive dei due ospedali e a un volo sanitario dell’Aeronautica Militare con un velivolo attrezzato come una terapia intensiva. Un modello di collaborazione hub &amp; spoke che mette in rete competenze altamente specialistiche, permettendo di offrire cure avanzate ai piccoli pazienti anche attraverso percorsi condivisi sul territorio.</p>
<p>Il percorso di cura della bambina ha coinvolto oltre 60 professionisti tra medici, infermieri e operatori sanitaridi Catanzaro e di Genova. La stabilizzazione iniziale della paziente da parte dei professionisti dell&#8217;AOU Dulbecco ha consentito di affrontare la fase più delicata del percorso: la pianificazione e l&#8217;esecuzione del trasferimento verso Genova, resa possibile dal costante confronto tra le équipe dei due ospedali e dalla continuità assistenziale garantita durante tutte le fasi del trasporto. Giunta al Gaslini, la bambina è stata presa in carico da un&#8217;équipe multidisciplinare che ha proseguito il monitoraggio e la gestione del complesso quadro clinico fino a quando, nella notte del 30 aprile, il peggioramento della lesione traumatica dell&#8217;aorta toracica ha reso necessario il complesso intervento di cardiochirurgia eseguito dall&#8217;équipe diretta da Guido Michielon. «Ci siamo trovati di fronte a una delle lesioni traumatiche più gravi che possano interessare l’aorta, con una mortalità superiore all&#8217;80% già al momento del trauma e, anche tra i pazienti che sopravvivono alla fase iniziale, il rischio di complicanze potenzialmente fatali resta molto elevato. Nel caso di questa bambina, l&#8217;aorta era completamente separata per un tratto di circa quattro centimetri e la continuità del vaso era garantita soltanto dallo strato più esterno della sua parete. Il trattamento iniziale è stato fondamentale per consentirne il trasferimento in sicurezza al Gaslini, ma la successiva evoluzione del quadro clinico ha reso necessario un intervento cardiochirurgico d&#8217;urgenza. Abbiamo ricostruito l&#8217;aorta con il supporto dell&#8217;ECMO, che ha garantito la perfusione degli organi vitali durante tutta la procedura. Oggi il flusso nell&#8217;aorta è stato completamente ripristinato, il polmone sinistro è tornato a riespandersi e, soprattutto, la bambina non presenta danni neurologici né deficit motori: è il miglior risultato che potessimo ottenere», ha spiegato Guido Michielon, direttore della Cardiochirurgia dell&#8217;Istituto Gaslini.</p>
<p>«Il trasferimento di una paziente in condizioni così complesse richiede un lavoro coordinato tra équipe diverse, che in questo caso hanno operato in piena sinergia fin dalle prime fasi. La bambina è stata stabilizzata dall’equipe della dottoressa Stefania Faragò, responsabile dell’Anestesia e Rianimazione e della Terapia Intensiva dell’AOU Dulbecco di Catanzaro, che hanno svolto un lavoro fondamentale nella gestione iniziale del quadro clinico. In costante confronto con la nostra Terapia Intensiva e con il dottor Roberto Formigari, direttore della Cardiologia del Gaslini, è stato individuato il momento più sicuro per il trasferimento. Un medico e un’infermiera della Terapia Intensiva del Gaslini hanno accompagnato la bambina durante il volo sanitario dell’Aeronautica Militare, effettuato con un velivolo attrezzato come una terapia intensiva, garantendo il monitoraggio continuo e la continuità delle cure fino all’arrivo a Genova. Al Gaslini la gestione è proseguita con il coinvolgimento di numerose competenze specialistiche, dalla Terapia Intensiva alla Cardiologia, Cardiochirurgia, Radiologia, Chirurgia, Ortopedia, Fisioterapia e Psicologia», ha commentato Andrea Moscatelli, direttore del Dipartimento di Emergenza e Accettazione e della Terapia Intensiva dell’Istituto Gaslini.</p>
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		<title>Madre allerta Carabinieri: &#8220;mia figlia vuole suicidarsi&#8221;, salvata una 22enne nel Cosentino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/madre-allerta-carabinieri-mia-figlia-vuole-suicidarsi-salvata-una-22enne-nel-cosentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 17:44:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Rocca Imperiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tempestiva segnalazione di una madre, unita alla professionalità dei carabinieri hanno scongiurato il gesto insano di una giovane a Rocca Imperiale (Cosenza). Durante un servizio perlustrativo tre carabinieri in servizio alla Stazione di Rocca Imperiale facente parte della compagnia di Cassano all&#8217;Ionio, sono intervenuti sul lungomare aiutando una 22enne a desistere dal suo proposito. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La tempestiva segnalazione di una madre, unita alla professionalità dei carabinieri hanno scongiurato il gesto insano di una giovane a Rocca Imperiale (Cosenza). Durante un servizio perlustrativo tre carabinieri in servizio alla Stazione di Rocca Imperiale facente parte della compagnia di Cassano all&#8217;Ionio, sono intervenuti sul lungomare aiutando una 22enne a desistere dal suo proposito.</p>
<p>La ragazza ha inviato un messaggio whatsapp alla madre, manifestando le sue intenzioni.La donna, compresa la gravità della situazione, ha immediatamente allertato il Nue 112. La Centrale operativa del Reparto territoriale dei Carabinieri di Corigliano-Rossano ha quindi inviato una pattuglia sul posto dove si è recata anche la comandante della stazione libera dal servizio.</p>
<p>La marescialla ha individuato la giovane in evidente stato di agitazione e grazie a un approccio basato sull&#8217;empatia e sull&#8217;ascolto, è riuscita a stabilire un contatto con la ragazza, instaurando un rapporto di fiducia che l&#8217;ha fatta desistere. Dopo aver raccolto lo sfogo della giovane, la marescialla è riuscita a riportare la calma, affidando la studentessa alle cure dei familiari.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Madre di una studentessa a Dubai, &#8216;sono lasciati a loro stessi&#8217;. Nessun contattato dalla Farnesina</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/madre-di-una-studentessa-a-dubai-sono-lasciati-a-loro-stessi-nessun-contattato-dalla-farnesina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 07:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sono arrabbiata nera. I ragazzi sono lasciati a loro stessi, anche per mangiare. Stanotte sono scesi più volte nei bunker e anche la loro tenuta psicologica sta cominciando a venire meno. Il ministro Crosetto è stato fatto rientrare. Loro sono ancora là&#8221;. A dirlo la madre di una studentessa catanzarese rimasta bloccata a Dubai. La [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Sono arrabbiata nera. I ragazzi sono lasciati a loro stessi, anche per mangiare. Stanotte sono scesi più volte nei bunker e anche la loro tenuta psicologica sta cominciando a venire meno. Il ministro Crosetto è stato fatto rientrare. Loro sono ancora là&#8221;.</em> A dirlo la madre di una studentessa catanzarese rimasta bloccata a Dubai.<br />
La figlia 17enne, studentessa al Liceo classico, fa parte del gruppo che si trovava negli Emirati Arabi Uniti nell&#8217;ambito del progetto di Fsl di simulazione diplomatica organizzato dall Associazione WSC Italia. Sabato, giunti all&#8217;aeroporto, hanno saputo di non poter partire per gli attacchi sul Paese e sono stati sistemati in alcuni alberghi vicini all&#8217;aeroporto. Quindi il ritorno nell&#8217;hotel dove hanno trascorso la settimana di studio. <em>&#8220;Mia figlia &#8211; racconta la donna &#8211; è in un albergo del centro e quando è stato colpito il Jumeirah Burj Al Arab, alcuni detriti del razzo sono caduti anche vicino a dove stanno loro&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>La notte scorsa &#8211; </em>aggiunge<em> &#8211; insieme ai compagni e scesa più volte nei bunker dell&#8217;hotel e adesso stava dormendo. Sono arrabbiata perché nessuno della Farnesina mi ha contattato. I ragazzi hanno ricevuto la visita del console italiano, ma dopo si sono dovuti arrangiare da soli. L&#8217;albergo non fornisce pasti e loro devono comprarsi il cibo con il delivery. Alcuni hanno anche finito i soldi visto che dovevano rientrare sabato scorso e si stanno aiutando tra loro. All&#8217;inizio il loro umore era complessivamente buono, ma adesso, mi ha raccontato mia figlia che qualcuno sta iniziando a cedere psicologicamente, hanno paura&#8221;. </em></p>
<p>&#8220;<em>Al momento &#8211;</em> aggiunge la donna<em> &#8211; non abbiamo idea di come il governo abbia intenzione di fare rientrare i ragazzi in Italia e soprattutto quando. Mia figlia, per il carattere che ha, sta complessivamente bene e resiste allo stress ma più il tempo passa e più anche questo aspetto è a rischio&#8221;.<br />
&#8220;Voglio ringraziare invece &#8211; afferma ancora la mamma della studentessa 17enne &#8211; l&#8217;Associazione WSC Italia che ha organizzato il viaggio e che sta supervisionando la situazione dei ragazzi&#8221;.</em><br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Carabinieri sventano furto nella notte nella Chiesa Madre a Petronà: due arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-carabinieri-sventano-furto-nella-notte-nella-chiesa-madre-a-petrona-due-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 08:35:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Petronà hanno arrestato in flagranza di reato due uomini del posto di 48 e 41 anni, gravemente indiziati di tentato furto aggravato in concorso presso la locale Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo Apostoli e di resistenza a pubblico ufficiale. I fatti risalgono alla notte del 1° febbraio 2026 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F765123453304472%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="314" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">I Carabinieri della Stazione di Petronà hanno arrestato in flagranza di reato due uomini del posto di 48 e 41 anni, gravemente indiziati di tentato furto aggravato in concorso presso la locale Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo Apostoli e di resistenza a pubblico ufficiale. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">I fatti risalgono alla notte del 1° febbraio 2026 quando i Carabinieri di Petronà, liberi dal servizio, sono tempestivamente intervenuti, sorprendendo i due uomini all’interno della chiesa dove si erano introdotti dopo aver scardinato la porta sul retro. A dare l’allarme i residenti che, avendo notato alcuni movimenti sospetti, avevano allertato i Carabinieri, intervenute nell’immediatezza. </span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">Alla vista delle forze dell’ordine i due, con i volti celati da passamontagna e in possesso di grossi strumenti da scasso, hanno opposto resistenza all’arresto. In particolare, uno dei due si è dato alla fuga, tentando di nascondersi all’interno della propria abitazione dove è stato rintracciato ed arrestato dopo un breve inseguimento a piedi per le vie del paese, senza mai perderlo di vista. Il sopralluogo effettuato all’interno della chiesa, alla presenza del parroco, ha poi consentito di verificare che, fortunatamente, le offerte dei fedeli fossero ancora intatte, così come gli arredi e gli ornamenti sacri. </span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">La Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo Apostoli è di fatto un luogo al quale i cittadini di Petronà sono da sempre molto legati, non solo per il profondo significato religioso, ma anche come luogo di aggregazione della comunità e segno dello spirito identitario che lega le diverse generazioni, custodendo i ricordi di giovani e meno giovani. </span></span></span><span style="font-size: medium; font-family: Garamond, serif; color: #000000;">Le indagini hanno permesso di individuare gli elementi di prova necessari per accertare – nella fase delle indagini preliminari che necessita del contraddittorio con la difesa – la responsabilità degli indagati. </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli arrestati, condotti presso i locali della Compagnia di Sellia Marina per le formalità di rito, sono stati successivamente sottoposti al regime degli arresti domiciliari presso il proprio domicilio. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;">All’esito del giudizio di convalida, è stata applicata, per entrambi, la misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify">
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		<title>Isola Capo Rizzuto, maltrattamenti alla madre: arrestato 38enne già ai domiciliari per stalking</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/isola-capo-rizzuto-maltrattamenti-alla-madre-arrestato-38enne-gia-ai-domiciliari-per-stalking/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 08:02:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto hanno arrestato un uomo di 38 anni con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ai danni della madre convivente. L’intervento è scattato nelle ultime ore, al termine di un’ennesima escalation di violenze che aveva reso ormai insostenibile la situazione domestica. Il trentottenne, già sottoposto agli arresti domiciliari per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto hanno arrestato un uomo di 38 anni con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ai danni della madre convivente. L’intervento è scattato nelle ultime ore, al termine di un’ennesima escalation di violenze che aveva reso ormai insostenibile la situazione domestica. Il trentottenne, già sottoposto agli arresti domiciliari per un precedente episodio di stalking nei confronti di un’altra donna, avrebbe per lungo tempo tormentato la madre con comportamenti aggressivi, alternando insulti, minacce ed episodi di violenza fisica. Secondo quanto ricostruito dai militari, il clima familiare era precipitato negli ultimi mesi, fino a trasformarsi in una quotidiana condizione di paura per la vittima.</p>
<p>È stata la stessa donna, dopo l’ultimo episodio di violenza, a trovare il coraggio di comporre il 112 e chiedere aiuto. La pattuglia dei Carabinieri è intervenuta tempestivamente presso l’abitazione, riuscendo a scongiurare conseguenze più gravi e mettendo al sicuro la vittima. Gli immediati accertamenti, condotti sul posto e successivamente approfonditi, hanno consentito di raccogliere un quadro indiziario solido, sufficiente affinché la Procura della Repubblica di Crotone richiedesse una misura cautelare a carico dell’indagato. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato tratto in arresto e trasferito nella casa circondariale di Crotone, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.</p>
<p>L’operazione si inserisce nel più ampio impegno del Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere, un’attività portata avanti in stretto coordinamento con la Procura della Repubblica guidata dal procuratore Domenico Guarascio, da tempo impegnata nel rafforzamento degli strumenti di tutela per le vittime.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bimbi di 2 e 4 anni maltrattati a Paola, condannato a 7 anni e 4 mesi il compagno della madre</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bimbi-di-2-e-4-anni-maltrattati-a-paola-condannato-a-7-anni-e-4-mesi-il-compagno-madre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 13:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Paola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, al termine del rito abbreviato, ha inflitto 7 anni e 4 mesi a Giovanni Fiore, 35enne di Paola accusato di violenze nei confronti dei due fratellini di 3 e 4 anni ricoverati negli scorsi mesi all’ospedale Annunziata di Cosenza. Il compagno della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, al termine del rito abbreviato, ha inflitto 7 anni e 4 mesi a Giovanni Fiore, 35enne di Paola accusato di violenze nei confronti dei due fratellini di 3 e 4 anni ricoverati negli scorsi mesi all’ospedale Annunziata di Cosenza. Il compagno della madre dei bambini sarebbe il responsabile dei maltrattamenti: uno dei bambini, in seguito alle gravi ferite, era finito in rianimazione. </p>
<p>La nonna materna è stata assol­ta, perché “il fatto non sussiste”. Quanto alla madre dei bambini, la gip l’ha rinviata a giudizio: dovrà rispondere della mancata protezione dei figli. Il processo per lei inizierà il 10 dicembre. La Procura dei minori di Catanzaro, nel corso delle indagini, aveva osservato che la madre aveva fornito dichiarazioni che cercavano di minimizzare o giustificare le lesioni come “incidenti domestici”, nonostante il quadro clinico dei bambini fosse compatibile con violenze ripetute.</p>
<p>I due fratellini furono in più occasioni ricoverati: avevano lividi, traumi e fratture. In seguito alle indagini e alla decisione del tribunale, i minori sono stati affidati al padre e alla nonna paterna.</p>
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		<title>Bovalino, lettera di una madre: mia figlia vittima di bullismo a scuola</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bovalino-lettera-di-una-madre-mia-figlia-vittima-di-bullismo-a-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 15:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Bovalino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Da oltre un anno, mia figlia è vittima di bullismo all’interno della sua scuola Media di Bovalino. Non si tratta di episodi isolati, né di semplici incomprensioni tra adolescenti. È una persecuzione sistematica, fatta di parole taglienti, esclusione sociale, insinuazioni e comportamenti che mirano a spezzare la sua serenità e la sua identità. E ciò [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Da oltre un anno, mia figlia è vittima di bullismo all’interno della sua scuola Media di Bovalino. Non si tratta di episodi isolati, né di semplici incomprensioni tra adolescenti. È una persecuzione sistematica, fatta di parole taglienti, esclusione sociale, insinuazioni e comportamenti che mirano a spezzare la sua serenità e la sua identità. E ciò che fa più male è che, nonostante le numerose segnalazioni, nulla è stato fatto.<br />
Ho parlato con insegnanti, coordinatori, vicepreside. Ho chiesto incontri. Ogni volta mi è stato detto che “si sarebbe monitorata la situazione”, che “bisognava capire meglio”, che “sono cose che capitano tra ragazzi”. Ma intanto mia figlia tornava a casa in lacrime, sempre più chiusa, sempre più fragile.</p>
<p>Oggi, le stesse bambine che la bullizzano si sono informate se mia figlia avesse finalmente lasciato la scuola. Come se la sua assenza fosse una vittoria. Come se il loro comportamento avesse raggiunto lo scopo: farla sentire talmente sola da voler sparire.<br />
E io, come madre, mi interrogo. Non le ho mai insegnato a rispondere con la violenza. Le ho insegnato il rispetto, la gentilezza, la forza del dialogo. Forse è questo il mio fallimento? Averle trasmesso valori che in questo contesto sembrano renderla vulnerabile? Ma se fallimento significa non averle insegnato a odiare, allora rivendico con orgoglio il mio errore. Perché mia figlia non è come loro. E non lo sarà mai.</p>
<p>Questa non è solo una storia personale. È il riflesso di un sistema scolastico che troppo spesso minimizza, che non interviene con decisione, che lascia le vittime sole e i carnefici impuniti. A Bovalino, come in tante altre realtà, il bullismo viene ancora trattato come un fastidio da gestire, non come una violenza da combattere.<br />
Se non ci saranno risposte, mi rivolgerò alle autorità competenti. Ai carabinieri, alle testate giornalistiche, alle associazioni che difendono i diritti dei minori. Perché il silenzio non può essere la risposta al dolore di una bambina.<br />
Ogni giorno che passa senza interventi è un giorno in cui si legittima la violenza. Ed io, come madre, come cittadina, non posso permetterlo.<br />
<em>Antonella Italiano</em></p>
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		<title>Isola Capo Rizzuto, picchia la madre e le prende i soldi: 18enne denunciato e allontanato da casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2025 10:26:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[18enne]]></category>
		<category><![CDATA[denunciato]]></category>
		<category><![CDATA[isola capo rizzuto]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto (KR) hanno eseguito la misura dell’allontanamento dalla casa familiare nei confronti di un diciottenne del posto, nonché il divieto di avvicinamento alla persona offesa. Da tempo il giovane ingiuriava e minacciava la madre in seguito a continue richieste di denaro che non venivano assecondate. Ultimamente si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto (KR) hanno eseguito la misura dell’allontanamento dalla casa familiare nei confronti di un diciottenne del posto, nonché il divieto di avvicinamento alla persona offesa.</p>
<p>Da tempo il giovane ingiuriava e minacciava la madre in seguito a continue richieste di denaro che non venivano assecondate. Ultimamente si era spinto oltre, arrivando anche ad aggredirla fisicamente come nell’ultimo episodio, quando l’ha percossa e le ha rubato la carta di credito, utilizzandola, poi, indebitamente. </p>
<p>Ricostruita la personalità aggressiva del ragazzo ed accertati i fatti, i Carabinieri della Tenenza lo hanno denunciato per rapina e indebito utilizzo di sistemi di pagamento. Ora dovrà lasciare la casa dove viveva e non avvicinarsi a più di 500 metri dalla madre.</p>
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		<title>Rosarno, calci e pugni al volto alla madre: Carabinieri arrestano un 23enne</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rosarno-calci-e-pugni-al-volto-alla-madre-carabinieri-arrestano-un-23enne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 11:01:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[arrestato]]></category>
		<category><![CDATA[calci]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro (RC) hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 23enne, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il provvedimento restrittivo è scaturito a seguito di un’articolata attività d’indagine condotta dai reparti dell’Arma territorialmente competenti, avviata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro (RC) hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 23enne, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il provvedimento restrittivo è scaturito a seguito di un’articolata attività d’indagine condotta dai reparti dell’Arma territorialmente competenti, avviata dopo un intervento effettuato il 24 febbraio scorso presso un’abitazione di Rosarno, dove era stata segnalata una violenta lite tra familiari. Le investigazioni, supportate da testimonianze e accertamenti tecnici, hanno consentito di ricostruire un quadro familiare estremamente critico, all’interno del quale l’indagato, con condotte reiterate e gravi, avrebbe sottoposto la madre convivente a continue vessazioni, sia fisiche che psicologiche, tali da configurare un regime di vita intollerabile.</p>
<p>Secondo quanto accertato, il giovane avrebbe messo in atto – a partire dal dicembre 2024 – una serie di episodi di aggressione caratterizzati da percosse, minacce e umiliazioni nei confronti della madre, persona particolarmente vulnerabile. Tra i vari episodi documentati, si evidenziano atti di inaudita violenza, come pugni, calci e colpi al volto, aggressioni con oggetti contundenti, strattonamenti e tentativi di farla precipitare da un balcone, scongiurato solo dall’intervento di un vicino e dei carabinieri. Le minacce erano spesso accompagnate da gravi offese verbali e da dichiarazioni deliranti che denotavano un’evidente instabilità psichica.</p>
<p>I Carabinieri, operando con grande sensibilità e professionalità in un contesto familiare altamente delicato, hanno garantito tempestiva tutela alla vittima e raccolto elementi determinanti per l’emissione della misura cautelare. Il giovane è stato tradotto presso un centro specializzato nel Nord Italia, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, mentre proseguono le attività investigative coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi.</p>
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		<title>Catanzaro, maltrattamenti a figlio minore: divieto avvicinamento e braccialetto elettronico a madre</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-maltrattamenti-a-figlio-minore-divieto-avvicinamento-e-braccialetto-elettronico-a-madre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 10:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[braccialetto]]></category>
		<category><![CDATA[figlio]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri personale della Squadra Mobile di Catanzaro ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di una donna, gravemente indiziata del reato di maltrattamenti nei confronti del figlio minorenne. Il provvedimento, emesso dal Gip di Catanzaro su richiesta della locale Procura, ha disposto la misura del divieto di avvicinamento con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri personale della Squadra Mobile di Catanzaro ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di una donna, gravemente indiziata del reato di maltrattamenti nei confronti del figlio minorenne.</p>
<p>Il provvedimento, emesso dal Gip di Catanzaro su richiesta della locale Procura, ha disposto la misura del divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico e con prescrizione di non comunicare con nessun mezzo con la persona offesa.</p>
<p>L’indagine aveva preso avvio dalla denuncia sporta dal padre del minore ed ha consentito di ricostruire una serie di episodi di maltrattamenti sin dall’anno 2020 e protrattisi nel tempo. Il procedimento attualmente pende nella fase delle indagini preliminari.</p>
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