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	<title>macchina Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Jan 2026 11:59:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sanità negata: non c’è l’ambulanza 64enne muore mentre lo portano in macchina a Rossano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 11:59:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si sente male nella sua abitazione e in assenza di un’ambulanza disponibile sul territorio comunale di Longobucco (CS), i familiari decidono di portarlo all&#8217;ospedale più vicino con l’auto di famiglia. Un tentativo disperato ma inevitabile vista la gravità della situazione. L&#8217;uomo, purtroppo, muore lungo il tragitto. Sulla drammatica vicenda che ripropone la questione della mancanza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si sente male nella sua abitazione e in assenza di un’ambulanza disponibile sul territorio comunale di Longobucco (CS), i familiari decidono di portarlo all&#8217;ospedale più vicino con l’auto di famiglia. Un tentativo disperato ma inevitabile vista la gravità della situazione. L&#8217;uomo, purtroppo, muore lungo il tragitto. Sulla drammatica vicenda che ripropone la questione della mancanza di servizi sanitari soprattutto nelle aree interne e montane calabresi, è intervenuto sui social il segretario della Cgil di Longobucco, Antonio Baratta.<br />
&#8220;Una corsa contro il tempo verso l’ospedale di Rossano, lungo le vie tortuose di Longobucco, a oltre 40 chilometri di distanza, con la macchina di famiglia. Una corsa disperata &#8211; scrive Baratta &#8211; che T.S., operaio forestale delegato FLAI CGIL purtroppo non è riuscito a vincere. Non ce l’ha fatta ad arrivare in ospedale. E con lui muore ancora una volta il diritto alla salute nelle aree interne&#8221;. &#8220;Ma quale ambulanza H24, ma quale soccorso immediato. La realtà è sotto gli occhi di tutti: se ti senti male nei paesi dell’entroterra, sei solo. I tempi di intervento sono lunghi, le distanze proibitive, le strade difficili. E spesso, tragicamente, non c’è una seconda possibilità. Questa non è una fatalità. È una responsabilità precisa&#8221;.</p>
<p>&#8220;È il risultato &#8211; aggiunge Baratta &#8211; di anni di scelte sbagliate, di presidi sanitari smantellati, di promesse non mantenute. È inaccettabile che nel 2026 la possibilità di salvarsi la vita dipenda dal luogo in cui si vive. Le aree interne non possono continuare a essere territori di serie B. Qualcuno deve riflettere seriamente su questa situazione, ma soprattutto agire: garantire il diritto al soccorso immediato, potenziare i servizi di emergenza, restituire dignità e sicurezza a comunità che non chiedono privilegi, ma solo uguaglianza&#8221;.</p>
<p>A Tonino e alla sua famiglia va il rispetto e il silenzio che si devono al dolore. Alle istituzioni va invece una domanda chiara: quante altre corse contro il tempo dovranno finire così prima che qualcosa cambi davvero?&#8221;- conclude Baratta.</p>
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		<title>Atti persecutori contro l&#8217;ex compagna e incendio doloso: finisce nei guai un uomo nel Reggino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 06:45:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Galatro]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio]]></category>
		<category><![CDATA[indagato]]></category>
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		<category><![CDATA[persecuzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è giunti a una prima conclusione della vicenda giudiziaria che ha coinvolto un cittadino di Laureana di Borrello, con la notifica dell&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari. L&#8217;indagato è accusato di una serie di atti persecutori e violenti nei confronti della sua ex compagna, con la quale aveva interrotto la relazione poco tempo prima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è giunti a una prima conclusione della vicenda giudiziaria che ha coinvolto un cittadino di Laureana di Borrello, con la notifica dell&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari. L&#8217;indagato è accusato di una serie di atti persecutori e violenti nei confronti della sua ex compagna, con la quale aveva interrotto la relazione poco tempo prima degli eventi in questione. </p>
<p>Le indagini sono iniziate in seguito a un grave episodio avvenuto nell&#8217;aprile 2023, quando, pochi giorni dopo la fine della relazione, l&#8217;uomo avrebbe incendiato l’autovettura dell&#8217;ex compagna. Tale atto, che ha provocato non solo danni materiali ma anche un forte stato di paura e insicurezza nella vittima, ha segnato l&#8217;inizio di un periodo di vessazioni continue. Le azioni persecutorie sono proseguite senza sosta, con l&#8217;indagato che ha molestato la donna attraverso numerose telefonate, messaggi minatori e atteggiamenti intimidatori.</p>
<p>Grazie alle attente e scrupolose indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Galatro, è stato possibile ricostruire la dinamica degli eventi e raccogliere prove rilevanti a carico dell&#8217;indagato. Le indagini hanno evidenziato come, nonostante il primo grave atto incendiario, l&#8217;uomo non sospettasse di essere oggetto di monitoraggio da parte delle forze dell’ordine e abbia continuato nel suo comportamento persecutorio. Questo atteggiamento lo ha condotto, tra l’altro, a tentare di appiccare nuovamente il fuoco alla vettura dell’ex compagna, aggravando ulteriormente il quadro delle accuse a suo carico.<br />
L&#8217;indagato è attualmente accusato di incendio doloso e atti persecutori, reati per i quali è prevista una severa pena nel nostro ordinamento giuridico.</p>
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		<title>I resti della Croma blindata della scorta di Giovanni Falcone fanno tappa in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/i-resti-della-croma-blindata-della-scorta-di-giovanni-falcone-fanno-tappa-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 09:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[croma]]></category>
		<category><![CDATA[macchina]]></category>
		<category><![CDATA[resti]]></category>
		<category><![CDATA[scorta giovanni falcone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì 26 gennaio alle 10:30 nell’aula magna dell’Istituto scolastico​ alberghiero di Villa San Giovanni,​​ intitolato​ ad Emanuela Loi​ morta​ nella strage di via D’Amelio, farà tappa la teca con i resti della “Quarto Savona​ 15”,​ il nome in codice della Croma blindata della scorta di Giovanni Falcone su cui viaggiavano gli agenti Antonio Montinaro, Vito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mercoledì 26 gennaio alle 10:30</strong> nell’aula magna dell’Istituto scolastico​ alberghiero di Villa San Giovanni,​​ intitolato​ ad Emanuela Loi​ morta​ nella strage di via D’Amelio, farà tappa la teca con i resti della “<strong>Quarto Savona​ 15</strong>”,​ il <strong>nome in codice</strong> della Croma blindata della <strong>scorta di Giovanni Falcone</strong> su cui viaggiavano gli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.</p>
<p>I resti dell’auto blindata della scorta di Falcone girano l’Italia per il trentennale della Dia &#8220;Direzione Investigativa Antimafia&#8221;; “<em>Per la​ bandiera, uomini nel coraggio​ e nella​ bandiera</em>” si chiama così la <strong>giornata del 26 gennaio</strong> dedicata alle<strong> donne e agli uomini delle scorte</strong>. «<em>Portiamo nel cuore non solo</em>​ – spiega Bruna Siviglia – <em>quanti hanno perso la vita ma​ ​ tutti coloro che quotidianamente​ fanno della loro missione un’opera di servizio fondamentale​ per la sicurezza della popolazione e del territorio.​ Per tale motivo, omaggeremo le varie rappresentanze degli uomini​ ​ e delle donne delle scorte​, servitori dello Stato​, ​ di cui si parla​ poco</em>».</p>
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		<title>Polemica Malika: “Ho 22 anni e volevo togliermi uno sfizio, mi sono comprata una bella macchina&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 08:13:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[macchina]]></category>
		<category><![CDATA[malika]]></category>
		<category><![CDATA[mercedes]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Ho 22 anni e volevo togliermi uno sfizio, mi sono comprata una bella macchina, potevo comprarmi un&#8217;utilitaria e non l&#8217;ho fatto&#8220;. A dichiararlo è Malika Chalhy, la ragazza di Castelfiorentino, in provincia di Firenze, cacciata di casa dai genitori perché lesbica. &#8220;Ho preso la casa in affitto a Milano, abbiamo dato un anno di affitto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Ho 22 anni e volevo togliermi uno sfizio, mi sono comprata una bella macchina, potevo comprarmi un&#8217;utilitaria e non l&#8217;ho fatto</em>&#8220;. A dichiararlo è <strong>Malika Chalhy</strong>, la ragazza di Castelfiorentino, in provincia di Firenze, <strong>cacciata di casa dai genitori perché lesbica</strong>. &#8220;<em>Ho preso la casa in affitto a Milano, abbiamo dato un anno di affitto più duemila euro di caparra. Poi ho pagato dentista, avvocato, ho comprato dei vestiti. Non avevo niente, era rimasto tutto a casa dei miei e</em> – continua ancora Malika &#8211; <em>adesso ho avuto delle spese per la macchina&#8221;</em>. E proprio la<strong> macchina è stata oggetto di indignazione</strong>: una <strong>Mercedes del valore di 17mila euro</strong> che la ragazza avrebbe comprato coi soldi delle due<strong> raccolte fondi a lei dedicate</strong>, per cui sono stati raccolti 150mila euro.</p>
<p>Intervistata da Selvaggia Lucarelli alla ragazza è stato chiesto &#8220;<em>Perché quando giorni fa ti è stato chiesto privatamente da altre persone di chi fosse la Mercedes che guidavi, hai detto che era dei genitori della tua fidanzata?</em>&#8220;. E Malika ammette: &#8220;<em><strong>Sì ho detto una bugia</strong>. Mi scuso. Mi è stato chiesto che ero sotto pressione</em>&#8220;. La ragazza attraversa, spiega la sua agente e sua portavoce, una fase di fragilità.</p>
<p>Nell’intervista si fa poi riferimento ai <strong>soldi che aveva deciso di dare in beneficenza</strong>. La ragazza in un primo momento risponde di non aver ancora deciso. Poi l&#8217;agente Roberta prova a spiegare la motivazione: &#8220;<em>La ragione è che insieme alla Boldrini avevamo deciso di fondare un&#8217;associazione per le vittime di discriminazioni. Abbiamo cercato</em> &#8211; dice la portavoce &#8211; d<em>i coinvolgerla ma lei non sta bene e la cosa si è allungata un po&#8217;. Siamo in una fase in cui non sappiamo ancora bene, mettiamo dei paletti. Malika però non sta bruciando i soldi</em>&#8220;. Alla pubblicazione dell&#8217;intervista della Lucarelli, è arriva però la<strong> precisazione della Boldrini</strong>: &#8220;<em>Tengo a precisare che mai è stata discussa con me o con alcun collaboratore o alcuna collaboratrice del mio staff l&#8217;ipotesi di costituire una associazione per le vittime di discriminazione tanto meno di una raccolta fondi</em> &#8211; <strong>spiega Laura Boldrini, smentendo quanto dichiarato dall&#8217;agente di Malika</strong> -. <em>Si tratta perciò di una vera e propria fake news. Il mio nome quindi viene tirato in ballo in maniera totalmente impropria&#8221;</em>.</p>
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