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	<title>Loiero Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Autonomia, Loiero: &#8220;Divide il Paese, terribile per Sud&#8221;. Occhiuto: Guardo ai Lep, FI ha sposato mia tesi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 11:57:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Autonomia differenziata e conseguenze sulle regioni, soprattutto del sud. Ne hanno parlato a Catanzaro il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e l’ex presidente della Regione ed ex ministro per i rapporti con il Parlamento e per gli affari regionali Agazio Loiero. L’occasione è stata la presentazione del libro del giornalista della Gazzetta del sud Antonio Ricchio “Colpo allo Stato” (Falco edizioni) che affronta la questione dell’Autonomia differenziata all’unità del Paese, senza trascurare tutti i punti di vista nelle numerose interviste contenute tra le sue pagine. All’incontro, moderato da Lino Morgante, presidente Ses e direttore editoriale della Gazzetta del Sud, hanno preso parte anche, oltre l’autore, l’editore Michele Falco e l’assessore comunale di Catanzaro Nunzio Belcaro.</p>
<p>“Mi ero subito accorto – ha detto Loiero – che c’era questo tentativo forte della Lega di dividere il Paese. È un tema terribile per il Sud perché la riforma tocca due elementi che sono cardine della nostra Costituzione: la solidarietà sancita dall’articolo 2, e l’unità e l’indivisibilità della Repubblica dell’articolo 5. Se riconosci le autonomie, questo non ha più senso. Quando Calderoli cercava di estromettere il Parlamento sbagliava, per questo la Corte Costituzionale ha colpito la sua riforma. Un tempo i patrioti, nel periodo del Risorgimento, sostenevano che tra libertà e unità avrebbero preferito sempre l’unità”. “Ritengo – ha aggiunto – che il referendum sia ancora possibile, sarebbe un bellissimo esercizio di democrazia. Al presidente della Regione dico che va presa una posizione per il territorio. In Conferenza delle Regioni a mio avviso doveva prendere una posizione più precisa, ora vedo che fa interventi forti ma quasi tardivi”.</p>
<p>Appunti ai quali ha replicato Occhiuto. “Non ho avuto alcun ripensamento – ha detto – ho sempre sostenuto la stessa cosa. Non ho pregiudizi verso l’autonomia differenziata. Ho sempre sostenuto che l’autonomia doveva essere una parte, per quanto mi riguarda anche la meno importante, della legge Calderoli, perché doveva attuare tutto il Titolo V della Costituzione. Ad alcuni governatori interessava l’autonomia differenziata, a me il superamento della spesa storica, il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep) e quindi dei diritti dei cittadini”. “Invece – ha aggiunto Occhiuto – per mesi si è parlato solo di autonomia e i Lep sono rimasti sullo sfondo. Sono molto soddisfatto del fatto che il mio partito, Forza Italia, con la voce autorevole di Tajani, abbia sposato la tesi che io sostenevo. Però la cosa più importante è che tutto quello che io dicevo lo ha affermato in maniera molto più autorevole di me la Corte Costituzionale. Il coraggio si dimostra quando si ha la capacità di assumere anche posizioni eretiche nella propria coalizione. Sono stato guardato come un eretico, poi molti mi hanno appoggiato. Loiero ha l’esperienza per sapere che il coraggio si dimostra quando si assumono queste posizioni, anche se ovviamente un presidente di Regione deve tenere conto del governo che è in carica. Ricordo a Loiero che lui era ministro nel governo Amato che approvò la riforma del Titolo V”.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Ospedali calabresi allo sbando: ecco come è successo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ospedali-calabresi-allo-sbando-ecco-come-e-successo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2020 19:02:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cotticelli]]></category>
		<category><![CDATA[Loiero]]></category>
		<category><![CDATA[Oliverio]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come siamo arrivati al collasso sanitario di oggi? Si può dire che è una storia antica quanto la Calabria ma, negli ultimi 11 anni (di cui 10 di commissariamento), c’è stata una caduta irreversibile verso il basso dove la struttura sanitaria e, ospedaliera nello specifico, invece di essere riorganizzata è stata depotenziata. Ospedali ogni 50 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come siamo arrivati al collasso sanitario di oggi? Si può dire che è una storia antica quanto la Calabria ma, negli ultimi 11 anni (di cui 10 di commissariamento), c’è stata una caduta irreversibile verso il basso dove la struttura sanitaria e, ospedaliera nello specifico, invece di essere riorganizzata è stata depotenziata.</p>
<p><strong>Ospedali ogni 50 chilometri</strong></p>
<p>Ma dire che sono stati solo gli anni del commissariamento il male della Calabria sarebbe dire una bugia grande quanto i problemi della Sanità regionale.</p>
<p>Partiamo da uno scenario pre-Loiero, quando nel 2009 si paventa l’idea del commissariamento che poi diventerà il Piano di rientro.</p>
<p>Non è un mistero ciò che è accaduto nella Sanità calabrese sino a quel momento: la politica per favorire le proprie clientele ha creato, nei fatti, un ospedale ogni 50 chilometri. In gran parte dei paesi della Calabria, praticamente, non mancavano mai un prete, due carabinieri e un ospedale.</p>
<p>Giusto per fare un esempio, si pensi all’Alto Tirreno cosentino dove fra Paola e Tortora, si potevano contare gli ospedali di Paola, Cetraro, Praia a Mare e con quello di Scalea previsto ma che è rimasto un ecomostro mai finito.</p>
<p>Aver riempito, per anni, le strutture sanitarie di clientele piuttosto che di eccellenze ha prodotto scarsa efficienza a favore di quelle strutture private che erano e sono guidate dalle famiglie della Sanità che sono sempre andate sottobraccio alla politica per mungere quella che è la mucca più produttiva della Calabria: la gestione della salute pubblica.</p>
<p><strong>Loiero e il Piano di rientro</strong><br />
Ma il dibattito sugli ospedali chiusi di cui si parla oggi risale al 2009 quando il governatore è Agazio Loiero e il primo ministro italiano è Silvio Berlusconi. Da Roma minacciano il commissariamento ma Loiero ingaggia una discussione col governo centrale, soprattutto con l’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti, e riesce a patteggiare un commissariamento con il Piano di rientro.</p>
<p>Bisognava recuperare oltre 1 miliardo e 600mila euro di debito sanitario, una sfida impossibile tant’è che Loiero non ci riuscirà per più motivi.</p>
<p><strong>Scopelliti super commissario</strong></p>
<p>Nel luglio 2010, il suo successore Peppe Scopelliti non è solo il nuovo governatore della Calabria ma è anche il commissario della Sanità, un privilegio che non verrà concesso al suo successore. La nomina arriva grazie al governo amico.</p>
<p>È proprio il governo regionale di Scopelliti a produrre il famoso ridimensionamento della rete ospedaliera calabrese cambiando volto e funzione degli ospedali regionali.</p>
<p><strong>La trasformazione degli ospedali</strong></p>
<p>Sulla carta serviva a creare tre grandi ospedali, gli Hub, e tutto il resto delle strutture dovevano diventare eccellenze specialistiche. La riorganizzazione fu infelice e, la gran parte degli ospedali non Hub, oggi si ritrova chiusa.</p>
<p>La riorganizzazione effettuata dal commissario Scopelliti e dai subcommissari prevede, da ottobre 2011, la creazione di 3 ospedali Hub (strutture complesse), 8 Spoke (strutture medie), 4 Ospedali generali, 4 Ospedali di zona montana, 13 Centri di assistenza primaria territoriale detti Capt creati «al fine di assicurare, come da Pgr18/2010, la continuità assistenziale derivante dalla riconversione di ben 17 ospedali di cui 6 già deospedalizzati e 11 da riconvertire entro il 31 marzo 2012». Sarà proprio per i Capt che si leveranno gli scudi delle amministrazioni locali.</p>
<p>Alla fine, nel 2011, la rete ospedaliera calabrese è così organizzata: gli <strong>Hub</strong> sono l’azienda ospedaliera di Cosenza (sostanzialmente l’Annunziata rispetto al Mariano Santo e al Santa Barbara di Rogliano. Tutti e tre fanno parte della stessa Azienda), quella di Catanzaro con il Pugliese Ciaccio e quello di Reggio Calabria; <strong>Spoke</strong> diventano gli ospedali di Castrovillari, Corigliano/Rossano (all’epoca due città distinte) e Cetraro/Paola, Lamezia Terme, Crotone, Vibo Valentia, Polistena e Locri.</p>
<p>Diventano <strong>Ospedali generali</strong> quelli di Soverato, Tropea, Melito Porto Salvo e Gioia Tauro; restano <strong>Ospedali di montagna</strong> quelli di Acri, San Giovanni in Fiore, Soveria Mannelli e Serra San Bruno. Infine, diventano i tanto contestati <strong>Capt</strong> le strutture di San Marco Argentano, Mormanno, Lungro, Trebisacce, Cariati, Praia a Mare, Chiaravalle, Soriano, Scilla, Taurianova, Oppido, Palmi e Siderno.</p>
<p>Restano strutture a parte il Policlinico universitario di Germaneto a Catanzaro e l&#8217;Inrca a Cosenza.</p>
<p>La rabbia dei territori monta, il debito anche e molte delle strutture secondarie (dagli Ospedali generali ai Capt), iniziano a chiudere rendendo i pronto soccorso degli Hub e degli Spoke dei veri e propri inferni per medici e pazienti.</p>
<p><strong>Oliverio e le liti con Scura. L’arrivo di Cotticelli</strong></p>
<p>Scopelliti chiude (per il momento), in caduta libera la sua parabola politica e spalanca le porte al governatore Mario Oliverio che, nonostante il governo centrale sia dalla sua parte politica, non ottiene la nomina di commissario alla Sanità ma, bensì, l’arrivo di Massimo Scura con il quale tutto diventa uno scontro continuo.</p>
<p>Oliverio conduce una vera e propria battaglia totale contro Scura. I sostenitori del governatore Pd dicono che lo faccia per amore della Calabria, i detrattori dicono si batta per soddisfare gli appetiti dei suoi amici (e amici dei suoi amici), della Sanità privata calabrese che, fra l’altro, sono suoi grandi elettori nel 2014.</p>
<p>Per Oliverio non funzionò nemmeno l’annuncio di volersi incatenare a Palazzo Chigi se la Sanità non fosse stata liberata dal commissariamento.</p>
<p>Il governo nazionale passa di mano all’alleanza Lega-Cinquestelle che nomina (attraverso la ministra della Sanità Giulia Grillo), il<br />
generale dei carabinieri in pensione Saverio Cotticelli, quello passato alla storia della regione per non sapere di essere il responsabile del piano Covid.</p>
<p>Ora il commissario è Giuseppe Zuccatelli, nell’occhio del ciclone per le sue affermazioni &#8220;leggere&#8221; sull’uso della mascherina e su come si trasmette il Coronavirus (il bacio da 15 minuti&#8230;), mentre la piazza chiede a gran voce l’arrivo di Gino Strada, gli amministratori locali vogliono la riapertura degli ospedali chiusi (per poi lasciarli aperti…) e con il governatore Spirlì (che ha sostituito Jole Santelli, scomparsa prematuramente, nel bel mezzo dell’emergenza Covid con tutte le polemiche), a farsi mandare le tende ospedalizzate dal governo nazionale.</p>
<p><strong>Francesco Cangemi</strong></p>
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