﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Lipu Archivi - Calabria News</title>
	<atom:link href="https://www.calabrianews.it/tag/lipu/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.calabrianews.it/tag/lipu/</link>
	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 01 Apr 2025 15:17:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.1</generator>
	<item>
		<title>Ponte Stretto: reclamo alla Commissione europea da Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-stretto-reclamo-alla-commissione-europea-da-greenpeace-legambiente-lipu-e-wwf/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 13:45:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Lipu]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte Stretto]]></category>
		<category><![CDATA[reclamo]]></category>
		<category><![CDATA[WWF]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=306135</guid>

					<description><![CDATA[<p>Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e Wwf Italia hanno presentato un doppio reclamo sul Ponte sullo Stretto di Messina alla Commissione europea, il 27 marzo, dove contestano all&#8217;Italia la disapplicazione delle normative europee in materia ambientale. In una conferenza stampa alla Camera le associazioni hanno spiegato che è la terza azione legale portata avanti, dopo il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ponte-stretto-reclamo-alla-commissione-europea-da-greenpeace-legambiente-lipu-e-wwf/">Ponte Stretto: reclamo alla Commissione europea da Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e Wwf Italia hanno presentato un doppio reclamo sul Ponte sullo Stretto di Messina alla Commissione europea, il 27 marzo, dove contestano all&#8217;Italia la disapplicazione delle normative europee in materia ambientale. In una conferenza stampa alla Camera le associazioni hanno spiegato che è la terza azione legale portata avanti, dopo il ricorso al Tar del 19 dicembre 2024 e la diffida al Cipess del 28 febbraio 2025.</p>
<p>La richiesta alla Commissione europea è la riapertura della procedura di infrazione, a suo tempo archiviata solo perché il progetto era stato accantonato. &#8220;Il governo ha disatteso la normativa comunitaria oltre che i principi di prevenzione e precauzione che sono alla base delle valutazioni ambientali&#8221;, hanno dichiarato le associazioni, &#8220;il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina deve essere fermato per il bene dell&#8217;ambiente e delle casse dello Stato&#8221;.</p>
<p>I costi sono definiti in &#8220;costante lievitazione&#8221; fino a oltre 14 miliardi di euro e l&#8217;impatto sui siti della rete Natura 2000 ai due lati dello Stretto metterebbe a rischio una rotta migratoria attraversata ogni anno da milioni di uccelli di interesse conservazionistico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ponte-stretto-reclamo-alla-commissione-europea-da-greenpeace-legambiente-lipu-e-wwf/">Ponte Stretto: reclamo alla Commissione europea da Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riapertura caccia, la veemente protesta di Wwf, Lipu e Codacons</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/riapertura-caccia-la-veemente-protesta-di-wwf-lipu-e-codacons/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Aug 2021 12:54:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[annullare stagione]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Codacons]]></category>
		<category><![CDATA[Lipu]]></category>
		<category><![CDATA[WWF]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=165675</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Il primo settembre si riapre la caccia: così ha deciso la giunta regionale, nonostante gli innumerevoli roghi che continuano a devastare la Calabria, e aver provocato morti, assediato centri abitati, incenerito migliaia e migliaia di ettari di territorio. Dopo una stagione di fuoco, peraltro ben lungi dall’essersi conclusa, che ha distrutto gran parte dei boschi, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/riapertura-caccia-la-veemente-protesta-di-wwf-lipu-e-codacons/">Riapertura caccia, la veemente protesta di Wwf, Lipu e Codacons</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Il primo settembre si riapre la caccia: così ha deciso la giunta regionale, nonostante gli innumerevoli roghi che continuano a devastare la Calabria, e aver provocato morti, assediato centri abitati, incenerito migliaia e migliaia di ettari di territorio. Dopo una stagione di fuoco, peraltro ben lungi dall’essersi conclusa, che ha distrutto gran parte dei boschi, dei campi e della macchia mediterranea, per gli animali selvatici sopravvissuti alle fiamme e al fumo, decine di migliaia di  fucili sono pronti a scaricare un inferno di piombo, senza nessuna pietà, senza alcuna considerazione per l’immane disastro che ha colpito l’ambiente calabrese. E, come se non bastasse, la Regione non ha esitato a concedere anche due giorni in più di caccia anticipata rispetto all’anno scorso e a inserire tra le specie cacciabili dal primo settembre la Tortora, dichiarata a livello europeo in via di preoccupante rarefazione, senza un piano di gestione, senza tenere conto dei danni subiti dalla specie in questi giorni di fuoco e di siccità». Wwf e Lipu intervengono, con una nota, per segnalare quello che considerano un paradosso, una misura irricevibile alla luce del dramma che si è consumato in tutta la Calabria e ha travolto anche la fauna della Regione.</p>
<p>«A parte il danno diretto della morte di migliaia di animali e dei loro piccoli nati – continua la nota –, gli incendi hanno ridotto e frammentato notevolmente gli habitat idonei, costringendo la fauna a concentrarsi in aree più ristrette e aumentando così i fattori che ne accrescono la mortalità. Consentire la caccia come se nulla fosse accaduto  è dunque un atto scellerato e inconcepibile».</p>
<p>«Gravissima – sostengono Wwf e Lipu – la responsabilità della giunta Spirlì, dell’assessorato all’Agricoltura e di quello all’Ambiente, gli stessi che hanno lamentato i danni ingentissimi e l’autentico “disastro ambientale” che ha colpito la regione, e che, pur di fronte alla catastrofe sotto gli occhi dell’intera nazione, non hanno inteso modificare minimamente un calendario venatorio che prevede addirittura l’apertura anticipata della caccia. Come se gli animali, anziché essere stati bruciati dalle fiamme, si fossero ulteriormente moltiplicati; come se lo spazio a loro disposizione, piuttosto che ridursi in seguito agli incendi, si fosse allargato a dismisura. È davvero inaudito che, dopo le denunce, le proteste e le esternazioni sul flagello degli incendi che ha interessato la Calabria, pronunciate dagli stessi rappresentanti politici, nulla si sia fatto per tutelare la fauna, vittima sacrificale di un asservimento ai desiderata dei cacciatori che suona come un’autentica vergogna».</p>
<p>L’ipotesi delle associazioni ricollega le scelte della giunta al clima elettorale: «La Regione dovrebbe spiegare infatti ai tanti Calabresi che se lo chiedono, perché mai lo stato di calamità e  gli interventi straordinari invocati a gran voce, debba interessare solo il patrimonio boschivo o quello agricolo e non lo stesso patrimonio faunistico che costituisce un tutt’uno con l’ambiente. La risposta è semplice: perché l’interesse di questa giunta per la tutela della fauna è uguale a zero, considerato che gli animali non votano e i cacciatori sì. Sarebbe bastato applicare l’articolo 19 comma 1 della legge numero 157/92 che consente alle Regioni di “vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia a determinate specie per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche, per malattie o altre calamità”, o, quanto meno, individuare e vietare la caccia nelle aree limitrofe ai territori colpiti dagli incendi. Se ciò non è stato fatto, vuol dire che la Giunta Calabrese non ritiene che gli incendi siano una calamità per gli animali, ma solo (eventualmente) per le piante».</p>
<p>«Sappiamo benissimo che certi politici sfrutteranno la nostra opposizione alle loro scelte scellerate per acquisire ulteriori consensi, ma noi non verremo mai  meno al nostro impegno morale, pur di salvare migliaia di animali condannati a morte per una manciata di voti in più».</p>
<p><strong>Il Codacons chiede di annullare la stagione venatoria</strong></p>
<p>Intanto il Codacons ha avanzato una formale richiesta per annullare la stagione venatoria 2021-2022. «Si tratta di un gesto di responsabilità e di buon senso – sostiene il vicepresidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto – alla luce di quanto accaduto in questi giorni». Una Calabria martoriata da migliaia di roghi, una superficie percorsa dal fuoco di circa 40mila ettari. Praticamente il 4% dell’intera regione è bruciata: «E se a questi dati aggiungiamo anche l’edificazione selvaggia, che ha devastato la superficie agricola, possiamo renderci conto di trovarci dinnanzi un disastro di proporzioni bibliche, che non può non spingere il governo regionale ad un immediato intervento». Quell’emergenza, invocata da più parti, tanto da richiedere l’intervento dell’esercito, continua la nota, non può non estendersi anche alla fauna selvatica.</p>
<p>«Animali provati dalla stupidità umana, dalla mano criminale dell’uomo che non ha esitato e non esita, dinnanzi al profitto, ad incendiare, a distruggere, la propria terra. Quell’apocalisse di fiamme – continua Di Lieto – che hanno devastato il territorio e di cui resterà traccia indelebile nel paesaggio, sono tutti di origine dolosa. La Calabria vive un’estate da catastrofe naturale, anzi innaturale, visto che lo scempio ha un unico responsabile che è l’uomo».</p>
<p>Il Codacons è categorico: «Questi dati impongono al Governo regionale di annullare la stagione venatoria». Agli enormi danni conseguenti gli incendi, devono aggiungersi, poi, «quelli per conseguenti la prolungata siccità, che finisce per aggravare, ancor di più, la situazione ambientale ed influisce negativamente sulle condizioni della fauna selvatica. Anche per gli animali, quindi, è emergenza ed è necessario agire». Citando la legge 157/1992 che consente alla Regione di “vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia per sopravvenute particolari condizioni ambientali”, si chiede al presidente facente funzioni Spirlì di tenere in considerazione calamità come, appunto, gli incendi».</p>
<p>«Sarebbe da sconsiderati permettere che migliaia di cacciatori possano attraversare ciò che resta dei nostri boschi ed uccidere, per gioco, gli animali sopravvissuti ai devastanti incendi. Per questo motivo – conclude Di Lieto – confidiamo in un immediato intervento del governo regionale per porre fine a quella che appare una ulteriore mortificazione del nostro territorio e che finisce per colpire, ulteriormente, chi, a differenza degli uomini, quel territorio lo rispetta».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/riapertura-caccia-la-veemente-protesta-di-wwf-lipu-e-codacons/">Riapertura caccia, la veemente protesta di Wwf, Lipu e Codacons</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nascite record di cicogne bianche in Calabria: ben 96</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nascite-record-di-cicogne-bianche-in-calabria-ben-96/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2021 16:17:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cicogne binche]]></category>
		<category><![CDATA[Lipu]]></category>
		<category><![CDATA[nati]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=162927</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prosegue con successo il progetto Cicogna bianca della Lipu in Calabria. Ben 96 cicogne bianche nate quest’anno da 31 coppie, 16 nati in più rispetto al 2020, nonostante il numero di coppie sia rimasto invariato. Dopo cinque lunghi mesi si conclude la stagione riproduttiva della cicogna bianca in Calabria, seguita dalla delegazione Lipu di Rende, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/nascite-record-di-cicogne-bianche-in-calabria-ben-96/">Nascite record di cicogne bianche in Calabria: ben 96</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue con successo il progetto Cicogna bianca della Lipu in Calabria. Ben 96 cicogne bianche nate quest’anno da 31 coppie, 16 nati in più rispetto al 2020, nonostante il numero di coppie sia rimasto invariato. Dopo cinque lunghi mesi si conclude la stagione riproduttiva della cicogna bianca in Calabria, seguita dalla delegazione Lipu di Rende, che si è svolta in aree strategiche per la specie: 63 le giovani cicogne nate nella Piana di Sibari (Cs), 26 nella Valle del Crati (Cs), 4 nella valle del Neto (Kr), 3 quelle dell’Esaro (Cs).</p>
<p>Le ultime giovani cicogne si sono involate in questi giorni unendosi alle altre nate qualche settimana prima. Tutte comunque hanno spiccato il volo intorno al 55esimo giorno di vita. Prima di allora sono rimaste sui nidi alti dei tralicci e pali elettrici, totalmente esposti alla pioggia prima e, in seguito, al sole rovente e alla calura estiva degli oltre 40 °C. Le valli, la piana di Sibari e ben otto comuni del cosentino, nei cui territori ricadono le nidificazioni di Cicogna bianca, son dunque quella parte del nord est della Calabria dove oggi si può ammirare e vedere con certezza questa splendida specie.</p>
<p><strong>La cicogna bianca è assente dal 16esimo secolo, ossia da oltre 500 anni, ed è tornata a nidificare in questa regione grazie all’impegno della Lipu e ad una collaborazione speciale con e-distribuzione, la società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica a media e bassa tensione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Era il 2003 quando in Calabria la Lipu di Rende lanciava il progetto “Cicogna bianca” il cui obiettivo, sin dall’inizio, è stato quello di favorire il ritorno di questa specie offrendo loro una “casa”, ovvero nidi artificiali, piattaforme circolari in legno posizionati, grazie al supporto di e-distribuzione, sui pali e tralicci elettrici gestiti dalla società elettrica. Un’idea vincente se si pensa che, attualmente, su 31 coppie di cicogne, 28 si riproducono su nidi artificiali. Un incremento di 28 coppie, dal 2003 ad oggi, avvenuto esclusivamente grazie a queste strutture che certificano dunque la loro l’utilità per la specie e il successo di questo progetto.Oltre 300 le ore totali che i 14 volontari Lipu hanno dedicato alle sole attività di monitoraggio e sorveglianza ai siti di nidificazione da marzo a luglio. “Come sezione di Rende e coordinamento Lipu Calabria, dedichiamo questi risultati a tutti i volontari impegnati – dichiara Roberto Santopaolo, delegato Lipu Rende – E li ringraziamo per aver dedicato gratuitamente e con passione parte del loro tempo in questi cinque mesi di attività sulla specie. Ma un grazie va anche ad e-distribuzione che sin dall’inizio ha messo a disposizione uomini e mezzi, senza il suo supporto tutto ciò non sarebbe stato possibile”.</p>
<p>Quest’anno inoltre è proseguita anche l’attività di inanellamento scientifico sui giovani di cicogne bianche: 23 le giovani cicogne marcate tramite l’apposizione al tarso di un anello con un codice alfanumerico rilasciato dall’Ispra.</p>
<p>“L’anello rappresenta una sorta di carta d’identità per ogni singolo individuo e, in caso di avvistamenti successivi, il codice alfanumerico darà informazioni utilissime sulle rotte migratorie, di sosta e di riproduzione di questi meravigliosi uccelli – spiega Marco Gustin, responsabile Specie e ricerca della Lipu &#8211;  Ma, soprattutto, consentirà di capire se questi individui inanellati torneranno a riprodursi in Calabria, dove sono nati, o in qualche altro angolo di Italia o d’Europa”.</p>
<p>Ora sono quasi 160 le cicogne (tra adulti e giovani) che sorvolano i cieli della Calabria tra la Piana di Sibari, la Valle del Crati, dell’Esaro e del Neto. Uno spettacolo unico, un risultato importante che la sezione di Rende e il Coordinamento regionale Lipu, con grande soddisfazione ed emozione, festeggiano insieme ai loro volontari. <strong>Gli adulti di Cicogna bianca ritorneranno di nuovo in Calabria il prossimo anno, ad inizio  primavera, perpetuando così il ciclo della vita. La Lipu, binocoli al collo e macchine fotografiche in mano, sarà come sempre qui ad aspettarle, ad accoglierle con l’entusiasmo di sempre e con nuove “case” da offrire loro.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/nascite-record-di-cicogne-bianche-in-calabria-ben-96/">Nascite record di cicogne bianche in Calabria: ben 96</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
