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	<title>Libera Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 13 Jun 2026 16:43:52 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Esplode fuochi d&#8217;artificio per disturbare convegno di &#8216;Libera&#8217;: Intervento dei Carabinieri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/esplode-fuochi-dartificio-per-disturbare-convegno-di-libera-intervento-dei-carabinieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 16:43:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Momenti di tensione tempestivamente risolti grazie all&#8217;intervento dell&#8217;Arma dei Carabinieri durante un convegno organizzato dall&#8217;associazione &#8220;Libera&#8221; nel centro storico di Isola di Capo Rizzuto. I militari sono intervenuti per interrompere un&#8217;esplosione di fuochi d&#8217;artificio innescata da alcuni individui sulla pubblica via. Dagli accertamenti condotti immediatamente sul posto, è emerso che l&#8217;accensione del materiale pirotecnico stava [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Momenti di tensione tempestivamente risolti grazie all&#8217;intervento dell&#8217;Arma dei Carabinieri durante un convegno organizzato dall&#8217;associazione &#8220;<strong>Libera</strong>&#8221; nel centro storico di <strong>Isola di Capo Rizzuto. </strong>I militari sono intervenuti per interrompere un&#8217;esplosione di fuochi d&#8217;artificio innescata da alcuni individui sulla pubblica via. Dagli accertamenti condotti immediatamente sul posto, è emerso che l&#8217;accensione del materiale pirotecnico stava avvenendo in totale assenza delle necessarie autorizzazioni da parte delle Autorità preposte.</p>
<p>L&#8217;attività illecita si stava svolgendo in condizioni di grave insicurezza: le strade interessate non erano state preventivamente chiuse al transito e non era stata adottata alcuna misura di salvaguardia. Tale condotta sconsiderata ha generato un serio e concreto pericolo per l&#8217;incolumità dei pedoni e della cittadinanza presente, oltre a rappresentare un rischio di incendio per alcuni alberi situati nelle immediate vicinanze. L&#8217;intervento dei Carabinieri ha permesso di bloccare subito le accensioni, mettendo in sicurezza l&#8217;area. Il responsabile è stato identificato e deferito all&#8217;Autorità Giudiziaria. Dovrà rispondere della violazione dell&#8217;<strong>Articolo 703 del Codice Penale</strong> (<em>Accensioni ed esplosioni pericolose</em>).</p>
<p>Inoltre, la situazione si è aggravata per un suo parente presente sul luogo: durante le fasi di accertamento, l&#8217;individuo ha rivolto minacce nei confronti dei militari operanti. Per tale ragione, a suo carico è scattata un&#8217;ulteriore denuncia per il reato di <strong>resistenza a pubblico ufficiale</strong>. Il tempestivo intervento delle Forze dell&#8217;Ordine ha evitato conseguenze ben più gravi per l&#8217;incolumità pubblica, ripristinando la legalità e la sicurezza nel centro storico.</p>
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		<title>La Calabria e Gioia Tauro snodo centrale per i traffici criminali: ecco il rapporto di Libera</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-calabria-e-gioia-tauro-snodo-centrale-per-i-traffici-criminali-ecco-il-rapporto-di-libera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 09:14:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I porti confermano la loro centralità nello scenario criminale italiano. Gli scali marittimi sono sempre di più snodi strategici in cui si intrecciano economia legale e illegale, interessi globali e dinamiche locali, opportunità di sviluppo e rischi di infiltrazione mafiose. Nel corso del 2025 sono stati registrati 131 casi di criminalità nei porti italiani, con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I<strong> porti confermano la loro centralità nello scenario criminale italiano.</strong> Gli scali marittimi sono sempre di più snodi strategici in cui si intrecciano economia legale e illegale, interessi globali e dinamiche locali, opportunità di sviluppo e rischi di infiltrazione mafiose. Nel corso del <strong>2025 sono stati registrati 131 casi di criminalità</strong> nei porti italiani, con un incremento del <strong>14% </strong>rispetto al 2024. I <strong>porti coinvolti sono stati 38</strong> contro i 30 del 2024 con un incremento del 27%. Complessivamente <strong>nel quadriennio 2022-2025</strong> sono stati registrati <strong>496 eventi criminali nei porti italiani, uno ogni tre giorni</strong>. Tra il 1994 e il 2024, sono stati censiti <strong>113 clan attivi </strong>in attività illegali e legali, che operano su <strong>71 porti italiani</strong>, con una diffusione che coinvolge tutto il Paese, dal Nord al Sud. <strong>Libera</strong> ha presentato stamattina a Firenze la III Edizione del Rapporto <strong>“<em>Diario di Bordo. Storie, dati e meccanismi delle proiezioni criminali nei porti italiani e oltre</em></strong><em>.</em>” (<em>curato da Francesca Rispoli, Marco Antonelli e Peppe Ruggiero</em>) dove sono stati elaborati i dati provenienti dalla rassegna stampa Assoporti, dalle relazioni della Commissione Parlamentare Antimafia, della DIA, della DNAA, dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanzia. I numeri che emergono da questo lavoro sono chiari non possono essere ignorati e confermano la gravita del fenomeno dove l’aumento delle attività investigative dimostra, da un lato, la continuità negli anni dell’azione criminale e, dall’altro, il lavoro rilevante svolto da forze dell’ordine, enti di controllo e magistratura. Il <strong>rapporto nazionale di Libera è stato dedicato al giornalista calabrese Michele Albanese</strong> recentemente scomparso, con un messaggio nella seconda di copertina dove si legge “<em>A </em><em>Michele Albanese</em><em>, compagno di viaggio e giornalista rigoroso, che ha scelto ogni giorno di stare dalla parte della verità, anche quando costava caro. La sua assenza pesa, ma il suo esempio resta.</em>”</p>
<p>“<em>Dentro questi numeri c’è una realtà precisa: i porti-<strong> commenta Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera</strong>&#8211; sono oggi uno dei principali punti di accesso dei traffici illeciti, a partire dal narcotraffico, ma anche della contraffazione, del contrabbando, del riciclaggio. Non solo. Sono luoghi in cui si manifestano forme di corruzione, dove si giocano partite economiche e politiche rilevanti, dove si costruiscono relazioni e poteri. <strong>È per questo che, nel solco dell’impegno di Libera, questo lavoro non vuole criminalizzare, ma illuminare. </strong>Non vuole alimentare paure, ma costruire consapevolezza. Perché sappiamo che dove c’è opacità, dove mancano trasparenza e controllo, le mafie trovano spazio. <strong>Questo lavoro ci dice che la risposta non può essere solo repressiva.</strong> Serve una strategia più ampia: più trasparenza nei processi decisionali, più strumenti di prevenzione della corruzione, più cooperazione internazionale, più formazione e tutela per chi lavora nei porti. E serve soprattutto una cultura della legalità che coinvolga istituzioni, operatori economici e cittadini. Fare luce, oggi, significa assumersi una responsabilità collettiva. È questo il senso del Diario di bordo: trasformare dati e analisi in consapevolezza, e la consapevolezza in impegno. Perché i porti non siano più spazi opachi, ma luoghi vissuti secondo legalità, diritti e giustizia”</em></p>
<p><strong>Gli affari vanno in porto</strong>. In<strong> Calabria il porto di </strong><strong>Gioia Tauro</strong> consolida il proprio ruolo tra gli scali più esposti, con 13 eventi nel 2025 (<em>+62,5% rispetto lo scorso anno</em>). Gli altri due porti interessati sono <strong>Villa San Giovanni e Taureana di Palmi.</strong> A livello regionale l<strong>a Calabria con 15 casi di criminalità è la seconda regione dopo le Marche</strong>. Complessivamente nel quadriennio <strong>2022-2025 in </strong>n <strong>Calabria sono stati 34 casi</strong> di criminalità con <strong>Gioia Tauro leader regionale con 27 casi</strong>. Il porto di Gioia Tauro si conferma, uno dei principali snodi commerciali del Mediterraneo, come hub italiano per il traffico internazionale di cocaina. <strong>Negli ultimi dieci</strong><strong> anni sono stati sequestrati solo di cocaina più di 54 tonnellate. </strong>Le tecniche di occultamento risultano estremamente diversificate: bobine di carta, banane, sacchi di materiale combustibile, container interi, pannelli di ventilazione, container refrigerati contenenti polpo e gamberi surgelati, sacchi di pellet, autoveicoli usati, sacchi di sesamo e noccioline. Tale varietà evidenzia un alto grado di adattabilità delle organizzazioni criminali e la centralità del porto come snodo strutturale delle rotte transatlantiche della cocaina. L’attenzione delle <em><strong>‘ndrine</strong> </em>ai traffici commerciali marittimi e agli scali portuali nazionali continua ad essere pervasiva. Analizzando le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia, pubblicate tra il <strong>1994 e il 2024,</strong> i<strong>n Calabria sono 56 clan censiti operanti in 10 porti calabresi e nei porti di Napoli, Salerno, Genova, Livorno, Trieste, La Spezia. È </strong><strong>opportuno sottolineare </strong>come gli interessi dei gruppi criminali, e in particolare di alcuni clan mafiosi, si sia manifestato anche nelle attività di business legale, talvolta anche in porti non primari da un punto di vista commerciale, ma che hanno comunque rappresentato una possibile occasione di sfruttamento economico e all&#8217;inserimento criminale. Alcuni esempi sono in questo senso paradigmatici. Se si guarda alla Calabria, <strong>il porto di Tropea </strong>è stato oggetto di interesse da parte del clan La Rosa in attività legate ai servizi connessi al trasporto marittimo e da parte del clan Mancuso per il trasporto marittimo di passeggeri; nel porto di <strong>Isola Capo Rizzuto</strong>, invece, si sono manifestate le infiltrazioni del clan Arena per quanto riguarda la preparazione del cantiere edile e sistemazione del terreno; a <strong>Corigliano Calabro</strong> il clan Straface si è interessato dei servizi di gestione di pubblici mercati.</p>
<p><em>“Se il 2025 è stato l’anno dei record per il porto di Gioia Tauro – conclude <strong>Giuseppe Borrello, Referente regionale di Libera in Calabria </strong>–  con 4,5 milioni di container movimentati e una crescita del 14%, è stato anche quello dove viene registrato un importante aumento dei casi di criminalità, confermandosi, come denunciato più volte da Michele Albaense, che proprio allo scalo della Piana ha dedicato molto della sua attività professionale, crocevia di opportunità e di contraddizioni, di ricchezza possibile e di infiltrazioni criminali, di lavoro onesto e di interessi oscuri”.</em></p>
<p><strong>Nel rapporto quest&#8217;anno si guarda oltre il territorio italiano</strong> con un <strong>focus sul Brasile</strong> e in particolar modo con il <strong>porto di Santos</strong>. Secondo i <strong>dati dell’</strong><strong>Ufficio delle Dogane di Santos</strong><strong>, tra l’inizio del </strong><strong>2016 </strong><strong>e la fine del </strong><strong>2025</strong><strong>,</strong> sono <strong>345 </strong>operazioni di sequestro di cocaina. <strong>L’</strong><strong>Italia </strong><strong>si colloca al sesto posto</strong> per numero di operazioni e al settimo per quantità sequestrate. Sono stati registrati <strong>18 sequestri</strong><strong>, per un totale di </strong><strong>5.428 kg di cocaina</strong><strong>, con 10 casi di spedizioni dirette principalmente verso il </strong><strong>porto di Gioia Tauro</strong>. Secondo le principali inchieste gli ’ndranghetisti operavano in larga misura in modo indipendente dal Primeiro Comando da Capital (PCC) – la più grande organizzazione criminale del Brasile, comunemente definita fazção, fondata a São Paulo oltre 30 anni fa e considerata l&#8217;autorità dominante nello Stato. E nei primi anni 2010 che i trafficanti del PCC entrano nel mercato all’ingrosso della cocaina, inviando le prime spedizioni attraverso il Porto di Santos. Intorno al 2014, l’organizzazione istituì un dipartimento interno per gestire tali schemi, consolidandosi come piattaforma capace di collegare venditori e acquirenti e fornire la logistica dei trasporti. <strong>Nel 2017 con l&#8217;arresto in Uruguay di </strong><strong>Rocco Morabito, gli scenari cambiano</strong>. Come emerso, Morabito si trovava in compagnia di Vincenzo Pasquino, anch’egli latitante. Pasquino era giunto in Brasile nello stesso anno dell’arresto di Morabito in Uruguay e aveva lavorato a stretto contatto con la famiglia Assisi, assumendo il ruolo di principale broker dopo l’arresto di padre e figlio. Una volta estradato in Italia nel 2024, <strong>Pasquino ha deciso di collaborare con la giustizia. e rivelando dettagli sulle attività della ’ndrangheta a Gioia Tauro</strong> e sul suo collegamento con il PCC a Santos, oltre ad altre operazioni criminali in Italia e Brasile.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In Calabria nel 2025 si è &#8220;giocato&#8221; 6 miliardi e 172 milioni di euro, +7% rispetto al 2024</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/in-calabria-nel-2025-si-e-giocato-6-miliardi-e-172-milioni-di-euro-7-rispetto-al-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 16:18:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il grande affare del gioco d’azzardo non si ferma né rallenta. Si continua a giocare tanto, ci si indebita con ripercussioni sociali, economiche e sanitarie. A confermarlo sono i dati ufficiali del Ministero dell’Economia elaborati da Libera che mostrano una crescita costante e impressionante. Nel 2025 si è “giocato” la cifra di 165 miliardi e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il grande affare del gioco d’azzardo non si ferma né rallenta. Si continua a giocare tanto, ci si indebita con ripercussioni sociali, economiche e sanitarie. A confermarlo sono i dati ufficiali del Ministero dell’Economia elaborati da <strong>Libera</strong> che mostrano una crescita costante e impressionante. Nel 2025 si è “<em>giocato</em>” la cifra di 165 miliardi e 344 milioni di euro + 5% rispetto il 2024. Solo sul online si è giocato una cifra pari a 100 miliardi e 880 milioni di euro in crescita +9% rispetto lo scorso anno quando erano 92 miliardi e 102 milioni online.<br />
Un aumento che si registra anche in <strong>Calabria</strong> dove nel 2025 si è “<em>giocato</em>” una cifra paria a <strong>6.172.265.586 i</strong>n aumento rispetto lo scorso anno quando erano 5.768.098.166. In media in Calabria si spende per il gioco d&#8217;azzardo 3.377 euro all’anno per abitante, bambini compresi (<em>va ricordato che l’azzardo è vietato fino ai 18 ann</em>i). La provincia di <strong>Cosenza</strong> è quella dove si è “<em>giocato</em>&#8221; di più con <strong>2miliardi e 164 milioni</strong> di euro, seguita dalla provincia di <strong>Reggio Calabria</strong> con <strong>1 miliardo e 858 milioni</strong> di euro. Terza la provincia di <strong>Catanzaro</strong> con un <strong>miliardo e 89milion</strong>i di euro. Chiudono la Provincia di <strong>Crotone</strong> con <strong>537 milioni</strong> di euro e <strong>Vibo Valentia</strong> con <strong>522</strong> milioni di euro.</p>
<p><em>“L’aumento vertiginoso del gioco d’azzardo in Italia, certificato dagli ultimi dati del Ministero dell’Economia- </em>commenta Libera Calabria<em>&#8211; è un segnale gravissimo. È l’indicatore di una deriva sociale che sta divorando intere comunità, impoverendo famiglie, ampliando le disuguaglianze e offrendo nuovi spazi di profitto alle organizzazioni criminali. Ogni euro speso in azzardo è un euro sottratto alla dignità, alla cura, all’educazione, alla possibilità di costruire futuro. E quando lo Stato registra questi numeri senza intervenire con decisione, non è spettatore: è corresponsabile. Serve una svolta immediata e radicale. Serve una politica che abbia il coraggio di dire basta. Serve una strategia nazionale che riduca drasticamente l’offerta, limiti la pubblicità, protegga i territori, sostenga chi è caduto nella dipendenza e restituisca centralità alla salute pubblica. Non è accettabile che interi quartieri diventino casinò a cielo aperto. Non è accettabile che la disperazione diventi un modello di business. Non è accettabile che lo Stato consideri l’azzardo una voce di bilancio.”</em><br />
Le organizzazioni criminali non aspettano altro: più cresce l’azzardo, più aumentano indebitamento, ricatti, infiltrazioni nei circuiti legali e illegali del gioco. Il mondo del gioco d’azzardo è una delle voci più remunerative del bilancio mafioso. Una “<em>grande roulette</em>” dove si ricicla denaro derivante da altri traffici; si impongono beni e servizi (<em>per esempio le slot machine</em>) agli esercenti dei locali; si estorce denaro ai giocatori fortunati o lo si presta a usura a quelli sfortunati; si truffa lo Stato manomettendo gli apparecchi di gioco o semplicemente si investe con società formalmente legali. E la ndrangheta la fa da padrone.</p>
<p>Secondo il dossier “<strong>Azzardomafie</strong>” di Libera analizzando le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia, pubblicate tra il 2010 e il 2024, sono ben 39 i clan censiti che hanno operato in attività di business sia illegali che legali. Al “<em>tavolo verde</em>” giocano e vincono i soliti “<em>not</em>i”: dagli<strong> Alvaro</strong> ai <strong>Macrì</strong>, dai <strong>Molè</strong> ai <strong>Pelle</strong>, dagli <strong>Arena</strong> ai <strong>Cordello</strong>, dai <strong>Piromalli</strong> ai <strong>Bellocco</strong>. “<em>Affari</em>” che travalicano i confini calabresi e si sono espansi in questi anni nel Piemonte, Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna. Liguria.<br />
<em>“Mentre da un lato si aumentano le offerte di gioco, – c</em>onclude Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera in Calabria <em>&#8211; dall’altro si registra una riduzione degli strumenti di prevenzione e cura, generando un ulteriore squilibrio che, di fatto, favorisce le mafie. Servono in generale scelte più coraggiose perché c’è la necessità di rimettere al centro la dignità delle persone e il benessere delle comunità e non il profitto delle aziende o il guadagno dell’erario. Soprattutto, in un contesto fragile come quello calabrese dove povertà e solitudine amplificano i rischi dell’azzardo, sentiamo forte la necessità, affinché al di là di ogni retorica e strumentalizzazione, si possa intervenire con un intervento legislativo a livello regionale più incisivo, con misure più stringenti e restrittive dando un segnale forte nel contrasto al gioco d’azzardo e ai profitti che la criminalità organizzata trae da esso. Rispetto a tale situazione le leggi attuali non sono più sufficienti”.</em></p>
<p>Segreteria regionale Libera Calabria</p>
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		<item>
		<title>Mons. Savino (Vice pres. CEI): &#8216;Crescente insofferenza verso ogni voce morale libera&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mons-savino-vice-pres-cei-crescente-insofferenza-verso-ogni-voce-morale-libera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:24:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Le parole rivolte al Papa non sono soltanto un attacco alla sua persona: sono il segno di un impoverimento del linguaggio pubblico e, più in profondità, di una crescente insofferenza verso ogni voce morale libera&#8221;. Lo ha detto all&#8217;ANSA monsignor Francesco Savino, vice presidente della Cei e vescovo della diocesi di Cassano dopo l&#8217;attacco al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Le parole rivolte al Papa non sono soltanto un attacco alla sua persona: sono il segno di un impoverimento del linguaggio pubblico e, più in profondità, di una crescente insofferenza verso ogni voce morale libera&#8221;</em>. Lo ha detto all&#8217;ANSA monsignor Francesco Savino, vice presidente della Cei e vescovo della diocesi di Cassano dopo l&#8217;attacco al Papa da parte del presidente statunitense Donald Trump. &#8220;<em>Quando il successore di Pietro richiama il mondo alla pace, al dialogo e al primato della dignità umana &#8211; </em>ha aggiunto<em> &#8211; non entra in una contesa politica: compie il suo dovere evangelico. Per questo considero grave e inquietante ogni tentativo di delegittimarlo o di intimidirlo. In tempi segnati dalla tentazione della forza, la parola del Papa resta disarmata ma necessaria, perché ricorda ai potenti che il limite non è un ostacolo, bensì la condizione stessa della civiltà</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>La pace &#8211; </em>ha affermato il vice presidente della Cei<em> &#8211; non è un cedimento, né il Vangelo può essere piegato alle ragioni della sopraffazione. Il Papa non deve &#8216;regolarsi&#8217; davanti al potere: deve continuare, come sta facendo, a parlare con parresia, soprattutto quando la guerra rischia di diventare una consuetudine della storia&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>E forse &#8211; </em>conclude mons. Savino<em> &#8211; è proprio questo che inquieta: che esista ancora una voce capace di dire, con libertà e senza calcolo, che nessun potere è assoluto e che nessuna guerra potrà mai avere l&#8217;ultima parola&#8221;</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/mons-savino-vice-pres-cei-crescente-insofferenza-verso-ogni-voce-morale-libera/">Mons. Savino (Vice pres. CEI): &#8216;Crescente insofferenza verso ogni voce morale libera&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Caro bollette, via libera al bonus da 115 euro: a chi spetta, come averlo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/caro-bollette-via-libera-al-bonus-da-115-euro-chi-spetta-come-averlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 15:47:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Un bonus da 115 euro contro il caro bollette. Arrivato il via libera da Arera, che ha definito le modalità operative per l’erogazione del contributo straordinario previsto dal dl Bollette.  Il contributo riguarda i clienti domestici titolari del bonus sociale elettrico al 21 febbraio 2026, data di entrata in vigore del decreto stesso. I [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Un bonus da 115 euro contro il caro bollette. Arrivato il via libera da Arera, che ha definito le modalità operative per l’erogazione del contributo straordinario previsto dal dl Bollette.  Il contributo riguarda i clienti domestici titolari del bonus sociale elettrico al 21 febbraio 2026, data di entrata in vigore del decreto stesso. I destinatari del provvedimento non dovranno presentare alcuna domanda; il contributo, infatti, sarà riconosciuto automaticamente e in un’unica soluzione ai clienti domestici titolari di un punto di prelievo attivo e riceventi il bonus sociale per disagio economico.</p>
<p>Il contributo &#8211; spiega Arera &#8211; sarà riconosciuto direttamente in bolletta, nella prima fattura utile successiva all’adozione del presente provvedimento, con evidenza separata rispetto alle altre voci. L’erogazione avviene a cura del fornitore o dell&#8217;esercente la maggior tutela che serviva il cliente alla data del 21 febbraio 2026, anche qualora il cliente abbia successivamente cambiato fornitore. Qualora dalla medesima bolletta risulti un credito a favore del cliente, questo sarà contabilizzato nelle bollette successive. In caso di interruzione della fornitura, il credito sarà corrisposto secondo le modalità previste dalla deliberazione 63/2021/R/com.  Arera ricorda inoltre che il contributo straordinario è cumulabile con altri sconti, quindi va ad aggiungersi alle riduzioni già previste per i beneficiari del bonus sociale elettrico.</p>
<p>Con successivo provvedimento, l’Autorità definirà le modalità di erogazione del contributo volontario previsto dall&#8217;articolo 1, comma 2 del medesimo decreto-legge, destinato ai nuclei familiari non titolari del bonus sociale con Isee annuale non superiore a 25.000 euro.<br />
&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Reggio, incendio doloso distrugge furgone di un  caseificio che aderisce alle rete di Libera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 12:56:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Delizie della Natura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un furgone di proprietà del caseificio “Delizie della Natura”, un’impresa nota per aver aderito alla rete di Libera, è stato completamente distrutto da un incendio avvenuto nella notte tra lunedì e martedì 7 ottobre all’angolo di via Spanò con via Frà Gesualdo Melacrino, vicino a piazza Carmine a Reggio Calabria. Le fiamme &#8211; molto probabilmente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un furgone di proprietà del caseificio “Delizie della Natura”, un’impresa nota per aver aderito alla rete di Libera, è stato completamente distrutto da un incendio avvenuto nella notte tra lunedì e martedì 7 ottobre all’angolo di via Spanò con via Frà Gesualdo Melacrino, vicino a piazza Carmine a Reggio Calabria.  </p>
<p>Le fiamme &#8211; molto probabilmente di origine dolosa &#8211; hanno causato danni ingenti, coinvolgendo anche altri mezzi parcheggiati, oltre a danneggiare la saracinesca dell’attività commerciale e la facciata di un immobile. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per spegnere il rogo e gli agenti delle Volanti e della Scientifica della Polizia di Stato. La Procura di Reggio Calabria ha affidato le indagini alla Squadra Mobile. I poliziotti stanno esaminando le immagini delle telecamere presenti nella zona nel tentativo di identificare i responsabili.</p>
<p>L’episodio ha suscitato la ferma condanna di Libera Reggio Calabria, che parla di un &#8220;gravissimo attentato&#8221; ad una delle prime imprese ad aver aderito alla sua rete. &#8220;Al linguaggio della ‘ndrangheta risponderemo con il linguaggio della resistenza e della denuncia, accanto alle forze dell’ordine e alla magistratura, continuando il nostro impegno per liberare» Reggio Calabria dalle ‘ndrine e «da ogni forma di corruzione e violenza&#8221;- ha scritto Libera. L’associazione, inoltre, ha ricordato che la città &#8220;è costretta a subire l’ennesimo atto intimidatorio, evidenziando come negli ultimi mesi &#8220;diverse attività commerciali sono state attenzionate dalle locali cosche mafiose: bar, negozi, attività portate avanti in beni confiscati, ma anche giornalisti e amministratori sono state vittime di attentati e minacce. Un linguaggio violento – conclude Libera – attraverso il quale le ‘ndrine cercano di condizionare la vita economica e sociale del territorio&#8221;.</p>
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		<title>Regionali 205, appello di Libera ai partiti: non candidate indagati, condannati e &#8220;chiacchierati&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 11:26:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[appello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo dal Coordinamento regionale Libera Calabria /Libera associazioni, nomi e numeri contro le mafie APS), e pubblichiamo: Nella nostra regione si avverte un grande fermento in vista della scadenza per la presentazione delle liste dei candidati per le prossime elezioni regionali. Un fatto non di poco conto per una regione dove le diverse inchieste e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo dal Coordinamento regionale Libera Calabria /Libera associazioni, nomi e numeri contro le mafie APS), e pubblichiamo:<br />
Nella nostra regione si avverte un grande fermento in vista della scadenza per la presentazione delle liste dei candidati per le prossime elezioni regionali. Un fatto non di poco conto per una regione dove le diverse inchieste e gli scioglimenti per infiltrazioni mafiose, la Calabria, a livello nazionale, ne detiene il triste primato, dimostrano che la politica ed i partiti non, sempre, sono stati all’altezza del momento storico che stiamo vivendo rispetto a quel sentimento forte e diffuso di liberazione dei nostri territori. Parlando di lotta alla ‘ndrangheta e corruzione, non sono più sufficienti slogan da campagna elettorale tipo “la mafia fa schifo” oppure “non vogliamo i voti dei mafiosi” o le targhe fuori dal palazzo comunale “Qui la ‘ndrangheta non entra”, ma è necessario un cambio di passo forte e senza compromessi. In tal senso, ancora una volta, facciamo nostro un grande insegnamento di Paolo Borsellino, molto spesso richiamato a sproposito da chi quegli insegnamenti, nei fatti, li ha messi sotto ai piedi, rivolgendo un forte appello ai partiti e schieramenti politici a sentire forte il senso di responsabilità che li deve portare a fare grossa pulizia al loro interno non solo di indagati e condannati ma anche di coloro che sono “chiacchierati” per un certo tipo di vicinanze, atteggiamenti che, se anche non costituiscono reato, rendono quel politico poco credibile ed inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Bisogna <<non soltanto essere onesti, ma apparire onesti>> .</p>
<p>Questa consapevolezza è necessaria se si vogliono concretamente contrastare possibili condizionamenti mafiosi e corruttivi che, se incontrano una politica debole o una politica che mira a vincere a tutti i costi, non guardando da chi e per quali motivi arriva il sostegno, agiscono per inquinare il confronto democratico al fine di asservirlo all’interesse di pochi e a logiche di sopraffazione e predazione del bene comune.  Ma anche un appello rivolto alle cittadine e ai cittadini calabresi. Non possiamo chiedere alla politica che faccia la propria parte con chiarezza e trasparenza, se non prima, come cittadine e cittadini ci assumiamo la nostra quota di responsabilità nella gestione della “cosa pubblica”.  </p>
<p>Un’assunzione di responsabilità a partire dal voto del 5 e 6 ottobre, esprimendo un voto consapevole, responsabile e libero da ogni forma di condizionamento. Il votare non è soltanto un atto di democrazia ma anche di responsabilità, in tal modo può essere un’arma potente contro la corruzione, il malaffare e la ‘ndrangheta. Un atto di democrazie e responsabilità che richiede di essere praticato, soprattutto in una regione dove vota poco più del 44% degli eventi diritto, per essere artefici del cambiamento che desideriamo. </p>
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		<item>
		<title>Cariati, sequestrato lido fittizio su tratto spiaggia libera: due persone denunciate</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cariati-sequestrato-lido-fittizio-su-tratto-spiaggia-libera-due-persone-denunciate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 10:52:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cariati]]></category>
		<category><![CDATA[fittizio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel corso di mirati controlli, finalizzati al contrasto dell’occupazione abusiva di aree pubbliche, i militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Corigliano-Rossano hanno scoperto un lido fittizio allestito senza alcuna autorizzazione in un tratto di spiaggia libera del Comune di Cariati (CS). I militari operanti notavano sull’arenile la presenza di una moltitudine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso di mirati controlli, finalizzati al contrasto dell’occupazione abusiva di aree pubbliche, i militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Corigliano-Rossano hanno scoperto un lido fittizio allestito senza alcuna autorizzazione in un tratto di spiaggia libera del Comune di Cariati (CS). I militari operanti notavano sull’arenile la presenza di una moltitudine di ombrelloni, sdraio e lettini di medesime caratteristiche, forma, colorazione e dimensione. Il tratto di arenile si presentava non delimitato da alcuna struttura (paletti o corda). </p>
<p>Tuttavia la disposizione delle attrezzature ivi presenti risultava tendente a configurare una sorta di simil lido/stabilimento balneare. I militari in abiti civili, fingendosi turisti interessati alla fruizione del servizio spiaggia, assumevano informazioni. Dopo le opportune verifiche del caso, le indagini consentivano di constatare l’inesistenza di una concessione demaniale sulla zona di arenile interessata. L’area risultava essere pari a 1.500 Mq – con fronte mare di circa 100 mt. Sulla predetta area, occupata abusivamente, risultavano installati circa 50 set di ombrelloni con relativi lettini e sdraio disposti su diverse file. I due soggetti venivano segnalati all&#8217;Autorità Giudiziaria. Tutto il materiale veniva sottoposto a sequestro per un valore di circa 30.000,00 euro, mentre l’area interessata è stata completamente sgomberata e restituita alla libera fruizione dei cittadini. </p>
<p>L’intervento rientra nell’attività costante di vigilanza a tutela del bene pubblico e della legalità sul territorio costiero svolto dalla componente aeronavale della Guardia di Finanza, sia a mare che a terra, quale “polizia del mare”. Le operazioni di controllo da parte della Guardia di Finanza – dal 2016 riconosciuta unica forza di polizia in mare – rappresentano il tangibile segno di un impegno costante per contrastare fenomeni criminosi che danneggiano gravemente l&#8217;economia legale legata alle attività turistico-ricreative.</p>
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		<item>
		<title>Al via la campagna di Libera “Fame di verità e giustizia”: dopo Cosenza tappa sabato a Reggio Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/al-via-la-campagna-di-libera-fame-di-verita-e-giustizia-dopo-cosenza-tappa-sabato-a-reggio-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 08:27:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[“Fame di verità e giustizia”]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con un flash mob che si è svolto i<strong>n Piazza Kennedy a Cosenza</strong> ha preso il via la tappa calabrese di <strong>“Fame di verità e giustizia” un viaggio a 30 anni dalla nascita di Libera</strong> e della sua rete associativa, che attraverserà il Paese, da Nord a Sud e l’Europa con oltre decine tappe, per animare il dibattito pubblico con l’obiettivo di <strong>riscrivere l’agenda in tema di mafie e corruzione</strong>, con una funzione di advocacy rispetto alle istituzioni competenti. Una mobilitazione contro le mafie dei potenti e dei colletti bianchi con l’obiettivo di rimettere al centro della vita pubblica l’urgenza nel contrasto a mafiosi e corrotti partendo dai punti dell&#8217;agenda civile. È stata allestita nella piazza un&#8217;<strong>osteria, pochi tavoli</strong><strong> e</strong><strong> un menù speciale di 12 portate difficili da digerire.</strong> Tra i primi piatti bollenti che non scaldano è possibile scegliere il piatto “Beni confiscati” che ha come ingredienti privatizzazione, vendita, regalo ai mafiosi; o “Liberi di corrompere” con ingredienti impunità, corruzione “solidamente” regolata, ancora sistemica e organizzata. Se vuoi scegliere solo un secondo puoi trovare bocconi duri da mandare giù come la “Legge bavaglio” con ingredienti particolari: divieto di informare, corto circuito dell’informazione, querele temerarie; o “Sovraffollamento delle carceri” con ingredienti: celle sovraffollate, la carenza di personale, la scarsità di attività educative e di reintegrazione. E per ultimo quei dessert dimenticati, ma essenziali come “Verità per le vittime innocenti delle mafie ingredienti”: 80% dei familiari non conosce verità; e “Liberi di scegliere” composto da nessuna tutela per chi vuole fuggire dai contesti mafiosi.</p>
<p>Dopo la tappa di Cosenza, il viaggio di “<strong>“Fame di verità e giustizia” prosegue con iniziativa a Reggio Calabria sul tema di Liberi di scegliere che si svolgerà sabato 14 giugno, </strong>ore 18.30, Corso Garibaldi, nei pressi del Teatro Cilea, con il tema di “Libere/i di scegliere: rafforzare gli strumenti di allontanamento, denuncia e testimonianza”; <strong>Liberi di scegliere è un’iniziativa portata avanti da Libera, che mira a offrire un’alternativa concreta alle donne desiderose di allontanarsi dalle famiglie mafiose.</strong> Questo progetto fornisce supporto e protezione a coloro che scelgono di rompere con l’ambiente criminale, aiutandole a costruire una nuova vita lontano dall’influenza delle organizzazioni mafiose. <strong>L’obiettivo principale è spezzare il ciclo di violenza e oppressione, offrendo alle donne e ai loro figli opportunità di reinserimento sociale e lavorativo in contesti sicuri.</strong> Questa iniziativa rappresenta un passo significativo nella lotta contro la criminalità organizzata, sottolineando l’importanza del coraggio individuale e del sostegno collettivo nel promuovere la legalità e la giustizia sociale.</p>
<p>E proprio <strong>la provincia di Reggio Calabria- commenta Libera-ha record regional</strong>e per il numero di alcuni reati spia (reati di usura, di estorsione e riciclaggio denaro, delitti informatici e truffe e frodi informatiche), reati che possono indicare una possibile infiltrazione delle mafie nel tessuto economico.<strong> Nella provincia di </strong><strong>Reggio Calabria</strong><strong> nel 2024 sono stati 2582 reati spia, pari al 33%</strong> del totale regionale: 96 estorsioni, 2 di usura, 11 di riciclaggio, 2122 truffe e frodi informatiche, 351 delitti informatici.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Allarme di &#8216;Libera&#8217;: sono 55 i clan con business illegali e legali in 9 porti Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/allarme-di-libera-sono-55-i-clan-con-business-illegali-e-legali-in-9-porti-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 13:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della presentazione a Genova del Rapporto di Libera &#8220;Diario di Bordo, storie, dati e meccanismi delle proiezioni criminali nei porti italiani&#8221; è emerso che in Calabria il porto di Gioia Tauro nel corso del 2024 ha fatto registrare 8 casi di criminalità, conquistando la maglia nera a livello regionale&#8221;. L&#8217;analisi ha preso in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della presentazione a Genova del Rapporto di Libera &#8220;Diario di Bordo, storie, dati e meccanismi delle proiezioni criminali nei porti italiani&#8221; è emerso che in Calabria il porto di Gioia Tauro nel corso del 2024 ha fatto registrare 8 casi di criminalità, conquistando la maglia nera a livello regionale&#8221;. L&#8217;analisi ha preso in esame gli scali marittimi che rappresentano per i gruppi criminali un&#8217;opportunità per incrementare i propri profitti e per rafforzare collusioni. &#8220;Il porto di Gioia Tauro &#8211; è detto in una nota di Libera &#8211; si conferma, uno dei principali snodi commerciali del Mediterraneo, come hub italiano per il traffico internazionale di cocaina.</p>
<p>Nel 2024 sono state sequestrate nel porto di Gioia Tauro circa 3,8 tonnellate di cocaina. Le tre scoperte più rilevanti sono avvenute a maggio (250 chili provenienti dall&#8217;Ecuador), a settembre (280 chili) e a ottobre (790 chili). Queste tre spedizioni avrebbero avuto sul mercato un valore complessivo di quasi trecento milioni di euro. Inoltre nel Porto di Gioia Tauro è avvenuto l&#8217;unico caso di traffico illecito di armi&#8221;. &#8220;Finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria, nell&#8217;ambito di un&#8217;attività condotta in collaborazione con l&#8217;Agenzia delle Dogane e Monopoli e coordinata dalla Procura di Palmi &#8211; è scritto nel report &#8211; hanno sequestrato sei container provenienti dalla Cina che trasportavano componenti per l&#8217;assemblaggio di generatori eolici di energia elettrica. In Calabria sono stati 18 casi di criminalità con Gioia Tauro leader regionale con 14 casi. I numeri non lasciano molti margini di dubbio. Siamo davanti a una recrudescenza repressiva che testimonia, da un lato, la persistenza dell&#8217;azione dei criminali e, dall&#8217;altra, conferma il lavoro importante svolto da forze dell&#8217;ordine, enti di controllo e magistratura. E dovrebbe sollecitare risposte coerenti ed efficaci da parte di chi ha responsabilità politiche e istituzionali&#8221;.</p>
<p>Dal Rapporto si evince inoltre che In Calabria sono 55 i clan censiti e operanti in 9 porti calabresi e nei porti di Napoli, Salerno, Genova, Livorno, Trieste, La Spezia. &#8220;Il porto di Tropea &#8211; secondo quanto riporta Libera &#8211; è stato oggetto di interesse da parte del clan La Rosa in attività legate ai servizi connessi al trasporto marittimo e da parte del clan Mancuso per il trasporto marittimo di passeggeri; nel porto di Isola Capo Rizzuto, invece, si sono manifestate le infiltrazioni del clan Arena per quanto riguarda la preparazione del cantiere edile e sistemazione del terreno; a Corigliano Calabro il clan Straface si è interessato dei servizi di gestione di pubblici mercati&#8221;. &#8220;Questo report &#8211; afferma Giuseppe Borrello, Referente regionale di Libera in Calabria &#8211; evidenzia come gli interessi della &#8216;ndrangheta non riguardano solo il porto di Gioia Tauro, ma anche i porti più piccoli calabresi per la gestione di servizi vari. Una situazione che meriterebbe una particolare e costante attenzione da parte dei decisori politici vista la centralità del sistema portuale per l&#8217;economia della nostra regione&#8221;.</p>
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