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	<title>legge Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Concessioni balneari, Federalberghi Calabria: &#8220;Bene decisione Governo di non impugnare legge regionale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 09:17:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Federalberghi Calabria &#8220;esprime soddisfazione per la decisione del Consiglio dei Ministri di non impugnare la Legge regionale Calabria 14 maggio 2026, n. 15, che introduce nuovi criteri per la gestione delle concessioni demaniali marittime e per la valorizzazione del litorale calabrese, nel quadro dell&#8217;applicazione della Direttiva europea 2006/123/CE (cosiddetta Bolkestein)&#8221;. «La scelta del Governo rappresenta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Federalberghi Calabria &#8220;<em>esprime soddisfazione per la decisione del Consiglio dei Ministri di non impugnare la Legge regionale Calabria 14 maggio 2026, n. 15, che introduce nuovi criteri per la gestione delle concessioni demaniali marittime e per la valorizzazione del litorale calabrese, nel quadro dell&#8217;applicazione della Direttiva europea 2006/123/CE (cosiddetta Bolkestein)&#8221;. </em>«<em>La scelta del Governo rappresenta un passaggio significativo perché riconosce le peculiarità della Calabria e offre un quadro di maggiore certezza normativa agli enti locali e agli operatori turistici»</em>, dichiara il presidente di Federalberghi Calabria, Fabrizio D&#8217;Agostino. La normativa regionale interviene su uno degli aspetti più delicati della disciplina delle concessioni balneari: la verifica della disponibilità effettiva della risorsa demaniale. In linea con i principi europei, la legge stabilisce che i Comuni debbano anzitutto accertare se il bene demaniale sia realmente scarso e se sussista un interesse transfrontaliero certo, cioè un&#8217;effettiva attrattività per operatori economici provenienti da altri Stati membri dell&#8217;Unione europea. Solo qualora ricorrano tali presupposti si procede all&#8217;assegnazione delle concessioni mediante procedure di evidenza pubblica.</p>
<p>La legge disciplina anche il caso opposto. Se dall&#8217;istruttoria comunale emerge che il litorale disponibile non presenta condizioni di scarsità, le amministrazioni possono procedere con modalità trasparenti che consentano sia il rilascio di nuove concessioni sia la prosecuzione di quelle già esistenti, garantendo continuità alle attività economiche e agli investimenti effettuati, nel rispetto dei principi di imparzialità, pubblicità e concorrenza. Un ulteriore elemento innovativo è contenuto nell&#8217;articolo 3, che introduce una disciplina per le situazioni eccezionali. In presenza di eventi straordinari, come calamità naturali o fenomeni meteorologici che abbiano compromesso le strutture e gli investimenti realizzati sul demanio marittimo, è prevista la possibilità di prorogare le concessioni fino a un massimo di cinque anni. La finalità è consentire agli operatori di recuperare gli investimenti sostenuti e garantire la continuità dei servizi turistici, evitando ricadute economiche e occupazionali sul territorio.</p>
<p>«<em>La Calabria dispone di circa 800 chilometri di costa, uno dei litorali più estesi e meno antropizzati d&#8217;Italia. Parlare di scarsità della risorsa, nel nostro caso, significa confrontarsi con dati oggettivi: le concessioni balneari occupano una quota limitata del litorale e rimangono disponibili vastissime aree di spiaggia libera. Per questo riteniamo che sia possibile coniugare il diritto dei cittadini alla libera fruizione del mare con un modello di sviluppo turistico moderno, ordinato e sostenibile»,</em> sottolinea D&#8217;Agostino. Secondo Federalberghi Calabria, la decisione del Governo assume particolare rilievo anche sul piano economico. Una gestione del demanio fondata sulla reale disponibilità della risorsa può favorire nuovi investimenti, migliorare la qualità dei servizi turistici, sostenere l&#8217;occupazione e rafforzare la competitività dell&#8217;intero comparto regionale, evitando interpretazioni uniformi che non tengano conto delle profonde differenze tra i diversi territori costieri italiani.</p>
<p><em>«La Calabria non chiede deroghe né privilegi, ma il riconoscimento delle proprie caratteristiche territoriali. Una regione con centinaia di chilometri di costa ancora disponibili può programmare il proprio sviluppo senza compromettere il patrimonio ambientale e senza ridurre gli spazi destinati alla libera balneazione. Una gestione efficiente del demanio marittimo può invece diventare uno strumento di crescita economica e di valorizzazione del territorio»,</em> conclude il presidente di Federalberghi Calabria.</p>
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		<title>Il centro sinistra continua a perdere perché non si distingue chiaramente&#8230;di Francesco Grandinetti*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 14:37:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Legge elettorale e preferenze: il centrosinistra capisca perché continua a perdere. Se non ti distingui chiaramente la gente continuerà a scegliere chi ha più forza e potere.  Le ultime elezioni comunali in Calabria dovrebbero fare riflettere profondamente il centrosinistra. Continuare a perdere consenso non può essere considerato soltanto un problema di candidature o alleanze. Esiste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Legge elettorale e preferenze: il centrosinistra capisca perché continua a perdere. Se non ti distingui chiaramente la gente continuerà a scegliere chi ha più forza e potere.  <span class="s1">Le ultime elezioni comunali in Calabria dovrebbero fare riflettere profondamente il centrosinistra. Continuare a perdere consenso non può essere considerato soltanto un problema di candidature o alleanze. Esiste una distanza sempre più evidente tra politica e cittadini, e questa distanza cresce ogni volta che i partiti sembrano chiudersi dentro logiche autoreferenziali invece di combattere battaglie vere e comprensibili dalla gente. </span><span class="s1">Per questo ritengo che la discussione sulla nuova legge elettorale sia un passaggio fondamentale.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Si continua a parlare di premi di maggioranza, soglie, equilibri interni e strategie parlamentari, evitando però il vero nodo democratico: restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti attraverso le preferenze. </span><span class="s1">Sono contrario a qualsiasi riforma che continui a consentire alle segreterie dei partiti di nominare deputati e senatori. Gli eletti devono rispondere ai cittadini e ai territori, non ai capi corrente o ai dirigenti nazionali. </span><span class="s1">E forse molti partiti comprendono benissimo che con il ritorno delle preferenze diminuirebbe fortemente il loro potere interno, a vantaggio di chi lavora realmente tra la gente, ascolta i problemi quotidiani e costruisce consenso sul territorio. </span><span class="s1">È anche per questo che cresce l&#8217;astensionismo e al voto per convenienza personale. Se vogliamo non perdere anche alle elezioni nazionali dico che le persone sono stanche di votare candidati che spesso non conoscono, provenienti da territori lontani e totalmente assenti dalla vita reale delle comunità.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Con le preferenze cambierebbe tutto. Gli eletti smetterebbero di vivere soltanto dentro i palazzi o nelle fotografie con i leader nazionali e tornerebbero a bussare alle porte, ad ascoltare i cittadini, a conquistarsi il consenso casa per casa. </span><span class="s1">Ed è proprio qui che il centrosinistra dovrebbe avere il coraggio di distinguersi davvero dal centrodestra. Non con flebili comunicati stampa o dichiarazioni di circostanza, ma con una battaglia concreta fatta di raccolte firme, banchetti nelle piazze, dibattiti pubblici e mobilitazione popolare. </span><span class="s1">Perché questa non sarebbe soltanto una riforma elettorale. Sarebbe una vera inversione di rotta: dal potere autoreferenziale dei partiti al ritorno del potere al popolo. </span><span class="s1">E forse proprio da qui potrebbe ripartire anche la credibilità di un centrosinistra che, se vuole tornare a vincere, deve ricominciare ad avere il coraggio di combattere battaglie chiare, popolari e profondamente democratiche.</span></p>
<p class="p1"><em><span class="s1">*Presidente LAMETIA enonsolo</span></em></p>
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		<item>
		<title>Dalla Cgil una proposta di legge popolare per rafforzare la sanità pubblica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dalla-cgil-una-proposta-di-legge-popolare-per-rafforzare-la-sanita-pubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:31:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina, a Catanzaro, nel corso di una conferenza stampa la Cgil ha presentato la proposta di legge di iniziativa popolare perv rafforzare il Servizio sanitario nazionale, aumentare le risorse e valorizzare il personale. Il testo, &#8220;Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e la valorizzazione del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, a Catanzaro, nel corso di una conferenza stampa la Cgil ha presentato la proposta di legge di iniziativa popolare perv rafforzare il Servizio sanitario nazionale, aumentare le risorse e valorizzare il personale. Il testo, &#8220;<em>Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e la valorizzazione del personale&#8221;</em>, punta a rendere effettivo il diritto universale alla salute, intervenendo su finanziamento, personale e servizi territoriali, per arrestare il declino del sistema sanitario pubblico. Tra i punti principali, l&#8217;aumento progressivo delle risorse fino ad almeno il 7,5% del Pil entro il 2030 e il superamento dei vincoli alla spesa per il personale, con l&#8217;obiettivo di colmare le carenze di organico.</p>
<p>&#8220;<em>Serve un grande movimento dal basso per rilanciare quella che è la principale infrastruttura sociale del Paese</em>&#8220;, ha dichiarato la segretaria nazionale Cgil Daniela Barbaresi, sottolineando come il Servizio sanitario nazionale &#8220;<em>stia vivendo una crisi senza precedenti per mancanza di risorse e personale</em>&#8220;.  Da qui la richiesta di &#8220;<em>più investimenti, più personale e un rafforzamento della medicina territoriale</em>&#8220;, anche alla luce dei &#8220;<em>ritardi insostenibili nell&#8217;attuazione del Pnrr</em>&#8220;.  Nel provvedimento centrale anche il potenziamento dei servizi di prossimità, con il rafforzamento dei distretti socio-sanitari e delle case della comunità, e misure per ridurre le liste d&#8217;attesa attraverso più personale e una migliore organizzazione dei servizi. Ampio spazio inoltre alle politiche per gli anziani non autosufficienti e all&#8217;integrazione tra sanità e sociale.</p>
<p>Il segretario generale Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, ha indicato nella regione &#8220;<em>il simbolo delle criticità del sistema</em>&#8220;, evidenziando come &#8220;<em>l&#8217;assistenza agli anziani manca e la medicina di prossimità è inesistente&#8221;</em>. &#8220;<em>Siamo alla fine del Pnrr e non si vedono i risultati &#8211; ha aggiunto &#8211; mentre il maggiore ospedale dei calabresi resta fuori regione, con una mobilità passiva che vale 320 milioni di euro&#8221;</em>. Trotta ha anche lanciato l&#8217;allarme sulla carenza di medici, sottolineando che &#8220;<em>senza i professionisti stranieri sarebbe una tragedia per la sanità calabrese&#8221;</em>, e ha annunciato possibili iniziative: &#8220;<em>Se non arriveranno risposte, siamo pronti alla mobilitazione regionale&#8221;.</em><br />
Critiche anche sull&#8217;autonomia differenziata, definita &#8220;<em>un rischio per la sanità</em>&#8220;, mentre sul piano sindacale è stata ribadita la volontà di costruire &#8220;<em>una convergenza ampia</em>&#8221; sul tema del diritto alla salute. La proposta di legge, hanno concluso i promotori, mira a &#8220;<em>ribaltare una situazione non più sostenibile</em>&#8221; e a garantire un sistema sanitario pubblico &#8220;<em>accessibile, equo e universale</em>&#8220;. All&#8217;incontro era presente anche Luigi Veraldi, segretario Cgil Calabria.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-373534" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Cgil-Calabria-2.jpg" alt="" width="643" height="362" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Cgil-Calabria-2.jpg 2048w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Cgil-Calabria-2-300x169.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Cgil-Calabria-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Cgil-Calabria-2-768x432.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Cgil-Calabria-2-1536x864.jpg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Cgil-Calabria-2-747x420.jpg 747w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Cgil-Calabria-2-696x392.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Cgil-Calabria-2-1068x601.jpg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Cgil-Calabria-2-1920x1080.jpg 1920w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" /></p>
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		<item>
		<title>Sottosegretari in Calabria, centrosinistra: iniziativa popolare per proposta di legge abrogativa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sottosegretari-in-calabria-centrosinistra-iniziativa-popolare-per-proposta-di-legge-abrogativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 15:25:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una proposta di legge abrogativa di iniziativa popolare e poi una proposta di legge per armonizzare lo strumento del referendum all’attuale formulazione dello Statuto. Sono queste le leve a cui l’opposizione di centrosinistra alla Regione intende ricorrere per eliminare la figura dei sottosegretari alla Presidenza approvata dalla maggioranza di centrodestra a gennaio e poi ulteriormente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una proposta di legge abrogativa di iniziativa popolare e poi una proposta di legge per armonizzare lo strumento del referendum all’attuale formulazione dello Statuto. Sono queste le leve a cui l’opposizione di centrosinistra alla Regione intende ricorrere per eliminare la figura dei sottosegretari alla Presidenza approvata dalla maggioranza di centrodestra a gennaio e poi ulteriormente regolamentata con una legge votata nell’ultimo Consiglio. La linea del centrosinistra e’ stata presentata in una conferenza stampa a Lamezia Terme alla quale hanno partecipato i consiglieri regionali Ernesto Alecci e Giuseppe Ranuccio (Pd), Elisa Scutella’ e Elisabetta Barbuto (M5S), Enzo Bruno (Tridico Presidente), Filomena Greco (Casa Riformista), Francesco De Cicco (Democratici Progressisti). Secondo quanto riferito dagli esponenti dell’opposizione, al momento non e’ invece facilmente percorribile la strada del referendum perche’ la normativa su questo aspetto e’ nebulosa e inoltre il referendum comporterebbe una spesa di almeno 6 milioni, superiore al costo degli stessi sottosegretari, oltre a dispiegare i propri effetti eventualmente solo dopo due anni e mezzo.</p>
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<div class="cleanslate360pv">Sul piano politico, i consiglieri regionali di centrosinistra hanno sostenuto che “<em>questa conferenza stampa anzitutto sancisce l’unita’ e la compattezza del centrosinistra in Consiglio regionale: siamo uniti nell’obiettivo della costruzione dell’alternativa al centrodestra. Abbiamo fatto sin da subito battaglia contro il centrodestra che come primo atto della legislatura ha proposto la modifica dello Statuto per ampliare il numero degli assessori e reintrodurre i sottosegretari. Una porcheria e una barbarie politica, questo e’ la legge che regolamenta i sottosegretari. Abbiamo presentato cinque emendamenti per ridurre una spesa scellerata, pari a un milione complessivo e 14mila euro al mese di sole indennita’, senza che i compiti di questa figura mitologica siano ben definiti, emendamenti tutti respinti”</em>.</div>
<div></div>
<p></ins></div>
<p>L’opposizione ha poi evidenziato: “<em>In Consiglio abbiamo tenuto una linea contro questo obbrobrio, alla fine il centrodestra l’ha votata e siamo usciti dall’aula. Poi abbiamo appreso che uno dei nostri emendamenti, teso a ridurre i costi – con la riduzione del numero delle strutture di supporto – e’ stato da loro approvato, probabilmente perche’ alla fine hanno avuto vergogna. La realta’ poi e’ che questa vicenda della moltiplicazione delle poltrone nasce dalla necessita’ della maggioranza e del presidente Roberto Occhiuto di sistemare i propri equilibri interni e dunque e’ una pura operazione di potere. Noi andremo fino in fondo comunque</em>”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Giunta regionale con due assessori in più, governo non impugnerà legge statutaria Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/giunta-regionale-con-due-assessori-piu-governo-non-impugnera-legge-statutaria-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 18:15:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[regionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo non impugnerà la modifica allo Statuto della Regione Calabria che prevede la possibilità di nominare fino a 9 assessori in Giunta e di nominare due sottosegretari alla presidenza. La decisione, che rappresenta il via libera alla modifica, è stata presa nel corso del Consiglio dei ministri di oggi su proposta del ministro per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/giunta-regionale-con-due-assessori-piu-governo-non-impugnera-legge-statutaria-calabria/">Giunta regionale con due assessori in più, governo non impugnerà legge statutaria Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo non impugnerà la modifica allo Statuto della Regione Calabria che prevede la possibilità di nominare fino a 9 assessori in Giunta e di nominare due sottosegretari alla presidenza. La decisione, che rappresenta il via libera alla modifica, è stata presa nel corso del Consiglio dei ministri di oggi su proposta del ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli.<br />
&#8220;Il Consiglio dei Ministri &#8211; è scritto nella nota diramata dopo la riunione &#8211; su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato ventiquattro leggi delle regioni e delle province autonome e ha quindi deliberato di non impugnare… la deliberazione legislativa statutaria della Regione Calabria del 29/01/2026, recante &#8216;Modifiche ed integrazioni alla Legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria)'&#8221;.<br />
La legge era stata approvata dal Consiglio regionale in seconda lettura su proposta della maggioranza dopo il via libera in prima lettura del novembre scorso.</p>
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		<title>Depositata la proposta di legge popolare per il potenziamento degli Ospedali montani</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/depositata-la-proposta-di-legge-popolare-per-il-potenziamento-degli-ospedali-montani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 16:54:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È stata depositata ieri, nel Consiglio regionale della Calabria, una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal comitato &#8216;La Cura&#8217;, che si batte per la riorganizzazione e il potenziamento dei presìdi ospedalieri delle zone montane di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli, come per la loro trasformazione in ospedali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stata depositata ieri, nel Consiglio regionale della Calabria, una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal comitato &#8216;La Cura&#8217;, che si batte per la riorganizzazione e il potenziamento dei presìdi ospedalieri delle zone montane di <strong>Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno</strong> e <strong>Soveria Mannelli</strong>, come per la loro trasformazione in ospedali spoke, cioè strutture molto più attrezzate rispetto all&#8217;assetto attuale, divenuto del tutto inadeguato. La proposta prevede l&#8217;istituzione di un&#8217;unica Azienda ospedaliera per la gestione dei quattro ospedali montani calabresi, soluzione che consentirebbe una maggiore disponibilità di personale medico e una significativa riduzione dei costi complessivi di gestione.</p>
<p>Fra dieci giorni il Consiglio regionale della Calabria procederà alla vidimazione delle schede per la raccolta delle 5mila firme necessarie alla presentazione formale del testo, che partirà contestualmente in tutta la regione. Il testo della proposta di legge è stato redatto dal medico Tullio Laino, esperto di diritto sanitario. Si tratta dell&#8217;evoluzione di un progetto di riorganizzazione dei quattro ospedali montani calabresi che Laino aveva già elaborato insieme al chirurgo del Policlinico Gemelli Giuseppe Brisinda e al giornalista Emiliano Morrone, componente del comitato &#8216;La Cura&#8217; e da anni impegnato sui problemi della sanità calabrese. La proposta originaria era stata illustrata nel 2020 agli eletti di maggioranza e opposizione nel Consiglio comunale di San Giovanni in Fiore, nonché alle organizzazioni sindacali della cittadina silana. Successivamente, però, le forze politiche avevano scelto una soluzione diversa, molto più ridimensionata, poi approvata quasi all&#8217;unanimità dallo stesso Consiglio comunale. L&#8217;attuale proposta riprende quell&#8217;impianto ma introduce una svolta: la gestione unitaria dei quattro presìdi e la loro trasformazione in ospedali dotati di Chirurgia generale, Terapia intensiva e Cardiologia interventistica. Secondo Tullio Laino, «<em>la cosa migliore da fare è approvare ora questo articolato di legge regionale, alla luce dell&#8217;indirizzo politico dell&#8217;attuale governo nazionale, che sembra voler premiare i grandi ospedali e abbandonare i più piccoli al loro destino</em>».</p>
<p>Per Giovanni Iaquinta, componente del comitato in rappresentanza dell&#8217;area di San Giovanni in Fiore, «non può esistere un sistema di emergenza-urgenza senza ospedali realmente attrezzati, capaci di curare i pazienti sul posto e quindi di rispondere ai bisogni sanitari dei territori». Alessandro Sirianni, membro del comitato &#8216;La Cura&#8217; in rappresentanza di <strong>Soveria Mannelli,</strong> sottolinea che <em>«dopo 16 anni di gestione commissariale della sanità calabrese da parte del governo nazionale, è arrivato il momento di dare risposte vere alle aree montane, che finora sono rimaste ai margini»</em>. A parere di Silvio Tunnera, referente del comitato per l&#8217;area di Acri, «<em>questa proposta di legge è idonea a sanare una ferita grave, rimasta aperta per troppo tempo, sul principio che le comunità di montagna hanno addirittura una dignità costituzionale»</em>. Infine, Rocco La Rizza, che rappresenta nel comitato l&#8217;area di Serra San Bruno, evidenzia che <em>«la strada dell&#8217;iniziativa popolare è decisiva, perché dimostra che i territori sono in grado, uniti, di elaborare e pretendere soluzioni efficaci, indispensabili per contrastare lo spopolamento delle aree montane, ridurre le disuguaglianze nell&#8217;accesso alle cure e dare anche una spinta all&#8217;economia locale».</em> Al deposito della proposta hanno partecipato anche Rosamaria Audino, Ferruccio Codeluppi, Santo Bifano e Riccardo Allevato, componenti del comitato La Cura.</p>
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		<title>Sanità, Consiglio regionale approva la legge per riportare medici pensionati in corsia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-consiglio-regionale-approva-la-legge-per-riportare-medici-pensionati-in-corsia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 17:01:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è riunito oggi, nell&#8217;Aula &#8220;Francesco Fortugno&#8221; di Palazzo Campanella, il Consiglio regionale della Calabria, che ha approvato all&#8217;unanimità la proposta di legge regionale recante &#8220;Disposizioni per garantire la continuità dei servizi sanitari regionali&#8221;. Il provvedimento, illustrato in Aula dal Presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, primo firmatario della proposta di legge, introduce misure straordinarie e temporanee finalizzate a salvaguardare la stabilità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="elementToProof">
<div class="elementToProof">Si è riunito oggi, nell&#8217;Aula &#8220;Francesco Fortugno&#8221; di Palazzo Campanella, il <b>Consiglio regionale della Calabria</b>, che ha <b>approvato all&#8217;unanimità</b> la proposta di legge regionale recante <b>&#8220;Disposizioni per garantire la continuità dei servizi sanitari regionali&#8221;</b>.</div>
<div>Il provvedimento, <b>illustrato in Aula dal Presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, primo firmatario della proposta di legge</b>, introduce <b>misure straordinarie e temporanee</b> finalizzate a salvaguardare la stabilità del Servizio sanitario regionale, in una fase ancora segnata da una <b>grave carenza di personale medico</b>, soprattutto nei presidi delle aree interne e nei reparti maggiormente esposti a criticità d&#8217;organico.</div>
<div>Nel corso della relazione, il presidente Cirillo ha evidenziato come l&#8217;intervento legislativo si renda necessario per <b>garantire l&#8217;erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA)</b> e tutelare il <b>diritto costituzionale alla salute</b>, evitando il rischio di interruzioni nei servizi pubblici essenziali. Pur a fronte dei passi avanti compiuti nel processo di riorganizzazione della sanità calabrese, permane infatti una difficoltà strutturale nel reperimento di personale medico qualificato attraverso le ordinarie procedure concorsuali.</div>
<div>In attesa del completamento dei piani di assunzione a tempo indeterminato, la legge prevede il ricorso a <b>strumenti flessibili</b> che consentano di reinserire nel sistema sanitario <b>competenze professionali già consolidate</b>, disciplinando il conferimento di <b>incarichi libero-professionali a medici collocati in quiescenza</b>. Tali figure rappresentano una risorsa immediatamente disponibile per sostenere i reparti in sofferenza.</div>
<div></div>
<div>Il testo individua in modo puntuale gli <b>ambiti prioritari di intervento</b>, nei quali è necessario garantire la continuità assistenziale, tra cui: <b>pronto soccorso e medicina d&#8217;urgenza, anestesia e rianimazione, medicina interna, chirurgia generale, continuità assistenziale e servizi territoriali</b>. Gli incarichi possono essere conferiti a medici in possesso di idoneità psico-fisica e che non abbiano riportato sanzioni disciplinari gravi negli ultimi cinque anni di servizio. La durata degli incarichi è fissata in un massimo di <b>12 mesi, rinnovabili una sola volta</b> in presenza di comprovata necessità.</div>
<div>La legge introduce inoltre un <b>rigoroso sistema di monitoraggio</b>, prevedendo che le Aziende sanitarie trasmettano alla Regione una relazione dettagliata sugli incarichi conferiti, mentre la <b>Giunta regionale</b> è tenuta a informare annualmente il Consiglio sullo stato di attuazione della normativa. Sotto il profilo finanziario, il provvedimento <b>non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale</b>, poiché la copertura è assicurata dalle risorse già stanziate nei bilanci delle singole Aziende del Servizio sanitario regionale.</div>
<div></div>
<div>«Si tratta di una misura di responsabilità – ha affermato Cirillo a margine dei lavori – che consente di dare una risposta immediata alle criticità del sistema sanitario regionale, nelle more del completamento dei piani di assunzione e in coerenza con il percorso normativo nazionale».</div>
<div>Il Presidente del Consiglio regionale ha richiamato il valore della <b>leale collaborazione istituzionale</b>, sottolineando come il provvedimento si inserisca «in un quadro condiviso con la Giunta regionale guidata dal Presidente e Commissario alla Sanità <b>Roberto Occhiuto e la rappresentanza parlamentare calabrese, a partire dell&#8217;onorevole Francesco Cannizzaro»</b>. «L&#8217;approvazione all&#8217;unanimità di questo provvedimento – afferma il Presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo – assume un significato politico e istituzionale di particolare rilievo. È la <b>dimostrazione del senso di responsabilità espresso dall&#8217;intera Assemblea</b>, capace di superare le legittime differenze per compattarsi su un tema che riguarda direttamente la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. Il voto unanime rappresenta un segnale chiaro di coesione istituzionale e di attenzione concreta verso la Calabria e i suoi territori. <b>Per questo ringrazio tutti i consiglieri, di maggioranza e di minoranza, per il contributo responsabile offerto</b>. Quando sono in gioco gli interessi della collettività, la politica è chiamata a dare risposte unitarie: oggi il Consiglio regionale ha dimostrato di saperlo fare».</div>
</div>
<p>La legge regionale calabrese si inserisce in un quadro di complementarità con l&#8217;emendamento al decreto Milleproroghe in corso di presentazione in sede parlamentare che prevede la stessa possibilità. L&#8217;iniziativa legislativa regionale è stata pensata per colmare il vuoto temporale necessario alla conversione in legge dell&#8217;emendamento, assicurando una risposta immediata alle criticità del sistema sanitario calabrese.</p>
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		<title>Presentata proposta di legge di iniziativa popolare per rilanciare gli ospedali delle aree montane</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/presentata-proposta-di-legge-di-iniziativa-popolare-per-rilanciare-gli-ospedali-delle-aree-montane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2025 15:16:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata presentata a Lamezia Terme la proposta di legge regionale di iniziativa popolare che mira a trasformare gli ospedali montani di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli in presìdi Spoke, pienamente operativi e dotati dei reparti essenziali per garantire il diritto alla salute. La proposta, illustrata dal comitato civico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata presentata a Lamezia Terme la proposta di legge regionale di iniziativa popolare che mira a trasformare gli<strong> ospedali montani di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli</strong> in presìdi Spoke, pienamente operativi e dotati dei reparti essenziali per garantire il diritto alla salute. La proposta, illustrata dal <strong>comitato civico &#8220;La cura&#8221;</strong>, prevede che nei quattro presìdi ospedalieri siano attivate le Unità operative di Medicina generale, Chirurgia, Ortopedia e Traumatologia, Anestesia e Terapia intensiva, Ostetricia e Ginecologia, Cardiologia con Utic, Emodinamica interventistica e Pronto soccorso con Osservazione breve intensiva. Per il coordinamento e la gestione delle strutture è prevista la costituzione di un&#8217;unica Azienda ospedaliera pubblica regionale, dotata di personalità giuridica e autonomia imprenditoriale. Il comitato ha annunciato che avvierà al più presto la raccolta delle 5mila firme necessarie per depositare la proposta presso il Consiglio regionale della Calabria. Con la forza della partecipazione popolare, &#8220;La cura&#8221; punta a rimettere al centro della discussione istituzionale il diritto alla salute per chi vive nelle aree montane. </p>
<p>A distanza di 15anni dal decreto commissariale che ha smantellato l&#8217;assistenza ospedaliera nelle zone montane, per la prima volta un&#8217;iniziativa dal basso rimette in discussione l&#8217;assetto dell&#8217;assistenza sanitaria in questi territori e afferma un principio semplice ma trascurato: ogni decisione sulla sanità è, oggi più che mai, una scelta politica. «Non c&#8217;è alcuna ragione – hanno dichiarato i componenti del comitato – per cui le aree interne della Calabria debbano essere pressoché prive di assistenza ospedaliera. Nulla impedisce che nei rispettivi presìdi si attivino reparti in grado di rispondere concretamente alle esigenze sanitarie delle comunità locali». In contrasto con il pensiero dominante, secondo cui negli ospedali montani il paziente va semplicemente stabilizzato e trasferito altrove, il comitato &#8220;La cura&#8221; rilancia una visione opposta. «Il paziente – precisa il comitato – va curato sul posto, in strutture dotate di risorse e personale, come previsto dalla nostra proposta. Il trasferimento non è una soluzione ed è spesso una condanna, oltre che contrario all&#8217;articolo 32 della Costituzione». </p>
<p>A sostenere l&#8217;iniziativa dagli Usa è Caterina Perri, avvocato e moglie di Serafino Congi, morto il 4 gennaio scorso durante un trasporto d&#8217;urgenza da San Giovanni in Fiore a Cosenza. «Questa proposta – ha fatto sapere Perri – è un atto di giustizia e dignità. È una reazione civile alla disorganizzazione sanitaria e all&#8217;irresponsabilità politica che hanno penalizzato per anni le nostre montagne. Non possiamo più accettare che si muoia per mancanza di strutture, medici o reparti». Il comitato civico &#8220;La cura&#8221; è composto da cittadini impegnati nei rispettivi territori: l&#8217;infermiere Silvio Tunnera per l&#8217;area di Acri, l&#8217;attivista Alessandro Sirianni nel Reventino, il medico in pensione Tullio Laino (estensore della proposta), il docente Giovanni Iaquinta per San Giovanni in Fiore, l&#8217;animatore civico Rocco La Rizza, Caterina Perri e il giornalista Emiliano Morrone, da anni impegnato sui temi della sanità calabrese. </p>
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		<item>
		<title>Ponte Stretto, Quirinale: legge proposta da governo derogava ad alcune norme del Codice antimafia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-sullo-stretto-stop-del-quirinale-no-a-deroghe-sul-codice-antimafia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 15:13:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Quirinale interviene per chiarire lo stop alla norma sui controlli antimafia relativa al Ponte sullo Stretto di Messina originariamente inserita nel decreto legge Infrastrutture approvato lunedì scorso dal Consiglio dei ministri. L&#8217;ufficio stampa del Quirinale, in una nota, parla di &#8220;alcune inesattezze comparse sulla stampa odierna&#8221; in relazione al decreto Infrastrutture, e precisa innanzi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Quirinale interviene per chiarire lo stop alla norma sui controlli antimafia relativa al <strong>Ponte sullo Stretto di Messina</strong> originariamente inserita nel <strong>decreto legge Infrastrutture</strong> approvato lunedì scorso dal Consiglio dei ministri.</p>
<p>L&#8217;ufficio stampa del Quirinale, in una nota, parla di &#8220;alcune inesattezze comparse sulla stampa odierna&#8221; in relazione al decreto Infrastrutture, e precisa innanzi tutto che &#8220;<strong>la norma sui controlli antimafia non era contenuta nel testo preventivamente inviato al Quirinale, ma è apparsa poche ore prima della riunione del Consiglio dei ministri&#8221;</strong>.</p>
<p>&#8220;La <strong>legislazione in vigore</strong> &#8211; viene poi spiegato nello stesso comunicato &#8211; <strong>contempla norme antimafia rigorose per le opere come il Ponte di Messina</strong>. La norma proposta prevedeva invece <strong>una procedura speciale</strong> &#8211; adottata finora soltanto in casi di emergenza, come i terremoti, o di eventi speciali, come le Olimpiadi &#8211; che <strong>non risulta affatto più severa delle norme ordinarie</strong>. <strong>Basti ricordare che la procedura speciale, che veniva proposta, autorizza anche a derogare ad alcune norme previste dal Codice antimafia, </strong>deroghe non consentite dalle regole ordinarie per le opere strategiche di interesse nazionale<strong>&#8220;</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ponte-sullo-stretto-stop-del-quirinale-no-a-deroghe-sul-codice-antimafia/">Ponte Stretto, Quirinale: legge proposta da governo derogava ad alcune norme del Codice antimafia</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Decimo anniversario della legge sugli ecoreati: Calabria prima per casi di disastro ambientale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/decimo-anniversario-della-legge-sugli-ecoreati-calabria-prima-per-casi-di-disastro-ambientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 13:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia sono 6.979 i reati accertati da giugno 2015 a dicembre 2024, da quando è stata approvata la legge 68/2015 che ha introdotto i delitti ambientali nel Codice penale e riformato, in maniera significativa, il sistema sanzionatorio degli illeciti amministrativi e penali previsti nel Testo unico ambientale (D.Lgs 152/2006). La media è di un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia sono 6.979 i reati accertati da giugno 2015 a dicembre 2024, da quando è stata approvata la legge 68/2015 che ha introdotto i delitti ambientali nel Codice penale e riformato, in maniera significativa, il sistema sanzionatorio degli illeciti amministrativi e penali previsti nel Testo unico ambientale (D.Lgs 152/2006). La media è di un illecito penale ogni 3 verifiche fatte. In questo arco di tempo sono 21.169 i controlli effettuati, 12.510 le persone denunciate e 556 quelle arrestate; mentre il valore economico dei sequestri ammonta a 1,155 miliardi di euro. Il 40,5% dei reati accertati si concentra nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. <strong>La Calabria, settima nella classifica assoluta, è al primo posto, con 59 reati, per quanto riguarda la fattispecie più grave, quella di disastro ambientale</strong>. A scattare questa fotografia sono Legambiente e Libera in vista della conferenza nazionale ControEcomafie, organizzata a Roma per il 16 e 17 maggio presso il Dipartimento di Giurisprudenza di RomaTre, in collaborazione con la stessa Università e l&#8217;associazione &#8220;Casa Comune&#8221;.</p>
<p>Dai dati raccolti, grazie alla collaborazione con tutte le forze dell&#8217;ordine e le Capitanerie di porto, emerge che da giugno 2015 a dicembre 2024 il delitto più accertato è quello dell&#8217;inquinamento ambientale, (art. 452 bis), con 5.506 i controlli effettuati, 1.426 reati, 2.768 persone denunciate, 136 ordinanze di custodia cautelare e 626 sequestri, per un valore di oltre 380 milioni di euro. È bene ricordare che questo delitto prima della legge non era contemplato in Italia. Segue con 964 reati (con un&#8217;incidenza tra controlli e illeciti accertato del 54%), 2.711 persone denunciate, 305 arresti e 475 sequestri, per un valore di oltre 168 milioni di euro, il delitto di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (art. 452 quaterdecies), recepito nel Codice penale solo nel 2018, essendo già previsto dall&#8217;art. 260 del Testo unico ambientale e prim&#8217;ancora dall&#8217;art. 53 bis del cosiddetto decreto Ronchi, in vigore dal 2001. Terzo delitto più accertato è quello per disastro ambientale (art. 452 quater) contestato 228 volte, con 737 persone denunciate, 100 ordinanze di custodia cautelare e 180 sequestri, per un valore di oltre 85 milioni di euro.  A seguire ci sono i delitti colposi contro l&#8217;ambiente (art. 452 quinques CP) con 107 reati e 105 persone denunciate, l&#8217;impedimento al controllo (art. 452 septies), con 94 reati e 209 persone denunciate, e l&#8217;omessa bonifica (452 terdecies), con 42 reati e 54 denunce, due fattispecie nuove nel sistema penale italiano ma molto significative per le loro implicazioni con il ruolo delle imprese. Infine, per l&#8217;art. 452 ter del Codice penale (morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale) sono stati accertati 19 reati.</p>
<p>Regioni più colpite: A livello nazionale, la classifica delle regioni con più illeciti frutto dell&#8217;analisi aggregata dei dati relativi ai due &#8220;assi&#8221; della legge 68 del 2015 (delitti contro l&#8217;ambiente nel Codice penale e riforma del sistema sanzionatorio previsto nel Testo unico ambientale) vede al primo al primo posto la Campania, con 1.440 reati, 4178 controlli effettuati, e 382 sequestri per un valore di oltre 209 milioni di euro. Secondo posto per la Sardegna con 726 illeciti e prima per persone denunciate (1.627), una regione già segnalata in crescita anche nei dati complessivi del rapporto del 2024 di Ecomafia. Al terzo posto la Puglia (540 reati) che è prima, però per persone arrestate (100), seguita da Lombardia (498 reati) e Sicilia (482), quest&#8217;ultima è prima regione come valore economico dei sequestri effettuati, pari a 432,1 milioni di euro e la seconda come persone denunciate. Sesto posto, in classifica, per il Trentino-Alto Adige con 374 reati, il cui dato è frutto di tre tipologie di illeciti penali: l&#8217;applicazione della parte Sesta-bis del Testo unico ambientale, con 255 reati (art. 318-bis), pari al 68,2% del totale; il Codice di responsabilità degli enti (art. 25 del D.lgs 231/2001), con 58 reati e l&#8217;attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (40 illeciti).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/decimo-anniversario-della-legge-sugli-ecoreati-calabria-prima-per-casi-di-disastro-ambientale/">Decimo anniversario della legge sugli ecoreati: Calabria prima per casi di disastro ambientale</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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