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	<title>&quot;Le Parole Perdute&quot; Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>&#8220;Le Parole Perdute&#8221; di Paolo Giura e Gigi Grandinetti ospitate a Decollatura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 08:10:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un <strong>periodo storico irripetibile</strong> e che, sicuramente, ha cambiato il modo di comunicare e ha avuto uno straordinario impatto sociale sulle generazioni di allora, è quello che ha visto <strong>la nascita delle radio libere</strong> negli anni ’70 e precisamente il 28 luglio del 1976. L’<strong>Istituto d’Istruzione Superiore «L. Costanzo»</strong>, ottimamente diretto dalla preside, Maria Francesca Amendola in collaborazione con il DSGA, Giuseppe Ferrise, ha pensato bene di celebrarlo in <strong>un’intera giornata</strong> cui hanno preso parte le ultime classi del Liceo Scientifico e dell’ITI, dedicata proprio a questo evento epocale che avrebbe, definitivamente, messo la parola fine al monopolio delle emittenti radio e poi anche a quelle televisive di Stato. Ospite graditissimo, il <strong>giornalista e conduttore radiofonico e televisivo</strong>, <strong>Paolo Giura</strong> che ha raccontato con grande passione e competenza ai giovani studenti, la gloriosa storia delle radio private. Un excursus partito dal primo storico annuncio e la prima trasmissione radiofonica, fino all’avvento dei network che, di fatto, hanno chiuso le radio libere.</p>
<p>Il viaggio compiuto da Giura sulla strada de <strong>«Le parole perdute»</strong> – così si chiama lo spettacolo proposto dal <strong>giornalista</strong> e di cui è co autore un altro storico <strong>speaker lametino, Gigi Grandinetti</strong> &#8211; ha molto divertito gli alunni che si sono ritrovati di fronte ad un vero a proprio labirinto formato da vocaboli totalmente nuovi per loro, che la radio non la ascoltano praticamente mai, ma che significavano tanto negli anni ’70-’80 e ’90 per i loro genitori. Così, <strong>tra un “panno”</strong> (pezzo di stoffa elettrostatica su cui poggiava il disco di vinile posto sul piatto) <strong>o un “dipolo”</strong> (che era la parte fondamentale di un’antenna per la trasmissione del segnale usata allora) il conduttore ha scherzato, presentando anche il suo bel libro <strong>«E passiamo alla prossima dedica»</strong> sul whatsapp ante litteram, ovvero le <strong>richieste che gli ascoltatori facevano al dj nei programmi musicali</strong>, accompagnandoli con delle dediche anche criptiche ad una bella ragazza cui si voleva comunicare i propri sentimenti, magari in modo stucchevole e che oggi fa sorridere, ma allora era il cliché che accompagnava i sogni di quelle generazioni.</p>
<p>Radio, ha proseguito Giura nella sua esposizione, <em>“che era anche luogo di aggregazione e di socializzazione, ma anche di battaglie per i diritti umani e per la democrazia, come quella che vide in prima linea Peppino Impastato con la sua Radio Aut sbeffeggiò la mafia che poi lo uccise, ma fu un atto di coraggio e civiltà fondamentale per le generazioni future. O ancora la Radio dei Poveri Cristi che si può considerare la prima vera radio libera italiana che nel 1970 raccontava il drammatico terremoto del Belice”</em>. <em>“Oggi</em> –<strong> ha spiegato Giura</strong> – <em>siamo nell’era dell’intelligenza artificiale che riesce a sostituire persino il conduttore interloquendo con ipotetici ascoltatori come un essere umano e la radio non è certamente più quel luogo romantico che dava l’opportunità di stare insieme e fare scoperte straordinarie, facendo viaggiare di fantasia non solo l’ascoltatore ma anche chi stava dietra al microfono”</em>. Questa particolarissima e singolare navigazione ad onde lunghe in modulazione di frequenza ha avuto come epilogo la chiusura delle tantissime radio private dislocate in tutti i paesi d’Italia e addirittura in alcune frazioni di essi, dovuta al sopravvento delle grandi emittenti nazionali e viste le difficoltà oggettive di poter sobbarcarsi le spese legate alle nuove regolamentazioni statali in materia di comunicazione, che le hanno costrette a cedere le proprie frequenze. In particolare, poi, <strong>Giura ha fatto una panoramica sulle radio private del Reventino</strong>, ormai tutte chiuse, che erano state in grado, di movimentare e creare un fermento giovanile, arricchendo dei piccoli borghi altrimenti ai più sconosciuti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/le-parole-perdute-di-paolo-giura-e-gigi-grandinetti-ospitate-a-decollatura/">&#8220;Le Parole Perdute&#8221; di Paolo Giura e Gigi Grandinetti ospitate a Decollatura</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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