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	<title>lavoro Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Jun 2026 12:38:55 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Incidente sul lavoro in municipio a Scalea, grave un operaio, si è ferito mentre trasportava un infisso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 08:32:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un operaio è rimasto gravemente ferito a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto nella mattinata di oggi all&#8217;interno del municipio di Scalea, sul Tirreno cosentino. L&#8217;uomo non è in pericolo di vita. L&#8217;operaio, dipendente di una ditta esterna, si è ferito con il vetro di un infisso che stava trasportando nell&#8217;ambito di lavori di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un operaio è rimasto gravemente ferito a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto nella mattinata di oggi all&#8217;interno del municipio di Scalea, sul Tirreno cosentino. L&#8217;uomo non è in pericolo di vita.</p>
<p>L&#8217;operaio, dipendente di una ditta esterna, si è ferito con il vetro di un infisso che stava trasportando nell&#8217;ambito di lavori di ristrutturazione. La dinamica esatta dell&#8217;accaduto è attualmente al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Scalea, intervenuti sul posto per effettuare i rilievi insieme ai militari del nucleo ispettorato del lavoro.</p>
<p>L&#8217;operaio è stato soccorso dai sanitari del 118 che hanno richiesto l&#8217;intervento dell&#8217;elisoccorso.<br />
<em>(Ansa)</em></p>
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		<title>Carabinieri e Nil scoprono un 15enne che lavorava in nero in un cantiere edile di appalto pubblico a Cirò</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/carabinieri-e-nil-scoprono-un-15enne-che-lavorava-in-nero-in-un-cantiere-edile-di-appalto-pubblico-a-ciro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 14:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito dei mirati servizi volti al contrasto del fenomeno del lavoro sommerso, dello sfruttamento della manodopera e della verifica della sicurezza nei cantieri edili, in particolare quelli legati ad appalti pubblici, i militari della Stazione Carabinieri di Cirò, unitamente al personale specializzato del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Crotone, hanno eseguito una capillare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito dei mirati servizi volti al contrasto del fenomeno del lavoro sommerso, dello sfruttamento della manodopera e della verifica della sicurezza nei cantieri edili, in particolare quelli legati ad appalti pubblici, i militari della Stazione Carabinieri di Cirò, unitamente al personale specializzato del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Crotone, hanno eseguito una capillare attività ispettiva nel territorio comunale. I controlli hanno riguardato un’azienda edile locale, aggiudicataria dei lavori di manutenzione urbana relativi al taglio, estirpazione e diserbaggio delle erbacce nel centro cittadino. Le indagini e gli accertamenti scaturiti dal controllo sono coordinati direttamente dal Procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio.</p>
<p>Nel corso delle verifiche sul campo, i militari hanno riscontrato gravi violazioni di natura penale e amministrativa. In particolare, è stato accertato l’impiego nei predetti lavori di un minore, classe 2011, impiegato completamente “in nero”. A seguito degli accertamenti, nei confronti del titolare dell’impresa è scattata una maxi-sanzione amministrativa per lavoro irregolare pari a un importo complessivo di 12.480,00 euro, con la contestuale applicazione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Sotto il profilo penale e della sicurezza sui luoghi di lavoro, l’imprenditore è stato deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per la totale omissione della sorveglianza sanitaria obbligatoria dei lavoratori, violazione che ha comportato un’ulteriore ammenda di 1.423,84 euro, a cui si aggiunge un’ammenda di 2.500,00 euro legata alle altre irregolarità riscontrate.</p>
<p>Le competenti Autorità Amministrative e l’Autorità Giudiziaria sono state tempestivamente informate per l’adozione dei provvedimenti di rispettiva competenza. Questi controlli amministrativi e giuslavoristici, focalizzati sulla regolarità delle maestranze e sulla tutela dei soggetti più vulnerabili, rivestono un’importanza strategica fondamentale per l’Arma dei Carabinieri. L’obiettivo è garantire il rispetto della legalità economica, la sicurezza dei lavoratori sui cantieri e la trasparenza nell’esecuzione delle opere pubbliche a beneficio della comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): L&#8217;intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mercato del lavoro a livello globale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guzzi-unilavoro-pmi-lintelligenza-artificiale-sta-rivoluzionando-il-mercato-del-lavoro-a-livello-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:27:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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		<category><![CDATA[Sebastiano Guzzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mercato del lavoro a livello globale, trasformando profondamente il modo in cui le persone lavorano e le aziende organizzano le proprie attività. Ad evidenziarlo, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro PMI, il quale sottolinea “siamo di fronte a una realtà estremamente dinamica e in continua evoluzione, destinata a incidere in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mercato del lavoro a livello globale, trasformando profondamente il modo in cui le persone lavorano e le aziende organizzano le proprie attività. Ad evidenziarlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro PMI</strong>, il quale sottolinea “<em>siamo di fronte a una realtà estremamente dinamica e in continua evoluzione, destinata a incidere in maniera significativa sui modelli produttivi e sulle competenze richieste ai lavoratori”.</em> L&#8217;intelligenza artificiale rappresenta una delle più importanti trasformazioni tecnologiche del nostro tempo. Da una parte, evidenzia l’imprenditore lametino, offre opportunità straordinarie in termini di innovazione, efficienza e crescita economica, dall&#8217;altra impone una riflessione seria sugli effetti che potrebbe avere sull&#8217;occupazione e sulla tenuta del sistema sociale.</p>
<p>Secondo Guzzi, il rischio di automazione interessa soprattutto le mansioni ripetitive e standardizzate, più facilmente sostituibili da software avanzati e sistemi intelligenti. Attività amministrative, inserimento dati, assistenza clienti di primo livello e alcune funzioni operative potrebbero essere progressivamente automatizzate, determinando una riduzione della domanda di lavoro in determinati settori. Tuttavia, spiega però Guzzi non bisogna considerare l&#8217;intelligenza artificiale esclusivamente come una minaccia. «<em>Ogni grande rivoluzione tecnologica ha comportato cambiamenti profondi nel mondo del lavoro, ma ha anche generato nuove professioni e nuove opportunità. La vera sfida consiste nel preparare lavoratori e imprese ad affrontare questa transizione, investendo nella formazione e nell&#8217;aggiornamento delle competenze»</em>. L&#8217;avvento dell&#8217;IA, infatti, sta già favorendo la nascita di nuove figure professionali legate all&#8217;analisi dei dati, alla gestione degli algoritmi, alla sicurezza informatica e allo sviluppo di applicazioni intelligenti.</p>
<p>Cresce inoltre la richiesta di competenze trasversali, come il pensiero critico, la capacità di problem solving, la creatività e l&#8217;adattabilità, qualità che continuano a rappresentare un valore distintivo dell&#8217;apporto umano. Il futuro del lavoro sarà quindi sempre più caratterizzato dall&#8217;interazione tra uomo e tecnologia. La capacità di accompagnare questa trasformazione determinerà non solo la competitività delle imprese, ma anche, conclude Guzzi, la qualità dell&#8217;occupazione e la sostenibilità del sistema economico nei prossimi anni.</p>
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		<item>
		<title>Sicurezza del lavoro e contrasto al lavoro sommerso: 165mila euro tra ammende e sanzioni nel Crotonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sicurezza-del-lavoro-e-contrasto-al-lavoro-sommerso-165mila-euro-tra-ammende-e-sanzioni-nel-crotonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 08:54:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>40% dei lavoratori in nero; 6 sospensioni dell’attività imprenditoriale, 165 mila euro tra ammende e sanzioni all’esito dei controlli dei Carabinieri del NIL. È questo il bilancio della campagna condotta dall&#8217;inizio dell&#8217;anno dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Crotone, con il supporto dei Reparti dell&#8217;Arma territoriale, sulle attività imprenditoriali della Provincia. I dati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>40% dei lavoratori in nero; 6 sospensioni dell’attività imprenditoriale, 165 mila euro tra ammende e sanzioni all’esito dei controlli dei Carabinieri del NIL. È questo il bilancio della campagna condotta <strong>dall&#8217;inizio dell&#8217;anno </strong>dal <strong>Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Crotone</strong>, con il supporto dei Reparti dell&#8217;Arma territoriale, sulle attività imprenditoriali della Provincia. I dati raccolti nei primi mesi del 2026 restituiscono un quadro di attenzione: su <strong>68 accessi ispettivi</strong> effettuati nei settori della ristorazione, dei servizi di alloggio, dell&#8217;edilizia, dell&#8217;agricoltura e del commercio, <strong>57 </strong> si sono conclusi con esito <strong>irregolare</strong>.</p>
<p>Il dato più critico riguarda l&#8217;impiego di manodopera. Su 120 posizioni lavorative passate al setaccio dai militari, <strong>48 sono risultate totalmente &#8220;in nero&#8221;</strong>, con lavoratori cioè privi di qualsiasi tutela assicurativa, previdenziale e contrattuale con conseguente applicazione della sospensione dell’attività imprenditoriale a carico di 6 imprenditori e l’irrogazione della maxi sanzione pari a 3.900,00 euro per ciascun dipendente e della sanzione amministrativa di 52.323,50 Euro. Oltre al lavoro sommerso, le verifiche hanno portato alla luce inadempienze sul fronte della sicurezza (D. Lgs. 81/2008), tra cui: <strong>l&#8217;omessa sorveglianza sanitaria</strong> (mancate visite mediche di idoneità), <strong>la mancata revisione degli estintori, l&#8217;assenza di adeguata formazione per i dipendenti, carenze nella segnaletica e l&#8217;installazione di impianti di videosorveglianza senza le prescritte autorizzazioni, </strong>tutte aventi carattere penale. Complessivamente ammonta a <strong>179.942,89 euro</strong> l’importo delle sanzioni e delle ammende applicate</p>
<p>Tali attività proseguiranno capillarmente su tutto il territorio provinciale per ripristinare le condizioni di legalità e garantire che ogni lavoratore possa operare in un ambiente sicuro e tutelato e saranno condotte dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro in stretto raccordo con la Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Dott. Domenico Guarascio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Economia sommersa, analisi Cgia: Calabria in cima alla classifica nazionale per lavoro nero e caporalato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/economia-sommersa-analisi-cgia-calabria-in-cima-alla-classifica-nazionale-per-lavoro-nero-e-caporalato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 12:53:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia il lavoro nero continua a rappresentare una realtà economica di dimensioni rilevanti. Secondo un’analisi dell’Ufficio studi della CGIA su dati Istat riferiti al 2023, il volume d’affari generato dall’economia sommersa supera i 77 miliardi di euro all’anno. Oltre un terzo di questa ricchezza prodotta irregolarmente (il 35,7 per cento) si concentra nelle regioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia il lavoro nero continua a rappresentare una realtà economica di dimensioni rilevanti. Secondo un’analisi dell’Ufficio studi della CGIA su dati Istat riferiti al 2023, il volume d’affari generato dall’economia sommersa supera i 77 miliardi di euro all’anno. Oltre un terzo di questa ricchezza prodotta irregolarmente (il 35,7 per cento) si concentra nelle regioni del Mezzogiorno, dove si registra anche la quota più elevata di lavoratori coinvolti. Su un totale nazionale di 2,6 milioni di occupati irregolari, infatti, il 37,5 per cento opera nel Sud. Se storicamente il fenomeno è stato associato alle regioni meridionali, oggi il lavoro sommerso è diffuso in misura preoccupante anche nel Centro-Nord. A livello settoriale, le situazioni più critiche si riscontrano nei servizi alla persona, dove il tasso di irregolarità raggiunge il 48,8 per cento. In questo comparto rientrano soprattutto colf, badanti e altre figure impegnate nell’assistenza domestica. Seguono l’agricoltura, con un tasso di irregolarità del 20,8 per cento, e le attività artistiche e di intrattenimento <em>(attori, cantanti, spettacoli viaggianti, giochi, parchi divertimento, etc.)</em> al 20,3 per cento. I dati confermano come il lavoro nero continui a rappresentare un fenomeno strutturale dell’economia italiana, con effetti rilevanti sia sul piano sociale sia su quello tributario e contributivo.</p>
<p><strong>Il “nero” è diffuso soprattutto in Calabria, Campania e Sicilia- </strong>Come dicevamo, il valore aggiunto prodotto nel 2023 dal lavoro irregolare in Italia è stato pari a 77,1 miliardi di euro, di cui 27,5 miliardi nel Mezzogiorno, 19,4 nel Nordovest, 16,5 nel Centro e 13,7 nel Nordest. Se misuriamo la propensione al “nero” delle regioni, vale a dire l’incidenza percentuale dell’ammontare riconducibile al valore aggiunto del lavoro irregolare sul valore aggiunto totale regionale, l<strong>a quota più elevata, pari all’8,3 per cento, interessa la Calabria.</strong> Seguono la Campania con il 7 per cento, la Sicilia con il 6,4 per cento e la Puglia con il 6,3 per cento. La media nazionale è del 4 per cento.</p>
<p>Dei 2.608.600 occupati non regolari stimati in Italia dall’Istat, 979.500 sono ubicati nel Mezzogiorno, 634.000 nel Nordovest, 572.300 nel Centro e 422.800 nel Nordest. Se calcoliamo il tasso di irregolarità, dato dal rapporto tra il numero degli irregolari e il totale occupati per regione, la presenza più significativa si registra sempre nel Sud e, in particolare, <strong>in Calabria con il 17,9 per cento</strong>. Seguono la Campania con il 14,4 per cento e la Sicilia con il 14 per cento. Il dato medio Italia è del 10 per cento</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cnr, in Calabria 12mila gli irregolari nei campi tra lavoro nero e grigio. Violenza non è elemento episodico</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cnr-in-calabria-12mila-gli-irregolari-nei-campi-tra-lavoro-nero-e-grigio-violenza-non-e-elemento-episodico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[12mila]]></category>
		<category><![CDATA[campi]]></category>
		<category><![CDATA[Cnr]]></category>
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		<category><![CDATA[nero]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i ricercatori dell&#8217;Istituto di studi sul Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismed) Giovanni Ferrarese e Donato Di Sanzo &#8211; curatori dell&#8217;ultimo Rapporto Agromafie e Caporalato- i settore agricolo calabrese conta tra gli 11mila e i 12mila lavoratori irregolari, fenomeno critico soprattutto durante la stagione delle raccolte nei campi. Sono due le tipologie di sfruttamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cnr-in-calabria-12mila-gli-irregolari-nei-campi-tra-lavoro-nero-e-grigio-violenza-non-e-elemento-episodico/">Cnr, in Calabria 12mila gli irregolari nei campi tra lavoro nero e grigio. Violenza non è elemento episodico</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo i ricercatori dell&#8217;Istituto di studi sul Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismed) Giovanni Ferrarese e Donato Di Sanzo &#8211; curatori dell&#8217;ultimo Rapporto Agromafie e Caporalato- i settore agricolo calabrese conta tra gli 11mila e i 12mila lavoratori irregolari, fenomeno critico soprattutto durante la stagione delle raccolte nei campi.</p>
<p>Sono due le tipologie di sfruttamento della manodopera, spiegano i ricercatori, il lavoro grigio, dove i contratti esistono solo a livello formale, e il lavoro nero totale, privo di qualsiasi contratto. A gestire questo meccanismo è il caporalato, oggi vere e proprie reti transnazionali.</p>
<p>Caporali stranieri e intermediari italiani &#8211; rileva il rapporto Cnr-Ismed &#8211; collaborano per reclutare e gestire la manodopera, intrecciandosi con la criminalità locale. In questo contesto, la violenza non è episodica ma strutturale, configurandosi &#8211; concludono i ricercatori &#8211; come lo strumento definitivo e indispensabile per garantire la stabilità del sistema e perpetuare lo sfruttamento nei campi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cnr-in-calabria-12mila-gli-irregolari-nei-campi-tra-lavoro-nero-e-grigio-violenza-non-e-elemento-episodico/">Cnr, in Calabria 12mila gli irregolari nei campi tra lavoro nero e grigio. Violenza non è elemento episodico</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Strage di Amendolara, Mons. Savino: Caporalato forma moderna di schiavitù, lavoro diventa carne da spremere</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/strage-di-amendolara-mons-savino-caporalato-forma-moderna-di-schiavitu-lavoro-diventa-carne-da-spremere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 13:58:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Quattro uomini hanno trovato la morte tra le fiamme. Quattro vite sono state consegnate al rogo sulla Statale 106, in quella striscia di Calabria dove il mare, il lavoro povero, la migrazione e la violenza finiscono troppo spesso per diventare un&#8217;unica ferita aperta. Dinanzi a quanto è accaduto ad Amendolara non bastano il cordoglio, la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Quattro uomini hanno trovato la morte tra le fiamme. Quattro vite sono state consegnate al rogo sulla Statale 106, in quella striscia di Calabria dove il mare, il lavoro povero, la migrazione e la violenza finiscono troppo spesso per diventare un&#8217;unica ferita aperta. Dinanzi a quanto è accaduto ad Amendolara non bastano il cordoglio, la pietà, la commozione di circostanza. Non bastano le parole educate, i comunicati composti, le frasi di rito che durano un giorno e poi vengono inghiottite dalla polvere della cronaca. Qui bisogna pronunciare una parola sola, nuda, cristiana, civile, necessaria: basta.</em></p>
<p><em>Basta con una terra che piange i morti e poi torna troppo in fretta alle proprie abitudini. Basta con una coscienza pubblica che si indigna al mattino e dimentica alla sera. Basta con un&#8217;economia che, in troppi luoghi, continua a reggersi sulla schiena piegata degli ultimi, sulla fatica invisibile dei migranti, sulla solitudine dei braccianti, sulla paura di chi lavora senza tutele, senza voce, senza protezione. Oggi, davanti a quattro corpi ridotti in cenere, non possiamo rifugiarci nel linguaggio neutro della cronaca. Non possiamo lasciare che l&#8217;orrore venga addomesticato da parole prudenti, come se bastasse registrare il fatto e attendere che il tempo lo consumi. Quanto è accaduto ad Amendolara non è soltanto un evento terribile da chiarire fino in fondo: è una ferita morale, sociale, spirituale. È una lama piantata nella coscienza di questa terra. È una domanda rovente rivolta alle istituzioni, alla politica, alla Chiesa, alle comunità locali, al mondo agricolo, alle imprese, ai cittadini. Non possiamo continuare a fingere di non sapere. Ci sono fenomeni che non nascono dal nulla. Il caporalato non è una deviazione marginale, non è una stortura folkloristica, non è un residuo antico dimenticato nei campi. È un sistema. È una struttura di dominio. È una forma moderna di schiavitù che prospera dove il lavoro diventa carne da spremere, dove il bisogno si trasforma in catena, dove la fragilità dei migranti viene convertita in profitto. E troppo spesso questi meccanismi non camminano da soli. Crescono nelle zone grigie. Si alimentano di omertà minute, connivenze opache, silenzi interessati. Si allargano dove la legge arriva tardi, dove il controllo sociale è debole, dove il timore chiude le bocche, dove poteri criminali o paracriminali lasciano fare, orientano, tollerano, proteggono, lucrano. La violenza non è sempre un urlo: a volte è una rete muta. Non sempre spara. Non sempre minaccia a volto scoperto. Talvolta organizza il bisogno, amministra il ricatto, distribuisce permessi invisibili, decide chi può lavorare, chi deve tacere, chi può restare ai margini.</em></p>
<p><em>Io dico con forza: basta con il silenzio sporco delle convenienze. Basta con quella zona grigia che vede, sa e lascia fare. Basta con l&#8217;abitudine scellerata di considerare normale che uomini venuti da lontano raccolgano, lavorino, abitino, dormano, si spostino e muoiano come corpi senza storia. Basta con l&#8217;idea disumana che alcune vite valgano meno perché straniere, povere, migranti, braccianti, senza famiglia accanto, senza protezioni sociali, senza un volto riconosciuto dalla comunità. </em><br />
<em>Questi uomini non erano esistenze sacrificabili. Non erano manodopera anonima. Non erano ombre passate per caso sulla nostra terra. Erano figli, fratelli, forse padri. Avevano un nome, una lingua, una memoria, una casa lontana, una madre che li ha attesi, qualcuno che forse ancora spera in una telefonata. La loro morte ci impedisce ogni neutralità. Perché quando un essere umano viene ridotto in cenere, l&#8217;umanità intera viene offesa. E quando questo accade qui, quella polvere resta anche sulle nostre mani. Chiedo con fermezza che si faccia piena luce. Una luce vera, senza sconti, capace di non fermarsi alla superficie del fatto, ma di scendere nei cunicoli bui in cui si incontrano sfruttamento, ricatto, illegalità, controllo del territorio. Occorre cercare la verità fino in fondo, senza timidezze, senza prudenza malintesa, senza quel pudore ipocrita che talvolta copre il male invece di smascherarlo.  Chiedo allo Stato di esserci con tutta la sua forza, non soltanto dopo il sangue, ma prima: nelle campagne, nelle filiere agricole, nei luoghi di reclutamento della manodopera, negli alloggi indegni, nei trasporti opachi, nei rapporti di lavoro irregolari, nelle sacche di vulnerabilità dove il caporalato mette radici. Servono controlli veri, continui, non episodici. Serve protezione per chi denuncia. Nessuno deve essere lasciato solo davanti a reti di sfruttamento, minaccia e ricatto. La politica non trasformi questa tragedia nell&#8217;ennesima passerella del dolore.</em></p>
<p><em>Per questo invoco una mobilitazione civile. Non un rito, non una fiaccolata destinata a spegnersi il giorno dopo, non l&#8217;ennesima commozione da consegnare ai titoli dei giornali. Invoco una rivolta delle coscienze, una sollevazione morale di questa terra, perché la Calabria non può continuare a essere raccontata solo dopo che il male ha già lasciato i suoi morti sull&#8217;asfalto. Da questa tragedia deve nascere un soprassalto pubblico. Chi sfrutta va fermato. Chi copre va smascherato. Chi sa e tace deve interrogare la propria coscienza. Chi ha responsabilità istituzionali, sociali, economiche, pastorali non può più limitarsi a presidiare il lutto: deve abitare i luoghi dove l&#8217;ingiustizia viene prodotta, dove il lavoro diventa ricatto, dove la povertà viene reclutata, dove la paura tiene gli uomini in ginocchio. Non lasciamo che questo strazio si consumi nella cronaca. Da ciò che resta di quelle vite deve nascere un patto nuovo per la dignità del lavoro, per la tutela dei migranti, per la liberazione dei territori da ogni forma di dominio criminale, di sfruttamento e di intimidazione. Perché una comunità che non protegge i più fragili diventa essa stessa vulnerabile; e una terra che accetta lo sfruttamento come destino tradisce la propria anima.</em><br />
<em>Alla comunità cristiana dico: non possiamo celebrare l&#8217;Eucaristia e restare indifferenti davanti a corpi bruciati. Non possiamo invocare il Vangelo e tollerare che i poveri vengano consumati dal fuoco dello sfruttamento, della violenza, dell&#8217;abbandono. Il Cristo che adoriamo sull&#8217;altare è lo stesso Cristo che oggi ci viene incontro nei corpi martoriati di questi fratelli.</em></p>
<p><em>«Ero forestiero e mi avete accolto»: questa pagina evangelica è un giudizio storico sulle nostre comunità. È una domanda che brucia più del fuoco. Dove eravamo mentre questi fratelli vivevano nella vulnerabilità? Che cosa abbiamo visto e non abbiamo voluto vedere? Quali porte abbiamo chiuso? Quali silenzi abbiamo custodito? Quali abitudini abbiamo chiamato normalità mentre erano già ingiustizia? In questa ora di dolore sento anche di chiedere a tutti un passo in più: non basta accogliere, occorre integrare. L&#8217;integrazione è un cammino concreto e quotidiano che riguarda le nostre scuole, le parrocchie, le istituzioni, il mondo del lavoro, le famiglie. Non possiamo limitarci a offrire un letto o un contratto precario, mentre manteniamo questi fratelli ai margini della nostra vita sociale, culturale e spirituale. L&#8217;integrazione chiede che chi arriva da lontano possa imparare la lingua, avere accesso ai servizi, conoscere e rispettare le leggi, ma anche sentirsi riconosciuto e valorizzato, non tollerato come un peso necessario. Significa creare luoghi di incontro, percorsi formativi, alleanze educative in cui italiani e stranieri possano camminare insieme, superando paure e diffidenze. Significa che i bambini dei migranti siedano accanto ai nostri figli nelle aule, che le comunità cristiane aprano i loro spazi e il loro tempo, che le amministrazioni locali non si limitino alla gestione dell&#8217;emergenza ma promuovano politiche lungimiranti di inclusione. Senza integrazione, l&#8217;accoglienza resta un gesto incompiuto, una porta socchiusa che non si apre davvero alla possibilità di diventare un solo popolo, pur nella diversità delle culture e delle provenienze. Alla Calabria dico: rialzati. Ma non nella retorica dell&#8217;orgoglio ferito. Rialzati nella rivolta morale delle coscienze. Rialzati contro la rassegnazione, contro l&#8217;omertà, contro la normalizzazione dell&#8217;illegalità, contro quella cultura malata per cui tutto si sa e nulla si dice. Rialzati perché nessuna terra è condannata per sempre, ma ogni comunità si perde quando smette di vergognarsi del male e di combatterlo. Quanto è accaduto ad Amendolara non deve essere archiviato come un episodio terribile tra i tanti. Deve diventare uno spartiacque. Da oggi nessuno potrà dire: non sapevo. Nessuno potrà dire: non riguarda me. Nessuno potrà dire: sono soltanto stranieri. Quelle fiamme hanno parlato a tutti. Hanno divorato quattro uomini, ma hanno illuminato una verità che troppi preferivano lasciare al buio.</em></p>
<p><em>Prego per questi quattro fratelli. Prego per le loro famiglie lontane. Prego perché la verità venga fuori intera, senza sconti, senza protezioni, senza zone d&#8217;ombra. Ma pregare, oggi, significa anche denunciare. Significa disturbare. Significa gridare. Significa non permettere che il sangue dei poveri venga assorbito dalla terra senza conversione, giustizia, responsabilità.</em><br />
<em>Quattro corpi sono stati ridotti in cenere. Ma quella cenere ora parla. Parla a noi. Parla alla Calabria. Parla alla Chiesa. Parla allo Stato. E ci consegna una sola parola: basta. Il Signore accolga nella sua misericordia questi fratelli lontani, pellegrini come tutti noi sulla terra. Illumini le coscienze di chi cerca la verità. Sostenga chi serve la giustizia. Scuota chi tace. Converta chi sfrutta. E renda questa terra finalmente capace di scegliere la vita contro la morte, la luce contro le tenebre, la dignità contro ogni forma di disumanizzazione&#8221;.</em></p>
<p>Mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano All&#8217;Jonio e Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana</p>
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		<title>Sicurezza sul lavoro, UIL Calabria &#8220;Un maggio agghiacciante: servono azioni concrete e immediate&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:00:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sette morti sul lavoro e almeno tre incidenti gravi in Calabria. I controlli dell’Ispettorato del Lavoro hanno restituito dati preoccupanti: nel Cosentino, su 19 imprese edili controllate nei giorni scorsi, 18 sono risultate irregolari; su 10 stabilimenti balneari, 9 non erano in regola. Nel Catanzarese e nel Crotonese, irrogate sanzioni per centinaia di migliaia di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sette morti sul lavoro e almeno tre incidenti gravi in Calabria. I controlli dell’Ispettorato del Lavoro hanno restituito dati preoccupanti: nel Cosentino, su 19 imprese edili controllate nei giorni scorsi, 18 sono risultate irregolari; su 10 stabilimenti balneari, 9 non erano in regola. Nel Catanzarese e nel Crotonese, irrogate sanzioni per centinaia di migliaia di euro ad aziende che impiegavano lavoratori in nero. Questo è il bilancio – comunque parziale – di un maggio agghiacciante sotto il profilo della sicurezza sul lavoro. Sono questi i numeri drammatici che la UIL Calabria vuole riportare al centro del dibattito pubblico, andando ben oltre la riunione del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.</p>
<p>«<em>Al di là degli incontri obbligatoriamente previsti dalla normativa vigente, la cui efficacia pratica rimane da dimostrare, dobbiamo fare i conti con la realtà dei fatti. Ecco perché riteniamo necessario riportare il confronto sulle proposte e sulle rivendicazioni che la UIL Calabria, ormai da tempo, ha sottoposto agli interlocutori istituzionali</em>», ha spiegato la segretaria generale della UIL Calabria, <strong>Mariaelena Senese</strong>. La riflessione della segretaria si concentra sulla natura operativa e concreta che devono avere gli strumenti di monitoraggio e controllo a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici: «<em>Chiediamo ancora una volta che sia attivato un tavolo tecnico operativo sul tema, a cui partecipino i pochi soggetti realmente chiamati alla responsabilità nella filiera della sicurezza sul lavoro. Dovrà essere un organismo snello, con compiti chiari, che possa confrontarsi in maniera operativa, periodica e costante sulla base dei dati regionali già disponibili attraverso le fonti istituzionali. Su questo argomento serve una risposta immediata da parte della Regione Calabria: non c’è altro tempo da perdere e lo dimostrano le tragedie di questi ultimi giorni</em>».</p>
<p>Per Senese, l&#8217;impegno della Regione deve concentrarsi anche su una questione tecnica che produce effetti diretti sulla sicurezza nei cantieri pubblici e nei luoghi di lavoro: «<em>Occorre affrontare una volta per tutte il tema delle gare assegnate al massimo ribasso e dei subappalti a cascata. È proprio nei segmenti più frammentati della filiera degli appalti che si annidano con maggiore frequenza fenomeni di lavoro nero, dumping contrattuale, precarietà e minore attenzione agli investimenti in prevenzione e sicurezza</em>». «<em>È il momento di intervenire in maniera netta e con coraggio</em> – conclude Senese -. <em>La UIL Calabria è e resterà un interlocutore disponibile alla collaborazione concreta, a condizione che tale collaborazione produca risultati misurabili per chi ogni giorno rischia la vita sul posto di lavoro. Di fronte a sette morti in un solo mese non possono esserci rinvii né dichiarazioni di principio: servono scelte politiche e amministrative capaci di incidere realmente sulle condizioni di lavoro e di prevenire nuove tragedie</em>».</p>
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		<title>Controlli sul lavoro nel Cosentino: irregolarità in 18 imprese edili su 19 e in nove lidi-stabilimenti balneari su 10</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 08:13:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Raffica di controlli sul lavoro e diffuse irregolarità nel Cosentino. E&#8217; quanto emerso dalle verifiche nei cantieri edili e nelle attività di allestimento di lidi e stabilimenti balneari che, nelle ultime due settimane, sono stati intensificati dall&#8217;Ispettorato territoriale del lavoro di Cosenza. Su 19 imprese edili controllate 18 sono risultate irregolari. Irregolari nove lidi-stabilimenti balneari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Raffica di controlli sul lavoro e diffuse irregolarità nel Cosentino. E&#8217; quanto emerso dalle verifiche nei cantieri edili e nelle attività di allestimento di lidi e stabilimenti balneari che, nelle ultime due settimane, sono stati intensificati dall&#8217;Ispettorato territoriale del lavoro di Cosenza. Su 19 imprese edili controllate 18 sono risultate irregolari. Irregolari nove lidi-stabilimenti balneari su 10. L&#8217;attività ispettiva, coordinata dallo Iam di Reggio Calabria, ha riguardato il litorale tirrenico e jonico cosentino e le aree urbane Cosenza-Rende, Corigliano-Rossano e Castrovillari. Esaminate anche &#8211; spiega in una nota l&#8217;Ispettorato &#8211; 54 posizioni lavorative, di cui 28 sono risultate irregolari; di queste ultime 18 erano prive di copertura assicurativa e di regolare assunzione.</p>
<p>Per 12 aziende è scattata la sospensione dell&#8217;attività: sei per lavoro nero, due per gravi violazioni in materia di sicurezza e quattro sia per lavoro nero sia per gravi violazioni in materia di sicurezza. Le somme aggiuntive irrogate per la sospensione delle attività imprenditoriali ammontano a 44.000 euro. Trentanove le prescrizioni adottate in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che hanno riguardato principalmente violazioni per mancanza del Dvr e del Pos; per omessa sorveglianza sanitaria; mancata formazione e informazione ai lavoratori; mancanza dei dispositivi di sicurezza; per impalcati e ponteggi non a norma e cantieri privi di recinzione; per lo stoccaggio e l&#8217;evacuazione del materiale di risulta e per l&#8217;inidoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie.</p>
<p>Le ammende contestate ammontano a oltre 98.000 euro. Diciotto le maxisanzioni irrogate per l&#8217;impiego di lavoratori in nero pari, complessivamente, a 70.200 euro. Per le altre violazioni amministrative accertate (orario di lavoro, omesse/infedeli registrazioni sul Lul) le sanzioni amministrative ammontano, invece, a 67.100 euro.</p>
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		<title>Incidente sul lavoro al porto di Gioia Tauro: si ribalta una gru di grosse dimensioni, ferito un operaio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/incidente-sul-lavoro-al-porto-di-gioia-tauro-si-ribalta-una-gru-di-grosse-dimensioni-ferito-un-operaio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 14:47:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un operatore portuale è rimasto ferito ieri pomeriggio al porto di Gioia Tauro. Secondo quanto si è appreso l&#8217;uomo è stato coinvolto, durante le operazioni di movimentazione nel piazzale del porto, dal ribaltamento di uno straddle carrier, vale a dire del cosiddetto &#8216;carrello&#8217; o &#8216;gru&#8217; &#8216;a cavaliere&#8217;, un mezzo di grosse dimensioni utilizzato per spostare i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un operatore portuale è rimasto ferito ieri pomeriggio al porto di Gioia Tauro. Secondo quanto si è appreso l&#8217;uomo è stato coinvolto, durante le operazioni di movimentazione nel piazzale del porto, dal ribaltamento di uno straddle carrier, vale a dire del cosiddetto &#8216;carrello&#8217; o &#8216;gru&#8217; &#8216;a cavaliere&#8217;, un mezzo di grosse dimensioni utilizzato per spostare i container.</p>
<p>L&#8217;operaio è stato subito aiutato dai colleghi presenti in banchina dove sono intervenuti anche i Vigili del fuoco, la Capitaneria di porto e le Unità di emergenza sanitaria portuale. Sono in corso le indagini per ricostruire la dinamica dell&#8217;incidente e capire cosa lo abbia potuto provocare. Dopo le prime cure sul posto il lavoratore è stato trasportato all&#8217;ospedale di Polistena per essere sottoposto ad accertamenti.</p>
<p>Vicinanza all&#8217;operatore portuale è stata espressa dalla sindaca di Gioia Tauro. Simona Scarcella, secondo cui &#8220;episodi come questo ci ricordano quanto il tema della sicurezza sul lavoro debba rimanere una priorità assoluta. Anche nei contesti dove l&#8217;attenzione alla prevenzione è elevata, il rischio non può mai essere sottovalutato&#8221;. &#8220;È necessario &#8211; conclude &#8211; continuare a investire nella formazione, nei controlli, nella manutenzione dei mezzi e nella cultura della sicurezza, affinché ogni lavoratore possa svolgere la propria attività nelle migliori condizioni possibili e tornare a casa sano e salvo&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/incidente-sul-lavoro-al-porto-di-gioia-tauro-si-ribalta-una-gru-di-grosse-dimensioni-ferito-un-operaio/">Incidente sul lavoro al porto di Gioia Tauro: si ribalta una gru di grosse dimensioni, ferito un operaio</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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