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	<title>lavoro Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 04 Nov 2026 17:52:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Colta da malore mentre va al lavoro, la 27enne calabrese Jasmine Arcuri muore in ospedale a Reggio Emilia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 17:52:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una vita spezzata troppo presto, a soli 27 anni. Jasmine Arcuri è morta dopo aver lottato per ore tra la vita e la morte in ospedale, senza mai arrendersi. E&#8217; deceduta lunedì 2 novembre all’ospedale Santa Maria Nuova, dopo essere stata colta da un malore mentre si stava recando al lavoro. Intorno alle 9 si era [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="x12ofw9d">Una vita spezzata troppo presto, a soli 27 anni. <strong>Jasmine Arcuri</strong> è morta dopo aver lottato per ore tra la vita e la morte in ospedale, senza mai arrendersi. E&#8217; deceduta lunedì 2 novembre all’ospedale Santa Maria Nuova, dopo essere stata colta da un <strong>malore</strong> mentre si stava recando al lavoro. Intorno alle 9 si era fermata in un’area di servizio, riuscendo ad avvertire telefonicamente i familiari e il posto di lavoro. Raggiunta dal fratello, ha perso conoscenza ed è stata trasportata d’urgenza in ospedale.</p>
<p>Da quel momento è iniziata una lunga battaglia per salvarle la vita. Quattro arresti cardiaci hanno messo a dura prova il suo organismo. Dodici tra medici e infermieri si sono alternati nel tentativo di rianimarla e contrastare le gravi complicazioni, ma ogni sforzo si è rivelato purtroppo inutile. Dopo ore di agonia, la giovane è deceduta a causa di un&#8217;emorragia addominale sopraggiunta in seguito a complicazioni cardiache che hanno provocato quattro arresti cardiaci. O</p>
<p>riginaria di <strong>Cutro,</strong> in provin<strong>cia di Crotone, dove era nata nel 1999, Jasmine lavorava come assistente sociale presso il padiglione Morel dell’ex Spallanzani a Reggio Emilia.</strong> Parallelamente portava avanti gli studi all’Università di Parma, desiderosa di proseguire il proprio percorso di formazione dopo aver già conseguito una laurea triennale. Una vita dedicata agli altri, quella di Jasmine, che aveva scelto di fare del sostegno alle persone la propria missione. Lo aveva raccontato anche durante un’intervista radiofonica lo scorso aprile, spiegando la sua idea di assistenza sociale: «Io non lavoro sulle persone ma con le persone. Non voglio stare sopra, voglio creare fiducia: nel mio sistema di welfare ideale chiedere aiuto non deve essere un limite, ma un diritto».</p>
<p class="x12ofw9d">«Mia figlia era un angelo. Ha combattuto fino all&#8217;ultimo, senza arrendersi, fino a quando a niente sono valsi i suoi sforzi», ha raccontato la madre, Giuseppina Muto, distrutta dal dolore per una perdita tanto improvvisa quanto devastante. La notizia della morte di Jasmine ha lasciato nello sconforto familiari, amici e colleghi. Chi l&#8217;ha conosciuta la ricorda come una ragazza dolce, disponibile e sempre pronta ad ascoltare gli altri. «Era attenta e dedita ai suoi doveri. Sempre disponibile per tutti, mai una parola fuori posto, mai un saluto senza il sorriso», raccontano gli amici, che faticano ad accettare una scomparsa così improvvisa. «La sua perdita ci lascia distrutti e ci coglie senza parole. Era una ragazza capace di ascoltare e con tanta voglia di mettersi a disposizione del prossimo».</p>
<p class="x12ofw9d">Il dolore per la sua scomparsa unisce comunità lontane, da Reggio Emilia a Cutro, il paese d&#8217;origine della giovane. Anche l&#8217;amministrazione comunale ha voluto esprimere pubblicamente la propria vicinanza alla famiglia: «Una perdita così giovane e improvvisa lascia un dolore immenso e un senso di tristezza nell&#8217;intera comunità. Partecipiamo al dolore di chi le ha voluto bene». Resta il ricordo di una ragazza che aveva scelto di dedicare la propria vita agli altri, con la voglia di costruire relazioni, offrire sostegno e dare voce a chi aveva bisogno di aiuto. Una storia interrotta troppo presto, che lascia un vuoto profondo in quanti hanno avuto la fortuna di conoscerla.</p>
<p>L’ultimo saluto sarà celebrato <strong>venerdì 6 novembre alle 8.45</strong>, a Reggio Emilia nella chiesa parrocchiale della Roncina, dove saranno celebrati i funerali.</p>
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		<title>Le Castella, irregolarità nel lavoro marittimo: multa da 14mila euro a un motopeschereccio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/le-castella-irregolarita-nel-lavoro-marittimo-multa-da-14mila-euro-a-un-motopeschereccio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 15:53:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue senza sosta l’attività della Sezione Operativa Navale di Crotone nell’ambito del dispositivo di Polizia del Mare, finalizzato a garantire la legalità lungo il litorale crotonese. Nell’ambito di specifici controlli disposti dal Reparto Aeronavale Calabria di Vibo Valentia, i militari della Sezione Operativa Navale di Crotone, hanno eseguito un controllo ispettivo a bordo di un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue senza sosta l’attività della Sezione Operativa Navale di Crotone nell’ambito del dispositivo di Polizia del Mare, finalizzato a garantire la legalità lungo il litorale crotonese. Nell’ambito di specifici controlli disposti dal Reparto Aeronavale Calabria di Vibo Valentia, i militari della Sezione Operativa Navale di Crotone, hanno eseguito un controllo ispettivo a bordo di un motopeschereccio in attività lavorativa in località Le Castella (KR).</p>
<p>L’attività di servizio è stata attivata al fine di verificare l’effettiva regolare costituzione dei rapporti di lavoro ed il corretto assolvimento degli ulteriori obblighi previsti dalla normativa nazionale. Nel corso dell’attività, nonostante venisse rilevata la regolare iscrizione dei marittimi a ruolo d’equipaggio, i finanzieri, a seguito di ulteriori approfondimenti investigativi, facevano emergere l’irregolarità in materia di rapporti di lavoro marittimo, con particolare riferimento al pagamento di retribuzioni con modalità non tracciabili, in violazione delle norme di legge. A fronte delle irregolarità emerse, i militari hanno provveduto ad elevare una sanzione amministrativa pecuniaria per un totale di €14.000,00 circa.</p>
<p>L’intervento si colloca nel più ampio dispositivo di contrasto al lavoro nero ed irregolare, con particolare riferimento al settore marittimo che testimonia la costante azione di vigilanza svolta dalla componente aeronavale della Guardia di Finanza, a tutela della sicurezza della navigazione, della salvaguardia della vita umana in mare e del contrasto all&#8217;illegalità economica. I finanzieri del Reparto Aeronavale Calabria di Vibo Valentia continueranno ad assicurare un’attenta attività di vigilanza sull’intero tratto costiero di competenza, sempre pronti ad intervenire per tutelare la legalità e la sicurezza della navigazione e delle attività connesse alla fruizione del mare.</p>
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		<title>Sit in davanti Tribunale Castrovillari dei familiari dell&#8217;operaio morto sul lavoro, &#8216;speriamo di avere giustizia&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 15:05:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I familiari di Edison Malaj, l&#8217;operaio edile che è morto il 16 febbraio del 2024 in un cantiere a Frascineto, nel cosentino, schiacciato da una lastra di cemento caduta da una gru, hanno partecipato stamani al sit-in promosso dalla Fillea Cgil davanti al palazzo di Giustizia di Castrovillari in occasione dell&#8217;udienza preliminare davanti alla Gup [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I familiari di Edison Malaj, l&#8217;operaio edile che è morto il 16 febbraio del 2024 in un cantiere a Frascineto, nel cosentino, schiacciato da una lastra di cemento caduta da una gru, hanno partecipato stamani al sit-in promosso dalla Fillea Cgil davanti al palazzo di Giustizia di Castrovillari in occasione dell&#8217;udienza preliminare davanti alla Gup Carmen Lodovica Bruno.</p>
<p>&#8220;Siamo qui &#8211; ha detto la figlia Sara, presente con la madre Silvana e al fratello Gabriele &#8211; con la speranza di avere finalmente giustizia, una giustizia che in più di trenta mesi non abbiamo ancora avuto. Siamo qui per lottare e far sì che quello che è successo a mio padre non accada mai più a nessun altro. Questa tragedia ha sconvolto completamente la nostra esistenza, ma abbiamo scelto di raccogliere tutte le nostre forze per lottare. Il cambiamento è possibile, ma deve partire da chi ci crede davvero. Ringraziamo la Fillea Cgil per esserci sempre stata a fianco: noi ci crediamo e non vogliamo essere lasciati soli. Purtroppo è rimasto vittima di un sistema spietato che ogni giorno miete un numero inaccettabile di vite&#8221;.<br />
Accanto ai familiari di Edison Malaj i rappresentanti del sindacato degli edili della Cgil. &#8220;Siamo qui &#8211; ha detto Giuseppe De Lorenzo, segretario generale della Fillea Cgil provinciale Cosenza-Pollino &#8211; per supportare la famiglia nel seguire un procedimento che ancora muove i primi passi. Assistere le famiglie delle vittime è per noi un compito e un dovere preciso.</p>
<p>Vogliamo che questo diritto venga esteso a tutti: chi muore lavorando deve essere riconosciuto a tutti gli effetti come vittima del dovere. È necessario mettere le famiglie nelle condizioni di affrontare i processi senza l&#8217;incubo dei costi legali, estendendo le garanzie del gratuito patrocinio&#8221;. Nel corso dell&#8217;udienza, la Gup ha ammesso la costituzione di arte civile della Fillea Cgil, rappresentata dall&#8217;avvocato Antonio Formisano del foro di Roma. La Gup si è poi riservata sulla richiesta di rinvio a giudizio.</p>
<p><em>(Ansa)</em></p>
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		<item>
		<title>Intelligenza artificiale, tra lavoro, libertà e conoscenza: Guzzi (Unilavoro Pmi) le sfide di una nuova era</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/intelligenza-artificiale-tra-lavoro-liberta-e-conoscenza-guzzi-unilavoro-pmi-le-sfide-di-una-nuova-era/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:26:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente in ogni ambito della vita quotidiana, modificando il modo di lavorare, di informarci e persino di relazionarci con gli altri. Una trasformazione che apre prospettive importanti, ma che porta con sé interrogativi altrettanto profondi. Il tema è stato affrontato anche nel corso di un importante convegno dedicato alla transizione digitale, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente in ogni ambito della vita quotidiana, modificando il modo di lavorare, di informarci e persino di relazionarci con gli altri. Una trasformazione che apre prospettive importanti, ma che porta con sé interrogativi altrettanto profondi. Il tema è stato affrontato anche nel corso di un importante convegno dedicato alla transizione digitale, al quale hanno partecipato esperti e rappresentanti del mondo sindacale. Un’occasione di confronto che ha riportato al centro dell’attenzione il rapporto tra innovazione tecnologica, persona e società. A sviluppare una riflessione ampia su questi cambiamenti è <strong>Sebastiano Guzzi</strong>, che mette in evidenza come la questione dell’intelligenza artificiale non possa essere ridotta alla semplice introduzione di nuovi strumenti tecnologici. Dietro l’automazione e gli algoritmi si nasconde infatti una trasformazione più profonda, destinata a incidere sul lavoro, sulla libertà individuale e sul modo stesso in cui costruiamo la nostra conoscenza. Uno dei primi ambiti coinvolti è proprio il mondo del lavoro. L’intelligenza artificiale può semplificare numerose attività, aumentare la produttività e liberare le persone da compiti ripetitivi. Ma la stessa tecnologia può anche modificare radicalmente professioni consolidate e rendere meno centrali alcune competenze.</p>
<p>La vera questione, osserva Guzzi, è quindi capire quale ruolo resterà all’uomo in un sistema nel quale una parte sempre maggiore delle decisioni e delle attività può essere affidata alle macchine. Il problema non riguarda soltanto la possibilità di perdere alcuni posti di lavoro. È in gioco anche il significato del lavoro stesso: la sua funzione sociale, la possibilità di esprimere attraverso di esso competenze e creatività e il rapporto tra lavoratore e tecnologia. Per affrontare la trasformazione diventa quindi fondamentale investire nella formazione e mantenere al centro la persona, evitando che l’efficienza tecnologica diventi l’unico criterio con cui valutare il lavoro. Un altro tema riguarda la libertà. Gli strumenti di intelligenza artificiale sono ormai capaci di elaborare enormi quantità di dati e di proporre contenuti sulla base dei comportamenti degli utenti. Questa capacità può rendere più semplice trovare ciò che interessa, ma può anche influenzare il modo in cui ciascuno entra in contatto con le informazioni. È proprio qui che emerge una delle questioni più delicate affrontate da Guzzi: il rischio che la personalizzazione digitale finisca per restringere l’orizzonte delle persone. Se un algoritmo tende a proporci ciò che ritiene più vicino ai nostri interessi e alle nostre precedenti scelte, potremmo incontrare sempre meno opinioni differenti dalle nostre.</p>
<p>Il pericolo, dunque, è quello di una progressiva perdita del pluralismo. Una società democratica vive anche grazie alla possibilità di confrontarsi con idee diverse, comprese quelle con cui non siamo d’accordo. La pluralità delle fonti e dei punti di vista è indispensabile per costruire una conoscenza libera e consapevole. L&#8217;intelligenza artificiale pone quindi una domanda essenziale: chi decide quali informazioni arrivano alle persone? E secondo quali criteri vengono selezionate? Non è una questione esclusivamente tecnica. Riguarda direttamente la libertà di informarsi, la formazione dell&#8217;opinione pubblica e la capacità dei cittadini di esercitare il proprio spirito critico. In questo scenario assume particolare importanza anche il contributo degli psicologi, chiamati a studiare le conseguenze della crescente interazione tra persone e sistemi artificiali. Delegare sempre più spesso a una tecnologia la ricerca di informazioni, la scelta dei contenuti o persino alcune decisioni può modificare il nostro rapporto con la conoscenza e con noi stessi. La tecnologia può semplificare la nostra vita, ma non deve sostituire la capacità di pensare, scegliere e confrontarsi con idee diverse. È questo, secondo l’imprenditore lametino, il punto centrale della sfida posta dall’intelligenza artificiale: il progresso ha senso solo se rimane al servizio della persona e della sua libertà. Per questo è necessario, conclude Guzzi, governare l’innovazione senza sacrificare il lavoro umano, il senso critico e il pluralismo delle informazioni. La tecnologia deve ampliare le possibilità dell’uomo, non restringere i confini della sua libertà e della sua conoscenza.</p>
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		<title>Donne e lavoro, Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): La libertà passa anche dall&#8217;indipendenza economica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/donne-e-lavoro-sebastiano-guzzi-unilavoro-pmi-la-liberta-passa-anche-dallindipendenza-economica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 16:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La questione del lavoro femminile è da sempre un tema serio e delicato, capace di attraversare epoche, generazioni e trasformazioni sociali. Nel corso degli anni, le donne hanno conquistato spazi sempre più ampi nel mondo professionale, dimostrando competenze, ambizione e capacità di ricoprire ruoli di responsabilità. Eppure, nonostante i progressi compiuti, restano ancora limiti importanti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La questione del lavoro femminile è da sempre un tema serio e delicato, capace di attraversare epoche, generazioni e trasformazioni sociali. Nel corso degli anni, le donne hanno conquistato spazi sempre più ampi nel mondo professionale, dimostrando competenze, ambizione e capacità di ricoprire ruoli di responsabilità. Eppure, nonostante i progressi compiuti, restano ancora limiti importanti che possono condizionare il percorso professionale delle donne, dalle opportunità di carriera alla possibilità di raggiungere posizioni di maggiore responsabilità, fino alla difficoltà di conciliare lavoro e vita privata. Per una donna, avere un lavoro non significa soltanto ricevere uno stipendio alla fine del mese. Significa poter costruire un progetto di vita, prendere decisioni autonomamente e conquistare una maggiore indipendenza economica. Il lavoro, quindi, può rappresentare non solo una fonte di reddito, ma anche uno strumento di autonomia e libertà. Parlare di lavoro femminile significa allora mantenere alta l&#8217;attenzione su una questione che riguarda l&#8217;intera società. Significa non dare per scontate le conquiste raggiunte e, allo stesso tempo, interrogarsi sugli ostacoli che ancora rimangono. Perché l&#8217;obiettivo non dovrebbe essere semplicemente quello di vedere più donne nel mondo del lavoro, ma garantire loro la possibilità di scegliere, crescere professionalmente e realizzare le proprie ambizioni senza che il genere diventi un limite. A sottolinearlo è <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente di Unilavoro Pmi</strong>, secondo il quale parlare di lavoro significa parlare anche di autonomia, dignità e possibilità di costruire il proprio futuro.</p>
<p>Per una donna, evidenzia l’imprenditore lametino, avere un lavoro non significa soltanto ricevere uno stipendio alla fine del mese. Significa molto di più: avere la possibilità di costruire il proprio futuro, prendere decisioni in autonomia e non dipendere economicamente da un&#8217;altra persona. L&#8217;indipendenza economica diventa così una forma concreta di libertà. Ma conquistare questa libertà non è stato semplice. Per secoli, le donne hanno dovuto fare i conti con ostacoli, pregiudizi e disuguaglianze che venivano considerati parte “naturale” della società. Per gran parte della storia, nelle società europee, alla donna sono stati attribuiti soprattutto il ruolo di moglie e madre e la responsabilità della cura della casa. Un modello che ha contribuito a distinguere nettamente i compiti: all&#8217;uomo il lavoro e il sostentamento economico della famiglia, alla donna la sfera domestica. Anche se la società è profondamente cambiata, continua <strong>Guzzi</strong>, alcuni di questi stereotipi continuano a lasciare traccia nel presente. Le donne possono ancora trovarsi a dover conciliare ambizioni professionali, maternità e responsabilità familiari, affrontando aspettative e giudizi che spesso non pesano allo stesso modo sugli uomini. Per cambiare davvero le cose, però, non bastano le conquiste raggiunte finora.</p>
<p>È necessario intervenire anche sul piano culturale e sociale, superando una visione dei ruoli ancora troppo legata al genere e promuovendo una maggiore condivisione delle responsabilità familiari e domestiche. Il cambiamento deve partire dalla società, dalla famiglia, dalla scuola e dai luoghi di lavoro, dove è possibile costruire una cultura fondata sulla parità delle opportunità. Ma una trasformazione così profonda chiama in causa anche la politica e le istituzioni. Servono scelte e strumenti concreti capaci di sostenere l&#8217;occupazione femminile, favorire la conciliazione tra vita e lavoro e rimuovere gli ostacoli che ancora limitano la piena partecipazione delle donne al mondo professionale. La strada verso una reale parità, dunque, non può considerarsi conclusa. Il lavoro femminile non è soltanto una questione economica, ma riguarda il modello di società che si vuole costruire. E perché quella società sia davvero libera e inclusiva, conclude <strong>Guzzi</strong>, la possibilità di lavorare, crescere e scegliere il proprio futuro non può dipendere dal fatto di essere uomini o donne.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/donne-e-lavoro-sebastiano-guzzi-unilavoro-pmi-la-liberta-passa-anche-dallindipendenza-economica/">Donne e lavoro, Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): La libertà passa anche dall&#8217;indipendenza economica</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Morti sul lavoro nei primi sette mesi 2026: la Calabria è in zona rossa, 17 le vittime</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/morti-sul-lavoro-nei-primi-sette-mesi-2026-la-calabria-e-in-zona-rossa-17-le-vittime/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 16:00:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei primi sette mesi del 2026, sono 430 i decessi in occasione di lavoro e 165 quelli in itinere. Cinque le regioni in zona rossa: Calabria, Sicilia, Campania, Liguria e Puglia. A finire in zona rossa a luglio 2026, con un&#8217;incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 17,8 morti sul lavoro ogni milione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei primi sette mesi del 2026, sono 430 i decessi in occasione di lavoro e 165 quelli in itinere. Cinque le regioni in zona rossa: <strong>Calabria,</strong> Sicilia, Campania, Liguria e Puglia. <strong>A finire in zona rossa </strong>a luglio 2026, con un&#8217;incidenza superiore a <strong>+25%</strong> rispetto alla media nazionale (<strong>Im=Indice incidenza medio, pari a 17,8 </strong>morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: <strong>Calabria, Sicilia, Campania, Liguria e Puglia<em>.</em></strong> In<strong> zona arancione</strong>:<strong> Trentino-Alto Adige, Veneto, Molise e Toscana. </strong>In<strong> zona gialla: Piemonte, Marche, Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna, Basilicata, Lombardia e Abruzzo</strong>.<strong> </strong>In<strong> zona bianca</strong>:<strong> Lazio, Friuli-Venezia Giulia e Valle d&#8217;Aosta.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>MORTI E INFORTUNI IN ITALIA NEI PRIMI SETTE MESI DEL 2026- </strong><strong>A luglio 2026 sono 595 le vittime sul lavoro in Italia, </strong>delle quali<strong> 430 in occasione di lavoro</strong> (7 in meno rispetto a luglio 2025) e <strong>165 in itinere</strong> (5 in meno rispetto allo scorso anno). La<strong> maglia nera </strong>per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro<strong> </strong>va ancora alla <strong>Lombardia</strong> <strong>(66).</strong>  Seguono: <strong>Veneto (44), Campania (41), Sicilia (35), Emilia-Romagna (34), Piemonte (32), Toscana e Lazio (31), Puglia (29), Calabria (17), Liguria (15), Trentino-Alto Adige e Marche (11), Sardegna (9), Abruzzo (7), Umbria e Friuli-Venezia Giulia (6), Basilicata (3) e Molise (2). La Valle d&#8217;Aosta non registra vittime sul lavoro.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ: GLI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI- </strong>L&#8217;<a href="https://app3.salesmanago.pl/smrd.htm?url=https%3A%2F%2Fwww.vegaengineering.com%2Fosservatorio%2F%3Futm_source%3Dsalesmanago%26utm_medium%3Demail%26utm_campaign%3DCS_nazionale_09-09-26&amp;track=MjpQQC03JUktNyVVLTdQZCVEJUUlbFBkJTRQKlA0LUwlZCV7JSoley1MJUklSVBFUDQtTCVEJTRQNCVELUwlSSVEUDRQKiVkJU5QNFBFJTQlRCVsUCotNy1bLTclZC03JVUtN1AqJXtQNCUqJWwle1BJJUktTCVOJXBQTiVOLUwlTiV7JU4lRC1MJWwlTlA0JU4tTCU0UDRQNCVEJXAlSVBJJXBQSSVkJUUlbC03LVstNyU0LTclVSVOUCs" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u>Osservatorio</u></a> mestrino elabora anche l&#8217;identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d&#8217;età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati). Nei primi sette mesi del 2026, considerando le vittime in occasione di lavoro, l&#8217;<strong>incidenza più elevata </strong>si registra ancora nella fascia d&#8217;età degli<strong> ultrasessantacinquenni (55,4). </strong>Seguono<strong> </strong>i lavoratori <strong>tra i 55 e i 64 anni (27,3) </strong>e quelli <strong>tra i 15 e i 24 anni (21,9). </strong>In termini assoluti, invece,<strong> la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni </strong>(153 vittime su un totale di 430)<strong>.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>DONNE E INFORTUNI MORTALI- </strong><strong>In totale sono 54 le donne decedute </strong>nei primi sette mesi del<strong> </strong>2026 <strong>(come nel 2025)</strong>.<strong> </strong>Di queste,<strong> 29 </strong>hanno<strong> perso la vita in occasione di lavoro (4 in più del 2025)</strong> e <strong>25 in itinere (4 in meno del 2025)</strong>, cioè nel percorso casa-lavoro<strong>.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE ANCORA PIÙ CHE TRIPLO A FINE LUGLIO 2026- </strong>Sono<strong> 169 </strong>gli<strong> stranieri vittime di infortuni sul lavoro</strong> su un totale di 595, di cui<strong> 121 deceduti in occasione di lavoro e 48 in itinere. </strong>Il <strong>rischio di morte</strong> sul lavoro è <strong>oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani</strong>: <strong>46,8 morti ogni milione di occupati</strong>, contro un indice di 14,4 degli italiani.</p>
<p dir="auto"><strong>I SETTORI PIÙ COLPITI A FINE LUGLIO 2026- </strong>Alla fine di luglio 2026 i settori più colpiti sono<strong> Costruzioni (76 morti in occasione di lavoro)</strong>, seguito da<strong> Trasporto e Magazzinaggio (55) </strong>e <strong>Attività Manifatturiere (50).</strong></p>
<p dir="auto"><strong>I GIORNI PIÙ PERICOLOSI A LUGLIO 2026-</strong>Il <strong>giovedì</strong> risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali a fine luglio 2026 (<strong>22,6%</strong>). Seguito dal lunedì (20,9%) e dal martedì (16,5%).</p>
<p dir="auto"><strong>DENUNCE DI INFORTUNIO A FINE LUGLIO 2026: +5,3%- </strong>Le denunce di infortunio totali, registrate a fine luglio 2026, <strong>sono 368.085, in aumento del 5,3% rispetto a luglio 2025. </strong>Il <strong>numero più elevato</strong> di<strong> denunce totali </strong>si<strong> </strong>registra nelle<strong> Attività Manifatturiere (41.778)</strong>. Seguono: Costruzioni (22.382), Sanità (22.353), Commercio (19.801) e Trasporto e Magazzinaggio (19.635). A luglio 2026, le <strong>denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici </strong>sono <strong>133.290 </strong>(104.479 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a <strong>234.795 </strong>(203.325 in occasione di lavoro). Infine,<strong> le denunce totali dei lavoratori stranieri </strong>sono<strong> 79.633 </strong>su 368.085 (circa 1 su 5), 66.839 in occasione di lavoro su un totale di 307.804<strong> </strong>(ancora circa 1 su 5).</p>
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		<item>
		<title>Salute e sicurezza lavoro: &#8220;in nero&#8221; il 60% dei lavoratori controllati. Sospese 4 attività imprenditoriali nel Vibonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/salute-e-sicurezza-lavoro-in-nero-il-60-dei-lavoratori-controllati-sospese-4-attivita-imprenditoriali-nel-vibonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 12:46:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[attività]]></category>
		<category><![CDATA[in nero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue l’attività dell’Arma nel contrasto allo sfruttamento del lavoro e alle violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Una nuova operazione congiunta, condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Vibo Valentia e dalle articolazioni territoriali del Comando Provinciale Carabinieri di Vibo Valentia, ha consentito di accertare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue l’attività dell’Arma nel contrasto allo sfruttamento del lavoro e alle violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Una nuova operazione congiunta, condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Vibo Valentia e dalle articolazioni territoriali del Comando Provinciale Carabinieri di Vibo Valentia, ha consentito di accertare numerose irregolarità in diversi settori economici, tra cui quello turistico-ricettivo, della ristorazione, del commercio e dell’agricoltura.</p>
<p>Le attività di controllo, svolte dal Nucleo Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) di Vibo Valentia con il supporto delle Stazioni Carabinieri di Pizzo, Joppolo, Cessaniti e Vibo Marina, hanno interessato prevalentemente la zona costiera della provincia. Il bilancio complessivo è di 8 aziende ispezionate, tutte risultate non a norma. Su un totale di 19 posizioni lavorative esaminate, 15 sono risultate irregolari, di cui 11 completamente “in nero”, quindi prive di instaurazione del rapporto di lavoro e delle conseguenti tutele previste dalla normativa. Oltre all’impiego di manodopera “in nero”, i Carabinieri del N.I.L. hanno riscontrato inadempienze in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tra cui l’inosservanza degli obblighi di sorveglianza sanitaria. Sono state inoltre accertate violazioni della normativa posta a tutela dei lavoratori connesse all’utilizzo di sistemi di videosorveglianza nei luoghi di lavoro in assenza delle previste autorizzazioni.</p>
<p>Gli accertamenti hanno determinato l’adozione del provvedimento di sospensione per lavoro nero nei confronti di 4 attività, nello specifico tre esercizi di ristorazione ed una struttura turistico-ricettiva. Le sanzioni amministrative e le ammende complessivamente contestate ammontano a circa 60.000 euro. Tra queste rientrano le sanzioni previste per l’impiego di lavoratori “in nero” e le somme aggiuntive connesse ai provvedimenti di sospensione adottati a seguito del superamento della soglia del 10% di lavoratori in nero prevista dalla normativa vigente.</p>
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		<title>Inflazione record in Calabria, CNA: &#8220;Più reddito e meno costo del lavoro per fermare la fuga dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inflazione-record-in-calabria-cna-piu-reddito-e-meno-costo-del-lavoro-per-fermare-la-fuga-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[CNA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo le temperature rimangono bollenti in Calabria, ma anche il tasso di inflazione. I dati elaborati da Istat sono preoccupanti e consegnano ancora una volta alla nostra regione una maglia nera. La Calabria emerge come la regione italiana che ha registrato i rincari più significativi, posizionandosi al vertice della classifica nazionale per l&#8217;aumento dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Non solo le temperature rimangono bollenti in Calabria, ma anche il tasso di inflazione. I dati elaborati da Istat sono preoccupanti e consegnano ancora una volta alla nostra regione una maglia nera. La Calabria emerge come la regione italiana che ha registrato i rincari più significativi, posizionandosi al vertice della classifica nazionale per l&#8217;aumento dei prezzi. I rincari sono del 3,5% contro una media nazionale del 2,9%. Un&#8217;inflazione galoppante che non va di pari passo ad un aumento del potere d&#8217;acquisto e che si inserisce in un territorio penalizzato da difficoltà logistiche e strutturali. Spese per energia e carburante, foraggiate da lunghi mesi di temperature calde e dalla mancanza di un trasporto pubblico esteso, lievitano e tolgono ossigeno a famiglie e imprese. Il costo del carburante entra in ogni fase della filiera: nel trasporto delle merci, nelle consegne, negli spostamenti degli artigiani, nei servizi tecnici, nella logistica e nella distribuzione. Un&#8217;impresa calabrese che deve percorrere più chilometri per raggiungere clienti, fornitori o mercati parte già da una condizione di svantaggio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Così diventa ancora più difficile scegliere di restare. Il presidente CNA Calabria Giovanni Cugliari è perentorio: <strong>&#8220;Più reddito in busta paga e meno costo del lavoro per le imprese che assumono stabilmente. La Calabria deve creare le condizioni per scegliere di restare&#8221;. </strong>&#8220;Formare i nostri giovani per tredici o diciotto anni, per poi lasciarli andare via per mancanza di opportunità e di condizioni favorevoli, significa trasferire il loro capitale di competenze ad altri territori ed arginare lo sviluppo della Calabria&#8221;, afferma. Cugliari <strong>condivide l&#8217;idea avanzata da Occhiuto di una no tax area per gli under 35</strong>, ma esprime la necessità che sia accompagnata da una più ampia visione, nella quale rientrino <strong>,</strong> <strong>interventi per aumentarne il reddito e</strong> <strong>sostegno alle imprese che creano occupazione stabile</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;La no-tax area per gli under 35 – afferma Cugliari – può diventare il cuore di una strategia per trattenere i giovani. Ma il vantaggio fiscale deve arrivare direttamente e ogni mese in busta paga, perché è lì che diventa affitto, rata del mutuo, spesa, progetto di famiglia e possibilità concreta di restare&#8221;. &#8220;È un paradosso – prosegue – che al Sud si formino competenze che poi vanno ad alimentare i sistemi produttivi di altre regioni, nonché degli stati esteri, mentre le nostre imprese faticano a trovare tecnici e personale qualificato. Dobbiamo creare qui le condizioni economiche e professionali perché un giovane possa scegliere di restare&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fondamentale per CNA Calabria è anche costruire un <strong>collegamento stabile tra scuole, ITS, università e sistema produttivo</strong>, programmando e investendo sulle competenze realmente richieste dal mercato del lavoro. A questo deve affiancarsi una più <strong>ampia detassazione del lavoro dipendente</strong>, concentrata soprattutto sui redditi medio-bassi e sulle nuove generazioni. &#8220;Ogni euro di tasse in meno – spiega Cugliari – deve diventare un euro in più nel salario netto del lavoratore. Basta bonus e misure una tantum: serve aumentare stabilmente il reddito disponibile ogni mese&#8221;. Un intervento che deve salvaguardare integralmente i contributi pensionistici attraverso la copertura pubblica e procedere di pari passo con misure rivolte alle aziende.</p>
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		<title>Estate sicura nel Vibonese: GdiF in campo contro abusivismo, evasione fiscale e lavoro nero</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/estate-sicura-nel-vibonese-gdif-in-campo-contro-abusivismo-evasione-fiscale-lavoro-nero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:55:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[Abusivismo]]></category>
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		<category><![CDATA[evasione]]></category>
		<category><![CDATA[GdiF]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, nell’ambito del piano regionale di intensificazione dei servizi per la stagione estiva, ha rafforzato il dispositivo operativo finalizzato a garantire la sicurezza e il rispetto della legalità economica nelle località a maggiore vocazione turistica della provincia. L’intensificazione dell’attività di controllo del territorio, con particolare riferimento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, nell’ambito del piano regionale di intensificazione dei servizi per la stagione estiva, ha rafforzato il dispositivo operativo finalizzato a garantire la sicurezza e il rispetto della legalità economica nelle località a maggiore vocazione turistica della provincia. L’intensificazione dell’attività di controllo del territorio, con particolare riferimento alla fascia costiera, ha interessato i principali comparti connessi al turismo, con mirati interventi a contrasto del lavoro sommerso nonché in materia di sicurezza dei prodotti e regolarità delle locazioni turistiche.</p>
<p>I controlli hanno interessato proprio settore delle locazioni turistiche, dove sono state accertate 6 violazioni amministrative connesse alla mancata esposizione del Codice Identificativo Nazionale (C.I.N.). In uno dei casi sono inoltre emersi profili di rilevanza fiscale relativi all’omessa certificazione del canone di locazione pattuito. In materia di contrasto al lavoro sommerso e irregolare, presso uno stabilimento balneare sono stati identificati 37 lavoratori, dei quali 9 risultati irregolari e 2 completamente “in nero”, con l’avvio dei conseguenti adempimenti. Significativi risultati sono stati conseguiti anche nell’ambito della tutela del mercato dei beni e dei servizi. Sono stati sequestrati in via amministrativa quasi 7000 articoli di bigiotteria non conformi agli obblighi informativi previsti a tutela del consumatore.</p>
<p>Le sopra descritte attività si inseriscono nel più ampio dispositivo di intensificazione dei servizi predisposti per la stagione estiva e confermano l’efficacia del modello operativo integrato della Guardia di Finanza, nel quale il controllo economico-finanziario del territorio svolto dai reparti terrestri si coniuga con le peculiari capacità della componente aeronavale, assicurando un presidio più capillare della fascia costiera e del demanio marittimo. L’impegno della Guardia di Finanza, attraverso la presenza e l’azione sinergica delle componenti terrestre e aeronavale, proseguirà per tutto il periodo estivo, al fine di assicurare un costante presidio del territorio volto a tutelare la legalità economico-finanziaria, salvaguardare la leale concorrenza e garantire la tutela dei consumatori, assicurando al contempo la libera e regolare fruizione del patrimonio pubblico e della fascia costiera da parte di tutti i cittadini.</p>
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		<item>
		<title>Elettricista 40enne muore folgorato mentre stava montando delle luminarie a Calanna</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/elettricista-40enne-muore-folgorato-mentre-stava-montando-delle-luminarie-calanna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 18:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[elettricista]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Calabrò]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[luminarie]]></category>
		<category><![CDATA[morto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ennesima tragedia sul lavoro: Fabio Calabrò, 40 anni, elettricista, è rimasto folgorato sul lavoro mentre montava delle luminarie nel comune di Calanna (RC). Originario di Rosalì, frazione a nord di Reggio Calabria, Calabrò secondo quanto appreso, era intento con altri colleghi a collegare alla rete elettrica le luminarie per conto di un’impresa privata, quando, per cause in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ennesima tragedia sul lavoro: <strong>Fabio Calabrò, </strong>40 anni, elettricista, è rimasto folgorato sul lavoro mentre montava delle luminarie nel comune di Calanna (RC)<strong>.</strong></p>
<p>Originario di <strong>Rosalì</strong>, frazione a nord di Reggio Calabria, Calabrò secondo quanto appreso, era intento con altri colleghi a collegare alla rete elettrica le luminarie per conto di un’impresa privata, quando, per cause in corso di accertamento, veniva colpito mortalmente da una scarica.</p>
<p>A nulla sono valsi i soccorsi nel tentativo di salvarlo e i sanitari del 118, giunti sul posto, hanno potuto soltanto dichiarare il decesso.</p>
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