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	<title>lavoro Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Sep 2026 16:01:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Donne e lavoro, Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): La libertà passa anche dall&#8217;indipendenza economica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 16:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La questione del lavoro femminile è da sempre un tema serio e delicato, capace di attraversare epoche, generazioni e trasformazioni sociali. Nel corso degli anni, le donne hanno conquistato spazi sempre più ampi nel mondo professionale, dimostrando competenze, ambizione e capacità di ricoprire ruoli di responsabilità. Eppure, nonostante i progressi compiuti, restano ancora limiti importanti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La questione del lavoro femminile è da sempre un tema serio e delicato, capace di attraversare epoche, generazioni e trasformazioni sociali. Nel corso degli anni, le donne hanno conquistato spazi sempre più ampi nel mondo professionale, dimostrando competenze, ambizione e capacità di ricoprire ruoli di responsabilità. Eppure, nonostante i progressi compiuti, restano ancora limiti importanti che possono condizionare il percorso professionale delle donne, dalle opportunità di carriera alla possibilità di raggiungere posizioni di maggiore responsabilità, fino alla difficoltà di conciliare lavoro e vita privata. Per una donna, avere un lavoro non significa soltanto ricevere uno stipendio alla fine del mese. Significa poter costruire un progetto di vita, prendere decisioni autonomamente e conquistare una maggiore indipendenza economica. Il lavoro, quindi, può rappresentare non solo una fonte di reddito, ma anche uno strumento di autonomia e libertà. Parlare di lavoro femminile significa allora mantenere alta l&#8217;attenzione su una questione che riguarda l&#8217;intera società. Significa non dare per scontate le conquiste raggiunte e, allo stesso tempo, interrogarsi sugli ostacoli che ancora rimangono. Perché l&#8217;obiettivo non dovrebbe essere semplicemente quello di vedere più donne nel mondo del lavoro, ma garantire loro la possibilità di scegliere, crescere professionalmente e realizzare le proprie ambizioni senza che il genere diventi un limite. A sottolinearlo è <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente di Unilavoro Pmi</strong>, secondo il quale parlare di lavoro significa parlare anche di autonomia, dignità e possibilità di costruire il proprio futuro.</p>
<p>Per una donna, evidenzia l’imprenditore lametino, avere un lavoro non significa soltanto ricevere uno stipendio alla fine del mese. Significa molto di più: avere la possibilità di costruire il proprio futuro, prendere decisioni in autonomia e non dipendere economicamente da un&#8217;altra persona. L&#8217;indipendenza economica diventa così una forma concreta di libertà. Ma conquistare questa libertà non è stato semplice. Per secoli, le donne hanno dovuto fare i conti con ostacoli, pregiudizi e disuguaglianze che venivano considerati parte “naturale” della società. Per gran parte della storia, nelle società europee, alla donna sono stati attribuiti soprattutto il ruolo di moglie e madre e la responsabilità della cura della casa. Un modello che ha contribuito a distinguere nettamente i compiti: all&#8217;uomo il lavoro e il sostentamento economico della famiglia, alla donna la sfera domestica. Anche se la società è profondamente cambiata, continua <strong>Guzzi</strong>, alcuni di questi stereotipi continuano a lasciare traccia nel presente. Le donne possono ancora trovarsi a dover conciliare ambizioni professionali, maternità e responsabilità familiari, affrontando aspettative e giudizi che spesso non pesano allo stesso modo sugli uomini. Per cambiare davvero le cose, però, non bastano le conquiste raggiunte finora.</p>
<p>È necessario intervenire anche sul piano culturale e sociale, superando una visione dei ruoli ancora troppo legata al genere e promuovendo una maggiore condivisione delle responsabilità familiari e domestiche. Il cambiamento deve partire dalla società, dalla famiglia, dalla scuola e dai luoghi di lavoro, dove è possibile costruire una cultura fondata sulla parità delle opportunità. Ma una trasformazione così profonda chiama in causa anche la politica e le istituzioni. Servono scelte e strumenti concreti capaci di sostenere l&#8217;occupazione femminile, favorire la conciliazione tra vita e lavoro e rimuovere gli ostacoli che ancora limitano la piena partecipazione delle donne al mondo professionale. La strada verso una reale parità, dunque, non può considerarsi conclusa. Il lavoro femminile non è soltanto una questione economica, ma riguarda il modello di società che si vuole costruire. E perché quella società sia davvero libera e inclusiva, conclude <strong>Guzzi</strong>, la possibilità di lavorare, crescere e scegliere il proprio futuro non può dipendere dal fatto di essere uomini o donne.</p>
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		<title>Morti sul lavoro nei primi sette mesi 2026: la Calabria è in zona rossa, 17 le vittime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 16:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei primi sette mesi del 2026, sono 430 i decessi in occasione di lavoro e 165 quelli in itinere. Cinque le regioni in zona rossa: Calabria, Sicilia, Campania, Liguria e Puglia. A finire in zona rossa a luglio 2026, con un&#8217;incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 17,8 morti sul lavoro ogni milione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei primi sette mesi del 2026, sono 430 i decessi in occasione di lavoro e 165 quelli in itinere. Cinque le regioni in zona rossa: <strong>Calabria,</strong> Sicilia, Campania, Liguria e Puglia. <strong>A finire in zona rossa </strong>a luglio 2026, con un&#8217;incidenza superiore a <strong>+25%</strong> rispetto alla media nazionale (<strong>Im=Indice incidenza medio, pari a 17,8 </strong>morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: <strong>Calabria, Sicilia, Campania, Liguria e Puglia<em>.</em></strong> In<strong> zona arancione</strong>:<strong> Trentino-Alto Adige, Veneto, Molise e Toscana. </strong>In<strong> zona gialla: Piemonte, Marche, Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna, Basilicata, Lombardia e Abruzzo</strong>.<strong> </strong>In<strong> zona bianca</strong>:<strong> Lazio, Friuli-Venezia Giulia e Valle d&#8217;Aosta.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>MORTI E INFORTUNI IN ITALIA NEI PRIMI SETTE MESI DEL 2026- </strong><strong>A luglio 2026 sono 595 le vittime sul lavoro in Italia, </strong>delle quali<strong> 430 in occasione di lavoro</strong> (7 in meno rispetto a luglio 2025) e <strong>165 in itinere</strong> (5 in meno rispetto allo scorso anno). La<strong> maglia nera </strong>per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro<strong> </strong>va ancora alla <strong>Lombardia</strong> <strong>(66).</strong>  Seguono: <strong>Veneto (44), Campania (41), Sicilia (35), Emilia-Romagna (34), Piemonte (32), Toscana e Lazio (31), Puglia (29), Calabria (17), Liguria (15), Trentino-Alto Adige e Marche (11), Sardegna (9), Abruzzo (7), Umbria e Friuli-Venezia Giulia (6), Basilicata (3) e Molise (2). La Valle d&#8217;Aosta non registra vittime sul lavoro.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ: GLI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI- </strong>L&#8217;<a href="https://app3.salesmanago.pl/smrd.htm?url=https%3A%2F%2Fwww.vegaengineering.com%2Fosservatorio%2F%3Futm_source%3Dsalesmanago%26utm_medium%3Demail%26utm_campaign%3DCS_nazionale_09-09-26&amp;track=MjpQQC03JUktNyVVLTdQZCVEJUUlbFBkJTRQKlA0LUwlZCV7JSoley1MJUklSVBFUDQtTCVEJTRQNCVELUwlSSVEUDRQKiVkJU5QNFBFJTQlRCVsUCotNy1bLTclZC03JVUtN1AqJXtQNCUqJWwle1BJJUktTCVOJXBQTiVOLUwlTiV7JU4lRC1MJWwlTlA0JU4tTCU0UDRQNCVEJXAlSVBJJXBQSSVkJUUlbC03LVstNyU0LTclVSVOUCs" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u>Osservatorio</u></a> mestrino elabora anche l&#8217;identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d&#8217;età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati). Nei primi sette mesi del 2026, considerando le vittime in occasione di lavoro, l&#8217;<strong>incidenza più elevata </strong>si registra ancora nella fascia d&#8217;età degli<strong> ultrasessantacinquenni (55,4). </strong>Seguono<strong> </strong>i lavoratori <strong>tra i 55 e i 64 anni (27,3) </strong>e quelli <strong>tra i 15 e i 24 anni (21,9). </strong>In termini assoluti, invece,<strong> la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni </strong>(153 vittime su un totale di 430)<strong>.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>DONNE E INFORTUNI MORTALI- </strong><strong>In totale sono 54 le donne decedute </strong>nei primi sette mesi del<strong> </strong>2026 <strong>(come nel 2025)</strong>.<strong> </strong>Di queste,<strong> 29 </strong>hanno<strong> perso la vita in occasione di lavoro (4 in più del 2025)</strong> e <strong>25 in itinere (4 in meno del 2025)</strong>, cioè nel percorso casa-lavoro<strong>.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE ANCORA PIÙ CHE TRIPLO A FINE LUGLIO 2026- </strong>Sono<strong> 169 </strong>gli<strong> stranieri vittime di infortuni sul lavoro</strong> su un totale di 595, di cui<strong> 121 deceduti in occasione di lavoro e 48 in itinere. </strong>Il <strong>rischio di morte</strong> sul lavoro è <strong>oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani</strong>: <strong>46,8 morti ogni milione di occupati</strong>, contro un indice di 14,4 degli italiani.</p>
<p dir="auto"><strong>I SETTORI PIÙ COLPITI A FINE LUGLIO 2026- </strong>Alla fine di luglio 2026 i settori più colpiti sono<strong> Costruzioni (76 morti in occasione di lavoro)</strong>, seguito da<strong> Trasporto e Magazzinaggio (55) </strong>e <strong>Attività Manifatturiere (50).</strong></p>
<p dir="auto"><strong>I GIORNI PIÙ PERICOLOSI A LUGLIO 2026-</strong>Il <strong>giovedì</strong> risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali a fine luglio 2026 (<strong>22,6%</strong>). Seguito dal lunedì (20,9%) e dal martedì (16,5%).</p>
<p dir="auto"><strong>DENUNCE DI INFORTUNIO A FINE LUGLIO 2026: +5,3%- </strong>Le denunce di infortunio totali, registrate a fine luglio 2026, <strong>sono 368.085, in aumento del 5,3% rispetto a luglio 2025. </strong>Il <strong>numero più elevato</strong> di<strong> denunce totali </strong>si<strong> </strong>registra nelle<strong> Attività Manifatturiere (41.778)</strong>. Seguono: Costruzioni (22.382), Sanità (22.353), Commercio (19.801) e Trasporto e Magazzinaggio (19.635). A luglio 2026, le <strong>denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici </strong>sono <strong>133.290 </strong>(104.479 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a <strong>234.795 </strong>(203.325 in occasione di lavoro). Infine,<strong> le denunce totali dei lavoratori stranieri </strong>sono<strong> 79.633 </strong>su 368.085 (circa 1 su 5), 66.839 in occasione di lavoro su un totale di 307.804<strong> </strong>(ancora circa 1 su 5).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Salute e sicurezza lavoro: &#8220;in nero&#8221; il 60% dei lavoratori controllati. Sospese 4 attività imprenditoriali nel Vibonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/salute-e-sicurezza-lavoro-in-nero-il-60-dei-lavoratori-controllati-sospese-4-attivita-imprenditoriali-nel-vibonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 12:46:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue l’attività dell’Arma nel contrasto allo sfruttamento del lavoro e alle violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Una nuova operazione congiunta, condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Vibo Valentia e dalle articolazioni territoriali del Comando Provinciale Carabinieri di Vibo Valentia, ha consentito di accertare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue l’attività dell’Arma nel contrasto allo sfruttamento del lavoro e alle violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Una nuova operazione congiunta, condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Vibo Valentia e dalle articolazioni territoriali del Comando Provinciale Carabinieri di Vibo Valentia, ha consentito di accertare numerose irregolarità in diversi settori economici, tra cui quello turistico-ricettivo, della ristorazione, del commercio e dell’agricoltura.</p>
<p>Le attività di controllo, svolte dal Nucleo Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) di Vibo Valentia con il supporto delle Stazioni Carabinieri di Pizzo, Joppolo, Cessaniti e Vibo Marina, hanno interessato prevalentemente la zona costiera della provincia. Il bilancio complessivo è di 8 aziende ispezionate, tutte risultate non a norma. Su un totale di 19 posizioni lavorative esaminate, 15 sono risultate irregolari, di cui 11 completamente “in nero”, quindi prive di instaurazione del rapporto di lavoro e delle conseguenti tutele previste dalla normativa. Oltre all’impiego di manodopera “in nero”, i Carabinieri del N.I.L. hanno riscontrato inadempienze in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tra cui l’inosservanza degli obblighi di sorveglianza sanitaria. Sono state inoltre accertate violazioni della normativa posta a tutela dei lavoratori connesse all’utilizzo di sistemi di videosorveglianza nei luoghi di lavoro in assenza delle previste autorizzazioni.</p>
<p>Gli accertamenti hanno determinato l’adozione del provvedimento di sospensione per lavoro nero nei confronti di 4 attività, nello specifico tre esercizi di ristorazione ed una struttura turistico-ricettiva. Le sanzioni amministrative e le ammende complessivamente contestate ammontano a circa 60.000 euro. Tra queste rientrano le sanzioni previste per l’impiego di lavoratori “in nero” e le somme aggiuntive connesse ai provvedimenti di sospensione adottati a seguito del superamento della soglia del 10% di lavoratori in nero prevista dalla normativa vigente.</p>
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		<item>
		<title>Inflazione record in Calabria, CNA: &#8220;Più reddito e meno costo del lavoro per fermare la fuga dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inflazione-record-in-calabria-cna-piu-reddito-e-meno-costo-del-lavoro-per-fermare-la-fuga-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo le temperature rimangono bollenti in Calabria, ma anche il tasso di inflazione. I dati elaborati da Istat sono preoccupanti e consegnano ancora una volta alla nostra regione una maglia nera. La Calabria emerge come la regione italiana che ha registrato i rincari più significativi, posizionandosi al vertice della classifica nazionale per l&#8217;aumento dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/inflazione-record-in-calabria-cna-piu-reddito-e-meno-costo-del-lavoro-per-fermare-la-fuga-dei-giovani/">Inflazione record in Calabria, CNA: &#8220;Più reddito e meno costo del lavoro per fermare la fuga dei giovani&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Non solo le temperature rimangono bollenti in Calabria, ma anche il tasso di inflazione. I dati elaborati da Istat sono preoccupanti e consegnano ancora una volta alla nostra regione una maglia nera. La Calabria emerge come la regione italiana che ha registrato i rincari più significativi, posizionandosi al vertice della classifica nazionale per l&#8217;aumento dei prezzi. I rincari sono del 3,5% contro una media nazionale del 2,9%. Un&#8217;inflazione galoppante che non va di pari passo ad un aumento del potere d&#8217;acquisto e che si inserisce in un territorio penalizzato da difficoltà logistiche e strutturali. Spese per energia e carburante, foraggiate da lunghi mesi di temperature calde e dalla mancanza di un trasporto pubblico esteso, lievitano e tolgono ossigeno a famiglie e imprese. Il costo del carburante entra in ogni fase della filiera: nel trasporto delle merci, nelle consegne, negli spostamenti degli artigiani, nei servizi tecnici, nella logistica e nella distribuzione. Un&#8217;impresa calabrese che deve percorrere più chilometri per raggiungere clienti, fornitori o mercati parte già da una condizione di svantaggio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Così diventa ancora più difficile scegliere di restare. Il presidente CNA Calabria Giovanni Cugliari è perentorio: <strong>&#8220;Più reddito in busta paga e meno costo del lavoro per le imprese che assumono stabilmente. La Calabria deve creare le condizioni per scegliere di restare&#8221;. </strong>&#8220;Formare i nostri giovani per tredici o diciotto anni, per poi lasciarli andare via per mancanza di opportunità e di condizioni favorevoli, significa trasferire il loro capitale di competenze ad altri territori ed arginare lo sviluppo della Calabria&#8221;, afferma. Cugliari <strong>condivide l&#8217;idea avanzata da Occhiuto di una no tax area per gli under 35</strong>, ma esprime la necessità che sia accompagnata da una più ampia visione, nella quale rientrino <strong>,</strong> <strong>interventi per aumentarne il reddito e</strong> <strong>sostegno alle imprese che creano occupazione stabile</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;La no-tax area per gli under 35 – afferma Cugliari – può diventare il cuore di una strategia per trattenere i giovani. Ma il vantaggio fiscale deve arrivare direttamente e ogni mese in busta paga, perché è lì che diventa affitto, rata del mutuo, spesa, progetto di famiglia e possibilità concreta di restare&#8221;. &#8220;È un paradosso – prosegue – che al Sud si formino competenze che poi vanno ad alimentare i sistemi produttivi di altre regioni, nonché degli stati esteri, mentre le nostre imprese faticano a trovare tecnici e personale qualificato. Dobbiamo creare qui le condizioni economiche e professionali perché un giovane possa scegliere di restare&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fondamentale per CNA Calabria è anche costruire un <strong>collegamento stabile tra scuole, ITS, università e sistema produttivo</strong>, programmando e investendo sulle competenze realmente richieste dal mercato del lavoro. A questo deve affiancarsi una più <strong>ampia detassazione del lavoro dipendente</strong>, concentrata soprattutto sui redditi medio-bassi e sulle nuove generazioni. &#8220;Ogni euro di tasse in meno – spiega Cugliari – deve diventare un euro in più nel salario netto del lavoratore. Basta bonus e misure una tantum: serve aumentare stabilmente il reddito disponibile ogni mese&#8221;. Un intervento che deve salvaguardare integralmente i contributi pensionistici attraverso la copertura pubblica e procedere di pari passo con misure rivolte alle aziende.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Estate sicura nel Vibonese: GdiF in campo contro abusivismo, evasione fiscale e lavoro nero</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/estate-sicura-nel-vibonese-gdif-in-campo-contro-abusivismo-evasione-fiscale-lavoro-nero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:55:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, nell’ambito del piano regionale di intensificazione dei servizi per la stagione estiva, ha rafforzato il dispositivo operativo finalizzato a garantire la sicurezza e il rispetto della legalità economica nelle località a maggiore vocazione turistica della provincia. L’intensificazione dell’attività di controllo del territorio, con particolare riferimento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/estate-sicura-nel-vibonese-gdif-in-campo-contro-abusivismo-evasione-fiscale-lavoro-nero/">Estate sicura nel Vibonese: GdiF in campo contro abusivismo, evasione fiscale e lavoro nero</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, nell’ambito del piano regionale di intensificazione dei servizi per la stagione estiva, ha rafforzato il dispositivo operativo finalizzato a garantire la sicurezza e il rispetto della legalità economica nelle località a maggiore vocazione turistica della provincia. L’intensificazione dell’attività di controllo del territorio, con particolare riferimento alla fascia costiera, ha interessato i principali comparti connessi al turismo, con mirati interventi a contrasto del lavoro sommerso nonché in materia di sicurezza dei prodotti e regolarità delle locazioni turistiche.</p>
<p>I controlli hanno interessato proprio settore delle locazioni turistiche, dove sono state accertate 6 violazioni amministrative connesse alla mancata esposizione del Codice Identificativo Nazionale (C.I.N.). In uno dei casi sono inoltre emersi profili di rilevanza fiscale relativi all’omessa certificazione del canone di locazione pattuito. In materia di contrasto al lavoro sommerso e irregolare, presso uno stabilimento balneare sono stati identificati 37 lavoratori, dei quali 9 risultati irregolari e 2 completamente “in nero”, con l’avvio dei conseguenti adempimenti. Significativi risultati sono stati conseguiti anche nell’ambito della tutela del mercato dei beni e dei servizi. Sono stati sequestrati in via amministrativa quasi 7000 articoli di bigiotteria non conformi agli obblighi informativi previsti a tutela del consumatore.</p>
<p>Le sopra descritte attività si inseriscono nel più ampio dispositivo di intensificazione dei servizi predisposti per la stagione estiva e confermano l’efficacia del modello operativo integrato della Guardia di Finanza, nel quale il controllo economico-finanziario del territorio svolto dai reparti terrestri si coniuga con le peculiari capacità della componente aeronavale, assicurando un presidio più capillare della fascia costiera e del demanio marittimo. L’impegno della Guardia di Finanza, attraverso la presenza e l’azione sinergica delle componenti terrestre e aeronavale, proseguirà per tutto il periodo estivo, al fine di assicurare un costante presidio del territorio volto a tutelare la legalità economico-finanziaria, salvaguardare la leale concorrenza e garantire la tutela dei consumatori, assicurando al contempo la libera e regolare fruizione del patrimonio pubblico e della fascia costiera da parte di tutti i cittadini.</p>
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		<title>Elettricista 40enne muore folgorato mentre stava montando delle luminarie a Calanna</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/elettricista-40enne-muore-folgorato-mentre-stava-montando-delle-luminarie-calanna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 18:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ennesima tragedia sul lavoro: Fabio Calabrò, 40 anni, elettricista, è rimasto folgorato sul lavoro mentre montava delle luminarie nel comune di Calanna (RC). Originario di Rosalì, frazione a nord di Reggio Calabria, Calabrò secondo quanto appreso, era intento con altri colleghi a collegare alla rete elettrica le luminarie per conto di un’impresa privata, quando, per cause in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ennesima tragedia sul lavoro: <strong>Fabio Calabrò, </strong>40 anni, elettricista, è rimasto folgorato sul lavoro mentre montava delle luminarie nel comune di Calanna (RC)<strong>.</strong></p>
<p>Originario di <strong>Rosalì</strong>, frazione a nord di Reggio Calabria, Calabrò secondo quanto appreso, era intento con altri colleghi a collegare alla rete elettrica le luminarie per conto di un’impresa privata, quando, per cause in corso di accertamento, veniva colpito mortalmente da una scarica.</p>
<p>A nulla sono valsi i soccorsi nel tentativo di salvarlo e i sanitari del 118, giunti sul posto, hanno potuto soltanto dichiarare il decesso.</p>
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		<title>Trotta (Cgil): &#8220;Il turismo da solo non salva la Calabria. Servono industria, lavoro e legalità&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 15:40:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non è sufficiente rivendicare l&#8217;aumento delle presenze turistiche se quella crescita non produce benessere diffuso, occupazione stabile e diritti. Lo sviluppo non si misura solo con i flussi turistici o con gli indicatori economici, ma con la qualità della vita delle persone, con la tenuta dei servizi pubblici e con la possibilità per i giovani di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">&#8220;Non è sufficiente rivendicare l&#8217;aumento delle presenze turistiche se quella crescita non produce benessere diffuso, occupazione stabile e diritti.<strong> Lo sviluppo non si misura solo con i flussi turistici</strong> o con gli indicatori economici, ma con la qualità della vita delle persone, con la tenuta dei servizi pubblici e con la possibilità per i giovani di costruire il proprio futuro nella nostra regione&#8221;. Il <strong>Segretario Generale Cgil Calabria Gianfranco Trotta </strong>smorza i toni trionfalistici del presidente Occhiuto sui numeri che fotografano la presenza di turisti in Calabria: &#8220;Apprezziamo che la nostra terra sia stata scelta come meta per le vacanze estive da tanti italiani e stranieri, ma vorremmo che si lavorasse per rendere questo fenomeno stabile affinché ci siano ricadute anche sull&#8217;occupazione. Il turismo va sostenuto con investimenti, qualità dell&#8217;offerta e valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico&#8221;. Trotta evidenzia poi la fragilità del settore dal punto di vista occupazionale: &#8220;<strong>Contratti precari, spesso mal pagati, pochi mesi di attività l&#8217;anno. </strong>Nonostante le sue inestimabili ricchezze la Calabria non riesce ad avviare percorso di destagionalizzazione turistica che consenta agli imprenditori di lasciare aperte le loro attività tutto l&#8217;anno e di stabilizzare i lavoratori. Ma <strong>servono anche maggiori controlli, </strong>affinché i lavoratori del settore non diventino carne da macello, spesso costretti a lavorare per paghe misere o a lavorare per molte più ore rispetto a quello che è nel contratto, per potere mantenere le loro famiglie. Lavoratori spesso assunti con contratti pirata, che li espongono a scarse tutele e condizioni peggiorative per favorire, invece, gli imprenditori&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<strong>Non possiamo permettere che anche nel turismo ci sia caporalato! –</strong> avverte Il Segretario &#8211; . Il turismo può rappresentare una leva straordinaria di crescita soltanto se accompagnato da lavoro regolare, salari dignitosi, contratti rispettati e formazione. Non possiamo continuare ad accettare un modello fondato sulla stagionalità, sulla precarietà e su retribuzioni insufficienti. La legalità nel lavoro è il primo presupposto per uno sviluppo giusto&#8221;.<br />
&#8220;Il turismo, da solo, non basta – aggiunge il Segretario  &#8211; va sostenuto con investimenti, qualità dell&#8217;offerta e valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico. La Calabria ha bisogno di una vera politica industriale che rilanci il comparto manifatturiero e metalmeccanico, favorisca l&#8217;innovazione, sostenga le imprese sane e crei occupazione stabile e qualificata. Senza un tessuto produttivo forte e diversificato, la regione continuerà a dipendere dalla stagionalità e a perdere giovani, competenze e capacità produttive&#8221;. <span style="font-weight: 400;">&#8220;<strong>Il turismo può rappresentare una leva straordinaria di crescita soltanto se accompagnato da lavoro regolare, salari dignitosi, contratti rispettati e formazione</strong>. Non possiamo continuare ad accettare un modello fondato sulla stagionalità, sulla precarietà e su retribuzioni insufficienti. Allo stesso modo è necessario contrastare con determinazione il caporalato e ogni forma di sfruttamento lavorativo che continua a colpire migliaia di lavoratrici e lavoratori, soprattutto nei comparti agricolo, turistico e dei servizi. <strong>La legalità nel lavoro -conclude &#8211;  è il primo presupposto per uno sviluppo giusto&#8221;.</strong></span></p>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): Altre vittime sul lavoro, necessario trasformare tema sicurezza in priorità assoluta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guzzi-unilavoro-pmi-altre-vittime-sul-lavoro-necessario-trasformare-tema-sicurezza-priorita-assoluta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 12:03:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora vittime nei luoghi di lavoro. In pochi giorni diversi operai hanno perso la vita in incidenti avvenuti da Nord a Sud del Paese: a Colico, nel Lecchese, a Galatone in provincia di Lecce, a Pontecorvo nel Frusinate e a Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano. Un bilancio che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora vittime nei luoghi di lavoro. In pochi giorni diversi operai hanno perso la vita in incidenti avvenuti da Nord a Sud del Paese: a Colico, nel Lecchese, a Galatone in provincia di Lecce, a Pontecorvo nel Frusinate e a Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano. Un bilancio che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei cantieri, nelle fabbriche e in tutti gli ambienti di lavoro. A sottolinearlo è <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale di Unilavoro PMI</strong>, per il quale afferma: &#8220;<em>Ogni nuova tragedia riporta alla luce un problema che da anni continua a colpire il mondo del lavoro italiano. Le morti sul lavoro rappresentano una delle emergenze più gravi del Paese. Dietro ogni incidente sul lavoro ci sono persone che escono di casa per svolgere il proprio mestiere e che, purtroppo, non vi fanno più ritorno. Ci sono famiglie spezzate, affetti perduti e comunità profondamente segnate da tragedie che non possono essere considerate una tragica fatalità. Per questo è indispensabile trasformare la sicurezza sul lavoro in una priorità assoluta, superando la logica degli interventi adottati soltanto dopo l&#8217;ennesimo dramma. È tempo di riflettere, ma soprattutto di agire con responsabilità, giudizio e tempestività, individuando soluzioni efficaci e realmente adeguate a prevenire nuovi incidenti. Ogni tragedia impone una risposta chiara, concreta e determinata. Non possiamo permetterci di attendere il prossimo incidente per intervenire&#8221;.</em></p>
<p>È necessario, continua l’imprenditore lametino, &#8220;<em>rafforzare la prevenzione, intensificare i controlli, promuovere una diffusa cultura della sicurezza e garantire che ogni luogo di lavoro sia realmente conforme agli standard di tutela previsti. La sicurezza non può essere un costo o un obbligo formale: deve rappresentare un valore irrinunciabile e un impegno condiviso da istituzioni, imprese e lavoratori, affinché nessuno perda la vita semplicemente svolgendo il proprio lavoro. Il rispetto delle norme deve essere verificato con maggiore frequenza attraverso ispezioni costanti nei cantieri e nelle aziende, soprattutto nei settori caratterizzati da un elevato rischio di incidenti. L&#8217;obiettivo è individuare e correggere tempestivamente le situazioni di pericolo, evitando che possano trasformarsi in tragedie. Tra le priorità, continua l’imprenditore lametino, emerge anche la necessità di potenziare gli organici degli ispettori del lavoro, affinché le verifiche siano più capillari ed efficaci. A ciò si aggiunge l&#8217;importanza di promuovere una formazione continua per lavoratori e datori di lavoro, diffondendo una vera cultura della sicurezza che coinvolga tutti i soggetti presenti nei luoghi di lavoro. Non bastano interventi occasionali o misure adottate sull&#8217;onda dell&#8217;emozione. Servono scelte strutturali, capaci di incidere in modo duraturo sulle condizioni di sicurezza. Ciò significa investire stabilmente nella prevenzione, modernizzare impianti e attrezzature, garantire una manutenzione costante dei macchinari e destinare maggiori risorse agli organismi di vigilanza&#8221;. </em></p>
<p>&#8220;<em>La sicurezza non può essere considerata un costo, ma un diritto fondamentale di ogni lavoratore. Nessuna esigenza produttiva o economica può giustificare il mancato rispetto delle norme poste a tutela della salute e della vita delle persone. Solo attraverso un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e lavoratori, conclude Guzzi, sarà possibile ridurre il numero degli incidenti e costruire ambienti di lavoro sempre più sicuri&#8221;.</em></p>
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		<item>
		<title>Sicurezza sul lavoro, Senese (UIL): Quindici morti in sei mesi, la Calabria continua a contare le sue vittime</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sicurezza-sul-lavoro-senese-uil-quindici-morti-in-sei-mesi-la-calabria-continua-a-contare-le-sue-vittime/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 11:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> «Un altro decesso sul luogo di lavoro, il quindicesimo in Calabria nei primi sei mesi dell&#8217;anno, non è soltanto un numero che aggrava un bilancio già drammatico. È la dimostrazione che, nonostante le troppe vite spezzate, la Calabria e il legislatore nazionale non abbiano ancora assunto la sicurezza sul lavoro come una priorità assoluta. È [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>«<em>Un altro decesso sul luogo di lavoro, il quindicesimo in Calabria nei primi sei mesi dell&#8217;anno, non è soltanto un numero che aggrava un bilancio già drammatico. È la dimostrazione che, nonostante le troppe vite spezzate, la Calabria e il legislatore nazionale non abbiano ancora assunto la sicurezza sul lavoro come una priorità assoluta. È necessario intervenire con decisione sul sistema della formazione e, soprattutto, sull&#8217;effettività dei controlli circa l’applicazione delle norme di sicurezza nelle aziende</em>». È l&#8217;amara analisi della segretaria generale della UIL Calabria, <strong>Mariaelena Senese</strong>, all&#8217;indomani della morte di <strong>Michele Rago</strong>, l’operaio di appena 23 anni deceduto mentre effettuava un intervento di manutenzione su una pala eolica a Mongrassano. Secondo la UIL Calabria, oltre alla drammatica sequenza di tragedie, pesa il fatto che agli impegni assunti non abbiano fatto seguito azioni concrete. Dopo la convocazione del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, avvenuta nei mesi scorsi, non si è avuta notizia di ulteriori convocazioni né dell&#8217;attivazione di quel monitoraggio permanente che la UIL chiede da anni.</p>
<p>Quel Comitato avrebbe dovuto rappresentare il luogo nel quale analizzare con continuità i dati regionali sugli infortuni e sulle malattie professionali, confrontandoli con gli esiti delle attività ispettive, individuare i comparti più esposti al rischio, programmare interventi mirati e verificarne i risultati. E avrebbe dovuto affrontare uno dei temi più urgenti: la realizzazione di un portale regionale unico della formazione, capace di certificare digitalmente ogni percorso formativo e rendere ogni attestato immediatamente consultabile e verificabile durante le attività ispettive. Di tutto questo, ad oggi, non vi è alcuna evidenza, nonostante le ripetute richieste avanzate da chi il mondo del lavoro lo rappresenta e lo vive quotidianamente.</p>
<p>«<em>Ciò che è avvenuto a Mongrassano impone una riflessione ancora più profonda. Mi auguro che quel lavoratore, così giovane, fosse stato adeguatamente formato prima di essere mandato a operare a sessanta o settanta metri di altezza, in un&#8217;attività tanto delicata quanto pericolosa. Ancora una volta emergono le due grandi priorità che la UIL sostiene da sempre: investire seriamente nella formazione e garantire controlli capillari, frequenti e puntuali. Non possiamo continuare a contare i morti sul lavoro senza assumere decisioni forti. E le prime a pretendere regole rispettate dovrebbero essere proprio le imprese sane, perché chi risparmia sulla sicurezza altera la concorrenza e si costruisce un vantaggio competitivo illecito</em>». Senese torna quindi sul tema del Comitato Regionale di Coordinamento, nato proprio dopo le denunce della UIL sui sette morti registrati nel solo mese di maggio, ma rimasto, nei fatti, privo di sviluppi operativi: «<em>Avevamo accolto con favore la sua istituzione, ma oggi è evidente che non basta convocare un organismo se poi non gli si dà continuità. Occorre attivare subito quel monitoraggio permanente che la UIL propone da anni, con un calendario di incontri, un confronto costante con gli organi ispettivi e obiettivi misurabili, partendo dall&#8217;analisi dei dati sugli infortuni, delle attività di vigilanza e dei settori maggiormente esposti al rischio. Non serve un tavolo di rappresentanza che si riunisca una volta per poi fermarsi. Serve una cabina di regia permanente, capace di trasformare i dati in prevenzione e la prevenzione in vite salvate</em>».</p>
<p>«<em>La Calabria sta affrontando una stagione di investimenti senza precedenti</em> – conclude Senese &#8211;<em>, con cantieri strategici e opere pubbliche diffuse su tutto il territorio. Non possiamo consentire che questa crescita venga pagata con il sangue dei lavoratori. Il Mezzogiorno non può essere considerato un territorio nel quale i diritti valgono meno. Deve diventare il laboratorio della legalità, della sicurezza e del lavoro di qualità. Oggi chi governa e chi ha responsabilità pubbliche è chiamato a una scelta precisa: decidere se la sicurezza dei lavoratori debba essere davvero una priorità oppure continuare a rincorrere le tragedie</em>».</p>
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		<title>Filcams Cgil Calabria: Regione apra tavolo per confronto e programmazione sul turismo e sul lavoro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/filcams-cgil-calabria-regione-apra-tavolo-per-confronto-e-programmazione-sul-turismo-e-sul-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 15:53:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Le dichiarazioni del Presidente della Regione Roberto Occhiuto rappresentano un elemento di novità nel dibattito sul turismo calabrese. Se fino ad oggi l&#8217;attenzione del Governatore si è concentrata prevalentemente sulla crescita dei flussi turistici e sull&#8217;azione della Regione, oggi emerge finalmente un altro tema fondamentale: la responsabilità del sistema delle imprese. È un passaggio che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Le dichiarazioni del Presidente della Regione Roberto Occhiuto rappresentano un elemento di novità nel dibattito sul turismo calabrese. Se fino ad oggi l&#8217;attenzione del Governatore si è concentrata prevalentemente sulla crescita dei flussi turistici e sull&#8217;azione della Regione, oggi emerge finalmente un altro tema fondamentale: la responsabilità del sistema delle imprese. È un passaggio che la Filcams Cgil Calabria &#8211; </em>si legge in una nota<em> &#8211; accoglie con interesse&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Da anni sosteniamo che lo sviluppo del turismo non possa essere affidato esclusivamente alla promozione del territorio o all&#8217;incremento degli arrivi. La vera sfida è trasformare questa crescita in occupazione stabile, qualificata e dignitosa, attraverso investimenti delle imprese nella qualità del lavoro, nella formazione, nell&#8217;innovazione e nei servizi&#8221;- </em>sottolinea il sindacato che aggiunge<em> &#8220;Se il Presidente richiama gli imprenditori a fare la propria parte, riteniamo sia arrivato il momento che anche la Regione eserciti pienamente il proprio ruolo di regia. Per questo rinnoviamo la richiesta, avanzata ormai da tempo, di convocare il Tavolo regionale sul Turismo, coinvolgendo organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, operatori del settore e istituzioni. È in quella sede che si possono affrontare le questioni decisive per il futuro del comparto: la qualità dell&#8217;occupazione, il contrasto al lavoro nero e povero, la formazione professionale, l&#8217;allungamento della stagione turistica, l&#8217;accoglienza dei lavoratori stagionali, i servizi ai territori e la competitività delle imprese. Il turismo calabrese cresce? È una buona notizia. Ma i numeri, da soli, non bastano. Il successo di una politica turistica si misura anche dalla qualità del lavoro che riesce a creare. La Filcams Cgil Calabria continuerà a dare il proprio contributo con spirito costruttivo, nella convinzione che soltanto attraverso un confronto stabile tra Regione, imprese e parti sociali sia possibile costruire un modello di sviluppo capace di coniugare crescita economica, diritti del lavoro e qualità dell&#8217;offerta turistica&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Se la Regione ritiene che sia arrivato il momento di chiedere alle imprese di assumersi maggiori responsabilità – </em>conclude il Segretario Generale della Filcams Cgil Calabria, Giuseppe Valentino<em> – allora è arrivato anche il momento di mettere tutti gli attori attorno allo stesso tavolo. Il turismo non si governa con le dichiarazioni, ma con il confronto, la programmazione e la partecipazione. La Filcams è pronta a fare la propria parte&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/filcams-cgil-calabria-regione-apra-tavolo-per-confronto-e-programmazione-sul-turismo-e-sul-lavoro/">Filcams Cgil Calabria: Regione apra tavolo per confronto e programmazione sul turismo e sul lavoro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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