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	<title>lavoratori Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 12 Aug 2026 10:11:16 +0000</lastBuildDate>
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		<title>GdiF Vibo Valentia: scoperte decine di lavoratori in nero e irregolari, sanzioni fino a quasi 500Mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 10:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue senza sosta l’azione della Guardia di Finanza di Vibo Valentia in contrasto al lavoro sommerso e irregolare, un fenomeno illecito che rappresenta una delle maggiori piaghe sociali ed economiche del Paese, perché alimenta sfruttamento, ingiustizia sociale, concorrenza sleale, evasione fiscale e contributiva. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2026 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue senza sosta l’azione della Guardia di Finanza di Vibo Valentia in contrasto al lavoro sommerso e irregolare, un fenomeno illecito che rappresenta una delle maggiori piaghe sociali ed economiche del Paese, perché alimenta sfruttamento, ingiustizia sociale, concorrenza sleale, evasione fiscale e contributiva. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2026 le Fiamme Gialle vibonesi hanno eseguito 16 interventi ispettivi nei confronti di altrettante attività commerciali operanti in diversi settori economici.</p>
<p>Nel corso delle attività sono stati identificati complessivamente 98 lavoratori. I successivi approfondimenti hanno consentito di individuare 30 lavoratori completamente “in nero”, impiegati in assenza della preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro e, pertanto, privi delle più elementari tutele previste in loro favore. In ulteriori 13 casi, invece, l’impiego dei lavoratori è risultato irregolare. Tra le situazioni maggiormente riscontrate figurano rapporti formalmente instaurati a tempo parziale dietro i quali si celava, in realtà, un impiego a tempo pieno a fronte di una retribuzione inferiore a quella dovuta, nonché periodi di prova svolti completamente “in nero”.</p>
<p>Con l’avvio della stagione estiva, una particolare attenzione è stata rivolta anche alle imprese operanti nel settore turistico. In uno degli interventi eseguiti nei confronti di uno stabilimento balneare sono state applicate sanzioni pecuniarie che oscillano da un minimo di 20.000 a un massimo di 117.000 euro. Dietro il lavoro sommerso si cela una realtà che non riguarda soltanto l’evasione fiscale e contributiva: chi viene impiegato senza contratto o in condizioni di irregolarità è frequentemente costretto ad accettare compensi inferiori a quelli previsti dai contratti collettivi, retribuzioni corrisposte totalmente o parzialmente in contanti e “fuori busta”, senza il dovuto trattamento previdenziale e assistenziale e, più in generale, senza le necessarie garanzie.</p>
<p>Le vittime di questo sistema sono soprattutto i lavoratori più vulnerabili, costretti a subire un fenomeno che alimenta precarietà e povertà lavorativa e compromette la possibilità di costruire un futuro dignitoso. Il lavoro nero arreca danni all’intero sistema economico nazionale perché sottrae risorse all’Erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati, e compromette la leale e sana competizione tra imprese. Infatti, il sommerso pregiudica gli equilibri economici e finanziari, consentendo a chi opera nell’illegalità di ridurre artificiosamente i costi fiscali, organizzativi e del lavoro, massimizzare i profitti e conseguire ingiusti vantaggi competitivi. Nel corso degli interventi sono state rilevate anche violazioni dell’obbligo di trasparenza nella corresponsione degli stipendi, che impone il pagamento delle retribuzioni attraverso modalità tracciabili. Alla luce delle irregolarità riscontrate l’Ispettorato del Lavoro ha disposto l’immediata sospensione dell’attività commerciale nei confronti di 6 aziende, mentre, in un ulteriore caso di maggiore gravità, l’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia ha disposto la cessazione definitiva dell’attività esercitata.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tirreno Cosentino, scoperti lavoratori senza contratto: 4 proposte di sospensione di attività imprenditoriale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tirreno-cosentino-scoperti-lavoratori-senza-contratto-4-proposte-di-sospensione-di-attivita-imprenditoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 08:33:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della stagione estiva, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza ha disposto, nell’ambito del più vasto piano di azione disposto dal Comando Regionale Calabria, l’intensificazione dell’azione di controllo economico del territorio sulle fasce costiere, volta al contrasto dell’“economia sommersa” e dell’importazione e vendita di prodotti contraffatti ovvero non conformi agli standard [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della stagione estiva, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza ha disposto, nell’ambito del più vasto piano di azione disposto dal Comando Regionale Calabria, l’intensificazione dell’azione di controllo economico del territorio sulle fasce costiere, volta al contrasto dell’“economia sommersa” e dell’importazione e vendita di prodotti contraffatti ovvero non conformi agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale ed europea. In tale ambito, i finanzieri della Compagnia di Paola e delle dipendenti Tenenze di <strong>Scalea, Cetraro e Amantea</strong>, hanno eseguito coordinati e mirati accertamenti su tutto il litorale Tirreno Cosentino, con particolare riguardo a strutture turistico/ricettive, stabilimenti balneari, di somministrazione di alimenti e bevande, ovvero di vendita di articoli anche in forma ambulante.</p>
<p>I controlli esperiti hanno consentito di riscontrare, tra fine giugno e nel corso del mese di luglio, <strong>la presenza di 28 persone intente a prestare la propria mansione lavorativa in assenza di un regolare contratto</strong>, pertanto riconducibili a un rapporto di “lavoro nero” non dichiarato, con la conseguente formulazione di <strong>n. 4 proposte di sospensione dell’attività imprenditoriale</strong>, nr. 181 irregolarità in materia di corretta certificazione dei corrispettivi e di sottoporre a sequestro circa 1.000 articoli non conformi posti in vendita al pubblico. Le attività eseguite costituiscono uno dei principali obiettivi della Guardia di Finanza, atteso che l’economia sommersa e illegale arreca danni all’intero sistema economico nazionale perché sottrae risorse all’Erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati, può cagionare un concreto pericolo per la salute e l’incolumità dei potenziali acquirenti, in particolare per i bambini, e compromette la leale e sana competizione tra le imprese.</p>
<p>L’impegno della Guardia di Finanza proseguirà nel corso della stagione estiva nel presidio della legalità economica, nella tutela della concorrenza leale e dei consumatori e nel contrasto a ogni forma di abusivismo commerciale.</p>
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		<item>
		<title>Lavoratori ex Lsu/Lpu: continua il confronto tra sindacati e Regione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lavoratori-ex-lsu-lpu-continua-il-confronto-tra-sindacati-e-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 15:02:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I segretari generali calabresi di Cgil, Cisl e Uil, Luigi Veraldi, Giuseppe Lavia e Mariaelena Senese, hanno incontrato l’assessore regionale alle Politiche del Lavoro, Giovanni Calabrese. Il tavolo, a cui hanno preso parte anche i segretari delle categorie Walter Bloise (UilFp), Luciana Giordano (Cisl-Fp) e Bruno Schipano (Fp-Cgil) si è concentrato sugli ex lavoratori Lsu/Lpu, per i quali da tempo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">I segretari generali calabresi di Cgil, Cisl e Uil, <strong>Luigi Veraldi, Giuseppe Lavia e Mariaelena Senese</strong>, hanno incontrato l’assessore regionale alle Politiche del Lavoro, Giovanni Calabrese. Il tavolo, a cui hanno preso parte anche i segretari delle categorie <strong>Walter Bloise (UilFp)</strong>, <strong>Luciana Giordano (Cisl-Fp)</strong> e <strong>Bruno Schipano (Fp-Cgil)</strong> si è concentrato sugli ex lavoratori Lsu/Lpu, per i quali da tempo si è acquisita la disponibilità della Regione a riattivare la natura dinamica del fondo destinato alla contrattualizzazione dei lavoratori tramite l’impiego delle economie risultanti dalla gestione 2025 e dagli anni seguenti. In attesa di conoscere nel dettaglio l’esito della ricognizione sulla situazione contrattuale e contributiva reale dei lavoratori, che la Regione ha avviato ed è in corso, i sindacati si sono resi disponibili ad aggiornare l’accordo vigente dal 2022 per integrarlo con i criteri di ripartizione delle risorse ai singoli lavoratori.</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>È necessario definire il perimetro della redistribuzione</em> – spiegano i sindacati – <em>perché molti lavoratori, probabilmente la stragrande maggioranza, sono impiegati part-time, tanti anche a sole 18 ore settimanali. Per quanto possano essere esigue le risorse derivante dalle economie, riteniamo necessario che queste siano prontamente ripartite ai lavoratori per implementare quanto più possibile il monte orario e dare loro maggiore stabilità occupazionale, privilegiando i lavoratori a minor numero di ore. Per gli anni successivi al 2025, l’auspicio è che dalla ricognizione in corso che restituirà la fotografia reale della situazione, le risorse possano essere redistribuite con la previsione di premialità specifiche per i Comuni che hanno contribuito e contribuiranno con risorse proprie a implementare il monte orario dei lavoratori</em>».</p>
<p style="font-weight: 400;">Il tavolo regionale si è quindi aggiornato, rimettendosi anche alla valutazione che dovranno fare gli uffici regionali in merito alle modalità operative e normative della redistribuzione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Filcams Cgil: La crescita nel turismo va misurata anche dalle condizioni di chi lavora nel settore</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/filcams-cgil-la-crescita-nel-turismo-va-misurata-anche-dalle-condizioni-di-chi-lavora-nel-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 13:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Accogliamo con favore la tendenza positiva che emerge per il turismo in Calabria. Ogni segnale di crescita rappresenta un&#8217;opportunità per il territorio e conferma le grandi potenzialità della nostra regione. Ma sarebbe un errore fermarsi ai dati sugli arrivi e sulle presenze. Il vero banco di prova è capire se questa crescita produce anche lavoro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Accogliamo con favore la tendenza positiva che emerge per il turismo in Calabria. Ogni segnale di crescita rappresenta un&#8217;opportunità per il territorio e conferma le grandi potenzialità della nostra regione. Ma sarebbe un errore fermarsi ai dati sugli arrivi e sulle presenze. Il vero banco di prova è capire se questa crescita produce anche lavoro di qualità, salari dignitosi e maggiore stabilità occupazionale&#8221;</em>. Lo scrive la Filcams Cgil Calabria.</p>
<p><em>&#8220;Oggi migliaia di lavoratrici e lavoratori del turismo continuano a vivere condizioni di precarietà, stagionalità e redditi insufficienti- evidenzia il sindacato. Se cresce il settore, ma continua ad aumentare il numero di chi lavora restando povero, significa che qualcosa nel modello di sviluppo non funziona. La Filcams Cgil Calabria lo sostiene da tempo: il turismo non si rafforza soltanto con la promozione, ma investendo sulle persone. Formazione, qualificazione professionale, contrasto al lavoro irregolare, applicazione dei contratti collettivi e valorizzazione delle professionalità devono diventare priorità tanto quanto la promozione delle destinazioni&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Nei mesi scorsi avevamo avanzato proposte precise per costruire una strategia regionale capace di mettere al centro il lavoro come leva dello sviluppo turistico. Quelle proposte restano attuali, forse oggi ancora di più. Perché il successo del turismo non si misura soltanto dal numero dei visitatori, ma dalla qualità del lavoro che è in grado di creare. È questa la sfida sulla quale la Calabria è chiamata a fare un salto di qualità&#8221;-</em> conclude la Filcams Cgil Calabria.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tutela salute e sicurezza lavoratori, Fillea Cgil Calabria ad Occhiuto: Rinnovare ordinanza &#8220;Anti-Caldo&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tutela-salute-e-sicurezza-lavoratori-fillea-cgil-calabria-ad-occhiuto-rinnovare-ordinanza-anti-caldo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 10:19:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[anti-caldo rinnovare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Con l’approssimarsi della stagione estiva e il ciclico innalzamento delle temperature che investe la Calabria, in particolare nelle aree interne, la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori esposti al rischio termico torna a essere un’emergenza assoluta. La FILLEA CGIL Calabria, anche quest’anno, lancia un forte e rinnovato appello al Presidente della Giunta Regionale, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Con l’approssimarsi della stagione estiva e il ciclico innalzamento delle temperature che investe la Calabria, in particolare nelle aree interne, la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori esposti al rischio termico torna a essere un’emergenza assoluta. La FILLEA CGIL Calabria, anche quest’anno, lancia un forte e rinnovato appello al Presidente della Giunta Regionale, Roberto Occhiuto affinché vengano emanate in tempi brevissimi le linee di indirizzo e l&#8217;ordinanza &#8216;Anti-Caldo&#8217; per l&#8217;anno in corso. L&#8217;obiettivo è chiaro: agire d’anticipo, senza attendere i mesi di piena emergenza o, peggio ancora, che si consumi l’ennesima drammatica tragedia sui posti di lavoro&#8221;</em>. Lo scrive Simone Celebre, segretario generale Fillea Cgil.</p>
<p>&#8220;<em>I cambiamenti climatici non sono più un fenomeno straordinario, ma una realtà che in Calabria si traduce in estati torride con temperature superiori ai 35° centigradi- </em>sottolinea<em>. Le previsioni anche per quest&#8217;anno prospettano una stagione alquanto torrida; lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole o in ambienti non idonei comporta un rischio altissimo di stress termico, malori e infortuni, spesso mortali. Questo rischio strutturale richiede una risposta programmata, superando una volta per tutte la logica dell&#8217;emergenza che negli anni passati ha visto l&#8217;emanazione di provvedimenti protettivi in costante ritardo rispetto alle prime ondate di calore, esponendo immotivatamente i lavoratori a condizioni climatiche inaccettabili. La FILLEA CGIL Calabria ribadisce che il provvedimento regionale deve contenere prescrizioni vincolanti e immediate, capaci di tutelare sia chi opera all&#8217;aperto sia chi è impegnato in spazi confinati. Le nostre richieste sono: sospensione delle attività dalle 12:30 alle 16 nei cantieri edili civili e stradali, nel settore estrattivo (cave) e affini, nei giorni in cui il sito Workclimate segnali un livello di rischio &#8220;ALTO&#8221;; stop ai lavori e ricorso automatico alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) per eventi climatici con temperature pari o superiori ai 35 gradi; estensione dei provvedimenti anche a chi svolge attività fisica rilevante in ambienti chiusi privi di ventilazione adeguata; obbligo per le imprese di garantire l&#8217;accesso all’acqua potabile e ad aree ombreggiate per le pause rigeneranti; rimodulazione degli orari e dei carichi di lavoro (privilegiando il mattino presto o i turni serali) tramite specifici accordi aziendali con le RSU e i sindacati territoriali, con un&#8217;attenzione particolare alle piccole aziende; riconoscimento da parte delle Stazioni Appaltanti di eventuali ritardi nella consegna dei lavori causati dagli stop climatici e dalle interruzioni per eventi meteo estremi; estensione della validità dell&#8217;ordinanza fino al 30 settembre, garantendo un arco temporale più lungo rispetto allo scorso anno per consentire a istituzioni, imprese e lavoratori una reale programmazione a tutela della salute&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;L’emissione dell’ordinanza, ottenuta grazie alla nostra mobilitazione, negli anni scorsi ha sicuramente salvato delle vite. Ma non possiamo rincorrere il termometro ogni anno. Chiediamo al Presidente Occhiuto un atto di responsabilità: l&#8217;ordinanza deve essere emanata subito per proteggere i lavoratori fin dalle prime ondate di calore. Chiediamo inoltre agli Ispettorati Territoriali del Lavoro (ITL) controlli stringenti su tutto il territorio per evitarne usi distorti. La salute e la vita di chi lavora &#8211; c</em>onclude Simone Celebre<em> &#8211; non possono essere subordinate a ritardi burocratici. La sicurezza è un bene supremo dell&#8217;intera comunità”.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Primo Maggio, Occhiuto: festa di speranza per i lavoratori e per chi un lavoro ancora lo cerca</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/primo-maggio-occhiuto-festa-di-speranza-per-i-lavoratori-e-per-chi-un-lavoro-ancora-lo-cerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 10:57:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Maggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Buon primo maggio a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori. Ma buon primo maggio di speranza anche, e soprattutto, a chi un lavoro non ce l’ha, a chi ancora lo cerca e a chi ogni giorno si impegna per difenderlo. È a loro che dobbiamo guardare con sempre maggiore attenzione&#8221;. Così Roberto Occhiuto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Buon primo maggio a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori. Ma buon primo maggio di speranza anche, e soprattutto, a chi un lavoro non ce l’ha, a chi ancora lo cerca e a chi ogni giorno si impegna per difenderlo. È a loro che dobbiamo guardare con sempre maggiore attenzione&#8221;.</em> Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.</p>
<p>&#8220;<em>La Regione Calabria, da quando ho l’onore di governarla, è costantemente impegnata a creare le condizioni per attrarre investimenti, imprese e nuove realtà economiche, in modo da generare occupazione stabile e di qualità, e offrire ai giovani la possibilità di restare nella propria terra per costruire qui il proprio futuro</em>&#8211; prosegue Occhiuto. <em>La sicurezza sul lavoro resta, inoltre, una priorità. Le morti bianche sono una ferita ancora aperta: nel Paese, e anche in Calabria, c’è ancora molto da fare&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>Per questo, da anni, il governo regionale dialoga con i sindacati per mettere in campo tutte le iniziative utili per tentare di prevenire questi inaccettabili drammi</em>”- conclude.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Caro carburanti e grande distribuzione organizzata: sindacati &#8220;Serve cambiare subito organizzazione lavoro&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/caro-carburanti-e-grande-distribuzione-organizzata-sindacati-serve-cambiare-subito-organizzazione-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 09:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[carburante]]></category>
		<category><![CDATA[distribuzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L’aumento del costo dei carburanti sta colpendo in modo trasversale migliaia di lavoratrici e lavoratori calabresi, in particolare quelli dei settori a basso salario: commercio, turismo, servizi, appalti. Ambiti nei quali gli stipendi sono spesso insufficienti a reggere l’aumento del costo della vita e dove il diritto alla mobilità si trasforma ogni giorno in un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="AppleMailSignature" dir="ltr">&#8220;<em>L’aumento del costo dei carburanti sta colpendo in modo trasversale migliaia di lavoratrici e lavoratori calabresi, in particolare quelli dei settori a basso salario: commercio, turismo, servizi, appalti. Ambiti nei quali gli stipendi sono spesso insufficienti a reggere l’aumento del costo della vita e dove il diritto alla mobilità si trasforma ogni giorno in un costo aggiuntivo. In Calabria, più che altrove, il problema assume un carattere strutturale: territori frammentati, distanze significative, trasporto pubblico carente. Per molte lavoratrici e lavoratori spostarsi non è una scelta, ma un obbligo che pesa direttamente sulla busta paga. Dentro questo quadro generale, Filcams CGIL Calabria, Fisascat CISL Calabria e Uiltucs UIL Calabria &#8211;</em> riporta una nota &#8211;<em> hanno deciso di intervenire nei confronti delle aziende della grande distribuzione organizzata, chiedendo l’apertura di un confronto urgente sull’organizzazione del lavoro e sulla gestione della mobilità del personale&#8221;.</em></div>
<div id="AppleMailSignature" dir="ltr"></div>
<div id="AppleMailSignature" dir="ltr"><em>“Non siamo di fronte a un’emergenza temporanea –</em> spiegano le organizzazioni sindacali <em>– ma a una condizione ormai strutturale che rischia di svuotare di senso il lavoro stesso. Se una parte crescente del salario viene assorbita dai costi per raggiungere il posto di lavoro, siamo di fronte a un problema che riguarda la dignità del lavoro e la sua sostenibilità”.</em></div>
<div id="AppleMailSignature" dir="ltr">Il punto più critico riguarda l’organizzazione dei turni nella GDO.</div>
<div id="AppleMailSignature" dir="ltr"><em>“I turni spezzati – </em>sottolineano i sindacati –<em> rappresentano oggi una delle principali distorsioni: moltiplicano gli spostamenti quotidiani, aumentano i costi individuali e scaricano sui lavoratori inefficienze organizzative che dovrebbero essere in capo alle aziende. In molti casi le pause non sono tempo utile, ma permanenze forzate lontano da casa, senza servizi e con ulteriori spese”.</em></div>
<div id="AppleMailSignature" dir="ltr"></div>
<div id="AppleMailSignature" dir="ltr">Per questo le organizzazioni sindacali chiedono un cambio netto di impostazione:</div>
<div id="AppleMailSignature" dir="ltr"></div>
<div id="AppleMailSignature" dir="ltr">* superamento dei turni spezzati e introduzione di turni continuativi;</div>
<div id="AppleMailSignature" dir="ltr">* organizzazione degli orari che tenga conto delle distanze reali tra residenza e luogo di lavoro;</div>
<div id="AppleMailSignature" dir="ltr">* riduzione degli spostamenti tra punti vendita, limitandoli a situazioni realmente necessarie e territorialmente sostenibili;</div>
<div id="AppleMailSignature" dir="ltr">* introduzione di misure economiche di compensazione, come bonus carburante e indennità per le condizioni più gravose;</div>
<div id="AppleMailSignature" dir="ltr">* maggiore coerenza tra turnazioni e servizi di trasporto pubblico, oggi largamente insufficienti.</div>
<div id="AppleMailSignature" dir="ltr"></div>
<div id="AppleMailSignature" dir="ltr"><em>“Il messaggio è chiaro  non è più accettabile che il costo dell’organizzazione del lavoro venga scaricato interamente su lavoratrici e lavoratori. In Calabria, più che altrove, questo tema riguarda la tenuta sociale complessiva. Serve un’assunzione di responsabilità immediata da parte delle aziende”-</em> conclude la nota firmata da Giuseppe Valentino &#8211; Segretario Generale Filcams Cgil Calabria;  Fortunato Lopapa &#8211; Segretario Generale Fisascat Cisl Calabria e Saverio Scarpino- Segretario Generale Uiltucs Uil Calabria.</div>
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		<title>VIDEO-Lamezia, serrati controlli dei Carabinieri: alimenti sequestrati e scoperti 2 lavoratori in nero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:12:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
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		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel fine settimana appena trascorso, il centro di Lamezia Terme – con il quartiere di Nicastro in prima linea – ha visto un’ulteriore intensificazione dei controlli disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Catanzaro. Oltre cinquanta militari dell’Arma hanno dato vita a un’intensa azione di controllo, affiancati dal N.A.S. e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-371708-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/NAS-Lamezia-Terme-1.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/NAS-Lamezia-Terme-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/NAS-Lamezia-Terme-1.mp4</a></video></div>
<p>Nel fine settimana appena trascorso, il centro di Lamezia Terme – con il quartiere di Nicastro in prima linea – ha visto un’ulteriore intensificazione dei controlli disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Catanzaro. Oltre cinquanta militari dell’Arma hanno dato vita a un’intensa azione di controllo, affiancati dal N.A.S. e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catanzaro. L’obiettivo era chiaro: contrastare lavoro nero e irregolarità nel settore igienico sanitario, ma anche dare un ulteriore impulso ai controlli nei luoghi della movida e del centro cittadino. I risultati non si sono fatti attendere.</p>
<p>Il capitolo dedicato ai controlli ispettivi ha consentito di scoprire un negozio di prodotti alimentari, che aveva al suo interno oltre una tonnellata di alimenti in cattivo stato di conservazione o addirittura scaduti. Tutto il materiale è stato sequestrato e al titolare è stata comminata una sanzione di oltre 3.500 euro, con immediata sospensione dell’attività. Non è andata meglio a un altro esercizio pubblico, dove è stato scoperto un lavoratore in nero su due presenti. Anche in questo caso è scattata la sospensione dell’attività e una sanzione di circa 6.400 euro.<br />
Nell’ambito delle attività antidroga, invece, un 25enne è stato segnalato alla Prefettura dopo essere stato trovato in possesso di una dose di marijuana.</p>
<p>Nel corso dell’intero servizio, i Carabinieri hanno controllato 102 veicoli e identificato 154 persone, elevando anche 4 sanzioni amministrative per un totale di oltre 1.500 euro. Due i mezzi sottoposti a sequestro.<br />
Un weekend intenso, dunque, che ha visto l’Arma dei Carabinieri impegnata in un’azione capillare e determinata. I Controlli proseguiranno senza sosta anche nei prossimi giorni.</p>
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		<title>656 lavoratori &#8220;Konecta&#8221; di nuovo a rischio ammortizzatori sociali, allarme dei sindacati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 18:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L’azienda &#8216;Konecta R&#8217;, che gestisce la commessa relativa alla dematerializzazione delle cartelle sanitarie per la Regione Calabria, occupando 894 lavoratori fra le sedi di Crotone, Rende e Settingiano, provenienti dal perimetro ex Abramo Customer Care, ha avviato le procedure per la richiesta di accesso alle misure di sostegno al reddito previste dalla normativa vigente relativa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>L’azienda &#8216;Konecta R&#8217;, che gestisce la commessa relativa alla dematerializzazione delle cartelle sanitarie per la Regione Calabria, occupando 894 lavoratori fra le sedi di Crotone, Rende e Settingiano, provenienti dal perimetro ex Abramo Customer Care, ha avviato le procedure per la richiesta di accesso alle misure di sostegno al reddito previste dalla normativa vigente relativa ai call center per i 656 lavoratori impegnati su questa commessa fino al 31 dicembre”</em>. Lo rendono noto le segreterie regionali di Slc Cgil Calabria, Fistel Cisl e Uilcom Uil.</p>
<p>“<em>La motivazione risiederebbe nella conclusione dell’attività lavorativa afferenti a tutti i servizi di dematerializzazione delle cartelle cliniche. Per noi sindacati va scongiurata ogni ipotesi di ricorso agli ammortizzatori sociali, il progetto industriale che aveva portato all’assorbimento dei lavoratori provenienti da Abramo Customer Care e che era stato presentato come soluzione strutturale e stabile per il territorio calabrese non può fallire in poco meno di un anno e mezzo dal suo avvio, abbiamo creduto in questo progetto e ne difenderemo il futuro con ogni mezzo</em>&#8220;. </p>
<p>&#8220;<em>Chiediamo – concludono le segreterie &#8211; pertanto al Presidente Occhiuto di convocare un urgente incontro tra la Regione, l&#8217;Azienda e le OO.SS firmatarie dell&#8217;accordo ministeriale del 19 dicembre 2024 per risolvere tutte le problematiche che hanno prodotto questo risultato e rilanciarlo affinché possa produrre occupazione stabile nel tempo e possa portare oltre che stabilità economica duratura anche e soprattutto la serenità che in 650 famiglie calabresi è stata già per troppo tempo messa a dura prova dalla lunghissima e faticosissima vicenda della Abramo Customer Care”</em>.</p>
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		<title>&#8220;Chiama Roma&#8221;, Slc Cgil &#8220;pronti alla mobilitazione&#8221;: da anni impegnati 150 lavoratori crotonesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 17:27:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Chiama Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Non permetteremo che una scelta ingiusta e discriminatoria colpisca la Calabria e soprattutto il territorio di Crotone, non ci fermeremo”. Così dichiara in una nota la segreteria regionale della Slc Cgil Calabria, in merito alla vicenda per il servizio “Chiama Roma”. “In seguito alla pubblicazione del bando per il servizio “Chiama Roma”,- afferma la segreteria [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Non permetteremo che una scelta ingiusta e discriminatoria colpisca la Calabria e soprattutto il territorio di Crotone, non ci fermeremo”. Così dichiara in una nota la segreteria regionale della Slc Cgil Calabria, in merito alla vicenda per il servizio “Chiama Roma”. “In seguito alla pubblicazione del bando per il servizio “Chiama Roma”,- afferma la segreteria nella nota &#8211; in cui era presente l&#8217;indicazione di un CCNL diverso dalle Telecomunicazioni ed ancor più grave un punteggio aggiuntivo per assunzioni fatte nel comune di Roma sulla commessa in cui da anni sono impiegati 150 lavoratori crotonesi, come Slc Cgil Calabria abbiamo attivato fin da subito tutte le interlocuzioni affinché venissero modificate queste due clausole che fin da subito abbiamo ritenuto inaccettabili. Contestualmente è stato avviato lo stato di agitazione e sono state attivate le procedure di raffreddamento previste dalla legge. In seguito agli incontri avvenuti tra la SLC CGIL e la Cooperativa aCapo, sia in sede aziendale che innanzi alla Prefettura di Crotone, bisogna constatare che le procedure di raffreddamento relative alla vertenza “Chiama Roma” si sono concluse con esito negativo. </p>
<p>Il 14 gennaio ci sarà un ulteriore passaggio importante per il futuro occupazionale dei lavoratori della sede di Crotone, in quella giornata si terrà l’incontro tra le Organizzazioni Sindacali e il Comune di Roma, richiesto unitariamente da CGIL, CISL e UIL per tentare ulteriormente, approfittando dello slittamento della scadenza del bando di gara a giorno 16 c.m., di spiegare all&#8217;istituzione comunale la bontà delle nostre rivendicazioni, nell&#8217;interesse dei lavoratori e della continuità del servizio abbinata alla qualità che lo ha da sempre contraddistinto”. “In questo contesto, &#8211; continua la nota &#8211; se non dovessero andare a buon fine neanche le interlocuzioni attivate con le confederazioni romane, le lavoratrici e i lavoratori di Crotone sarebbero esposti al rischio di trasferimenti forzati a più di 600 chilometri di distanza, che nei fatti si configurerebbero come licenziamenti mascherati. Ribadiamo che riteniamo imprescindibile il rispetto delle regole e delle norme nelle gare e nei cambi di appalto, sia per quanto riguarda l’applicazione dei CCNL, oltretutto previsto anche da indicazioni ministeriali, sia per quanto concerne la clausola sociale, che deve garantire non solo la continuità occupazionale, ma anche il mantenimento della sede di lavoro.</p>
<p>Nel corso degli incontri con le lavoratrici e i lavoratori della sede di Crotone, al termine di assemblee molto partecipate, è emersa la ferma volontà di proseguire con la mobilitazione a difesa dell’occupazione, pertanto, qualora il Comune di Roma non riveda le previsioni del bando di gara, assicurando il principio di territorialità nel cambio di appalto, metteremo in campo tutte le iniziative di lotta necessarie a difesa del territorio e del lavoro. Non permetteremo – conclude la nota &#8211; che una scelta ingiusta e discriminatoria colpisca la Calabria e soprattutto il territorio di Crotone, non ci fermeremo”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/chiama-roma-slc-cgil-pronti-alla-mobilitazione-anni-impegnati-150-lavoratori-crotonesi/">&#8220;Chiama Roma&#8221;, Slc Cgil &#8220;pronti alla mobilitazione&#8221;: da anni impegnati 150 lavoratori crotonesi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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