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	<title>latitanti Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Jun 2026 07:51:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Carabinieri scoprono labirinto sotterraneo: Ad Ardore bunker con camera di fuga e cunicoli segreti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 07:51:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un bunker sofisticato, nascosto perfettamente, protetto da sistemi di occultamento degni di un set cinematografico e progettato nei minimi dettagli per garantire la fuga di un ipotetico latitante. È l’incredibile scoperta effettuata ad Ardore dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Locri e della locale Stazione, con il decisivo supporto tecnico dello Squadrone Eliportato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1261932949349055%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="314" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Un bunker sofisticato, nascosto perfettamente, protetto da sistemi di occultamento degni di un set cinematografico e progettato nei minimi dettagli per garantire la fuga di un ipotetico latitante. È l’incredibile scoperta effettuata ad Ardore dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Locri e della locale Stazione, con il decisivo supporto tecnico dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e con l’ausilio logistico dei Vigili del Fuoco di Bianco (RC). Quella che inizialmente appariva come una normale attività di perquisizione finalizzata alla ricerca di armi si è trasformata in una vera e propria operazione culminata nel rinvenimento di un complesso e unico nel suo genere, il primo scoperto sul territorio con un livello di articolazione e sofisticazione così elevato. Dietro pareti apparentemente anonime e sotto il pavimento dell’immobile controllato, i Carabinieri hanno individuato un articolato bunker sotterraneo realizzato con una cura quasi maniacale.</p>
<p>Il bunker si sviluppa attraverso tre distinti ambienti sotterranei: una camera da letto, un servizio igienico e una vera e propria “camera di fuga”, cuore pulsante dell’intero sistema. È proprio qui che emerge il livello straordinario della struttura: una pesantissima botola in cemento armato, invisibile dall’esterno e realizzata con notevole precisione, veniva aperta tramite un sofisticato meccanismo elettrico occultato, capace di azionare il passaggio segreto verso l’esterno. Oltre la botola si snoda uno stretto tunnel sotterraneo lungo circa 120 metri, scavato nelle profondità del terreno e progettato per consentire una rapida via di fuga verso una vicina area rurale, lontana da occhi indiscreti. La lunghezza del cunicolo, la compartimentazione degli spazi, i sistemi di accesso nascosti e l’intera architettura del bunker fanno ritenere agli investigatori di trovarsi davanti ad una delle strutture clandestine più sofisticate rinvenute nella Locride.</p>
<p>L’operazione, resa particolarmente complessa dalle caratteristiche dell’immobile e dalla conformazione del bunker, ha richiesto ore di lavoro e il contributo specializzato di più reparti dell’Arma e dei Vigili del Fuoco. Sono tuttora in corso approfondimenti investigativi per accertare chi abbia realizzato e utilizzato il bunker e per individuare il proprietario della struttura.</p>
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		<title>VIDEO-Favorirono latitanza condannati della &#8216;locale&#8217; di Cirò: sette arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-favorirono-latitanza-condannati-della-locale-di-ciro-sette-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 11:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, 26 novembre 2025, nella provincia di Crotone e Milano, i Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, hanno dato esecuzione ad un&#8217;Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di 7 persone, gravemente indiziate, a vario titolo, in ordine a reati di procurata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-352092-1" width="696" height="389" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Video-OCC-26.11.2025.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Video-OCC-26.11.2025.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Video-OCC-26.11.2025.mp4</a></video></div>
<p>Oggi, 26 novembre 2025, nella provincia di Crotone e Milano, i Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, hanno dato esecuzione ad un&#8217;Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di 7 persone, gravemente<br />
indiziate, a vario titolo, in ordine a reati di procurata inosservanza della pena aggravati dal fine di agevolare l&#8217;attività dell&#8217;associazione &#8216;ndranghetistica denominata locale di Ciro&#8217;.</p>
<p>Si specifica che per 5 degli indagati è stata emessa la misura della custodia cautelare in carcere e per altri 2 quella degli arresti domiciliari. La complessa e impegnativa attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e delegata ai militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone, ha permesso di disvelare e ricostruire una rete di fiancheggiatori che, a vario titolo, in concorso tra di loro, si sono resi responsabili, dal 01.07.2024 al 19.11.2024, di aver curato, con il fine di agevolare l&#8217;attività dell&#8217;associazione mafiosa del locale di Ciro&#8217;, la latitanza di due sodali del Locale di n&#8217;drangheta di Cirò S.C. (43enne) e A. A. (52enne), entrambi di Ciro&#8217; Marina (KR), in modo tale da determinare la sottrazione di essi all&#8217;esecuzione della pena residua a loro comminata, rispettivamente di anni 3 e gg.25 di reclusione e di anni 5 e mesi 1l di reclusione, giusta Sentenza n.1669/2021 &#8211; Reg.Gen. n.1568/2020-<br />
R.G.N.R. n.3382/2015, emessa in data 24.09.2021, dalla Corte di Appello di Catanzaro Sez. I., divenuta irrevocabile a seguito del pronunciamento della CORTE DI CASSAZIONE, in quanto riconosciuti colpevoli di associazione per delinquere di stampo mafioso, nell&#8217;ambito della storica operazione denominata &#8220;STIGE&#8221;.</p>
<p>Le condotte contestate alle persone colpite da provvedimento sono state quelle di aver dato appoggio logistico, consegnando anche SIM telefoniche appositamente attivate ed a loro intestate, al fine di favorire la latitanza delle persone colpite da provvedimento definitivo di carcerazione in modo da eludere le investigazioni e le ricerche della PG operante.</p>
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		<title>Estradati da Ibiza 3 latitanti appartenenti alla ‘ndrangheta: gestivano traffico droga con Sud America</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/estradati-da-ibiza-3-latitanti-appartenenti-alla-ndrangheta-gestivano-traffico-droga-con-sud-america/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 15:01:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, sono stati estradati in Italia tre latitanti appartenenti alla ‘ndrangheta rintracciati a Ibiza (Spagna) il 15 agosto scorso dal Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) Carabinieri e dalla Comisarìa General de Informacion Policia Nacional, con il supporto nell’ambito della cooperazione internazionale dell’Unità ICAN del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, sono stati estradati in Italia tre latitanti appartenenti alla ‘ndrangheta rintracciati a Ibiza (Spagna) il 15 agosto scorso dal Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) Carabinieri e dalla Comisarìa General de Informacion Policia Nacional, con il supporto nell’ambito della cooperazione internazionale dell’Unità ICAN del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta). I tre, unitamente ad altri 25 soggetti di nazionalità italiana e albanese, erano destinatari di una misura cautelare emessa lo scorso 8 luglio dal Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.</p>
<p>Gli indagati sono ritenuti parte integrante di un’associazione criminale di matrice ‘ndranghetista, dedita al traffico internazionale di stupefacenti, con base a Roma ed operante sull’intero territorio nazionale, smantellata dal ROS nell’ambito dell’Operazione “Anemone”. Gli interessati, localizzati all’estero, sono stati raggiunti dai Mandati di Arresto Europei (M.A.E.) emessi dall’Autorità Giudiziaria italiana a conclusione di articolate ricerche condotte dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri che si è avvalsa per gli aspetti legati alla cooperazione internazionale dell’Unità ICAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), che ha attivato i collaterali uffici di Polizia spagnoli dell’UDYCO (Unidad de Droga y Crimen Organizado) Central e della Comisaria General de Informacion della Policia Nacional, i quali hanno operato sul proprio territorio.</p>
<p>La consegna è stata curata dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri, da personale dell’Unità Operativa ICAN e del Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia SCIP, che dalla Spagna ha scortato gli interessati fino all’aeroporto di Roma, presso gli Uffici della Polizia di Frontiera della Polizia di Stato, per le formalità di rito, per poi essere ricevuti in custodia dalla Polizia Penitenziaria di tre differenti Case circondariali.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-‘Ndrangheta: catturati 2 latitanti nel Vibonese, erano sfuggiti all&#8217;operazione &#8216;Rinascita-Scott&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-catturati-2-latitanti-nel-vibonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 09:24:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[catturati]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Tomaino]]></category>
		<category><![CDATA[latitanti]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Morelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salvatore Morelli (37 anni) e Domenico Tomaino (31 anni) entrambi di Vibo Valentia sono stati trovati dalle forze dell’ordine nelle campagne fra Briatico e Cessaniti, nel Vibonese, e più precisamente nei pressi del paese di Conidoni. Entrambi accusati dei reati di associazione mafiosa ed estorsione erano latitanti dal 19 dicembre 2019, quando scattò l’operazione contro la ‘ndrangheta denominata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=316&#038;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fcalabrianews.it%2Fvideos%2F607711817115077%2F&#038;show_text=false&#038;width=560&#038;t=0" width="560" height="316" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" allowFullScreen="true"></iframe></p>
<p><strong>Salvatore Morelli </strong>(37 anni) e <strong>Domenico Tomaino</strong> (31 anni) entrambi di Vibo Valentia sono stati trovati dalle forze dell’ordine nelle campagne fra Briatico e Cessaniti, nel Vibonese, e più precisamente nei pressi del paese di <strong>Conidoni</strong>. Entrambi accusati dei reati di <strong>associazione mafiosa</strong> ed estorsione erano latitanti dal 19 dicembre 2019, quando scattò l’operazione contro la ‘ndrangheta denominata &#8216;Rinascita-Scott&#8217;.</p>
<p>Ai domiciliari <strong>Angela Cusa</strong> accusata di favoreggiamento personale poichè trovata dai Carabinieri nell&#8217;abitazione di <strong>Conidoni</strong> insieme ai due.<br />
Da mesi gli investigatori si erano messi sulle tracce dei due e ieri sera, grazie ad un’operazione coordinata e chirurgica dei Carabinieri del Comando Provinciale di Vibo Valenti, il cerchio si è chiuso, con i militari che hanno così dato esecuzione alla misura cautelare della custodia in carcere. Per entrambi, accusati della presunta partecipazione, con ruolo di rilevo, alla locale di ‘ndrangheta vibonese. I due sono stati prima localizzati e poi catturati ieri sera in un’abitazione di Conidoni, frazione di Briatico, in provincia di Vibo Valentia mentre erano a cena</p>
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		<item>
		<title>Latitanti arrestati dalla polizia sul Tirreno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/latitanti-arrestati-dalla-polizia-sul-tirreno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2020 07:43:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Camorra]]></category>
		<category><![CDATA[latitanti]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scalea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua incessante l&#8217;attività di controllo e prevenzione del territorio del personale del Commissariato della polizia di Stato a Paola che ha catturato, a Scale, due latitanti. Sono stati infatti arrestati dagli agenti due pregiudicati che devono scontare rispettivamente 9 e 3 anni di carcere. Il primo, Rlv del 1992, appartiene ad un noto clan camorristico [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua incessante l&#8217;attività di controllo e prevenzione del territorio del personale del Commissariato della polizia di Stato a Paola che ha catturato, a Scale, due latitanti.</p>
<p>Sono stati infatti arrestati dagli agenti due pregiudicati che devono scontare rispettivamente 9 e 3 anni di carcere. Il primo, Rlv del 1992, appartiene ad un noto clan camorristico è stato rintracciato e arrestato nell&#8217;abitazione di una donna a Scalea. Deve scontare 9 anni di carcere per estorsione aggravata col metodo mafioso.</p>
<p>L&#8217;altro è Sc del 1971, è stato arrestato dalla polizia a Paola perché deve scontare un cumulo di pene. Ora si trova nel carcere di Paola.</p>
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		<item>
		<title>&#8216;Fuori dal coro&#8217; su Calabria Verde: &#8220;Regione paga anche malavitosi&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fuori-dal-coro-su-calabria-verde-regione-paga-anche-malavitosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 14:32:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[boss]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria verde]]></category>
		<category><![CDATA[Fuori dal Coro]]></category>
		<category><![CDATA[latitanti]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217; inchiesta TV  ‘Fuori dal coro’ in onda ieri sera su Rete Quattro ha squarciato l’ennesimo velo sui paradossi all’interno della Regione Calabria in tema di Forestali. La telecamera ed il microfono di Angela Camuso sono entrati nelle abitazioni di alcuni boss del Reggino che risultano in qualche modo sul libro paga dell’Ente attraverso il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/fuori-dal-coro-su-calabria-verde-regione-paga-anche-malavitosi/">&#8216;Fuori dal coro&#8217; su Calabria Verde: &#8220;Regione paga anche malavitosi&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217; inchiesta TV  ‘Fuori dal coro’ in onda ieri sera su Rete Quattro ha squarciato l’ennesimo velo sui paradossi all’interno della Regione Calabria in tema di Forestali.<br />
La telecamera ed il microfono di Angela Camuso sono entrati nelle abitazioni di alcuni boss del Reggino che risultano in qualche modo sul libro paga dell’Ente attraverso il suo spin off Calabria Verde, versione attuale dell’ex Afor.<br />
Si tratta di dipendenti pubblici a tutti gli effetti, inquadrati come operai agricoli a tempo indeterminato. Una busta paga da 1.300 euro al netto dei contributi.<br />
Stipendi e pensioni elargiti, assieme a quelli degli onesti, anche a latitanti, pregiudicati, presunti appartenenti alle cosche, ex detenuti e loro parenti stretti.<br />
Zone ad altissima infiltrazione mafiosa dove – ha detto l’inviata di Mario Giordano               &#8211;   fra S. Luca ed Africo circa 1700 persone hanno trovato assunzione pubblica.</p>
<h2>ALCUNI NOMI</h2>
<p>Tra chi ha negato condanne verificabili sulla fedina penale e chi invece ha confermato placidamente i suoi trascorsi l’elenco dei dipendenti di Calabria Verde annovera la madre (Caterina Giorgi) di uno dei cento latitanti (Giuseppe) più pericolosi d’Italia. Una che è stata sorpresa a casa in orario di lavoro, dove era coperta dal capo, casualmente anche suo genero (Sebastiano Romeo). Nell’elenco anche la moglie del ricercato, Maria Romeo.<br />
L’operaio Sebastiano Strangio, figlio di tal Domenico (defunto) catturato dopo un conflitto a fuoco, ha subito una condanna per traffico di armi a 17 anni, con interdizione perenne.<br />
Il punto forse più interessante dell’inchiesta televisiva è quando la giornalista rivela che tra i dirigenti di Calabria Verde c’è il figlio del superboss Antonio Nirta.<br />
Nessuno tra gli intervistati vuole sentire parlare di ndrangheta. Intanto tra i compiti di quelli che si chiamavano Forestali c’è il controllo dei territori aspromontani dove spesso si aiuta la latitanza dei ricercati e si occultano piantagioni di stupefacenti tanto utili al reddito delle cosche.</p>
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