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  • CT Nazionale, La Russa “boccia” Rino Gattuso: non è un simbolo del calcio italiano, altri lo sono

    CT Nazionale, La Russa “boccia” Rino Gattuso: non è un simbolo del calcio italiano, altri lo sono

    In occasione di un’intervista rilasciata a Radio Rai Gr Parlamento, Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha espresso il suo punto di vista sulla recente nomina di Gennaro Gattuso come nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana.
    Durante l’intervista, La Russa ha sottolineato di aver contattato Gabriele Gravina, presidente della FIGC, per esprimere le sue perplessità prima della scelta ufficiale di Gattuso. Secondo La Russa, Gattuso non rispecchia pienamente il concetto di simbolo del calcio italiano. Ha affermato che “semmai lo è Buffon”, suggerendo che l’ex portiere della Nazionale avrebbe potuto svolgere il ruolo di selezionatore.

    La Russa ha aggiunto che non è necessario essere allenatori per gestire una Nazionale, citando altre figure iconiche del calcio italiano come Totti, Del Piero, Cannavaro, Nesta e Inzaghi. Ha evidenziato che i veri simboli del nostro calcio sono rappresentati da giocatori come Rivera, Baggio e Zenga, piuttosto che da un calcio caratterizzato dall’approccio grintoso di Gattuso.

    Infine, La Russa ha riflettuto su eventuali alternative che avrebbero potuto essere considerate per la guida della Nazionale. Ha menzionato Claudio Ranieri e Roberto Mancini come possibili opzioni, così come José Mourinho. Tuttavia, ha riconosciuto che ormai la decisione è stata presa e ha espresso il suo supporto a Gattuso, auspicando un esito positivo per la Nazionale. Ha sottolineato l’importanza di assumersi meriti e responsabilità per il futuro, accettando sia i successi sia gli insuccessi che potrebbero derivare da questa scelta.

  • Covid in Calabria siamo all’anno zero: si combatte a mani nude

    Covid in Calabria siamo all’anno zero: si combatte a mani nude

    La dichiarazione arriva da Filippo La Russa, segretario regionale di Anaao Assomed che, in collegamento intervistato dalla Rai dichiara che la situazione in cui stiamo vivendo è di forte incertezza. In riferimento alla campagna vaccinale over 80 precisa che: “la vaccinazione del personale scolastico, come delle Forze Armate e di altri soggetti appartenenti alla categoria di pubblica utilità, con l’uso del vaccino AstraZeneca, appartengono alla Fase 2. Mentre la Calabria è all’anno non zero, ma sotto zero: nella Fase 1 e in cui il Cts ha stabilito come priorità i soggetti over 80 non ospitati nelle RSA” prosegue affermando “in Calabria questi soggetti sono da 130 a 150 mila (non vi è certezza nemmeno dei dati). Ad oggi non risulta vaccinato nessuno, i media nazionali hanno posto l’attenzione che la Calabria è l’unica regione che ad oggi non è ancora previsto l’inizio delle prenotazioni per le vaccinazioni degli over 80 a casa e l’inizio concreto delle somministrazioni.
    ALCUNI RIFERIMENTI NAZIONALI
    “In Lombardia domani partono le somministrazioni se ne sono già prenotati on-line 250.000 su 750.000, quindi un terzo, in Lazio sono stati già in 50mila i nonnini vaccinata e quindi la partenza è già in fase avanzata e anche in Campania si è raggiunta la quota di 40mila. Quindi voglio dire che ci sono regioni meridionali molto più avanti, noi siamo all’anno zero”.
    IN RIFERIMENTO ALLE VARIANTI COVID
    “La Calabria risulta essere l’ultima perché non ha aderito al primo step sulla sorveglianza”. Quindi la Calabria è una di quelle Regioni che non ha attivato tutti i protocolli necessari per individuare le varianti; La Russa precisa che: “non si tratta delle scarse capacità professionali delle unità operative di microbiologia che a livello di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria, sono le prime in Italia, il problema è esclusivamente di non aver acquistato in tempo utile i kit di reagenti per consentire di conoscere in tempo reale la circolazione delle varianti. Saper in tempo reale i dati sulla circolazione delle nuove varianti consentirà anche di avere un rapido sistema di allerta”.
    Lo stesso Commissario Longo è stato lasciato senza risorse. Sono molto sconcertato dal fatto il Governo abbia abbandonato la Calabria, il commissario Longo sulla carta doveva avere 25 unità provenienti soprattutto dal Dipartimento regionale Tutela della Salute, previsione che però al momento non è completamente attuata. Quindi in queste condizioni si combatte a mani nude e francamente a questo punto non so che senso abbia parlare di commissariare la sanità in Calabria se poi non vengono poste le condizioni strutturali ed organizzative per adempiere a questo compito.
    Il ritardo delle vaccinazioni in Calabria, a parere dello stesso La Russa, è attribuita al fatto che “la catena di comando ha sempre quattro teste e quindi nessuno è il padre nessuno è responsabile, non c’è coordinamento tra loro”.