﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Istat Archivi - Calabria News</title>
	<atom:link href="https://www.calabrianews.it/tag/istat/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.calabrianews.it/tag/istat/</link>
	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 01 May 2026 09:40:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.1</generator>
	<item>
		<title>&#8220;Inverno demografico&#8221; inarrestabile: nel 2024 in Calabria nuovo record di denatalità, 1.834.646 residenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inverno-demografico-inarrestabile-nel-2024-in-calabria-nuovo-record-di-denatalita-1-834-646-residenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 09:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[denatalità]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
		<category><![CDATA[residenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=376963</guid>

					<description><![CDATA[<p>La popolazione residente in Calabria nel 2024 rimane sostanzialmente stabile rispetto all&#8217;anno precedente, attestandosi a 1.834.646 residenti, in calo dello 0,2% (-3.922 individui). Il 64,5% della popolazione vive nelle province di Cosenza e Reggio Calabria. Lo rileva l&#8217;Istat nel censimento permanente della popolazione in Calabria sottolineando come nella regione, similmente al resto del Paese, si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/inverno-demografico-inarrestabile-nel-2024-in-calabria-nuovo-record-di-denatalita-1-834-646-residenti/">&#8220;Inverno demografico&#8221; inarrestabile: nel 2024 in Calabria nuovo record di denatalità, 1.834.646 residenti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La popolazione residente in Calabria nel 2024 rimane sostanzialmente stabile rispetto all&#8217;anno precedente, attestandosi a 1.834.646 residenti, in calo dello 0,2% (-3.922 individui). Il 64,5% della popolazione vive nelle province di Cosenza e Reggio Calabria. Lo rileva l&#8217;Istat nel censimento permanente della popolazione in Calabria sottolineando come nella regione, similmente al resto del Paese, si sia raggiunto un nuovo record di denatalità. Nel 2024 i nati sono 12.679, -603 rispetto al 2023. In diminuzione anche i nati stranieri.</p>
<p>Tuttavia l&#8217;analisi evidenzia come la dinamica positiva della popolazione straniera (+5,5%, pari a +5.532 individui) concorra a contenere la flessione della popolazione residente. Gli stranieri censiti sono 105.439, il 5,7% della popolazione regionale. Provengono da 153 Paesi, prevalentemente da Romania (24,3%), Marocco (14,4%) e Ucraina (7,0%).  Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-1.157 decessi rispetto all&#8217;anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito dal 11,9 all&#8217;11,3 per mille. Il maggior decremento si registra nelle province di Vibo Valentia e Reggio Calabria. Le donne sono il 50,9% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 30mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.</p>
<p>L&#8217;età media &#8211; rileva l&#8217;Istat &#8211; si innalza rispetto al 2023 da 46 a 46,2 anni. Crotone è la provincia più giovane (44,8 anni), Catanzaro e Cosenza quelle più anziane (46,7 anni). Più di un quarto della popolazione (28,3%) vive nei Comuni con popolazione tra 1.001 e 5.000 abitanti e oltre un quinto in quelli con popolazione tra 5.001 e 10.000 (20,9%).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/inverno-demografico-inarrestabile-nel-2024-in-calabria-nuovo-record-di-denatalita-1-834-646-residenti/">&#8220;Inverno demografico&#8221; inarrestabile: nel 2024 in Calabria nuovo record di denatalità, 1.834.646 residenti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rapporto Istat, Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): scende il tasso di disoccupazione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapporto-istat-sebastiano-guzzi-unilavoro-pmi-scende-il-tasso-di-disoccupazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 11:18:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[dicembre]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastiano Guzzi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=362811</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati ISTAT di dicembre 2025 confermano chiaramente: il tasso di disoccupazione scende al 5,6%, il livello più basso dall’inizio delle serie storiche nel 2004. Più lavoro e più stabilità. A dicembre 2025 gli occupati calano dello 0,1%, pari a -20mila unità. Tale diminuzione coinvolge gli uomini, i dipendenti a termine, i 25-34enni e i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rapporto-istat-sebastiano-guzzi-unilavoro-pmi-scende-il-tasso-di-disoccupazione/">Rapporto Istat, Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): scende il tasso di disoccupazione</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati ISTAT di dicembre 2025 confermano chiaramente: il tasso di disoccupazione scende al 5,6%, il livello più basso dall’inizio delle serie storiche nel 2004. Più lavoro e più stabilità. A dicembre 2025 gli occupati calano dello 0,1%, pari a -20mila unità. Tale diminuzione coinvolge gli uomini, i dipendenti a termine, i 25-34enni e i 35-49enni; il numero di occupati, invece, cresce tra le donne, gli autonomi e i 15-24enni, rimanendo sostanzialmente stabile tra i dipendenti permanenti e tra chi ha almeno 50 anni d&#8217;età.</p>
<p>“<em>Su base annua il numero degli occupati è in aumento, e sempre più persone rientrano nel mercato del lavoro. Insomma, più lavoro, più stabilità, più opportunità. Continueremo su questa strada”</em>. Queste le parole, sui social, della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. I dati Istat nel mese di novembre 2025 hanno registrato un numero di occupati pari a 24,2 milioni di persone, con un tasso complessivo del 62,6%. Numeri che confermano il trend di crescita record dell’occupazione conquistato in questi anni.</p>
<p>Si tratta- <strong>evidenzia Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi-</strong> di un risultato di particolare rilievo. Il lavoro è il motore del progresso economico e sociale e l’occupazione rappresenta un fattore essenziale di stabilità, di sviluppo e di organizzazione. Non soltanto, quindi, uno strumento di sostentamento e di progresso, ma un diritto che garantisce dignità e rispetto, che rafforza l’inclusione sociale, e che previene- conclude Guzzi- quelle forme di discriminazione e di marginalizzazione che ostacolano la piena realizzazione dei principi costituzionali di uguaglianza e di dignità della persona.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rapporto-istat-sebastiano-guzzi-unilavoro-pmi-scende-il-tasso-di-disoccupazione/">Rapporto Istat, Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): scende il tasso di disoccupazione</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sanità Italia, liste d’attesa troppo lunghe: anche il 10% dei calabresi sceglie (?) di non curarsi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-italia-liste-dattesa-troppo-lunghe-anche-il-10-dei-calabresi-sceglie-di-non-curarsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 20:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[10%]]></category>
		<category><![CDATA[attesa]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[liste]]></category>
		<category><![CDATA[lunghe]]></category>
		<category><![CDATA[rinuncia]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=348058</guid>

					<description><![CDATA[<p>Aumentano gli italiani che rinunciano a curarsi. Lo fanno perché le liste d&#8217;attesa sono troppo lunghe e perché non possono permettersi di rivolgersi alla sanità privata a pagamento. Nel 2024 sono stati 1,3 milioni in più dell&#8217;anno precedente coloro che si sono arresi: un segnale preoccupante perché avviene in un Paese in cui l&#8217;età media [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sanita-italia-liste-dattesa-troppo-lunghe-anche-il-10-dei-calabresi-sceglie-di-non-curarsi/">Sanità Italia, liste d’attesa troppo lunghe: anche il 10% dei calabresi sceglie (?) di non curarsi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aumentano gli italiani che rinunciano a curarsi. Lo fanno perché le liste d&#8217;attesa sono troppo lunghe e perché non possono permettersi di rivolgersi alla sanità privata a pagamento. Nel 2024 sono stati 1,3 milioni in più dell&#8217;anno precedente coloro che si sono arresi: un segnale preoccupante perché avviene in un Paese in cui l&#8217;età media è molto alta. I dati sono stati illustrati dal presidente dell&#8217;Istat, Francesco Maria Chelli, nel corso dell&#8217;audizione alle commissioni riunite Bilancio di Senato e Camera per esaminare il testo della Finanziaria. I dati dell&#8217;Istat sono severi: nel 2024 il 9,9 per cento degli italiani ha desistito «per problemi legati alle liste d&#8217;attesa, alle difficoltà economiche e alla scomodità delle strutture». Significa 5,8 milioni di persone. Nel 2023 quella percentuale era più bassa (7,5 per cento) e ovviamente era meno rilevante il numero assoluto (4,5 milioni). Brutale sintesi: la situazione è in peggioramento e la causa principale della rinuncia a curarsi è rappresentata dalle liste d&#8217;attesa che viene indicata &#8211; spiega ancora l&#8217;Istat &#8211; «dal 6,8 per cento della popolazione». Le regioni del Nord – come Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia – restano sotto la media nazionale. Al Centro e al Sud, invece, le percentuali schizzano in alto: Sardegna al 17,2%, Abruzzo al 12,6%, Umbria al 12,2%, Lazio al 12%. Sopra la soglia del 10% si collocano anche Basilicata, Puglia, <strong>Calabria</strong>, Molise e Marche. Sorprendentemente, anche regioni ricche come la Lombardia (10,3%) e la Liguria (10,1%) superano la media nazionale, segno che la crisi dell’accesso alle cure è ormai un fenomeno diffuso.</p>
<p>Come è possibile? Eppure il governo ha stanziato più risorse per la sanità pubblica. Analisi dell&#8217;Istat (sulla spesa totale però, non sui fondi statali): «Nel 2024 la spesa sanitaria totale è pari a 185,1 miliardi di euro. La componente finanziata dal settore pubblico si attesta a 137,5 miliardi di euro, la spesa sostenuta dalle famiglie è di 41,3 miliardi». L&#8217;ultimo spicchio &#8211; 6,4 miliardi &#8211; passa in gran parte dalle assicurazioni private. Il Ministero dell&#8217;Economia ha ricordato che il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui contribuisce lo Stato raggiungerà i 142,9 miliardi di euro nel 2026 (+6,4 miliardi rispetto al 2025), 143,9 nel 2027 e 144,8 nel 2028. Il ministro Giancarlo Giorgetti ha osservato: «Anche con questa manovra si stanziano nuove risorse per la sanità, pari a 2,4 miliardi nel 2026 e 2,65 miliardi a decorrere dal 2027». In audizione c&#8217;è stato il contributo del Cnel (Consiglio Nazionale dell&#8217;Economia e del Lavoro) che ha dato questa chiave di lettura: «Nonostante gli investimenti attivati con il PNRR, in particolare in innovazione tecnologica e rafforzamento dell&#8217;assistenza territoriale, secondo i dati più recenti la spesa sanitaria pubblica si manterrà attorno al 6,3 per cento del PIL nel 2024 per scendere progressivamente al 6 per cento nel 2028. Sebbene in termini assoluti essa cresca di circa 8 miliardi, il rapporto rispetto al PIL segnala un definanziamento». Infine, c&#8217;è l&#8217;analisi della Corte dei Conti: «L&#8217;aumento delle risorse consente di rispondere solo parzialmente agli interventi necessari per affrontare le criticità del settore nel cui ambito appaiono in crescita i costi per i contratti del personale, per i farmaci, per gli acquisti di prestazioni sanitarie da privati e per i dispositivi medici e, in generale, per corrispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana». Ma come mai, nonostante la riforma del sistema delle liste d&#8217;attesa del Ministero della Salute, aumenta il numero degli italiani che rinunciano a curarsi perché non riesce a prenotare in tempi adeguati una visita o un esame e al contempo non può permettersi di farlo a pagamento?</p>
<p>Prima di tutto, i dati sono del 2024: ancora la riforma delle liste d&#8217;attesa non era operativa. Nel 2025 ci sono segnali di miglioramento, «ma a macchia di leopardo, a volte con differenze nella stessa regione da asl ad asl», osserva Valeria Fava, responsabile della Salute per Cittadinanzattiva. Ma c&#8217;è un macigno che pesa più di altri ed è sempre l&#8217;Istat a segnalarlo: non ci sono sufficienti medici e infermieri. E quelli ancora in servizio spesso sono vicini alla pensione. Assumerne di nuovi non è semplice, perché mancano proprio le professionalità (nel caso degli infermieri) o perché una quota dei giovani preferisce lavorare nella sanità privata o andare all&#8217;estero (i medici). Spiega l&#8217;Istat: «A fronte di un aumento della domanda di cure dovuto all&#8217;invecchiamento della popolazione, nel contesto internazionale l&#8217;Italia si connota per uno scarso ricambio generazionale per il personale medico e una dotazione insufficiente di quello infermieristico. Nel 2023 si registra la quota più alta tra i Paesi dell&#8217;Ue di medici anziani in servizio: il 44,2% ha più di 55 anni e il 20,6% supera i 65 anni; per quest&#8217;ultima fascia di età, valori decisamente più bassi si osservano in Francia (16,1%), Germania (9,4%) e Spagna (8,4%)».<br />
Sui medici di base, l&#8217;analisi è impietosa: «Attualmente sono 37.983, 0,64 per mille residenti. Il 60% ha almeno 60 anni. In un contesto in cui la dotazione è decrescente (-7.220 medici in dieci anni), desta particolare preoccupazione l&#8217;uscita dal mercato del lavoro di molti professionisti e il conseguente ulteriore incremento del carico di assistenza per chi continua a svolgere questa attività professionale: la percentuale di chi ha più di 1.500 assistiti (valore massimo stabilito dalla normativa) è pari al 51,7%, in aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2022». Non va meglio sul fronte degli infermieri: sono 405mila, 6,9 ogni mille abitanti (la media dell&#8217;Ue è di 8,3). Un infermiere su 4 ha più di 55 anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sanita-italia-liste-dattesa-troppo-lunghe-anche-il-10-dei-calabresi-sceglie-di-non-curarsi/">Sanità Italia, liste d’attesa troppo lunghe: anche il 10% dei calabresi sceglie (?) di non curarsi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nascite ancora in calo in Italia. In Calabria numeri negativi: -8,4% nel 2024 rispetto al 2023</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nascite-ancora-in-calo-in-italia-in-calabria-numeri-negativi-84-nel-2024-rispetto-al-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 07:36:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[calo]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[nascite]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=343924</guid>

					<description><![CDATA[<p>Continua la diminuzione delle nascite: nel 2024 sono state 369.944, in calo del 2,6% sull&#8217;anno precedente (una contrazione di quasi 10mila unità). Trend negativo anche nel 2025: in base ai dati provvisori relativi a gennaio-luglio, le nascite sono circa 13mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2024 (-6,3%). Lo rende noto l’Istat. Il numero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/nascite-ancora-in-calo-in-italia-in-calabria-numeri-negativi-84-nel-2024-rispetto-al-2023/">Nascite ancora in calo in Italia. In Calabria numeri negativi: -8,4% nel 2024 rispetto al 2023</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la diminuzione delle nascite: nel 2024 sono state 369.944, in calo del 2,6% sull&#8217;anno precedente (una contrazione di quasi 10mila unità). Trend negativo anche nel 2025: in base ai dati provvisori relativi a gennaio-luglio, le nascite sono circa 13mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2024 (-6,3%). Lo rende noto l’Istat. Il numero medio di figli per donna raggiunge il minimo storico: nel 2024 si attesta a 1,18, in flessione sul 2023 (1,20). La stima provvisoria relativa ai primi 7 mesi del 2025 evidenzia una fecondità pari a 1,13. Secondo il rapporto dell’Istat su &#8220;Natalità e fecondità della popolazione residente&#8221; nel 2024 i nati residenti in Italia sono 369.944, quasi 10mila in meno rispetto al 2023. La variazione relativa sull&#8217;anno precedente (-2,6%) è in linea con la variazione percentuale media annua registrata dal 2008 al 2023 (-2,7%). Il tasso di natalità nel 2024 è pari a 6,3 per mille residenti (era 9,7 per mille nel 2008).<br />
L’andamento decrescente delle nascite prosegue senza soste dal 2008, anno nel quale si è registrato il numero massimo di nati vivi degli anni duemila (oltre 576mila). Da allora la perdita complessiva è stata di quasi 207mila nascite (-35,8%).</p>
<p>Il dato nelle regioni<br />
Nel trend che conferma la denatalità nel nostro Paese, l’Abruzzo è la regione con meno nati (-10,2%) seguita dalla Sardegna (-10,1%). Ma ci sono 3 eccezioni che registrano invece un aumento: la Valle d’Aosta (+5,5%) e le Province autonome di Bolzano (+1,9%) e di Trento (+0,6%).  A livello sub-nazionale, secondo i dati provvisori riferiti al periodo gennaio-luglio 2025, le ripartizioni nelle quali si osserva la diminuzione maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sono il Centro (-7,8%) e il Mezzogiorno (-7,2%); segue il Nord (-5,0%).<br />
Le regioni che hanno registrato il calo più intenso sono l’Abruzzo (-10,2%) e la Sardegna (-10,1%). In entrambe, nello stesso periodo dell’anno, la diminuzione del 2024 sul 2023 era stata decisamente meno intensa (rispettivamente, -1,0% e -0,1%). Tra le altre regioni che presentano una diminuzione del numero delle nascite, si rilevano l’Umbria (-9,6%), il Lazio (-9,4%) e la <strong>Calabria (-8,4%)</strong>.<br />
Le diminuzioni meno intense si sono osservate in Basilicata (-0,9%), nelle Marche e in Lombardia (rispettivamente -1,6% e -3,9%). Le sole regioni a registrare un aumento sono, secondo i dati provvisori, la Valle d’Aosta/Vallèe d’Aoste (+5,5%) e le Province autonome di Bolzano/Bozen (+1,9%) e di Trento (+0,6%). Nel 2024, nei primi sette mesi dell’anno, le stesse regioni avevano invece registrato un decremento delle nascite rispetto al 2023 (-7,5% la Valle d’Aosta/ Vallèe d’Aoste, -3,7% la Provincia autonoma di Bolzano/Bozen e -1,6% quella di Trento).</p>
<p>Il calo delle nascite, oltre a dipendere dalla bassa propensione ad avere figli (1,18 figli in media per donna nel 2024), è causato dalla riduzione nel numero dei potenziali genitori, appartenenti alle sempre più esigue generazioni nate a partire dalla metà degli anni Settanta, quando la fecondità cominciò a diminuire, scendendo da oltre 2 figli in media per donna al valore di 1,19 del 1995.<br />
Nel 2024 continuano a diminuire sia i primi figli sia i figli di ordine successivo al primo. I primogeniti sono pari a 181.487 unità, in calo del 2,7% rispetto al 2023. I secondi figli (133.869) diminuiscono del 2,9% mentre quelli di ordine successivo dell’1,5%.<br />
La diminuzione dei primi figli riguarda tutte le aree del Paese, con una riduzione minore nel Centro-Nord (-1,8% per il Nord, -2,0% per Centro) e un calo più intenso nel Mezzogiorno (-4,3%). Anche la diminuzione dei figli di ordine successivo al primo interessa in misura maggiore il Mezzogiorno: -4,3% contro -1,7 del Centro e -1,4% del Nord (-2,5% la media Italia). Persistono, quindi, le difficoltà tanto ad avere il primo figlio quanto a passare dal primo al secondo.<br />
I fattori che contribuiscono alla contrazione della natalità sono molteplici: l’allungarsi dei tempi di formazione, le condizioni di precarietà del lavoro giovanile e la difficoltà di accedere al mercato delle abitazioni, che tendono a posticipare l’uscita dal nucleo familiare di origine, a cui si può affiancare la scelta di rinunciare alla genitorialità o di posticiparla.<br />
La diminuzione dei nati è quasi completamente attribuibile al calo delle nascite da coppie di genitori entrambi italiani, che costituiscono oltre i tre quarti delle nascite totali (78,2%). Infatti, a fronte di un calo complessivo delle nascite di 9.946 unità, i nati da genitori italiani, pari a 289.183 nel 2024, sono diminuiti di 9.765 unità rispetto al 2023 (-3,3%). Le nascite da coppie in cui almeno uno dei genitori è straniero sono invece 80.761 (21,8%), sostanzialmente stabili rispetto al 2023, quando sono state 80.942 (-0,2%). Tra queste, la diminuzione registrata sui nati da genitori entrambi stranieri, pari al -1,7%, viene compensata dall’aumento dei nati in coppia mista (+2,3%).<br />
La denatalità, sottolinea l’Istat, prosegue nel 2025: secondo i dati provvisori riferiti al periodo gennaio-luglio, le nascite sono pari a 197.956, in diminuzione di circa 13mila unità (-6,3%) rispetto allo stesso periodo del 2024 (211.250 nati) (Prospetto 1). Il tasso di natalità, che nello stesso periodo del 2024 si attestava al 3,6 per mille, nel 2025 è pari al 3,4 per mille.<br />
Dal 2008, ovvero dall’inizio del progressivo calo della natalità, una diminuzione della stessa entità, nei primi sette mesi dell’anno, si è già verificata nel 2013 (con 13mila nati in meno sul 2012, per una variazione del -4,3%), nel 2016 (-17mila nati e -6,2% sull&#8217;anno precedente) e nel 2019 (-13mila nati sul 2018 e un calo percentuale del 5,1%).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/nascite-ancora-in-calo-in-italia-in-calabria-numeri-negativi-84-nel-2024-rispetto-al-2023/">Nascite ancora in calo in Italia. In Calabria numeri negativi: -8,4% nel 2024 rispetto al 2023</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Con inflazione di maggio la vita è diventata più cara: in Calabria 337 euro in più per nucleo familiare</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/con-inflazione-di-maggio-la-vita-e-diventata-piu-cara-in-calabria-337-euro-in-piu-per-nucleo-familiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 14:58:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[care]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=321707</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha pubblicato la classifica delle città italiane dove la vita è diventata più cara, utilizzando i dati territoriali dell’inflazione di maggio diffusi dall’Istat. Al primo posto in classifica troviamo Bolzano, dove l’inflazione annua del +2,3% si traduce in un rincaro medio di 763 euro per una famiglia tipo. Nonostante non sia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/con-inflazione-di-maggio-la-vita-e-diventata-piu-cara-in-calabria-337-euro-in-piu-per-nucleo-familiare/">Con inflazione di maggio la vita è diventata più cara: in Calabria 337 euro in più per nucleo familiare</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha pubblicato la classifica delle città italiane dove la vita è diventata più cara, utilizzando i dati territoriali dell’inflazione di maggio diffusi dall’Istat. Al primo posto in classifica troviamo Bolzano, dove l’inflazione annua del +2,3% si traduce in un rincaro medio di 763 euro per una famiglia tipo. Nonostante non sia la città con l’inflazione più alta, Bolzano detiene il primato del maggiore aggravio di spesa a causa del livello già elevato dei prezzi locali. Segue Siracusa, che detiene il record dell’inflazione più alta d’Italia con +3%. Questo dato si traduce in un impatto economico di 695 euro in più all’anno per famiglia. Chiude il podio Pistoia, con un’inflazione del +2,4%, che comporta un aumento di spesa di 649 euro su base annua per una famiglia media. Subito fuori dal podio si colloca Venezia, con un’inflazione pari al +2,3% e una stangata da 645 euro l’anno.</p>
<p>Quanto alla Calabria, risulta tra i territori con una minore inflazione annua rispetto ad altre realtà molto più sviluppate e ricche e in un anno ha fatto registrare una spesa di 337 euro in più per nucleo familiare, con picchi di 447 euro a Cosenza, 350 a Reggio Calabria e 253 a Catanzaro. La regione più cara d’Italia è il Trentino-Alto Adige, con un’inflazione del +1,9% che comporta un aggravio medio di 587 euro per famiglia. Al secondo posto troviamo il Friuli Venezia Giulia con +1,7% e 466 euro, seguita dal Veneto con +1,7% e 457 euro.</p>
<p>La regione più risparmiosa è il Molise: +1,3% e +307 euro. In seconda posizione la Sardegna (+1,7%, +327 euro), in terza la Calabria (+1,8%, +337 euro).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/con-inflazione-di-maggio-la-vita-e-diventata-piu-cara-in-calabria-337-euro-in-piu-per-nucleo-familiare/">Con inflazione di maggio la vita è diventata più cara: in Calabria 337 euro in più per nucleo familiare</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Censimento Istat 2023, in Calabria cala la popolazione residente: in un anno 8.042 persone in meno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/censimento-istat-2023-in-calabria-cala-la-popolazione-residente-in-un-anno-8-042-persone-in-meno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2025 07:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[calo]]></category>
		<category><![CDATA[censimento]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=309803</guid>

					<description><![CDATA[<p>Pubblicati dall&#8217;Istat i dati dell&#8217;ultimo Censimento regionale. La popolazione residente in Calabria, al 31 dicembre 2023, ammontava a 1.838.568 persone, in calo rispetto di 8.042 individui (a fine 2022 erano 8.844) rispetto allo stesso periodo del 2022 ( (-0,4%). Per quasi i due terzi i calabresi vivono nelle province di Cosenza e Reggio (64,5%). La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/censimento-istat-2023-in-calabria-cala-la-popolazione-residente-in-un-anno-8-042-persone-in-meno/">Censimento Istat 2023, in Calabria cala la popolazione residente: in un anno 8.042 persone in meno</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicati dall&#8217;Istat i dati dell&#8217;ultimo Censimento regionale. La popolazione residente in Calabria, al 31 dicembre 2023, ammontava a 1.838.568 persone, in calo rispetto di 8.042 individui (a fine 2022 erano 8.844) rispetto allo stesso periodo del 2022 ( (-0,4%).<br />
Per quasi i due terzi i calabresi vivono nelle province di Cosenza e Reggio (64,5%). La diminuzione rispetto al 2022, fa sapere l&#8217;Istituto nazionale di statistica, è frutto dei valori negativi del saldo naturale e di quello migratorio interno, cui si contrappongono in modo insufficiente i valori positivi del saldo migratorio con l&#8217;estero e dell&#8217;aggiustamento statistico. In Calabria, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nuovi nati sono 13.282 (-169 rispetto al 2022). Nel 2023 si è ridotta la mortalità (-961 decessi rispetto all&#8217;anno precedente ) e il tasso di mortalità è sceso passando dal 12,4 all&#8217;11,9 per mille. Il maggior decremento si registra nella provincia di Crotone. Più della metà (56%) dei 404 comuni calabresi ha una popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti e vi risiede quasi il 30% degli abitanti. Quasi un terzo della popolazione (32,0%) vive nei comuni che hanno fino a 5.000 abitanti, e più di un quarto (28,1%) nei sei comuni con oltre 50.000 abitanti (Reggio Calabria, Catanzaro, Corigliano-Rossano, Lamezia Terme, Cosenza e Crotone). Reggio è l&#8217;unico comune a superare i 100mila abitanti (169.679unità) e ha il doppio della popolazione di Catanzaro (84.109 unità); secondo comune più popoloso della regione. Tra i comuni non capoluogo spiccano per popolazione Corigliano-Rossano (74.268 abitanti) e Lamezia Terme (67.246).</p>
<p>Le donne rimangono ancora in maggioranza: sono infatti il 51% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 36mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile. L&#8217;età media si innalza rispetto al 2022 da 45,7 a 46,0 anni. Crotone e Reggio sono le province più giovani (rispettivamente 44,6 e 45,5 anni), Cosenza e Catanzaro quelle più anziane (46,5 e 46,4 anni). Nel 2023, rileva l&#8217;Istat, la popolazione calabrese presenta una struttura per età sensibilmente meno anziana rispetto al totale del Paese. Tuttavia, anche in Calabria aumenta, rispetto all&#8217;anno precedente, la quota delle classi di età più avanzate tra gli anziani. In particolare, nella regione si contano 709 centenari, il 3,3% dei 21.211 che vivono nel nostro Paese. Di questi 24 hanno almeno 105 anni :in Italia sono complessivamente 677.</p>
<p>Aumentano gli stranieri residenti: quelli censiti sono in totale 99.907 (+2.845 rispetto al 2022- 2,9%), il 5,4% della popolazione regionale. Provengono da 155 Paesi con prevalenza da Romania (26,2%), Marocco (15,0%) e Ucraina (7,0%). La maggior parte degli stranieri risiede nella provincia di Cosenza (36.063), segue Reggio (29.786) e poi Catanzaro (17.928). Più staccate Crotone (9.013) e Vibo (7.117).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/censimento-istat-2023-in-calabria-cala-la-popolazione-residente-in-un-anno-8-042-persone-in-meno/">Censimento Istat 2023, in Calabria cala la popolazione residente: in un anno 8.042 persone in meno</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Istat, nel 2024 nascite in calo in Calabria: 4,5% in meno, età media partorienti è 32,4 anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/istat-nel-2024-nascite-in-calo-in-calabria-45-in-meno-eta-media-partorienti-e-324-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 07:30:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[2024]]></category>
		<category><![CDATA[età]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[nascite]]></category>
		<category><![CDATA[partorienti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=306737</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dagli indicatori demografici dell&#8217;Istat le nascite sono in calo anche in Calabria nel 2024. Il tasso di natalità nella regione è stato del 6,9 mentre quello di mortalità dell&#8217;11,3. Il saldo naturale, ovvero la differenza tra nascite e decessi, è quindi negativo, -4,4. I nati in Calabria nel 2024 sono stati 12.700, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/istat-nel-2024-nascite-in-calo-in-calabria-45-in-meno-eta-media-partorienti-e-324-anni/">Istat, nel 2024 nascite in calo in Calabria: 4,5% in meno, età media partorienti è 32,4 anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dagli indicatori demografici dell&#8217;Istat le nascite sono in calo anche in Calabria nel 2024. Il tasso di natalità nella regione è stato del 6,9 mentre quello di mortalità dell&#8217;11,3. Il saldo naturale, ovvero la differenza tra nascite e decessi, è quindi negativo, -4,4. I nati in Calabria nel 2024 sono stati 12.700, il 4,5% in meno rispetto all&#8217;anno precedente. In calo anche il numero medio di figli per donna, stimato dall&#8217;Istat per il 2024 in 1,25 contro l&#8217;1,28 del 2022 e 2023, mentre l&#8217;età media delle partorienti è di 32,4 anni, simile in quasi tutte le province con l&#8217;eccezione di Crotone dove è lievemente più bassa, 31,4.</p>
<p>Crotone e Reggio Calabria sono tra le province italiane dove si registra il più alto numero medio di figli per donna con, rispettivamente, 1,36 e 1,34. La prima è la Provincia Autonoma di Bolzano con 1,51 contro. Tra le altre province calabresi, la media del numero dei figli per donna è Cosenza 1,15, Catanzaro 1,19, Vibo Valentia 1,32. A livello provinciale, il calo più marcato nelle nascite rispetto all&#8217;anno precedente viene registrato nel cosentino con -6,9 seguita da Reggio Calabri (-4,7) e Catanzaro (-3,9). Più ridotto il calo nella provincia di Crotone (-1,4) mentre è in controtendenza Vibo Valentia che registra un +0,8 delle nascite sul 2023.</p>
<p>La popolazione residente in Calabria al 1 gennaio 2025, dai dati Istat, è di di circa un milione e 800 mila con 1 milione e 725 mila circa di nazionalità italiana e 106 mila di nazionalista straniera, con una variazione negativa di 3,5 per mille. Il 12,5% dei residenti è compreso nella fascia di età 0-14, il 63,1 tra 15 e 64 anni, e il 24,4 oltre i 65 anni. L&#8217;età media è di 46,2. La speranza di vita tra i calabresi, secondi i dati Istat, è di 80,1 anni per gli uomini (con +0,4) e 84,7 per le donne (+0,5). I decessi nel 2024 sono stati oltre 20mila, con un calo del 5,8% rispetto al 2023.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/istat-nel-2024-nascite-in-calo-in-calabria-45-in-meno-eta-media-partorienti-e-324-anni/">Istat, nel 2024 nascite in calo in Calabria: 4,5% in meno, età media partorienti è 32,4 anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Report Istat: Stipendi donne e uomini in Italia, tante le differenze</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/report-istat-stipendi-donne-e-uomini-in-italia-tante-le-differenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 07:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[differenze]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[stipendi]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=296532</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia, nel 2022, il GPG, ovvero il differenziale di genere nelle retribuzioni orarie medie, si attesta al 5,6%: la retribuzione oraria media maschile è pari a 16,8 euro e quella femminile a 15,9 euro. Il gap tende ad ampliarsi tra i laureati (16,6%), tra i quali la retribuzione media oraria è di 20,3 euro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/report-istat-stipendi-donne-e-uomini-in-italia-tante-le-differenze/">Report Istat: Stipendi donne e uomini in Italia, tante le differenze</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="art-text"><span id="U111268306944XzF">In Italia, nel 2022, il GPG, ovvero il differenziale di genere nelle retribuzioni orarie medie, si attesta al 5,6%</span>: la retribuzione oraria media maschile è pari a 16,8 euro e quella femminile a 15,9 euro. Il gap tende ad ampliarsi tra i laureati (16,6%), tra i quali la retribuzione media oraria è di 20,3 euro per le donne e di 24,3 euro per gli uomini, ma anche tra i dipendenti con al più l’istruzione secondaria inferiore (15,2%), sebbene su livelli retributivi orari decisamente più bassi (11,1 euro per le donne e 13,1 euro per gli uomini).  Il GPG più contenuto (10,7%) si osserva tra chi ha conseguito un titolo di studio secondario superiore, titolo più diffuso sia tra gli uomini che tra le donne, in corrispondenza di retribuzioni orarie di 14 euro per le diplomate e di 15,7 euro per i diplomati. Lo indica l&#8217;Istat nel Report sulla struttura delle retribuzioni in Italia nel 2022.</p>
<p class="art-text">Il <span id="U111268306944BeD">gap salariale aumenta tra le professioni con una ridotta presenza femminile</span>: nel gruppo dei Dirigenti, raggiunge un valore del 30,8% in corrispondenza delle retribuzioni orarie più alte, sia per le donne (34,5 euro) sia per gli uomini (49,8 euro); segue il gruppo delle Forze Armate (27,7%), con valori della retribuzione oraria pari a 16,9 euro e 23,4 euro rispettivamente, e quello degli Artigiani e operai specializzati (17,6%), per i quali le retribuzioni orarie ammontano a 10,6 euro per le donne e 12,8 euro per gli uomini. Tralasciando il Personale specializzato addetto all’agricoltura, alle foreste e alla pesca, che nel campo di osservazione della rilevazione ha una ridotta rappresentatività, il più basso GPG si registra nelle Professioni intellettuali e scientifiche (8,4%) e nelle Professioni non qualificate (9,3%), caratterizzate anche da retribuzioni orarie particolarmente basse (10 euro per le donne e 11 euro per gli uomini). Il gruppo delle Professioni intellettuali e scientifiche, infine, si caratterizza per elevati livelli retribuitivi (secondi solo a quelli dei dirigenti, attestandosi a 23,4 euro tra le donne e a 25,5 euro tra gli uomini), un basso livello del GPG (8,4%) e una marcata presenza di lavoratrici donne.</p>
<p class="art-text">Uno dei fattori che nel nostro Paese concorre fortemente a determinare il differenziale salariale di genere è l’effetto di composizione tra il comparto a controllo pubblico (l’insieme delle istituzioni pubbliche e delle imprese a prevalente controllo pubblico) e quello a controllo privato (l’insieme delle unità economiche, imprese e istituzioni, private sulle quali il controllo privato è totale o prevalente). Se infatti il GPG nel comparto a controllo privato è pari al 15,9%, nel comparto a controllo pubblico scende al 5,2%. In quest’ultimo le donne sono la maggioranza (55,6% dei dipendenti), hanno un elevato livello di istruzione e la più alta retribuzione oraria: tra le laureate la retribuzione oraria arriva a 23 euro ed è di ben 6,9 euro superiore a quelle delle laureate nel comparto privato; tra gli uomini la differenza si riduce a 4,1 punti, con retribuzioni orarie pari a 26,6 euro nel pubblico e a 22,5 euro nel privato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/report-istat-stipendi-donne-e-uomini-in-italia-tante-le-differenze/">Report Istat: Stipendi donne e uomini in Italia, tante le differenze</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecco la fotografia Istat delle nuove famiglie italiane: Più monogenitori e meno coppie con figli</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ecco-la-fotografia-istat-delle-nuove-famiglie-italiane-piu-monogenitori-e-meno-coppie-con-figli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 16:54:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[madri]]></category>
		<category><![CDATA[monogenitori]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=285624</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le famiglie italiane cambiano pelle. In dieci anni diminuiscono le coppie con figli e aumentano, invece, i nuclei monogenitore. E&#8217; la fotografia che arriva dagli ultimi dati dell&#8217;Istat, resi noti oggi. Dal 2011 al 2021 si riducono di oltre un milione e 200mila le coppie con figli, con una tendenza al calo ancora più forte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ecco-la-fotografia-istat-delle-nuove-famiglie-italiane-piu-monogenitori-e-meno-coppie-con-figli/">Ecco la fotografia Istat delle nuove famiglie italiane: Più monogenitori e meno coppie con figli</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le famiglie italiane cambiano pelle</strong>. In dieci anni diminuiscono le coppie con figli e <strong>aumentano</strong>, invece, i <strong>nuclei monogenitore.</strong> E&#8217; la fotografia che arriva dagli ultimi dati dell&#8217;Istat, resi noti oggi. Dal 2011 al 2021 si riducono di oltre un milione e 200mila le coppie con figli, con una tendenza al calo ancora più forte rispetto all&#8217;inizio del nuovo millennio (<em>dal 2001 al 2011 si era registrato un -507 mila</em>). Aumentano, invece, i nuclei monogenitore che passano dai circa 2 milioni 650mila a più di 3,8 milioni in dieci anni (<em>+44%</em>). <strong>Sfiorano quota tre milioni le madri sole</strong>, mostrando un incremento del 35,5%, mentre di<strong> padri soli sono circa 855mila</strong> con una variazione dell&#8217;85% circa (<em>erano 462.626 nel 2011</em>).</p>
<p>Rispetto al passato, in cui i monogenitori erano soprattutto vedovi, ora si tratta principalmente di<strong> separati, single o nascite fuori dai matrimoni</strong>. Dal censimento 2021 risultano separati (<em>di fatto o legalmente</em>) o divorziati circa la metà dei genitori soli (<em>per un totale di 1.759.628</em>), vedovi il 30,7% (<em>1.174.425</em>), mentre il 22% dei &#8216;monogenitori&#8217; non si è mai sposato. Guardando alle differenze nella Penisola,<strong> è al Sud che si fanno più figli.</strong> Al contrario la percentuale di coppie senza bimbi è più elevata nel Nord con il picco è nell&#8217;area Nord-ovest. A livello regionale, in Basilicata, Campania e Puglia più della metà dei nuclei familiari è composto da coppie con figli (<em>rispettivamente il 51,8 %, il 51,4% e il 50,7%</em>); fra le regioni che registrano valori inferiori al dato italiano nel complesso, oltre alla Valle d&#8217;Aosta (<em>40,7%</em>) e al Piemonte (<em>il 41,3%</em>), spicca la Liguria che fa registrare il valore minimo pari al 37,2%. Piemonte e Friuli-Venezia Giulia sono, invece, in cima alla graduatoria per incidenza di coppie senza bimbi con valori che superano in entrambi i casi il 36%, mentre tutte le regioni del Sud, le due Isole maggiori e il Lazio non raggiungono la soglia del 30%.</p>
<p><strong>Tra le coppie con figli, cinque su 10 ne hanno uno solo</strong> (<em>3.651.243</em>), <strong>quattro su 10 ne hanno due (<em>3.152.848</em>) e una su 10 ne ha tre o più (<em>733.783</em>)</strong>. È ormai dominante il <strong>modello del figlio unico</strong> &#8211; si evidenzia nel rapporto dell&#8217;Istat &#8211; e, come nel passato, la prole tende a essere più numerosa nel Mezzogiorno dove le coppie con un unico bimbo sono meno rappresentate rispetto al dato complessivo nazionale. Passando, invece, alle <strong>coppie dello stesso sesso sono quasi 10mila al 2021, tra unioni civili e consensuali</strong>. Una cifra in netto aumento rispetto al decennio precedente (<em>erano 7.513</em>). La maggioranza è concentrata nell&#8217;Italia settentrionale dove vive più del 60% mentre nelle regioni meridionali la percentuale si ferma al 15%.<br />
Le <strong>unioni civili</strong> rappresentano la gran parte delle coppie dello stesso sesso censite (<em>86,3%</em>) e risiedono prevalentemente nel Nord-ovest (<em>il 44,2% del totale nazionale</em>) e nel Nord-est (<em>il 24,2%</em>). Le <strong>unioni consensuali</strong>, invece, con il 34,9% sono maggiormente rappresentate nel Centro. Si tratta principalmente di coppie formate da uomini. In particolare, gli<strong> uomini uniti civilmente sono quasi il doppio rispetto alle donne</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ecco-la-fotografia-istat-delle-nuove-famiglie-italiane-piu-monogenitori-e-meno-coppie-con-figli/">Ecco la fotografia Istat delle nuove famiglie italiane: Più monogenitori e meno coppie con figli</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Istat: Nel 2023 in Calabria lieve calo di incidenti stradali ma forte aumento di vittime</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/istat-nel-2023-in-calabria-lieve-calo-di-incidenti-stradali-ma-forte-aumento-di-vittime/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2024 09:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[stradali]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=283493</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel primo semestre del 2024 il numero degli incidenti stradali con lesioni a persone è aumentato dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2023. A riferirlo sono le stime preliminari dell’Istat. Gli incidenti nei primi sei mesi dell’anno in corso sono stati 80.057. I feriti sono stati 107.643 (+0,5% rispetto al primo semestre del 2023), [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/istat-nel-2023-in-calabria-lieve-calo-di-incidenti-stradali-ma-forte-aumento-di-vittime/">Istat: Nel 2023 in Calabria lieve calo di incidenti stradali ma forte aumento di vittime</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel primo semestre del 2024 il numero degli <strong>incidenti stradali con lesioni</strong> a persone è aumentato dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2023. A riferirlo sono le <strong>stime preliminari dell’Istat</strong>. Gli incidenti nei primi sei mesi dell’anno in corso sono stati 80.057. I feriti sono stati 107.643 (+0,5% rispetto al primo semestre del 2023), i decessi entro il trentesimo giorno sono stati invece 1429 (+4%).</p>
<p>In calo rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno, si legge ancora, i decessi sulle autostrade (-13,9%), mentre aumentano quelli sulle strade urbane (+7,9%) ed extraurbane (+1%). Rispetto al primo semestre del 2019 si registra, invece, una significativa diminuzione delle vittime (-31,9%) e una più contenuta sulle strade extraurbane (-4,2%), mentre su quelle urbane si stima un aumento contenuto (+1,1%).</p>
<p>In <strong>Calabria</strong>, nel 2023, si sono verificati 2.840 incidenti stradali, che hanno causato la <strong>morte di 109 persone e il ferimento di altre 4.385</strong>. Rispetto al 2022, in controtendenza rispetto a quanto accade a livello nazionale, s<strong>i riscontra una diminuzione</strong> poco significativa del numero degli incidenti (-0,2%) e dei feriti (-1,9%), mentre si registra <strong>un significativo aumento del numero delle vittime</strong> (+47,3%).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/istat-nel-2023-in-calabria-lieve-calo-di-incidenti-stradali-ma-forte-aumento-di-vittime/">Istat: Nel 2023 in Calabria lieve calo di incidenti stradali ma forte aumento di vittime</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
