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	<title>intrigo Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Gioia Tauro, sequestrato carico di armi da milioni di dollari su portacontainer attraccata nel porto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2024 18:32:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi le forze dell’ordine italiane hanno sequestrato, su richiesta degli Stati Uniti, un carico di armi dal valore di svariati milioni di dollari a bordo della nave portacontainer &#8216;Msc Arina&#8216;(nella foto) attraccata nel porto di Gioia Tauro. Questo carico era destinato a Bengasi, la roccaforte del leader libico Khalifa Haftar. Gli Stati Uniti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi le forze dell’ordine italiane hanno sequestrato, su richiesta degli Stati Uniti, un <strong>carico di armi</strong> dal valore di svariati milioni di dollari a bordo della nave portacontainer <strong>&#8216;Msc Arina</strong>&#8216;(<em>nella foto</em>) attraccata nel <strong>porto di Gioia Tauro</strong>. Questo carico era destinato a <strong>Bengasi</strong>, la roccaforte del leader libico <strong>Khalifa Haftar</strong>. Gli Stati Uniti e l’intelligence europea sospettano che la Russia stia cercando di stabilire una <strong>base militare a Tobruk</strong>, controllata da Haftar, per estendere la propria influenza in Africa. Questo episodio ha aumentato le <strong>tensioni tra USA e Russia</strong>, con quest’ultima che cerca di espandere la sua presenza in Libia e nel continente africano. E’ almeno da settembre scorso, quando Khalifa Haftar ha reso visita a Vladimir Putin a Mosca, che gli Stati Uniti seguono le mosse dell’uomo forte della Libia orientale con attenzione crescente. Poi, questa settimana, è arrivata la svolta. Che coinvolge direttamente l’Italia. In base alle sanzioni delle Nazioni Unite, è illegale l’esportazione di attrezzature militari verso la Libia.</p>
<p>Una base militare russa a Tobruk — nel territorio controllato dagli Haftar — si troverebbe a ridosso del fianco Sud dell’Unione europea e della Nato, a distanza relativamente ridotta dal quartier generale della Sesta flotta statunitense a Napoli. La &#8216;Msc Arina&#8217;, il 30 aprile scorso era partito da <strong>Yantian</strong>, un distretto portuale di Shenzhen, nella <strong>Cina meridionale</strong>. In seguito il mercantile aveva fatto tappa a Singapore, aveva circumnavigato il Capo di Buona Speranza, evitando il Mar Rosso e Suez, quindi era entrato nel Mediterraneo da Gibilterra e aveva fatto scalo sia a Valencia che a Barcellona. Ma è solo all’arrivo allo <strong>scalo in Calabria </strong>che — secondo varie fonti di diversi Paesi — le autorità americane avrebbero deciso di far sequestrare il carico di armi e avrebbero chiesto agli alleati italiani di intervenire. La &#8216;Msc Arina&#8217;, come tale, non è sotto sequestro ed è ripartita normalmente giovedì scorso verso il Mediterraneo occidentale. Non è infrequente che mercantili delle grandi compagnie internazionali vengano utilizzati per trasporti illegali <strong>all’insaputa degli stessi armatori</strong>.</p>
<p>Interpellata sulla circostanza ieri, la Msc ha fatto sapere che all’azienda non risultano sequestri di container. Non è chiaro quale tipo di mezzi militari di potesse trovarsi all’interno del mercantile, anche se alcuni analisti sospettano si tratti di<strong> droni armati</strong>. Khalida Haftar e i suoi uomini – in particolare il più attivo dei sei figli del signore della guerra, Saddam Haftar – da mesi ricevono quantità crescenti di rifornimenti di guerra dalla Russia tramite il porto siriano di Tartus.</p>
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