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	<title>interna Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Lamezia Terme modello nazionale al Congresso dedicato alla Terapia Subintensiva di Medicina Interna a Bologna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 07:41:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’attenzione del recente Meeting Nazionale dedicato alla Terapia Semintensiva in Medicina Interna, svoltosi nei giorni scorsi a Bologna presso l’Ospedale Maggiore Universitario, si è concentrata in modo particolare sull’esperienza del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme. Il Dr. Gerardo Mancuso, riconosciuto a livello nazionale come uno dei maggiori esperti nella gestione della complessità clinica, è stato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’attenzione del recente Meeting Nazionale dedicato alla Terapia Semintensiva in Medicina Interna, svoltosi nei giorni scorsi a Bologna presso l’Ospedale Maggiore Universitario, si è concentrata in modo particolare sull’esperienza del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme. Il <strong>Dr. Gerardo Mancuso</strong>, riconosciuto a livello nazionale come uno dei maggiori esperti nella gestione della complessità clinica, è stato invitato a tenere una Lettura Magistrale sul tema <em>“La Terapia Semintensiva medica tra DM70, status di accreditamento e real world”</em>. Nel corso del suo intervento ha illustrato in modo approfondito il modello organizzativo e assistenziale del <strong>Centro di Terapia Subintensiva</strong> del Reparto di Medicina Interna del Presidio “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, presentato come una delle strutture più avanzate del Paese per impostazione clinica, dotazioni tecnologiche e capacità di gestione dei pazienti complessi. L’esperienza lametina è stata valutata come un modello di riferimento nazionale, replicabile in altri contesti sanitari per efficacia, appropriatezza e capacità di risposta ai bisogni emergenti della Medicina Interna moderna. Questo riconoscimento conferma il ruolo dell’Ospedale di Lamezia Terme come realtà dotata di competenze cliniche e gestionali di primo piano nel panorama sanitario italiano.</p>
<p>Il Congresso, che ha riunito le principali Società Scientifiche italiane di Medicina Interna e di Medicina d’Emergenza, oltre a rappresentanti del mondo universitario, aveva l’obiettivo di approfondire le nuove strategie di gestione dei pazienti complessi nei reparti di Medicina Interna. Il tema centrale è stato quello dell’evoluzione dei modelli assistenziali, resa necessaria dall’aumento di pazienti caratterizzati da multimorbilità e politerapia, condizioni che richiedono un livello di monitoraggio e di intervento superiore rispetto a quello tradizionalmente garantito nei reparti internistici.</p>
<p>Nel corso dei lavori è stato evidenziato come circa un quarto dei pazienti ricoverati nei reparti di Medicina Interna italiani presenti quadri clinici tali da richiedere cure intensive o semintensive. La limitata disponibilità di posti letto nelle Terapie Intensive rende indispensabile una riorganizzazione che preveda la creazione e il potenziamento delle aree di Subintensiva in Medicina Interna, capaci di assicurare un’assistenza avanzata, tempestiva e continuativa. In questo scenario, il modello presentato dal Dr. Mancuso assume un valore particolare, poiché dimostra come una struttura internistica possa garantire livelli elevati di sicurezza, appropriatezza e qualità delle cure, contribuendo in modo significativo alla riduzione delle complicanze e al miglioramento degli esiti clinici. L’esperienza del Presidio Lametino, riconosciuta come una delle più evolute in Italia, rappresenta dunque un esempio concreto di come l’innovazione organizzativa e la competenza professionale possano tradursi in un miglioramento reale dell’assistenza ai pazienti più fragili e complessi.</p>
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		<title>In Calabria il 100% dei reparti di medicina interna è in overbooking, 73% pazienti è ultra 70enne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 11:04:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Fadoi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dalla indagine regionale di Fadoi, la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti, in Calabria i reparti di Medicina interna si confermano presidio centrale per la gestione degli anziani fragili, ma operano in condizioni di estrema pressione. In questi reparti, secondo l&#8217;indagine, oltre il 70% dei ricoverati ha più di 70 anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dalla indagine regionale di Fadoi, la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti, in Calabria i reparti di Medicina interna si confermano presidio centrale per la gestione degli anziani fragili, ma operano in condizioni di estrema pressione. In questi reparti, secondo l&#8217;indagine, oltre il 70% dei ricoverati ha più di 70 anni e presenta in media 3 comorbidità. Inoltre viene evidenziata una combinazione critica di alta complessità clinica, cronica carenza di personale e saturazione strutturale dei posti letto. La maggior parte degli internisti ospedalieri ritiene che questi pazienti richiedano livelli di cura medio alti o alti, a conferma della crescente intensità assistenziale richiesta.</p>
<p>A fronte di questa complessità clinica, le Medicine interne continuano spesso ad essere classificate come reparti a bassa intensità assistenziale, con ricadute dirette su personale e dotazioni. La carenza stimata raggiunge il 30% tra i medici e il 21% tra gli infermieri, con ricadute dirette sull&#8217;organizzazione del lavoro e sulla qualità dell&#8217;assistenza. Il tasso medio di occupazione dei posti letto è oltre il 100%, con overbooking in tutti i reparti. Altrettanto allarmante il fenomeno del boarding in Pronto soccorso &#8211; cioè il tempo di permanenza prolungato a causa della mancanza di letti in reparto anche in questo caso l&#8217;indice è del 100% &#8211; segno di una pressione costante che coinvolge l&#8217;intero sistema ospedaliero.<br />
Secondo Fadoi, in media il 30% dei ricoveri potrebbe essere evitato con una migliore presa in carico territoriale. Inoltre, il 26% dei posti letto è occupato impropriamente da pazienti non dimissibili per assenza di adeguate risposte socio assistenziali. Per gli internisti, una riclassificazione delle Medicine interne a medio alta intensità di cura rappresenterebbe un passaggio fondamentale per affrontare le criticità attuali.</p>
<p>Desiree Addesi, presidente regionale Fadoi, sottolinea che la principale criticità della regione, oltre alla cronica carenza di personale, è l&#8217;assenza di una rete territoriale efficace in grado di gestire il paziente cronico evitando l&#8217;accesso improprio al Pronto soccorso. &#8220;<em>I contesti socio economici spesso aggravano ulteriormente la situazione. L&#8217;utenza affida all&#8217;ospedale il bisogno di risposte non solo sanitarie ma anche sociali. La Medicina Interna, che rappresenta l&#8217;imbuto in cui confluiscono pazienti e fragilità complesse, deve essere riclassificata e potenziata in mezzi e risorse&#8221;</em>. L&#8217;indagine rilancia dunque &#8220;<em>la necessità di rafforzare il territorio e di riconoscere formalmente l&#8217;elevata intensità di cura richiesta oggi alle Medicine interne calabresi, per garantire appropriatezza organizzativa, sicurezza e qualità dell&#8217;assistenza&#8221;.</em></p>
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