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	<title>interdittiva Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 May 2024 17:13:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Annullate le misure interdittive per le società dei fratelli Eugenio ed Ortensia Guarascio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2024 12:05:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale del riesame di Vibo Valentia ha annullato le misure interdittive che erano state adottate nel marzo scorso dal Gip nei confronti di tre società, «Ecocall», «Ecologia oggi» e «4el Group», facenti capo all’imprenditore Eugenio Guarascio, patron del Cosenza calcio, e della sorella Ortensia. Le misure erano state emesse su richiesta della Procura della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale del riesame di Vibo Valentia ha annullato le misure interdittive che erano state adottate nel marzo scorso dal Gip nei confronti di tre società, «Ecocall», «Ecologia oggi» e «4el Group», facenti capo all’imprenditore Eugenio Guarascio, patron del Cosenza calcio, e della sorella Ortensia. Le misure erano state emesse su richiesta della Procura della Repubblica in relazione ad un’inchiesta sul presunto smaltimento su terreni agricoli nelle province di Vibo, Catanzaro e Reggio Calabria di tonnellate di prodotto, qualificato come fertilizzante, ma costituito in realtà da rifiuti. </p>
<p>Le società per le quali è stato disposto l’annullamento dell’interdizione sono state difese dagli avvocati Francesco Gambardella, Carlo Sassi, Giovanni Vecchio e Simona La Falce. &#8220;L&#8217;annullamento disposto dai giudici del riesame, avendo effetto immediato &#8211; affermano i legali in una nota &#8211; ha fatto venire meno tutti i presupposti che avevano allertato ed allarmato alcuni enti pubblici con cui le società interessate avevano un rapporto contrattuale di servizi. Infatti le società di Guarascio hanno vinto tutte le rispettive gare bandite per il servizio dello smaltimento dei rifiuti». </p>
<p>«In particolare tale misura metteva in discussione, inibendola, finanche la prosecuzione dei rapporti già intercorrenti tra le società e gli enti pubblici, con ricadute estremamente negative sia per le stesse società che per gli stessi enti. Si sarebbe determinata, in altri termini, una paralisi totale nella prestazione dei servizi, con le ricadute negative facilmente immaginabili. L&#8217;annullamento totale della misura, invece, consente la prosecuzione fisiologica dell’attività imprenditoriale, senza alcun vincolo che limiti il rapporto con gli enti pubblici».</p>
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		<title>Isola Capo Rizzuto, interdittiva antimafia alla Prociv Arci: &#8220;rischio di contaminazione mafiosa&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/isola-capo-rizzuto-interdittiva-antimafia-alla-prociv-arci-rischio-di-contaminazione-mafiosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 12:47:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Prefettura di Crotone ha notificato una interdittiva antimafia alla Prociv Arci di Isola Capo Rizzuto che non potrà assumere la gestione del Cara, il centro di accoglienza per migranti richiedenti asilo di Sant’Anna, uno dei più grandi d’Italia. Il provvedimento arriva a conclusione di una articolata istruttoria, avviata già nell’agosto dello scorso anno, all’esito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Prefettura di Crotone ha notificato una interdittiva antimafia alla Prociv Arci di Isola Capo Rizzuto che non potrà assumere la gestione del Cara, il centro di accoglienza per migranti richiedenti asilo di Sant’Anna, uno dei più grandi d’Italia. Il provvedimento arriva a conclusione di una articolata istruttoria, avviata già nell’agosto dello scorso anno, all’esito della quale “è stata accertata l’esistenza di un effettivo rischio di contaminazione mafiosa attraverso la contiguità con elementi appartenenti a sodalizi criminali locali”. Dagli accertamenti – spiega infatti il provvedimento adottato dall’ufficio territoriale del governo – sono emersi “plurimi e concreti elementi da cui risulta una condizione di asservimento o di potenziale asservimento dell’associazione alla criminalità organizzata”.</p>
<p>Rischio di infiltrazione e di asservimento deriverebbero, essenzialmente, dai legami familiari e di parentela tra alcuni dirigenti, soci e dipendenti della Prociv con persone ritenute affiliate alle cosche di ’ndrangheta di Isola Capo Rizzuto nonché dalle frequentazioni di quegli stessi soci imparentati con i presunti affiliati con altri componenti della stessa associazione di volontariato. In seguito all’interdittiva antimafia, dunque, la Prociv Arci non potrà assumere la gestione del centro per i migranti di Sant’Anna per la quale nel gennaio dello scorso anno si era aggiudicata la relativa gara d’appalto bandita dalla Prefettura di Crotone. Gara alla quale l’associazione aveva partecipato con un raggruppamento di imprese costituito dalla Traslator srl, con sede ad Alpignano (Torino), in qualità di capogruppo, e dalla stessa Prociv Arci di Isola Capo Rizzuto in qualità di mandante.</p>
<p>La gestione del Cara sarebbe dovuta durare un anno con facoltà di rinnovo per ulteriori 12 mesi, per un importo complessivo per 24 mesi pari a 5.978.043 euro. Nelle more del subentro alla Croce Rossa Italiana, che al momento gestiva il Cara di Isola Capo Rizzuto, alla Prociv è tuttavia pervenuta la comunicazione dell’avvio di una procedura informativa sul rischio di infiltrazioni mafiose che si è appunto conclusa con la notifica, datata 24 gennaio, dell’interdittiva antimafia.</p>
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		<title>Annullati gli impegni. L&#8217;ombra di un&#8217;interdittiva antimafia a società del gruppo Ventura</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/annullati-gli-impegni-lombra-di-uninterdittiva-antimafia-a-societa-del-gruppo-ventura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2021 18:02:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[candidata]]></category>
		<category><![CDATA[interdittiva]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Ventura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarebbero stati annullati tutti gli impegni di Maria Antonietta Ventura, la candidata alla presidenza della Regione indicata dal Pd, Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali. La decisione pare sia relativa ad un &#8220;ripensamento&#8221; dei vertici nazionali a seguito della notizia che si è diffusa oggi e cioè che un&#8217;interdittiva antimafia sarebbe stata emessa per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbero stati annullati tutti gli impegni di Maria Antonietta Ventura, la candidata alla presidenza della Regione indicata dal Pd, Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali. La decisione pare sia relativa ad un &#8220;ripensamento&#8221; dei vertici nazionali a seguito della notizia che si è diffusa oggi e cioè che un&#8217;interdittiva antimafia sarebbe stata emessa per una delle società del gruppo imprenditoriale Ventura.</p>
<p>Sembra che il provvedimento prenda spunto da un’inchiesta di ‘ndrangheta che coinvolgerebbe alcune cosche del Crotonese.</p>
<p>Maria Antonietta Ventura, imprenditrice di 53 anni, presidente del Cda del Gruppo Ventura che opera nel settore industriale dell’armamento ferroviario era anche presidente del comitato regionale Unicef della Calabria.</p>
<p>Al momento nè la diretta interessata nè i partiti che ne sostengono la candidatura hanno inteso intervenire o rendere noto le loro valutazioni sulla notizia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/annullati-gli-impegni-lombra-di-uninterdittiva-antimafia-a-societa-del-gruppo-ventura/">Annullati gli impegni. L&#8217;ombra di un&#8217;interdittiva antimafia a società del gruppo Ventura</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Porto Gioia Tauro, provvedimento di allontanamento in base a Protocollo legalità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/porto-gioia-tauro-provvedimento-di-allontanamento-in-base-a-protocollo-legalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2021 13:08:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[gioia tauro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;E’ il gioco di squadra che fa la differenza&#8221;. Lo sottolinea l’Autorità portuale di Gioia Tauro che, dopo aver sottoscritto il Protocollo di legalità nel 2019 con la Prefettura di Reggio Calabria, porta avanti la battaglia contro l’illegalità negli scali interni alla sua circoscrizione. Non è un caso, quindi, se da inizio anno sono state [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;E’ il gioco di squadra che fa la differenza&#8221;. Lo sottolinea l’Autorità portuale di Gioia Tauro che, dopo aver sottoscritto il Protocollo di legalità nel 2019 con la Prefettura di Reggio Calabria, porta avanti la battaglia contro l’illegalità negli scali interni alla sua circoscrizione. Non è un caso, quindi, se da inizio anno sono state allontanate dallo scalo di Gioia Tauro sei aziende, raggiunte da interdittiva antimafia. Nello specifico si tratta di ditte che esercitano attività di diversa natura, a cui è stato, immediatamente, revocato l’accesso in ambito portuale.</p>
<p>Tra queste, alcune hanno operato all’interno dell’area portuale di Gioia Tauro, in qualità di autotrasportatori. Tra le altre, sono state raggiunte da interdittiva antimafia imprese di manutenzione a mezzi portuali di piazzale, ovvero attività variamente riconducibile a componente metallica e a movimentazione e trasporto di inerti. Queste ultime hanno operato, anche in regime di subappalto, con imprese appaltatrici di lavoro per conto dell’Ente. Appena ricevuta la comunicazione prefettizia, sono state, immediatamente allontanate dal porto mediante l’assunzione degli atti previsti da parte degli organi deputati all’esecuzione e al controllo dei lavori appaltati.<br />
Grazie al Protocollo sottoscritto dagli Organi prefettizi e dall’Ente, sono state quindi ampliate le fattispecie da controllare, che la normativa nazionale non include tra quelle da vagliare nella propria attività di prevenzione antimafia.<br />
In questo modo, è stata estesa la casistica di elementi e soggetti da analizzare attraverso l’accesso ai pubblici registri, detenuti dall’Autorità portuale e condivisi con la Prefettura. Stessa apertura anche per i registri, disciplinati dall’art. 68 del Codice della Navigazione, relativi agli accessi in porto in via temporanea.<br />
Si tratta di un mirato percorso di condivisione che vede l’Ente, guidato dal commissario straordinario Andrea Agostinelli, al fianco della Prefettura di Reggio Calabria, impegnato in prima linea nell’attività di contrasto, amministrativo e in via preventiva, ai tentativi di infiltrazione mafiosa nelle attività economiche dei porti interni alla propria circoscrizione.<br />
&#8220;E’ un passo importante -si legge in una nota &#8211; che amplia gli strumenti di prevenzione antimafia che, in aggiunta a quelli esercitati dalle Forze dell’Ordine, restituisco allo scalo calabrese, primo porto di transhipment in Italia, la corretta immagine dell’infrastruttura portuale&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/porto-gioia-tauro-provvedimento-di-allontanamento-in-base-a-protocollo-legalita/">Porto Gioia Tauro, provvedimento di allontanamento in base a Protocollo legalità</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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