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	<title>infermieri Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 31 May 2026 17:29:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Concorso infermieri e operatori sociosanitari di &#8216;Azienda Zero&#8217;, alta percentuale di adesioni da altre regioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 12:03:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Azienda zero]]></category>
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		<category><![CDATA[sociosanitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provengono in maggioranza da altre regioni d&#8217;Italia i partecipanti all&#8217;avviso di mobilità, indetto da Azienda zero, per il reclutamento di infermieri e operatori sociosanitari da destinare al rafforzamento del Servizio sanitario calabrese. È quanto si evince dall&#8217;analisi dei dati degli ammessi alla procedura. Prima di espletare il concorso sono stati infatti pubblicati gli avvisi di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Provengono in maggioranza da altre regioni d&#8217;Italia i partecipanti all&#8217;avviso di mobilità, indetto da Azienda zero, per il reclutamento di infermieri e operatori sociosanitari da destinare al rafforzamento del Servizio sanitario calabrese. È quanto si evince dall&#8217;analisi dei dati degli ammessi alla procedura. Prima di espletare il concorso sono stati infatti pubblicati gli avvisi di mobilità che hanno fatto registrare un&#8217;altissima adesione.</p>
<p>Sono 2.384 gli ammessi a fronte di 2.748 domande. I posti disponibili sono 525. Il 65,44% dei 928 ammessi all&#8217;avviso per gli operatori sociosanitari ha fatto domanda da altre regioni. Tendenza che si conferma anche nell&#8217;avviso per gli infermieri, seppur in misura minore. Il 54,48% dei 1.456 ammessi proviene da altre regioni d&#8217;Italia.</p>
<p>La provenienza dei partecipanti indica una forma di attrattività del sistema sanitario regionale, in particolare per gli Oss. Nonostante l&#8217;alta adesione registrata agli avvisi di mobilità non è escluso che Azienda zero proceda ugualmente ad espletare il concorso per la copertura dei posti.</p>
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		<title>Pd: per medici, infermieri e operatori 118 della Calabria niente arretrati da due anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pd-per-medici-infermieri-e-operatori-118-della-calabria-niente-arretrati-da-due-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 16:09:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[118]]></category>
		<category><![CDATA[arretrati]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
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		<category><![CDATA[Nicola Irto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Due anni di attesa e nemmeno un euro per i sanitari che salvano vite umane ogni giorno. È la fotografia impietosa della sanità calabrese sotto il governo regionale di centrodestra&#8221;. Guidato dal senatore Nicola Irto, il Pd Calabria interviene con queste parole sulla mancata erogazione delle indennità di Pronto soccorso al personale sanitario, appena denunciata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Due anni di attesa e nemmeno un euro per i sanitari che salvano vite umane ogni giorno. È la fotografia impietosa della sanità calabrese sotto il governo regionale di centrodestra&#8221;</em>. Guidato dal senatore Nicola Irto, il Pd Calabria interviene con queste parole sulla mancata erogazione delle indennità di Pronto soccorso al personale sanitario, appena denunciata dai sindacati. &#8220;<em>Si tratta – </em>ricordano i dem calabresi<em> – di somme già concordate, definite e attese da molto tempo, relative anche agli arretrati 2022-2023, con un&#8217;indennità di circa 80 euro mensili per operatori impegnati in prima linea nell&#8217;emergenza-urgenza. Dopo due anni dagli accordi, quei soldi non sono arrivati più&#8221;</em>. &#8220;<em>È gravissimo, il governo regionale – </em>attacca il Pd <em>– continua a mostrare una distanza abissale dalla sanità pubblica. Medici, infermieri e operatori del 118 lavorano in condizioni estreme e vengono ripagati con ritardi e promesse a vuoto. È una mortificazione del lavoro e della dignità delle persone&#8221;</em>.</p>
<p>&#8220;<em>Per i sottosegretari regionali, la macchina politica e amministrativa – </em>osservano i dem<em> – è stata fulminea. In poche settimane si sono trovate risorse, procedure e coperture. Per riconoscere poche decine di euro al mese a operatori dell&#8217;emergenza/urgenza, tutto si è invece perduto nei labirinti della burocrazia. Evidentemente, il centrodestra di Occhiuto preferisce le poltrone di palazzo ai sanitari dei soccorsi</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>La Regione sblocchi subito i pagamenti e rispetti gli impegni assunti con i sindacati. La sanità calabrese non può continuare a reggersi sul sacrificio silenzioso degli operatori, ancora una volta – </em>conclude la nota del Pd regionale<em> – ingannati senza vergogna</em>&#8220;.</p>
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		<item>
		<title>Sanità, 349 nuovi infermieri in Calabria? Forse non è proprio così, ecco perchè</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-349-nuovi-infermieri-in-calabria-forse-non-e-proprio-cosi-ecco-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 16:04:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[sanitò]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi ultimi giorni sono tanti gli interventi e le prese di posizione che segnalano come importante e positivo il recente bando della Regione Calabria che punta all’inserimento nelle varie aziende sanitarie regionali di 349 infermieri. Il messaggio che sta passando è quello di un “concorso” per nuovi posti. In realtà così non è. Basta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi ultimi giorni sono tanti gli interventi e le prese di posizione che segnalano come importante e positivo il recente bando della Regione Calabria che punta all’inserimento nelle varie aziende sanitarie regionali di 349 infermieri. Il messaggio che sta passando è quello di un “<em>concorso</em>” per nuovi posti. In realtà così non è. Basta leggere il titolo dell’avviso pubblico pubblicato lo scorso 5 febbraio: “<strong>Azienda per il governo della sanità della Regione Calabria- Azienda Zero. Avviso pubblico di mobilità volontaria compartimentale regionale ed interregionale, per titoli e colloquio, per la copertura a tempo pieno e indeterminato di n. 349 posti di infermiere- Area dei professionisti della salute e dei funzionari-Ruolo sanitario-CCNL comparto sanità 2022-20224, da destinare alle Aziende sanitarie (Asp, AO, AOU) del servizio sanitario regionale”</strong>.</p>
<p>L’atto autorizza un numero massimo di 349 assunzioni, che verranno effettuate attraverso <strong>una procedura articolata in due fasi distinte e consequenziali</strong>: prima la mobilità volontaria e, solo in subordine, con i posti rimasti vacanti, un concorso pubblico. La procedura prevista è la seguente: Un primo avviso di mobilità per titolo e colloquio, di fatto prioritaria e propedeutica. Per i posti che rimarranno vacanti si procedere, qualora se ne creino le condizioni, a concorso pubblico per titoli ed esami. Se, ad esempio, la mobilità dovesse coprire solo 100 posti, i restanti posti a disposizione sarebbero 249 e dovranno riguardare l’assunzione tramite il concorso pubblico. Dunque, non si tratta di <strong>nuovi</strong> posti, vale a dire che vanno ad aggiungersi all’attuale dotazione delle Aziende calabresi. Non si tratta, infatti, di una nuova assunzione <em>ex novo</em>, ma di un passaggio diretto per infermieri già di ruolo (<em>tempo indeterminato</em>) nel Servizio Sanitario Nazionale (<em>SSN</em>) o in altre pubbliche amministrazioni. Non è, in definitiva, un “concorso aperto”.</p>
<p><span class="T286Pc" data-sfc-cp="">Solitamente è necessario il nulla osta dell’amministrazione di provenienza e il superamento del periodo di prova nell’ente di origine affinchè il trasferimento dell’infermiere possa avvenire. Tecnicamente è una cessione di contratto tra enti pubblici, non una nuova assunzione da graduatoria esterna. Inoltre, solo se restano posti vacanti possono essere riempiti con assunzione esterna, ma questa seconda fase non è automatica e non è garantita. Non dimentichiamo che, purtroppo, la Regione Calabria è ancora soggetta a commissariamento che contempla vincoli di spesa rigorosi, definiti dai Piani di Rientro (<em>PdR</em>) e gestiti da un Commissario ad acta, spesso potenziati da norme specifiche come il “<em>Decreto Calabria</em>”. L’obiettivo principale è il riequilibrio economico-finanziario, che spesso porta a una riduzione delle prestazioni e dei costi.</span></p>
<p>Tra gli altri vincoli le regioni commissariate devono rispettare stretti limiti sul personale, spesso legati alla spesa storica ridotta di una percentuale, con vincoli stringenti sul rinnovo dei contratti a tempo determinato e flessibile. Ecco perchè sulla base di tutti questi presupposti sarebbe consigliabile maggiore cautela nelle dichiarazioni di “<em>entusiasmo</em>” e “<em>soddisfazione</em>” per un provvedimento che, forse, al di là di essere un lenitivo, temporaneo e non definitivo, per il derelitto ambito sanitario calabrese, potrebbe rilevarsi l’ennesimo annuncio beffa.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Catanzaro, alla &#8216;Dulbecco&#8217; Prestazioni private e &#8220;in nero&#8221; durante i turni in ospedale: 11 arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-catanzaro-alla-dulbecco-prestazioni-private-e-in-nero-durante-i-turni-in-ospedale-11-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 09:07:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Nella mattinata odierna, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro e del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri, hanno dato esecuzione al provvedimento emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura, di applicazione di 13 misure cautelari personali e 9 misure cautelari reali, nei confronti di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-326687-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Dulbecco-arresti.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Dulbecco-arresti.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Dulbecco-arresti.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella mattinata odierna, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro e del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri, hanno dato esecuzione al provvedimento emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura, di applicazione di 13 misure cautelari personali e 9 misure cautelari reali, nei confronti di 14 soggetti indagati, a vario titolo, per i reati di <strong>associazione per delinquere</strong>, truffa aggravata ai danni dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, peculato, falsa attestazione di presenza in servizio, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio. Nel dettaglio, per 5 dirigenti medici, 3 infermieri e 2 dipendenti dell’Ufficio ALPI (attività libero professionale intramuraria) dell’A.O.U. “Renato Dulbecco”, nonché per un imprenditore operante nel settore della vendita di dispositivi medicali è stata applicata la misura degli arresti domiciliari; nei confronti di un ex dirigente medico dell’A.O.U. “Renato Dulbecco” per fatti commessi quando era ancora in servizio è stata applicata la misura non detentiva dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria; per un altro dirigente medico è stata applicata la misura cautelare non detentiva del divieto di dimora nel comune di Catanzaro. Con lo stesso provvedimento, il Gip ha disposto il sequestro di circa un milione di euro complessivi nei confronti di 8 dirigenti medici ed un imprenditore, in quanto ritenuto profitto di alcuni dei reati contestati. Le articolate indagini &#8211; svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/Gruppo Tutela Spesa Pubblica Catanzaro della Guardia di Finanza e dal NAS dei Carabinieri di Catanzaro – che si sono articolate anche in attività di intercettazione e di perquisizioni, hanno consentito di rilevare come 8 dirigenti medici dell’A.O.U. “Renato Dulbecco”, con la complicità dell’ufficio ALPI, abbiano sistematicamente svolto, negli anni, attività intramoenia allargata (ossia presso studi privati, siti al di fuori dei locali ospedalieri) in violazione della normativa di settore, ossia gestendo in autonomia le visite, incassando dai pazienti– rigorosamente in contanti – il corrispettivo per le prestazioni erogate e provvedendo a versarne nelle casse dell’azienda ospedaliera di appartenenza solo una minima parte, in modo da dissimulare l’illiceità delle condotte perpetrate. Tale meccanismo è stato reso possibile dal sistematico e “organizzato” apporto delle due funzionarie e del dirigente (oggi in quiescenza) e dell’ufficio ALPI, i quali, ben consapevoli dell’illecita attività svolta dai professionisti, hanno fornito loro aiuto concreto per portare a termine i propositi criminosi, sia provvedendo ad accedere al sistema informatico dell’ospedale onde registrare ex post, con date fittizie, le prenotazioni delle poche visite che venivano “regolarizzate” dai professionisti, sia indirizzando direttamente a questi ultimi i pazienti intenzionati ad avvalersi di prestazioni sanitarie intramoenia.<br />
In alcuni casi, è stato rilevato che i medici svolgevano attività intramoenia, sempre con la complicità dei componenti dell’ufficio ALPI, durante l’ordinario orario di servizio, così contribuendo a non smaltire le liste d’attesa che, notoriamente, si caratterizzano per essere estremamente lunghe.<br />
<strong>I NOMI<br />
Ai domiciliari</strong><br />
Mafalda Condigliota;<br />
Giampiero Maglia;<br />
Marco Scicchitano;<br />
Anna Rita Procopio;<br />
Riccardo Sperlì;<br />
Roberto Iuliano;<br />
Rossella Viscomi;<br />
Luigi Mancuso;<br />
Maria Teresa Debora Lanatà;<br />
Maurizio Gigliotti;<br />
Antonio Attisani<br />
<strong>Presentazione alla pg</strong><br />
Giuseppe Perri<br />
<strong>Divieto di dimora a Catanzaro</strong><br />
Giuseppe Mauro</p>
<p>Inoltre, è stato rilevato come due dei medici coinvolti si siano sistematicamente avvalsi, nello svolgimento della loro attività intramoenia illecita, di infermieri dipendenti dell’Azienda ospedaliera di appartenenza, i quali sono risultati pienamente coinvolti nell’attività illecita, agevolandola con specifiche condotte autonome, quali, ad esempio, la riscossione – in contanti – dai pazienti del denaro relativo alle prestazioni sanitarie rese dai professionisti. Gli investigatori hanno anche riscontrato come uno di tali dirigenti medici abbia svolto, nel tempo, anche interventi di cataratta abusivi, sia presso una clinica privata – i cui amministratori erano ben consapevoli dell’illiceità della condotta del medico, legato da vincolo di esclusività all’A.O.U. Dulbecco – sia presso il suo studio privato. A fronte di tali interventi, allorquando i pazienti richiedevano fattura, egli provvedeva a farla emettere dai complici dell’ufficio ALPI, facendo loro rendicontare, tuttavia, una prestazione diversa, giacché gli interventi chirurgici non avrebbero potuto essere svolti in regime intramurario. Inoltre, sempre lo stesso dirigente medico – già attinto da ordinanza cautelare a gennaio del 2024 – con la complicità di due infermieri dipendenti della sua stessa azienda e di un imprenditore cosentino, anch’essi attinti dalla prefata ordinanza, ha sistematicamente impiegato – così come un altro dei dirigenti medici coinvolti – parte del denaro ritenuto provento di reato nella sua attività professionale, perlopiù grazie ad un sofisticato sistema di emissione di fatture per operazioni inesistenti. Le 2 società di capitali, che hanno consentito al medico di perpetrare una truffa ai danni dell’A.O. di appartenenza e, una di esse, anche di reimpiegare il denaro provento dell’attività criminosa, sono attualmente indagate per responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato, ai sensi del D. Lgs. n. 231/2001.</p>
<p>Dati gli elementi raccolti, è stato possibile ipotizzare, nei confronti di 6 dei dirigenti medici coinvolti, la sussistenza di un vincolo associativo che lega i medesimi con i componenti dell’ufficio ALPI, nonché con gli infermieri che da essi utilizzati per lo svolgimento dell’attività professionale intramuraria “allargata”. Infine, è emerso che uno dei dirigenti medici, già direttore dell’ufficio ALPI dell’A.O.U. “Renato Dulbecco”, il quale svolgeva e svolge attualmente l’attività di Doping Control Officer e Blood Control Officer per conto della Federazione Medico Sportiva Italiana, in ben 46 occasioni, ha prodotto documentazione (fatture per pasti, alberghi e spese di viaggio), del tutto fittizia, onde ottenere indebiti rimborsi dalla citata Federazione. Parimenti, in numerose occasioni, questi ha attestato falsamente la propria presenza in servizio, così procacciandosi un ingiusto profitto.<br />
L’attività svolta testimonia il costante presidio assicurato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, dalla Guardia di Finanza e dall’Arma dei Carabinieri nella tutela della spesa pubblica, con particolare riguardo al settore sanitario, finalizzato alla repressione delle più sofisticate forme di illecita gestione delle risorse pubbliche e delle frodi ai danni dello Stato, garantendo che quanto versato dai cittadini con le tasse torni alla collettività attraverso efficienti servizi.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="HQEULyzzsC"><p><a href="https://www.calabrianews.it/nomi-prestazioni-private-e-in-nero-alla-dulbecco-ecco-i-ruoli-dei-destinatari-delle-misure-cautelari/">NOMI-Prestazioni private e &#8220;in nero&#8221; alla &#8216;Dulbecco&#8217;: ecco i ruoli dei destinatari delle misure cautelari</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;NOMI-Prestazioni private e &#8220;in nero&#8221; alla &#8216;Dulbecco&#8217;: ecco i ruoli dei destinatari delle misure cautelari&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/nomi-prestazioni-private-e-in-nero-alla-dulbecco-ecco-i-ruoli-dei-destinatari-delle-misure-cautelari/embed/#?secret=UkBGxFQjyT#?secret=HQEULyzzsC" data-secret="HQEULyzzsC" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-catanzaro-alla-dulbecco-prestazioni-private-e-in-nero-durante-i-turni-in-ospedale-11-arresti/">VIDEO-Catanzaro, alla &#8216;Dulbecco&#8217; Prestazioni private e &#8220;in nero&#8221; durante i turni in ospedale: 11 arresti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nuova aggressione al Pronto soccorso ospedale di Locri: stavolta è toccato a due infermieri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nuova-aggressione-al-pronto-soccorso-ospedale-di-locri-stavolta-e-toccato-a-due-infermieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 12:25:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[Locri]]></category>
		<category><![CDATA[pronto]]></category>
		<category><![CDATA[soccorso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=314830</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 maggio due infermieri, in servizio al pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Locri, sono stati aggrediti. Sull&#8217;episodio sono in corso accertamenti. Non è il primo grave caso del genere che accade nel presidio ospedaliero della cittadina dello ionio che fa capo all&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, privo di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/nuova-aggressione-al-pronto-soccorso-ospedale-di-locri-stavolta-e-toccato-a-due-infermieri/">Nuova aggressione al Pronto soccorso ospedale di Locri: stavolta è toccato a due infermieri</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 maggio due infermieri, in servizio al pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Locri, sono stati aggrediti. Sull&#8217;episodio sono in corso accertamenti. Non è il primo grave caso del genere che accade nel presidio ospedaliero della cittadina dello ionio che fa capo all&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, privo di un posto fisso di polizia e dove si sono già verificati altri casi analoghi.</p>
<p>&#8220;Episodi come questo &#8211; è detto in una nota del sindacato Nursing Up &#8211; rappresentano segnali allarmanti che meritano l&#8217;attenzione immediata delle autorità competenti. Il sindacato, nel rispetto del proprio ruolo di rappresentanza dei professionisti della sanità, ribadisce la necessità di un rafforzamento delle misure di sicurezza all&#8217;interno delle strutture ospedaliere, con particolare riferimento ai servizi di emergenza-urgenza, contesti in cui si registra un&#8217;esposizione significativa a situazioni di stress e potenziale conflittualità&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nursing Up ritiene che le attuali misure di presidio e prevenzione risultino insufficienti, soprattutto nelle ore notturne. La presenza di un presidio fisso delle forze dell&#8217;ordine all&#8217;interno o in prossimità del Pronto Soccorso, ad esempio, rappresenterebbe un deterrente fondamentale e un supporto concreto al personale. A ciò si aggiunge una situazione di carenza di personale infermieristico e di supporto, già oggetto di attenzione sindacale e segnalata formalmente attraverso l&#8217;attivazione di uno stato di agitazione a livello territoriale. È indispensabile che le assegnazioni di personale avvengano secondo criteri coerenti con le esigenze assistenziali e con il rispetto delle normative contrattuali in vigore&#8221;</p>
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		<title>Vibo Valentia: detenuto aggredisce in carcere due infermieri, la denuncia dei sindacati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-valentia-detenuto-aggredisce-in-carcere-due-infermieri-la-denuncia-dei-sindacati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 16:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[detenuto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le organizzazioni sindacali FP CGIL (Luciano Contartese), CISL FP (Antonino D’Aloi), UIL FPL (Massimiliano Lo Gatto), NURSING UP (Giuseppe Gliozzi), FIALS (Domenico Pafumi) e NURSIND (Domenico La Bella) denunciano che due infermieri, durante il loro turno di servizio, sono stati brutalmente aggrediti da un detenuto nel carcere di Vibo Valentia. L&#8217;intervento tempestivo della Polizia Penitenziaria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le organizzazioni sindacali FP CGIL (Luciano Contartese), CISL FP (Antonino D’Aloi), UIL FPL (Massimiliano Lo Gatto), NURSING UP (Giuseppe Gliozzi), FIALS (Domenico Pafumi) e NURSIND (Domenico La Bella) denunciano che due infermieri, durante il loro turno di servizio, sono stati brutalmente aggrediti da un detenuto nel carcere di Vibo Valentia. L&#8217;intervento tempestivo della Polizia Penitenziaria ha permesso di fermare l&#8217;aggressore ed evitare il peggio, ma entrambi gli infermieri hanno comunque riportato lesioni. Ad avere la peggio una professionista per cui si sono rese necessarie le cure presso il pronto soccorso dell&#8217;Ospedale &#8216;Iazzolino&#8217;.</p>
<p>I rappresentanti sindacali denunciano &#8220;con fermezza il vile atto di violenza ed esprimono il diniego di ogni forma di violenza contro qualsiasi operatore sanitario. Non è tollerabile che un medico, un infermiere o altro operatore sanitario si rechi al lavoro senza avere la certezza di rientrare dai propri cari, senza essere vittima di maltrattamenti. La Violenza sta diventando un fenomeno sempre più preoccupante. Pertanto, chiediamo di incrementare le misure di sicurezza e di potenziare le misure organizzative ritenute necessarie per arginare il fenomeno, a partire dalla carenza di personale sanitario, premettendo che nessuna motivazione può giustificare la violenza&#8221;.</p>
<p>&#8220;La nostra solidarietà e vicinanza vanno a tutti i colleghi coinvolti, augurando loro una pronta ripresa. Tuttavia, dobbiamo affermare con chiarezza: Della solidarietà non ce ne facciamo nulla se non vengono prese le necessarie misure per contrastare questo clima di pericolo e aggressioni&#8221;- concludono i rappresentanti sindacali.</p>
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		<title>A Cosenza gli infermieri in piazza per la prevenzione: Oltre 400 esami gratuiti su corso Mazzini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Dec 2024 08:29:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli infermieri di Cosenza, da sempre in prima linea per la cura delle persone negli ospedali, nella quotidianità e nelle emergenze, sono scesi in piazza per avvicinarsi alla cittadinanza e fornire indicazioni sulle attività di prevenzione che tutti possono seguire. L&#8217;Opi di Cosenza, guidata dal presidente Fausto Sposato, ha svolto una giornata di prevenzione su [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli infermieri di Cosenza, da sempre in prima linea per la cura delle persone negli ospedali, nella quotidianità e nelle emergenze, sono scesi in piazza per avvicinarsi alla cittadinanza e fornire indicazioni sulle attività di prevenzione che tutti possono seguire. L&#8217;Opi di Cosenza, guidata dal presidente Fausto Sposato, ha svolto una giornata di prevenzione su corso Mazzini, in pieno centro cittadino, insieme alla commissione d&#8217;Albo degli infermieri ed agli infermieri pediatrici ed insieme agli studenti del secondo anno del corso di laurea di infermieristica.</p>
<p>&#8220;È stata una giornata molto partecipata. Centinaia di cittadini si sono fermati nei nostri punti per la misurazione della pressione arteriosa, della glicemia e della saturimetria&#8221;, spiega il presidente Sposato. &#8220;Abbiamo anche fatto delle dimostrazioni delle attività di primo soccorso e dei BLS per quanto riguarda la rianimazione cardiopolmonare&#8221;, aggiunge Sposato. Presenti gli istruttori BLS che hanno mostrato ai bambini, ai genitori, ai cittadini come si agisce in momenti critici per il primo soccorso. &#8220;L&#8217;Ordine delle professioni infermieristiche di Cosenza è sempre di fianco ai bisogni dei cittadini. Ci saranno altre giornate di prevenzione ed altre giornate formative&#8221;, assicurano dall&#8217;Opi. Da una parte la prevenzione e la misurazione dei parametri; dall&#8217;altra le infermiere pediatriche che hanno distribuito brochure per quanto riguarda le patologie stagionali che riguardano i bambini.</p>
<p>Il presidente, il consiglio elettivo e tutti gli organi dell&#8217;Ordine delle professioni infermieristiche hanno voluto fare la bellissima attività proprio nel momento in cui ci si avvicina alle festività di Natale: &#8220;abbiamo voluto far sentire la nostra vicinanza a chi oggi non può permettersi di poter eseguire anche degli esami semplici come la misurazione della glicemia e della pressione e anche della saturimetria&#8221;, dicono. Numeri importanti: oltre quattrocento cittadini e bambini che, tra un regalo e l&#8217;altro, si sono soffermati all&#8217;appuntamento pubblico con gli infermieri dell&#8217;Opi.<br />
&#8220;Abbiamo suscitato veramente la curiosità dei genitori, soprattutto per quanto riguarda la disostruzione delle vie aeree dei bambini per evitare incidenti da soffocamento e anche nei bambini che hanno voluto vedere come come si effettuano le manovre di primo soccorso e di rianimazione cardiopolmonare&#8221;, la chiosa.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-290404" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/CS-Infermieri2-300x159.jpg" alt="" width="640" height="339" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/CS-Infermieri2-300x159.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/CS-Infermieri2-768x408.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/CS-Infermieri2-791x420.jpg 791w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/CS-Infermieri2-696x370.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/CS-Infermieri2.jpg 896w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
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		<item>
		<title>Aggressioni a infermieri e operatori sanitari. Sposato (Opi Cosenza): management si costituisca parte civile</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/aggressioni-a-infermieri-e-operatori-sanitari-sposato-opi-cosenza-management-si-costituisca-parte-civile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 13:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Sposato]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[Opi Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano gli episodi di aggressione agli operatori sanitari, soprattutto medici ed infermieri. È questa la vera motivazione per cui molti &#8220;scappano&#8221; per trovare rifugio in altre unità operative oppure rinunciano all&#8217;incarico. &#8220;Serve a poco inaugurare nuovi spazi e dare l&#8217;immagine che tutto è cambiato, quando tutto resta uguale, appare come la solita strategia gattopardiana. L&#8217;Opi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano gli episodi di aggressione agli operatori sanitari, soprattutto medici ed infermieri. È questa la vera motivazione per cui molti &#8220;scappano&#8221; per trovare rifugio in altre unità operative oppure rinunciano all&#8217;incarico. &#8220;Serve a poco inaugurare nuovi spazi e dare l&#8217;immagine che tutto è cambiato, quando tutto resta uguale, appare come la solita strategia gattopardiana. L&#8217;Opi di Cosenza intende denunciare pubblicamente la grave situazione di insicurezza in cui versa il P.S. di Cosenza ed invitano il management dell&#8217;Azienda Ospedaliera a mettere in atto tutto quanto necessario a garantire la sicurezza degli operatori e ripristinare le regole negli accessi, chiedendo quali provvedimenti, immediati, intenda attuare per debellare il fenomeno delle aggressioni&#8221;. Fausto Sposato, presidente degli infermieri cosentini, difende l&#8217;intera categoria.<br />
E pone alcune questioni al management dell&#8217;azienda ospedaliera di Cosenza. &#8220;Da troppo tempo si sorvola sull&#8217;argomento per non affrontarlo ma oggi non è più possibile alcun rinvio. Alla luce dell&#8217;ennesimo grave episodio accaduto al Pronto Soccorso di Cosenza e che ha avuto come protagonista, suo malgrado, un infermiere, visto che la situazione è diventata insostenibile, l&#8217;Ordine degli Infermieri di Cosenza interviene a difesa dei propri iscritti&#8221;, assicura Sposato.</p>
<p>Come riportato da alcuni quotidiani, pare che esista un fantomatico &#8220;saltafila&#8221;. Per Sposato, &#8220;nel caso fosse vero sarebbe un fatto gravissimo oltre che illegale ed illegittimo; diversamente si dovrebbero diffidare gli organi di stampa dal pubblicare tali notizie che generano destabilizzazione tra gli utenti e che non rendono credibile i percorsi di accesso. Di sicuro qualche falla organizzativa c&#8217;è stata altrimenti non sarebbe successo nulla: pertanto chiediamo di individuare le responsabilità ed intervenire&#8221;, spiega. E poi: &#8220;Non abbiamo contezza del numero dei vigilanti per turno ma ci chiediamo, viste le continue aggressioni, se il numero sia proporzionato al numero degli accessi. Bisognerebbe capire come mai il punto maggiormente strategico e critico dell&#8217; azienda ospedaliera, che è il Pronto Soccorso, non ha ancora un coordinatore di ruolo visto che ben tre vincitori hanno, stranamente, rinunciato. Ci auguriamo che l&#8217;A.O. di Cosenza si costituisca parte civile al fine di tutelare la propria immagine e quella dei propri dipendenti. Episodi così non possono restare impuniti. Gli operatori vanno tutelati altrimenti si rischia il collasso ed il degrado morale e civile, in barba ad ogni regola, anche di buonsenso&#8221;, la denuncia pubblica dell&#8217;Opi.</p>
<p>Per tutto cio, gli infermieri confidano nella volontà del &#8220;management aziendale&#8221; di volere risolvere definitivamente la questione affrontandola ed impegnandosi a risolvere le criticità presenti. Diversamente riterremo anche loro corresponsabili di eventuali altri episodi e denunceremo il tutto agli organi superiori. Agli operatori va tutto il nostro sostegno e li invitiamo a denunciare qualunque forma di prevaricazione e di violenza, anche verbale. In questo appello abbiamo incontrato anche la solidarietà del Presidente dell&#8217;Ordine dei Medici di Cosenza con il quale ci siamo confrontati&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Sanità, Occhiuto: “In Calabria più di mille infermieri inabili al lavoro, si faccia chiarezza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 13:02:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[inidonei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“In Calabria abbiamo più di mille infermieri inidonei a fare il loro lavoro”. A renderlo noto è il presidente della Regione Roberto Occhiuto, commissario della sanità calabrese, con un video sul suo profilo Facebook. “Vengono pagati come infermieri ma – prosegue Occhiuto – non lavorano perché hanno portato dei certificati nelle aziende sanitarie ospedaliere nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fcalabrianews.it%2Fvideos%2F1512493216327583%2F&amp;show_text=false&amp;width=267&amp;t=0" width="267" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>“In Calabria abbiamo più di mille infermieri inidonei a fare il loro lavoro”. A renderlo noto è il presidente della Regione Roberto Occhiuto, commissario della sanità calabrese, con un video sul suo profilo Facebook.</p>
<p>“Vengono pagati come infermieri ma – prosegue Occhiuto – non lavorano perché hanno portato dei certificati nelle aziende sanitarie ospedaliere nel corso degli anni e sono stati giudicati inabili al lavoro da parte dei medici. L’ho scoperto perché quando ho fatto il piano delle assunzioni per le aziende sanitarie ospedaliere ho detto alle aziende sanitarie quanto personale sanitario potessero e dovessero assumere, e mi hanno detto che potevamo assumere soltanto 7 infermieri perché mille non potevano lavorare, erano pagati ma non potevano lavorare perché avevano portato questi certificati medici.</p>
<p>Ora – intendiamoci – se c’e’ una inidoneità determinata da una patologia che impedisce il lavoro a questi infermieri, benissimo, ma quando in alcune aziende vedo che c’è una percentuale di inabili 4-5 volte più alta rispetto alla media nazionale, non è giusto. Ci sono tanti bravi infermieri in Calabria che lavorano con diligenza e impegno e che si caricano anche il lavoro di quelli che sono pagati ma non fanno il lavoro di infermiere perché altri medici li hanno giudicati inidonei. Ho informato le autorità competenti perchè – conclude Occhiuto – si faccia chiarezza al piu’ presto”.</p>
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		<item>
		<title>Cosenza, 14 su 27 infermieri chiedono il trasferimento dalla sala operatoria dell&#8217;ospedale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-14-su-27-infermieri-chiedono-il-trasferimento-dalla-sala-operatoria-dellospedale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2024 07:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[operatoria]]></category>
		<category><![CDATA[sala]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quattordici infermieri strumentisti, su 27, hanno chiesto il trasferimento dalla Sala Operatoria dell’Ospedale Annunziata di Cosenza ad altre unità operative. Lasciando il reparto sguarnito e in estrema difficoltà. La denuncia pubblica arriva attraverso una nota a firma del segretario Generale CGIL Cosenza, Massimiliano Ianni e del segretario Generale FP CGIL Cosenza, Alessandro Iuliano. Nota in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quattordici infermieri strumentisti, su 27, hanno chiesto il trasferimento dalla Sala Operatoria dell’Ospedale Annunziata di Cosenza ad altre unità operative. Lasciando il reparto sguarnito e in estrema difficoltà. La denuncia pubblica arriva attraverso una nota a firma del segretario Generale CGIL Cosenza, Massimiliano Ianni e del segretario Generale FP CGIL Cosenza, Alessandro Iuliano. Nota in cui denunciano la mancata applicazione da parte dell’Azienda sanitaria di una serie di disposizioni e di una Sanità sempre più “insostenibile”. La Camera del Lavoro e la Fp Cgil di Cosenza tornano, quindi, a denunciare le gravi criticità segnalate dagli infermieri della Sala Operatoria dell’Ospedale Annunziata di Cosenza. Criticità dovute in parte a un organico infermieristico ridotto all’osso e in parte a un clima interno deteriorato a causa di una gestione organizzativa, a dir poco rivedibile, che richiede interventi immediati e urgenti onde evitare conseguenze ancora più gravi.</p>
<p>&#8220;È di qualche giorno fa – si legge nella nota – la notizia del trasferimento di uno dei 14 professionisti strumentisti, mentre altri attendono di essere mobilitati in altre Unità operative la carenza di personale porta al reclutamento di personale esterno alla Sala Operatoria, che, qualora non abbia una preparazione adeguata, non potrà garantire gli standards previsti per il paziente e per i colleghi in turno all’interno delle sale, aggravando di conseguenza il lavoro del personale presente e, soprattutto, garantendo un livello di qualità e di sicurezza inferiore rispetto a quello che si ottiene con il personale interno. Una situazione che, con l’arrivo dell’estate e i turni di ferie, diventerà insostenibile&#8221;.</p>
<p>Le richieste di trasferimento appaiono al sindacato come un chiaro segnale al Commissario, Vitaliano De Salazar, e al Capo Dipartimento Sitra, Carla Catania. Denunciano un’insostenibile situazione lavorativa in un clima deteriorato da continui scontri da parte di chi li gestisce, mettendo così a rischio l’operato del professionista e, soprattutto, l’assistenza diretta al paziente.<br />
Dalla Cgil ricordano poi tutta una serie di notizie sulla situazione delle sale operatorie all’Annunziata, dalle sale infette (<em>quando fu trovata una mosca in sala operatoria</em>) al personale che vi accede all’interno senza giusta vestizione, sugli eventi avversi (la garza dimenticata in addome e paziente rioperato in urgenza che il Commissario avrebbe definito un evento accadibile e ripetibile nonché normale), la cui causa, sostengono i sindacati, è da imputare alla carenza di personale.</p>
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