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	<title>incendio doloso Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Incendio doloso in un palazzo: arrestato imprenditore calabrese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 11:08:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore calabrese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un imprenditore edile di 48 anni di origini calabresi, ma residente a Chiavari (GE) è stato arrestato dai Carabinieri di Sestri Levante, nell&#8217;operazione denominata “Flashover”: l&#8217;uomo è considerato mandante e organizzatore dell’incendio doloso del 1° luglio 2020, che distrusse una palazzina residenziale di tre piani a Villa Oneto, nel comune di San Colombano Certenoli, in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un <strong>imprenditore edile di 48 anni</strong> di origini calabresi, ma residente a Chiavari (GE) è stato arrestato dai Carabinieri di Sestri Levante, nell&#8217;operazione denominata “Flashover”: l&#8217;uomo è considerato mandante e organizzatore dell’incendio doloso del 1° luglio 2020, che distrusse una palazzina residenziale di tre piani a Villa Oneto, nel comune di San Colombano Certenoli, in provincia di Genova.</p>
<p>Le indagini condotte dai militari e coordinate dal sostituto procuratore Gabriella Dotto hanno potuto accertarne la <strong>natura dolosa</strong>. Dal minuzioso sopralluogo eseguito dai Carabinieri, in collaborazione con la squadra di polizia giudiziaria dei Vigili del Fuoco, è stata rinvenuta la presenza di <strong>sostanze acceleranti</strong> nel punto di origine, e per cui lo scorso luglio i militari avevano arrestato tre uomini: un manovale 48enne di origini calabresi e due fratelli residenti nel Tigullio, rispettivamente di 43 e di 29 anni, tutti ritenuti a vario titolo coinvolti nella pianificazione e nell’esecuzione del rogo.</p>
<p>Le successive indagini hanno permesso di risalire al mandante, ovvero un imprenditore edile: l’uomo era titolare, infatti, dell’impresa che nel settembre 2020 aveva stipulato con la società proprietaria dell’immobile un contratto per la ricostruzione dell’edificio distrutto. <em>Secondo l’ipotesi degli inquirenti</em>, l’incendio sarebbe stato commissionato proprio dall’uomo per ottenere l’appalto dei lavori di ricostruzione.</p>
<p>I <strong>600mila euro di assicurazione</strong> post incendio sarebbero serviti per finanziare la ristrutturazione. Dalle indagini è emerso che la riqualificazione “ante incendio” era stata appaltata ad un’altra società, sempre in qualche modo riconducibile allo stesso imprenditore calabrese. I risultati di quella prima ristrutturazione, però, erano viziati da gravi errori. Da qui, <em>spiegano i militari</em>, presumibilmente la decisione di dare alle fiamme l’immobile per “risanarli”.</p>
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		<title>Pene inasprite per chi appicca un incendio doloso</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pene-inasprite-per-chi-appicca-un-incendio-doloso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2021 08:09:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[condanne]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio]]></category>
		<category><![CDATA[incendio doloso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo La proclamazione dello stato d&#8217;emergenza del 26 agosto scorso per Calabria, Molise, Sardegna e Sicilia, maggiormente colpite dagli incendi delle ultime settimane, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge con l&#8217;obiettivo «di rafforzare le azioni di prevenzione e migliorare le capacità di lotta attiva agli incendi». Questo si traduce con nuove pene, più lunghe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo La proclamazione dello<strong> stato d&#8217;emergenza del 26 agosto</strong> scorso per <strong>Calabria</strong>, Molise, Sardegna e Sicilia, maggiormente colpite dagli incendi delle ultime settimane, il Consiglio dei Ministri ha approvato <strong style="font-style: inherit;">un decreto-legge</strong> con l&#8217;obiettivo «<em>di rafforzare le azioni di prevenzione e migliorare le capacità di lotta attiva agli incendi</em>».</p>
<p>Questo si traduce con nuove pene, più lunghe e severe, per chi appicca un incendio.</p>
<p>Oltre all&#8217;inasprimento delle sanzioni prevede il potere sostitutivo delle Regioni nel caso i Comuni non provvedano ad aggiornare nei tempi previsti il catasto dei terreni incendiati, <strong>affida alla Protezione Civile</strong> la redazione di un Piano Nazionale triennale di aggiornamento tecnologico delle azioni di prevenzione e lotta attiva agli incendi e stanzia 100 milioni nel triennio 2021-2023 in favore degli enti territoriali impegnati nella lotta attiva agli incendi boschivi. «Il provvedimento &#8211; sottolinea una nota del Ministero dell&#8217;Agricoltura, Mipaaf &#8211; ridisegna la governance della prevenzione incendi e le risorse finanziarie per potenziare la capacità operativa delle componenti statali impegnate nella lotta ai roghi, con specifiche previsioni a favore delle infrastrutture di isole minori e aree interne».</p>
<p>«Il decreto &#8211; spiega la nota del Consiglio dei Ministri &#8211;<strong> inasprisce le sanzioni sia amministrative che penali</strong>, in particolare per l&#8217;ipotesi in cui ad appiccare il fuoco sia chi avrebbe invece il compito di tutelare il territorio (viene, al riguardo, introdotta una specifica aggravante) e mira a colpire gli interessi degli autori degli illeciti, ad incentivare la collaborazione con le indagini e a favorire condotte volte alla riparazione del danno causato.</p>
<p>Una<strong> condanna per incendio doloso</strong> non inferiore a due anni comporta, inoltre, per il dipendente pubblico l&#8217;estinzione del rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione e l&#8217;interdizione dalla possibilità di prestare servizi nell&#8217;ambito della lotta agli incendi. Come già avviene per il ravvedimento operoso previsto per i reati ambientali, si introduce un&#8217;attenuante per chi, prima dell&#8217;inizio del processo, provveda alla messa in sicurezza e, ove possibile, al ripristino dei luoghi, salvo che a provocare l&#8217;incendio doloso sia chi prestava servizio nell&#8217;ambito della prevenzione e della lotta attiva contro gli incendi».</p>
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