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	<title>imprese Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Tirreno Cosentino, scoperti lavoratori senza contratto: 4 proposte di sospensione di attività imprenditoriale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 08:33:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della stagione estiva, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza ha disposto, nell’ambito del più vasto piano di azione disposto dal Comando Regionale Calabria, l’intensificazione dell’azione di controllo economico del territorio sulle fasce costiere, volta al contrasto dell’“economia sommersa” e dell’importazione e vendita di prodotti contraffatti ovvero non conformi agli standard [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della stagione estiva, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza ha disposto, nell’ambito del più vasto piano di azione disposto dal Comando Regionale Calabria, l’intensificazione dell’azione di controllo economico del territorio sulle fasce costiere, volta al contrasto dell’“economia sommersa” e dell’importazione e vendita di prodotti contraffatti ovvero non conformi agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale ed europea. In tale ambito, i finanzieri della Compagnia di Paola e delle dipendenti Tenenze di <strong>Scalea, Cetraro e Amantea</strong>, hanno eseguito coordinati e mirati accertamenti su tutto il litorale Tirreno Cosentino, con particolare riguardo a strutture turistico/ricettive, stabilimenti balneari, di somministrazione di alimenti e bevande, ovvero di vendita di articoli anche in forma ambulante.</p>
<p>I controlli esperiti hanno consentito di riscontrare, tra fine giugno e nel corso del mese di luglio, <strong>la presenza di 28 persone intente a prestare la propria mansione lavorativa in assenza di un regolare contratto</strong>, pertanto riconducibili a un rapporto di “lavoro nero” non dichiarato, con la conseguente formulazione di <strong>n. 4 proposte di sospensione dell’attività imprenditoriale</strong>, nr. 181 irregolarità in materia di corretta certificazione dei corrispettivi e di sottoporre a sequestro circa 1.000 articoli non conformi posti in vendita al pubblico. Le attività eseguite costituiscono uno dei principali obiettivi della Guardia di Finanza, atteso che l’economia sommersa e illegale arreca danni all’intero sistema economico nazionale perché sottrae risorse all’Erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati, può cagionare un concreto pericolo per la salute e l’incolumità dei potenziali acquirenti, in particolare per i bambini, e compromette la leale e sana competizione tra le imprese.</p>
<p>L’impegno della Guardia di Finanza proseguirà nel corso della stagione estiva nel presidio della legalità economica, nella tutela della concorrenza leale e dei consumatori e nel contrasto a ogni forma di abusivismo commerciale.</p>
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		<title>EBAC lancia il &#8220;Bonus Estate 2026&#8221;: 100Mila euro a sostegno di lavoratori e imprese artigiane calabresi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 17:08:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Via libera al Bilancio consolidato 2025 e al nuovo Bonus Estate 2026. È quanto deliberato dall’Assemblea ordinaria annuale dei soci dell’EBAC – Ente Bilaterale Artigianato Calabria – riunitasi questa mattina presso la Casa della Bilateralità Artigiana Calabrese. L’assemblea, oltre ad approvare il bilancio al 31 dicembre 2025, ha ratificato il nuovo bando che prevede l’erogazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Via libera al Bilancio consolidato 2025 e al nuovo Bonus Estate 2026. È quanto deliberato dall’Assemblea ordinaria annuale dei soci dell’EBAC – Ente Bilaterale Artigianato Calabria – riunitasi questa mattina presso la Casa della Bilateralità Artigiana Calabrese. L’assemblea, oltre ad approvare il bilancio al 31 dicembre 2025, ha ratificato il nuovo bando che prevede l’erogazione di un contributo una tantum di 500 euro destinato ai lavoratori e ai titolari di imprese artigiane iscritti al sistema della bilateralità. La misura, finanziata con uno stanziamento complessivo di 100 mila euro, consentirà l’assegnazione di 200 bonus, di cui 160 destinati ai lavoratori e 40 ai titolari di impresa. Per accedere al contributo, i lavoratori dovranno risultare iscritti all’EBAC da almeno 36 mesi. Per i datori di lavoro, invece, il beneficio sarà riconosciuto esclusivamente alle imprese che abbiano rispettato nel tempo gli obblighi contrattuali di contribuzione alla bilateralità artigiana, con verifica della regolarità contributiva relativa agli ultimi cinque anni. <em>«Siamo particolarmente soddisfatti di questa misura – </em>afferma il presidente dell’EBAC, Francesco Pellegrini<em> – perché rappresenta un riconoscimento concreto per chi fa impresa in maniera corretta e trasparente e per quei lavoratori ai quali devono essere garantiti non soltanto i diritti salariali, ma anche i diritti di welfare previsti dalla contrattazione collettiva».</em></p>
<p>Il Bonus Estate 2026 si inserisce nel percorso che da anni vede l’ente impegnato nell’erogazione di strumenti di welfare contrattuale e sostegno al reddito rivolti al comparto artigiano calabrese, uno dei pilastri del sistema produttivo regionale. La bilateralità artigiana, infatti, integra le tutele previste dai contratti collettivi e rappresenta un punto di riferimento sia per le imprese che per i lavoratori. Il bando è stato pubblicato contestualmente alla ratifica dell’assemblea e le domande potranno essere presentate a partire dalla mezzanotte di oggi. Per il vicepresidente EBAC, Benedetto Cassalia, il nuovo intervento rappresenta una risposta concreta alle difficoltà che molte famiglie stanno affrontando: <em>«Questa misura potrà dare respiro a circa 160 famiglie di lavoratori che, proprio durante il periodo estivo, vedono aumentare sensibilmente le spese quotidiane, mentre i salari restano sostanzialmente invariati. Per questo riteniamo fondamentale continuare a mettere in campo strumenti di sostegno come quello approvato oggi».</em></p>
<p>Cassalia ha inoltre confermato la volontà dell’Ente di rafforzare ulteriormente il proprio impegno sul fronte delle prestazioni sociali e del welfare integrativo. <em>«L’esperienza maturata negli ultimi anni – ha sottolineato – dimostra che queste misure producono effetti concreti e rappresentano un valido supporto per il comparto artigiano. Per questo continueremo a lavorare affinché interventi di questo tipo possano essere proposti con sempre maggiore frequenza». </em>Con il Bonus Estate 2026, l’EBAC conferma dunque la propria attenzione verso il mondo dell’artigianato calabrese, premiando la regolarità contributiva delle imprese e sostenendo concretamente i lavoratori in una fase economica caratterizzata da un costante aumento del costo della vita.</p>
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		<item>
		<title>Controlli sul lavoro nel Cosentino: irregolarità in 18 imprese edili su 19 e in nove lidi-stabilimenti balneari su 10</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/controlli-sul-lavoro-nel-cosentino-irregolarita-in-18-imprese-edili-su-19-e-in-nove-lidi-stabilimenti-balneari-su-10/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 08:13:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Raffica di controlli sul lavoro e diffuse irregolarità nel Cosentino. E&#8217; quanto emerso dalle verifiche nei cantieri edili e nelle attività di allestimento di lidi e stabilimenti balneari che, nelle ultime due settimane, sono stati intensificati dall&#8217;Ispettorato territoriale del lavoro di Cosenza. Su 19 imprese edili controllate 18 sono risultate irregolari. Irregolari nove lidi-stabilimenti balneari [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Raffica di controlli sul lavoro e diffuse irregolarità nel Cosentino. E&#8217; quanto emerso dalle verifiche nei cantieri edili e nelle attività di allestimento di lidi e stabilimenti balneari che, nelle ultime due settimane, sono stati intensificati dall&#8217;Ispettorato territoriale del lavoro di Cosenza. Su 19 imprese edili controllate 18 sono risultate irregolari. Irregolari nove lidi-stabilimenti balneari su 10. L&#8217;attività ispettiva, coordinata dallo Iam di Reggio Calabria, ha riguardato il litorale tirrenico e jonico cosentino e le aree urbane Cosenza-Rende, Corigliano-Rossano e Castrovillari. Esaminate anche &#8211; spiega in una nota l&#8217;Ispettorato &#8211; 54 posizioni lavorative, di cui 28 sono risultate irregolari; di queste ultime 18 erano prive di copertura assicurativa e di regolare assunzione.</p>
<p>Per 12 aziende è scattata la sospensione dell&#8217;attività: sei per lavoro nero, due per gravi violazioni in materia di sicurezza e quattro sia per lavoro nero sia per gravi violazioni in materia di sicurezza. Le somme aggiuntive irrogate per la sospensione delle attività imprenditoriali ammontano a 44.000 euro. Trentanove le prescrizioni adottate in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che hanno riguardato principalmente violazioni per mancanza del Dvr e del Pos; per omessa sorveglianza sanitaria; mancata formazione e informazione ai lavoratori; mancanza dei dispositivi di sicurezza; per impalcati e ponteggi non a norma e cantieri privi di recinzione; per lo stoccaggio e l&#8217;evacuazione del materiale di risulta e per l&#8217;inidoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie.</p>
<p>Le ammende contestate ammontano a oltre 98.000 euro. Diciotto le maxisanzioni irrogate per l&#8217;impiego di lavoratori in nero pari, complessivamente, a 70.200 euro. Per le altre violazioni amministrative accertate (orario di lavoro, omesse/infedeli registrazioni sul Lul) le sanzioni amministrative ammontano, invece, a 67.100 euro.</p>
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		<item>
		<title>Al via la manifestazione dedicata a giovani, imprese e politiche attive: recruiting di oltre 400 posti di lavoro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/al-via-la-manifestazione-dedicata-a-giovani-imprese-e-politiche-attive-recruiting-di-oltre-400-posti-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 15:17:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lavoro non rappresenta soltanto un obiettivo economico, ma costituisce una vera e propria infrastruttura sociale fondata su dignità, autonomia, crescita e futuro. Con questa forte premessa nasce “Il Lavoro Chiama”, l’importante iniziativa promossa dal Dipartimento Lavoro, Imprese e Aree Produttive della Regione Calabria nell’ambito dell’Operazione di Importanza Strategica denominata “Territori in Azione” e finanziata con i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il lavoro non rappresenta soltanto un obiettivo economico, ma costituisce una vera e propria infrastruttura sociale fondata su dignità, autonomia, crescita e futuro. Con questa forte premessa nasce <strong>“Il Lavoro Chiama”, l’importante iniziativa promossa dal Dipartimento Lavoro, Imprese e Aree Produttive della Regione Calabria</strong> nell’ambito dell’Operazione di Importanza Strategica denominata “Territori in Azione” e finanziata con i fondi europei PR 21-27. <strong>Dal 26 al 28 maggio, l’ente Fiera “Giovanni Colosimo” di Catanzaro</strong> si trasformerà in un ecosistema vivo, operativo e partecipato, dove la Calabria si racconta e si mette concretamente in gioco. L’ambizione della manifestazione è tanto chiara quanto concreta, ovvero trasformare le politiche pubbliche in occasioni reali di incontro e di contaminazione tra persone, imprese e istituzioni del territorio. L’intera area fieristica è stata concepita per riprodurre le dinamiche di una grande piazza contemporanea strutturata in spazi interattivi. Al centro si svilupperà l’<strong>Agorà del Lavoro</strong>, il vero e proprio cuore pulsante dell’iniziativa destinato a ospitare le sessioni plenarie e i confronti istituzionali. Attorno a questa cornice si attiveranno le <strong>Officine del Lavoro</strong>, ambienti dinamici in cui si offriranno orientamento e consulenza specialistica. E, poi, l’<strong>Area Matching</strong> concepita per rispondere ai bisogni delle imprese locali e offrire un accesso qualificato al mercato del lavoro: <strong>oltre 400 i posti disponibili</strong>, a tempo determinato e indeterminato, con aziende provenienti da tutto il territorio regionale e da diversi settori produttivi che si avvicenderanno nella tre giorni. Per candidarsi: <a href="https://lavoro.regione.calabria.it/il-lavoro-chiama/planning-colloqui-aziendali-il-lavoro-chiama/">https://lavoro.regione.calabria.it/il-lavoro-chiama/planning-colloqui-aziendali-il-lavoro-chiama/</a></p>
<p>L’iniziativa si caratterizza per una straordinaria sinergia istituzionale che vede la presenza centrale e strategica del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Sviluppo Lavoro Italia, a testimonianza della forte convergenza tra le linee d’indirizzo nazionali e l’attuazione delle politiche sul territorio calabrese. Accanto a loro, il prezioso contributo di Assolavoro permetterà di analizzare a fondo le dinamiche e i trend del mercato a livello globale e locale. Il quadro operativo regionale si completa con il ruolo fondamentale e integrato di Fincalabra e di Arpal Calabria. “Questa tre giorni – afferma l’assessore regionale al Lavoro, Politiche del lavoro e Formazione, Giovanni Calabrese, non vuole essere una semplice vetrina o un momento teorico, ma rappresenta il punto di atterraggio di un percorso ambizioso volto a capovolgere il paradigma delle politiche per l’occupazione in Calabria. Stiamo lavorando per innovare i Centri per l’Impiego e per costruire una filiera della formazione che sia finalmente speculare alle reali esigenze del mercato produttivo. L’obiettivo è rimettere al centro la dignità della persona, offrendo ai giovani risposte concrete e percorsi di crescita reali affinché non siano più costretti ad abbandonare la propria terra, ma possano diventarne il principale motore di sviluppo.”</p>
<p>L’evento si propone come un vero e proprio incubatore di fiducia per le nuove generazioni, con l’obiettivo di dimostrare ai giovani calabresi che costruire una carriera d’eccellenza nella propria terra è una realtà concreta. Questo messaggio motivazionale passerà attraverso il racconto diretto e le testimonianze di imprenditori, manager e professionisti che hanno scelto di investire e innovare in Calabria. Il cuore istituzionale dei contenuti si focalizza sulle strategie regionali legate all’Obiettivo di Policy 4, dedicato a occupazione, giovani e istruzione. Al centro del dibattito ci sarà la modernizzazione dei Centri per l’Impiego come ponte efficace tra domanda e offerta, traducendo le politiche in strumenti pratici e incentivi attivi, come il PADEL, a supporto dell’intera economia locale. Un pilastro fondamentale sarà la sinergia tra formazione ed eccellenza territoriale, valorizzando il ruolo degli ITS Academy per il turismo e le filiere locali, e presentando il progetto di un grande hub universitario integrato che unisce i tre Atenei calabresi. Ampio spazio sarà inoltre dedicato a riflessioni profonde su legalità, sicurezza, dignità del lavoratore e carriere nelle Forze Armate e dell’Ordine, senza trascurare la tutela dei diritti e della privacy dei cittadini nell’era digitale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/al-via-la-manifestazione-dedicata-a-giovani-imprese-e-politiche-attive-recruiting-di-oltre-400-posti-di-lavoro/">Al via la manifestazione dedicata a giovani, imprese e politiche attive: recruiting di oltre 400 posti di lavoro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Imprese colpite dal ciclone Harry: online piattaforma per richiesta immediata erogazione ristori</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/imprese-colpite-dal-ciclone-harry-online-piattaforma-per-richiesta-immediata-erogazione-ristori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 15:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da oggi, e fino alle ore 16 del 4 giugno 2026, le imprese che hanno subito ingenti danni a seguito del violento ciclone Harry che ha colpito il territorio calabrese nello scorso mese di gennaio, e che hanno presentato la domanda tramite la piattaforma del dipartimento Protezione civile della Regione Calabria per l&#8217;immediata ripresa, potranno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi, e fino alle ore 16 del 4 giugno 2026, le imprese che hanno subito ingenti danni a seguito del violento ciclone Harry che ha colpito il territorio calabrese nello scorso mese di gennaio, e che hanno presentato la domanda tramite la piattaforma del dipartimento Protezione civile della Regione Calabria per l&#8217;immediata ripresa, potranno richiedere l&#8217;erogazione del ristoro (<em>nella misura già richiesta al dipartimento Protezione civile</em>) fino a un massimo di 20mila euro, mediante la piattaforma www.bandifincalabra.it. Per velocizzare i tempi di erogazione, e offrire un sostegno concreto e immediato alle imprese colpite, la Regione Calabria ha sottoscritto un accordo con Fincalabra ed è stata attivata la piattaforma dedicata alla raccolta delle richieste di erogazione del ristoro. L&#8217;obiettivo è quello di anticipare le risorse necessarie consentendo alle attività produttive di ripartire senza dover attendere i tempi più lunghi delle procedure ordinarie.</p>
<p>Tra i beneficiari rientrano ovviamente anche le attività titolari di concessioni balneari che potranno, così, procedere rapidamente agli interventi necessari per la ripresa e per garantire l&#8217;apertura in vista della stagione estiva. Sono complessivamente 297 le attività produttive che hanno richiesto la misura della immediata ripresa tramite la piattaforma della Protezione Civile, più altre 40 che hanno segnalato danni connessi all&#8217;aumento di resilienza. Dal governo nazionale sono già state trasferite alla Protezione Civile le risorse relative all&#8217;emergenza: 31,9 milioni di euro, dei quali 5,2 milioni di euro destinati esclusivamente alle imprese per l&#8217;attivazione della misura della immediata ripresa. Tuttavia, come previsto dalla normativa vigente, l&#8217;accesso a tali fondi è subordinato a un iter burocratico che prevede l&#8217;anticipazione delle spese da parte dei beneficiari e la relativa rendicontazione, con poi la successiva richiesta di rimborso. Nelle more, può essere chiesta l&#8217;anticipazione del ristoro tramite Fincalabra.</p>
<p>In questa prima fase la misura riguarda esclusivamente le attività produttive. Parallelamente, la Regione Calabria sta già lavorando per estendere l&#8217;intervento anche alle abitazioni principali e, successivamente, alle seconde case, con l&#8217;obiettivo di assicurare ristori tempestivi anche ai cittadini. &#8220;<em>L&#8217;iniziativa – </em>affermano il vicepresidente della Regione Calabria, Filippo Mancuso, e l&#8217;assessore al Turismo, Giovanni Calabrese<em> – nasce con l&#8217;obiettivo di fornire un sostegno tempestivo e concreto al sistema produttivo duramente colpito dal ciclone Harry. L&#8217;anticipo delle risorse rappresenta un passo decisivo per consentire alle imprese di riprendere rapidamente le proprie attività, rilanciare l&#8217;economia del territorio e contenere gli effetti delle procedure amministrative, spesso lunghe e complesse. La sinergia con Fincalabra si conferma uno strumento efficace, che intendiamo ulteriormente potenziare ed estendere per assicurare interventi sempre più rapidi e funzionali a beneficio della comunità&#8221;</em>.</p>
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		<title>Allarme Confartigianato Calabria: più del 50% delle figure richieste è difficile da reperire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 10:33:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il sistema produttivo calabrese è di fronte a una sfida strutturale che non può più essere rinviata: senza un ricambio generazionale adeguato, il futuro dell&#8217;artigianato e delle micro e piccole imprese è a rischio. È quanto emerge con chiarezza dal report dell&#8217;Osservatorio MPI di Confartigianato Imprese Calabria, che evidenzia una crescente difficoltà nel reperire personale, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il sistema produttivo calabrese è di fronte a una sfida strutturale che non può più essere rinviata: senza un ricambio generazionale adeguato, il futuro dell&#8217;artigianato e delle micro e piccole imprese è a rischio. È quanto emerge con chiarezza dal report dell&#8217;Osservatorio MPI di Confartigianato Imprese Calabria, che evidenzia una crescente difficoltà nel reperire personale, soprattutto giovane, in un contesto segnato dall&#8217;invecchiamento della popolazione e dalla riduzione della forza lavoro disponibile. I numeri parlano chiaro. In Calabria il comparto artigiano conta 51.383 addetti, pari al 17,7% dell&#8217;occupazione complessiva, e genera il 7,9% del valore aggiunto regionale. Eppure, a fronte di 13.220 ingressi programmati nel 2025, ben 6.840 risultano di difficile reperimento, pari al 51,7% del totale, un dato superiore di oltre 7 punti rispetto alla media generale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il problema si aggrava quando si guarda ai giovani: su 3.510 figure under 30 ricercate, oltre la metà – il 56,1% – è difficile da trovare. Una dinamica che si inserisce in un quadro demografico critico: nei prossimi 25 anni è previsto un aumento del 17,2% degli over 65 e una riduzione del 32,5% degli under 35, con effetti diretti sulla disponibilità di manodopera. Negli ultimi dieci anni, inoltre, si è registrato un vero e proprio squilibrio generazionale: gli artigiani over 55 sono cresciuti del 44,4%, mentre gli under 35 sono diminuiti del 52%. In questo scenario, la domanda di giovani cresce ed è sempre più strategica. Nel 2025 gli ingressi di under 30 rappresentano il 26,6% del totale, in aumento rispetto al 2021, a differenza di quanto accade nel resto del mercato del lavoro, dove la quota giovanile è in calo. Le imprese cercano soprattutto figure tecniche e operative: muratori, elettricisti, meccanici, autotrasportatori, idraulici, acconciatori ed estetisti. Profili essenziali per il funzionamento del sistema produttivo, ma sempre più difficili da reperire.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Questi dati – </em>afferma il presidente di Confartigianato Calabria, Salvatore Ascioti<em> – descrivono una situazione che non può essere sottovalutata. Siamo di fronte a un problema strutturale che riguarda il futuro delle nostre imprese&#8221;</em>. <em>&#8220;Il ricambio generazionale – </em>prosegue <em>– non è una questione teorica, ma una necessità concreta. Senza giovani rischiamo di perdere competenze, continuità e capacità produttiva. E questo significa mettere in discussione la tenuta del sistema&#8221;</em>. Ascioti sottolinea anche un paradosso: &#8220;<em>Le imprese sono pronte ad assumere, investono in formazione e spesso trattengono il personale anche in fasi di calo produttivo pur di non perderlo. Ma non trovano le risorse umane necessarie. Questo è un segnale chiarissimo che deve interrogare la politica</em>&#8220;. Da qui la richiesta: &#8220;<em>Servono politiche attive del lavoro più efficaci, un rafforzamento della formazione professionale e un collegamento reale tra scuola e impresa</em>&#8220;. E conclude: &#8220;<em>Attrarre e integrare giovani nelle imprese non è solo una risposta alla carenza di manodopera. È una scelta strategica per garantire innovazione, competitività e futuro. Senza un intervento deciso, il rischio è quello di compromettere definitivamente il tessuto produttivo della Calabria</em>&#8220;.</p>
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		<title>Maxi frode sui bonus edilizi a Soverato: sgominata associazione a delinquere tra imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 07:00:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria, svolta dai militari del Comando Provinciale Catanzaro e coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro sono stati acquisiti rilevanti elementi e fonti di prova concretizzanti gravi indizi circa la sussistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla creazione di crediti d’imposta inesistenti nel settore delle ristrutturazioni edilizie. Le attività [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria, svolta dai militari del Comando Provinciale Catanzaro e coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro sono stati acquisiti rilevanti elementi e fonti di prova concretizzanti gravi indizi circa la sussistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla creazione di crediti d’imposta inesistenti nel settore delle ristrutturazioni edilizie. Le attività svolte dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Catanzaro hanno confermato il ruolo centrale di un soggetto di Soverato (CZ) che attraverso la propria ditta individuale, formalmente incaricata di svolgere lavori di ristrutturazione edilizia, generava crediti d’imposta legati al “<em>Bonus ristrutturazioni</em>” in assenza di effettivi lavori edili. Successivamente, a seguito di varie cessioni tra una serie di imprese legate al consorzio criminale e riconducibili ad altri sodali, questi crediti d’imposta, venduti a prezzi ribassati e/o a volte ceduti gratuitamente, venivano monetizzati presso vari Istituti di Credito.</p>
<p>L’indagine, incentrata sulla dimostrazione dell’inesistenza dei lavori di ristrutturazione edilizia, nonché sulla ricostruzione dei flussi finanziari correlati alla cessione dei crediti, ha portato al deferimento all’Autorità giudiziaria di n. 5 persone fisiche in relazione ai reati di associazione per delinquere (<em>art. 416 c.p</em>.), finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ai sensi dell’art. 640-bis c.p., oltre che alla segnalazione di n. 2 soggetti giuridici per responsabilità amministrativa derivante da reato secondo il combinato disposto degli artt. 24 del D.lgs. 231/2001 e 640-bis c.p.<br />
Nel corso delle indagini preliminari i militari hanno dato esecuzione ad un Decreto di sequestro preventivo richiesto in via d’urgenza, ex art. 321, comma 3-bis, c.p.p., successivamente convalidato dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro, di crediti d’imposta fittizi sui cassetti fiscali dei soggetti che ne avevano l’attuale disponibilità per l’importo complessivo di € 3.241.072.</p>
<p>Inoltre, è stata eseguita un’Ordinanza di applicazione di misure cautelari reali, anche per equivalente, emessa dal Tribunale di Catanzaro, con riferimento al profitto del reato illecitamente conseguito dagli associati, ammontante ad euro € 1.656.330. L’attività ha consentito il sequestro per equivalente di disponibilità finanziarie, quote di partecipazioni sociali, 5 immobili tra le provincie di Catanzaro e Venezia e 12 autoveicoli tra cui una Maserati. Gli esiti dell’attività d’indagine costituiscono una significativa testimonianza del costante presidio assicurato dalla Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria nel settore della percezione delle erogazioni pubbliche a tutela del bilancio dello Stato.</p>
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		<title>VIDEO-Truffa sanità, GdiF Lamezia sequestra tre società: 10 indagati tra medici e imprenditori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 07:11:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme- con il coordinamento della Procura diretta dal facente funzioni Vincenzo Quaranta &#8211; hanno portato  a termine un sequestro preventivo d&#8217;urgenza del valore di 2,4 milioni di euro,  sottoponendo a vincolo le strutture aziendali e operative di tre aziende. Le società sequestrate sono: &#8220;Acustica Lamezia&#8220;, &#8220;Otoacustica Sud srl&#8220;, &#8220;Sordità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F718685021234855%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="314" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>I finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme- con il coordinamento della Procura diretta dal facente funzioni Vincenzo Quaranta &#8211; hanno portato  a termine un sequestro preventivo d&#8217;urgenza del valore di 2,4 milioni di euro,  sottoponendo a vincolo le strutture aziendali e operative di tre aziende. Le società sequestrate sono: &#8220;<em>Acustica Lamezia</em>&#8220;, &#8220;<em>Otoacustica Sud srl</em>&#8220;, &#8220;<em>Sordità di Antonio Ferragina &amp; co</em>&#8220;. Secondo quanto emerso dalle indagini fin qui condotte, le stesse sarebbero state strumentali a un programma delittuoso finalizzato alla realizzazione di una frode ai danni del Servizio sanitario nazionale. La Procura della Repubblica di Lamezia Terme, ritenendo sussistente il concreto e attuale pericolo che la libera disponibilità delle società potesse favorire la commissione di ulteriori reati della stessa specie, ha adottato il provvedimento con l’obiettivo di interrompere senza ritardo un sistema di “complicità”. Un meccanismo che, secondo l’ipotesi investigativa e nel pieno rispetto della presunzione di non colpevolezza, sarebbe stato messo in piedi dai gestori delle ditte coinvolte con la collaborazione di tre dirigenti medici in servizio presso la Struttura operativa complessa di Otorinolaringoiatria e Patologia cervicofacciale dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, oggi Azienda universitario-ospedaliera “Renato Dulbecco”, e, fino all’ottobre 2024, anche con un dirigente medico del Distretto sanitario di Lamezia Terme, addetto ai controlli delle pratiche e al rilascio delle autorizzazioni.</p>
<div id="420x200-01" class="adunit middleboard adunitFull display-block" data-targeting="{&quot;sezione&quot;:&quot;cronaca,catanzaro,CZ&quot;,&quot;sito&quot;:&quot;catanzaroinforma.it&quot;}" data-dimensions="420x200" data-google-query-id="CPuOg7z0rZMDFZRCkQQdTRIzCQ">
<div id="google_ads_iframe_/89174202/420x200-01_0__container__">Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, i dirigenti medici avrebbero direttamente falsificato documentazione sanitaria — impegnative per visite ed esami specialistici, esami audiometrici, prescrizioni e collaudi di protesi — necessaria per ottenere la fornitura di ausili a carico dell’Asp di Catanzaro, oppure avrebbero consentito ai gestori delle ditte di predisporla a loro nome. In relazione alle circa 2.900 pratiche esaminate, non risulterebbe traccia degli accessi degli intestatari presso la struttura (prenotazioni e registrazioni al Cup), e anche nei casi in cui i pazienti sarebbero stati accompagnati in gruppo, non emergerebbero riscontri documentali. I reati ipotizzati — che sarebbero stati commessi anche in forma organizzata — sono falso in atto pubblico e truffa aggravata ai danni dell’Azienda sanitaria. Dieci le persone coinvolte, a vario titolo, nelle indagini condotte dalle Fiamme gialle lametine, che avrebbero accertato un sistema illecito finalizzato a ottenere indebiti rimborsi per l’acquisto di protesi acustiche. Nel dettaglio, sarebbe stato ricostruito un iter procedimentale in cui gli indagati avrebbero redatto documentazione medica facendo risultare falsamente che alcuni soggetti — talvolta del tutto ignari o non bisognosi di ausili — fossero stati sottoposti a visita otorinolaringoiatrica e ad esame audiometrico, anche al fine di ottenere o aggravare il riconoscimento dell’invalidità civile. Risulterebbe inoltre falsa la documentazione relativa al collaudo delle protesi acustiche fornite dalle ditte coinvolte. Allo stato delle indagini, sono circa 2.900 le pratiche che presentano evidenti irregolarità.</div>
<div></div>
</div>
<p data-start="3085" data-end="3710" data-is-last-node="" data-is-only-node="">È emerso inoltre un caso che ha destato particolare allarme tra gli investigatori: un paziente, al quale erano stati prescritti e forniti ausili acustici facendo risultare falsamente l’intero iter diagnostico presso l’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, recatosi di recente in un’altra struttura ospedaliera del capoluogo, ha appreso di non avere alcun problema uditivo e ha ricevuto indicazione di non utilizzare le protesi, in quanto potenzialmente dannose. Diversi pazienti hanno inoltre riferito di non aver tratto alcun beneficio dall’utilizzo degli ausili o di non averli utilizzati a causa dei fastidi riscontrati.</p>
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		<item>
		<title>Donne, lavoro e impresa: in Calabria occupazione in crescita ma resta ampio il divario</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/donne-lavoro-e-impresa-in-calabria-occupazione-in-crescita-ma-resta-ampio-il-divario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 08:30:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cresce l&#8217;occupazione femminile in Calabria e aumenta il peso delle donne nel sistema produttivo regionale, ma il divario con gli uomini e con la media nazionale resta ancora molto ampio. È il quadro che emerge dall&#8217;analisi dell&#8217;Osservatorio Mpi di Confartigianato Imprese Calabria in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Nel 2024 il tasso di occupazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cresce l&#8217;occupazione femminile in Calabria e aumenta il peso delle donne nel sistema produttivo regionale, ma il divario con gli uomini e con la media nazionale resta ancora molto ampio. È il quadro che emerge dall&#8217;analisi dell&#8217;Osservatorio Mpi di Confartigianato Imprese Calabria in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Nel 2024 il tasso di occupazione femminile in Calabria ha raggiunto il 35,8%, il valore più alto registrato negli ultimi anni. Nonostante questo risultato, la regione si colloca al penultimo posto nella classifica nazionale e continua a registrare un forte divario rispetto all&#8217;occupazione maschile, con una differenza di 26 punti percentuali. A livello provinciale il dato più alto si registra a <strong>Catanzaro</strong> con il 41,3%, seguita da Vibo Valentia con il 39,3%. Due territori – Reggio Calabria e Vibo Valentia – hanno raggiunto nel 2024 il valore massimo del tasso di occupazione femminile registrato negli ultimi anni. Tuttavia, il quadro territoriale resta molto disomogeneo: Crotone, Cosenza e Reggio Calabria figurano tra le ultime dieci province italiane per occupazione femminile, segnale di un ritardo strutturale che continua a caratterizzare alcune aree della regione. Il divario tra occupazione femminile e maschile resta infatti molto marcato. Il gap più elevato si registra nella provincia di Crotone, dove supera i 36 punti percentuali, mentre il più contenuto si registra a Reggio Calabria con circa 21,6 punti. Una distanza che testimonia quanto sia ancora complesso per molte donne accedere e restare stabilmente nel mercato del lavoro.</p>
<p>Segnali positivi arrivano comunque dall&#8217;andamento più recente dell&#8217;occupazione. Nei primi nove mesi del 2025 in Calabria si contano 206 mila donne occupate, di cui 170 mila lavoratrici dipendenti e 37 mila autonome. L&#8217;occupazione femminile registra una crescita del 4,9%, superiore a quella degli uomini (+3,9%). L&#8217;incremento riguarda soprattutto il lavoro dipendente (+5,7%), mentre quello indipendente segna un aumento dell&#8217;1,3%. Un contributo significativo alla crescita economica regionale arriva anche dall&#8217;imprenditoria femminile che rappresenta ormai quasi un quarto del tessuto imprenditoriale calabrese. Alla fine del 2025 risultano 42.669 imprese guidate da donne, pari al 23,6% del totale delle imprese calabresi. Tra queste 5.784 sono imprese artigiane, che rappresentano il 18,5% dell&#8217;artigianato regionale e il 13,6% delle imprese femminili complessive. Una parte rilevante di queste attività è guidata da nuove generazioni e da imprenditrici straniere. Le imprese artigiane femminili condotte da donne under 35 sono 875 (15,1%), mentre 516 sono guidate da imprenditrici straniere (8,9%). I settori in cui la presenza femminile è più forte sono i servizi alla persona, che concentrano oltre la metà delle imprese artigiane femminili, seguiti da ristorazione, produzione alimentare e abbigliamento.</p>
<p>Sul piano dell&#8217;istruzione le donne calabresi mostrano risultati migliori rispetto agli uomini. Tra i 25 e i 64 anni il 63,9% delle donne possiede almeno un diploma, contro il 59% degli uomini, mentre tra i 25 e i 34 anni le laureate sono il 31,5% rispetto al 21,8% dei coetanei maschi. Anche il passaggio dalla scuola all&#8217;università risulta più elevato tra le donne. Nonostante questi risultati, permangono alcune criticità rilevanti. Restano elevati i livelli di NEET, ovvero giovani che non studiano e non lavorano, e persistono difficoltà legate alle competenze digitali e alla partecipazione al mercato del lavoro. Inoltre, anche negli ambiti in cui le donne registrano risultati migliori rispetto agli uomini, il confronto con la media nazionale evidenzia un ritardo significativo. La quota di diplomate è infatti inferiore di oltre 5 punti percentuali rispetto al dato italiano, mentre quella delle laureate è più bassa di circa 7 punti. Anche la partecipazione alla formazione continua risulta più contenuta e la quota di giovani che abbandonano precocemente gli studi rimane superiore alla media nazionale. Particolarmente significativa è la distanza relativa alla partecipazione al mercato del lavoro: il tasso di mancata partecipazione femminile in Calabria supera di oltre 22 punti percentuali la media italiana, evidenziando una delle principali criticità strutturali del sistema economico regionale.</p>
<p><em>«I dati che emergono dal rapporto – </em>commenta Giada Falcone, presidente del Movimento Donne Impresa Calabria e Vice Presidente Nazionale<em> &#8211; raccontano una realtà fatta di progressi ma anche di ritardi che non possiamo ignorare. La crescita dell&#8217;occupazione femminile e il numero significativo di imprese guidate da donne dimostrano quanto le donne siano una risorsa strategica per lo sviluppo della Calabria. Tuttavia il tasso di occupazione resta tra i più bassi d&#8217;Italia e il divario con gli uomini è ancora troppo ampio. Questo significa che esistono ancora ostacoli strutturali che limitano la piena partecipazione femminile alla vita economica e produttiva della regione. Serve – </em>prosegue Falcone<em> – un impegno concreto per sostenere il lavoro e l&#8217;imprenditoria femminile: investimenti nella formazione, nelle competenze digitali, nei servizi per la conciliazione tra lavoro e vita familiare e nelle politiche attive per l&#8217;occupazione. Solo così sarà possibile valorizzare pienamente il talento e la capacità delle donne calabresi e trasformare questi segnali di crescita in un cambiamento strutturale per l&#8217;economia e la società della nostra regione</em>».</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Reggio, infiltrazioni &#8216;ndrangheta in edilizia: 6 imprese in amministrazione giudiziaria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-reggio-infiltrazioni-ndrangheta-in-edilizia-6-imprese-in-amministrazione-giudiziaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 08:40:59 +0000</pubDate>
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<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha dato esecuzione all’applicazione della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria nei confronti di sei imprese con sede in Calabria e nel Lazio, facenti capo a un imprenditore risultato in stretti rapporti di contiguità con la locale criminalità organizzata. Si tratta, in particolare, di attività imprenditoriali operanti nel nevralgico settore dell’edilizia e del mercato immobiliare, per un valore complessivamente stimato in oltre 10 milioni di euro. Il provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, costituisce l’esito di una complessa e articolata indagine patrimoniale condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, basata sulle risultanze investigative, tra cui dichiarazioni di collaboratori e testimoni di giustizia nonché conversazioni intercettate emerse nell’ambito di attività istruttorie sviluppate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, in particolare nell’ambito dell’operazione “ATTO IV” del 2023.</p>
<p>Nello specifico, secondo il Collegio che ha disposto la misura di prevenzione, la figura del proposto, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità, sarebbe quella <em>“di un imprenditore ben conscio delle regole mafiose e del fatto che, per poter lavorare senza avere problemi su un territorio contaminato dalla mafia, dovesse mantenere ‘buoni rapporti con i mafiosi’, nella convinzione che, diversamente, gli sarebbe stata preclusa ogni possibilità di lavorare o comunque di farlo in maniera proficua</em>”.</p>
<p>Il medesimo imprenditore, sebbene vittima di estorsione da parte della criminalità organizzata, avrebbe goduto e si sarebbe avvalso della protezione di una cosca egemone nella città di Reggio Calabria, alla quale avrebbe offerto la propria disponibilità, con comportamenti improntati a reciproci favori. Secondo quanto ricostruito, il capo del sodalizio criminale lo avrebbe informato “<em>delle sue attività estorsive e delle difficoltà che stava incontrando nel reperire denaro utile alla cosca e al mantenimento dei detenuti</em>”.</p>
<p>Il Tribunale ha ritenuto che siano stati raccolti elementi idonei a far presagire una condizione di intimidazione, assoggettamento e agevolazione mafiosa strutturale delle “economie criminali”, tale da legittimare l’amministrazione giudiziaria. Rilevata, pertanto, la sussistenza del pericolo di infiltrazione mafiosa a carico delle società riconducibili al suddetto imprenditore, è stata disposta l’applicazione della misura di prevenzione al fine di avviare un percorso di bonifica e reinserimento delle medesime imprese nell’alveo dell’economia legale. L’istituto dell’amministrazione giudiziaria, infatti, attraverso un’attività di vigilanza preventiva, mira alla bonifica e al recupero delle società esposte al rischio di asservimento alle iniziative della criminalità organizzata, nell’ottica del loro successivo reinserimento nel tessuto economico legale, mediante un’equilibrata ponderazione dei contrapposti valori costituzionali in gioco: da un lato, la libertà d’impresa; dall’altro, il perseguimento e la salvaguardia della legalità delle attività economiche.</p>
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