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	<title>imprenditore Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>VIDEO-Confiscati 5 milioni al costruttore della cosca &#8216;Alvaro&#8217; già condannato per mafia in via definitiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 12:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Comando provinciale di Reggio Calabria della Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale, che dispone la confisca di beni per un valore complessivamente stimato in oltre 5 milioni di euro, riconducibili a un imprenditore di Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC), operante prevalentemente nel settore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 540px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-390043-1" width="540" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-Reggio.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-Reggio.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-Reggio.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il Comando provinciale di Reggio Calabria della Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale, che dispone la confisca di beni per un valore complessivamente stimato in oltre 5 milioni di euro, riconducibili a un imprenditore di Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC), operante prevalentemente nel settore edilizio. L’operazione trae origine dagli accertamenti patrimoniali condotti, su delega di questa Direzione Distrettuale Antimafia, dal Nucleo polizia economico finanziaria di Reggio Calabria e rappresenta l’approfondimento, sotto il profilo patrimoniale, delle risultanze acquisite dalla medesima autorità giudiziaria requirente nel corso del procedimento denominato “EYPHEMOS”, avente ad oggetto l’operatività della “locale” di ‘ndrangheta di Sant’Eufemia, riferibile alla sfera di influenza della cosca Alvaro.</p>
<p class="wp-block-paragraph">All’esito di quest’ultima istruttoria processuale, il proposto è stato condannato in via definitiva alla pena di 15 anni, dieci mesi e venti giorni di reclusione, per i reati di associazione di stampo mafioso illecita coltivazione di sostanze stupefacenti, illegale detenzione di armi, ricettazione, estorsione e trasferimento fraudolento di valori. Nello specifico, sulla base di tali risultanze investigative, l’imprenditore risultava aver ricoperto un ruolo apicale all’interno della predetta “locale” (“capo, promotore ed organizzatore di una fazione mafiosa all’interno del locale di ‘ndrangheta di Santa Eufemia d&#8217;Aspromonte con compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni delittuose da compiere, degli obiettivi da perseguire e delle attività economiche da avviare e attraverso cui riciclare il denaro e le altre utilità provento delle dette azioni delittuose, in riferimento all’intera organizzazione criminale”).</p>
<p class="wp-block-paragraph">Successivamente, la Procura della Repubblica ha delegato al G.I.C.O. del Nucleo polizia economico finanziaria di Reggio Calabria l’esecuzione di indagini sulle disponibilità finanziarie e sul patrimonio dell’imprenditore. In particolare, tali accertamenti hanno consentito di individuare i beni patrimoniali, anche intestati a terzi, di cui il proposto poteva disporre direttamente o indirettamente. Sulla base di tali risultanze investigative è stato possibile ritenere che il valore dei beni di cui il soggetto in esame è risultato titolare o comunque di poterne disporre fosse sproporzionato rispetto al reddito ufficialmente dichiarato, ovvero come i medesimi beni fossero frutto di attività illecite o ne costituissero il reimpiego. Pertanto, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta di questa Procura della Repubblica, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità, ha disposto l’applicazione della misura della sorveglianza speciale e del sequestro, cui ha fatto seguito la confisca, di una ditta individuale, due società operanti nel settore delle costruzioni, 6 fabbricati, 3 terreni, nonché rapporti bancari/finanziari/assicurativi e relative disponibilità, per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro.</p>
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		<title>VIDEO-Sequestrati 150mila euro ad un imprenditore nel crotonese vicino a cosca di &#8216;ndrangheta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 10:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Su disposizione della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno eseguito oggi un provvedimento di sequestro patrimoniale antimafia nei confronti di un imprenditore attivo nel settore degli impianti elettrici.  L&#8217;uomo è ritenuto vicino a una cosca della ndrangheta della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-388205-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-3.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-3.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-3.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Su disposizione della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno eseguito oggi un provvedimento di sequestro patrimoniale antimafia nei confronti di un imprenditore attivo nel settore degli impianti elettrici.  L&#8217;uomo è ritenuto vicino a una cosca della ndrangheta della provincia di Crotone.</p>
<p>Il sequestro rappresenta l&#8217;esito di un&#8217;articolata attività investigativa del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, avviata in considerazione della pericolosità sociale dell&#8217;indagato, già sancita da una sentenza di condanna per numerosi reati, tra cui la tentata estorsione aggravata dal metodo e dall&#8217;agevolazione mafiosa.</p>
<p>I controlli incrociati e gli accertamenti bancari, riferiti al periodo 2010-2022, hanno evidenziato una palese sproporzione tra le ricchezze accumulate e i redditi complessivamente prodotti dal soggetto e dal suo nucleo familiare, risultati talmente esigui da non poter assicurare neppure il normale sostentamento. In applicazione del decreto sono stati posti sotto sequestro tre beni immobili e vari rapporti bancari, intestati o direttamente riconducibili all&#8217;imprenditore, per un valore complessivo superiore a 150mila euro.</p>
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		<title>VIDEO-Confiscati beni per 2,7 milioni ad imprenditore reggino organico alla cosca &#8220;Tegano&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 09:55:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca definitiva, emesso dalla Corte di Appello di Reggio Calabria, che dispone la confisca definitiva di beni per un valore complessivamente stimato in oltre 2,7 milioni di euro, riconducibili a un imprenditore reggino operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-388033-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca definitiva, emesso dalla Corte di Appello di Reggio Calabria, che dispone la confisca definitiva di beni per un valore complessivamente stimato in oltre 2,7 milioni di euro, riconducibili a un imprenditore reggino operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari. L’operazione trae origine dagli accertamenti patrimoniali condotti dal Nucleo di polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria su delega della locale Direzione Distrettuale Antimafia e costituisce la definizione, sotto il profilo patrimoniale, delle risultanze istruttorie acquisite dalla medesima Autorità giudiziaria requirente nel corso, in particolare, dell’operazione denominata “IL PADRINO”.</p>
<p>In specie, a seguito di quest’ultima indagine &#8211; e, quindi, sulla base del quadro investigativo emerso soprattutto dalle prove dichiarative di collaboratori di giustizia, dai servizi di osservazione e dalle intercettazioni di colloqui carcerari &#8211; il predetto veniva condannato in via definitiva alla pena di anni otto di reclusione per il reato di associazione di stampo mafioso, essendo stato ritenuto come organicamente inserito nella cosca “Tegano”. Secondo le dichiarazioni convergenti di numerosi collaboratori di giustizia, l’affiliazione del medesimo risaliva addirittura alla seconda guerra di &#8216;ndrangheta, a metà degli anni Ottanta, quando operava come autista personale di Giovanni Tegano, accompagnandolo anche ad incontri riservati di mafia, a conferma di un “regime di fiducia e di assoluta fedeltà” che gli veniva ampiamente riconosciuto. Nello specifico, l’imprenditore destinatario del provvedimento di confisca è risultato essere un “fedelissimo” del boss, capace di mantenere i rapporti con importanti famiglie mafiose della provincia reggina, specialmente nella zona ionica, grazie ai suoi collegamenti commerciali con rappresentanti di numerose cosche locali, anche svolgendo il ruolo di “punto terminale della giostra delle imbasciate” finalizzate agli incontri con il citato capo della cosca o con i reggenti dello stesso sodalizio criminale.</p>
<p>Tale rapporto fiduciario sarebbe risultato ulteriormente consolidato dai legami parentali con i vertici della compagine criminale, essendo il soggetto nipote acquisito dello stesso capo-cosca. La Corte d’Appello di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura Generale della Repubblica, con il provvedimento appena eseguito, ha pertanto decretato la confisca definitiva di prevenzione dell’intero patrimonio aziendale di 1 società operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, di 9 terreni siti in Reggio Calabria, 3 fabbricati (di cui 2 ubicati a Catanzaro ed 1 a Reggio Calabria), circa 110 mila euro in contanti, nonché tutti i rapporti bancari/finanziari/assicurativi e relative disponibilità, per un valore complessivamente stimato in circa 2,7 milioni di euro.</p>
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		<title>VIDEO-Frode su crediti d&#8217;imposta, sequestrati 8,5Mln a un imprenditore turistico della &#8220;Costa degli Dei&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 10:39:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Vibo Valentia hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente per 8.519.513,89, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Vibo Valentia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un professionista della provincia, particolarmente attivo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-frode-su-crediti-dimposta-sequestrati-85mln-a-un-imprenditore-turistico-della-costa-degli-dei/">VIDEO-Frode su crediti d&#8217;imposta, sequestrati 8,5Mln a un imprenditore turistico della &#8220;Costa degli Dei&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-387230-4" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile.mp4?_=4" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile.mp4</a></video></div>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Vibo Valentia hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente per 8.519.513,89, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Vibo Valentia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un professionista della provincia, particolarmente attivo nel settore turistico-ricettivo mediante la gestione di importanti strutture presenti nella rinomata &#8220;Costa degli Dei&#8221;, indagato per i reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche ed indebita compensazione. Sono altresì contestati illeciti amministrativi dipendenti da reato per “responsabilità amministrativa degli enti”. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e sviluppate dal Nucleo P.E.F. della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, con il supporto del Gruppo alla sede, hanno riguardato la fruizione dei benefici previsti dalla misura agevolativa denominata &#8220;Credito d&#8217;imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno”. Tale agevolazione fiscale è finalizzata a incentivare gli investimenti produttivi nelle regioni del Mezzogiorno mediante il riconoscimento di un credito d&#8217;imposta alle imprese che realizzavano nuovi investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle aree agevolate</p>
<p>Gli approfondimenti investigativi, eseguiti mediante l&#8217;acquisizione di documentazione amministrativa e fiscale, sopralluoghi presso le strutture interessate e mirati riscontri presso i competenti Enti territoriali, hanno consentito di accertare che l&#8217;indagato, operando attraverso una ditta individuale e due società attive nel settore turistico-ricettivo, avrebbe attestato falsamente l&#8217;esecuzione di ingenti investimenti, così conseguendo indebitamente crediti d&#8217;imposta per importi milionari, compensandone una parte. In particolare, gli investimenti dichiarati sarebbero risultati, in larga parte, inesistenti. ovvero non ammissibili ai benefici previsti dalla normativa di settore, in quanto riferiti a strutture in stato di abbandono, prive dei necessari titoli autorizzativi o, comunque, carenti dei requisiti prescritti per il riconoscimento dell&#8217;agevolazione fiscale. Sulla base di quanto accertato, su proposta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia il G.I.P. del Tribunale di Vibo Valentia ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, per complessivi € 8.519.513,89 finalizzato alla successiva confisca.</p>
<p>Al termine delle attività investigative, il professionista è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia poiché, avrebbe conseguito indebitamente erogazioni pubbliche destinate a sostenere gli investimenti nel Mezzogiorno, nonché per avere parzialmente utilizzato in compensazione crediti d&#8217;imposta ritenuti inesistenti o non spettanti al fine di estinguere debiti tributari. Nei confronti delle società coinvolte sono state contestati gli illeciti amministrativi dipendenti da reato per “responsabilità amministrativa degli enti”. L&#8217;operazione si inserisce nel più ampio contesto delle attività istituzionalmente demandate alla Guardia di Finanza nel settore del contrasto alle frodi in materia di spesa pubblica, nonché a salvaguardia della corretta destinazione delle risorse pubbliche, la cui integrità costituisce presupposto imprescindibile per garantire sviluppo economico, concorrenza leale e sostegno alle imprese che operano nel rispetto delle regole. Infatti, la lotta agli sprechi di denaro pubblico rappresenta il presupposto per un utilizzo trasparente dei finanziamenti nazionali ed europei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-frode-su-crediti-dimposta-sequestrati-85mln-a-un-imprenditore-turistico-della-costa-degli-dei/">VIDEO-Frode su crediti d&#8217;imposta, sequestrati 8,5Mln a un imprenditore turistico della &#8220;Costa degli Dei&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Crotone, imprenditore denunciato per furto di energia elettrica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-imprenditore-denunciato-per-furto-di-energia-elettrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:06:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia ha dato esecuzione ad un’ordinanza di conversione della pena pecuniaria in detenzione domiciliare sostitutiva nei confronti di un uomo, condannato per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere. Il soggetto, non avendo ottemperato al pagamento della pena pecuniaria sostitutiva, è stato destinatario di un provvedimento emesso dal Magistrato di Sorveglianza che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia ha dato esecuzione ad un’ordinanza di conversione della pena pecuniaria in detenzione domiciliare sostitutiva nei confronti di un uomo, condannato per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere. Il soggetto, non avendo ottemperato al pagamento della pena pecuniaria sostitutiva, è stato destinatario di un provvedimento emesso dal Magistrato di Sorveglianza che ha disposto la conversione della sanzione in detenzione domiciliare, da espiare presso il proprio domicilio. Nella medesima giornata, personale della Polizia di Stato, Squadra Amministrativa, ha effettuato un controllo amministrativo, presso un laboratorio artigianale adibito alla produzione e vendita di cibi da asporto, nonché esercizio di vicinato per la vendita di prodotti alimentari. Nel corso dell’attività ispettiva è emersa la presenza di un allaccio abusivo alla rete elettrica. Sul posto è stato richiesto l’intervento di personale tecnico verificatore della società di distribuzione elettrica che ha accertato un collegamento illecito mediante <em>bypass</em> del contatore. L’energia elettrica sottratta è stata quantificata in circa 11.000 euro. In considerazione degli elementi raccolti, il titolare dell’attività è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria in quanto ritenuto responsabile del reato di furto aggravato.</p>
<p>Le attività si inseriscono in un più ampio piano di controllo del territorio, finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati, con particolare attenzione al rispetto della legalità nel tessuto economico e commerciale, al fine di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini e contrastare in modo deciso ogni forma di illegalità. L’accertamento, che ha portato alla constatazione del furto di energia elettrica si colloca, altresì, nell’ambito di un’attività coordinata e sinergica posta in essere dalla Questura e dall’ente gestore del servizio elettrico, volta a contrastare efficacemente ogni forma di illecito.</p>
<p>Nella medesima giornata, gli Agenti delle Volanti, impiegati nel servizio di controllo del territorio, hanno identificato 299 persone, hanno controllato 128 veicoli e hanno effettuato controlli domiciliari alle persone sottoposte alle misure limitative della libertà personale.</p>
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		<title>VIDEO-Corruzione e appalti pilotati: 6 mln confiscati a imprenditore reggino legato alla &#8216;ndrangheta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 07:27:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale Guardia di finanza di Reggio Calabria, con il supporto operativo dello S.C.I.C.O. e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze, ha dato esecuzione a un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale che dispone la confisca di società, immobili e disponibilità finanziarie per un valore stimato di oltre 6 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-373608-5" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/DownloadFile-2.mp4?_=5" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/DownloadFile-2.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/DownloadFile-2.mp4</a></video></div>
<p data-start="351" data-end="738">Il Comando Provinciale Guardia di finanza di Reggio Calabria, con il supporto operativo dello S.C.I.C.O. e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze, ha dato esecuzione a un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale che dispone la confisca di società, immobili e disponibilità finanziarie per un valore stimato di oltre 6 milioni di euro. L’attività, diretta da questa Procura della Repubblica/Direzione Distrettuale Antimafia, costituisce un ulteriore sviluppo, sotto il profilo economico-patrimoniale, delle risultanze investigative e processuali acquisite nel corso dell’operazione denominata “<em>INTER NOS</em>”, portata a termine nel 2021 dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria. Nel corso di tale indagine, era emersa, in particolare, la figura di un imprenditore che aveva assunto un ruolo di primo piano nell’ambito di un “<em>cartello d’imprese</em>” preordinato alla corruzione seriale, duratura e sistematica di pubblici funzionari per l’aggiudicazione di pubblici appalti nel settore delle pulizie e delle sanificazioni, eliminando in questo modo ogni forma di concorrenza e ottenendo indebitamente il monopolio assoluto nel citato settore di mercato.</p>
<p data-start="1586" data-end="2047">A tal fine, sarebbe stata costituita una “<em>cassa comune</em>” nella quale ciascun imprenditore avrebbe versato il proprio contributo finanziario destinato, da un lato, a corrompere i suddetti pubblici funzionari compiacenti e, sotto altro versante, a elargire pagamenti alle cosche di ’ndrangheta di Africo e Melito Porto Salvo, alle quali bisognava rivolgersi per poter lavorare sul territorio ove queste ultime compagini esercitavano la propria influenza criminale. In molti casi, tali dazioni sarebbero continuate anche dopo il pensionamento dei pubblici funzionari corrotti, nella speranza che “<em>questi potessero mediare con i nuovi funzionari</em>” in favore degli imprenditori associati, anche mediante un rodato meccanismo di proroghe.</p>
<p data-start="2319" data-end="2934">Alla luce delle richiamate evidenze investigative e delle indagini patrimoniali della Guardia di finanza, che dovranno comunque trovare conferma nelle successive fasi giudiziarie, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su proposta di questa Procura della Repubblica, ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca dell’intero compendio aziendale di una società cooperativa, delle quote di una società a responsabilità limitata (<em>entrambe esercenti principalmente l’attività di “pulizia generale non specializzata di edifici”</em>), di un immobile e un conto corrente, per un valore complessivamente stimato in 6 milioni e 100 mila euro.</p>
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		<title>Sequestrate oltre 250 tonnellate di pellet non sicuro: denunciato imprenditore calabrese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 08:20:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del Comando Provinciale di Lecce, all’esito di una complessa e articolata attività investigativa, finalizzata a contrastare le frodi commerciali, hanno operato un sequestro di un ingente quantitativo di pellet di bassa qualità, riportante marchi contraffatti, potenzialmente dannoso per l’ambiente e per la salute umana. L’indagine, condotta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del Comando Provinciale di Lecce, all’esito di una complessa e articolata attività investigativa, finalizzata a contrastare le frodi commerciali, hanno operato un sequestro di un ingente quantitativo di pellet di bassa qualità, riportante marchi contraffatti, potenzialmente dannoso per l’ambiente e per la salute umana. L’indagine, condotta dai militari del Gruppo di Gioia Tauro e della Compagnia di Otranto, ha permesso di individuare e bloccare una filiera di rivendita di pellet di origine turca non conforme agli standard qualitativi nazionali.</p>
<p>In particolare, sui sacchi di pellet sequestrati, per altro scaduto da anni, oltre a non essere riportate le indicazioni del soggetto importatore e le prescritte informazioni al consumatore, era riprodotto il marchio di certificazione “ENplus A1” evidentemente contraffatto. Tale certificato garantisce la tracciabilità e i controlli lungo tutta la filiera, rappresentando un’indicazione di elevata qualità del prodotto. Due imprenditori, uno di origini calabresi e l’altro salentino, sono stati segnalati alle competenti Autorità Giudiziarie per le ipotesi delittuose di frode in commercio nonché di introduzione nello Stato e di commercio di prodotti con segni falsi.</p>
<p>L’attività conferma l’impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto alla diffusione di prodotti non genuini e insicuri, che oltre a costituire un pericolo per la salute pubblica, danneggiano il mercato e gli operatori economici onesti, sottraendo opportunità e lavoro alle imprese che rispettano le regole.</p>
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		<item>
		<title>Dia sequestra beni per 5 Mln a imprenditore cosentino condannato per associazione mafiosa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dia-sequestra-beni-per-5-mln-a-imprenditore-cosentino-condannato-per-associazione-mafiosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 08:00:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Direzione investigativa antimafia ha sequestrato beni per circa cinque milioni di euro a un imprenditore di Mandatoriccio (Cosenza), Mario Lavorato, attivo nei settori della distribuzione di prodotti tipici e turistico-alberghiero. Lavorato, già coinvolto nell&#8217;operazione Stige della Dda di Catanzaro, era stato condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso a seguito della sentenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Direzione investigativa antimafia ha sequestrato beni per circa cinque milioni di euro a un imprenditore di Mandatoriccio (Cosenza), Mario Lavorato, attivo nei settori della distribuzione di prodotti tipici e turistico-alberghiero. Lavorato, già coinvolto nell&#8217;operazione Stige della Dda di Catanzaro, era stato condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso a seguito della sentenza della Corte di cassazione del 5 giugno 2024.<br />
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori l&#8217;imprenditore era una figura di riferimento per le cosche Farao-Marincola di Cirò Marina, nel Crotonese. Gli atti d&#8217;inchiesta gli attribuiscono un ruolo nel supporto alle attività estorsive e nel reimpiego di capitali illeciti nel settore immobiliare, attraverso compagini aziendali utilizzate per favorire l&#8217;infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico, con proiezioni anche in Germania.<br />
Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione misure di prevenzione, scaturisce dagli accertamenti economico-patrimoniali disposti congiuntamente dalla Procura della Repubblica di Catanzaro e dal direttore della Dia. Gli approfondimenti investigativi, infatti, hanno permesso di individuare asset patrimoniali intestati o riconducibili all&#8217;imprenditore, ritenuti frutto di attività illecite o reimpiego delle stesse, evidenziando una sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati. Nello specifico il sequestro ha riguardato un&#8217;attività d&#8217;impresa, due quote societarie, quattro immobili, cinque beni mobili e sei rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in quasi cinque milioni di euro.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Onlus di Catanzaro &#8220;svuotata&#8221;: imprenditore siciliano arrestato per bancarotta e autoriciclaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 08:12:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale di Catanzaro della Guardia di Finanza, all’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha accertato che un’importante ONLUS in stato di liquidazione giudiziale della provincia di Catanzaro – impegnata nel terzo settore, attiva nei servizi di riabilitazione, socio-sanitari e assistenziali per anziani e per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale di Catanzaro della Guardia di Finanza, all’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha accertato che un’importante ONLUS in stato di liquidazione giudiziale della provincia di Catanzaro – impegnata nel terzo settore, attiva nei servizi di riabilitazione, socio-sanitari e assistenziali per anziani e per persone con disabilità – è stata oggetto di plurime condotte distrattive, realizzate dai membri del Consiglio di amministrazione in concorso con un imprenditore Palermitano. La dinamica emersa nel corso delle indagini si è sviluppata attraverso la creazione di un nuovo soggetto giuridico, cosiddetto newco, nel quale è confluita esclusivamente la parte operativa della ONLUS in liquidazione giudiziale e della quale l’imprenditore siciliano risulta amministratore delegato.</p>
<p>Le attività investigative della Procura di Catanzaro, condotte con l’ausilio dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, hanno consentito di rilevare – allo stato delle indagini che necessita di verifica dibattimentale &#8211; in particolare, che la ONLUS in fallimento:<br />
1) risultava in stato di insolvenza dal 2016, accumulando, negli anni e sino al 2023, passività tributarie e previdenziali per oltre 19 milioni di euro;<br />
2) aveva fittato ad altra società (c.d. newco – le cui quote per il 51% risultano di proprietà di una S.p.A. Siciliana riconducibile all’imprenditore citato) appositamente costituita a ridosso della procedura di liquidazione, il proprio complesso operativo aziendale, senza, peraltro, prevedere, illogicamente, la percezione di alcun corrispettivo per i successivi quattro anni (pari alla somma di 4,2 milioni di euro che sarebbero stati utili a ripianare i debiti pregressi della ONLUS) e allo scopo preordinato di abbandonare l’Ente al fallimento; l’operazione ha determinato una vera e propria cessione del ramo d’azienda, poiché veniva trasferita alla newco anche la titolarità degli accreditamenti con il Servizio Sanitario Regionale, introiti &#8211; primari e necessari allo svolgimento dell’attività aziendale – su cui si fondano principalmente i ricavi aziendali.<br />
Sulla scorta degli esiti delle investigazioni, l’ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro, accogliendo la Richiesta di applicazione di Misura Cautelare Personale e di Misura Reale di questa Procura, ha disposto nei confronti dell’imprenditore la misura cautelare personale degli arresti domiciliari ed il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale e/o professionali, sia in relazione all’ipotesi di bancarotta fraudolenta distrattiva (legata alla creazione della c.d. newco e allo svuotamento di fatto della ONLUS) sia in relazione alla correlata ipotesi di autoriciclaggio emersa nel corso delle indagini. Difatti, oltre al reimpiego della struttura operativa distratta nella stessa newco, le attività investigative condotte hanno evidenziato un abuso di posizione dominante della S.p.A. siciliana nella compagine di governo della c.d. newco, circostanza che ha consentito, al citato imprenditore, sin da subito di attuare condotte di drenaggio di liquidità dalla c.d. newco a favore della S.p.A., senza che vi fosse alcuna ragione economica sottostante.</p>
<p>Oltre alle misure cautelari personali, sono state disposte dal GIP le misure del sequestro preventivo impeditivo della c.d. newco, essendo stata utilizzata per commettere i fatti distrattivi e di autoriciclaggio e del sequestro preventivo ai fini della confisca, anche per equivalente, della somma<br />
di oltre 644 mila euro, nei confronti della citata newco e, nel caso di mancanza o insufficienza di denaro, anche nei confronti dell’imprenditore di origine siciliana. Tale somma corrisponde agli utili realizzati nelle annualità 2022 e 2023 dalla newco, attraverso la gestione del complesso aziendale distratto dalla ONLUS. Infine, è stato contestato anche alla c.d. newco l’illecito amministrativo di cui all’art. 25 octies del D.Lgs. 231/2001 in ragione delle operazioni di autoriciclaggio contestate all’imprenditore siciliano, legale rappresentante della stessa.</p>
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		<item>
		<title>Crotone, Polizia arresta un imprenditore condannato per il reato di bancarotta fraudolenta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-polizia-arresta-un-imprenditore-condannato-per-il-reato-di-bancarotta-fraudolenta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 15:03:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[condannato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I poliziotti della Questura di Crotone, nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio volti a prevenire e contrastare la commissione di reati contro il patrimonio disposti dal Questore della Provincia di Crotone, Renato PANVINO, hanno tratto in arresto, in esecuzione di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/crotone-polizia-arresta-un-imprenditore-condannato-per-il-reato-di-bancarotta-fraudolenta/">Crotone, Polizia arresta un imprenditore condannato per il reato di bancarotta fraudolenta</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I poliziotti della Questura di Crotone, nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio volti a prevenire e contrastare la commissione di reati contro il patrimonio disposti dal Questore della Provincia di Crotone, Renato PANVINO, hanno tratto in arresto, in esecuzione di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catanzaro, un soggetto condannato in via definitiva alla pena di anni 4, mesi 3 e giorni 16 di reclusione per i reati bancarotta fraudolenta aggravata, commessi in Crotone dall’anno 2002 al 2005.</p>
<p>I poliziotti, dopo attente ricerche, hanno individuato l’uomo mentre si trovava nei pressi del centro cittadino. Alla luce delle attività effettuate, si è proceduto, quindi, all’arresto del soggetto che è stato immediatamente tradotto presso la Casa Circondariale di Crotone.</p>
<p>L’attività si inserisce in un più ampio piano di controllo del territorio volto alla prevenzione e repressione dei reati, con particolare riferimento ai reati contro il patrimonio, al fine di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini e contrastare in modo deciso ogni forma di illegalità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/crotone-polizia-arresta-un-imprenditore-condannato-per-il-reato-di-bancarotta-fraudolenta/">Crotone, Polizia arresta un imprenditore condannato per il reato di bancarotta fraudolenta</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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