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	<title>imprenditore calabrese Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Riciclo di proventi della criminalità organizzata in attività commerciali: Arrestato anche imprenditore di origine calabrese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 08:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A conclusione di una complessa attività d’indagine, i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna – unitamente al Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) – con il supporto operativo dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Venezia, Brescia, Roma, Napoli e Catanzaro, la cooperazione di Eurojust e del Servizio per la Cooperazione Internazionale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A conclusione di una complessa attività d’indagine, i <strong>finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna</strong> – unitamente al Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) – con il supporto operativo dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Venezia, Brescia, Roma, Napoli e <strong>Catanzaro</strong>, la cooperazione di Eurojust e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (Unità I-CAN &#8211; “Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), stanno eseguendo, nelle province di Bologna, Padova, Mantova, Latina, Napoli e<strong> Crotone</strong>, un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale felsineo &#8211; Dott. Domenico TRUPPA &#8211; con contestuali perquisizioni eseguite anche in Germania. Destinatari del provvedimento cautelare in carcere sono un<strong> imprenditore di origine calabrese</strong>, da tempo residente a Bologna e una persona di origine campana ritenuta contigua a <strong>organizzazioni criminali di stampo camorristico</strong>. I due sono indiziati, a vario titolo, insieme ad altri 14 soggetti, di una molteplicità di condotte delittuose, alcune delle quali<strong> aggravate dal c.d. <em>“metodo mafioso”,</em> ovvero</strong>: riciclaggio, reimpiego di proventi illeciti, usura, estorsioni, malversazione di erogazioni pubbliche, trasferimento fraudolento di valori, reati in materia di stupefacenti, inosservanza della normativa antiriciclaggio, sfruttamento della prostituzione e tentato sequestro di persona.</p>
<p>Le indagini &#8211; dirette dal Dott. Flavio LAZZARINI della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Bologna, con il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo &#8211; hanno consentito di ricostruire come<strong> l’imprenditore calabrese</strong>, potendo beneficiare su un coacervo di intrecci relazionali, abbia ricevuto nel tempo <strong>“anomali finanziamenti”</strong> da parte di soggetti pluripregiudicati ritenuti vicini a consorterie criminali di stampo camorristico e ‘ndranghetista. I “prestiti” &#8211; a volte elargiti in contanti, altre mediante operazioni finanziarie tracciabili a fronte di artifizi negoziali &#8211; venivano poi reimpiegati nell’<strong>acquisizione di società</strong>, ovvero nell’acquisto di immobili e auto di lusso. Come analiticamente documentato dagli investigatori del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria Bologna, il denaro veniva poi ripulito e restituito anche grazie al coinvolgimento di imprenditori locali nell’emissione di fatture afferenti a operazioni inesistenti.</p>
<p>É stata anche ricostruita la <strong>posizione patrimoniale dell’imprenditore calabrese</strong>, rivelatasi sproporzionata rispetto alle dichiarate fonti reddituali, procedendo, pertanto, al sequestro finalizzato alla confisca c.d. “allargata” di quote sociali, compendi aziendali, immobili e altre utilità, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro. Tra i beni in sequestro anche alcune società gestrici di <strong>rinomati locali del centro storico di Bologna</strong>, attivi nella ristorazione e nell’intrattenimento.</p>
<p>Sono <strong>in corso inoltre molteplici perquisizioni tra Italia e Germania</strong>, con la cooperazione dell’Unità I-CAN (“Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), il supporto tecnico-operativo dello S.C.I.C.O. e l’ausilio di unità cinofile antidroga, in una cornice di sicurezza garantita anche da unità “Anti Terrorismo &#8211; Pronto Impiego” (c.d. “baschi verdi”). Il contrasto alla criminalità economica ed organizzata &#8211; come nel caso delle descritte indagini portate a conclusione dalla Fiamme Gialle di Bologna &#8211; consente di intercettare e reprimere ogni forma di inquinamento dell’economia legale per salvaguardare imprese e cittadini onesti.</p>
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		<title>VIDEO-GdF e Polizia: Sequestro di circa 22 milioni di euro ad un imprenditore calabrese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 08:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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<p>Nelle scorse ore personale della Polizia di Stato, appartenente al Servizio Centrale Anticrimine e alla Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Cosenza, nell’ambito di una strategia avviata dalla Direzione Centrale Anticrimine, unitamente ai militari della Guardia di Finanza, del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Cosenza e del Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata, ha dato esecuzione al decreto con il quale il Tribunale di Catanzaro &#8211; Ufficio Misure di Prevenzione, ha disposto il sequestro, finalizzato all’applicazione della confisca prevista dal Codice Antimafia, proposta dalla Procuratore della Repubblica di Catanzaro Direzione Distrettuale Antimafia, congiuntamente al Questore della provincia di Cosenza, concernente beni, assetti societari e rapporti finanziari, per il valore di circa 22 milioni di euro, riconducibili ad un <strong>imprenditore calabrese</strong> operante nell’area dell’alto ionio cosentino, nel cassanese e nella Sibaritide ma anche con interessi nella città di Roma e zone limitrofe.</p>
<p>Il sequestro di prevenzione ha riguardato la totalità delle partecipazioni di <strong>n. 11 società</strong>, con sedi rispettivamente in <strong>Altomonte</strong>, <strong>Roma</strong>, <strong>Cassano allo Ionio</strong>, <strong>San Lorenzo del Vallo</strong>, attive in plurimi settori merceologici, e in particolare, raccolta, stoccaggio, trasformazione e <strong>smaltimento di rifiuti</strong>, <strong>edilizia specializzata</strong>, <strong>torrefazione</strong>, trasformazione e commercializzazione, all’ingrosso e al dettaglio, di caffè e prodotti affini, <strong>supermercati</strong>, <strong>compravendita immobiliare</strong>, servizi <strong>pubblicitari e marketing</strong>, <strong>compravendita e noleggio di autovetture</strong> e veicoli in generale e da corsa, <strong>produzione di birra artigianale</strong> con somministrazione e ristorazione, <strong>costruzioni</strong> di edifici residenziali e non, <strong>trasporto di merci su strada</strong>, “assunzione di <strong>appalti pubblici e privati</strong> per la progettazione e costruzione di opere”, fabbricazione e messa in opera di <strong>prodotti bitumosi</strong>. Sono stati, altresì, <strong>sottoposti a sequestro anche n. 58 veicoli industriali</strong> e non, compresi veicoli di grossa cilindrata, nella disponibilità del compendio aziendale nonché una <strong>villa di circa 400 mq</strong>, con annesso <strong>opificio</strong>, intestati al proposto e nr. 90 rapporti finanziari.</p>
<p>Si tratta di un<strong> provvedimento di natura cautelare</strong>, adottato ex art. 20 d.lgs. 159/2011, dal Tribunale di Catanzaro nell’ambito del procedimento di prevenzione avviato con la proposta di applicazione della misura di prevenzione personale e di quella patrimoniale della confisca, sulla base delle complesse indagini di natura economico-patrimoniale e finalizzate a verificare la provenienza dell’ingente patrimonio riferibile al destinatario del provvedimento e la <strong>sproporzione rispetto ai redditi dichiarati</strong> e alla attività lavorativa. L’indagine, finalizzata alla proposta congiunta del Procuratore di Catanzaro e del Questore di Cosenza, è stata svolta, nel quadro di una attività di cooperazione investigativa, dal Servizio Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Cosenza, dal Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Cosenza della Guardia di Finanza.</p>
<p>Le investigazioni riguardano le vicende patrimoniali e imprenditoriali, direttamente e/o indirettamente riconducibili al proposto, già in passato colpito da provvedimenti interdittivi antimafia, irrogati dal Prefetto di Cosenza nel 2016. Il procedimento di prevenzione, volto alla verifica della sussistenza dei presupposti per l’applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale, è ancora in corso.</p>
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		<title>VIDEO-Toscana: sequestrati beni a imprenditore calabrese operante nel settore rifiuti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/toscana-sequestrati-beni-a-imprenditore-calabrese-operante-nel-settore-rifiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 08:49:13 +0000</pubDate>
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<p>Sequestro di beni per oltre 5 milioni di euro nei confronti di un imprenditore calabrese operante in Toscana nel settore dei rifiuti, <strong>già arrestato lo scorso aprile nell&#8217;operazione denominata &#8216;Keu&#8217;</strong>. Gli uomini della Dia ed i Carabinieri del Noe e forestali di Firenze, hanno riscontrato che il rifiuto derivante dall&#8217;attività di concia delle pelli che nonostante presentasse particolari criticità ambientali sarebbe stato riutilizzato per sottofondi stradali, terreni agricoli e opere pubbliche. I beni sono stati sequestrati in esecuzione di una misura di prevenzione patrimoniale disposta dal tribunale fiorentino su richiesta della procura: per l&#8217;accusa l&#8217;imprenditore avrebbe accumulato nel corso degli anni &#8220;un ingente patrimonio di origine delittuosa&#8221;.</p>
<p>Il sequestro ha riguardato vari terreni e abitazioni nelle province di Arezzo e Pisa, e nel Crotonese, conti correnti, società e auto facenti capo all&#8217;indagato e al suo nucleo familiare. Le indagini dei carabinieri di Noe, Nipaaf e sezione di Polizia giudiziaria di Firenze avevano anche consentito di acquisire riscontri circa &#8220;la vicinanza del proposto a famiglie &#8216;ndranghetiste crotonesi riconducibili alla cosca Grande Aracri di Cutro (Crotone). Tale circostanza peraltro è emersa in ulteriori recenti indagini coordinate dalla Dda fiorentina e condotte dalla sezione anticrimine del Ros di Firenze&#8221;.</p>
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		<title>Incendio doloso in un palazzo: arrestato imprenditore calabrese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/incendio-doloso-in-un-palazzo-arrestato-imprenditore-calabrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 11:08:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un imprenditore edile di 48 anni di origini calabresi, ma residente a Chiavari (GE) è stato arrestato dai Carabinieri di Sestri Levante, nell&#8217;operazione denominata “Flashover”: l&#8217;uomo è considerato mandante e organizzatore dell’incendio doloso del 1° luglio 2020, che distrusse una palazzina residenziale di tre piani a Villa Oneto, nel comune di San Colombano Certenoli, in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un <strong>imprenditore edile di 48 anni</strong> di origini calabresi, ma residente a Chiavari (GE) è stato arrestato dai Carabinieri di Sestri Levante, nell&#8217;operazione denominata “Flashover”: l&#8217;uomo è considerato mandante e organizzatore dell’incendio doloso del 1° luglio 2020, che distrusse una palazzina residenziale di tre piani a Villa Oneto, nel comune di San Colombano Certenoli, in provincia di Genova.</p>
<p>Le indagini condotte dai militari e coordinate dal sostituto procuratore Gabriella Dotto hanno potuto accertarne la <strong>natura dolosa</strong>. Dal minuzioso sopralluogo eseguito dai Carabinieri, in collaborazione con la squadra di polizia giudiziaria dei Vigili del Fuoco, è stata rinvenuta la presenza di <strong>sostanze acceleranti</strong> nel punto di origine, e per cui lo scorso luglio i militari avevano arrestato tre uomini: un manovale 48enne di origini calabresi e due fratelli residenti nel Tigullio, rispettivamente di 43 e di 29 anni, tutti ritenuti a vario titolo coinvolti nella pianificazione e nell’esecuzione del rogo.</p>
<p>Le successive indagini hanno permesso di risalire al mandante, ovvero un imprenditore edile: l’uomo era titolare, infatti, dell’impresa che nel settembre 2020 aveva stipulato con la società proprietaria dell’immobile un contratto per la ricostruzione dell’edificio distrutto. <em>Secondo l’ipotesi degli inquirenti</em>, l’incendio sarebbe stato commissionato proprio dall’uomo per ottenere l’appalto dei lavori di ricostruzione.</p>
<p>I <strong>600mila euro di assicurazione</strong> post incendio sarebbero serviti per finanziare la ristrutturazione. Dalle indagini è emerso che la riqualificazione “ante incendio” era stata appaltata ad un’altra società, sempre in qualche modo riconducibile allo stesso imprenditore calabrese. I risultati di quella prima ristrutturazione, però, erano viziati da gravi errori. Da qui, <em>spiegano i militari</em>, presumibilmente la decisione di dare alle fiamme l’immobile per “risanarli”.</p>
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		<title>Gdf e Cc da Rimini: in carcere un imprenditore di origine calabrese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gdf-e-cc-da-rimini-in-carcere-un-imprenditore-di-origine-calabrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 07:52:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[false fatture]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[rimini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fatture false per oltre 20 milioni di euro, reati come usura, estorsione e truffa aggravata hanno portato in carcere un imprenditore di origine calabrese, ritenuto capo di un&#8217;associazione a delinquere operante in almeno sei province italiane. All&#8217;alba, Carabinieri e Guardia di finanza di Rimini hanno dato l&#8217;avvio all&#8217;operazione &#8216;Never Dream&#8216;, in Emilia-Romagna e, in contemporanea, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fatture false per oltre 20 milioni di euro, reati come usura, estorsione e truffa aggravata hanno portato in carcere un imprenditore di origine calabrese, ritenuto<strong> capo di un&#8217;associazione a delinquere</strong> operante in almeno sei province italiane.<br />
All&#8217;alba, Carabinieri e Guardia di finanza di Rimini hanno dato l&#8217;avvio all&#8217;<strong>operazione</strong> &#8216;<strong>Never Dream</strong>&#8216;, in Emilia-Romagna e, in contemporanea, in Marche, Calabria, Lombardia e Puglia.<strong> Venti le persone indagate</strong> per l&#8217;associazione a delinquere che secondo gli investigatori aveva base nel riminese, ma con ramificazioni e interessi economici anche in altre province (Pesaro, Vibo Valentia, Varese, Monza Brianza, Bari), con l&#8217;esecuzione di un&#8217;ordinanza emessa dal Gip presso il Tribunale di Rimini, che ha disposto nove misure cautelari personali, di cui tre in carcere ed il sequestro preventivo ai fini della confisca di beni per circa nove milioni di euro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gdf-e-cc-da-rimini-in-carcere-un-imprenditore-di-origine-calabrese/">Gdf e Cc da Rimini: in carcere un imprenditore di origine calabrese</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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