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	<title>illeciti Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Jul 2026 12:57:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Ricette false e rimborsi illeciti: sei misure cautelari tra medici e farmacisti nel Reggino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 12:55:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Reggio Calabria, supportati in fase esecutiva da militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli e dai reparti dell’Arma territorialmente competenti, nella mattinata odierna, hanno dato esecuzione all’ordinanza con la quale il G.I.P. di Reggio Calabria ha disposto l’applicazione di misure cautelari coercitive e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-387387-1" width="640" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/videoplayback.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/videoplayback.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/videoplayback.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Reggio Calabria, supportati in fase esecutiva da militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli e dai reparti dell’Arma territorialmente competenti, nella mattinata odierna, hanno dato esecuzione all’ordinanza con la quale il G.I.P. di Reggio Calabria ha disposto l’applicazione di misure cautelari coercitive e interdittive nei confronti di6 persone, 3 delle quali sottoposte al regime degli arresti domiciliari, 1 alla misura interdittiva dall’esercizio dell’ufficio pubblico e del divieto di esercitare la professione medica per la durata di sei mesi, 2 agli obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, tra cui medici e farmacisti<strong>,</strong> tutti ritenuti dal giudice per le indagini preliminari, a vario titolo, gravemente indiziati dei reati di corruzione, <strong>truffa aggravata in danno del Sistema Sanitario</strong>, falsità ideologica.</p>
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<div class="ob-widget-header">La complessa attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, è stata svolta mediante l’attività di intercettazione delle comunicazioni e con metodi tradizionali ovvero attività di perquisizione e sequestro, assunzione di sommarie informazioni, acquisizione di documentazione ed ha consentito di raccogliere plurime fonti di prova a carico di professionisti, farmacisti e medici di medicina generale compiacenti, operanti sul territorio reggino.</div>
</div>
</div>
</div>
<p>Le investigazioni condotte, compendiate nell’ordinanza emessa dal giudice, hanno ricostruito, salvo gli sviluppi delle ulteriori fasi del giudizio, l’esistenza di un sistema fraudolento finalizzato all’ottenimento di ingiuste erogazioni a carico del Sistema Sanitario Nazionale e Regionale.</p>
<p>Nello specifico, il quadro gravemente indiziario ha riguardato la titolare di una farmacia della Provincia Reggina, la quale, con la complicità del padre, anch’egli medico, e di una dipendente della medesima farmacia, si accordava con 3 medici di medicina generale in ordine alla compilazione di ricette mediche, intestate formalmente a ignari pazienti ed emesse in assenza di alcuna valutazione medica e di necessità terapeutica, nonché dietro un corrispettivo pari al dieci per cento del prezzo dei farmaci indicati nelle false prescrizioni, destinato ai medici di medicina generale. Tale sistema era utile a far ottenere alla farmacia indebiti rimborsi correlati al costo dei farmaci prescritti, in realtà mai dispensati. Il procedimento relativo alle accennate ipotesi di reato è attualmente nella fase delle indagini preliminari, ragion per cui le persone sottoposte a misura cautelare dall’Autorità Giudiziaria devono ritenersi presunte innocenti fino all’eventuale definitivo accertamento della loro colpevolezza nella successiva sede processuale.</p>
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		<item>
		<title>Narcotraffico Sudamerica-Gioia Tauro: la GdiF scova 7 milioni di profitti illeciti nascosti al fisco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/narcotraffico-sudamerica-gioia-tauro-gdif-scova-7-milioni-di-profitti-illeciti-nascosti-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 17:59:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A conclusione di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e delegata al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, sono stati recuperati a tassazione oltre 7 milioni di euro di redditi non dichiarati. Le indagini, finalizzate al contrasto dell’importazione e del traffico internazionale di cocaina, hanno consentito di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">A conclusione di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e delegata al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, sono stati recuperati a tassazione oltre 7 milioni di euro di redditi non dichiarati. Le indagini, finalizzate al contrasto dell’importazione e del traffico internazionale di cocaina, hanno consentito di accertare che tali somme costituivano il profitto derivante da attività illecite riconducibili a un’organizzazione criminale operante nell’importazione e nella commercializzazione di ingenti quantitativi di cocaina provenienti dall’America Latina e introdotti attraverso il porto di Gioia Tauro.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’attività di accertamento ha portato all’individuazione di una consistente evasione fiscale connessa ai proventi dell’illecito arricchimento derivante dal narcotraffico.</p>
<p>Contestualmente, nei confronti di due soggetti residenti nella Locride, è stato eseguito un sequestro di prevenzione per un valore complessivo di circa 400 mila euro. Il patrimonio sottoposto a vincolo comprende beni mobili, immobili e rapporti finanziari, ritenuti frutto o reimpiego dei proventi derivanti dalle attività di traffico di sostanze stupefacenti.</p>
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		<item>
		<title>NOMI-Illeciti in laboratori Università di Catanzaro: tre condanne, un patteggiamento e sette assoluzioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nomi-illeciti-in-laboratori-universita-di-catanzaro-tre-condanne-un-patteggiamento-e-sette-assoluzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 14:49:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tre condanne, un patteggiamento e sette assoluzioni. Questo l&#8217;esito del processo con rito abbreviato che si è svolto davanti al Giudice per l&#8217;udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, Gilda Danila Romano, in relazione all&#8217;inchiesta denominata &#8220;Grecale&#8221; che contempla illeciti nella gestione di due laboratori con cavie vive (detti stabulari), all&#8217;interno dell&#8217;Università Magna Graecia, nei quali [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre condanne, un patteggiamento e sette assoluzioni. Questo l&#8217;esito del processo con rito abbreviato che si è svolto davanti al Giudice per l&#8217;udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, Gilda Danila Romano, in relazione all&#8217;inchiesta denominata &#8220;Grecale&#8221; che contempla illeciti nella gestione di due laboratori con cavie vive (<em>detti stabulari</em>), all&#8217;interno dell&#8217;Università Magna Graecia, nei quali venivano fatte sperimentazioni per progetti di ricerca.</p>
<p>Il Gup ha condannato Giuseppe Caparello, direttore del dipartimento di Prevenzione dell&#8217;Asp veterinaria di Catanzaro, a 4 anni e 8 mesi di reclusione escludendo nei suoi confronti il reato di associazione per delinquere; Maria Caparello, figlia del direttore, accusata di corruzione perché ritenuta responsabile di essere stata ammessa illecitamente alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica grazie al rapporto corruttivo tra il padre e l&#8217;ex rettore, a 4 anni; Emilio Russo, sperimentatore e supervisore delle sperimentazioni, a 9 mesi e 10 giorni. Antonio Leo, sperimentatore, ha patteggiato un anno, 11 mesi e 10 giorni.</p>
<p>In sede di repliche stamani, il pm Saverio Sapia ha chiesto l&#8217;assoluzione di Pierfrancesco Tassone (<em>responsabile scientifico di progetti di ricerca negli stabular</em>i), assolto anche dal Gup. Il giudice ha, inoltre, assolto Luciano Conforto (<em>veterinario Asp addetto alle ispezioni negli stabulari</em>); Luca Gallelli (<em>membro della commissione di concorso per l&#8217;ammissione alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica</em>); Vincenzo Mollace (<em>professore universitario, responsabile scientifico di progetti di ricerca negli stabulari incriminati</em>); Domenico Voci (<em>veterinario dell&#8217;Asp addetto ai controlli negli stabulari</em>); Vincenzo Musolino, Daniele Torella (<em>responsabile scientifico di un progetto di ricerca</em>).</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Ecco i primi risultati della sonda Sar: scarichi illeciti a mare tra Pizzo, Vibo e Lamezia Terme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 17:22:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non sono arrabbiato per i fatti degli ultimi giorni, ma perché mi hanno portato i risultati della sonda Sar&#8221;. In un video diffuso dai canali social del presidente della Regione, Occhiuto spiega i primi risultati della sonda Sar utilizzata dalla Regione per verificare le condizioni del sottosuolo vicino al mare. Nello specifico si tratto di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-322427-2" width="696" height="1237" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Vi-troveremo..mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Vi-troveremo..mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Vi-troveremo..mp4</a></video></div>
<p>&#8220;Non sono arrabbiato per i fatti degli ultimi giorni, ma perché mi hanno portato i risultati della sonda Sar&#8221;. In un video diffuso dai canali social del presidente della Regione, Occhiuto spiega i primi risultati della sonda Sar utilizzata dalla Regione per verificare le condizioni del sottosuolo vicino al mare. Nello specifico si tratto di uno strumento utile a mappare il terreno, individuando condotte e tubature sotterranee al fine di controllare che gli scarichi siano correttamente collegati.</p>
<p>Abbiamo scoperto- dice Occhiuto- 7 potenziali anomalie, ovvero 7 potenziali condotte sottomarine che scaricano in maniera illecita in mare. La zona indicata dal governatore insieme ai tecnici è quella tra Pizzo, Vibo e Lamezia Terme.</p>
<p>&#8220;Chi inquina il mare è un nemico della Calabria e chi lo fa addirittura costruendo una condotta illecita è un criminale&#8221;. Le conclusioni di Occhiuto sono perentorie “Vi troveremo”.</p>
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		<item>
		<title>Illeciti ambientali ed urbanistici: scoperte e sequestrate diverse attività su fascia bassa jonica reggina</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/illeciti-ambientali-ed-urbanistici-scoperte-e-sequestrate-diverse-attivita-su-fascia-bassa-jonica-reggina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 07:56:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si intensifica l’azione dei Carabinieri forestali nell’ambito delle Campagne di controllo disposte dal Comando Legione Carabinieri Forestale “Calabria”, nei diversi settori di competenza. Nel reggino, in particolare, tali attività hanno portato alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di otto persone per svariate violazioni alla normativa edilizia, paesaggistica e sulla gestione dei rifiuti. Nel dettaglio, Militari del Nucleo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si intensifica l’azione dei <strong>Carabinieri forestali</strong> nell’ambito delle Campagne di controllo disposte dal Comando Legione Carabinieri Forestale “Calabria”, nei diversi settori di competenza. Nel reggino, in particolare, tali attività hanno portato alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di otto persone per svariate violazioni alla normativa edilizia, paesaggistica e sulla gestione dei rifiuti. Nel dettaglio, Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Melito di Porto Salvo, in sinergia con militari del Nucleo Carabinieri Parco e della Stazione di Bagaladi (RC), hanno scoperto e sequestrato, nel Comune di <strong>San Lorenzo</strong>, un terreno con la presenza di numerosi automezzi abbandonati. Gli accertamenti successivi hanno permesso di risalire ai proprietari degli automezzi e del terreno, cinque persone, alle quali è stato contestato il reato di abbandono di rifiuti speciali.</p>
<p>Nel Comune di <strong>Melito di Porto Salvo</strong>, gli stessi Carabinieri forestali locali, coadiuvati dalla Polizia Locale, in esito ad un controllo documentale, hanno accertato la presenza di un’officina meccanica, gestita da due soggetti del posto, all’interno di un capannone metallico totalmente abusivo, privo di ogni titolo autorizzativo e da tempo destinato alla demolizione. Svariate sono state le irregolarità riscontrate che sono valse al titolare dell’officina numerose contestazioni di reato per la gestione irregolare dei rifiuti, inquinamento delle acque e per disturbo della quiete pubblica. </p>
<p>Infine a <strong>Condofuri Marina</strong>, i Carabinieri Forestali di Melito di Porto Salvo e Bagaladi hanno sequestrato uno stabilimento balneare costruito su area demaniale marittima che, stante alle analisi documentali, risulterebbe autorizzato solo come struttura a carattere stagionale ma che di fatto il titolare aveva reso permanente, con la realizzazione di opere edili di notevole dimensioni e modificando in modo irreversibile il territorio, ricadente peraltro in zona sottoposta a svariati vincoli di protezione. Inevitabile il deferimento all’Autorità Giudiziaria del titolare dello stabilimento e del tecnico incaricato alla gestione dell’iter autorizzativo che dovranno rispondere di una lunga serie di reati ambientali.<br />
I procedimenti sono attualmente pendenti in fase di indagini e l’effettive responsabilità delle persone deferite saranno vagliate nel corso dei successivi processi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>GdF Catanzaro, illeciti contro il reddito di cittadinanza: indebite percezioni per oltre 1Milione di Euro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gdf-catanzaro-illeciti-contro-il-reddito-di-cittadinanza-indebite-percezioni-per-oltre-1milione-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2023 08:24:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[GdF Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[illeciti]]></category>
		<category><![CDATA[reddito di cittadinanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza di Catanzaro, nell’ambito dell’attività di tutela della spesa pubblica nazionale, ha scoperto numerosi illeciti percettori del reddito di cittadinanza. I militari del Comando Provinciale di Catanzaro, nel corso di controlli mirati volti alla tutela delle uscite del bilancio dello Stato nel settore delle “prestazioni sociali agevolate”, hanno eseguito accertamenti nei confronti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gdf-catanzaro-illeciti-contro-il-reddito-di-cittadinanza-indebite-percezioni-per-oltre-1milione-di-euro/">GdF Catanzaro, illeciti contro il reddito di cittadinanza: indebite percezioni per oltre 1Milione di Euro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza di Catanzaro, nell’ambito dell’attività di tutela della spesa pubblica nazionale, ha scoperto numerosi illeciti <strong>percettori del reddito di cittadinanza</strong>. I militari del Comando Provinciale di Catanzaro, nel corso di controlli mirati volti alla tutela delle uscite del bilancio dello Stato nel settore delle “prestazioni sociali agevolate”, hanno eseguito<strong> accertamenti nei confronti di 318 percettori</strong> del reddito di cittadinanza che si sono conclusi con la<strong> denuncia all’autorità giudiziaria</strong> competente di <strong>150 persone</strong>.</p>
<p>Tra i soggetti denunciati figurano anche <strong>82 stranieri</strong> che non avevano il requisito, previsto dalla normativa vigente, dei 10 anni di residenza nel territorio nazionale. Oltre a loro, c’è pure una<strong> donna residente nell’hinterland catanzarese</strong>, risultata però titolare di disponibilità finanziarie pari a 160.000 euro; c’è un ventenne che si era “distaccato” fittiziamente dal nucleo familiare dei propri genitori che percepivano un reddito annuo pari a 130.000 euro e persino la moglie di un boss della ‘ndrangheta condannato in via definitiva. Non è mancato all’appello nemmeno un imprenditore che da sempre esercitava attività di “trasporto merci” ma che per 20 anni non aveva mai presentato la dichiarazione dei redditi: La Guardia di Finanza lo aveva già controllato prima che richiedesse il reddito di cittadinanza, contestandogli un’omessa dichiarazione dei redditi per oltre 1.900.000 euro e un mancato versamento delle tasse pari a 725.000 euro.</p>
<p>Le <strong>150 le persone denunciate</strong> alle Procure della Repubblica di Catanzaro e Lamezia Terme, che rischiano una condanna fino a 6 anni di reclusione, sono state segnalate anche all’Inps di Catanzaro che ha già provveduto a bloccare e revocare l’erogazione del reddito di cittadinanza. Dall’operazione delle Fiamme Gialle, condotta dai Reparti di Catanzaro, Lamezia Terme e Soverato, è infine emerso che l’ammontare complessivo del reddito di cittadinanza percepito illecitamente è stato pari 1.180.000 euro, mentre ammontano a 207.000 euro i contributi bloccati a chi li percepiva illecitamente. L’attività svolta dai finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro si inquadra nel più ampio piano di monitoraggio e controllo a tutela della spesa pubblica nazionale, nel corso del quale le Fiamme Gialle continuano a profondere il massimo impegno per contrastare l’indebita percezione di benefici spettanti alle persone maggiormente in difficoltà.</p>
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		<title>Individuati nel Cosentino 110 soggetti che hanno indebitamente beneficiato dei “buoni spesa covid&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/individuati-110-soggetti-che-hanno-indebitamente-beneficiato-dei-buoni-spesa-covid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 08:06:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[buoni spesa covid]]></category>
		<category><![CDATA[illeciti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito della costante attività di Polizia Economica Finanziaria a tutela della spesa pubblica, i Finanzieri della Compagnia di Corigliano-Rossano hanno individuato 110 soggetti residenti nei comuni di Acri e Cariati (CS), i quali, nell’anno 2021, hanno indebitamente percepito il sussidio dei cosiddetti “buoni spesa Covid-19”, erogati dal Governo nazionale per sostenere le fasce più deboli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito della costante attività di Polizia Economica Finanziaria a tutela della spesa pubblica, i Finanzieri della Compagnia di Corigliano-Rossano hanno individuato<strong> 110 soggetti</strong> residenti nei comuni di Acri e Cariati (CS), i quali, nell’anno 2021, hanno <strong>indebitamente percepito il sussidio</strong> dei cosiddetti “buoni spesa Covid-19”, erogati dal Governo nazionale per sostenere le fasce più deboli delle società, maggiormente colpite dall’attuale emergenza pandemica.</p>
<p>I risconti posti in essere dalle Fiamme Gialle, svolti attraverso l’incrocio di numerosi dati fruibili attraverso le banche dati in uso al Corpo, hanno permesso di riscontrare numerose irregolarità nelle domande presentate dai cittadini per la fruizione dei citati sussidi, previsti dal Decreto Legge del 23 novembre 2020, n. 154. L’attività complessivamente svolta, nel cui contesto è stata analizzata la situazione economico-patrimoniale di circa<strong> 400 beneficiari</strong> e dei rispettivi nuclei familiari, ha permesso di constatare che molti di questi, pur risultando già percettori di altre prestazioni sociali (come il reddito di cittadinanza o l&#8217;indennità di disoccupazione) o intestatari di un regolare contratto di lavoro, avevano in realtà<strong> falsamente autocertificato</strong>, al fine di ottenere sussidi per un<strong> importo compreso tra 100 e 1.000 euro</strong>, di trovarsi in condizioni di difficoltà economica o di indigenza tali da non consentire neppure il minimale approvvigionamento di generi alimentarie di prima necessità.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-178060 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/15122021_084206_FotoGdf01-300x225.jpg" alt="" width="452" height="339" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/15122021_084206_FotoGdf01-300x225.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/15122021_084206_FotoGdf01-696x522.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/15122021_084206_FotoGdf01-560x420.jpg 560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/15122021_084206_FotoGdf01-80x60.jpg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/15122021_084206_FotoGdf01-265x198.jpg 265w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/15122021_084206_FotoGdf01.jpg 751w" sizes="(max-width: 452px) 100vw, 452px" /></p>
<p>All’esito dell’indagine, è stata riscontrata l’indebita <strong>concessione di benefici per 40.000 euro</strong> da parte dei Comuni interessati, ai quali sono state trasmesse specifiche segnalazioni per il recupero delle somme. Nei confronti degli indebiti fruitori sono state irrogate<strong> sanzioni amministrative per complessivi 120.000 euro</strong>. Prosegue l’attività della Guardia di Finanza nel contrasto ad ogni forma di illecito a danno della spesa pubblica, al fine di prevenire e reprimere, in un periodo di grave crisi economica causata dall’emergenza sanitaria legata al diffondersi del Covid-19, le fattispecie di indebita percezione, frode e malversazione delle risorse pubbliche, che generano iniquità e minano la coesione sociale.</p>
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		<title>Rapporto Ecomafia 2021: Calabria al quinto posto per illeciti ambientali- Ecco tutti i dati per provincia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapporto-ecomafia-2021-calabria-al-quinto-posto-per-illeciti-ambientali-ecco-tutti-i-dati-per-provincia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 14:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[illeciti]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto Ecomafie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2020, anno nero segnato dalla pandemia Covid-19, l&#8217;Ecomafia non conosce lockdown e pause, né risparmia l&#8217;ambiente. A fotografare la situazione è il nuovo rapporto Ecomafia 2021, realizzato da Legambiente con il sostegno di COBAT E NOVAMONT e edito da Edizioni Ambiente, presentato oggi in conferenza stampa a Roma. Il Rapporto analizza i dati frutto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2020, anno nero segnato dalla pandemia Covid-19, l&#8217;Ecomafia non conosce lockdown e pause, né risparmia l&#8217;ambiente. A fotografare la situazione è il nuovo rapporto Ecomafia 2021, realizzato da Legambiente con il sostegno di COBAT E NOVAMONT e edito da Edizioni Ambiente, presentato oggi in conferenza stampa a Roma. Il Rapporto analizza i dati frutto dell&#8217;intensa attività svolta da forze dell&#8217;ordine, Capitanerie di porto, magistratura, insieme al lavoro del Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente nato dalla sinergia tra Ispra e Agenzie regionali per la protezione dell&#8217;ambiente e dell&#8217;Agenzia delle dogane e dei monopoli.</p>
<p>In Italia nel 2020 sono stati 34.867 i reati ambientali accertati (+0,6% rispetto al 2019), alla media di oltre 95 reati al giorno, 4 ogni ora. Aumentano le persone denunciate, le ordinanze di custodia cautelare eseguite, i sequestri effettuati, ma cala il numero complessivo dei controlli che, a causa della pandemia, ha subito una flessione del 17% rispetto al 2019. Preoccupante anche il numero dei comuni commissariati per ecomafia sino a oggi, ben 32, dei quali 11 sono stati sciolti nei primi nove mesi del 2021.</p>
<p>Rimane sempre alta l&#8217;incidenza dei reati ambientali accertati nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa quali Sicilia, Campania, Puglia e Calabria che incidono del 46,6% del totale nazionale. Nella classifica regionale, infatti, al primo posto per reati ambientali troviamo la Campania, seguita da Sicilia e poi dalla Puglia. Al quarto posto, però, quest&#8217;anno sale il Lazio con un incremento del 14,5% sul 2019, superando così la Calabria che invece si colloca al quinto posto della classifica nazionale con 2.826 reati.<br />
Nel Rapporto, inoltre, emerge chela Calabria possiede il triste primato per le interdittive antimafiacon ben 194 provvedimenti. Seguita da Campania (100), Sicilia (97) e Puglia (93).<br />
<strong>ILLECITI AMBIENTALI CALABRIA </strong></p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/11/Illeciti.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-173723" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/11/Illeciti-300x80.png" alt="" width="653" height="174" /></a></p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/11/Cemento.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-173724" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/11/Cemento-300x95.png" alt="" width="641" height="203" /></a></p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/11/Rifiuti.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-173726" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/11/Rifiuti-300x95.png" alt="" width="641" height="203" /></a></p>
<p>Nel ciclo illegale del cemento la Calabria si colloca al 4°posto nella classifica delle regioni italiane con 1082 reati. Nella top20 delle province italiane, infatti, Cosenza è al 2° posto con 271 reati; Reggio si colloca al 5°posto; Crotone al 13° e Vibo al 14°posto.<br />
<strong>CICLO ILLEGALE RIFIUTI CALABRIA</strong></p>
<p>Per quanto riguarda il ciclo illegale dei rifiuti, invece, la Calabria è all&#8217;8° postocon 456 reati. Nella top20 delle province italiane, Cosenza è all&#8217;8° posto, seguita da Reggio Calabria.</p>
<p>Dal 2002 ad oggi, tra le principali operazioni di polizia giudiziaria sull&#8217;art.452 quaterdecies del Codice Penale, sono state 39 le inchieste che hanno riguardato la Calabria di cui 25 dirette dalle procure calabresi e 14 dalle altre procure d&#8217;Italia in cui è coinvolta la Calabria. Dall&#8217;operazione &#8220;Econox&#8221; del 20 aprile del 2002 a &#8220;Mala pigna&#8221; del 19 ottobre 2021, 193 sono state le ordinanze di custodia cautelare emesse; 616 le persone denunciate, 74 le aziende coinvolte. Ben 4 le operazioni nel 2021: &#8220;Erebo Lacinio&#8221;; &#8220;Quarta Chiave&#8221;, &#8220;Efesto 2&#8221; e &#8220;Mala pigna&#8221;.</p>
<p>La Calabria si colloca al 6°postoinvece nella classifica dei casi di incendi ad impianti di trattamento smaltimento e recupero rifiuti che, dal 2013 ad oggi, in regione sono stati 88.</p>
<p><strong>REATI CONTRO LA FAUNA SU TERRAFERMA E MARE</strong></p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/11/Fauna.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-173727" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/11/Fauna-300x95.png" alt="" width="641" height="203" /></a></p>
<p>Nei reati contro la fauna, su terraferma e a mare, 5°posto per la Calabria con 527 reati. Reggio Calabria al 5°posto in Italia. Nella pesca illegale per km di costa, la Calabria è al 3° posto con 374 reati su 111,7 km di costa (3,3 reati per km di costa).</p>
<p>&#8220;La Calabria, tra i territori a tradizionale presenza mafiosa, – afferma Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria – continua a mantenersi sempre nei primi posti delle classifiche per il ciclo illegale del cemento e dei rifiuti, degli incendi e per i reati contro gli animali. Ad incoraggiarci è il ruolo della magistratura e di quei cittadini che hanno deciso da che parte stare. Tante le indagini che le procure calabresi stanno portando avanti con importanti risultati. Da parte nostra, continueremo a tenere alta l&#8217;attenzione attraverso la continua e pressante presenza nei territori con il prezioso contributo dei circoli locali, attraverso le nostre denunce e le diverse iniziative di sensibilizzazione. Siamo consapevoli però che tutto questo non può bastare se non verrà completato il quadro normativo sui reati ambientali soprattutto in vista dell&#8217;arrivo di ingenti somme di denaro, previste dal PNRR, che invece di sollevare la Calabria dal profondo gap infrastrutturale, rischia invece di soddisfare gli &#8220;appetiti&#8221; delle organizzazioni criminali&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non si deve assolutamente abbassare la guardia contro i ladri di futuro – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente &#8211; a maggior ragione in un momento storico in cui dovremo spendere ingenti risorse pubbliche previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Va scongiurato in ogni modo il rischio di infiltrazioni ecomafiose nei cantieri per la realizzazione di opere ferroviarie e portuali, impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e di riciclo dei rifiuti, depuratori, interventi di rigenerazione urbana, infrastrutture digitali, solo per fare qualche esempio delle opere che servono alla transizione ecologica del paese. Il lavoro di repressione ha avuto un&#8217;impennata grazie ai delitti contro l&#8217;ambiente, che siamo riusciti a far inserire nel Codice penale nel 2015, dopo 21 anni di lavoro incessante. Ora è fondamentale un deciso cambio di passo che porti a completare il sistema normativo inserendo i delitti ambientali e di incendio boschivo tra i reati per cui è possibile, vista la loro particolare gravità e complessità, prorogare i termini di improcedibilità previsti dalla riforma della giustizia, approvata dal Parlamento. Va aggiornato il Codice penale inserendo tra i delitti anche le agromafie, il traffico di opere d&#8217;arte e di reperti archeologici e il racket degli animali. È poi fondamentale – continua Ciafani- alzare il livello qualitativo dei controlli pubblici ambientali in tutta Italia, a partire dal Centro-Sud. Servono nuove risorse finalizzate all&#8217;aumento del personale per le valutazioni e le ispezioni e all&#8217;acquisto della strumentazione innovativa per effettuare i monitoraggi. Si deve procedere speditamente all&#8217;approvazione dei decreti attuativi della legge 132 del 2016, che ha istituito il Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente&#8221;.</p>
<p>&#8220;I dati del Rapporto Ecomafia – dichiara Enrico Fontana, responsabile osservatorio ambiente e legalità di Legambiente – confermano l&#8217;urgenza di completare il quadro normativo a tutela dello straordinario patrimonio ambientale e culturale del nostro paese, della salute dei cittadini e della buona economia e di rimediare quanto prima a due errori: quello commesso dal governo e dal Parlamento nell&#8217;approvazione della riforma del Codice penale, avvenuta a settembre del 2021, a causa della quale, nonostante i forti appelli lanciati a più riprese da Legambiente, Libera, WWF, Greenpeace e Focsiv, scatterà la tagliola dell&#8217;improcedibilità per i delitti contro l&#8217;ambiente, per i quali deve invece essere garantito tutto il tempo necessario per fare giustizia; l&#8217;interpretazione restrittiva da parte del ministero dell&#8217;Interno della norma che introduce il potere sostitutivo dei prefetti di fronte all&#8217;inadempienza dei comuni, che emettono ma non eseguono ordinanze di demolizione di immobili abusivi, la cui applicazione riguarderebbe solo le ordinanze di demolizione emesse dopo l&#8217;approvazione della legge 120/2020, il cosiddetto decreto Semplificazioni entrato in vigore il 15 settembre del 2020&#8221;.</p>
<p><strong>Le proposte di Legambiente</strong><br />
L&#8217;Associazione ambientalista, tra le sue principali 10 proposte, chiede: di inserire, come primo provvedimento utile, i delitti ambientali previsti dal titolo VI-bis del Codice Penale e il delitto di incendio boschivo tra quelli per cui non scatta l&#8217;improcedibilità; approvare delle leggi contro agromafie e saccheggio del patrimonio culturale, archeologico e artistico e introduzione nel Codice penale dei delitti contro gli animali; ripristinare, se necessario con una modifica legislativa, la corretta attuazione da parte delle prefetture di quanto previsto dall&#8217;articolo 10-bis della legge 120/2020, che ne stabilisce il potere sostitutivo in tutti i casi, anche antecedenti all&#8217;approvazione della norma, di mancata esecuzione da parte dei comuni delle ordinanze di demolizione di immobili abusivi; inasprire le sanzioni previste contro i traffici illegali di rifiuti; emanare i decreti attuativi della legge 132/2016 che ha istituito il Sistema Nazionale per la protezione per l&#8217;ambiente; garantire l&#8217;accesso gratuito alla giustizia da parte delle associazioni, come Legambiente, iscritte nel Registro unico nazionale del Terzo settore e impegnate di fronte a qualsiasi autorità giudiziaria in qualsiasi grado di giudizio nel perseguimento dei propri fini statutari.</p>
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		<title>Rifiuti illeciti verso la Calabria, d&#8217;Ippolito (M5S) lancia nuovo allarme: &#8220;serve inchiesta parlamentare&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rifiuti-illeciti-verso-la-calabria-dippolito-m5s-lancia-nuovo-allarme-serve-inchiesta-parlamentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2021 13:08:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[D'Ippolito]]></category>
		<category><![CDATA[illeciti]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Conferma tutto quanto nelle sedi parlamentari avevo segnalato sulla necessità di potenziare i controlli relativi allo smaltimento dei rifiuti, la recente inchiesta, nata a Salerno, su un illecito traffico di ecoballe che ha portato, tra l&#8217;altro, al sequestro di un capannone situato a Lamezia Terme». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Giuseppe d&#8217;Ippolito, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Conferma tutto quanto nelle sedi parlamentari avevo segnalato sulla necessità di potenziare i controlli relativi allo smaltimento dei rifiuti, la recente inchiesta, nata a Salerno, su un illecito traffico di ecoballe che ha portato, tra l&#8217;altro, al sequestro di un capannone situato a Lamezia Terme». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Giuseppe d&#8217;Ippolito, che alla Camera siede in commissione Ambiente. «Ancora una volta – prosegue il parlamentare – ci troviamo di fronte ad una vicenda di grossi interessi nel ciclo dei rifiuti. Ancora una volta, peraltro, le indagini portano dritto in Calabria, dove bisogna approfondire, anche e soprattutto da parte del governo e del Parlamento, il tema della permeabilità delle aziende del settore e dei possibili collegamenti con gruppi di affari o, peggio, criminali». </p>
<p>«Risulta sempre più chiaro, anche per le risultanze dell&#8217;operazione antimafia Mala Pianta, come nel Mezzogiorno, che ha spesso servizi pessimi e costi elevatissimi, vi siano – rimarca il deputato del Movimento 5 Stelle – legami stretti tra imprese del settore e come nella stessa area si perpetuino manovre illecite per aggirare le norme e trarre profitti, anche con la partecipazione della criminalità organizzata, con intestazioni fittizie, accordi opachi e connivenze, a danno dell&#8217;ambiente, della salute, dell&#8217;economia e del territorio». «Sempre più spesso – conclude D&#8217;Ippolito – si registrano movimenti illegali di rifiuti verso il Sud, in particolare verso la Calabria. Questo fatto deve indurre ad aprire uno specifico filone d&#8217;inchiesta parlamentare, perché potrebbero ancora nascondersi impensabili livelli di complicità e perché l&#8217;inquinamento provocato potrebbe essere molto più vasto di quello emerso nelle inchieste giudiziarie».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rifiuti-illeciti-verso-la-calabria-dippolito-m5s-lancia-nuovo-allarme-serve-inchiesta-parlamentare/">Rifiuti illeciti verso la Calabria, d&#8217;Ippolito (M5S) lancia nuovo allarme: &#8220;serve inchiesta parlamentare&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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