Tag: illecita

  • Gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi: due denunce a Gerocarne

    Gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi: due denunce a Gerocarne

    I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Serra San Bruno (VV) hanno denunciato in stato di libertà due soggetti, originari di Lamezia Terme, ritenuti responsabili, allo stato degli accertamenti, del reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata in concorso.

    Nel corso di un servizio di controllo del territorio, i Carabinieri sorprendevano i due lungo una strada provinciale nel territorio del comune di Gerocarne, mentre, a bordo di un autocarro, trasportavano circa 50 chilogrammi di rifiuti speciali pericolosi, costituiti da parti meccaniche di veicoli impregnate di olio e fluidi residui, in assenza delle prescritte autorizzazioni previste dalla normativa di settore.

    Il veicolo e il carico trasportato venivano pertanto sottoposti a sequestro, mentre i due soggetti venivano denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. L’attività si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo e prevenzione posto in essere dall’Arma dei Carabinieri, finalizzato al contrasto dei reati ambientali e alla salvaguardia dell’ecosistema.

  • Bagnara Calabra, scoperti deposito edile abusivo e gestione illecita di rifiuti: due denunce

    Bagnara Calabra, scoperti deposito edile abusivo e gestione illecita di rifiuti: due denunce

    I Carabinieri della Stazione di Bagnara Calabra, nel corso di mirati servizi di controllo del territorio, hanno effettuato un sopralluogo all’interno di un deposito di una ditta edile, dove erano in corso lavori di sbancamento e movimentazione di terra in assenza di qualsiasi titolo autorizzativo. L’attività ispettiva ha inoltre permesso di accertare la presenza di numerosi rifiuti speciali non pericolosi, riconducibili a lavorazioni edili, gestiti in maniera irregolare e in violazione della normativa nazionale sulla tutela ambientale.

    In particolare, la mancanza dei prescritti formulari di identificazione e tracciabilità non consentiva di stabilire con certezza la provenienza e la destinazione del materiale di risulta, che in molti casi viene smaltito illegalmente attraverso il conferimento in discariche abusive. Al termine degli accertamenti, i Carabinieri hanno denunciato in stato di libertà due persone per i reati di abusivismo edilizio e gestione illecita di rifiuti, sequestrando contestualmente un’area di circa 2.000 metri quadrati.

    L’operazione rientra nel quadro delle attività di prevenzione e contrasto ai reati ambientali che l’Arma conduce costantemente, a tutela del territorio e della collettività. I controlli proseguiranno senza sosta per scoraggiare condotte illecite e garantire il rispetto delle regole, in un’area particolarmente sensibile dal punto di vista paesaggistico e ambientale.

  • Reggio Calabria, arrestati dalla Polizia due soggetti per combustione illecita di rifiuti

    Reggio Calabria, arrestati dalla Polizia due soggetti per combustione illecita di rifiuti

    La Polizia di Stato di Reggio Calabria ha arrestato due uomini, rispettivamente di 50 e 34 anni, sorpresi nella flagranza dei reati di combustione illecita di rifiuti, attività di gestione rifiuti non autorizzata, ricettazione e getto pericoloso di cose, tutti commessi in concorso tra loro. A seguito di una segnalazione giunta alla Sala Operativa della Questura, diversi equipaggi delle Volanti hanno raggiunto Arghillà, dove due soggetti erano intenti a bruciare matasse di rame.

    Gli stessi, ancora presenti sul posto, nel corso del controllo di polizia hanno rivendicato la proprietà dei circa 8 kg di rame, senza tuttavia fornire indicazioni precise sulla relativa provenienza.

    Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i due soggetti, un 50enne pregiudicato e già destinatario di obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria, ed un 34 enne con precedenti penali e di polizia e già destinatario di avviso orale, sono stati collocati presso le relative abitazioni ed il rame è stato sequestrato.

  • VIDEO-17 arresti e 6 società sequestrate per gestione illecita dei depuratori comunali-DETTAGLI

    VIDEO-17 arresti e 6 società sequestrate per gestione illecita dei depuratori comunali-DETTAGLI

    Nella mattinata odierna, in una vasta operazione nelle province di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia, i militari del Nucleo Operativo Centrale e Cooperazione Internazionale del Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica, del Nucleo Operativo Ecologico di Catanzaro e del Gruppo Carabinieri Forestali di Catanzaro, supportati in fase esecutiva da militari dei Comandi Provinciali Carabinieri di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia, nonché dall’8° Nucleo Elicotteri CC di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare personale e reale emessa dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 18 persone (4 in custodia cautelare in carcere, 13 in custodia cautelare domiciliare ed 1 con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) gravemente indiziate a vario titolo dei reati di associazione per delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e frode nelle pubbliche forniture.

    Tra i reati contestati vi è un tentativo di estorsione aggravato dalla modalità mafiosa nei confronti di un dipendente di una società, il quale avrebbe subito una minaccia da parte di esponenti della consorteria di ‘ndrangheta locale, su commissione del proprio datore di lavoro, al fine di farlo desistere dall’intraprendere iniziative sindacali finalizzate all’ottenimento di spettanze stipendiali dovutegli. Nei confronti di altri 12 soggetti, di cui 4 funzionari di enti locali, sono state emesse informazioni di garanzia. Il provvedimento prevede, inoltre, il sequestro preventivo delle quote e del compendio aziendale di 6 società con sede nella Provincia di Catanzaro da affidare ad amministratori giudiziari nominati dall’A.G. Il valore complessivo delle aziende ammonta ad oltre 10 milioni di euro. La Direzione Distrettuale Antimafia ha altresì ipotizzato la responsabilità amministrativa prevista dal D.Lgs. 231/2001.

    La complessa attività di indagine, convenzionalmente denominata “Scirocco”, ipotizza l’esistenza di un’organizzazione tesa all’ottenimento di più commesse e alla esecuzione degli appalti in frode ai contratti e alla commissione di reati ambientali derivanti dalla gestione di 34 depuratori a servizio di 40 comuni ubicati nelle 5 province calabresi.
    In particolare, si ipotizza che i responsabili delle società ottenessero illeciti profitti attraverso:
    – l’abbattimento dei costi di gestione degli impianti di depurazione, determinato principalmente dal parziale trattamento dei fanghi prodotti dalla lavorazione delle acque reflue, nonché dalle mancate manutenzioni previste dai capitolati d’appalto;
    – la redazione di falsi Formulari di Identificazione Rifiuti nei quali si attestava il fittizio conferimento di rifiuti presso un impianto di depurazione con sede in un comune della provincia di Catanzaro;
    – lo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti (fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane, rifiuti prodotti dalla pulizia delle acque di scarico, fanghi delle fosse settiche), per più di 2.000 tonnellate, nell’arco di circa un anno che venivano conferiti presso il citato impianto di depurazione fanghi, per una asserita attività di trattamento, in realtà mai eseguita;
    – la richiesta ad alcuni dei Comuni, con successiva liquidazione, degli oneri per le operazioni di manutenzione degli impianti di depurazione, prestazioni che invece avrebbero dovuto essere a carico della società.
    Tali condotte illecite, secondo gli indizi raccolti, hanno inoltre avuto come conseguenza il malfunzionamento di numerosi impianti di depurazione comunali che in 10 casi hanno comportato l’illecito sversamento dei liquami non trattati sia nei terreni circostanti che direttamente in mare, con evidente compromissione delle matrici ambientali.
    Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 4 depuratori dislocati in varie località della Calabria ed è stato effettuato l’accesso presso 24 comuni ricadenti nelle 5 province calabresi, da cui sono emersi diversi casi di frode ai danni della pubblica amministrazione con il concorso di funzionari pubblici.
    Determinanti sono stati, a riscontro dell’attività investigativa, le attività tecniche di monitoraggio dei siti grazie ai quali è stato ricostruito l’illecito modus operandi. Un dato importante è emerso altresì dai periodici monitoraggi effettuati da Legambiente sulla qualità del mare, dei laghi e delle coste, che hanno confermato il quadro allarmante della situazione che caratterizza la qualità delle acque nei pressi dei siti di depurazione attenzionati.
    Il procedimento per l’ipotesi di reato è attualmente nella fase delle indagini preliminari.