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	<title>Iamonte Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Melito Porto Salvo, confiscati beni immobili per 2 milioni di euro al commercialista Giuseppe Errigo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 14:15:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca &#8211; emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica &#8211; nei confronti di un commercialista, Giuseppe Errigo, di Melito Porto Salvo (RC), condannato in via definitiva nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca &#8211; emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica &#8211; nei confronti di un commercialista, Giuseppe Errigo, di Melito Porto Salvo (RC), condannato in via definitiva nel 2015 per il delitto di associazione mafiosa, in quanto &#8220;punto di riferimento e uomo di fiducia sul piano contabile e tributario&#8221;, a partire dal 2002, della cosca “Iamonte”, operante nell’area grecanica. In particolare, il predetto professionista ha messo a disposizione della citata organizzazione criminale le sue conoscenze tecniche, gestendo i profili contabili di talune attività commerciali e società intestate a “prestanomi” o “teste di legno”, consapevole dell’identità dei reali titolari delle stesse, nonché fornendo consigli e suggerimenti ai vertici del sodalizio per sviare i controlli delle autorità preposte, soprattutto in momenti di fibrillazione della consorteria, come in occasione di indagini da parte dell’Autorità Giudiziaria.</p>
<p>Come precisato nel provvedimento ablativo eseguito, il succitato commercialista ha fornito, perciò, una collaborazione criminale ad ampio raggio che è sconfinata a pieno titolo in una vera e propria condotta di valenza associativa, avendo concesso stabilmente le sue abilità tecnico-contabili al fine precipuo di consentire di aggirare i divieti di legge ed eludere la normativa in materia di misure di prevenzione nonché consentendo l’arricchimento della cosca e il consolidamento della sua capacità di condizionare, attraverso forme di partecipazione solo apparentemente lecite, larghi settori dell’economia locale. E’ stata ritenuta, pertanto, sussistente la pericolosità sociale del destinatario della misura di prevenzione in argomento, tanto in relazione all’accertata partecipazione alla cosca “Iamonte” (e, quindi, per avere apportato un reiterato contributo alla realizzazione dei fini illeciti perseguiti dalla citata consorteria), quanto in relazione alla commissione del delitto di “trasferimento fraudolento di valori” in termini di intestazione fittizia di beni.</p>
<p>In proposito, la rilevante attività d’indagine patrimoniale svolta dalla Compagnia della Guardia di finanza di Melito Porto Salvo, in stretta e sistematica sinergia con il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza (S.C.I.C.O.), ha fatto emergere, attraverso complessi e articolati riscontri investigativi, un compendio patrimoniale direttamente e indirettamente nella disponibilità del citato commercialista, il cui valore è risultato decisamente sproporzionato rispetto alla sua capacità reddituale manifestata. Alla luce di tali risultanze, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria disponeva prima il sequestro di prevenzione del patrimonio riferibile al citato commercialista e, da ultimo, riconoscendo la validità dell’impianto istruttorio (basato, come accennato, sulle indagini economico-patrimoniali eseguite dalla Guardia di finanza), ha disposto &#8211; allo stato del procedimento e impregiudicata ogni diversa successiva valutazione nel merito &#8211; l’applicazione della predetta misura di prevenzione patrimoniale della confisca su tutto il patrimonio già in sequestro, costituito da 7 immobili, per un valore complessivo stimato in quasi 2 milioni di euro.</p>
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		<title>VIDEO-Bologna, operazione “Black Fog”: Sequestri alla criminalità organizzata per oltre 4 milioni di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2022 06:46:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[melito porto salvo]]></category>
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<p><strong>Una cinquantina di Finanzieri</strong>, coordinati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna e appartenenti anche a Reparti del Corpo di Milano, Trento e <strong>Reggio Calabria</strong>, hanno eseguito, sul territorio nazionale e all’estero (Romania, Bulgaria e Svizzera),<strong> misure cautelari personali</strong> e reali nei confronti di soggetti che, attraverso condotte preordinate al trasferimento fraudolento di valori, hanno contribuito a reinvestire ingenti somme di denaro riconducibili alla potente e nota <strong>cosca di ‘ndrangheta degli IAMONTE</strong>, egemone nel territorio di <strong>Melito di Porto Salvo (RC)</strong> e con ramificazioni nel Nord Italia, tra le quali una vera e propria “Locale” di stanza a Desio (MI).</p>
<p>Le misure cautelari disposte dal G.I.P. del Tribunale di Bologna &#8211; Dott. Alberto GAMBERINI rappresentano l’epilogo della vasta operazione “Black Fog” condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria di Bologna, le cui indagini, coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, nelle persone del Procuratore Aggiunto &#8211; Dott. Francesco CALECA e del Sostituto Procuratore &#8211; Dott. Flavio LAZZARINI, sono state eseguite tra il 2019 e il 2021. L’attività è stata sviluppata all’esito di una precedente indagine in materia di criminalità organizzata &#8211; eseguita dagli specialisti del G.I.C.O. di Bologna &#8211; convenzionalmente denominata “<strong>Nebbia Calabra</strong>” e nel corso della quale era stata rinvenuta copiosa documentazione, anche informatica, relativa a cospicui investimenti all’estero effettuati dal principale indagato grazie alla connivenza e al supporto di numerosi “colletti bianchi” legati al mondo della finanza e dell’imprenditoria operanti nel nord est del Paese.</p>
<p>In particolare, sono emersi gravi indizi in ordine alla gestione occulta, realizzata attraverso uno strumentale schermo societario di diritto rumeno, di<strong> due centrali idroelettriche in Romania</strong> in grado di generare redditi per 2 milioni di euro all’anno (la cui titolarità è riconducibile a una società con sede in provincia di Trento), alla disponibilità di numerosi rapporti finanziari presso banche svizzere (fra cui 1,6 milioni di dollari USA in seguito movimentati verso un conto sammarinese) e al possesso di immobili di pregio in Bulgaria, oltre a investimenti in titoli USA successivamente movimentati tramite bonifici “mascherati” da finanziamenti fra società estere per 15 milioni di euro. Grazie alle determinanti informazioni fornite dalle Financial Intelligence Unit estere, vale a dire autorità nazionali indipendenti con funzioni di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, sono state intercettate condotte di trasferimento fraudolento di valori aggravate dal cosiddetto “<strong><em>metodo mafioso</em></strong>”, in ragione della vicinanza dell’indagato alla citata<strong> ‘Ndrina</strong>, i cui cospicui interessi economici venivano dallo stesso curati.</p>
<p>Condividendo il quadro probatorio meticolosamente ricostruito dalle Fiamme Gialle d’intesa con i Magistrati della Procura della Repubblica di Bologna, il Tribunale alla sede ha emesso un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali consistenti negli arresti domiciliari del principale indagato, italiano, per il reato di cui all’art. 512-bis c.p. e nel sequestro preventivo del capitale sociale di una società italiana, del saldo di due conti esteri (rumeno e svizzero) fino alla concorrenza di 15 milioni di euro, delle quote societarie di due imprese rumene, di tre conti correnti e di due beni immobili siti a Sofia (Bulgaria). L’esecuzione delle misure è avvenuta, contestualmente, in più Stati dell’Unione Europea grazie al coordinamento dell’Organismo di cooperazione giudiziaria internazionale Eurojust, il cui intervento ha consentito all’Autorità Giudiziaria bolognese di operare in stretta sinergia con i collaterali esteri e rendere così più efficace il contrasto alla criminalità organizzata, connotata da una sempre più marcata proiezione internazionale. L’attività testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nell’aggressione dei patrimoni illeciti, che consente di colpire “al cuore” le organizzazioni criminali e chi è abitualmente dedito a vivere nell’illegalità, restituendo i beni illecitamente accumulati alla collettività e salvaguardando gli operatori economici e i cittadini onesti.</p>
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