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	<title>IACONA Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 18 Mar 2021 10:23:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>PresaDiretta, Granato: &#8220;Difendiamo la libera informazione che fa Riccardo Iacona&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/presadiretta-granato-difendiamo-la-libera-informazione-che-fa-riccardo-iacona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 10:23:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Bianca Laura Granato]]></category>
		<category><![CDATA[IACONA]]></category>
		<category><![CDATA[presa diretta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma – Dopo il segretario generale della Cgil Calabria, anche la Senatrice del Gruppo Misto Bianca Laura Granato interviene a difesa di Riccardo Iacona, dopo la puntata di “PresaDiretta” andata in onda lunedì sera. “La nota diffusa dai componenti del coordinamento delle Camere penali calabresi, di Palmi, Armando Veneto; di Reggio Calabria, Pasquale Foti; di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma – Dopo il segretario generale della Cgil Calabria, anche la Senatrice del Gruppo Misto Bianca Laura Granato interviene a difesa di Riccardo Iacona, dopo la puntata di “PresaDiretta” andata in onda lunedì sera.<br />
“La nota diffusa dai componenti del coordinamento delle Camere penali calabresi, di Palmi, Armando Veneto; di Reggio Calabria, Pasquale Foti; di Locri, Eugenio Minniti; di Catanzaro, Valerio Murgano; di Cosenza, Pietro Perugini; di Castrovillari, Liborio Bellusci; di Vibo Valentia, Giuseppe Mario Aloi; di Crotone, Romualdo Truncè; di Paola, Massimo Zicarelli; di Lamezia Terme, Giuseppe Zofrea; di Rossano, Giovanni Zagarese attacca in maniera raccapricciante il coraggioso giornalismo di Presa Diretta, dopo l’ultima puntata in cui si è occupata del processo Rinascita Scott. Frasi utilizzate dai penalisti come “Assistiamo, oramai assuefatti, all’abuso costante del diritto-dovere di informare da parte dei media, i quali, pur di perseguire l’audience e il successo editoriale, prestano il fianco alle logiche di un potere illimitato nelle mani di un tiranno che tratta i propri cittadini come sudditi” sono in commentabili”.<br />
E’ quanto afferma la senatrice Bianca Laura Granato (Misto).<br />
“Sono, invece, casi fin troppo rari quelli dell’informazione di Iacona e del suo staff. Se di qualcosa difetta il nostro Paese casomai è di una informazione realmente libera e oggettiva – afferma ancora Granato -. Come si possono conoscere e condannare i fenomeni mafiosi se proprio i veri responsabili nei piani alti godono della piena integrazione nell’alta società calabrese, che ormai ha subito un crollo valoriale verticale?  Col pretesto del garantismo della presunzione di innocenza si è sovvertita totalmente la scala dei valori e questo ha favorito il proliferare dei fenomeni corruttivi e consociativi di Mafia e politica in una società che nella sua ignavia e rassegnazione è diventata spesso complice e compiacente. Ormai i cittadini si dividono in quelli che contano e quelli che non contano nulla. Anche per noi politici vale lo stesso criterio di valutazione: ci sono quelli “potenti” che arrivano ad ottenere cose (se giuste o meno, se lecite o meno, se valide o meno, se con prevaricazione o meno poco importa) e quelli che non contano (non importa se ciò avviene perché non ricattano e non si fanno ricattare, perché usano mezzi leciti e non accettano compromessi sulla pelle dei cittadini)”.<br />
“Per me che vivo in Calabria è evidente: gli arresti, le indagini in corso non scalfiscono il potere di chi rimane coinvolto nelle inchieste, anche grazie ad una stampa locale in genere troppo timida nell’azione di denuncia – continua la senatrice -. L’ossequio formale da parte della società nei confronti di questi personaggi persiste e sotto traccia continua a cooptare, clientelarizzare, destrutturare ogni prospettiva di sviluppo dei nostri territori, ad accrescere lo stato di bisogno che rende i cittadini schiavi. Mi chiedo chi sarà mai il non meglio identificato tiranno a cui alludono i penalisti: forse il Procuratore Gratteri e della sua squadra che lavorano indefessamente per difendere lo stato di diritto in Calabria? Auspico che non tutti i penalisti si associno a questo coordinamento – conclude Granato &#8211; da cui sono uscite espressioni inedite di condanna alla libertà di informazione, che è, ricordiamolo, un diritto costituzionalmente sancito”.</p>
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		<title>&#8216;Rinascita-Scott&#8217;, le Camere penali calabresi attaccano &#8216;PresaDiretta&#8217; di Rai 3</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rinascita-scott-le-camere-penali-calabresi-attaccano-presadiretta-di-rai-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 15:58:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[camere]]></category>
		<category><![CDATA[IACONA]]></category>
		<category><![CDATA[penali]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascita-Scott]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Camere penali di Palmi, Reggio Calabria, Locri, Catanzaro, Cosenza, Castrovillari, Vibo Valentia, Crotone, Paola, Lamezia Terme, Rossano e lo stesso Coordinamento delle Camere Penali Calabresi, hanno diffuso una dura nota in relazione alla puntata di &#8220;PresaDiretta&#8221; andato in onda su Rai 3 lunedìm scorso e interamente dedicata all&#8217;inchiesta &#8220;Rinascita-Scott&#8221; il cui processo si sta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le Camere penali di Palmi, Reggio Calabria, Locri, Catanzaro, Cosenza, Castrovillari, Vibo Valentia, Crotone, Paola, Lamezia Terme, Rossano e lo stesso Coordinamento delle Camere Penali Calabresi, hanno diffuso una dura nota in relazione alla puntata di &#8220;PresaDiretta&#8221; andato in onda su Rai 3 lunedìm scorso e interamente dedicata all&#8217;inchiesta &#8220;Rinascita-Scott&#8221; il cui processo si sta celebrando nell&#8217;aula bunker di Lamezia Terme.<br />
&#8220;Non servirà un dibattimento, inutile ascoltare oltre mille testimoni &#8211; indicati in buona parte dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – e attendere la perizia sulle intercettazioni; superflue le domande e le discussioni dei difensori, così come tutta l&#8217;impalcatura processuale sancita nel codice di rito&#8221;- scrivono gli avvocati. &#8220;Non occorreva l&#8217;indovino Tiresia (secondo la mitologia greca reso cieco dagli Dei affinché non profetizzasse argomenti &#8220;segreti&#8221;) per immaginare quello che sarebbe avvenuto da lì a poco nella trasmissione televisiva del servizio pubblico &#8220;presa diretta&#8221;: il processo &#8216;Rinascita Scott&#8217; è stato celebrato dalla Tv di Stato (Rai Tre) con la condanna anticipata di tutti gli imputati. L&#8217;attacco scriteriato e indiscriminato alla presunzione d&#8217;innocenza e ai principi costituzionali del giusto processo non ci sorprende più e, ancor di meno, ci meraviglia che il tribunale del popolo, imbastito abilmente dall&#8217;inchiesta giornalistica, si sia espresso per mezzo della televisione pubblica.<br />
Attraverso la capziosa e partigiana rappresentazione di un processo &#8211; che solo sulla carta deve ancora celebrarsi &#8211; è stata rivendicata la necessità che gli &#8220;orpelli&#8221; del diritto processuale penale siano smantellati attraverso una  scenografica rappresentazione delle istanze punitive della pubblica accusa&#8221;.<br />
&#8220;Le camere penali calabresi &#8211; si legge in una corposa nota &#8211; avevano avvertito e denunciato il rischio che la diffusa delegittimazione della funzione difensiva &#8211; frutto dell&#8217;abusata assimilazione tra l&#8217;avvocato e le ragioni del proprio assistito – risultasse &#8216;plasticamente&#8217; raffigurata dalla &#8216;colossale&#8217; macchina giudiziaria messa in piedi dalla Procura di Catanzaro, senza alcuna tutela per le istanze a presidio delle libertà individuali. Si è già detto: &#8216;emerge lampante come un processo elefantiaco a carico di 480 imputati si risolva &#8216;fisiologicamente&#8217; (sia consentito l&#8217;ossimoro) in un rito sommario nei confronti di &#8216;categorie criminologiche&#8217; assistite dalla presunzione di colpevolezza. Il resto è teatralità. Da avvocati penalisti abbiamo il dovere di resistere alle barbarie del processo virtuale, mediatico, anticipato, capace di condizionare non solo l&#8217;opinione pubblica, ma soprattutto i giudici che compongono il Tribunale del processo &#8216;Rinascita Scott&#8217;. Avevamo paventato &#8211; a ragione &#8211; che la spettacolarizzazione dell&#8217;inchiesta potesse nuocere alla dignità e alle sorti processuali dei soggetti coinvolti&#8221;.<br />
&#8220;Oggi &#8211; sostengono le Camere penali calabresi -si ha la certezza che la sovraesposizione degli atti d&#8217;indagine, interpretati come nelle migliori fiction dai loro stessi protagonisti, verranno valutate come prove della responsabilità penale dei singoli. Violando la riservatezza e la salvaguardia della &#8216;verginità&#8217; cognitiva dei giudici, sono stati escussi testimoni, riprodotte intercettazioni (senza il filtro del perito), divulgate immagini, esibiti atti ripetibili d&#8217;indagini, il tutto nell&#8217;assenza assoluta di un valido contraddittorio. A chi interessa (non si è fatto minimo accenno nella trasmissione) se buona parte (circa 200) delle misure cautelari applicate siano state successivamente censurate nelle sedi giudiziarie del gravame. Sotto lo scudo del diritto di cronaca si è materializzato un attacco cruento ai principi cardinali del sistema penale, le informazioni somministrate senza il filtro di un interlocutore capace di offrirne un&#8217;analisi corretta all&#8217;opinione pubblica. La libertà personale, la tutela dell&#8217;immagine, la difesa della dignità dei soggetti inquisiti, il diritto a un equo e giusto processo, tutti sacrificati sull&#8217;altare di un giustizialismo propagandistico e inquisitorio, degno di una TV di regime&#8221;.<br />
&#8220;Assistiamo- proseguono ancora gli avvocati &#8211; oramai assuefatti, all&#8217;abuso costante del diritto-dovere di informare da parte dei media, i quali, pur di perseguire l&#8217;audience e il successo editoriale, prestano il fianco alle logiche di un potere illimitato nelle mani di un tiranno che tratta i propri cittadini come sudditi. Una sorta di realtà &#8216;parallela&#8217; frutto sapiente di una sceneggiatura montata ad arte dalla testata giornalistica pubblica. Il grido di dolore delle camere penali calabresi è ben condensato nelle sapienti parole che il Guardasigilli ha pronunciando solo due giorni fa in commissione giustizia alla Camera dei Deputati e con le quali il Ministro Marta Cartabia ha riaffermato, a questo punto anche lei inutilmente, il &#8216;no&#8217; al processo mediatico, denunciando &#8216;la sponda&#8217; che gli inquirenti cercano sui media per amplificare la forza delle accuse. Ed allora, i giudici saranno chiamati a valutare fatti già accertati, a giudicare soggetti già condannati, a valutare prove già assunte&#8221;.<br />
Per le Camere penali calabresi &#8220;L&#8217;uso distorto del diritto d&#8217;informazione, l&#8217;annientamento delle garanzie processuali, la violazione sistematica del diritto di difesa, non indeboliscono, ma all&#8217;opposto rafforzano la criminalità organizzata, amplificando logiche e spinte antistatali che trovano nuova linfa nell&#8217;animo di coloro che non credono più che l&#8217;imputato abbia il diritto di difendersi nel processo e nel rispetto delle regole. Le Camere Penali Calabresi, nel ribadire il momento drammatico che l&#8217;esercizio del diritto di difesa vive sul proprio territorio, propongono alla Giunta di voler proclamare lo stato di agitazione dell&#8217;avvocatura penalista, accompagnata da iniziative di carattere politico sull&#8217;intero territorio nazionale&#8221;.</p>
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		<title>PresaDiretta, i risvolti di Rinascita Scott e come aggiustare i processi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/a-presadiretta-i-risvolti-di-rinascita-scott-e-come-aggiustare-i-processi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2021 12:21:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IACONA]]></category>
		<category><![CDATA[massoneria]]></category>
		<category><![CDATA[PRESADIRETTA]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascita-Scott]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché  gli appartenenti alla ndrangheta sapevano tutto di tutti? E come facevano a condizionare appalti, compravendita di beni, intestazioni fittizie, contratti tra privati, acquisizione di imprese? Ma soprattutto, chi li metteva al corrente delle imminenti operazioni di polizia e carabinieri? E&#8217; quanto cerca di capire la puntata di PresaDiretta del giornalista Riccardo Iacona in onda [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Perché  gli appartenenti alla ndrangheta sapevano tutto di tutti? E come facevano a condizionare appalti, compravendita di beni, intestazioni fittizie, contratti tra privati, acquisizione di imprese?<br />
Ma soprattutto, chi li metteva al corrente delle imminenti operazioni di polizia e carabinieri?<br />
E&#8217; quanto cerca di capire la puntata di PresaDiretta del giornalista Riccardo Iacona in onda stasera alle 21.20 su Rai Tre in una puntata che mette sotto i riflettori una delle più importanti operazioni contro la &#8216;ndrangheta nella storia della lotta alla criminalità organizzata e portata a segno dalla Procura di Catanzaro, diretta da Nicola Gratteri, Rinascita Scott.<br />
Impressionante è il numero di colletti bianchi che si erano prestati agli interessi mafiosi: commercialisti, notai, avvocati, amministratori pubblici e funzionari, personale dei palazzi di giustizia, uomini delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<h3>LA STORIA DI RINASCITA, RINASCITA NELLA STORIA</h3>
<p>&#8220;Rinascita Scott&#8221; è una enciclopedia dell&#8217;universo mafioso calabrese, c&#8217;è di tutto dentro: decine di omicidi e di lupare bianche, il traffico d&#8217;armi e quello internazionale di droga, ma ci sono anche le storie delle persone umili vittime del potere &#8216;ndranghetista, a dimostrazione che dove comanda la mafia soffrono tutti.<br />
Con 479 indagati e 334 persone arrestate nel dicembre 2019, l&#8217;inchiesta &#8220;Rinascita Scott&#8221; permette di capire come agisce e come pensa la &#8216;ndrangheta e come riesce ad allearsi con la società, con la politica e con l&#8217;economia. Un vero e proprio Stato illegale parallelo.<br />
Al centro dell&#8217;indagine c&#8217;è la cosca guidata dal boss Luigi Mancuso e le decine di clan a lui collegati, che comandavano su Vibo Valentia e sulla provincia. Con uno sforzo enorme centinaia di carabinieri dei Ros di Roma, Catanzaro e del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia per quattro anni hanno pedinato, monitorato e intercettato decine di &#8216;ndranghetisti.<br />
Ma un capitolo molto inquietante è riservato alla capacità penetrativa delle ndrine nella società civile attraverso logge deviate della massoneria. Da segnalare anche l&#8217;intervista ad un avvocato che per salvaguardare il genitore da una inchiesta si era affidato ad un giudice corruttibile convinto che quello fosse il sistema corrente e sicuro per mitigare o sventare le conseguenze della Giustizia.<br />
&nbsp;</p>
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