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	<title>guardia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Apr 2026 15:25:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Vibo Valentia, uomo aggredisce guardia giurata al pronto soccorso</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-valentia-uomo-aggredisce-guardia-giurata-al-pronto-soccorso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 15:25:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di sabato si sono vissuti momenti di forte tensione al Pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Vibo Valentia dove un 55enne di Mileto avrebbe &#8211; secondo quanto ricostruito &#8211; aggredito una guardia giurata, danneggiando il gabbiotto degli addetti alla sicurezza. Intorno alle 18 l&#8217;uomo è arrivato davanti all&#8217;ingresso del reparto a bordo della propria auto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di sabato si sono vissuti momenti di forte tensione al Pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Vibo Valentia dove un 55enne di Mileto avrebbe &#8211; secondo quanto ricostruito &#8211; aggredito una guardia giurata, danneggiando il gabbiotto degli addetti alla sicurezza. Intorno alle 18 l&#8217;uomo è arrivato davanti all&#8217;ingresso del reparto a bordo della propria auto, lamentando la necessità di far visitare con urgenza il figlio. Avrebbe, però, lasciato il veicolo proprio davanti all&#8217;accesso riservato alle ambulanze, ostacolando di fatto il passaggio dei mezzi di emergenza del 118.  Nonostante i ripetuti inviti da parte del personale della società di vigilanza a spostare l&#8217;auto, inizialmente, l&#8217;uomo avrebbe opposto resistenza, insistendo nel mantenere la posizione. Solo successivamente, grazie anche all&#8217;intervento di un conoscente, il veicolo è stato spostato, facendo apparentemente rientrare la situazione.</p>
<p>Pochi istanti dopo, però, la tensione è riesplosa. L&#8217;uomo avrebbe aggredito uno degli operatori della vigilanza colpendolo con calci e pugni, per poi sfogare la propria rabbia contro le strutture del presidio, lesionando il vetro divisorio del gabbiotto in cui prestano servizio gli addetti alla sicurezza.<br />
Immediato l&#8217;intervento dei carabinieri allertati dal personale sanitario e dalla sicurezza. Sul posto è arrivato anche il responsabile della vigilanza privata nel tentativo di riportare la calma. Il 55enne è stato accompagnato in caserma per essere interrogato e la sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti. La guardia giurata aggredita ha riportato ferite giudicate guaribili in alcuni giorni.</p>
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		<title>I cani da guardia del sottosviluppo calabrese&#8230;di Flavio Stasi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/i-cani-da-guardia-del-sottosviluppo-calabrese-di-flavio-stasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 15:27:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Flavio Stasi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non si può immaginare che una regione ricca di storia e di bellezza possa essere il fanalino di coda in ogni possibile graduatoria europea solo per demerito di altri. Non che questi non ci siano: la spropositata iniquità degli investimenti pubblici tra nord e sud del Paese registrata nel corso dei decenni rappresenta un dato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Non si può immaginare che una regione ricca di storia e di bellezza possa essere il fanalino di coda in ogni possibile graduatoria europea solo per demerito di altri. Non che questi non ci siano: la spropositata iniquità degli investimenti pubblici tra nord e sud del Paese registrata nel corso dei decenni rappresenta un dato inconfutabile.  Tuttavia facendo mente locale o andando a rileggere le più importanti vertenze che riguardano la nostra regione, si scoprirà che i calabresi, come preda di una perpetua e latente sindrome di Stoccolma, ed in particolare la classe dirigente (non solo politica), sono stati sempre i primi fiancheggiatori di coloro che hanno compiuto scelte per penalizzarci.  Sono i cani da guardia del nostro sottosviluppo. Sono coloro, per esempio, che si svegliano terrorizzati dalla possibilità che l&#8217;Alta Velocità possa essere davvero un&#8217;opera strategica per la Calabria, cioè un&#8217;opera che eleva i territori e li fa sviluppare, dando alle comunità autonomia e libertà.</p>
</div>
<div>Questo li terrorizza poiché comunità autonome e libere scelgono liberamente i propri rappresentanti senza bisogno di &#8220;<i>mmasciate</i>&#8221; e si sviluppano economicamente ma anche culturalmente, superando il divario immaginario tra cittadini e coloro che oggi, magari, si ergono a luminari ed invece sono solo mediocri cattedratici al servizio del potere di turno.</div>
<div>Così, per tornare ad un linguaggio più social, questi cani da guardia &#8220;inventano cose&#8221;. Per esempio<b> il zig-zag dell&#8217;Alta Velocità.  </b>Nell&#8217;unico tracciato di AV esistente per la Calabria, ovvero quello che passa per il nodo di Tarsia e per il quale <b>sono stati spesi 35 milioni di euro di soldi pubblici</b>, lo zig zag è solo nella loro mente ottenebrata: <b>una invenzione pura</b>, degna di un premio per la letteratura di fantasia, per cercare di far capire ai calabresi che se <b>il Governo ha tolto loro 10 miliardi di fondi PNRR</b> non è colpa del Governo, ma è colpa loro – dei calabresi – che sono sfigati ed abitano in paesini di montagna. Se la colpa è nostra, perché dovremmo protestare?  Anche questa storia dei &#8220;<i>paesini</i>&#8221; è insistente, sarà per il poco rispetto che si ha della storia e della identità di un comune come Tarsia, Medaglia d&#8217;Argento al Merito Civile, o forse perché i docenti di geografia e matematica non sono stati abbastanza severi in passato: demograficamente sul nodo di Tarsia convergerebbero più calabresi che in qualunque altro nodo, e si tratta di persone che oggi scelgono di non viaggiare o di viaggiare su gomma. Giacché ci siamo con la calcolatrice, verifichiamo anche come cambierebbe, così, la sostenibilità economica delle corse.</div>
<div>
<div></div>
</div>
<div>Ma <b>il sottosviluppo non è una questione di matematica o geografia, è una questione politica e di visione</b>. Il tema che dobbiamo affrontare è se l&#8217;Alta Velocità deve passare per la Calabria – magari spacciando per questo una rabberciata alla linea esistente – o deve servire alla Calabria, al suo sviluppo, alla messa in rete e competitività delle risorse.  Con <b>i fondi PNRR al centro e nord Italia si stanno realizzando opere ferroviarie e stradali strategiche, anche Alta Velocità</b>, e mentre noi siamo costretti a leggere sconclusionati teorici dello sviluppo dell&#8217;anno 3000, <b>ci sono stati sottratti</b> – oggi, non ieri o domani &#8211; <b>10 miliardi di euro </b>perché si è rinunciato all&#8217;unico progetto cantierabile sul quale si sono investiti soldi in progettazione, con la complicità di quasi tutte le rappresentanze istituzionali. No, non ci fermeremo.</div>
<div>* sindaco di Corigliano-Rossano.</div>
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		<title>Sanità, Uil Calabria: Per le Guardia mediche la Regione impieghi i neo-laureati in Medicina</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-uil-calabria-per-le-guardia-mediche-la-regione-impieghi-i-neo-laureati-in-medicina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 16:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I cittadini calabresi hanno diritto a una sanità territoriale efficiente, capillare e pronta a rispondere alle loro esigenze. La Uil Calabria e la Uil Fpl Calabria richiamano con forza l’attenzione delle istituzioni regionali sul drammatico stato del Servizio Sanitario Regionale, aggravato dalla carenza strutturale di personale medico e dalla chiusura di numerosi presidi sanitari, soprattutto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I cittadini calabresi hanno diritto a una sanità territoriale efficiente, capillare e pronta a rispondere alle loro esigenze. La Uil Calabria e la Uil Fpl Calabria richiamano con forza l’attenzione delle istituzioni regionali sul drammatico stato del Servizio Sanitario Regionale, aggravato dalla carenza strutturale di personale medico e dalla chiusura di numerosi presidi sanitari, soprattutto nelle aree interne e nelle zone a maggiore difficoltà di accesso. <strong>La Calabria registra la spesa corrente più bassa in sanità in Italia, con soli 1.748 euro a fronte di una media nazionale di 2.140 euro</strong>. Inoltre, la dotazione organica del personale sanitario è in perenne sofferenza, con una <strong>proiezione drammatica per il 2026</strong>, quando <strong>mancheranno 135 medici di famiglia</strong>. In Calabria il deficit di medici di medicina generale si attesta a oltre 3100 professionisti, e sul nostro territorio <strong>mancano complessivamente 2500 medici</strong>, con ben 450 richieste di trasferimento all’estero. Mentre circa <strong>il 40% delle postazioni di guardia medica risultano vacanti</strong>, rendendo difficoltoso, se non impossibile, garantire il diritto alla salute in molte comunità locali. La situazione è resa ancora più critica dalla recente ondata di pensionamenti che ha colpito il comparto, un fenomeno destinato a peggiorare nei prossimi anni, senza un immediato ricambio generazionale, nonostante le recenti modifiche normative consentano di rimanere in servizio sino a 70 anni.</p>
<p>Secondo l’ultimo rapporto della Federazione italiana dei medici di medicina generale, in Calabria 2 cittadini su 5 non hanno accesso regolare a una guardia medica o a un medico di base nei comuni montani e nelle zone rurali. Un dato che mette in evidenza l’urgenza di agire con soluzioni concrete per colmare questi vuoti. La Uil Calabria e la Uil Fpl Calabria sono convinte <strong>che la Regione debba assumersi l’impegno di elaborare un bando straordinario rivolto ai neo-laureati in Medicina, abilitati alla pratica sanitaria non specialistica, al fine di poter effettuare delle sostituzioni</strong>. Questo provvedimento consentirebbe di coprire i posti vacanti nella medicina di base e nelle postazioni di guardia medica, seppur temporaneamente, offrendo una risposta immediata alla carenza di personale. Allo stesso tempo bisognerebbe farsi parte attiva per ampliare lo spettro di azione oggi consentito ai neolaureati dalle norme vigenti in materia. I neo-laureati, con il loro ingresso nel sistema sanitario regionale, rappresenterebbero una <strong>“boccata d’ossigeno”</strong> per il settore e consentirebbero di fornire servizi sanitari essenziali alle fasce più deboli della popolazione, come gli anziani e i residenti nelle aree interne.</p>
<p>Tuttavia, questa misura d’urgenza deve essere accompagnata da un percorso più ampio e strutturato di riforma del Servizio sanitario. La Uil Calabria e la Uil Fpl Calabria chiedono: Una diversa gestione delle risorse disponibili, con la fine dei tagli lineari che hanno compromesso l’efficienza del sistema; Investimenti mirati nel personale e nelle strutture territoriali, garantendo una maggiore presenza medica nelle aree interne; Piani di formazione e incentivi per i giovani medici, affinché scelgano di lavorare in Calabria, rendendo il sistema sanitario regionale più attrattivo; potenziamento delle misure di welfare aziendale per il personale che opera in Sanità; tempestività nella sottoscrizione dei contratti decentrati integrativi e nell’erogazione delle risorse economiche; maggiori risorse per il personale che opera in servizi svantaggiati (ad esempio il pronto soccorso). Occorre una programmazione coraggiosa, che parta dal coinvolgimento delle giovani generazioni di medici e passi per una revisione radicale delle politiche sanitarie regionali e nazionali. La salute è un diritto fondamentale e non può essere subordinata alla logica del risparmio. Insieme la deputazione calabrese è chiamata a portare avanti una battaglia comune, senza distinzioni ideologiche, affinché si esca da un regime emergenziale che da 15 anni ha certamente indebolito la sanità calabrese.</p>
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		<title>Cassazione: visita domiciliare della Guardia medica è obbligatoria se paziente accusa sintomi gravi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cassazione-visita-domiciliare-della-guardia-medica-e-obbligatoria-se-paziente-accusa-sintomi-gravi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 17:03:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il diritto alla salute comporta l’obbligo per un medico con funzioni pubbliche di tutelarlo. Per questo la visita domiciliare è obbligatoria. Almeno per quei pazienti che riferiscano di accusare sintomi gravi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con una decisione che potrebbe cambiare le consuetudini di medici di base e guardie mediche meno disponibili [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il diritto alla salute comporta l’obbligo per un medico con funzioni pubbliche di tutelarlo. Per questo la visita domiciliare è obbligatoria. Almeno per quei pazienti che riferiscano di accusare sintomi gravi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con una decisione che potrebbe cambiare le consuetudini di medici di base e guardie mediche meno disponibili alle visite domiciliari.<br />
<strong>Diagnosi al telefono, il paziente muore</strong><br />
I giudici hanno confermato la condanna a quattro mesi e all’interdizione dalla professione per lo stesso periodo di un medico di guardia che si era limitata a dare consigli telefonici, dopo una chiamata di emergenza, anziché verificare le condizioni del paziente, che accusava un forte bruciore allo sterno accompagnato da irradiazione di dolore sulle braccia e sulle dita delle mani. La diagnosi era stata di gastroenterite e invece, successivamente, un infarto aveva portato alla morte dell’uomo. Il medico bolognese era finito a processo per omicidio colposo era stato assolto da questo reato e condannato per rifiuto di atti d’ufficio e la Cassazione ha confermato la sentenza. </p>
<p><strong>LA DECISIONE</strong><br />
I giudici si sono rifatti a una norma del ‘91 secondo la quale il medico in servizio di guardia deve rimanere a disposizione «per effettuare gli interventi domiciliari al livello territoriale che gli saranno richiesti» e durante il turno «è tenuto ad effettuare al più presto tutti gli interventi che gli siano richiesti direttamente dagli utenti». E precisano nella sentenza: «Costituisce, pertanto, consolidato orientamento interpretativo di questa Corte quello secondo il quale integra il delitto di rifiuto di atti di ufficio la condotta del sanitario in servizio di guardia medica che, pur richiesto, decida di non eseguire l’intervento domiciliare urgente per accertarsi delle effettive condizioni di salute del paziente, nonostante gli venga prospettata una sintomatologia grave, trattandosi di un reato di pericolo per il quale a nulla rileva che lo stato di salute del paziente si riveli, in concreto, meno grave di quanto potesse prevedersi. In sostanza &#8211; spiegano i giudici &#8211; il delitto è integrato ogniqualvolta il medico di turno, pubblico ufficiale, a fronte di una riferita sintomatologia ingravescente e alla richiesta di soccorso, che presenti inequivoci connotati di gravità e di allarme, neghi un atto non ritardabile, quale appunto quello di un accurato esame clinico volto ad accertare le effettive condizioni del paziente».</p>
<p><strong>LA VICENDA</strong><br />
Il caso esaminato dalla Corte era stato anche sottoposto, durante il primo grado, a una perizia collegiale che aveva stabilito come «l’ostinato rifiuto di eseguire la visita domiciliare andasse qualificato come rifiuto di atti di ufficio». L’imputata, nel suo ricorso aveva sottolineato la mancanza di dolo ma i giudici della Cassazione sottolineano: «le argomentazioni esposte dalla Corte di merito sono correttamente fondate sull’indebito e consapevole rifiuto della ricorrente di svolgere l’intervento domiciliare urgente, in assenza di altre esigenze del servizio (quali, ad esempio, contemporanee richieste di intervento urgente), a fronte dell’inequivoca gravità e chiarezza della sintomatologia esposta, per sincerarsi personalmente, pur nel dubbio, delle effettive condizioni del paziente e dell’eventuale situazione di pericolo in cui questi si trovava o meno, in base ad un esame clinico diretto». E concludono: «Il delitto contestato rientra tra i delitti contro la pubblica amministrazione in quanto sanziona il rifiuto consapevole del medico di adottare atti, senza ritardo, per la tutela del diritto alla salute che, ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione costituisce fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e, per questo, rende il sanitario portatore di funzioni pubbliche.</p>
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		<item>
		<title>Guardia penitenziaria si suicida nel Cosentino dopo aver provato ad uccidere moglie e figlio di 5 anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guardia-penitenziaria-si-suicida-nel-cosentino-dopo-aver-provato-ad-uccidere-moglie-e-figlio-di-5-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 09:20:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Mangone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre colpi d’arma da fuoco, l’uno a distanza di qualche secondo dall’altro, l’ultimo è stato quello mortale. Il senso della tragedia ha immediatamente pervaso e messo a rumore il centro storico di Mangone (CS), solitamente tranquillo, immerso nella pacifica convivenza della sua quotidianità. Un uomo si è tolto la vita, dopo aver cercato di uccidere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre colpi d’arma da fuoco, l’uno a distanza di qualche secondo dall’altro, l’ultimo è stato quello mortale. Il senso della tragedia ha immediatamente pervaso e messo a rumore il centro storico di Mangone (CS), solitamente tranquillo, immerso nella pacifica convivenza della sua quotidianità. Un uomo si è tolto la vita, dopo aver cercato di uccidere la moglie, che si è salvata sottraendosi alla furia omicida, scappando da casa, tenendo in braccio il figlioletto di cinque anni, mentre la figlia dodicenne era a scuola. Il dramma familiare si è consumato intorno alle 10 di ieri mattina, quando l’uomo, di 57 anni, un assistente capo coordinatore della Polizia penitenziaria in servizio nella casa circondariale di Cosenza, ha dato sfogo ad una delle sue, non del tutto inconsuete (secondo quanto si è appreso) turbe. Da qualche ora, aveva concluso il suo turno di lavoro notturno. Rientrato a casa, avrebbe avuto una discussione molto accesa con la moglie. Una lite delle solite, con ripetute minacce di morte. Questa volta, però, le minacce hanno avuto il loro corso: durante il litigio avvenuto nella stanza da letto, l’uomo, preso dall’ira, ha estratto la pistola d’ordinanza ed esploso un primo colpo di pistola, quando la donna, percependone le intenzioni, aveva preso in braccio il bambino per darsi alla fuga, e un secondo colpo, quando madre e figlio erano sulla porta di casa, per fortuna, senza essere stati attinti dai proiettili. Usciti per strada, hanno trovato provvidenziale asilo presso una famiglia del vicinato. A quel punto, l’aggressore l’ha fatta finita con sé stesso, sparandosi un colpo mortale in cima ad una scala interna che dà sull’uscio dell’abitazione. Subito dopo, il sopralluogo dei carabinieri della Stazione di Mangone e della Compagnia di Rogliano, quindi, l’intervento del “118” con i sanitari che non hanno potuto fare altro se non constatare l’avvenuta morte dell’uomo. </p>
<p>Poi, è stata la volta del procuratore capo di Cosenza, dottor Mario Spagnuolo, del comandante provinciale dell’Arma, colonnello Saverio Spoto, e dei vertici della Polizia penitenziaria di Cosenza. I primi controlli sono valsi ad acquisire elementi utili a stabilire la dinamica della tragedia, che avrebbe avuto inizio nella camera da letto, dove è stato repertato un bossolo, con un seguito in direzione della porta di casa, dove è stato repertato un secondo bossolo e, quindi, sulla scala dove è stato rinvenuto, accanto al cadavere, il terzo bossolo. Un primo interrogatorio della donna ha fornito le prime risposte alle domande degli uomini dell’Arma, risposte che hanno chiarito lo svolgimento dell’aggressione e che hanno dato qualche elemento utile a spiegarne il movente. Ovviamente, le indagini sono tutte da approfondire in ogni loro piega. Dell’uomo sarebbe emersa una sua fragilità psicologica, che lo avrebbe messo più volte in difficoltà sul posto di lavoro, determinandogli una situazione di stress, verosimilmente aggravata dalla recente morte del padre.</p>
<p>Prima di essere arruolato nella Polizia penitenziaria, faceva il barista ed era emigrato al Nord, dove aveva vissuto con la battente aspettativa del rientro. L’assunzione come agente carcerario non aveva risolto il suo disagio psicologico, che lo portava a macerarsi in una sorta di sindrome della gelosia, che, per unanimi considerazioni, è sempre stata del tutto infondata. Probabilmente è stato questo il motivo che, qualche tempo fa, avrebbe indotto la donna a lasciare il proprio lavoro precario di mobilità in deroga per dedicarsi completamente alle cure della famiglia. Ma questo non è bastato ad evitare un epilogo così tragico.<br />
<em>(Fonte: gazzettadelsud.it)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/guardia-penitenziaria-si-suicida-nel-cosentino-dopo-aver-provato-ad-uccidere-moglie-e-figlio-di-5-anni/">Guardia penitenziaria si suicida nel Cosentino dopo aver provato ad uccidere moglie e figlio di 5 anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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