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	<title>Giuseppe Nasso Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 15 Nov 2024 14:56:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cardiochirurgo calabrese esegue il primo intervento in Italia di impianto valvola mitralica “MyVal”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Nov 2024 07:30:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cardiochirurgo]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Nasso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato eseguito per la prima volta in Italia un intervento percutaneo di impianto di valvola biologica “MyVal” in posizione mitralica su una paziente ultraottantenne affetta da steno-insufficienza mitralica, inoperabile con tecnica tradizionale in quanto molto fragile e con un anello valvolare mitralico molto calcifico. L’innovativo intervento è stato eseguito in approccio ibrido con guida [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato eseguito per la prima volta in Italia un intervento percutaneo <strong>di impianto di valvola biologica “MyVal” in posizione mitralica</strong> su una paziente ultraottantenne affetta da steno-insufficienza mitralica, inoperabile con tecnica tradizionale in quanto molto fragile e con un anello valvolare mitralico molto calcifico. L’innovativo intervento è stato eseguito in approccio ibrido con guida trans-femorale e supporto trans-apicale, dalle équipe di cardiochirurgia ed emodinamica dell’<strong>Anthea Hospital GVM Care &amp; Research di Bari, Ospedale di Alta Specialità accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale. </strong>La paziente, una donna di 82 anni già sottoposta in passato a multipli interventi di chirurgia cardiaca, presentava un quadro clinico complesso anche a causa di una calcificazione della valvola mitralica nativa e di tutto l’apparato anulare attorno alla valvola, tale da rendere proibitivo un intervento con approccio standard. Il <strong>prof. Giuseppe Nasso </strong><em>(nella foto)</em><strong>, originario di Polistena (RC) e responsabile della Cardiochirurgia di Anthea Hospital di Bari</strong>, e il <strong>dott. Gaetano Contegiacomo</strong>, responsabile dell’U.O. di Emodinamica e Cardiologia interventistica della struttura barese, con il supporto del <strong>prof. Giuseppe Speziale</strong>, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare di Anthea Hospital e Vice Presidente di GVM Care &amp; Research, hanno riunito l&#8217;heart team per discutere il caso estremamente complesso e, insieme, studiare una strategia chirurgica combinata che consentisse di restituire alla paziente la sua vita.</p>
<p>La soluzione individuata rappresentava una via ancora mai percorsa in Italia: l&#8217;impianto di una bio-protesi MyVal di diametro molto grande tramite approccio ibrido, costruendo una via di navigazione sicura per posizionare la valvola, riducendo così al minimo l’esposizione al trauma chirurgico e i rischi connessi all’intervento. <em>“La procedura standard di sostituzione della valvola mitralica può essere percutanea con accesso trans-femorale, ovvero attraverso la vena femorale, o trans-apicale, ovvero con un’incisione del torace di 4-5 centimetri, praticata a livello dello spazio intercostale &#8211; </em><strong>spiega il prof. Giuseppe Nasso</strong><em> -. Nel caso specifico della paziente entrambi gli approcci se utilizzati in maniera isolata avrebbero comportato un elevato rischio di complicanze: la via trans-apicale da sola, infatti, risultava troppo invasiva (per il diametro ampio della nuova protesi) mentre l’approccio trans-femorale troppo poco stabile, con il rischio che la valvola biologica aprendosi si disallineasse all’interno del ventricolo. Abbiamo quindi studiato una procedura percutanea con ultra mini-toracotomia (un taglio estremamente ridotto sul torace) per raggiungere l’apice del ventricolo sinistro in cui è stata introdotta una guida molto sottile. Successivamente, è stata fatta passare una seconda guida dalla vena femorale che è stata poi unita alla prima attraverso un “cappio” creando così una vera e propria “teleferica” con partenza dalla vena femorale e uscita dall’apice del ventricolo sinistro. Su tale teleferica la valvola biologica “balloon expandable” ha potuto viaggiare, </em><em>entrando dalla vena femorale sino a raggiungere l’anello mitralico</em><em>, su cui è stata posizionata ripristinandone il corretto funzionamento”.</em></p>
<p>MyVal è una valvola cardiaca transcatetere di nuova generazione espandibile tramite palloncino, che grazie alle <strong>dimensioni ridotte delle cannule, alla maggiore precisione dell’impianto e alla sua maneggevolezza consente una migliore manovrabilità attraverso arterie di calibro ridotto e un dispiegamento preciso</strong>. Queste caratteristiche, combinate con una <strong>strategia chirurgica mai impiegata prima in </strong><strong>Italia</strong>, hanno consentito di poter intervenire sulla paziente efficacemente e in sicurezza. <em>“L’intervento, eseguito senza il supporto della macchina cuore-polmoni e con blanda anestesia, richiede il massimo della competenza chirurgica ed emodinamica, sia in fase di studio della strategia chirurgica sia in sala operatoria </em>– <strong>spiega il dott. Gaetano Contegiacomo</strong> &#8211;<em>, perché si tratta di procedure estremamente complesse che richiedono la perfetta sintonia di diversi specialisti, nel caso specifico il cardiochirurgo e il cardiologo interventista, e che vanno condotte con il minor livello di invasività possibile, ma che nel contempo consentono minor </em><em>rischio di provocare disturbi del ritmo cardiaco, tempi di recupero molto brevi e la possibilità di estendere il trattamento a pazienti sinora considerati inoperabili</em>”. Dopo l’intervento la paziente è stata estubata sul tavolo di emodinamica e trasferita in terapia subintensiva, sottoposta a terapia farmacologica e dimessa in 5 giorni.</p>
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		<title>Riparazione valvola mitralica: Nuova tecnica messa a punto da cardiochirurgo calabrese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/riparazione-valvola-mitralica-nuova-tecnica-messa-a-punto-da-cardiochirurgo-calabrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 12:53:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[cardiochirurgo]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Nasso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Quando è possibile, è sempre meglio riparare”. Questo monito, oltre che nell’ambito dell’attualità dell’economia circolare, trova forte riscontro anche nel campo della cardiochirurgia in particolare delle valvole: è risaputo ormai come gli interventi di riparazione delle valvole del cuore siano preferibili alla sostituzione, soprattutto per i vantaggi in termini di sopravvivenza e di qualità di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Quando è possibile, è sempre meglio riparare”. Questo monito, oltre che nell’ambito dell’attualità dell’economia circolare, trova forte riscontro anche nel campo della cardiochirurgia in particolare delle valvole: è risaputo ormai come gli interventi di riparazione delle valvole del cuore siano preferibili alla sostituzione, soprattutto per i vantaggi in termini di sopravvivenza e di qualità di vita. A tal proposito, il calabrese dott. <strong>Giuseppe Nasso</strong>, responsabile della Cardiochirurgia di Anthea Hospital di Bari, insieme al prof. Giuseppe Speziale, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare di Anthea Hospital e Vicepresidente di GVM Care &#038; Research, e ai colleghi cardiologi e cardiochirurghi, ha pubblicato recentemente sulla rivista di rilievo internazionale “<em>Reviews in Cardiovascular Medicine</em>” lo studio comparativo dal titolo “Comparison between Track Technique and Conventional Approach for Measuring Artificial Chordae in the Treatment of Anterior Leaflet Prolapse and Flail during Mitral Valve Repair” (<em>Comparazione tra la tecnica a “Binario” e l’approccio convenzionale per la misurazione delle corde artificiali nel trattamento del prolasso del lembo anteriore durante la riparazione della valvola mitrale</em>), relativo ad una nuova metodica, ideata e messa a punto proprio dall’équipe del dott. Nasso ad Anthea Hospital, per migliorare l’esito e la qualità degli interventi di riparazione mitralica.</p>
<p>Lo studio ha posto a confronto tecniche tradizionali con il nuovo approccio per l’impianto di corde tendinee artificiali, elementi che servono ad unire i lembi della valvola mitrale al muscolo cardiaco quando si riscontra un’insufficienza mitralica, condizione che spesso vede queste corde allungate o rotte. “La parte difficile di un intervento di questo tipo è calcolare la giusta lunghezza delle nuove corde – spiega il dott. Nasso –.  Con questa tecnica riusciamo a calcolare con precisione la lunghezza delle corde artificiali impiantate per fare in modo che i lembi valvolari si tocchino tra di loro in misura maggiore (coaptation lenght) rispetto ad una tecnica standard per avere una perfetta chiusura della valvola. La complessità del calcolo è dovuta al fatto che durante gli interventi di riparazione valvolare mitralica il cuore è assolutamente fermo, quindi tutti i punti di repere dinamici della contrazione vengono persi. Finora il calcolo era basato principalmente sull’esperienza del chirurgo e non su parametri totalmente standardizzati – continua il dott. Nasso –. Abbiamo dunque ideato una sorta di binario, una guida ideale che unisce la base di impianto del lembo anteriore con la base di impianto del lembo posteriore della valvola mitrale e questo determina, anche a cuore fermo, l’altezza sulla quale è possibile calcolare su basi oggettive la corretta lunghezza delle corde da impiantare”.<br />
In un primo studio, pubblicato nel 2022, si annunciava il funzionamento di tale tecnica, definita appunto “track technique”. L’oggetto della recente pubblicazione di “Reviews in Cardiovascular Medicine” è invece uno studio retrospettivo che confronta la “tecnica del binario” con le tecniche standard per il calcolo della giusta lunghezza delle corde tendinee.</p>
<p>“Abbiamo dimostrato che questa tecnica non solo è equiparabile alle altre ma che è anche vantaggiosa rispetto a un parametro chiamato “coaptation length” ovvero i due lembi, a valvola chiusa, hanno una maggiore superficie di giunzione, di coaptazione appunto– racconta il dott. Nasso –. Mi spiego: pensiamo alla tenda della doccia che poggia sul bordo della vasca; se questa è a filo con il bordo rischia di far fuoriuscire l’acqua, mentre se ha un “margine aggiuntivo” permette di non far uscire nemmeno una goccia. Dunque, affinché la chiusura dei due lembi sia ermetica ci deve essere un margine di sicurezza tra i due lembi, che idealmente dovrebbe essere maggiore a 10mm. Infine, questo calcolo scientifico ha il vantaggio di essere molto semplice ed intuitivo per il chirurgo”.<br />
(<em>c.s.</em>)</p>
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		<title>Operazione Ares, mazzi sigillati di banconote e beni confiscati all&#8217;imprenditore Nasso</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-ares-mazzi-sigillati-di-banconote-e-beni-sequestrati-a-nasso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 07:25:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Ares]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria nella giornata odierna hanno dato esecuzione alla confisca dei beni sequestrati all’imprenditore Giuseppe Nasso, quarantunenne di Rosarno, arrestato nell’operazione Ares condotta nell’estate del 2018. Il provvedimento parte dalla pronuncia della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria che ha ravvisato gli estremi per alienare gran [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria nella giornata odierna hanno dato esecuzione alla confisca dei beni sequestrati all’imprenditore Giuseppe Nasso, quarantunenne di Rosarno, arrestato nell’operazione Ares condotta nell’estate del 2018.</p>
<p>Il provvedimento parte dalla pronuncia della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria che ha ravvisato gli estremi per alienare gran parte del patrimonio della disponibilità del giovane imprenditore atteso.</p>
<p>I beni, oltre ad essere stati giudicati di provenienza illecita, erano a disposizione delle consorterie rosarnesi per realizzare i propri programmi criminali.</p>
<p>Il sequestro dei beni divenuti patrimonio dello Stato segue l’arresto di Giuseppe Nasso, uno dei destinatari dei provvedimenti cautelari in carcere emessi a carico di 45 persone ritenute appartenenti a due diverse articolazioni territoriali della ‘<em>ndrangheta</em>. Le indagini hanno permesso di documentare come il suddetto imprenditore era risultato tra gli organici di uno dei sodalizi scoperti, a favore del quale poneva la disponibilità di strutture e capitali importanti, in maniera strumentale, per agevolarne le finalità illecite.</p>
<p>L’operazione Ares, che ha comportato un’imponente manovra investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica reggina, diretta dal dott. Giovanni Bombardieri, ha permesso infatti di disarticolare due tra le più temibili articolazioni della <em>‘ndrangheta</em> attive nella Piana di Gioia Tauro.</p>
<p>Le attività di Polizia Giudiziaria condotte dai Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro tra il 2017 ed il 2018, sotto il coordinamento del Procuratore Aggiunto dott. Calogero Gaetano Paci e del Sostituto Procuratore Adriana Sciglio, hanno permesso di individuare, per la prima volta, ben due articolazioni criminali, quella dei “CACCIOLA-GRASSO” e quella dei soli “CACCIOLA”, contrapposte tra loro, radicate nella Piana di Gioia Tauro e riconducibili alla società di Rosarno del «<em>mandamento tirrenico</em>» della provincia di Reggio Calabria.</p>
<h3>LE INDAGINI</h3>
<p>Gli approfondimenti investigativi svolti in quel contesto hanno consentito di individuare il Nasso come uno dei soggetti a disposizione delle consorterie mafiose, per conto delle quali deteneva un ingente patrimonio, costituito anche dalla disponibilità di un milione di euro in contanti, suddiviso in delle confezioni termosigillate riposte nel controsoffitto di un locale pubblico gestito dal Nasso prima del suo arresto. Soldi che erano estremamente importanti per agevolare le iniziative illecite delle consorterie di riferimento, soprattutto per quanto concerneva l’acquisto delle partite di Cocaina provenienti dai paesi dell’America Latina.</p>
<p>I beni confiscati sono riferibili: ad un milione di euro, le cui mazzette erano a disposizione dei boss della ‘ndrangheta; l’impresa individuale «<em>Fercolor</em>», comprensiva del compendio aziendale; due unità immobiliari, un libretto di deposito titoli, una polizza assicurativa, il tutto per un valore complessivo che supera i 2,5 milioni di euro.</p>
<p>La medesima Autorità Giudiziaria ha comminato a Nasso, ad oggi ancora detenuto, la Misura di Prevenzione personale della Sorveglianza Speciale con Obbligo di Soggiorno, che lo stesso dovrà scontare dopo la sua scarcerazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/operazione-ares-mazzi-sigillati-di-banconote-e-beni-sequestrati-a-nasso/">Operazione Ares, mazzi sigillati di banconote e beni confiscati all&#8217;imprenditore Nasso</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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