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	<title>giudiziaria Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 16 Sep 2025 15:17:40 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Crotone calcio in amministrazione giudiziaria, pressioni cosche su security e ingressi allo stadio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 10:38:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale di Catanzaro ha disposto l&#8217;amministrazione giudiziaria per dodici mesi ai sensi dell’art. 34 del Codice Antimafia nei confronti della società FC Crotone s.r.l., su proposta congiunta del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, del Procuratore Distrettuale della Repubblica di Catanzaro e del Questore di Crotone. Il provvedimento dei giudici della Seconda Sezione penale &#8211; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-336373-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/09/Crotone-Questura-stadio.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/09/Crotone-Questura-stadio.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/09/Crotone-Questura-stadio.mp4</a></video></div>
<p>Il Tribunale di Catanzaro ha disposto l&#8217;amministrazione giudiziaria per dodici mesi ai sensi dell’art. 34 del Codice Antimafia nei confronti della società FC Crotone s.r.l., su proposta congiunta del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, del Procuratore Distrettuale della Repubblica di Catanzaro e del Questore di Crotone. Il provvedimento dei giudici della Seconda Sezione penale &#8211; Misure di prevenzione, sulla scorta degli elementi valorizzati dalle Autorità proponenti, si fonda sulle evidenze investigative acquisite dal personale della Polizia di Stato e dai Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale nel corso delle indagini preliminari della DDA di Catanzaro (soprattutto quelle svolte nell’ambito del procedimento penale Glicine-Acheronte) laddove sono emersi sufficienti indizi per ritenere che l’attività economica della FC Crotone srl, compresa quella di carattere imprenditoriale, sia stata sottoposta, nel corso dell’ultimo decennio, direttamente o quantomeno indirettamente a condizioni di intimidazione e assoggettamento ad opera di esponenti di locali cosche di ‘ndrangheta, esercitando un asfissiante controllo del territorio di Crotone e delle relative attività imprenditoriali, compresa la FC Crotone srl, certamente più rilevante ed appetibile.</p>
<p>Nel dettaglio, grazie anche alle convergenti dichiarazioni di collaboratori di giustizia, le evidenze investigative hanno restituito un quadro d’insieme per il quale considerare che il libero esercizio, da parte della società sportiva, con particolare riferimento ai settori specifici della security e della gestione degli ingressi allo stadio, risulti profondamente influenzato dalla presenza pervasiva della criminalità organizzata, e che la conseguente condizione di assoggettamento abbia finito, altresì, per agevolare l’attività illecita di soggetti indiziati di appartenenza alle articolazioni ‘ndranghetistiche locali coinvolte, specie in un settore come quello calcistico, generatore di importanti e non sempre tracciabili flussi monetari e portatore di visibilità sociale. La misura adottata dal Tribunale è orientata a sostenere la società amministrata nella rimozione delle situazioni di fatto e di diritto che hanno determinato l’intervento giurisdizionale, consentendo il recupero dell&#8217;attività economica in un&#8217;ottica di legalità.  Il provvedimento ablativo è stato notificato al legale rappresentate della società, da personale del Servizio Centrale Anticrimine della Direzione Centrale Anticrimine e della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Crotone.</p>
<p>Contestualmente, sono state avviate le procedure per la notifica di complessivi 17 provvedimenti di DASPO &#8220;fuori contesto&#8221;, emessi dal Questore di Crotone, sulla base dell’attività istruttoria espletata dal personale del Servizio Centrale Anticrimine della Direzione Centrale Anticrimine e della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Crotone, sulla scorta di un’ attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile e dalla Digos, nei confronti di altrettanti soggetti, inquadrabili nel paradigma normativo di cui all’art. 6 della legge n.401/89. La misura di prevenzione prevede l’applicabilità del divieto di accesso agli impianti sportivi a coloro che hanno palesato pericolosità sociale per essere stati condannati o denunciati per determinati tipi di reato anche in ambito extrasportivo.</p>
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		<title>Amministrazione giudiziaria FC Crotone, legale società: non è misura punitiva ma di tutela</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/amministrazione-giudiziaria-fc-crotone-legale-societa-non-e-misura-punitiva-ma-di-tutela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 10:00:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il provvedimento emesso dal tribunale di Crotone non è affatto un provvedimento punitivo: la misura è stata adottata perché l&#8217;Autorità giudiziaria ritiene che il Fc Crotone abbia subito il potere di intimidazione della &#8216;ndrangheta e non ipotizza, neanche lontanamente, complicità o connivenze della società, dei suoi soci o dei suoi dirigenti e collaboratori&#8221;. Così il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il provvedimento emesso dal tribunale di Crotone non è affatto un provvedimento punitivo: la misura è stata adottata perché l&#8217;Autorità giudiziaria ritiene che il Fc Crotone abbia subito il potere di intimidazione della &#8216;ndrangheta e non ipotizza, neanche lontanamente, complicità o connivenze della società, dei suoi soci o dei suoi dirigenti e collaboratori&#8221;.</p>
<p>Così il Fc Crotone, attraverso l&#8217;avvocato Francesco Verri, commenta la decisione del Tribunale di Catanzaro di sottoporre la società di calcio che milita nel campionato di serie C all&#8217;amministrazione giudiziaria a seguito del pericolo di ingerenze mafiose.</p>
<p>&#8220;Esamineremo con cura il provvedimento provvisorio del Tribunale di Catanzaro e ci prepareremo per l&#8217;udienza prevista per la sua discussione in programma il 13 ottobre&#8221; prosegue la nota dell&#8217; avvocato Verri che aggiunge: &#8220;Il Fc Crotone collaborerà attivamente con gli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale per proseguire le proprie attività nell&#8217;interesse della società, dei tifosi e in generale dello sport&#8221;.</p>
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		<title>VIDEO-Indagine DDA Reggio Calabria, amministrazione giudiziaria per 20 imprese a rischio &#8216;ndrine</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-indagine-dda-reggio-calabria-amministrazione-giudiziaria-per-20-imprese-a-rischio-ndrine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 10:52:57 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-292653-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/RC-GDF.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/RC-GDF.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/RC-GDF.mp4</a></video></div>
<p>Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, ha dato esecuzione a 20 provvedimenti di applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali dell’“amministrazione giudiziaria” e del “controllo giudiziario” nei confronti di altrettante imprese a rischio di infiltrazione di matrice ‘ndranghetista, operanti sul territorio della provincia reggina. I provvedimenti in argomento, emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, costituiscono l’esito di attività istruttorie coordinate dalla locale Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore f.f. Dott. Giuseppe Lombardo. I sequestri e le confische hanno riguardato 47 immobili (28 fabbricati e 19 terreni), 3 ditte individuali operanti nei settori del commercio al dettaglio di ricambi per autoveicoli, del commercio all’ingrosso di rottami, dei trasporti ed agricolo, quote di partecipazione di una società operante nel settore della lavorazione delle pietre e del marmo, 6 autoveicoli, 2 orologi di lusso, risorse finanziarie e denaro contante, per un valore complessivo stimato pari a circa 4, 5 milioni di euro. L’applicazione di tali misure di prevenzione (alternative ai più radicali provvedimenti di sequestro e confisca) è finalizzata a garantire, da una parte, la libertà d’impresa e, dall’altra, il perseguimento e la salvaguardia della legalità delle medesime attività economiche. L’“amministrazione giudiziaria” e il “controllo giudiziario”, infatti, attraverso un’attività di “vigilanza preventiva”, mirano proprio alla “bonifica” e al recupero delle imprese maggiormente esposte al rischio di asservimento alle attività illecite della criminalità organizzata, nell’ottica del loro successivo reinserimento nel tessuto economico legale.</p>
<p>In tale contesto, l’Autorità Giudiziaria reggina, sulla base del compendio degli elementi info-investigativi emersi nel corso della specifica attività investigativa, ha rilevato la sussistenza del pericolo di infiltrazione mafiosa sul conto delle imprese destinatarie dei provvedimenti eseguiti, le quali, in precedenza, erano state colpite da informazione antimafia a carattere interdittivo emesse dalla locale Autorità di Governo. In specie, le attività imprenditoriali in questione &#8211; il cui volume d’affari complessivo si aggira intorno ai 10 milioni euro e che sono attive in diversi settori economici (dalla gestione di stabilimenti balneari alla commercializzazione di prodotti alimentari, dalla ristorazione al settore alberghiero, dalle costruzioni alla raccolta dei rifiuti) &#8211; erano sottoposte al rischio di contaminazione da parte della criminalità organizzata. Più nel dettaglio, sulla base di quanto emerso dai riscontri eseguiti dai militari del Gruppo investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria e dall’esame dei provvedimenti di informazione antimafia a carattere interdittivo emessi dalla Prefettura di Reggio Calabria, tale contaminazione, in alcuni casi, scaturiva dall’esistenza di rapporti di parentela dei titolari o degli amministratori delle aziende destinatarie dei provvedimenti in parola con soggetti appartenenti a cosche mafiose. In altri casi, l’infiltrazione derivava da condotte estorsive subite dagli imprenditori che si trovavano costretti a subire l’imposizione di forniture di beni e servizi dalle ditte riconducibili alla criminalità organizzata di tipo mafioso. In altri casi, infine, l’inquinamento dell’attività economica scaturiva da contatti occasionali con esponenti della ‘ndrangheta al fine di ottenere favori o agevolazioni.</p>
<p>Pertanto, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto l’applicazione delle predette misure al fine di avviare un percorso di bonifica e di reinserimento delle imprese destinatarie dei citati provvedimenti nell’alveo dell’economia legale. Lo stesso Comando Provinciale di Reggio Calabria, altresì, sempre con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, ha dato esecuzione a ulteriori provvedimenti di applicazione di misure di prevenzione patrimoniali ablative (sequestri e confische) nei confronti di 15 soggetti, per un valore complessivamente stimato in circa 4,5 milioni di euro. In particolare, sulla scorta delle risultanze investigative, che dovranno comunque trovare conferma nelle successive fasi giudiziarie, le indagini condotte dal medesimo G.I.C.O. del Nucleo Pef di Reggio Calabria hanno permesso di accertare l’esistenza, in capo ai citati soggetti, della c.d. “pericolosità sociale”, peraltro già emersa in diverse operazioni di polizia che ne avevano evidenziato la contiguità e l’operatività all’interno di importanti articolazioni territoriali della ‘ndrangheta, attive sia nella città di Reggio Calabria che nel territorio ricompreso nella fascia tirrenica. Al contempo, gli specifici accertamenti economico-patrimoniali esperiti hanno permesso di rilevare, attraverso una complessa e articolata attività di riscontro, anche documentale, il patrimonio direttamente e indirettamente riconducibile o nella disponibilità dei medesimi soggetti, il cui valore è risultato sproporzionato rispetto a quello dei redditi ufficialmente dichiarati</p>
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		<title>Milano, commissariata la filiale italiana del colosso della logistica Db Schenker e l’Aldieri Spa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/milano-commissariata-la-filiale-italiana-del-colosso-della-logistica-db-schenker-e-laldieri-spa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2022 14:37:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La filiale italiana del colosso tedesco della logistica e dei trasporti DB Schenker, che conta in Italia 1.400 dipendenti, 37 filiali e centinaia di milioni di euro di fatturato all’anno, finisce in amministrazione giudiziaria per presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta. A disporre il controllo giudiziario, in base all’art. 34 del codice antimafia, è stata la Sezione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La filiale italiana del colosso tedesco della logistica e dei trasporti DB Schenker, che conta in Italia 1.400 dipendenti, 37 filiali e centinaia di milioni di euro di fatturato all’anno, finisce in amministrazione giudiziaria per presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta. </p>
<p>A disporre il controllo giudiziario, in base all’art. 34 del codice antimafia, è stata la Sezione autonoma misure di prevenzione del Tribunale di Milano, che ha accolto le richieste dei pm della Dda Silvia Bonardi e Paolo Storari dopo gli accertamenti della Guardia di Finanza di Milano e dei carabinieri del comando provinciale di Como. Lo stesso provvedimento è stato applicato anche ad un’altra azienda, la Aldieri spa.</p>
<p>I provvedimenti sono il frutto di una indagine partita nell’aprile 2020, in piena emergenza pandemia, che avrebbe ricostruito i rapporti tra i dirigenti delle società interessate dai provvedimenti giudiziari e un’azienda, già colpita da provvedimento di misura interdittiva antimafia, riconducibile ad un soggetto condannato definitivamente per associazione mafiosa di matrice ‘ndranghetista e accusato di essere contiguo a una cosca del Vibonese.</p>
<p>In particolare, sulla base delle investigazioni svolte dal Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Como e delle indagini economico finanziarie effettuate dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano, la Sezione Autonoma delle Misure di Prevenzione ha rilevato che alcuni dirigenti delle due società “avrebbero agevolato, in maniera quantomeno colposa o negligente, l’attività del soggetto condannato per associazione mafiosa e dell’azienda a lui riconducibile”. </p>
<p>Sono state eseguite anche perquisizioni locali e domiciliari, nelle provincie di Milano e Como, da parte delle polizie giudiziarie operanti.</p>
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		<item>
		<title>DDA Catanzaro dispone l&#8217;amministrazione giudiziaria per uno dei maggiori istituti di credito operanti in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dda-catanzaro-dispone-lamministrazione-giudiziaria-per-uno-dei-maggiori-istituti-di-credito-operanti-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Feb 2022 13:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Militari della Guardia di Finanza del Nucleo Speciale Polizia Valutaria e del Comando Provinciale di Crotone, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, oggi, hanno dato esecuzione ad un decreto di applicazione della misura dell’Amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività economiche e delle aziende, nei confronti di uno dei maggiori istituti di credito operante [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/dda-catanzaro-dispone-lamministrazione-giudiziaria-per-uno-dei-maggiori-istituti-di-credito-operanti-in-calabria/">DDA Catanzaro dispone l&#8217;amministrazione giudiziaria per uno dei maggiori istituti di credito operanti in Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Militari della Guardia di Finanza del Nucleo Speciale Polizia Valutaria e del Comando Provinciale di Crotone, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, oggi, hanno dato esecuzione ad un decreto di applicazione della misura dell’Amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività economiche e delle aziende, nei confronti di uno dei maggiori istituti di credito operante sul territorio calabrese. Si tratta di un provvedimento di natura cautelare, adottato ex art. 34 D.lgs. 159/2011 (c.d. “Codice Antimafia”) dal Tribunale di Catanzaro, sulla base delle indagini svolte dalle Fiamme Gialle. La banca è il Credito cooperativo del Crotonese.</p>
<p>In particolare, attraverso le investigazioni è stato ricostruito come la banca sarebbe stata lo strumento grazie al quale esponenti di spicco della ‘ndrangheta, anche indirettamente, avrebbero: avuto libero accesso all’utilizzo del sistema bancario; beneficiato di forme di agevolazione che la banca riconosce ai propri soci (quali ad esempio apertura di conti corrente, erogazione di credito, investimento di capitali); partecipato alla vita sociale attraverso l’espressione del consenso sulla elezione degli organi sociali; eluso le stringenti maglie della normativa antiriciclaggio, agevolati dalle modalità di gestione, a tutti i livelli, dell’istituto di credito (ad esempio attraverso l’assegnazione alla clientela di un basso livello di rischio di riciclaggio, la compilazione lacunosa di questionari di adeguata verifica nei confronti dei clienti e l’omessa segnalazione di operazioni sospette nonostante ne ricorressero i presupposti).</p>
<p>Il contenuto e lo scopo della misura, particolarmente rilevante in quanto eseguita nei confronti di un Istituto di credito con una significativa estensione in termini di raccolta ed impieghi, è anzitutto quello di tutelare la clientela “sana” della banca, realizzando un programma di sostegno e risanamento dell’attività di impresa, finalizzato a rimuovere le situazioni esponenziali dell’infiltrazione della criminalità organizzata e degli altri soggetti pericolosi nell’azienda.<br />
L’Autorità Giudiziaria ha concesso il nulla-osta alla divulgazione della notizia agli organi di informazione in ottemperanza alle disposizioni di cui al D.Lgs. 188/2021. Il provvedimento è stato emesso sulla base delle acquisizioni probatorie allo stato effettuate e che, essendo in attesa di giudizio definitivo, vale la presunzione di non colpevolezza delle persone fisiche e giuridiche coinvolte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/dda-catanzaro-dispone-lamministrazione-giudiziaria-per-uno-dei-maggiori-istituti-di-credito-operanti-in-calabria/">DDA Catanzaro dispone l&#8217;amministrazione giudiziaria per uno dei maggiori istituti di credito operanti in Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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