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	<title>Gip Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 05 Jun 2026 14:44:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Strage braccianti Amendolara, restano in carcere i due afghani accusati dell&#8217;omicidio dei quattro giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 06:41:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il gip del Tribunale di Castrovillari ha convalidato il fermo di Safeer Ahmed e Ali Raza, i 31enni afghani accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato per la strage dei 4 braccianti di Amendolara uccisi bruciati vivi all’interno di un minivan. Il gip, contestualmente, ha disposto la custodia cautelare nel carcere di Castrovillari dove i due [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il gip del Tribunale di Castrovillari ha convalidato il fermo di Safeer Ahmed e Ali Raza, i 31enni afghani accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato per la strage dei 4 braccianti di Amendolara uccisi bruciati vivi all’interno di un minivan. Il gip, contestualmente, ha disposto la custodia cautelare nel carcere di Castrovillari dove i due sono stati portati subito dopo il fermo disposto lunedì mattina dalla Procura di Castrovillari al termine di un lungo interrogatorio notturno.</p>
<p>Intanto emergono particolari che portano a pensare che potrebbero essere stati aiutati da un terzo soggetto gli indagati per l’omicidio dei quattro braccianti agricoli. Dell’esistenza del terzo soggetto, secondo quanto si è appreso, ha parlato il superstite della strage, il 35enne afghano Mohammad Taj Alamyar, indicandolo come un amico dei due pakistani fermati dalla Polizia.<br />
L’uomo potrebbe già essere stato rintracciato e sentito dagli investigatori. Già nella serata di lunedì, dopo che nel tardo pomeriggio erano stati fermati Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi di 31 anni, infatti, gli agenti della Squadra mobile hanno sentito tutti gli amici e conoscenti dei due gruppi di afghani e pakistani di cui facevano parte le vittime e gli indagati.</p>
<p>Tutti i componenti dei gruppi, compreso il superstite e un suo amico che non si trovava sul minivan il giorno della strage perché ammalato, sono stati poi trasferiti da Villapiana e Trebisacce e portati in un’altra località.</p>
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		<title>Strage braccianti Amendolara, indagini su movente e contesto lavorativo. Gip si riserva su convalida fermi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 16:26:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chiuso il cerchio sui presunti autori materiali della strage dei quattro braccianti bruciati vivi ad Amendolara, la Procura della Repubblica di Castrovillari che coordina le indagini della Squadra mobile di Cosenza, punta adesso a stabilire quale sia stato il movente ma non solo. Gli accertamenti, infatti, tendono anche a chiarire quale sia il contesto lavorativo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chiuso il cerchio sui presunti autori materiali della strage dei quattro braccianti bruciati vivi ad Amendolara, la Procura della Repubblica di Castrovillari che coordina le indagini della Squadra mobile di Cosenza, punta adesso a stabilire quale sia stato il movente ma non solo. Gli accertamenti, infatti, tendono anche a chiarire quale sia il contesto lavorativo nel quale è maturato il quadruplice omicidio e il ruolo svolto dai due indagati, Safeer Ahmed e Ali Raza, 31enni pachistani. In particolare, secondo quanto si è appreso, gli inquirenti intendono verificare quali fossero i rapporti di lavoro di vittime e indagati con le aziende di Scanzano (Potenza) dove avevano lavorato nelle ultime settimane per la raccolta delle fragole e se tutto fosse in regola. Inoltre, più in generale, l&#8217;attenzione è puntata sul fenomeno del caporalato, per stabilire se questi lavoratori fossero indirizzati alle imprese da soggetti che li &#8220;gestivano&#8221; o se pure i contatti erano diretti.</p>
<p>Al riguardo gli investigatori stanno anche cercando di chiarire il ruolo degli imputati per stabilire se fossero veri e propri caporali &#8211; ed eventualmente al servizio di chi &#8211; o se pure fossero anche loro braccianti che però sfruttavano una presenza sul territorio italiano più lunga e la disponibilità di un mezzo per farsi pagare il trasporto da chi, invece, non aveva come muoversi. Sembrerebbe, infatti, che il minivan all&#8217;interno del quale sono stati uccisi il pachistano Waseem Khan, di 29 anni, e gli afghani pashtun Amin Fazal Khogjani (28), Ullah Ismat Qiemi (19) e Safi Iayjad (27), fosse di proprietà di uno dei due fermati.</p>
<p>Intanto il Gip di Castrovillari si è riservato la decisione sulla convalida dei fermi, al termine dell&#8217;udienza, nei confronti di Safeer Ahmed e Ali Raza, i due pachistani accusati di essere gli autori della strage dei braccianti di Amendolara. I due, come avevano annunciato i legali Giovanni Brandi Cordasco Salmena e Giulia Montilli, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. <em>&#8220;Sono sereni come lo si può essere in circostanze del genere</em>&#8221; hanno sottolineato gli avvocati che si sono opposti alla richiesta di misura cautelare avanzata dalla dm Roberta Bello.  &#8220;<em>Non ci sono tutti i presupposti per come li ha chiesti il pubblico ministero. Sulle esigenze cautelari &#8211; hanno affermato &#8211; abbiamo pensato che potrebbero esserci anche misure meno gravi per assicurare le esigenze del processo&#8221;.</em></p>
<p>Gli avvocati, che ancora non hanno parlato con i loro assistiti, hanno riferito che il pm <em>&#8220;si è rammaricato per il fatto che sia stato divulgato, non si sa come, il video in rete (quello in cui si vedono gli instanti prima che l&#8217;auto prenda fuoco, ndr), perché era un atto secretato che non doveva comparire in questa maniera&#8221;</em>. E ai cronisti che chiedevano se la difesa stesse pensando di chiedere una perizia psichiatrica per i due, i legali si sono limitati a sottolineare che al momento <em>&#8220;Non conosciamo ancora gli atti. Domani faremo la richiesta e poi sapremo qualcosa di più. Stasera c&#8217;è il conferimento dell&#8217;incarico al perito per l&#8217;autopsia. Non sappiamo ancora quando sarà fatta&#8221;.</em><br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Lamezia, omicidio Emiliano Torcasio: Gip convalida il fermo di Pasquale Colelli</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-omicidio-emiliano-torcasio-gip-convalida-il-fermo-di-pasquale-colelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 16:06:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha convalidato il decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dal Pubblico Ministero lo scorso venerdì, nei confronti di Pasquale Colelli (fotino a destra), 30enne, per l&#8217;omicidio del 52enne Emiliano Torcasio. Come si ricorderà, nella nottata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha convalidato il decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dal Pubblico Ministero lo scorso venerdì, nei confronti di <strong>Pasquale Colelli</strong> (<em>fotino a destra</em>), 30enne, per l&#8217;omicidio del 52enne <strong>Emiliano Torcasio</strong>.</p>
<p>Come si ricorderà, nella nottata di venerdì 24 ottobre, i militari dell&#8217;Arma erano intervenuti nella località Ginepri di Lamezia Terme, dove un passante aveva segnalato la presenza di un corpo riverso a terra in una pozza di sangue. I primi accertamenti, eseguiti grazie anche al personale della Sezione Rilievi del Comando Provinciale di Catanzaro e ad un medico legale, avevano consentito di individuare sulla scena del crimine evidenti indizi riconducibili ad un omicidio. In modo particolare, erano state riscontrate sul corpo della vittima, all&#8217;altezza del collo, alcune ferite di arma da taglio.</p>
<p>Nel corso della medesima mattinata, il presunto autore del delitto, accompagnato dal proprio legale di fiducia, si era presentato spontaneamente presso la Caserma Carabinieri di Viale Marconi, e aveva acconsentito a rispondere alle domande del PM sull&#8217;accaduto. L&#8217;uomo, sulla base dei gravi indizi di colpevolezza emersi a suo carico e del possibile pericolo di fuga, era stato dichiarato in stato di fermo e recluso presso la casa circondariale di Catanzaro. Sono in corso ulteriori accertamenti volti alla ricostruzione della dinamica e del movente dell&#8217;omicidio.</p>
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		<title>Lamezia, omicidio Torcasio: scena muta di Pasquale Colelli in udienza convalida del fermo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-omicidio-torcasio-scena-muta-di-pasquale-colelli-in-udienza-convalida-del-fermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 17:24:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restano ancora da chiarire definitivamente tutte le fasi dell&#8217;omicidio del 52enne Emiliano Torcasio (fotino a sinistra), avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì scorsi in località Ginepri a Lamezia Terme. Infatti nessun nuovo particolare è stato fornito da Pasquale Colelli, 30 anni, (fotino a destra) che si è auto-accusato dell&#8217;omicidio, nel corso dell&#8217;udienza di convalida del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Restano ancora da chiarire definitivamente tutte le fasi dell&#8217;omicidio del 52enne <strong>Emiliano Torcasio</strong> (<em>fotino a sinistra</em>), avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì scorsi in località Ginepri a Lamezia Terme. Infatti nessun nuovo particolare è stato fornito da <strong>Pasquale Colelli</strong>, 30 anni, (<em>fotino a destra</em>) che si è auto-accusato dell&#8217;omicidio, nel corso dell&#8217;udienza di convalida del fermo che si è tenuta oggi pomeriggio innanzi al Gip del tribunale.</p>
<p>Colelli, assistito dagli avvocati Domenico Villella e Antonio Perri, <strong>si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande</strong>. Secondo quanto si apprende, inoltre, la difesa, si riserva di valutare, in un secondo momento, se fare richiesta di incidente probatorio per <strong>valutare anche lo stato psicologico</strong> del 30enne che già in fase di confessione ai Carabinieri è apparso particolarmente provato.</p>
<p>Per Colelli, il Gip nelle prossime ore emetterà ordinanza in merito alla convalida del fermo.</p>
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		<title>Lamezia, Gip convalida fermo (domiciliari) per Francesco Gallo: ha ferito due rom a Cerasolo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-gip-convalida-fermo-domiciliari-per-francesco-gallo-ha-ferito-due-rom-a-cerasolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 13:55:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, Francesco De Nino, ha convalidato il fermo di Francesco Gallo, 53anni, (difeso dall&#8217;avvocato Renzo Andricciola) , ed ha emesso ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Gallo è accusato di aver ferito a colpi di arma da fuoco due soggetti di etnia rom. Secondo quanto si è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, Francesco De Nino, ha convalidato il fermo di Francesco Gallo, 53anni, (<em>difeso dall&#8217;avvocato Renzo Andricciola</em>) , ed ha emesso ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Gallo è accusato di aver ferito a colpi di arma da fuoco due soggetti di etnia rom.</p>
<p>Secondo quanto si è appreso Gallo ha risposto alla domande del pm, del giudice e della difesa. Ha chiarito la propria posizione, raccontando di essere stato aggredito e picchiato dai due rom per una questione di precedenza stradale, mentre era con i suoi familiari. E successivamente di essere stato nuovamente aggredito da diversi rom quando si è recato in via Savutano per un chiarimento della situazione.</p>
<p>Nella seconda circostanza, si è visto costretto a sparare in quanto si è visto in pericolo perché accerchiato. Nell immediatezza Gallo si era costituito ai carabinieri di Sambiase.</p>
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		<item>
		<title>Lamezia, omicidio Torcasio: lunedì udienza Gip per la convalida del fermo di Pasquale Colelli</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-omicidio-torcasio-lunedi-udienza-gip-per-la-convalida-del-fermo-di-pasquale-colelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 13:30:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si terrà lunedì davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lamezia Terme l&#8217;udienza di convalida per il fermo di Pasquale Colelli, di 30 anni, disoccupato, costituitosi nella giornata di venerdì per l&#8217;omicidio di Emiliano Torcasio, di 52 anni, autista, ucciso nella notte fra giovedì e venerdì nella zona di Ginepri con una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà lunedì davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lamezia Terme l&#8217;udienza di convalida per il fermo di Pasquale Colelli, di 30 anni, disoccupato, costituitosi nella giornata di venerdì per l&#8217;omicidio di Emiliano Torcasio, di 52 anni, autista, ucciso nella notte fra giovedì e venerdì nella zona di Ginepri con una decina di coltellate.</p>
<p>Da quanto si è appreso Colelli e Torcasio (<em>nel fotino</em>) si conoscevano da tempo e avevano trascorso la serata di giovedì insieme, in un bar della città. Si sarebbero poi allontanati per raggiungere probabilmente il lungomare lametino dove è avvenuto il delitto. E proprio in località &#8216;Ginepri&#8217; Torcasio è stato trovato in una pozza di sangue, colpito con alcuni fendenti in diverse parti del corpo, in particolare al collo ed al volto.</p>
<p>Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Vincenzo Quaranta e condotte dai carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme, proseguono per accertare il movente dell&#8217;omicidio. Cosa sia successo dopo che i due si sono allontanati, è quello che stanno cercando di capire gli inquirenti. Sul corpo di Torcasio è stata disposta l&#8217;autopsia.</p>
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		<title>Reggio Calabria, uccide gemelli appena partoriti: ragazza risponde al Gip, ora perizie</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-uccide-gemelli-appena-partoriti-ragazza-risponde-al-gip-ora-perizie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 14:09:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ha risposto alle domande del Gip, nel corso dell&#8217;interrogatorio di garanzia durato circa un&#8217;ora e mezza la giovane di 25 anni finita ai domiciliari la settimana scorsa con l&#8217;accusa di avere soffocato, nel luglio 2024, dei due gemelli appena partoriti. Stando alla ricostruzione della Procura, diretta da Giuseppe Borrelli, e della squadra mobile, l&#8217;arrestata li [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-uccide-gemelli-appena-partoriti-ragazza-risponde-al-gip-ora-perizie/">Reggio Calabria, uccide gemelli appena partoriti: ragazza risponde al Gip, ora perizie</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha risposto alle domande del Gip, nel corso dell&#8217;interrogatorio di garanzia durato circa un&#8217;ora e mezza la giovane di 25 anni finita ai domiciliari la settimana scorsa con l&#8217;accusa di avere soffocato, nel luglio 2024, dei due gemelli appena partoriti. Stando alla ricostruzione della Procura, diretta da Giuseppe Borrelli, e della squadra mobile, l&#8217;arrestata li ha soffocati e nascosti in un armadio prima di andare in ospedale a causa di un&#8217;emorragia post partum. Qualche giorno dopo, i due corpi sono stati poi trovati dalla madre della ragazza che ha avvertito la polizia e fatto partire l&#8217;inchiesta.</p>
<p>Accompagnata dagli avvocati Carlo Morace e Giuseppina Quattrone, l&#8217;indagata si è presentata al Cedir dove &#8211; hanno riferito i legali &#8211; ha risposto a tutte le domande poste dal gip Claudio Treglia e dal pm Chiara Greco che ha coordinato le indagini. Al termine dell&#8217;interrogatorio, i legali hanno evidenziato che &#8220;la Procura della Repubblica ha adottato massime cautele per evitare diffusione di notizie e la divulgazione dell&#8217;ordinanza di custodia cautelare come previsto dalla legge. Questo è interesse della difesa, di tutelare in questo momento la serenità della ragazza che ha enormi fragilità&#8221;.</p>
<p>&#8220;La ragazza &#8211; hanno affermato i suoi difensori &#8211; ha risposto a tutte le domande che le sono state poste dal giudice, dal pubblico mistero e dagli avvocati sulle cause del decesso dei feti che sono stati rinvenuti, sulla ricostruzione dei fatti, sulla capacità di intendere e di volere al momento del fatto. Adesso si faranno le perizie anche da parte della difesa in prospettiva del processo&#8221;. La ragazza è indagata anche per l&#8217;omicidio di un altro figlio che avrebbe ucciso appena nato nel 2022. Ricerche del corpicino sono state condotte nel giardino dell&#8217;abitazione dove la ragazza vive con i genitori ma, a quanto si è appreso, senza esito.</p>
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		<title>Cosenza, Gip dispone perizia psichiatrica per Rosa Vespa, a gennaio rapì neonata da clinica privata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 08:30:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il giudice per le indagini preliminari di Cosenza, Letizia Benigno, al termine dell&#8217;udienza che si è svolta oggi, ha deciso che Rosa Vespa, la 51enne che la sera del 21 gennaio gennaio scorso rapì una neonata di appena un giorno da una clinica privata di Cosenza, si sottoporrà al giudizio abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giudice per le indagini preliminari di Cosenza, Letizia Benigno, al termine dell&#8217;udienza che si è svolta oggi, ha deciso che  Rosa Vespa, la 51enne che la sera del 21 gennaio gennaio scorso rapì una neonata di appena un giorno da una clinica privata di Cosenza, si sottoporrà al giudizio abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. Il prossimo 27 ottobre è fissata l’udienza per l’affidamento dell’incarico al perito. La famiglia della madre della piccola, compresi i nonni sia paterni che materni, si sono costituiti parte civile.</p>
<p>Rosa Vespa è accusata di sottrazione di minore con l&#8217;aggravante di aver agito in un luogo sensibile. «Il giudice ha accolto la nostra richiesta anche in considerazione del fatto che agli atti sono presenti due consulenze diametralmente opposte» ha detto Teresa Gallucci, legale di Rosa Vespa. Al momento la donna resta agli arresti domiciliari. La donna si era fatta accompagnare dal marito Moses Omogo, di 43 anni &#8211; la cui posizione è stata stralciata e presumibilmente verrà archiviata &#8211; per andare a prendere in clinica «Ansel», il bambino che aveva detto di avere partorito alcuni giorni prima.</p>
<p>La donna &#8211; hanno ricostruito poi gli investigatori della Squadra mobile cosentina &#8211; aveva simulato una gravidanza per nove mesi, agevolata anche dalla sua corporature robusta. Poi era andata a &#8220;partorire&#8221; da sola adducendo al marito ed ai familiari tutta una serie di scuse per non far vedere loro il nascituro. Tutti &#8211; è stata la ricostruzione degli investigatori &#8211; le avevano creduto in buona fede, anche Omogo che, infatti, era stato subito scarcerato dopo l’interrogatorio di garanzia seguito all’arresto in flagranza insieme alla moglie. Quella sera, spacciandosi per infermiera, aveva prelevato la piccola Sofia che era insieme alla mamma e alla nonna. Il sistema di videosorveglianza interna aveva comunque ripreso marito e moglie che poi si erano allontanati a bordo dell’auto intestata a Omogo. Gli agenti della Mobile giunsero in poco tempo all’abitazione della coppia trovando i due intenti a festeggiare con parenti e amici l’ingresso in casa di &#8220;Ansel&#8221; con la Sofia che era stata vestita con una tutina azzurra. La piccola tornò quindi tra le braccia dei genitori dopo tre ore di ansia.</p>
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		<title>Liste d&#8217;attesa, primario oculistica Scorcia risponde al Gip: non ci sono prenotazioni tramite Cup</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 08:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha risposto al gip Arianna Roccia, il primario del reparto di Oculistica dell&#8217;Azienda ospedaliera-universitaria &#8220;Dulbecco&#8221; di Catanzaro, Vincenzo Scorcia, agli arresti domiciliari per concussione, truffa e peculato perché avrebbe agevolato, nelle liste d&#8217;attesa, i propri pazienti privati in cambio di cospicue parcelle. Scorcia, assistito dagli avvocati Francesco Gambardella e Andrea Carnevali, e alla presenza del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha risposto al gip Arianna Roccia, il primario del reparto di Oculistica dell&#8217;Azienda ospedaliera-universitaria &#8220;Dulbecco&#8221; di Catanzaro, Vincenzo Scorcia, agli arresti domiciliari per concussione, truffa e peculato perché avrebbe agevolato, nelle liste d&#8217;attesa, i propri pazienti privati in cambio di cospicue parcelle.</p>
<p>Scorcia, assistito dagli avvocati Francesco Gambardella e Andrea Carnevali, e alla presenza del sostituto procuratore Irene Crea, ha risposto all&#8217;interrogatorio di garanzia affermando che gli onorari sono tutti fatturati e corrispondono a 200 euro per una visita semplice di controllo ma diventano più onerosi se la visita è eseguita con particolare strumentazione prodromica, per esempio, ad un corretto intervento chirurgico.</p>
<p>Per quanto riguarda le liste d&#8217;attesa, lo specialista ha spiegato che per Oculistica al Mater Domini non esiste un registro delle prenotazioni e non è possibile prenotarsi tramite Cup. Ragion per cui le liste d&#8217;attesa, in caso di arrivo di pazienti con problematiche urgenti che rischiano di compromettere la vista, vanno rimodulate.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Omicidio giudice Scopelliti: &#8220;Sentiamo il pentito Avola in aula&#8221;, la richiesta dei legali al Gip</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 18:33:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un incidente probatorio per sentire il collaboratore di giustizia Maurizio Avola (nella foto). A chiederlo al giudice per le indagini preliminari, nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sull&#8217;omicidio del magistrato Antonino Scopelliti, sono stati i difensori dello stesso pentito, gli avvocati Ugo Colonna e Massimo Alosi. Una volta sentito il parere della Dda di Reggio Calabria, se il gip [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un incidente probatorio per sentire il collaboratore di giustizia Maurizio Avola (<em>nella foto</em>). A chiederlo al giudice per le indagini preliminari, nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sull&#8217;omicidio del magistrato Antonino Scopelliti, sono stati i difensori dello stesso pentito, gli avvocati Ugo Colonna e Massimo Alosi. Una volta sentito il parere della Dda di Reggio Calabria, se il gip dovesse accogliere la richiesta dei due legali, il pentito Avola potrebbe essere interrogato in aula in merito alla sua partecipazione al delitto e dovrebbe rispondere non solo alle domande del procuratore Giuseppe Lombardo e del pm Sara Parezzan ma anche a quelle degli avvocati degli altri 20 indagati ritenuti i vertici di Cosa nostra catanese e il gotha della &#8216;Ndrangheta reggina.</p>
<p>L&#8217;omicidio del giudice Antonino Scopelliti si è consumato il 9 agosto 1991 a Villa San Giovanni, nella frazione di Piale. Stando alle dichiarazioni di Avola, quest&#8217;ultimo avrebbe guidato la moto che ha affiancato il sostituto procuratore della Cassazione mentre era alla guida della sua auto. A fare fuoco sarebbe stato Vincenzo Salvatore Santapaola con un fucile che il pentito avrebbe poi seppellito a Belpasso, in provincia di Catania, e fatto ritrovare alla squadra mobile nel 2019. Inizialmente gli indagati erano 24 ma negli ultimi anni tre di loro sono morti:, il boss di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, il boss di Archi Giovanni Tegano e Francesco Romeo, cognato di uno dei capi di Cosa nostra, Benedetto Santapaola detto &#8220;Nitto&#8221;. Nei confronti di quest&#8217;ultimo, padre del presunto esecutore materiale, non si può però procedere perché, per l&#8217;omicidio Scopelliti, è stato assolto in un precedente processo.</p>
<p>La richiesta di incidente probatorio dei legali di Avola riguarda anche un altro collaboratore di giustizia siciliano, Fabio Tranchina che avrebbe accompagnato Giuseppe Graviano, non indagato in quest&#8217;inchiesta, a Giardini Naxos dove ha trascorso un periodo di latitanza in un alloggio procuratogli dai &#8220;catanesi&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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