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	<title>giovani Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Jun 2026 16:07:19 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sole24ore, esodo di giovani dal Sud: in sei anni 313mila under35 in meno, male la Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 16:07:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[Sud Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 2019 a oggi la popolazione tra i 18 e i 35 anni residente nelle regioni meridionali si è ridotta del 7,6%, mentre nel Nord Italia è cresciuta del 4,8%. &#8220;Un divario che fotografa uno dei fenomeni più persistenti degli ultimi anni: l&#8217;esodo dei giovani dal Sud verso le aree economicamente più dinamiche del Paese&#8221;. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 2019 a oggi la popolazione tra i 18 e i 35 anni residente nelle regioni meridionali si è ridotta del 7,6%, mentre nel Nord Italia è cresciuta del 4,8%. <em>&#8220;Un divario che fotografa uno dei fenomeni più persistenti degli ultimi anni: l&#8217;esodo dei giovani dal Sud verso le aree economicamente più dinamiche del Paese&#8221;. </em>Lo scrive il Sole 24 Ore che ha elaborato i dati Istat, rilevando che nel Mezzogiorno i residenti tra 18 e 35 anni sono passati da oltre 4,1 milioni nel 2019 a circa 3,8 milioni nel 2026, con una perdita superiore a 313mila persone. Nello stesso periodo il Nord ha guadagnato quasi 240mila giovani, salendo da 4,95 a 5,19 milioni. Il Centro è rimasto sostanzialmente stabile.</p>
<p>Il divario socio-economico tra Nord e Sud alimenta le migrazioni interne e il Nord diventa polo attrattivo, sottolinea il quotidiano. La mappa provinciale rende ancora più evidente questa polarizzazione. Tra le realtà che hanno registrato la crescita più significativa della popolazione giovanile figurano Gorizia (+10,9%), Genova (+8,4%), Bologna (+8,1%), Pavia (+7,2%) e Reggio Emilia (+6,6%). Seguono Modena, Monza e Brianza, Milano e Bergamo. Territori accomunati da mercati del lavoro dinamici, una forte presenza manifatturiera o universitaria e una maggiore capacità di attrazione nei confronti delle nuove generazioni.</p>
<p>Dall&#8217;altro lato si collocano quasi esclusivamente province meridionali, con percentuali di segno opposto. Le contrazioni più marcate interessano il Sud Sardegna (-13%), Isernia (-12,2%), Oristano (-12,1%), <strong>Crotone</strong> (-12,1%), Potenza (-12%) e <strong>Reggio Calabria</strong> (-11,9%). Il fenomeno, però, non riguarda soltanto i numeri. A partire sono sempre più spesso i profili più qualificati.<br />
Anche le altre province calabresi subiscono cali: <strong>Catanzaro</strong> -11%, <strong>Cosenza</strong> -9,3% e Vibo Valentia -8%.<br />
(<em>Ansa)</em></p>
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		<title>Al via la manifestazione dedicata a giovani, imprese e politiche attive: recruiting di oltre 400 posti di lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 15:17:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lavoro non rappresenta soltanto un obiettivo economico, ma costituisce una vera e propria infrastruttura sociale fondata su dignità, autonomia, crescita e futuro. Con questa forte premessa nasce “Il Lavoro Chiama”, l’importante iniziativa promossa dal Dipartimento Lavoro, Imprese e Aree Produttive della Regione Calabria nell’ambito dell’Operazione di Importanza Strategica denominata “Territori in Azione” e finanziata con i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il lavoro non rappresenta soltanto un obiettivo economico, ma costituisce una vera e propria infrastruttura sociale fondata su dignità, autonomia, crescita e futuro. Con questa forte premessa nasce <strong>“Il Lavoro Chiama”, l’importante iniziativa promossa dal Dipartimento Lavoro, Imprese e Aree Produttive della Regione Calabria</strong> nell’ambito dell’Operazione di Importanza Strategica denominata “Territori in Azione” e finanziata con i fondi europei PR 21-27. <strong>Dal 26 al 28 maggio, l’ente Fiera “Giovanni Colosimo” di Catanzaro</strong> si trasformerà in un ecosistema vivo, operativo e partecipato, dove la Calabria si racconta e si mette concretamente in gioco. L’ambizione della manifestazione è tanto chiara quanto concreta, ovvero trasformare le politiche pubbliche in occasioni reali di incontro e di contaminazione tra persone, imprese e istituzioni del territorio. L’intera area fieristica è stata concepita per riprodurre le dinamiche di una grande piazza contemporanea strutturata in spazi interattivi. Al centro si svilupperà l’<strong>Agorà del Lavoro</strong>, il vero e proprio cuore pulsante dell’iniziativa destinato a ospitare le sessioni plenarie e i confronti istituzionali. Attorno a questa cornice si attiveranno le <strong>Officine del Lavoro</strong>, ambienti dinamici in cui si offriranno orientamento e consulenza specialistica. E, poi, l’<strong>Area Matching</strong> concepita per rispondere ai bisogni delle imprese locali e offrire un accesso qualificato al mercato del lavoro: <strong>oltre 400 i posti disponibili</strong>, a tempo determinato e indeterminato, con aziende provenienti da tutto il territorio regionale e da diversi settori produttivi che si avvicenderanno nella tre giorni. Per candidarsi: <a href="https://lavoro.regione.calabria.it/il-lavoro-chiama/planning-colloqui-aziendali-il-lavoro-chiama/">https://lavoro.regione.calabria.it/il-lavoro-chiama/planning-colloqui-aziendali-il-lavoro-chiama/</a></p>
<p>L’iniziativa si caratterizza per una straordinaria sinergia istituzionale che vede la presenza centrale e strategica del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Sviluppo Lavoro Italia, a testimonianza della forte convergenza tra le linee d’indirizzo nazionali e l’attuazione delle politiche sul territorio calabrese. Accanto a loro, il prezioso contributo di Assolavoro permetterà di analizzare a fondo le dinamiche e i trend del mercato a livello globale e locale. Il quadro operativo regionale si completa con il ruolo fondamentale e integrato di Fincalabra e di Arpal Calabria. “Questa tre giorni – afferma l’assessore regionale al Lavoro, Politiche del lavoro e Formazione, Giovanni Calabrese, non vuole essere una semplice vetrina o un momento teorico, ma rappresenta il punto di atterraggio di un percorso ambizioso volto a capovolgere il paradigma delle politiche per l’occupazione in Calabria. Stiamo lavorando per innovare i Centri per l’Impiego e per costruire una filiera della formazione che sia finalmente speculare alle reali esigenze del mercato produttivo. L’obiettivo è rimettere al centro la dignità della persona, offrendo ai giovani risposte concrete e percorsi di crescita reali affinché non siano più costretti ad abbandonare la propria terra, ma possano diventarne il principale motore di sviluppo.”</p>
<p>L’evento si propone come un vero e proprio incubatore di fiducia per le nuove generazioni, con l’obiettivo di dimostrare ai giovani calabresi che costruire una carriera d’eccellenza nella propria terra è una realtà concreta. Questo messaggio motivazionale passerà attraverso il racconto diretto e le testimonianze di imprenditori, manager e professionisti che hanno scelto di investire e innovare in Calabria. Il cuore istituzionale dei contenuti si focalizza sulle strategie regionali legate all’Obiettivo di Policy 4, dedicato a occupazione, giovani e istruzione. Al centro del dibattito ci sarà la modernizzazione dei Centri per l’Impiego come ponte efficace tra domanda e offerta, traducendo le politiche in strumenti pratici e incentivi attivi, come il PADEL, a supporto dell’intera economia locale. Un pilastro fondamentale sarà la sinergia tra formazione ed eccellenza territoriale, valorizzando il ruolo degli ITS Academy per il turismo e le filiere locali, e presentando il progetto di un grande hub universitario integrato che unisce i tre Atenei calabresi. Ampio spazio sarà inoltre dedicato a riflessioni profonde su legalità, sicurezza, dignità del lavoratore e carriere nelle Forze Armate e dell’Ordine, senza trascurare la tutela dei diritti e della privacy dei cittadini nell’era digitale.</p>
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		<item>
		<title>Scarpino: Serve un’intelligenza artificiale che protegga i ragazzi, non che impari a sfruttarne le fragilità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scarpino-serve-unintelligenza-artificiale-che-protegga-i-ragazzi-non-che-impari-a-sfruttarne-le-fragilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 09:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Corecom]]></category>
		<category><![CDATA[Fulvio Scarpino*]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta a Napoli, nella prestigiosa cornice del Maschio Angioino, l’edizione degli “Stati Generali della Comunicazione sui Minori”, importante momento di confronto nazionale dedicato alla responsabilità dell’ecosistema comunicativo, ideato da Carola Barbato, Presidente del Corecom Campania e Coordinatrice Nazionale dei Corecom. Un parterre di assoluto rilievo ha accompagnato l’iniziativa: S.E.R. Mons. A. Di Donna, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta a Napoli, nella prestigiosa cornice del Maschio Angioino, l’edizione degli “Stati Generali della Comunicazione sui Minori”, importante momento di confronto nazionale dedicato alla responsabilità dell’ecosistema comunicativo, ideato da <strong>Carola Barbato</strong>, Presidente del Corecom Campania e Coordinatrice Nazionale dei Corecom. Un parterre di assoluto rilievo ha accompagnato l’iniziativa: <strong>S.E.R. Mons. A. Di Donna</strong>, Vescovo di Acerra e Presidente della Conferenza Episcopale campana, <strong>Mons. A. Foderaro</strong>, Vicepresidente della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sezione San Tommaso e giornalista, <strong>Don Tonino Palmese</strong>, Presidente della Fondazione Polis, e, nelle conclusioni, <strong>S.E. Rev. Cardinale Angelo Bagnasco</strong>. Presenti anche autorevoli rappresentanti istituzionali e del mondo della comunicazione, tra cui <strong>Vincenzo Varagona</strong>, Presidente nazionale UCSI, <strong>Avv. Nicola Sansalone</strong>, Dirigente del Servizio rapporti con i Corecom e Coordinamento ispettivo AGCOM.</p>
<p>«<em>Ci sono momenti in cui le parole “futuro” e “tecnologia” rischiano di diventare troppo comode. Le pronunciamo come se fossero neutre, inevitabili, lontane. Ma l’intelligenza artificiale non è più lontana. È già qui. È nelle case, nelle scuole, nei telefoni dei ragazzi, nelle loro ricerche, nelle loro curiosità, nelle loro solitudini. Come il cellulare, è entrata nel presente prima ancora che gli adulti avessero il tempo di comprenderla davvero</em>». Lo ha dichiarato Fulvio Scarpino, Vice Coordinatore Nazionale dei Corecom e Presidente del Corecom Calabria, intervenendo a Napoli, in occasione degli Stati Generali della Comunicazione sui Minori, dedicati alla responsabilità dell’ecosistema comunicativo. Al centro della riflessione, il progetto <strong>Colnissar</strong>, nato dall’iniziativa e dalla visione di industrie calabresi., quale esperienza di intelligenza artificiale etica, antropocentrica e orientata alla responsabilità pubblica. «<em>Colnissar </em>— afferma Scarpino —<em> indica una strada importante perché non parte dalla macchina, ma dall’uomo. Non si limita a chiedere cosa possa fare l’intelligenza artificiale, ma cosa debba evitare di fare. E questa è la vera differenza. Una IA etica non è una IA alla quale si mette un filtro alla fine. È una IA pensata fin dall’inizio per riconoscere il limite, proteggere la persona, non approfittare della fragilità, non manipolare la libertà</em>». Secondo Scarpino, il tema assume un rilievo decisivo soprattutto quando l’interlocutore è un minore. «<em>Un ragazzo non entra nel digitale con le difese di un adulto. Ci entra con la curiosità, con il bisogno di essere visto, con la voglia di capire, ma anche con paure, solitudini, insicurezze. A volte una domanda fatta a un chatbot non è solo una domanda. È una richiesta di ascolto. È una crepa. È un modo indiretto per dire: “ci sono, mi senti?”. Se dall’altra parte trova una macchina progettata soltanto per trattenere attenzione, assecondare, sedurre, orientare, allora il rischio non è più tecnologico. È umano</em>».</p>
<p>Il Presidente del Corecom Calabria richiama i rischi già emersi nel rapporto tra sistemi conversazionali e minori. «<em>Esistono chatbot che hanno intrattenuto conversazioni sessualizzate anche con minorenni, nonostante ciò dovesse essere vietato. Esistono sistemi che, davanti a segnali di disagio, autolesionismo o disperazione, non hanno saputo fermarsi. Esistono casi in cui strumenti conversazionali sono stati accusati di aver fornito risposte gravemente inadeguate su temi collegati al suicidio. Questo ci dice una cosa semplice: una tecnologia può essere molto avanzata e, nello stesso tempo, profondamente pericolosa se non è costruita dentro un perimetro etico e giuridico chiaro</em>». Scarpino ricorda anche un’esperienza personale maturata nel corso di un convegno a Salerno dedicato ai rischi del digitale. «<em>Ho sperimentato direttamente come un chatbot potesse arrivare a consigliare a un minore modalità e percorsi di gioco online. Quel passaggio mi ha colpito perché mostrava il pericolo più sottile: non sempre il danno nasce da una risposta apertamente illecita. Talvolta nasce da una relazione artificiale che accompagna, normalizza, sposta piano piano il limite. È lì che una IA etica diventa necessaria. Non per intervenire dopo, quando il danno è già avvenuto, ma per impedire che quel danno venga costruito dentro la conversazione</em>». In questa prospettiva, Scarpino collega Colnissar al paradigma dell’Innovazione Armonica elaborato da Francesco Cicione. «<em>Il pensiero di Francesco Cicione ci ricorda che l’innovazione non è armonica perché corre più veloce, ma perché tiene insieme sviluppo, persona, comunità, responsabilità e senso. Non tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche umanamente accettabile. Non tutto ciò che è efficiente è giusto. La domanda vera è un’altra: questa tecnologia accresce la dignità della persona o la riduce a dato, profilo, bersaglio, consumo?». I</em>l Vice Coordinatore Nazionale richiama poi un altro fronte di attenzione: le nuove applicazioni dell’intelligenza artificiale al neuromarketing, alla profilazione comportamentale e alla persuasione algoritmica. «<em>Oggi non dobbiamo guardare soltanto all’IA che risponde. Dobbiamo guardare anche all’IA che osserva, misura, interpreta e orienta. I sistemi applicati al neuromarketing non cercano solo di capire cosa compriamo, ma cosa desideriamo, cosa temiamo, cosa ci emoziona, cosa ci rende più vulnerabili. Le ricadute non sono soltanto commerciali. Possono diventare politiche, culturali, democratiche. Quando la profilazione diventa capacità di influenzare comportamenti, opinioni e paure, il tema non riguarda più il mercato. Riguarda la libertà</em>». Per Scarpino, la tutela dei minori deve essere letta dentro questo quadro più ampio. «<em>Un ragazzo non è un consumatore in miniatura. Non è un elettore futuro da addestrare. Non è un profilo da intercettare nel momento della massima fragilità emotiva. È una persona in formazione. E una persona in formazione ha diritto a un ambiente digitale che non la seduca, non la manipoli, non la isoli, non la trasformi in materiale da previsione comportamentale</em>».</p>
<p>Il Presidente collega questa riflessione al percorso svolto dal Corecom Calabria. «<em>In questi anni abbiamo incontrato studenti, docenti, famiglie, giornalisti, giuristi, psicologi, rappresentanti della Chiesa, dell’università e delle istituzioni. Abbiamo parlato di cyberbullismo, fake news, hate speech, identità digitale, educazione affettiva, smartphone, intelligenza artificiale. Ma soprattutto abbiamo ascoltato i ragazzi. E ascoltandoli abbiamo capito che il digitale non è un luogo separato dalla loro vita. È una parte della loro vita. Per questo non basta dire loro di stare attenti. Dobbiamo costruire strumenti, regole e ambienti capaci di non sfruttare la loro attenzione, la loro solitudine, la loro fragilità</em>». Da Napoli, Scarpino sottolinea anche il valore della prospettiva calabrese. «<em>Che una riflessione così avanzata nasca in Calabria è un segnale forte. La Calabria non deve essere raccontata soltanto attraverso le sue ferite. Può essere luogo di pensiero, responsabilità, ricerca e visione. Può diventare laboratorio di un nuovo umanesimo digitale. Da una terra spesso considerata periferia può partire una domanda centrale per tutto il Paese: come impedire che l’intelligenza artificiale diventi più veloce della nostra coscienza?». </em>«<em>Il punto </em>— conclude Scarpino —<em> non è rendere la macchina più simile all’uomo. Il punto è impedire che l’uomo, soprattutto quando è giovane e fragile, venga ridotto a macchina. Se Colnissar saprà contribuire a questa direzione, non sarà soltanto un progetto tecnologico. Sarà un presidio culturale. E se la Calabria saprà essere protagonista di questa battaglia, avrà difeso una parte essenziale della democrazia: la libertà dei ragazzi di crescere senza essere manipolati</em>».</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/scarpino-serve-unintelligenza-artificiale-che-protegga-i-ragazzi-non-che-impari-a-sfruttarne-le-fragilita/">Scarpino: Serve un’intelligenza artificiale che protegga i ragazzi, non che impari a sfruttarne le fragilità</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Giovani, Pd Calabria: “Fuga dei laureati dalla regione, fallimento del centrodestra”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/giovani-pd-calabria-fuga-dei-laureati-dalla-regione-fallimento-del-centrodestra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 16:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Gli ultimi dati sull&#8217;emigrazione giovanile confermano una fuga dalla Calabria dei giovani laureati. Ancora ignorato dal centrodestra, il fatto è un tema politico che richiede risposte efficaci per fermare lo spopolamento del territorio regionale&#8221;. Lo si legge in una nota del Pd Calabria, che, insieme al suo segretario regionale, il senatore Nicola Irto, denuncia la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Gli ultimi dati sull&#8217;emigrazione giovanile confermano una fuga dalla Calabria dei giovani laureati. Ancora ignorato dal centrodestra, il fatto è un tema politico che richiede risposte efficaci per fermare lo spopolamento del territorio regionale&#8221;.</em> Lo si legge in una nota del Pd Calabria, che, insieme al suo segretario regionale, il senatore Nicola Irto, denuncia la drammaticità della situazione. &#8220;<em>Dal 2001 sino al 2022, la Calabria – </em>evidenzia il partito sulla base di dati Istat pubblicati di recente<em> – ha perso tra 160mila e 180mila giovani fra i 18 e i 34 anni, con un&#8217;accelerazione nel secondo decennio. Si tratta di giovani spesso altamente formati, costretti a cercare altrove lavoro e prospettive&#8221;</em>.</p>
<p>&#8220;<em>Non siamo davanti a una dinamica inevitabile. È il risultato – </em>accusa il Pd Calabria <em>– di scelte politiche sbagliate e di una lunga assenza di visione. A Roma come a Catanzaro, il centrodestra, al netto della propaganda, non ha costruito alcuna strategia per trattenere i giovani né ha creato condizioni per attrarre investimenti e lavoro qualificato&#8221;. Secondo il Pd Calabria, il dato più grave riguarda la qualità dell&#8217;occupazione, poiché &#8220;si registrano salari bassi, precarietà diffusa e scarsa domanda di competenze avanzate&#8221;. &#8220;In queste condizioni – </em>sottolineano i dem calabresi <em>– la partenza diventa obbligata. Mentre intere generazioni vanno via, il governo nazionale e quello regionale continuano a rincorrere annunci e misure prive di impatto reale, incapaci di incidere sulle cause strutturali del problema&#8221;. </em></p>
<p>&#8220;<em>Serve un piano straordinario per il lavoro qualificato che punti – </em>continuano i dem<em> – su innovazione, ricerca, transizione ecologica e potenziamento del sistema produttivo. Occorre collegare università e imprese, sostenere chi avvia attività, incentivare in modo stabile le assunzioni e il rientro dei giovani calabresi&#8221;. Secondo il Pd Calabria, sono fondamentali anche gli investimenti in servizi e diritti, &#8220;a partire da sanità, istruzione, mobilità e infrastrutture digitali&#8221;. &#8220;Fermare l&#8217;emigrazione giovanile significa dare alla Calabria un futuro, costruire condizioni affinché i giovani possano rimanere, lavorare e progettare la propria vita nella regione. Su questo terreno, il centrodestra – </em>conclude il Pd<em> – ha già fallito&#8221;.</em></p>
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		<title>Giovani e politica, Guzzi (Unilavoro Pmi): Tra disaffezione e nuove forme di partecipazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 08:59:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni il rapporto tra giovani e politica è diventato uno dei temi più discussi nel dibattito pubblico. Spesso si parla di apatia e disinteresse, ma i dati raccontano una realtà più complessa: i giovani non hanno abbandonato la politica, piuttosto ne stanno cambiando le modalità di partecipazione. A sottolinearlo, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni il rapporto tra giovani e politica è diventato uno dei temi più discussi nel dibattito pubblico. Spesso si parla di apatia e disinteresse, ma i dati raccontano una realtà più complessa: i giovani non hanno abbandonato la politica, piuttosto ne stanno cambiando le modalità di partecipazione. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, per il quale “<em>secondo i dati dell’ISTAT, in Italia solo una minoranza dei giovani segue la politica con continuità: circa un terzo dei 18–24enni si informa almeno una volta a settimana, mentre una quota ancora significativa dichiara di non interessarsene mai.</em>” Questo dato, continua l’imprenditore, sembra confermare una crescente distanza tra le nuove generazioni e le forme tradizionali della politica, come i partiti e le istituzioni. Un ruolo centrale è giocato dal mondo digitale. I social network sono diventati il principale spazio di confronto politico per le nuove generazioni. Qui i giovani si informano, discutono e si mobilitano, soprattutto su temi come l’ambiente, i diritti civili e l’uguaglianza sociale. In Italia, la partecipazione politica online è addirittura superiore alla media europea, segno di una generazione connessa e pronta a esprimere le proprie opinioni, anche se spesso al di fuori dei canali istituzionali.</p>
<p>Non tutti i giovani, però, precisa l’imprenditore lametino, partecipano allo stesso modo. I dati mostrano che il livello di istruzione e la condizione lavorativa incidono molto: chi studia o lavora tende a essere più informato e coinvolto. Al contrario, tra chi ha minori opportunità educative o occupazionali si registra un maggiore distacco dalla politica. Anche il territorio conta: nelle aree economicamente più sviluppate la partecipazione è generalmente più alta. Parlare di giovani apatici è una semplificazione che non coglie la complessità del presente. Le nuove generazioni stanno infatti ridefinendo il concetto stesso di partecipazione politica: dai partiti alle reti, dalle strutture rigide alle iniziative spontanee, dal voto periodico a un impegno quotidiano e diffuso. La vera sfida oggi è comprendere se e in che modo le istituzioni sapranno intercettare questa energia, trasformandola in una partecipazione più stabile, consapevole e inclusiva. Accanto a questi aspetti, è importante sottolineare un elemento spesso trascurato: i giovani, rispetto agli adulti e ai cosiddetti “<em>veterani</em>” della politica, possono portare un valore aggiunto fondamentale.</p>
<p>Le nuove generazioni introducono idee innovative, una maggiore apertura al cambiamento e una sensibilità diversa verso temi emergenti come la sostenibilità ambientale, la digitalizzazione e i diritti globali. Cresciuti in un contesto sempre più interconnesso, i giovani tendono ad avere una visione più ampia e internazionale dei problemi, oltre a una maggiore familiarità con le tecnologie. Questa combinazione permette loro di proporre soluzioni nuove e di immaginare modelli di partecipazione più dinamici e inclusivi. Ne deriva, conclude Guzzi, un paradosso evidente: mentre si amplia la distanza dalle istituzioni, si intensifica l’attivismo su singole cause. I giovani, infatti, non rifiutano la politica in quanto tale, ma prendono le distanze da una politica percepita come lontana, autoreferenziale e incapace di rappresentarli davvero.</p>
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		<title>Allarme Confartigianato Calabria: più del 50% delle figure richieste è difficile da reperire</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/allarme-confartigianato-calabria-piu-del-50-delle-figure-richieste-e-difficile-da-reperire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 10:33:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sistema produttivo calabrese è di fronte a una sfida strutturale che non può più essere rinviata: senza un ricambio generazionale adeguato, il futuro dell&#8217;artigianato e delle micro e piccole imprese è a rischio. È quanto emerge con chiarezza dal report dell&#8217;Osservatorio MPI di Confartigianato Imprese Calabria, che evidenzia una crescente difficoltà nel reperire personale, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il sistema produttivo calabrese è di fronte a una sfida strutturale che non può più essere rinviata: senza un ricambio generazionale adeguato, il futuro dell&#8217;artigianato e delle micro e piccole imprese è a rischio. È quanto emerge con chiarezza dal report dell&#8217;Osservatorio MPI di Confartigianato Imprese Calabria, che evidenzia una crescente difficoltà nel reperire personale, soprattutto giovane, in un contesto segnato dall&#8217;invecchiamento della popolazione e dalla riduzione della forza lavoro disponibile. I numeri parlano chiaro. In Calabria il comparto artigiano conta 51.383 addetti, pari al 17,7% dell&#8217;occupazione complessiva, e genera il 7,9% del valore aggiunto regionale. Eppure, a fronte di 13.220 ingressi programmati nel 2025, ben 6.840 risultano di difficile reperimento, pari al 51,7% del totale, un dato superiore di oltre 7 punti rispetto alla media generale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il problema si aggrava quando si guarda ai giovani: su 3.510 figure under 30 ricercate, oltre la metà – il 56,1% – è difficile da trovare. Una dinamica che si inserisce in un quadro demografico critico: nei prossimi 25 anni è previsto un aumento del 17,2% degli over 65 e una riduzione del 32,5% degli under 35, con effetti diretti sulla disponibilità di manodopera. Negli ultimi dieci anni, inoltre, si è registrato un vero e proprio squilibrio generazionale: gli artigiani over 55 sono cresciuti del 44,4%, mentre gli under 35 sono diminuiti del 52%. In questo scenario, la domanda di giovani cresce ed è sempre più strategica. Nel 2025 gli ingressi di under 30 rappresentano il 26,6% del totale, in aumento rispetto al 2021, a differenza di quanto accade nel resto del mercato del lavoro, dove la quota giovanile è in calo. Le imprese cercano soprattutto figure tecniche e operative: muratori, elettricisti, meccanici, autotrasportatori, idraulici, acconciatori ed estetisti. Profili essenziali per il funzionamento del sistema produttivo, ma sempre più difficili da reperire.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Questi dati – </em>afferma il presidente di Confartigianato Calabria, Salvatore Ascioti<em> – descrivono una situazione che non può essere sottovalutata. Siamo di fronte a un problema strutturale che riguarda il futuro delle nostre imprese&#8221;</em>. <em>&#8220;Il ricambio generazionale – </em>prosegue <em>– non è una questione teorica, ma una necessità concreta. Senza giovani rischiamo di perdere competenze, continuità e capacità produttiva. E questo significa mettere in discussione la tenuta del sistema&#8221;</em>. Ascioti sottolinea anche un paradosso: &#8220;<em>Le imprese sono pronte ad assumere, investono in formazione e spesso trattengono il personale anche in fasi di calo produttivo pur di non perderlo. Ma non trovano le risorse umane necessarie. Questo è un segnale chiarissimo che deve interrogare la politica</em>&#8220;. Da qui la richiesta: &#8220;<em>Servono politiche attive del lavoro più efficaci, un rafforzamento della formazione professionale e un collegamento reale tra scuola e impresa</em>&#8220;. E conclude: &#8220;<em>Attrarre e integrare giovani nelle imprese non è solo una risposta alla carenza di manodopera. È una scelta strategica per garantire innovazione, competitività e futuro. Senza un intervento deciso, il rischio è quello di compromettere definitivamente il tessuto produttivo della Calabria</em>&#8220;.</p>
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		<title>Cgil Calabria: &#8220;Se Occhiuto punta ai giovani pensi al salario minimo e lavoro stabile e di qualità&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:00:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I salari del nostro Paese sono tra i più bassi d&#8217;Europa, anche il Presidente Occhiuto ne ha preso atto. Tuttavia è alquanto singolare che le soluzioni che prospetta in favore dei giovani passino dall&#8217;attacco agli anziani. Così il governatore punta il dito anche contro il diritto alla retribuzione delle lavoratrici e dei lavoratori, relativamente agli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>I salari del nostro Paese sono tra i più bassi d&#8217;Europa, anche il Presidente Occhiuto ne ha preso atto. Tuttavia è alquanto singolare che le soluzioni che prospetta in favore dei giovani passino dall&#8217;attacco agli anziani. Così il governatore punta il dito anche contro il diritto alla retribuzione delle lavoratrici e dei lavoratori, relativamente agli istituti contrattuali previsti per valorizzare l&#8217;esperienza e la professionalità maturata nel corso del tempo che, tra l&#8217;altro, sono prerogative dettate alla contrattazione collettiva&#8221;</em>. E&#8217; quanto si legge in una nota della segreteria Cgil Calabria. in cui si aggiunge &#8220;<em>Tutto ciò va a svalutare le competenze acquisite e comporta il rischio di aprire un conflitto generazionale, mettendo a repentaglio la sostenibilità previdenziale. Un&#8217;ipotesi che non terrebbe in alcuna considerazione un adeguato mix tra premialità per il potenziale innovativo garantito dai giovani e la stabilità dettata dall&#8217;esperienza degli anziani. Invece, per sostenere le nuove generazioni, il presidente Occhiuto dovrebbe assumere l&#8217;impegno a favorire effettive opportunità occupazionali stabili e di qualità e non le solite modalità di lavoro precario e a tempo determinato previste in parecchie misure delle politiche per il lavoro&#8221;</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Inoltre- </em>prosegue la nota sindacale<em> &#8211;  in previsione di una effettiva crescita occupazionale comparata dalla diffusione di contratti di lavoro stabili, in materia di dinamiche presalariali, sarebbe opportuno un incremento dell&#8217;indennità per i tirocini, che in Calabria raggiunge i 650 euro, mentre in altre regioni raggiunge gli 800 euro. Un dato che conferma che anche nelle misure di pre ingresso nel mondo del lavoro la nostra regione offre condizioni peggiori rispetto alle altre. Sulla questione fiscale è ben nota la posizione rivendicativa della Cgil e cioè quella di far valere la progressività impositiva e, quindi, colpire i grandi patrimoni, gli extra profitti e allo stesso tempo alleggerire i redditi da lavoro dipendente, in particolare modo quelli medio-bassi&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Per la segreteria Cgil Calabria &#8220;<em>se l&#8217;intento del Presidente è sostenere i salari percepiti nella regione più povera d&#8217;Europa, ci aspettiamo una rapida convocazione per condividere una legge regionale sul salario minimo e sulla limitazione dei contratti a termine, con immediata applicazione negli appalti pubblici e nelle società partecipate, evitando, quindi, fenomeni di dumping contrattuale avviando la promozione di politiche regionali per la garanzia di soglie retributive e prevedendo reali incentivazioni per assunzioni stabili di giovani, in chiaro contrasto al lavoro precario e povero. Tutto ciò renderebbe contenti tanti giovani che eviterebbero di essere costretti ad abbandonare i luoghi in cui sono nati alla ricerca di un salario dignitoso, così come i loro genitori&#8221;</em>.</p>
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		<title>Vibo Valentia, rissa tra giovani davanti noto locale su viale Affaccio: Questore emette avvisi orali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-valentia-rissa-tra-giovani-davanti-noto-locale-su-viale-affaccio-questore-emette-avvisi-orali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 09:39:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I fatti risalgono alla notte del 28 dicembre scorso, quando nel parcheggio antistante un noto locale di Vibo Valentia sito lungo viale Affaccio, scoppiava per futili motivi una violenta rissa tra due gruppi di giovani. Dopo lo scontro, cui partecipavano anche due minori, i giovani si dileguavano e all’arrivo della Volante sul posto non vi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I fatti risalgono alla notte del 28 dicembre scorso, quando nel parcheggio antistante un noto locale di Vibo Valentia sito lungo viale Affaccio, scoppiava per futili motivi una violenta rissa tra due gruppi di giovani. Dopo lo scontro, cui partecipavano anche due minori, i giovani si dileguavano e all’arrivo della Volante sul posto non vi era più nessuno. Tuttavia, grazie ai primi accertamenti svolti da personale dell’UPGSP nell’immediatezza del fatto e ai successivi approfondimenti investigativi compiuti della Squadra Mobile, tutti i partecipanti allo scontro venivano identificati e deferiti all’Autorità giudiziaria per il reato di rissa.</p>
<p>A fronte di questo grave episodio di violenza che ha messo in pericolo la sicurezza di un frequentato luogo di aggregazione giovanile, terminati gli approfondimenti istruttori da parte della Divisione Anticrimine, per 5 dei giovani era stato subito notificato dal Questore di Vibo Valentia, Dr. Rodolfo Ruperti il foglio di via dal Comune di Vibo Valentia, mentre per altri 2 minori era stato emesso il DASPO Urbano cosiddetto “WILLY”, che inibisce l’accesso e lo stazionamento nei locali cittadini della movida.</p>
<p>Nei giorni scorsi, infine, il Questore di Vibo Valentia, valutate le risultanze istruttorie, ha emesso ulteriori 5 provvedimenti di Avviso Orale. Si tratta di misure volte a prevenire e scongiurare che ulteriori episodi di violenza possono compromettere i luoghi della movida e quindi, si tratta di strumenti volti proprio a tutelare la sicurezza dei tanti giovani che accedono ai luoghi di aggregazione.</p>
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		<item>
		<title>Vibo Valentia, denunciati due giovani durante la movida: hanno violato il DASPO “Willy”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-valentia-denunciati-due-giovani-durante-la-movida-hanno-violato-il-daspo-willy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 09:08:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[Daspo]]></category>
		<category><![CDATA[denunciati]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Movida]]></category>
		<category><![CDATA[violato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante i servizi straordinari di vigilanza e ordine pubblico, disposti dal Questore in occasione della movida di Vibo Valentia, personale della Polizia di Stato ha identificato due giovani, rispettivamente di 22 e 25 anni, che in violazione del divieto loro imposto stazionavano all’interno di locali pubblici. I due giovani, infatti, per aver partecipato ad una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante i servizi straordinari di vigilanza e ordine pubblico, disposti dal Questore in occasione della movida di Vibo Valentia, personale della Polizia di Stato ha identificato due giovani, rispettivamente di 22 e 25 anni, che in violazione del divieto loro imposto stazionavano all’interno di locali pubblici.</p>
<p>I due giovani, infatti, per aver partecipato ad una rissa in occasione della movida, erano stati destinatari della misura di prevenzione del cosiddetto DASPO cd. “WILLY” che impedisce loro di accedere o stazionare presso i locali posti in alcune vie specificatamente individuate del Comune di Vibo Valentia (VV), nonché, nelle immediate vicinanze degli stessi, per la durata di anni due. </p>
<p>A seguito della violazione, personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico ha denunciato i due all’Autorità Giudiziaria per lo specifico reato che prevede la pena della reclusione fino a 3 anni e la multa fino a 24.000 euro; inoltre, a seguito di istruttoria della Divisione Anticrimine, il Questore di Vibo Valentia, ha aggravato l’originario provvedimento che ora prevede una durata più lunga e l’obbligo di presentazione ad un ufficio di Polizia. Detta prescrizione, su proposta della locale Procura della Repubblica, è stata convalidata dal G.I.P. del Tribunale di Vibo Valentia.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Figlio 20enne di assessore comunale ferito, arrestati 2 coetanei a Filandari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-figlio-20enne-di-assessore-comunale-ferito-arrestati-2-coetanei-a-filandari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 08:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[ferito]]></category>
		<category><![CDATA[Filandari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Filandari: due giovani arrestati per tentato omicidio. Esplosi quattro colpi davanti all’abitazione della vittima   Nelle scorse ore i Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 20enne e un 19enne, indiziati dei reati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Filandari: due giovani arrestati per tentato omicidio. Esplosi quattro colpi davanti all’abitazione della vittima<br />
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Nelle scorse ore i Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 20enne e un 19enne, indiziati dei reati di tentato omicidio premeditato e detenzione illegale di arma da fuoco. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura del luogo guidata dal Proc. Camillo Falvo, al termine dell’attività investigativa avviata a seguito del ferimento di un giovane, avvenuto nella notte del 5 ottobre scorso a Filandari. <br />
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Le indagini, attivate dopo la segnalazione giunta dal Pronto Soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia, ove la vittima si era recata, sono state condotte con il supporto della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo, ed hanno consentito di delineare un quadro indiziario coerente, superando la mancata collaborazione della vittima. Gli elementi acquisiti hanno infatti consentito di individuare nei due indagati i presunti autori dell’azione consumata presso l’abitazione della vittima, dove – dopo un alterco – sarebbero stati esplosi almeno quattro colpi d’arma da fuoco, uno dei quali ha raggiunto il giovane a una gamba.<br />
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Dalle risultanze acquisite è emerso che alla base dell’episodio vi sarebbe una contesa personale, elemento ritenuto del tutto estraneo a logiche di criminalità organizzata. Gli arrestati sono stati tradotti presso la casa circondariale di Vibo Valentia e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente mentre proseguono ulteriori accertamenti di natura scientifica a cura del RIS di Messina volti a cristallizzare il quadro probatorio.</p>
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