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	<title>gestione Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Lamezia, Francesco Grandinetti: Chi ha paura di AMA Calabria? E perché?</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-francesco-grandinetti-chi-ha-paura-di-ama-calabria-e-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 10:54:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’interrogazione di Annita Vitale, Francesco Grandinetti torna sulla gestione del Teatro Grandinetti e chiede trasparenza sulle procedure adottate e non esclude il ricorso alla Procura in assenza di risposte. &#8220;L&#8217;interrogazione presentata dalla consigliera comunale Annita Vitale e le domande poste da decine e decine di associazioni culturali riguardano un fatto molto concreto. Riassumo: AMA [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l’interrogazione di Annita Vitale, Francesco Grandinetti torna sulla gestione del Teatro Grandinetti e chiede trasparenza sulle procedure adottate e non esclude il ricorso alla Procura in assenza di risposte. <em>&#8220;L&#8217;interrogazione presentata dalla consigliera comunale Annita Vitale e le domande poste da decine e decine di associazioni culturali riguardano un fatto molto concreto. Riassumo: AMA Calabria ha concluso la gestione del Teatro Grandinetti il 7 maggio scorso. Da quella data fino alle prime settimane di giugno, il Teatro è tornato nella piena disponibilità del Comune di Lamezia Terme, al fine di procedere a un bando, come previsto dalla legge. La domanda è allora semplice: in quel periodo, chi ha incassato le somme richieste alle associazioni di danza, alle compagnie e alle altre realtà culturali che hanno utilizzato il Teatro? Chi ha emesso le fatture? E, soprattutto, a quale titolo?</em></p>
<p><em>Da quanto ci risulta, tali somme sarebbero state fatturate da AMA Calabria. Se ciò fosse confermato, è necessario sapere perché: con quale atto, con quale autorizzazione e in base a quale rapporto con il Comune, visto che la gestione era formalmente terminata. E non servono giustificazioni costruite a posteriori. La domanda è una sola: chi ha autorizzato che quelle somme venissero incassate da AMA Calabria? Non è una domanda polemica, anche se avrei ben donde per porla con maggiore durezza. È una domanda di trasparenza, posta nell&#8217;interesse delle associazioni — spesso piccole e con risorse economiche limitate — che pagano per poter offrire alla città saggi di danza, spettacoli, musica, iniziative rivolte ai bambini e attività culturali di ogni genere. A queste domande si aggiunge il tema delle reiterate proroghe e concessioni che, negli anni, hanno riguardato AMA Calabria. Anche su questo punto l&#8217;Amministrazione comunale deve fornire risposte chiare, complete e verificabili: non formule generiche, non ricostruzioni parziali, non risposte che rischiano di confondere invece di chiarire. Il sindaco Mario Murone, in Consiglio comunale, ha rassicurato affermando che si starebbe preparando un bando triennale aperto a tutti. Ma questa, francamente, non è ancora una rassicurazione: è la conferma che il problema esiste.</em></p>
<p><em>Mi sono recato dal sindaco più volte, ben prima della scadenza del contratto, per rappresentargli la situazione che si sarebbe inevitabilmente determinata se non si fossero stabilite regole precise per il nuovo affidamento del Teatro. In quelle occasioni ho anche segnalato ulteriori anomalie, sempre riguardanti il Teatro e AMA Calabria, che coinvolgevano la mia famiglia e che chiedevo fossero rettificate, evitando così di dover ricorrere al Tribunale e di esporre eventualmente il Comune a richieste di risarcimento. Ma, fino a oggi, non è arrivata alcuna risposta concreta. Dopo lustri di gestione affidata alla stessa realtà, un nuovo bando non può limitarsi a dichiararsi &#8220;aperto a tutti&#8221; se poi, nelle prequalifiche o nei requisiti di partecipazione, venissero inserite condizioni che, di fatto, favoriscano chi ha già gestito il Teatro. Per esempio, richiedere di aver amministrato un teatro pubblico negli ultimi anni o di aver curato una stagione teatrale recente potrebbe restringere il campo anziché allargarlo. La vera rassicurazione sarebbe un&#8217;altra: riportare realmente il Teatro Grandinetti nella disponibilità e nella responsabilità del Comune; affidare, con procedure trasparenti, la gestione tecnica a soggetti distinti dalle organizzazioni culturali; e programmare le attività insieme alle associazioni culturali di Lamezia Terme e del territorio.</em></p>
<p><em>Il Teatro deve essere una casa comune della cultura, non un luogo percepito come riservato a pochi. Le associazioni lametine devono poter proporre e realizzare le proprie attività in condizioni chiare, eque e accessibili, senza essere costrette a subire decisioni non spiegate. Per questo l&#8217;interrogazione della consigliera Annita Vitale è coraggiosa e necessaria. Le sue domande meritano risposte pubbliche e documentate. Personalmente, se tali risposte non dovessero arrivare, o se risultassero ancora una volta insufficienti, mi riservo di rivolgermi alla Procura della Repubblica affinché possa valutare se vi siano elementi meritevoli di approfondimento. Non per animosità verso qualcuno, ma perché sui beni pubblici, sulle procedure pubbliche e sul denaro delle associazioni non può esserci spazio per silenzi od omissioni. Il Teatro Grandinetti ha per me un significato profondo, personale e familiare. Proprio per questo non posso accettare che la sua gestione possa apparire, agli occhi dei cittadini, condizionata da equilibri di potere o affidata con modalità che non restituiscono l&#8217;idea di un luogo realmente pubblico. Lamezia Terme, dopo le importanti somme spese per acquistare il Teatro Grandinetti — e non certamente da me — merita uno spazio culturale aperto, trasparente e davvero al servizio della città. <strong>Ah, dimenticavo: io non ho paura, anzi si, ma ho il coraggio di affrontarla&#8221;</strong>.</em></p>
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		<title>VIDEO-Sodalizio criminale gestiva l&#8217;esecuzione di appalti pubblici tra Sicilia e Calabria: 12 misure cautelari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 12:10:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-392255-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/Appalti-pubblici-tra-Sicilia-e-Calabria-gestiti-da-una-struttura-ombra-operazione-della-Dda-di-Messina_-12-misure-cautelari.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/Appalti-pubblici-tra-Sicilia-e-Calabria-gestiti-da-una-struttura-ombra-operazione-della-Dda-di-Messina_-12-misure-cautelari.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/Appalti-pubblici-tra-Sicilia-e-Calabria-gestiti-da-una-struttura-ombra-operazione-della-Dda-di-Messina_-12-misure-cautelari.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella mattinata odierna, nell&#8217;ambito di un&#8217;articolata indagine coordinata da questa Direzione Distrettuale Antimafia e delegata ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina, è stata data esecuzione a un&#8217;ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal GIP presso il Tribunale di Messina. Il provvedimento, emesso all&#8217;esito degli interrogatori preventivi di 16 dei 20 soggetti indagati, prevede la custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di 6 persone, individuate nei promotori e gestori di fatto del sodalizio criminale; nonché la misura cautelare del divieto temporaneo di contrarre con la Pubblica Amministrazione, nei confronti di altri 6 indagati, imprenditori, allo stato ritenuto concorrenti esterni del medesimo sodalizio criminale. La contestazione riguarda, allo stato, il delitto di &#8220;associazione per delinquere&#8221; finalizzata alla gestione della fase esecutiva di una serie di importanti appalti pubblici, aggiudicati da vari Enti, quali il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS), in prevalenza, nonché l&#8217;Ufficio Regionale del Genio Civile Sezione di Trapani, il Comune di Brolo, la Città Metropolitana di Reggio Calabria, attraverso una vera e propria organizzazione aziendale &#8220;ombra&#8221;, alla quale le imprese, formalmente affidatarie di detti appalti, subappaltavano, illecitamente, la esecuzione di detti lavori o parte di essi, ivi compresi, il reclutamento di manodopera e di mezzi; rimettendone il totale controllo ad un soggetto, già gravato da precedente condanna definitiva per il reato di concorso esterno nell&#8217;associazione mafiosa dei &#8220;barcellonesi&#8221;. Costoro, anche attraverso complessi meccanismi di noleggio delle attrezzature e false fatturazioni, riuscivano a drenare consistenti risorse pubbliche. Sono altresì stati contestati i delitti di intestazione fittizia di imprese, &#8220;sub appalto illecito&#8221; e &#8220;frode nelle pubbliche forniture&#8221; strumentali alla esecuzione del programma dell&#8217;associazione per delinquere; nonché di riciclaggio dei proventi illeciti ricavati.</p>
<p>Le attività investigative traggono origine dalla denuncia presentata, nel novembre 2021, presso una Stazione Carabinieri della provincia di Messina, dal legale rappresentante di un consorzio di imprese, il quale aveva segnalato che, all&#8217;interno di un cantiere pubblico per lavori di risanamento costiero e difesa dell&#8217;erosione, aveva riscontrato l&#8217;anomala e preoccupante presenza di un imprenditore messinese, 61enne (principale indagato), a lui noto per la caratura criminale di tipo mafioso. L&#8217;imprenditore 61enne &#8211; nonostante una pregressa condanna definitiva per concorso esterno in &#8220;associazione di tipo mafioso&#8221;, riferito alla &#8220;famiglia mafiosa dei barcellonesi&#8221; era  stato notato nei luoghi di lavoro in abiti da cantiere, intento a conferire con l&#8217;amministratore di fatto di un&#8217;impresa individuale. Tale segnalazione, rivelatrice del concreto rischio di un&#8217;infiltrazione della criminalità organizzata tirrenica nel settore degli appalti pubblici, determinava l&#8217;avvio di una complessa attività investigativa, alimentata da intercettazione telefoniche e ambientali, integrata, nel tempo, da una serie di minuziosi accertamenti economico-finanziari e controlli fiscali. Le attività investigative hanno così consentito di documentare l&#8217;esistenza di una stabile organizzazione ombra che, sotto l&#8217;occulta direzione del medesimo imprenditore 61enne e grazie alla compiacenza di imprenditori esterni, aveva assunto il controllo esecutivo di varie commesse pubbliche, tra cui i lavori per:<br />
&#8211; la sistemazione idraulica del canale di scolo delle acque meteoriche del Torrente &#8220;Pozzo&#8221;, ubicato a Brolo (ME);<br />
&#8211; la manutenzione degli impianti elettrici e di illuminazione, nonché delle cabine elettriche presenti lungo le autostrade A/18 &#8220;Messina &#8211; Catania&#8221; (nei tratti da Siracusa a Gela, nonché da Messina a Catania) e A/20 &#8220;Messina &#8211; Palermo&#8221; (da Palermo a Villafranca);<br />
&#8211; la manutenzione di alcuni cavalcavia presenti lungo l&#8217;autostrada A/18 &#8220;Messina &#8211; Catania&#8221;;<br />
&#8211; la pulitura e il miglioramento idraulico di un tratto del fiume &#8220;Belice&#8221;, ubicato a Partanna (TP), in Contrada &#8220;Passo Impero&#8221;;<br />
&#8211; le opere finalizzate all&#8217;abbattimento dei consumi energetici del Centro Direzionale di Reggio Calabria.<br />
Infatti, il gruppo criminale aggirava sistematicamente l&#8217;obbligo di autorizzazione delle stazioni appaltanti, avvalendosi di noli di comodo e subappalti illeciti riferiti alle citate opere. Inoltre, nei cantieri autostradali gestiti di fatto dal sodalizio criminoso, sono state accertate varie condotte fraudolente pericolose per la sicurezza pubblica, tra cui l&#8217;installazione nelle gallerie di impianti di illuminazione non conformi rispetto a quanto previsto nel capitolato d&#8217;appalto e l&#8217;impiego, sui cavalcavia, di impermeabilizzanti scadenti e non accettati dalla Direzione dei lavori; nonché l&#8217;impiego sistematico di manodopera irregolare.</p>
<p>Nell&#8217;ambito di tali condotte delittuose, l&#8217;organizzazione criminale -al fine di occultare la provenienza illecita del denaro drenato dalle commesse pubbliche- si avvaleva anche di un circuito di autoriciclaggio, basato su una serie di fatture fittizie, emesse dal gestore di una stazione di servizio per operazioni di forniture di carburante inesistenti. Le ditte compiacenti disponevano bonifici tracciati a favore del distributore, simulando l&#8217;approvvigionamento di carburante per i mezzi d&#8217;opera; dopo di che, una volta ricevuto l&#8217;accredito, il gestore del distributore restituiva in contanti la somma, decurtata di una provvigione, mentre i vertici del sodalizio, che avevano ricevuto il denaro, lo reimpiegavano anche per pagare in nero le maestranze e i collaboratori. Il flusso finanziario fittizio accertato ammonta a circa 377.000 euro. Quanto sopra, ai fini dell&#8217;esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, nonché tenuto conto dell&#8217;interesse pubblico ad una chiara esposizione dei fatti, sia pure nel doveroso riserbo di ulteriori elementi in ragione dell&#8217;attua/e fase delle indagini preliminari, che ha una funzione preparatoria del processo. Si precisa altresì gli indagati sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile, che ne accerti le responsabilità e che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese, davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell&#8217;assenza di ogni forma di responsabilità in capo ai medesimi indagati. Così come va precisato che la ordinanza cautelare degli arresti domiciliari e quella interdittiva che impedisce di contrarre con la Pubblica Amministrazione a carico degli imprenditori, oggi eseguita, è soggetta agli ordinari mezzi di impugnazione davanti ad organi giudicanti collegiali, che, nel contraddittorio fra le parti, potrebbero anche non condividere la decisione del GIP e disporre l&#8217;annullamento della misura stessa ovvero la sua sostituzione con altre misure meno afflittive.</p>
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		<title>VIDEO-Ribassi d&#8217;asta elevati per gestione depuratori, da Corte dei Conti invito a dedurre per 9 persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 10:48:38 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-392209-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/DownloadFile.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/DownloadFile.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/DownloadFile.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Procura regionale della Corte dei conti della Calabria ha notificato a nove tra persone giuridiche e fisiche (tra cui tre funzionari pubblici dei comuni di Montepaone e San Pietro Apostolo) un invito a dedurre con cui è stato loro contestato un presunto danno erariale pari a circa 600 mila euro. Le indagini, delegate agli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro della Guardia di Finanza, hanno consentito di valorizzare ai fini erariali uno strutturato modus operandi, posto in essere da un gruppo imprenditoriale che, grazie ad indebiti risparmi garantiti dalla sistematica elusione della normativa ambientale e dal preordinato abbattimento dei costi di gestione, è riuscito ad ottenere l’aggiudicazione sistematica di appalti per la gestione di depuratori comunali e consortili mediante l’offerta di ribassi d’asta estremamente elevati, talvolta superiori al 50%.</p>
<p>Gli accertamenti istruttori svolti, condotti prioritariamente attraverso acquisizioni documentali e analisi del materiale raccolto, hanno consentito di attribuire presunte responsabilità erariali a carico dei menzionati soggetti i quali, tramite l’irregolare smaltimento dei fanghi di depurazione, dei rifiuti da pulizia delle acque di scarico e dei fanghi delle fosse settiche nonché attraverso il sistematico differimento della manutenzione ordinaria e straordinaria prevista, hanno generato negli impianti uno stato di degrado funzionale che causava frequenti sversamenti di liquami non trattati; condotte che, in generale, hanno recato una lesione diretta e immediata all’interesse pubblico generale alla corretta gestione del ciclo delle acque reflue, alla tutela degli ecosistemi idrici e, in ultima istanza, alla salute della collettività.</p>
<p>I presunti responsabili potranno, entro quarantacinque giorni dalla notifica dell’invito a dedurre, fornire le proprie deduzioni ed eventuali documenti attinenti alle condotte – ed il relativo danno – contestate.<br />
Le prossime fasi del procedimento, la cui istruttoria è stata eseguita dalla Procura della Corte dei conti dopo un’indagine coordinata dal Pubblico Ministero, Dott. Costantino Nassis, con il contributo investigativo dei militari della Guardia di Finanza di Catanzaro, definiranno le eventuali responsabilità e le conseguenze giuridiche per i soggetti coinvolti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-ribassi-dasta-elevati-per-gestione-depuratori-da-corte-dei-conti-invito-a-dedurre-per-9-persone/">VIDEO-Ribassi d&#8217;asta elevati per gestione depuratori, da Corte dei Conti invito a dedurre per 9 persone</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Pd Calabria: Basta con la logica delle emergenze, Regione chiarisca su gestione degli invasi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pd-calabria-basta-con-la-logica-delle-emergenze-regione-chiarisca-su-gestione-degli-invasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 16:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;uso plurimo delle acque degli invasi calabresi è un patrimonio da non disperdere, frutto delle lotte operaie avvenute su spinta del Pci e della Cgil tra la fine degli anni &#8217;60 e l&#8217;inizio degli anni &#8217;70&#8221;. Lo si legge in una nota del Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto, che interviene sull&#8217;allarme lanciato dalla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>L&#8217;uso plurimo delle acque degli invasi calabresi è un patrimonio da non disperdere, frutto delle lotte operaie avvenute su spinta del Pci e della Cgil tra la fine degli anni &#8217;60 e l&#8217;inizio degli anni &#8217;70&#8221;.</em> Lo si legge in una nota del Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto, che interviene sull&#8217;allarme lanciato dalla Cia-Agricoltori Italiani e chiama in causa la Regione Calabria e il suo presidente, Roberto Occhiuto.</p>
<p>&#8220;<em>Gli agricoltori – </em>sottolineano i dem calabresi<em> – hanno denunciato il rischio di una gestione sbagliata dell&#8217;acqua. La politica ha il dovere di rispondere sul punto. Non bastano rassicurazioni di circostanza, bisogna capire se la gestione degli invasi permetta di affrontare i fabbisogni idrici dei mesi estivi. La Regione timonata da Occhiuto dica la verità ai calabresi&#8221;. &#8220;Il governo regionale della Calabria – evidenziano i dem – ha una responsabilità importante. Se l&#8217;acqua viene rilasciata senza una visione di medio e lungo periodo, allora esiste un problema politico. Non si può arrivare ogni estate impreparati e poi parlare di emergenza</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Chiediamo alla Regione di attivarsi subito, di chiarire sulla gestione attuale degli invasi e di indicare quali misure siano previste per evitare una nuova crisi idrica. L&#8217;acqua è un bene pubblico essenziale e non può essere gestita – </em>conclude la nota del Pd Calabria<em> – senza una direzione politica forte e lungimirante&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/pd-calabria-basta-con-la-logica-delle-emergenze-regione-chiarisca-su-gestione-degli-invasi/">Pd Calabria: Basta con la logica delle emergenze, Regione chiarisca su gestione degli invasi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi: due denunce a Gerocarne</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gestione-illecita-di-rifiuti-speciali-pericolosi-due-denunce-a-gerocarne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 10:39:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Serra San Bruno (VV) hanno denunciato in stato di libertà due soggetti, originari di Lamezia Terme, ritenuti responsabili, allo stato degli accertamenti, del reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata in concorso. Nel corso di un servizio di controllo del territorio, i Carabinieri sorprendevano i due [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Serra San Bruno (VV) hanno denunciato in stato di libertà due soggetti, originari di Lamezia Terme, ritenuti responsabili, allo stato degli accertamenti, del reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata in concorso.</p>
<p>Nel corso di un servizio di controllo del territorio, i Carabinieri sorprendevano i due lungo una strada provinciale nel territorio del comune di Gerocarne, mentre, a bordo di un autocarro, trasportavano circa 50 chilogrammi di rifiuti speciali pericolosi, costituiti da parti meccaniche di veicoli impregnate di olio e fluidi residui, in assenza delle prescritte autorizzazioni previste dalla normativa di settore.</p>
<p>Il veicolo e il carico trasportato venivano pertanto sottoposti a sequestro, mentre i due soggetti venivano denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. L’attività si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo e prevenzione posto in essere dall’Arma dei Carabinieri, finalizzato al contrasto dei reati ambientali e alla salvaguardia dell’ecosistema.</p>
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		<title>Nuovo intervento dei Carabinieri, acquisiti documenti su gestione acqua a Isola Capo Rizzuto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nuovo-intervento-dei-carabinieri-acquisiti-documenti-su-gestione-acqua-a-isola-capo-rizzuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 07:31:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Crotone e del Nucleo Investigativo hanno dato esecuzione ad un decreto di esibizione documentale, emesso dalla Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, che ha riguardato la società che gestisce il servizio idrico Risorse Idriche Calabresi (Sorical), l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura della Calabria (Arsac), l’Autorità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Crotone e del Nucleo Investigativo hanno dato esecuzione ad un decreto di esibizione documentale, emesso dalla Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, che ha riguardato la società che gestisce il servizio idrico Risorse Idriche Calabresi (Sorical), l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura della Calabria (Arsac), l’Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria (Arrical) ed il Comune di Isola Capo Rizzuto. L’attività di polizia giudiziaria ha interessato numerosi uffici e sedi istituzionali ed è finalizzata all’acquisizione di documentazione tecnica, amministrativa e sanitaria, ritenuta necessaria per ricostruire in modo puntuale e trasparente l’intero sistema di gestione del servizio idrico integrato nel territorio di Isola Capo Rizzuto.</p>
<p>Secondo quanto emerso, la raccolta degli atti mira a chiarire ruoli, responsabilità e modalità operative dei vari enti e organismi che, nel corso del tempo, sono intervenuti nella gestione del servizio idrico integrato. Un approfondimento considerato indispensabile dagli inquirenti alla luce delle ordinanze sindacali emanate negli ultimi anni dal Comune, molte delle quali hanno dichiarato la non potabilità dell’acqua e imposto limitazioni all’uso domestico, provocando preoccupazione e disagi tra i cittadini. La problematica legata alla qualità dell’acqua rappresenta da tempo una delle principali criticità per la comunità locale, percepita ormai come un’emergenza strutturale. Negli ultimi mesi, inoltre, la situazione è stata aggravata da decine di segnalazioni da parte dei residenti, che hanno sollecitato chiarimenti e interventi immediati per garantire la sicurezza del servizio. </p>
<p>L’operazione conferma l’impegno costante del Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, nel contrasto ai reati ambientali e nella tutela dei servizi pubblici essenziali. Un’azione che si inserisce in un più ampio percorso di vigilanza sul territorio, finalizzato a garantire condizioni di vita sicure e dignitose ai cittadini e a riaffermare il diritto fondamentale di ogni comunità ad accedere, senza rischi, a un bene primario come l’acqua potabile.</p>
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		<title>Anche la Polstrada in azione per gestire sulla SS 106 la difficile viabilità causata dal maltempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 09:10:19 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione delle avverse condizioni meteorologiche che, nelle ultime ore hanno interessato la provincia di Crotone, colpita da forti precipitazioni che hanno causato importanti allagamenti e dall’allerta arancione diramata dalla Protezione Civile, la Polizia di Stato è prontamente intervenuta per assicurare la gestione della viabilità e prestare soccorso agli utenti della strada. Particolari criticità si sono riscontrate sulla Statale 106, nel tratto di strada in direzione Catanzaro, tra Isola Capo Rizzuto e Botricello, rendendo necessari il temporaneo blocco del traffico e immediate operazioni di soccorso agli automobilisti in difficoltà.</p>
<p>Tempestivo è stato l’intervento della Polizia Stradale, coordinata dal Commissario Lucia Marchegiani che ha mantenuto un costante contatto con il Prefetto di Crotone, Franca Ferraro ed il Questore della Provincia, Renato Panvino, che hanno seguito con attenzione le fasi di prevenzione e soccorso pubblico. Gli operatori impegnati sono stati supportati dal Compartimento di Polizia Stradale e dalla loro la sala Operativa che ha diretto le operazioni di soccorso e garantito, con l’ausilio delle pattuglie intervenute, la gestione della viabilità, al fine di arrecare il minor disagio possibile e regolare il traffico sull’arteria statale che rappresenta il principale canale di collegamento tra le città di Crotone e Taranto.  Per gestire l’emergenza è stato impiegato tutto il personale prontamente reperibile e, nei punti di maggiore criticità, si è reso necessario l’intervento del personale Anas, dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e di due equipaggi della Polizia Stradale di Catanzaro.</p>
<p>Grazie alla preziosa sinergia tra gli operatori, è stata ripristinata la regolare viabilità nel più breve tempo possibile ed in totale sicurezza, soccorrendo anche un uomo che, a causa della forte pioggia, era rimasto bloccato all’interno della propria autovettura al centro della carreggiata a causa di un guasto al veicolo. Il tempestivo intervento della Polizia di Stato, coadiuvata anche dall’Arma dei Carabinieri, ha consentito di garantire la sicurezza della circolazione e di prevenire ulteriori disagi, confermando ancora una volta la costante presenza e la vicinanza alla cittadinanza, soprattutto nei momenti di emergenza. </p>
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		<item>
		<title>Bagnara Calabra, scoperti deposito edile abusivo e gestione illecita di rifiuti: due denunce</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bagnara-calabra-scoperti-deposito-edile-abusivo-e-gestione-illecita-di-rifiuti-due-denunce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 07:20:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Bagnara Calabra, nel corso di mirati servizi di controllo del territorio, hanno effettuato un sopralluogo all’interno di un deposito di una ditta edile, dove erano in corso lavori di sbancamento e movimentazione di terra in assenza di qualsiasi titolo autorizzativo. L’attività ispettiva ha inoltre permesso di accertare la presenza di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Bagnara Calabra, nel corso di mirati servizi di controllo del territorio, hanno effettuato un sopralluogo all’interno di un deposito di una ditta edile, dove erano in corso lavori di sbancamento e movimentazione di terra in assenza di qualsiasi titolo autorizzativo. L’attività ispettiva ha inoltre permesso di accertare la presenza di numerosi rifiuti speciali non pericolosi, riconducibili a lavorazioni edili, gestiti in maniera irregolare e in violazione della normativa nazionale sulla tutela ambientale. </p>
<p>In particolare, la mancanza dei prescritti formulari di identificazione e tracciabilità non consentiva di stabilire con certezza la provenienza e la destinazione del materiale di risulta, che in molti casi viene smaltito illegalmente attraverso il conferimento in discariche abusive. Al termine degli accertamenti, i Carabinieri hanno denunciato in stato di libertà due persone per i reati di abusivismo edilizio e gestione illecita di rifiuti, sequestrando contestualmente un’area di circa 2.000 metri quadrati.</p>
<p>L’operazione rientra nel quadro delle attività di prevenzione e contrasto ai reati ambientali che l’Arma conduce costantemente, a tutela del territorio e della collettività. I controlli proseguiranno senza sosta per scoraggiare condotte illecite e garantire il rispetto delle regole, in un’area particolarmente sensibile dal punto di vista paesaggistico e ambientale.</p>
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		<item>
		<title>Gestione liste d&#8217;attesa, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Dulbecco” avvia controlli serrati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gestione-liste-dattesa-lazienda-ospedaliero-universitaria-dulbecco-avvia-controlli-serrati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 16:29:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;A seguito dell’indagine dell’autorità giudiziaria riguardante la presunta gestione privatistica delle liste d’attesa nel reparto di Oculistica, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” ha ritenuto – indipendentemente dai routinari controlli effettuati dalle strutture aziendali preposte – di “avviare un audit interno, ovvero specifici controlli volti a far luce su ogni eventuale comportamento opportunistico e distorsivo nella gestione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A seguito dell’indagine dell’autorità giudiziaria riguardante la presunta gestione privatistica delle liste d’attesa nel reparto di Oculistica, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” ha ritenuto – indipendentemente dai routinari controlli effettuati dalle strutture aziendali preposte – di “avviare un audit interno, ovvero specifici controlli volti a far luce su ogni eventuale comportamento opportunistico e distorsivo nella gestione delle liste d’attesa”.</p>
<p>«L’Azienda – si legge ancora nella nota – ha quindi istituito una specifica Commissione che, attraverso l&#8217;analisi dei dati e uno specifico audit interno, dovrà esaminare diversi aspetti, tra cui: il rispetto dei criteri di accesso dei pazienti; i volumi di attività erogati in regime istituzionale e libero professionale; l&#8217;articolazione delle agende pubbliche e riservate all&#8217;attività libero-professionale; i tempi di attesa; l&#8217;analisi delle priorità assegnate».</p>
<p>«La Commissione – conclude la nota dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro – sottoporrà le risultanze delle analisi alla verifica anche da parte di Azienda Zero».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gestione-liste-dattesa-lazienda-ospedaliero-universitaria-dulbecco-avvia-controlli-serrati/">Gestione liste d&#8217;attesa, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Dulbecco” avvia controlli serrati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Gestione illecita &#8216;Cara&#8217; di Isola Capo Rizzuto, Gdf sequestra 2,5 milioni su disposizione Corte dei conti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gestione-illecita-cara-di-isola-capo-rizzuto-gdf-sequestra-25-milioni-su-disposizione-corte-dei-conti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2025 10:45:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[isola capo rizzuto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel corso del corrente mese, i militari del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro conservativo richiesto dalla Procura regionale della Corte dei conti diretta dal dott. Romeo Ermenegildo Palma su iniziativa del vice procuratore generale dott. Giovanni Di Pietro al fine di preservare, dopo la sentenza di condanna di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso del corrente mese, i militari del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro conservativo richiesto dalla Procura regionale della Corte dei conti diretta dal dott. Romeo Ermenegildo Palma su iniziativa del vice procuratore generale dott. Giovanni Di Pietro al fine di preservare, dopo la sentenza di condanna di primo grado e in pendenza dei termini di impugnazione, il credito erariale accertato di 34 milioni di euro.</p>
<p>Il suddetto provvedimento cautelare, eseguito nei confronti della Fraternità di Misericordia di Isola Capo Rizzuto e dei suoi amministratori, l&#8217;ex governatore Leonardo Sacco e l&#8217;ex parroco di Isola Capo Rizzuto, Edoardo Scordio, ha portato al sequestro di abitazioni, magazzini, terreni agricoli e diponibilità finanziarie per un valore di oltre 2,5 milioni di euro e rappresenta l’epilogo delle indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, attraverso le quali è stato accertato come i citati amministratori abbiano distratto fondi pubblici destinati alla cura dei migranti, per favorire interessi personali e di terzi, ivi compresi soggetti appartenenti alle cosche locali, cagionando il rilevante danno erariale.</p>
<p>Gli approfondimenti richiesti dall’Autorità Giudiziaria contabile scaturiscono, in particolare, dagli elementi emersi nell’ambito dell’operazione “JONNY”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che, nel 2017, portò al fermo di 68 indagati e al sequestro di beni per oltre 60 milioni di euro facendo luce, tra l’altro, sulle condotte illecite realizzate attraverso la citata associazione, quale gestore dei servizi erogati a favore del centro di accoglienza per migranti Sant’Anna di Isola di Capo Rizzuto (KR), dai vertici della stessa. Questi ultimi, infatti, approfittando delle ingenti risorse finanziarie provenienti dai contratti di appalto stipulati nel tempo con gli Enti pubblici, si sono appropriati e hanno finanziato, attraverso un articolato sistema di fatture false emesse dalle compiacenti società di catering subappaltatrici del servizio di ristorazione, le locali cosche di ‘ndrangheta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gestione-illecita-cara-di-isola-capo-rizzuto-gdf-sequestra-25-milioni-su-disposizione-corte-dei-conti/">Gestione illecita &#8216;Cara&#8217; di Isola Capo Rizzuto, Gdf sequestra 2,5 milioni su disposizione Corte dei conti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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