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	<title>gene Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Alzheimer, scoperto in Italia nuovo gene che lo provoca: lo studio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jan 2025 09:25:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Scoperto un nuovo gene, il &#8216;Grin2c&#8217;, coinvolto nella malattia di Alzheimer. La ricerca, appena pubblicata sulla rivista &#8216;Alzheimer’s Research &#38; Therapy&#8217; è frutto della collaborazione di diversi gruppi di scienziati italiani, impegnati da anni nello studio delle cause genetiche della malattia, coordinato dall’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino.  La malattia di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;<br />
Scoperto un nuovo gene, il &#8216;Grin2c&#8217;, coinvolto nella malattia di Alzheimer. La ricerca, appena pubblicata sulla rivista &#8216;Alzheimer’s Research &amp; Therapy&#8217; è frutto della collaborazione di diversi gruppi di scienziati italiani, impegnati da anni nello studio delle cause genetiche della malattia, coordinato dall’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino.  La malattia di Alzheimer &#8211; ricorda una nota delle Molinette &#8211; è la principale causa di gravi deficit cognitivi ed è divenuta uno dei maggiori problemi sanitari a livello mondiale. La ricerca scientifica ha dimostrato che la malattia è il risultato di una complessa interazione tra fattori genetici e numerosi fattori ambientali, quali ipertensione, obesità, diabete, depressione ed isolamento sociale. Questi fattori favoriscono la deposizione nel cervello di due proteine tossiche, la beta amiloide e la proteina tau, responsabili della neurodegenerazione.  Lo studio è stato coordinato da Elisa Rubino, ricercatrice presso il Centro per la Malattia di Alzheimer e le demenze correlate dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino e dell’Università di Torino, diretto da Innocenzo Rainero).</p>
<p>Il gruppo ha studiato per diversi anni una famiglia italiana con malattia di Alzheimer ad esordio senile, scoprendo che era causata da mutazioni nel gene Grin2c, gene che codifica per una subunità del recettore Nmda del glutammato. Il risultato è stato reso possibile grazie all’utilizzo di avanzate tecniche di genetica molecolare e alla collaborazione con Elisa Giorgio del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Pavia e con Alfredo Brusco del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino. Inoltre, grazie a Fabrizio Gardoni del Dipartimento di Farmacologia e Scienze Biomolecolari dell’Università di Milano, è stato possibile dimostrare gli effetti che questa mutazione provoca in modelli cellulari incrementando l’eccitabilità neuronale ed alterando il legame di questa proteina con altre proteine neuronali.   “A oggi erano note rare mutazioni nei geni Psen1, Psen2 e App, quali causa di malattia di Alzheimer, principalmente in età presenile &#8211; commenta Rainero, che aveva contribuito già nel 1995 all’identificazione di Psen1 &#8211; Questa scoperta suggerisce il ruolo di rare mutazioni genetiche anche come causa della malattia in età senile.”  “Ci aspettiamo che Grin2C sia una causa molto rara di malattia di Alzheimer” commenta Rubino, “tuttavia, l’aspetto più significativo della ricerca è la conferma del ruolo che i meccanismi di eccitotossicità correlata al glutammato possono avere nello sviluppo della malattia. Quando il glutammato interagisce con il recettore Nmda sui neuroni, si apre un canale che promuove l’ingresso di ioni calcio. Se questa stimolazione è eccessiva, si provoca un’intensa eccitazione del neurone che porta alla morte cellulare.</p>
<p>”Dal punto di vista clinico, è particolarmente interessante rilevare come, prima dello sviluppo del deficit cognitivo, i pazienti portatori della mutazione abbiano sviluppato per anni un disturbo dell’umore di tipo depressivo. La gestione della malattia di Alzheimer richiede, oggi, un approccio multidisciplinare, basato sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce e su trattamenti farmacologici mirati a modulare diversi target terapeutici. Il nuovo studio necessiterà lo sviluppo di nuovi farmaci in grado di ridurre l’eccitotossicità cerebrale da glutammato per rallentare la progressione di questa drammatica malattia&#8221;, prosegue.  &#8220;Una scoperta che dimostra ancora una volta quanto la Sanità piemontese riesca a conciliare al massimo sia la parte assistenziale sia quella della ricerca, ottenendo risultati come questo&#8221; dichiara Federico Riboldi (Assessore alla Sanità della Regione Piemonte). &#8220;Un grande complimento ai nostri ricercatori della Città della Salute, dove alle eccellenze sanitarie si aggiungono anche quelle della ricerca. Una scoperta importantissima che potrà dare una svolta nelle terapie della malattia di Alzheimer&#8221; dichiara la Direzione aziendale della Città della Salute di Torino. &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Centro Regionale Neurogenetica di Lamezia Terme: Scoperta una nuova mutazione del gene VCP</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/centro-regionale-neurogenetica-di-lamezia-terme-scoperta-una-nuova-mutazione-del-gene-vcp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Dec 2021 08:34:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Regionale Neurogenetica]]></category>
		<category><![CDATA[gene]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Prosegue l’attività di ricerca sulle malattie neurodegenerative al Centro Regionale di Neurogenetica dell’ASP di Catanzaro con la scoperta di una mutazione correlata alla demenza frontotemporale (DFT) pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale Frontiers in Genetics. Le difficoltà emerse dal trasferimento (DCA 62 del 2020, mai reso operativo) del laboratorio del CRN, all’Università Magna [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Prosegue l’attività di ricerca sulle malattie neurodegenerative al Centro Regionale di Neurogenetica dell’ASP di Catanzaro con la scoperta di una mutazione correlata alla demenza frontotemporale (DFT) pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale Frontiers in Genetics. Le difficoltà emerse dal trasferimento (DCA 62 del 2020, mai reso operativo) del laboratorio del CRN, all’Università Magna Graecia di Catanzaro, note a tutti, non hanno fermato l’attività del Team. Il Direttore Generale f.f. dott. Ilario Lazzaro, sempre attento all’operato del Centro Regionale di Neurogenertica di Lamezia Terme, intende sostenere e rilanciare le attività di ricerca e clinico-assistenziali, per superare le difficoltà dovute all’emanazione del DCA 62 del 2020.</p>
<p>La chiusura di lavori precedentemente avviati e l’analisi dei dati contenuti nel grande Data Base del CRN al momento rappresenta l’unica attività di ricerca del Centro. Ma, grazie al costante e incessante lavoro, reso possibile dalla metodologia ampiamente collaudata che integra le informazioni provenienti dalla clinica, lo studio delle cartelle, la ricostruzione degli alberi genealogici e l’analisi molecolare, si è giunti all’importante pubblicazione dal titolo: “A novel mutation (D395A) in Valosin-Containing Protein (VCP) gene is associated with early onset frontotemporal Dementia (FTD) in an Italian family”. Era già noto in letteratura che mutazioni a carico del gene VCP sono associate a Malattia di Paget con Miopatia da Corpi Inclusi e/o Demenza frontotemporale. La nuova variante identificata dal CRN (D395A), invece, causa l’insorgenza di un quadro puro di demenza frontotemporale (nella sua variante comportamentale) solitamente sporadica o causata da mutazioni a carico di altri geni.<br />
Gli importanti risultati di questo studio suggeriscono che l’analisi del gene VCP dovrebbe essere considerata nello screening genetico della DFT familiare ad esordio precoce, anche in assenza di segni clinici di Malattia di Paget o Miopatia da Corpi Inclusi. Molti casi, infatti, ritenuti finora sporadici, potrebbero essere causati dalla nuova variante identificata. La scoperta è frutto del lavoro sinergico fra i ricercatori del Centro Regionale di Neurogenetica con l’Associazione per la Ricerca Neurogenetica che già in passato ha ottenuto significativi risultati. Risale infatti a pochi giorni fa anche la pubblicazione sull’autorevole rivista Journal of Alzheimer’s Disease dal titolo “A Comparison of Behavioral and Psychological Symptoms of Dementia (BPSD) and BPSD Sub-Syndromes in Early-Onset and Late-Onset Alzheimer&#8217;s Disease. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/centro-regionale-neurogenetica-di-lamezia-terme-scoperta-una-nuova-mutazione-del-gene-vcp/">Centro Regionale Neurogenetica di Lamezia Terme: Scoperta una nuova mutazione del gene VCP</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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