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	<title>gender gap Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 May 2026 14:28:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): Donne, casa e lavoro. Il doppio carico che alimenta il gender gap</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 12:21:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo gli ultimi dati diffusi da ISTAT e dalle principali organizzazioni internazionali, le donne continuano a sostenere il peso maggiore del lavoro domestico e di cura familiare. A livello globale, infatti, le donne svolgono almeno 2,5 volte più lavoro domestico non retribuito rispetto agli uomini: cucinare, pulire, occuparsi dei figli, assistere anziani e familiari. Un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo gli ultimi dati diffusi da ISTAT e dalle principali organizzazioni internazionali, le donne continuano a sostenere il peso maggiore del lavoro domestico e di cura familiare. A livello globale, infatti, le donne svolgono almeno 2,5 volte più lavoro domestico non retribuito rispetto agli uomini: cucinare, pulire, occuparsi dei figli, assistere anziani e familiari. Un impegno invisibile ma fondamentale per il funzionamento della società e dell’economia. L’ultimo rapporto ISTAT restituisce il quadro di una profonda e persistente asimmetria di genere che continua a suscitare forte preoccupazione sociale, evidenziando quanto il traguardo di una piena ed effettiva uguaglianza tra uomini e donne sia ancora distante, soprattutto nella ripartizione del lavoro domestico e delle responsabilità di cura familiare.  A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, il quale evidenzia come questo squilibrio produca quello che gli esperti definiscono “<em>doppio carico</em>”: molte donne, rimarca l’imprenditore lametino, oltre all’occupazione lavorativa, devono affrontare una seconda giornata fatta di faccende domestiche e responsabilità familiari.</p>
<p>Una condizione che incide profondamente sulla qualità della vita, sul tempo libero e sulle opportunità professionali. Le conseguenze sono evidenti anche nel mondo del lavoro. Il maggiore peso delle attività di cura contribuisce ad alimentare il gender gap, cioè il divario tra uomini e donne in termini di occupazione, stipendi e possibilità di carriera. Molte lavoratrici sono costrette a ridurre le ore di lavoro, rinunciare a incarichi di responsabilità o interrompere temporaneamente la carriera per dedicarsi alla famiglia. In Italia il fenomeno resta particolarmente marcato. Nonostante i cambiamenti culturali degli ultimi anni, la distribuzione dei compiti domestici continua a essere fortemente sbilanciata. Le donne dedicano quotidianamente molte più ore rispetto agli uomini alle attività non retribuite, mentre la partecipazione maschile alla cura della casa e dei figli cresce lentamente. Gli esperti sottolineano che il problema non riguarda soltanto la sfera privata, ma rappresenta una questione economica e sociale. Una più equa divisione del lavoro domestico, continua <strong>Guzzi</strong>, potrebbe favorire una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro, aumentare l’autonomia economica delle donne e ridurre le disuguaglianze di genere.</p>
<p>Per affrontare il problema, secondo sociologi ed economisti, servono politiche concrete: congedi parentali più equilibrati, servizi per l’infanzia accessibili, maggiore flessibilità lavorativa e una trasformazione culturale che promuova la condivisione delle responsabilità familiari. Il lavoro domestico non retribuito resta dunque uno dei principali ostacoli alla piena parità tra uomini e donne. E finché il peso della cura continuerà a gravare soprattutto sulle donne, conclude <strong>Guzzi</strong>, il gender gap sarà destinato a rimanere una realtà difficile da superare.</p>
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		<title>Donne e gender gap, Unilavoro Pmi: necessario combattere le disuguaglianze di genere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 12:53:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[gender gap]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastiano Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Unilavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rilevare il grado di divario di genere in Europa, con una forbice che oltretutto si è aperta a seguito della pandemia da Covid, vuol dire trovarsi al cospetto di statistiche per cui, secondo il Global Gender Gap Report 2022 del World Economic Forum, ci vorranno altri 132 anni per colmare il divario di genere globale. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/donne-e-gender-gap-unilavoro-pmi-necessario-combattere-le-disuguaglianze-di-genere/">Donne e gender gap, Unilavoro Pmi: necessario combattere le disuguaglianze di genere</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Rilevare il grado di divario di genere in Europa, con una forbice che oltretutto si è aperta a seguito della pandemia da Covid, vuol dire trovarsi al cospetto di statistiche per cui, secondo il Global Gender Gap Report 2022 del World Economic Forum, ci vorranno altri 132 anni per colmare il divario di genere globale. A sottolinearlo, con rammarico, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, il quale fa notare come il Global Gender Gap Report, introdotto dal Forum economico mondiale nel 2006, abbia fornito un quadro che mostra l&#8217;ampiezza e la portata della divario di genere in tutto il mondo. Per ogni nazione l&#8217;indice fissa uno standard del divario di genere basandosi su criteri economici, politici, educazione e salute, e fornisce una classifica dei paesi, permettendo un confronto efficace sia tra regioni che gruppi di reddito nel tempo. Le classifiche sono state realizzate per creare maggiore consapevolezza a livello mondiale. La metodologia e l&#8217;analisi quantitativa sono destinate a servire come base per la progettazione di misure efficaci per la riduzione delle disparità di genere. Intorno al concetto di genere, precisa Guzzi, ruotano stereotipi e pregiudizi che ne determinano culturalmente le ricadute sociali. Una questione imbarazzante e complessa che continua a destare forte interesse ed estrema preoccupazione. </p>
<p>Il Gender Gap, o divario di genere, è un fenomeno fortemente diffuso, radicato in una cultura patriarcale e discriminante. Le differenze di genere &#8211; continua Guzzi &#8211; sono evidenti in tutti i contesti: in quello familiare, in quello sociale, in quello lavorativo. Nella geografia a scala europea della partecipazione del genere femminile alle attività lavorative, la presenza diffusa di strutture di assistenza sociale e di strumenti politico-economici orientati a favorirne l’occupazione, rappresenta il principale fattore di discrimine per il concreto esercizio del diritto al lavoro. Nello stesso tempo, si legge, le condizioni di opportunità differenziate che, in definitiva, incidono sulla maggiore o minore propensione all’inserimento nel mondo del lavoro, e nel tempo, a conservare la posizione lavorativa acquisita, risultano ancora a danno della componente su cui ricade, in molti contesti, il carico familiare, precludendone, tra l’altro, la possibilità di raggiungere posizioni apicali nel mercato del lavoro.</p>
<p>Un fenomeno critico, complesso e molto preoccupante che, oltre a violare i diritti fondamentali, determina forti ed evidenti conseguenze dal punto di vista economico e sociale. Ripercussioni che sortiscono effetti negativi non solo nel presente, ma anche nel futuro. Il divario di genere a livello occupazionale e retributivo, che si accumula nell’arco di una vita &#8211; conclude Guzzi &#8211; porta infatti ad un divario pensionistico ancor più accentuato e, di conseguenza, espone le donne, in età avanzata, a un maggior rischio di povertà rispetto agli uomini. L’impegno di tutti, in parallelo, dovrebbe essere quello di creare una cultura di parità, che promuova, e divulghi, in tutti gli ambiti, un’educazione capace di superare i pregiudizi. Politiche di attrazione dei talenti, formazione adeguata, e piani di promozione che consentano l’accesso delle donne nel mercato del lavoro. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/donne-e-gender-gap-unilavoro-pmi-necessario-combattere-le-disuguaglianze-di-genere/">Donne e gender gap, Unilavoro Pmi: necessario combattere le disuguaglianze di genere</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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