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	<title>GdiF Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 13 Aug 2026 10:21:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Controlli GdiF su costa ionica Cosentina: Sequestrati droga e prodotti contraffatti. 5 arresti e denunce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 10:18:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito del più vasto piano di azione disposto dal Comando Regionale Calabria della Guardia di Finanza per il periodo estivo, il Comando Provinciale Cosenza ha intensificato l’azione di controllo economico del territorio &#8211; in particolar modo nelle zone turistiche della costa ionica &#8211; verso ogni forma di illegalità. Particolare attenzione è stata posta nel contrasto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito del più vasto piano di azione disposto dal Comando Regionale Calabria della Guardia di Finanza per il periodo estivo, il Comando Provinciale Cosenza ha intensificato l’azione di controllo economico del territorio &#8211; in particolar modo nelle zone turistiche della costa ionica &#8211; verso ogni forma di illegalità. Particolare attenzione è stata posta nel contrasto all’“economia sommersa” ed all’importazione e vendita di prodotti contraffatti ovvero non conformi agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale ed europea. In tale contesto, i finanzieri del Gruppo Sibari e delle dipendenti Compagnia Corigliano-Rossano e Tenenza Montegiordano hanno svolto coordinati e mirati controlli su tutto il litorale Ionico e, in particolar modo, nei confronti di attività economiche ed imprenditoriali del settore turistico/ricettivo, dedite alla somministrazione di alimenti e bevande, ed alla ristorazione, nonché verso la vendita di articoli in forma ambulante ed, infine, a contrasto della detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.</p>
<p>Quindi, all’esito delle attività i militari della Guardia di Finanza hanno riscontrato la presenza di 10 lavoratori “in nero” e, pertanto, non regolarmente assunti, con la conseguente proposta di sospensione per diverse attività commerciali, 50 mancate emissioni di scontrini fiscali e 10 violazioni amministrative in materia di abusivismo commerciale. Inoltre, sono stati sottoposti a sequestro 200 prodotti contraffatti e 10.000 non sicuri, con susseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria dei responsabili, ed irrogazione delle prescritte sanzioni amministrative pecuniarie.</p>
<p>Infine, nell’ambito dei posti di controllo svolti lungo l’asse viario della SS 106 ionica, sono stati denunciati 7 soggetti, di cui 5 tratti in arresto, per detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti, con susseguente sequestro di oltre un chilo e mezzo di marijuana.</p>
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		<title>GdiF Vibo Valentia: scoperte decine di lavoratori in nero e irregolari, sanzioni fino a quasi 500Mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 10:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue senza sosta l’azione della Guardia di Finanza di Vibo Valentia in contrasto al lavoro sommerso e irregolare, un fenomeno illecito che rappresenta una delle maggiori piaghe sociali ed economiche del Paese, perché alimenta sfruttamento, ingiustizia sociale, concorrenza sleale, evasione fiscale e contributiva. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2026 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue senza sosta l’azione della Guardia di Finanza di Vibo Valentia in contrasto al lavoro sommerso e irregolare, un fenomeno illecito che rappresenta una delle maggiori piaghe sociali ed economiche del Paese, perché alimenta sfruttamento, ingiustizia sociale, concorrenza sleale, evasione fiscale e contributiva. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2026 le Fiamme Gialle vibonesi hanno eseguito 16 interventi ispettivi nei confronti di altrettante attività commerciali operanti in diversi settori economici.</p>
<p>Nel corso delle attività sono stati identificati complessivamente 98 lavoratori. I successivi approfondimenti hanno consentito di individuare 30 lavoratori completamente “in nero”, impiegati in assenza della preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro e, pertanto, privi delle più elementari tutele previste in loro favore. In ulteriori 13 casi, invece, l’impiego dei lavoratori è risultato irregolare. Tra le situazioni maggiormente riscontrate figurano rapporti formalmente instaurati a tempo parziale dietro i quali si celava, in realtà, un impiego a tempo pieno a fronte di una retribuzione inferiore a quella dovuta, nonché periodi di prova svolti completamente “in nero”.</p>
<p>Con l’avvio della stagione estiva, una particolare attenzione è stata rivolta anche alle imprese operanti nel settore turistico. In uno degli interventi eseguiti nei confronti di uno stabilimento balneare sono state applicate sanzioni pecuniarie che oscillano da un minimo di 20.000 a un massimo di 117.000 euro. Dietro il lavoro sommerso si cela una realtà che non riguarda soltanto l’evasione fiscale e contributiva: chi viene impiegato senza contratto o in condizioni di irregolarità è frequentemente costretto ad accettare compensi inferiori a quelli previsti dai contratti collettivi, retribuzioni corrisposte totalmente o parzialmente in contanti e “fuori busta”, senza il dovuto trattamento previdenziale e assistenziale e, più in generale, senza le necessarie garanzie.</p>
<p>Le vittime di questo sistema sono soprattutto i lavoratori più vulnerabili, costretti a subire un fenomeno che alimenta precarietà e povertà lavorativa e compromette la possibilità di costruire un futuro dignitoso. Il lavoro nero arreca danni all’intero sistema economico nazionale perché sottrae risorse all’Erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati, e compromette la leale e sana competizione tra imprese. Infatti, il sommerso pregiudica gli equilibri economici e finanziari, consentendo a chi opera nell’illegalità di ridurre artificiosamente i costi fiscali, organizzativi e del lavoro, massimizzare i profitti e conseguire ingiusti vantaggi competitivi. Nel corso degli interventi sono state rilevate anche violazioni dell’obbligo di trasparenza nella corresponsione degli stipendi, che impone il pagamento delle retribuzioni attraverso modalità tracciabili. Alla luce delle irregolarità riscontrate l’Ispettorato del Lavoro ha disposto l’immediata sospensione dell’attività commerciale nei confronti di 6 aziende, mentre, in un ulteriore caso di maggiore gravità, l’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia ha disposto la cessazione definitiva dell’attività esercitata.</p>
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		<title>VIDEO-Contrasto ai marchi contraffatti: GdiF sequestra 1.600 giocattoli non sicuri a Diamante</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-contrasto-ai-marchi-contraffatti-gdif-sequestra-1-600-giocattoli-non-sicuri-a-diamante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 09:43:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza ha disposto l’intensificazione dell’azione di controllo economico del territorio, volta al contrasto dell’importazione e vendita di beni recanti marchi contraffatti ovvero non conformi agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale ed europea. In tale ambito, i finanzieri della Tenenza di Scalea hanno sottoposto a [&#8230;]</p>
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<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza ha disposto l’intensificazione dell’azione di controllo economico del territorio, volta al contrasto dell’importazione e vendita di beni recanti marchi contraffatti ovvero non conformi agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale ed europea. In tale ambito, i finanzieri della Tenenza di Scalea hanno sottoposto a sequestro, presso un esercizio commerciale riconducibile ad un soggetto bangladese nel comune di Diamante, circa 1.600 giocattoli non sicuri e circa 24.600 prodotti non conformi, posti in vendita al pubblico, segnalando complessivamente alle Autorità competenti n. 1 soggetto per violazione al Codice del Consumo, con l’irrogazione di sanzioni amministrative pari, nel massimo, ad oltre 35 mila euro.</p>
<p>La merce è risultata priva delle prescritte informazioni a tutela del consumatore, tra cui indicazioni in lingua italiana, dati dell’importatore e distributore, origine e composizione, ovvero recante caratteristiche non conformi a quanto dichiarato sulle confezioni. Nell’ambito del medesimo contesto operativo sono stati sottoposti a sequestro penale oltre 70 prodotti tra giocattoli e capi di abbigliamento recanti noti marchi contraffatti. Le attività investigative svolte dalle Fiamme Gialle cosentine hanno permesso di deferire alla Procura della Repubblica di Paola, diretta dal Procuratore Capo Dott. Domenico Fiordalisi, nr. 1 soggetto. L’assenza dei requisiti di conformità sui prodotti commercializzati oltre ad incidere sui relativi costi di vendita, rendendo tali prodotti più competitivi rispetto a quelli “regolari”, comporta gravi rischi per i consumatori. Qualora immessi sul mercato, difatti, tali articoli avrebbero potuto cagionare un concreto pericolo per la salute e l’incolumità dei potenziali acquirenti, in particolare per i bambini.</p>
<p>L’azione di servizio rientra nell’ormai ampio e consolidato piano di contrasto alla diffusione di prodotti non conformi agli standard di sicurezza, a testimonianza dell’impegno quotidianamente profuso dalla Guardia di Finanza al fine di contribuire a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo, nel quale gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni di sana concorrenza.</p>
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		<title>GdiF rafforza controlli su filiera carburanti: in Calabria maxi frode da 8 milioni per accise e Iva agevolate</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gdif-rafforza-controlli-su-filiera-carburanti-in-calabria-maxi-frode-da-8-milioni-per-accise-e-iva-agevolate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 09:23:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel quadro delle tensioni sui mercati energetici internazionali, la Guardia di finanza, anche in collaborazione con il Garante per la Sorveglianza Prezzi, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha intensificato l’azione di vigilanza nel settore dei carburanti, con l’obiettivo di garantire la trasparenza del mercato, tutelare consumatori e imprese regolari e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel quadro delle tensioni sui mercati energetici internazionali, la Guardia di finanza, anche in collaborazione con il Garante per la Sorveglianza Prezzi, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha intensificato l’azione di vigilanza nel settore dei carburanti, con l’obiettivo di garantire la trasparenza del mercato, tutelare consumatori e imprese regolari e contrastare ogni fenomeno illecito in grado di alterare la concorrenza e incidere sulla corretta formazione dei prezzi. L’attività del Corpo, condotta anche sulla base degli indirizzi e delle segnalazioni dei propri Reparti Speciali, si è sviluppata lungo l’intera filiera distributiva, secondo <strong>due</strong> principali <strong>direttrici</strong>: da un lato, il contrasto alle frodi sui prodotti energetici e ai fenomeni evasivi in materia di accise; dall’altro, il controllo del rispetto degli obblighi di trasparenza sui prezzi praticati alla pompa.</p>
<p><strong>LOTTA ALLE FRODI- </strong>Particolare attenzione è stata dedicata al contrasto delle frodi sui prodotti energetici, con controlli mirati alla scoperta di carburanti sottratti al regime impositivo, prodotti irregolarmente immessi in consumo, utilizzi distorti di carburanti agevolati e commercializzazione di prodotti non conformi agli standard previsti. Nel corso del <strong>2026</strong> (dal <strong>1° marzo</strong> al <strong>31 luglio 2026</strong>), i Reparti del Corpo hanno concluso <strong>1.371 interventi </strong>in materia di accise sui prodotti energetici, <strong>denunciando all’Autorità giudiziaria 265 soggetti</strong>, sottoponendo a<strong> sequestro</strong> oltre <strong>20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici</strong> e accertando <strong>consumi in frode</strong> per oltre <strong>6,5 milioni di chilogrammi</strong>. Tra le attività più significative si ricordano quelle volte al contrasto dei cosiddetti “designer fuels”, ossia prodotti petroliferi fraudolentemente qualificati con denominazioni diverse per eludere gli obblighi fiscali, l’individuazione di depositi clandestini e distributori abusivi, nonché la scoperta di sistemi organizzati finalizzati alla commercializzazione illecita di carburanti destinati a impieghi agevolati (a seguire, <strong>scheda di approfondimento</strong>, contenente una sintetica descrizione delle più significative attività concluse nel settore, dai Reparti del Corpo, da marzo a luglio 2026).</p>
<p>Il <strong>Nucleo Polizia economico-finanziaria Catanzaro</strong> ha concluso un’articolata indagine di polizia giudiziaria nel settore dei prodotti energetici, che ha consentito di disvelare un’associazione per delinquere operante nel crotonese con estensioni su diverse province della Calabria e del Veneto, finalizzata alla sottrazione all&#8217;accertamento e al pagamento dell&#8217;accisa. Le investigazioni, scaturite dall’analisi di anomali consumi di carburante agevolato da parte delle aziende agricole, hanno consentito di far emergere un collaudato modus operandi illecito fondato all’acquisto di prodotto energetico ad accisa ed I.V.A. agevolate mediante la presentazione di documentazione falsa ad ARCEA (Agenzia della Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura) attestante il fittizio esercizio di attività agricole a elevato fabbisogno di carburante agricolo (cc.dd. “serre”). I quantitativi così ottenuti venivano successivamente ceduti a soggetti non aventi diritto, quali autotrasportatori e imprese di movimento terra. L’operazione si è conclusa con i seguenti risultati: &#8211; esecuzione del sequestro preventivo anche per equivalente per un valore complessivo di oltre 8 milioni di euro tra disponibilità finanziarie, beni immobili e mobili; &#8211; deferimento all’Autorità giudiziaria di n. 29 soggetti, per le ipotesi delittuose di cui agli art. 40 del D.Lgs. n. 504/1995 (Sottrazione all&#8217;accertamento o al pagamento dell&#8217;accisa sui prodotti energetici), 416 c.p. (Associazione per delinquere), art. 8 del D. Lgs. n. 74/2000 (Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti).</p>
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		<title>Tirreno Cosentino, scoperti lavoratori senza contratto: 4 proposte di sospensione di attività imprenditoriale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tirreno-cosentino-scoperti-lavoratori-senza-contratto-4-proposte-di-sospensione-di-attivita-imprenditoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 08:33:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della stagione estiva, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza ha disposto, nell’ambito del più vasto piano di azione disposto dal Comando Regionale Calabria, l’intensificazione dell’azione di controllo economico del territorio sulle fasce costiere, volta al contrasto dell’“economia sommersa” e dell’importazione e vendita di prodotti contraffatti ovvero non conformi agli standard [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della stagione estiva, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza ha disposto, nell’ambito del più vasto piano di azione disposto dal Comando Regionale Calabria, l’intensificazione dell’azione di controllo economico del territorio sulle fasce costiere, volta al contrasto dell’“economia sommersa” e dell’importazione e vendita di prodotti contraffatti ovvero non conformi agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale ed europea. In tale ambito, i finanzieri della Compagnia di Paola e delle dipendenti Tenenze di <strong>Scalea, Cetraro e Amantea</strong>, hanno eseguito coordinati e mirati accertamenti su tutto il litorale Tirreno Cosentino, con particolare riguardo a strutture turistico/ricettive, stabilimenti balneari, di somministrazione di alimenti e bevande, ovvero di vendita di articoli anche in forma ambulante.</p>
<p>I controlli esperiti hanno consentito di riscontrare, tra fine giugno e nel corso del mese di luglio, <strong>la presenza di 28 persone intente a prestare la propria mansione lavorativa in assenza di un regolare contratto</strong>, pertanto riconducibili a un rapporto di “lavoro nero” non dichiarato, con la conseguente formulazione di <strong>n. 4 proposte di sospensione dell’attività imprenditoriale</strong>, nr. 181 irregolarità in materia di corretta certificazione dei corrispettivi e di sottoporre a sequestro circa 1.000 articoli non conformi posti in vendita al pubblico. Le attività eseguite costituiscono uno dei principali obiettivi della Guardia di Finanza, atteso che l’economia sommersa e illegale arreca danni all’intero sistema economico nazionale perché sottrae risorse all’Erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati, può cagionare un concreto pericolo per la salute e l’incolumità dei potenziali acquirenti, in particolare per i bambini, e compromette la leale e sana competizione tra le imprese.</p>
<p>L’impegno della Guardia di Finanza proseguirà nel corso della stagione estiva nel presidio della legalità economica, nella tutela della concorrenza leale e dei consumatori e nel contrasto a ogni forma di abusivismo commerciale.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-392061" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/04082026_031854_GdfPaola1.jpg" alt="" width="702" height="467" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/04082026_031854_GdfPaola1.jpg 1082w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/04082026_031854_GdfPaola1-300x200.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/04082026_031854_GdfPaola1-1024x681.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/04082026_031854_GdfPaola1-768x511.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/04082026_031854_GdfPaola1-631x420.jpg 631w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/04082026_031854_GdfPaola1-696x463.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/04082026_031854_GdfPaola1-1068x711.jpg 1068w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></p>
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		<title>Guardia di finanza sequestra a Lamezia oltre 200mila prodotti non sicuri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guardia-finanza-sequestra-lamezia-oltre-200mila-prodotti-non-sicuri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 10:42:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, nell’ambito dell’intensificazione del controllo economico del territorio disposta per il periodo estivo, ha sottoposto a sequestro oltre 200 mila prodotti non a norma, esposti in vendita in un esercizio commerciale di Lamezia Terme (CZ). Nel dettaglio, durante una delle numerose ispezioni condotte per verificare il rispetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, nell’ambito dell’intensificazione del controllo economico del territorio disposta per il periodo estivo, ha sottoposto a sequestro oltre 200 mila prodotti non a norma, esposti in vendita in un esercizio commerciale di Lamezia Terme (CZ). Nel dettaglio, durante una delle numerose ispezioni condotte per verificare il rispetto della disciplina sulla sicurezza dei prodotti a tutela della salute dei consumatori, i militari del Gruppo Lamezia Terme hanno rinvenuto presso l’esercizio commerciale controllato numerosi articoli non conformi alla normativa nazionale e dell’Unione Europea.</p>
<p>Nello specifico i finanzieri hanno individuato 205.801 articoli immessi nel circuito commerciale al dettaglio, quali accessori estetici e cosmetici, materiale elettrico a bassa tensione, oggettistica per la casa, accessori per abbigliamento, totalmente privi delle minime indicazioni, da riportare obbligatoriamente in lingua italiana, quali la denominazione e la composizione merceologica del prodotto, il nome e il marchio del produttore, il Paese d’origine, i materiali impiegati nella produzione e, soprattutto, le avvertenze sulle specifiche modalità di utilizzo. Il Codice del Consumo prevede, infatti, l’obbligo di riportare tali indicazioni, atteso che queste, oltre a tracciare l’intera filiera di produzione, consentono anche di assicurare un adeguato standard qualitativo della merce, escludendo così che nella sua fabbricazione possano essere stati utilizzati materiali e sostanze potenzialmente nocive per la salute degli acquirenti.</p>
<p>Gli articoli non sicuri, qualora immessi sul mercato, avrebbero consentito un illecito profitto stimabile in oltre cinquantamila euro. L’attività di servizio, conclusasi con il sequestro amministrativo di tutta la merce non sicura e con l’irrogazione della prevista sanzione pecuniaria, rientra negli interventi quotidianamente svolti dalla Guardia di Finanza di Catanzaro per contrastare la diffusione di prodotti non conformi agli standard minimi di sicurezza, a tutela dei consumatori e degli operatori economici che operano nel rispetto delle leggi.</p>
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		<title>VIDEO-Blitz antidroga della GdiF nel Cosentino: scovata una piantagione di marijuana</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-blitz-antidroga-della-gdif-nel-cosentino-scovata-una-piantagione-marijuana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 09:01:41 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-391671-2" width="696" height="348" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/GdiF-Cosenza.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/GdiF-Cosenza.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/GdiF-Cosenza.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Finanzieri del Comando Provinciale Cosenza, nell’ambito di specifica attività di controllo del territorio finalizzata alla prevenzione e/o repressione del traffico di sostanze stupefacenti, su segnalazione della Sezione Aerea di Lamezia Terme del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia, hanno scoperto un ampio terreno utilizzato per la coltivazione di piantagione canapa indiana. La coltivazione era occultata all&#8217;interno della fitta vegetazione di un&#8217;area boschiva particolarmente impervia del Comune di Grisolia, le cui caratteristiche morfologiche e il rilevante isolamento la rendevano particolarmente idonea ad ospitare siti di coltivazione illecita difficilmente individuabili. Lo sviluppo della piantagione su numerosi filari, serviti da un impianto di irrigazione, evidenziava una coltivazione stabilmente organizzata e accuratamente pianificata, realizzata con modalità tali da garantirne la continuità produttiva e la successiva destinazione dello stupefacente al mercato illecito.</p>
<p>La piantagione, composta da 53 piante di marijuana, disposte lungo differenti filari e caratterizzate da un diverso stadio vegetativo, con altezza variabile da circa 30 centimetri fino a circa 3 metri, circostanza indicativa di una coltivazione effettuata in periodi differenti, è stata sottoposta a sequestro dai militari della Tenenza di Scalea. Le operazioni della Guardia di Finanza, proseguite sul posto, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Paola diretta dal Procuratore Capo Domenico Fiordalisi, si sono concretate mediante la distruzione di 44 piante di sostanza stupefacente e il prelevamento per la campionatura di oltre 9 piante della stessa sostanza.</p>
<p>L’attività operativa si è conclusa mediante una segnalazione a carico di ignoti alla Procura della Repubblica del Tribunale di Paola per violazione dell’art. 73 del D.P.R. n. 309/1990. La sostanza stupefacente rinvenuta e destinata allo spaccio, avrebbe fruttato alla criminalità oltre 200 mila di euro di profitti illeciti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VIDEO-Asse della droga tra Sicilia, Calabria, Campania e Lazio: sei misure cautelari dopo blitz a Palermo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/asse-della-droga-tra-sicilia-calabria-campania-e-lazio-sei-misure-cautelari-dopo-blitz-a-palermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 10:15:30 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-383353-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/GdiF-Palermo.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/GdiF-Palermo.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/GdiF-Palermo.mp4</a></video></div>
<p>I Finanzieri del Comando Provinciale Palermo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dal Tribunale di Palermo – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nei confronti di sei persone gravemente indiziate del delitto di traffico di sostanze stupefacenti. Il provvedimento giunge dall’esito di complesse indagini eseguite dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Palermo &#8211; GICO, sotto la direzione della Procura della Repubblica, nei confronti di un gruppo organizzato dedito al traffico di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, operante nella città di Palermo e con pericolose ramificazioni nelle province di Napoli, Roma e Reggio Calabria.</p>
<p>Le investigazioni si sono sviluppate mediante intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, l’installazione di sistemi di videosorveglianza e l’esecuzione di numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento, e hanno consentito l’individuazione dei canali di approvvigionamento del narcotico da parte dei soggetti palermitani, che acquistavano cocaina in <strong>Calabria</strong> e in Campania e hashish nel Lazio. Nel corso delle attività sono stati pianificati ed eseguiti mirati interventi repressivi culminati complessivamente con l’arresto in flagranza di reato di nove soggetti e il sequestro di circa 80 Kg di sostanza stupefacente.</p>
<p>Gli elementi investigativi raccolti hanno, quindi, permesso di accertare l’inserimento degli indagati nel settore del narcotraffico evidenziando il loro coinvolgimento in numerosi episodi di acquisto e cessione di sostanze stupefacenti. L’odierna attività testimonia il costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza, nel quadro delle direttive impartite dall’Autorità Giudiziaria, nel contrasto al traffico illecito di sostanze stupefacenti, primaria fonte di finanziamento per la criminalità organizzata.</p>
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		<title>GdiF scopre sala cittadina di scommesse via Whatsapp e con ricariche a distanza per piazzare le giocate</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gdif-scopre-sala-cittadina-di-scommesse-via-whatsapp-e-con-ricariche-a-distanza-per-piazzare-le-giocate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 08:51:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno eseguito un mirato intervento presso un centro scommesse nel pieno centro cittadino di Vibo Valentia, riscontrando gravi condotte illecite in materia di scommesse a distanza. L’attività, originariamente avviata quale controllo ispettivo di natura amministrativa per la verifica degli adempimenti previsti dalla normativa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno eseguito un mirato intervento presso un centro scommesse nel pieno centro cittadino di Vibo Valentia, riscontrando gravi condotte illecite in materia di scommesse a distanza. L’attività, originariamente avviata quale controllo ispettivo di natura amministrativa per la verifica degli adempimenti previsti dalla normativa antiriciclaggio, ha permesso di individuare un apparato telefonico utilizzato per finalità aziendali. L&#8217;esame preliminare dell&#8217;applicazione di messaggistica &#8220;WhatsApp&#8221; presente sul dispositivo ha rivelato l&#8217;esistenza di numerose conversazioni con clienti finalizzate alla richiesta a distanza di ricariche e all&#8217;accettazione di scommesse.</p>
<p>I successivi riscontri telematici hanno confermato una prassi consolidata, consistente nella sistematica raccolta e nel piazzamento di giocate per conto terzi operate direttamente attraverso il conto gioco intestato alla società esercente, in luogo dei conti personali dei singoli scommettitori. Tale condotta integra la fattispecie di reato di intermediazione abusiva nella raccolta delle scommesse, vietata dalla normativa vigente anche se posta in essere per conto di un concessionario autorizzato. Nel corso delle attività ispettive all&#8217;interno del locale è stato altresì appurato che la struttura consentisse la ricarica di conti gioco intestati a soggetti terzi, tra cui uno risultato nella titolarità di un soggetto pluripregiudicato gravato da collegamenti con la criminalità organizzata.</p>
<p>I militari hanno quindi proceduto al sequestro probatorio e preventivo, ex artt. 354 e 321 c.p.p. dell&#8217;apparato telefonico e dei locali della sala scommesse, deferendo contestualmente all’A.G. i responsabili delle condotte illecite. L’azione del Corpo nel comparto del gioco e delle scommesse su tutto il territorio vibonese è rivolta sia al contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa che a tutela dei giocatori da proposte di gioco illegali, insicure e prive di garanzie, salvaguardando le fasce più deboli, tra cui i minori.</p>
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		<title>Crotone, GdiF scopre 6 imbarcazioni con bandiera estera &#8220;fantasma&#8221; per il fisco italiano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-gdif-scopre-6-imbarcazioni-con-bandiera-estera-fantasma-per-il-fisco-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 16:28:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mirino delle Fiamme gialle di Crotone il fenomeno del cosiddetto “flagging out”, ossia una strategia spesso utilizzata da soggetti italiani per aggirare il sistema fiscale nazionale attraverso l’immatricolazione di imbarcazioni da diporto in registri esteri. Tale pratica, finalizzata all&#8217;abbattimento dei costi gestionali e assicurativi, viene frequentemente strumentalizzata per sottrarsi anche agli obblighi di trasparenza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mirino delle Fiamme gialle di Crotone il fenomeno del cosiddetto “<em>flagging out”,</em> ossia una strategia spesso utilizzata da soggetti italiani per aggirare il sistema fiscale nazionale attraverso l’immatricolazione di imbarcazioni da diporto in registri esteri. Tale pratica, finalizzata all&#8217;abbattimento dei costi gestionali e assicurativi, viene frequentemente strumentalizzata per sottrarsi anche agli obblighi di trasparenza verso l&#8217;Erario. Il cuore dell&#8217;operazione è stata la verifica del rispetto della normativa sul monitoraggio fiscale, che impone ai residenti in Italia di dichiarare puntualmente, nel quadro denominato RW della dichiarazione dei redditi, il possesso di beni mobili registrati all&#8217;estero. In sostanza, l’omessa indicazione nella dichiarazione dei redditi del bene immatricolato in uno Stato estero costituisce una violazione volta a occultare all’erario la reale capacità contributiva ed è, quindi, sanzionata dalle norme vigenti in misura proporzionale al valore del bene stesso.</p>
<p>Le operazioni di servizio, attivate da una preliminare attività di analisi delle risultanze degli ordinari controlli eseguiti in mare e nelle aree portuali della circoscrizione di servizio e da successivi approfondimenti alle banche dati in uso al Corpo, si concludeva con la constatazione, ai fini IRPEF, dell’omessa dichiarazione nell’apposito quadro RW dedicato al monitoraggio fiscale per un totale di € 159.500,00 delle consistenze estere non dichiarate. La citata attività terminava con la trasmissione di n. 6 processi verbali di constatazione “irregolari” ai vari Uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate quali Enti competenti all’irrogazione delle sanzioni permettendo di svelare un patrimonio nautico sottratto al Fisco di 5 imbarcazioni riconducibili a soggetti residenti in Italia che operavano in acque nazionali con bandiere estere in piena estraneità al Fisco italiano.</p>
<p>L’insieme delle attività svolte testimonia l’impegno della Guardia di Finanza nel presidio della legalità economica e nel contrasto all’evasione fiscale, con particolare attenzione alle aree costiere ad alta presenza turistica. Le operazioni, coordinate dalla componente aeronavale, confermano la centralità del Corpo nel garantire equità, trasparenza e rispetto delle normative a tutela dell’economia.</p>
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