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	<title>garanzia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 29 May 2026 15:40:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Liste attesa, Tanese (Agenas): grande lavoro Calabria, percentuali garanzia in crescita e molto buone già da tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 15:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“I dati presenti in piattaforma confermano il grande lavoro che la Regione Calabria sta facendo, perché le percentuali di garanzia sono in crescita e comunque molto buone già da diverso tempo”. Lo ha detto il direttore generale dell’Agenas, Angelo Tanese, parlando con i giornalisti a margine della presentazione della nuova piattaforma nazionale delle liste di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“I dati presenti in piattaforma confermano il grande lavoro che la Regione Calabria sta facendo, perché le percentuali di garanzia sono in crescita e comunque molto buone già da diverso tempo”</em>. Lo ha detto il direttore generale dell’Agenas, Angelo Tanese, parlando con i giornalisti a margine della presentazione della nuova piattaforma nazionale delle liste di attesa.<br />
”C<em>ome sa, nella Regione Calabria, anche negli incontri che abbiamo fatto, ci sono sempre margini di miglioramento. Si può migliorare sull’appropriatezza prescrittiva, si può migliorare su aspetti organizzativi. Però non c’è dubbio che attraverso questa piattaforma noi leggiamo le performance delle Regioni, e oggi si vede che la Calabria sta facendo un grande balzo in avanti in termini di qualità dei processi</em>”.</p>
<p>“<em>La Calabria è una delle 16 regioni che ha dei buoni risultati sulle prime visite, una delle 15 sugli esami diagnostici. È un top performer in questo momento</em>”- ha aggiunto &#8220;<em>Quello che bisogna approfondire è anche una migliore appropriatezza prescrittiva. Ad esempio, vediamo che in Calabria c’è un numero di prescrizioni a 120 giorni più elevato che in altre regioni e questo, chiaramente, bisogna approfondirlo e capirlo. L’obiettivo, per esempio, è evitare che nelle prime visite ci siano visite di controllo, oppure cercare di avere una prescrizione più aderente al quesito diagnostico. Ma questo, come per tutte le regioni, è il lavoro che dobbiamo fare. Quindi, anche in Calabria, che comunque ha fatto notevoli miglioramenti, ormai si attesta su un livello di garanzia molto elevato”</em>.</p>
<p><strong>Liste attesa: Miserendino (Azienda Zero), Calabria in miglioramento, risultati sopra la media nazionale &#8211; </strong>“<em>La recente pubblicazione dei dati della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa conferma il percorso di progressivo miglioramento intrapreso dalla Regione Calabria sul versante dell’accesso alle prestazioni sanitarie. Le evidenze disponibili attestano risultati particolarmente significativi nel rispetto dei tempi di erogazione: per le prestazioni di prima visita e per le prestazioni diagnostiche la Calabria si colloca nella parte alta della classifica. Il quadro complessivo evidenzia un andamento positivo e coerente con il trend nazionale, pur in presenza di fisiologiche aree di attenzione che continuano a essere oggetto di specifiche azioni di miglioramento. La Regione si trova oggi in una fase di consolidamento strutturale dei risultati conseguiti, sostenuta dal rafforzamento dei modelli organizzativi e dall’evoluzione dei sistemi informativi, elementi fondamentali per garantire trasparenza, monitoraggio continuo e appropriatezza nell’accesso alle cure. Resta prioritario l’obiettivo di ridurre ulteriormente i tempi di attesa e di assicurare livelli sempre più elevati di equità e uniformità nell’erogazione dei servizi su tutto il territorio regionale. Un sentito ringraziamento va ai professionisti del Servizio sanitario regionale, alle Direzioni generali delle Aziende sanitarie e al Dipartimento Salute e Servizi Sanitari per il contributo determinante assicurato nel raggiungimento dei risultati conseguiti”. </em>Così Gandolfo Miserendino, direttore generale di Azienda Zero.</p>
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		<title>In Calabria medici &#8220;gettonisti&#8221; ancora necessari: senza di loro impossibile garantire i livelli di assistenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 08:46:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Calabria gli ospedali fanno sempre più fatica a garantire continuità con organici stabili e condizioni di lavoro sostenibili. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine condotta dalla Fadoi, la Federazione delle Associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti sullo stato di lavoro nei reparti di Medicina interna dalla quale emerge, è scritto in una nota, che &#8220;i numeri sui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Calabria gli ospedali fanno sempre più fatica a garantire continuità con organici stabili e condizioni di lavoro sostenibili. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine condotta dalla Fadoi, la Federazione delle Associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti sullo stato di lavoro nei reparti di Medicina interna dalla quale emerge, è scritto in una nota, che &#8220;<em>i numeri sui gettonisti, soprattutto nei Pronto soccorso, e quelli sulla voglia di fuga dei medici raccontano lo stesso problema&#8221;</em>. Il quadro calabrese, sottolinea Fadoi, &#8220;<em>è tra i più delicati perché combina tre elementi: burnout generalizzato, ricorso a personale esterno e disponibilità di una quota rilevante di medici a lasciare il pubblico. Il fatto che un terzo dei rispondenti ritenga i gettonisti necessari per mantenere gli attuali livelli di assistenza indica un sistema che rischia di dipendere da soluzioni nate per essere temporanee&#8221;.</em></p>
<p>In Calabria, il ricorso ai gettonisti nei Pronto soccorso è ancora presente e nel 20% dei casi sono presenti professionisti autonomi anche nelle Medicine interne. Il risultato? Un terzo dei rispondenti afferma che senza gettonisti o lavoratori autonomi non sarebbe possibile garantire gli attuali livelli di assistenza. &#8220;<em>È il segnale di un equilibrio fragile, nel quale anche una presenza limitata può diventare decisiva per coprire i turni &#8211; sostiene Fadoi -. Per un paziente, questa fragilità può significare percorsi meno lineari tra Pronto soccorso, reparto e territorio, proprio nelle situazioni in cui la continuità è essenziale</em>&#8220;.<br />
Il disagio professionale è molto marcato: il 100% dei rispondenti, secondo l&#8217;indagine, dichiara di aver vissuto periodi di burnout, e poco meno della metà si sente attualmente in burnout. Una buona percentuale sta pensando di lasciare anticipatamente il lavoro e il 44,4% valuta il passaggio dal pubblico al privato. Numeri che raccontano una difficoltà strutturale.<br />
&#8220;<em>Il burnout &#8211; spiega Fadoi &#8211; non è una semplice stanchezza. Per chi lavora in ospedale può voler dire minore lucidità, difficoltà a recuperare tra un turno e l&#8217;altro, più fatica nella comunicazione con i pazienti e con i colleghi. Quando questa condizione riguarda una quota rilevante dei professionisti, il problema diventa organizzativo e non può essere lasciato alla resistenza individuale dei singoli medici&#8221;.</em></p>
<p>La carenza di personale è percepita anche come rischio per i pazienti: il 77,7% ritiene che organici insufficienti e presenza di gettonisti possano generare errori nella pratica clinica in misura molto rilevante. Tra le priorità indicate spiccano la riclassificazione delle Medicine interne come reparti a medio-alta intensità di cura, scelta dal 66,7% dei rispondenti, e un maggiore coordinamento tra ospedale e territorio, segnalato dal 44,4%. Per Fadoi, il punto non è soltanto aumentare il numero dei professionisti, &#8220;<em>ma rendere coerente l&#8217;organizzazione dei reparti con la complessità reale dei pazienti assistiti. La Medicina interna &#8211; </em>è scritto nella nota <em>&#8211; oggi prende in carico persone spesso anziane, fragili, con più patologie contemporaneamente e con bisogni che non si esauriscono nel singolo episodio acuto. Servono quindi organici adeguati, percorsi più integrati con il territorio e un riconoscimento della medio-alta intensità di cura ormai presente nella pratica quotidiana&#8221;.</em><br />
<em>(Ansa)</em></p>
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		<item>
		<title>Belvedere di Spinello, indagini su rete idrica comunale: impianti sequestrati e avvisi di garanzia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/belvedere-di-spinello-indagini-su-rete-idrica-comunale-impianti-sequestrati-e-avvisi-di-garanzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 08:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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<p>Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Crotone, con il supporto dei militari della Stazione territorialmente competente, hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso dall’Autorità Giudiziaria di Crotone, avente ad oggetto alcune infrastrutture del sistema idrico a servizio del Comune di Belvedere di Spinello, tra cui un pozzo ubicato in prossimità del fiume Neto, una pompa di sollevamento, una vasca di raccolta, una pompa dosatrice e tratti della condotta di adduzione e distribuzione. Contestualmente sono stati notificati avvisi di garanzia nei confronti dell’ex Sindaco, dell’attuale Sindaco e del Responsabile dell’Area Tecnica del Comune. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, diretta dal dott. Domenico Guarascio, ha consentito di ricostruire, allo stato degli atti e fatta salva la presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva, un articolato quadro di omissioni e condotte ritenute rilevanti sotto il profilo penale, in relazione alla gestione del sistema di approvvigionamento idrico comunale. Le ipotesi di accusa riguardano, a vario titolo, l’omissione o il rifiuto di atti d’ufficio e i delitti colposi contro la salute pubblica, in forma continuata e aggravata. Secondo quanto emerso dalle indagini, il sistema idrico del centro abitato sarebbe stato alimentato per anni da un circuito strutturalmente critico, caratterizzato dalla confluenza in un’unica rete di distribuzione di acque provenienti da fonti diverse e non omogenee sotto il profilo della qualità. In particolare, accanto alla fornitura proveniente dal gestore del servizio idrico regionale, destinata alla distribuzione di acqua potabile, sarebbe stata stabilmente utilizzata anche acqua prelevata da un pozzo situato nell’area del fiume Neto, originariamente destinato ad altre finalità e privo, secondo la prospettazione accusatoria, di un adeguato e stabile sistema di potabilizzazione conforme alla normativa di settore.</p>
<p>L’aspetto ritenuto più grave riguarda proprio il meccanismo di adduzione illecita: l’acqua prelevata dal pozzo veniva aspirata mediante pompa, convogliata verso una vasca di raccolta in località Barretta e da lì rilanciata fino al serbatoio comunale di località Montecastello, denominato “<em>Capoluogo</em>”. In quel punto, sempre secondo l’impostazione accusatoria, l’acqua del pozzo si <strong>mescolava</strong> con quella proveniente dalla rete formalmente potabile, finendo poi per essere distribuita indistintamente all’intera utenza cittadina. Tale miscelazione, non essendo preceduta da un effettivo processo di potabilizzazione dell’acqua captata dal pozzo, avrebbe determinato la diffusione nella rete di acqua non conforme ai parametri di legge, con conseguente esposizione della popolazione a un concreto rischio sanitario. Le contestazioni si fondano, inoltre, su una serie di accertamenti tecnici e sanitari eseguiti nel tempo da ARPACAL e ASP, dai quali sarebbero emersi ripetuti superamenti dei limiti previsti per le acque destinate al consumo umano, con riferimento, tra l’altro, a parametri quali torbidità, cloruri e sodio, nonché alla presenza di batteri coliformi ed Escherichia coli in più punti della rete. Tali anomalie avrebbero imposto, secondo l’accusa, interventi urgenti e risolutivi, che invece non sarebbero stati efficacemente adottati o mantenuti nel tempo.</p>
<p>L’indagine avrebbe altresì evidenziato che, dopo un iniziale divieto di utilizzo dell’acqua per uso umano, disposto nel settembre 2024 a seguito dei primi esiti sfavorevoli, tale interdizione sarebbe stata successivamente revocata in assenza, secondo la ricostruzione investigativa, di un effettivo e completo rientro dei parametri di legge, nonostante il permanere di criticità sia di natura chimica che microbiologica. Nel prosieguo, l’installazione di una pompa dosatrice di cloro presso la vasca di raccolta sarebbe stata ritenuta dagli inquirenti un intervento soltanto parziale e non risolutivo, in quanto privo di automatismi, di monitoraggio continuo e di un vero impianto di filtrazione e potabilizzazione. Anzi, nel corso di un sopralluogo, i militari avrebbero riscontrato perfino la mancanza di cloro nel sistema di dosaggio, oltre all’assenza di adeguate protezioni e controlli nei locali tecnici. In questo contesto, agli indagati viene contestato, in sintesi, di non avere impedito, pur rivestendo posizioni di garanzia e funzioni pubbliche rilevanti, che acqua ritenuta non idonea al consumo umano fosse immessa nel circuito cittadino e distribuita alla popolazione; nonché di non avere adottato, pur in presenza di ripetuti segnali di allarme e formali comunicazioni tecniche e sanitarie, gli interventi contingibili e urgenti necessari a neutralizzare il pericolo per la salute pubblica. Per i soggetti che hanno rivestito la carica di Sindaco, le condotte sono aggravate, nella prospettazione accusatoria, dalla violazione dei doveri inerenti alla funzione di autorità sanitaria locale. Il sequestro eseguito oggi è finalizzato, secondo l’Autorità Giudiziaria, a interrompere la protrazione della situazione di pericolo e ad impedire l’ulteriore utilizzazione di infrastrutture ritenute funzionali al mantenimento del sistema descritto.</p>
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		<item>
		<title>Strangis (Anm): protesta magistrati a tutela della garanzia dei cittadini</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/strangis-anm-protesta-magistrati-a-tutela-della-garanzia-dei-cittadini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 11:58:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
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		<category><![CDATA[Giovanni Strangis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giornata di mobilitazione e proteste delle toghe anche a Catanzaro. &#8220;Siamo qui per scioperare a tutela dei diritti di garanzia dei cittadini. Non scioperiamo per interessi di categoria, non si discute delle nostre ferie, del nostro stipendio, delle condizioni di lavoro. Siamo qui perché si discute del modo in cui amministrare la giustizia che chiediamo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata di mobilitazione e proteste delle toghe anche a Catanzaro. &#8220;Siamo qui per scioperare a tutela dei diritti di garanzia dei cittadini. Non scioperiamo per interessi di categoria, non si discute delle nostre ferie, del nostro stipendio, delle condizioni di lavoro. Siamo qui perché si discute del modo in cui amministrare la giustizia che chiediamo sia equa per tutti i cittadini, che garantisca il principio di eguaglianza&#8221;. Con queste parole il presidente della giunta dell&#8217;Anm di Catanzaro Giovanni Strangis ha spiegato le ragioni dello sciopero che oggi stanno coinvolgendo le toghe di tutta Italia.  Nell&#8217;atrio del Tribunale &#8220;Ferlaino&#8221; i magistrati si sono riuniti, toga sulle spalle e coccarda tricolore puntata sul petto, e hanno letto a turno passi della Costituzione. Nel distretto di Catanzaro l&#8217;adesione è stata del 75% circa.</p>
<p>&#8220;Separare il pubblico ministero dal giudice &#8211; ha aggiunto Strangis &#8211; mina il principio di eguaglianza perché introduce culturalmente, nel nostro ordinamento, la figura della pubblica accusa che diventa, però, privata. Sarebbe un pubblico ministero che agirebbe nell&#8217;esclusivo interesse dell&#8217;accusa, non più a tutela anche dell&#8217;imputato e di tutte le altre parti processuali&#8221;. Per quanto riguarda l&#8217;adesione, Strangis ha affermato che &#8220;i numeri sono entusiasmanti. L&#8217;adesione è stata forte, compatta e incisiva. Abbiamo superato all&#8217;interno del nostro distretto il 75% delle adesioni. Anche nel resto d&#8217;Italia la percentuale è su questa linea. È forte la risposta dell&#8217;Anm, è unita la magistratura e questo consentirò certamente ai nostri rappresentanti nazionali di arrivare all&#8217;incontro col governo con una più ampia legittimazione&#8221;.</p>
<p>Un incontro sul quale l&#8217;Anm si mostra fiduciosa: &#8220;Il dialogo è possibile. La riforma costituzionale, qualunque essa sia, impone un dialogo tra tutte le parti sociali. Non possiamo accedere a una riforma costituzionale solo perché una maggioranza elettiva è stata conferita in sede di campagna elettorale. La riforma della Costituzione richiede un dialogo, non può essere autonoma approvazione di una sola parte della società&#8221;. Dopo la lettura dei passi della Costituzione, la protesta è proseguita nell&#8217;aula C del Tribunale dove è intervenuta la giudice Katarzyna Mieszkowicz, componente dell&#8217;associazione dei magistrati polacchi &#8220;Iustitia&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caso Almasri, Anm precisa: Nessun avviso di garanzia ma atto dovuto previsto dalle norme</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/caso-almasri-anm-precisa-nessun-avviso-di-garanzia-ma-atto-dovuto-previsto-dalle-norme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 20:22:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione nazionale magistrati ha rilasciato una nota in cui segnala &#8220;il totale fraintendimento da parte di numerosi esponenti politici dell’attività svolta dalla procura di Roma sul caso Almasri. Ecco la nota: “Si segnala, al fine di fare chiarezza, il totale fraintendimento da parte di numerosi esponenti politici dell’attività svolta dalla procura di Roma, la quale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/caso-almasri-anm-precisa-nessun-avviso-di-garanzia-ma-atto-dovuto-previsto-dalle-norme/">Caso Almasri, Anm precisa: Nessun avviso di garanzia ma atto dovuto previsto dalle norme</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Associazione nazionale magistrati</strong> ha rilasciato una nota in cui segnala &#8220;il <strong>totale fraintendimento</strong> da parte di numerosi esponenti politici dell’attività svolta dalla procura di Roma sul caso Almasri. Ecco la nota: “Si segnala, al fine di fare chiarezza, il totale fraintendimento da parte di numerosi esponenti politici dell’attività svolta dalla procura di Roma, la quale <strong>non ha emesso, come è stato detto da più parti impropriamente, un avviso di garanzia nei confronti della presidente Meloni e dei ministri Nordio e Piantedosi ma una comunicazione di iscrizione che è in sé un atto dovuto perché previsto dall’art. 6 comma 1 della legge costituzionale n. 1/89.</strong> <strong>La disposizione impone al procuratore della Repubblica</strong>, ricevuta la denuncia nei confronti di un ministro, <strong>ed omessa ogni indagine</strong>, di <strong>trasmettere</strong>, entro il termine di quindici giorni, <strong>gli atti al Tribunale dei ministri</strong>, <strong>dandone immediata comunicazione ai soggetti interessati affinché questi possano presentare memorie al collegio o chiedere di essere ascoltati</strong>. Si tratta, dunque, di un atto dovuto”.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Pg3Pyspqex"><p><a href="https://www.calabrianews.it/avviso-di-garanzia-ai-vertici-del-governo-meloni-avv-li-gotti-ingannato-come-cittadino/">Avviso di garanzia ai vertici del governo Meloni, avv. Li Gotti: &#8220;Ingannato come cittadino&#8221;</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Avviso di garanzia ai vertici del governo Meloni, avv. Li Gotti: &#8220;Ingannato come cittadino&#8221;&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/avviso-di-garanzia-ai-vertici-del-governo-meloni-avv-li-gotti-ingannato-come-cittadino/embed/#?secret=SaSjDqrDjL#?secret=Pg3Pyspqex" data-secret="Pg3Pyspqex" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="I9aXAccdbY"><p><a href="https://www.calabrianews.it/caso-almasri-avviso-di-garanzia-per-meloni-nordio-piantedosi-denuncia-dellavvocato-calabrese-li-gotti/">Caso Almasri: Avviso di garanzia per Meloni, Nordio, Piantedosi: denuncia dell&#8217;avvocato calabrese Li Gotti</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Caso Almasri: Avviso di garanzia per Meloni, Nordio, Piantedosi: denuncia dell&#8217;avvocato calabrese Li Gotti&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/caso-almasri-avviso-di-garanzia-per-meloni-nordio-piantedosi-denuncia-dellavvocato-calabrese-li-gotti/embed/#?secret=VugxywyEsK#?secret=I9aXAccdbY" data-secret="I9aXAccdbY" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Avviso di garanzia ai vertici del governo Meloni, avv. Li Gotti: &#8220;Ingannato come cittadino&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 17:45:56 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Come cittadino mi sono sentito ingannato</strong>. L’inerzia e il silenzio del ministro era programmata. E lo dimostra il Falcon dei servizi già pronto prima che si decidesse la scarcerazione&#8221;. parole consegnate a <em>La Stampa </em>dall&#8217;avv. <strong>Luigi Li Gotti</strong> che, nella sua denuncia sul caso del comandante libico <strong>Najeem Osema Almasri</strong> destinatario di un mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, ha ipotizzato il favoreggiamento (<em>nel 2022, nella norma è stato inserita come oggetto passivo del reato anche la Corte penale internazionale</em>) e il peculato. &#8220;Potrebbe esserci anche l’omissione di atti d’ufficio – sottolinea –. <strong>Di fronte a un mandato d’arresto della Corte penale internazionale (Cpi) non si può rimanere inerti. E in questo caso, oltre all’inerzia, è stato posto anche il silenzio</strong>&#8220;. &#8220;L&#8217;iscrizione è un atto dovuto per legge, la procura non ha potuto iscrivere contro ignoti perché la denuncia è nominativa, ma è un atto consequenziale, scontato&#8221;, aggiunge Li Gotti. <strong>&#8220;Adesso su questa vicenda mi aspetto chiarezza, quello che non c&#8217;è stato finora&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Li Gotti, 77 anni nativo di Mesoraca, in provincia di Crotone,</strong> sottosegretario alla Giustizia con delega agli affari penali, al personale e all’organizzazione giudiziaria, dal 2006 al 2008 durante il governo Prodi, <strong>inizia la sua carriera politica negli anni ‘70 come giovane militante del Msi</strong>. Si unisce ad Alleanza Nazionale poi, dopo una militanza a destra più che trentennale, passa, nel 2002, ad Italia dei Valori, assumendo l’incarico di Responsabile del dipartimento giustizia. Alle elezioni politiche del 2008 viene eletto Senatore nelle file di Idv e si occupa di gioco d’azzardo e dipendenze. <strong>Cassazionista e penalista</strong>, ha seguito molti processi di primo piano negli anni. Avvocato di parte civile nel processo per la <strong>strage di Piazza Fontana</strong>, Li Gotti ha anche assistito i familiari di <strong>due uomini della scorta di Aldo Moro</strong>, il maresciallo <strong>Oreste Leonardi e l&#8217;appuntato Domenico Ricci</strong>, assassinati dalle Br nella strage di via Fani del 16 marzo 1978. Ha inoltre rappresentato la <strong>famiglia del commissario Luigi Calabresi</strong> in un lungo iter processuale. Il legale ha partecipato anche al <strong>processo per i fatti della Diaz a Genova</strong> e ai <strong>processi di strage di Capaci, via D&#8217;Amelio e degli Uffizi</strong>. Più recentemente, ha a<strong>ssistito i familiari delle vittime del naufragio di Cutro</strong>, in Calabria.</p>
<p>In un comunicato stampa dello scorso 22 gennaio, la <strong>Corte penale internazionale</strong> ha fatto sapere che Almasri &#8220;è stato localizzato a Torino, Italia, nelle prime ore di domenica 19 gennaio 2025 ed è stato arrestato con successo dalle autorità italiane. <strong>Il sospettato è stato trattenuto in custodia in attesa del completamento delle procedure nazionali richieste relative al suo arresto e alla sua consegna alla Corte</strong>. Su richiesta e nel pieno rispetto delle autorità italiane, la Corte si è deliberatamente astenuta dal commentare pubblicamente l&#8217;arresto del sospettato. Allo stesso tempo, la Corte ha continuato a perseguire il suo impegno con le autorità italiane per garantire l&#8217;effettiva esecuzione di tutti i passaggi richiesti dallo Statuto di Roma per l&#8217;attuazione della richiesta della Corte. <strong>In questo contesto, la Cancelleria ha anche ricordato alle autorità italiane che nel caso in cui individuassero problemi che potrebbero impedire o impedire l&#8217;esecuzione della presente richiesta di cooperazione, dovrebbero consultare la Corte senza indugio al fine di risolvere la questione.</strong> Il 21 gennaio 2025, senza preavviso o consultazione con la Corte, il signor Osama Elmasry Njeem sarebbe stato rilasciato dalla custodia e riportato in Libia. <strong>La Corte sta cercando, e deve ancora ottenere, una verifica dalle autorità sui passi presumibilmente intrapresi</strong>&#8220;.</p>
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		<title>Caso Almasri: Avviso di garanzia per Meloni, Nordio, Piantedosi: denuncia dell&#8217;avvocato calabrese Li Gotti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 16:41:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giorgia Meloni attraverso un video ha annunciato di aver ricevuto un avviso di garanzia in relazione al caso della scarcerazione, quasi, immediata e al rimpatrio in Libia con l&#8217;ausilio di un aereo di Stato del comandante libico Najeem Osema Almasri destinatario di un mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale (CPI) per crimini di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgia Meloni attraverso un video ha annunciato di aver ricevuto un avviso di garanzia in relazione al caso della scarcerazione, quasi, immediata e al rimpatrio in Libia con l&#8217;ausilio di un aereo di Stato del comandante libico Najeem Osema Almasri destinatario di un mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale (CPI) per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, commessi almeno dal 2015 nel centro di detenzione di Mitiga, il più grande della Libia occidentale. <strong>Almasri è stato arrestato il 19 gennaio e scarcerato e rimpatriato il 21 gennaio.</strong></p>
<p>&#8220;La notizia di oggi è questa &#8211; dichiara Meloni nel video -il procuratore della Repubblica Francesco Lovoi, lo stesso del fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino Almasri avviso di garanzia inviato anche al ministro Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano presumo al seguito di una denuncia che è stata presentata dall&#8217;avvocato Luigi Ligotti ex politico di sinistra molto vicino a Romano Prodi conosciuto per avere difeso pentiti del calibro di Buscetta, Brusca e altri mafiosi&#8221;. Io, dice ancora Meloni, &#8220;penso che valga ora quello che valeva ieri: non sono ricattabile, non mi faccio intimidire, è possibile che per questo sia invisa a chi non vuole che l&#8217;Italia cambi e diventi migliore ma anche e soprattutto per questo intendo andare avanti per la mia strada a difesa degli italiani soprattutto quando è in gioco la sicurezza della nazione. A testa alta e senza paura&#8221;. &#8220;Ora i fatti sono abbastanza noti la Corte penale internazionale dopo mesi di riflessione emette un mandato di arresto internazionale nei confronti del capo della polizia giudiziaria di Tripoli, curiosamente la Corte lo fa proprio quando questa persona stava per entrare sul territorio italiano dopo che per 12 giorni aveva serenamente soggiornato in altri tre Stati europei&#8221;- evidenzia Meloni.</p>
<p>A presentare la denuncia è stato Luigi Li Gotti, noto avvocato calabrese del foro romano e legale di diversi collaboratori di giustizia. L&#8217;avv. Li Gotti è nato 77 anni fa a <strong>Mesoraca</strong>, in provincia di Crotone. Il legale ha denunciato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega ai servizi segreti, Alfredo Mantovano, per i reati di favoreggiamento personale e peculato. Nella denuncia si chiede che vengano “svolte indagini sulle decisioni adottate e favoreggiatrici del suddetto Osama Almasri, nonché sulla decisione di utilizzare un aereo di Stato per prelevare il catturato (e liberato) a Torino e condurlo in Libia”. Li Gotti, citando i reati, ricorda che secondo il reato di favoreggiamento personale “chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione, e fuori dei casi di concorso nel medesimo, aiuta taluno a eludere le investigazioni dell’Autorità, comprese quelle svolte da organi della Corte penale internazionale, o a sottrarsi alle ricerche effettuate dai medesimi soggetti, è punito con la reclusione fino a quattro anni”. Sul caso è intervenuta anche la<strong> Corte penale internazionale</strong> (Cpi) che ha ‘bacchettato’ l’Italia chiedendo spiegazioni sull’accaduto.</p>
<p>Il caso riguarda il capo della polizia giudiziaria di Tripoli, Njeem Osama Almasri Habish, arrestato a Torino dalla Digos lo scorso 19 gennaio, in esecuzione del mandato di cattura della Corte penale internazionale con l’accusa di crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Almasri è uno dei vertici della milizia Rada (<strong>forza di deterrenza speciale</strong>).<br />
Il 21 gennaio è però rientrato in Libia con un volo dei servizi segreti italiani, formalmente – scriveva la Corte d’appello di Roma – per un errore procedurale. Un errore che però poteva essere evitato, se solo il ministro Nordio fosse intervenuto tempestivamente. E, invece, segnalava il procuratore generale, dal ministero della Giustizia non è arrivata «nessuna richiesta in merito».</p>
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		<title>Venerdì 8 novembre sciopero di bus e tram: rischio caos senza fasce garantite</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/venerdi-8-novembre-sciopero-di-bus-e-tram-rischio-caos-senza-fasce-garantite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 12:15:26 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si preannuncia un venerdì &#8216;nero&#8217; per chi si muove in bus, tram e metro per lo sciopero nazionale di 24 ore indetto dai sindacati, con tanto di manifestazione a Roma davanti al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Regolare invece il traffico sulla rete ferroviaria, con i dipendenti di Trenitalia, Italo e Trenord che non aderiscono alla protesta. A proclamare unitariamente la protesta sono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna “per il rinnovo del contratto nazionale (scaduto il 31 dicembre del 2023), per la carenza di risorse, per la mancanza di politiche di programmazione, per la riforma del settore e per la salute e sicurezza sul lavoro”.</p>
<p><strong>&#8220;Nessuna fascia di garanzia&#8221;</strong><br />
A rischio anche le tradizionali fasce di garanzia: per la prima volta dopo 19 anni l’agitazione potrebbe infatti non avere fasce orarie sicure per i viaggiatori. &#8220;Venerdì 8 novembre, a differenza dei precedenti scioperi &#8211; spiegano le organizzazioni sindacali &#8211; non si prevede, nel rispetto della legge 146 che regolamenta il diritto di sciopero e una volta sola nell’ambito della vertenza di rinnovo di un contratto nazionale, la garanzia totale del servizio nelle fasce orarie che tutelano la mobilità dei viaggiatori ma sarà garantito, durante le fasce orarie previste a livello locale, l’utilizzo del 30% del personale viaggiante e inoltre i servizi assolutamente indispensabili per la generalità degli utenti come collegamenti con porti e aeroporti nonché quelli specializzati di particolare rilevanza sociale quali trasporto dei disabili e scuola bus per materne ed elementari”.</p>
<p>I sindacati hanno accolto le indicazioni della Commissione di garanzia sugli scioperi, che ha ricordato nei giorni scorsi che, pure in assenza delle fasce garantite, &#8220;dovranno essere garantiti agli utenti servizi minimi sulla base della normativa in vigore&#8221;. E ha invitato le sigle di categoria a &#8220;rispettare le norme&#8221;.<br />
(<em>Agi</em>)</p>
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		<item>
		<title>Reggina, Corte d’Appello revoca procedura di omologa: erano falsi i titoli depositati a garanzia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 14:27:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E’ arrivata la sentenza sulla Reggina calcio: la Corte d’Appello ha revocato la procedura di omologa, avviandone la procedura fallimentare. I dettagli della sentenza, però, sono clamorosi. Secondo quanto riporta StrettoWeb nella sentenza della Corte d’Appello emergono chiaramente i numeri del debito della Reggina, certificati dai magistrati: al 30 giugno 2022, cioè all’arrivo di Felice [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ arrivata la sentenza sulla Reggina calcio: la Corte d’Appello ha revocato la procedura di omologa, <strong>avviandone la procedura fallimentare</strong>. I dettagli della sentenza, però, sono clamorosi. Secondo quanto riporta StrettoWeb nella sentenza della Corte d’Appello emergono chiaramente i numeri del debito della Reggina, certificati dai magistrati: al 30 giugno 2022, cioè all’arrivo di <strong>Felice Saladini</strong> dopo l’addio di Gallo, <strong>la società aveva 16 milioni di euro di debiti</strong> maturati dopo quattro anni con una promozione e una pandemia. Poi i debiti certificati ad aprile 2023, quindi <strong>dopo appena 10 mesi di gestione Saladini, erano lievitati ad oltre 27 milioni di euro</strong>. Saladini ha fatto 11 milioni di euro di debiti in dieci mesi: oltre un milione al mese. Le carte sulle condizioni del club parlano infatti di “evidente stato di crisi” e “deterioramento dell’equilibrio finanziario della società”.</p>
<p><strong>I titoli di Stato falsi</strong><br />
L’elemento più grave che emerge della sentenza è che i titoli a garanzia depositati da Saladini in pegno per garantire gli impegni dell’omologa erano falsi. “Il Commissario giudiziale ha riscontrato una difformità tra il codice ISIN riportato nella relazione integrativa dell’attestatore e il codice ISIN riportato nella dichiarazione di veridicità <strong>a firma del notaio, dott. Becchetti; il quale ha negato di avere mai sottoscritto la dichiarazione predetta”</strong>, si legge nel documento. Saladini, quindi, avrebbe utilizzato Titoli di Stato falsi per garantire gli impegni economici nell’omologa.</p>
<p>“In relazione a tale aspetto, va disposta la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria”, si legge nella sentenza. I reati contestati sono molto gravi e la nostra giurisprudenza prevede che<strong> “chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni</strong>”.<br />
(<em>Fonte: calcioweb.eu</em>)</p>
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		<title>Interrogatorio di garanzia per Pittelli che ammette di essere effettivo gestore dell&#8217;At Alberghiera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 17:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ha risposto alle domande del gip di Catanzaro Giancarlo Pittelli, l’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia finito nei giorni scorsi agli arresti domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta nell’ambito di un’operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Catanzaro. Pittelli, che è rimasto coinvolto nell’operazione in quanto amministratore di fatto di una società [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha risposto alle domande del gip di Catanzaro Giancarlo Pittelli, l’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia finito nei giorni scorsi agli arresti domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta nell’ambito di un’operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Catanzaro. Pittelli, che è rimasto coinvolto nell’operazione in quanto amministratore di fatto di una società già in liquidazione e, successivamente, dichiarata fallita, è comparso oggi davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.</p>
<p>I suoi legali, gli avvocati Astolfo Di Amato e Guido Contestabile, hanno riferito che “Pittelli, nell’interrogatorio di garanzia cui si è sottoposto, ha riconosciuto di essere stato l’effettivo gestore dell’At alberghiera e ha chiarito i fatti che gli sono stati contestati, offrendo una ricostruzione lucida degli eventi corroborandola con documenti. All’esito dell’incombente, è stata avanzata richiesta di revoca o sostituzione della misura”.</p>
<p>Gli avvocati di Pittelli inoltre riferiscono di aver già depositato istanza di riesame per il loro assistito.<br />
Pittelli è stato posto agli arresti domiciliari per quest’ultima vicenda pochi giorni dopo essere stato condannato a 11 anni nell’ambito del processo “Rinascita-Scott” contro i clan del Vibonese.</p>
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