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	<title>Galassia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Operazione &#8220;Galassia&#8221;, Cassazione annulla confisca da 400 milioni a imprenditore Antonio Ricci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 15:42:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio, il decreto della Corte d&#8217;Appello di Reggio Calabria che, previa esclusione della misura personale irrogata in primo grado, aveva confermato la confisca di beni per milioni di euro nei confronti di Antonio Ricci, titolare tra l&#8217;altro di Oia Services, società che gestisce il marchio Betaland. L&#8217;imprenditore pugliese, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/operazione-galassia-cassazione-annulla-confisca-da-400-milioni-a-imprenditore-antonio-ricci/">Operazione &#8220;Galassia&#8221;, Cassazione annulla confisca da 400 milioni a imprenditore Antonio Ricci</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio, il decreto della Corte d&#8217;Appello di Reggio Calabria che, previa esclusione della misura personale irrogata in primo grado, aveva confermato la confisca di beni per milioni di euro nei confronti di <strong>Antonio Ricci,</strong> titolare tra l&#8217;altro di <strong>Oia Services</strong>, società che gestisce il marchio <strong>Betaland</strong>. L&#8217;imprenditore pugliese, riporta Agipronews, era stato coinvolto nel procedimento penale noto come &#8220;Operazione Galassia&#8221; e aveva visto sequestrato e poi confiscato il proprio patrimonio. Per la quinta Sezione della Cassazione, che pochi giorni fa ha cancellato il provvedimento, la confisca è di fatto illegittima e sproporzionata. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della difesa, ravvisando gravi carenze nella motivazione del provvedimento impugnato, specie nella valutazione della cosiddetta &#8220;pericolosità sociale generica&#8221;.<br />
LA VICENDA &#8211; Antonio Ricci era stato sottoposto a misure di prevenzione personali e patrimoniali per presunta pericolosità sociale. Al centro dell&#8217;indagine, la sua presunta partecipazione a un&#8217;associazione a delinquere finalizzata alla raccolta illecita di scommesse tramite siti web non autorizzati, la cui gravità indiziaria era stata esclusa sin dalla fase delle indagini preliminari con altro annullamento della Cassazione. La Corte d&#8217;Appello aveva confermato la confisca di società con sede a Malta (tra cui OIA Services Ltd e Harvey Gaming), di due trust e di consistenti disponibilità finanziarie.</p>
<p>LE CENSURE DELLA DIFESA &#8211; Ricci, rappresentato dall&#8217;avvocato Gaetano Sassanelli, ha impugnato il decreto sostenendo che il patrimonio investito non era contaminato &#8211; in quanto documentalmente provato come legittimo &#8211; e che la confisca si fondava anche su vicende giudiziarie che avevano escluso la responsabilità del ricorrente. Secondo la difesa, l&#8217;uso di tali elementi per sostenere la &#8220;pericolosità generica&#8221; dell&#8217;imputato violava i principi costituzionali e giurisprudenziali. Inoltre, il ricorso contestava l&#8217;assenza di un adeguato riscontro tra i beni confiscati e il periodo di pericolosità presunta, nonché l&#8217;erroneo mancato riconoscimento della legittimità di alcune provviste economiche utilizzate per la costituzione dei trust.<br />
LE MOTIVAZIONI DELLA CASSAZIONE &#8211; La Suprema Corte ha ritenuto fondato il primo motivo di ricorso, ritenendo assorbiti in questo anche tutti gli altri motivi proposti, giudicando illegittima la decisione della Corte d&#8217;Appello, soprattutto in merito al necessario nesso temporale tra pericolosità sociale presunta e acquisizione dei beni. I giudici di legittimità hanno richiamato il principio secondo cui la pericolosità deve fondarsi su &#8220;delitti commessi abitualmente&#8221;, produttivi di profitto illecito, e che costituiscono una fonte rilevante di reddito: requisiti che non sono stati adeguatamente verificati. In particolare, la Cassazione ha criticato la valorizzazione di vicende penali archiviate o concluse con assoluzioni, sottolineando come ciò non possa legittimare una misura così invasiva come la confisca di prevenzione. La decisione ha altresì evidenziato l&#8217;assenza di una &#8220;perimetrazione cronologica&#8221; tra i fatti delittuosi e i beni confiscati.</p>
<p>I PROSSIMI SVILUPPI &#8211; La Corte ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio alla Corte d&#8217;Appello di Reggio Calabria, in diversa composizione, fornendo indicazioni rigide sui criteri a cui attenersi in sede di rinvio, affinché rispettino le ragioni che hanno determinato l&#8217;annullamento. Sarà ora compito dei giudici di merito rivedere il caso, alla luce delle indicazioni della Cassazione, verificando con maggiore rigore il nesso tra condotte illecite e accumulo patrimoniale. La Cassazione sottolinea la necessità di ancorare la confisca a elementi certi e temporalmente coerenti, in un&#8217;ottica di garanzia e rispetto dello Stato di diritto.</p>
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		<title>Nel team che ha fotografato il buco nero nella Galassia c&#8217;è anche lo scienziato calabrese Rocco Lico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 May 2022 15:19:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Buco nero]]></category>
		<category><![CDATA[calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[Galassia]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Lico]]></category>
		<category><![CDATA[scienziato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un pezzo importante d’Italia nella prima foto del buco nero che si trova al centro della nostra Galassia. Per riuscire nell’impresa è stato infatti fondamentale il contributo di ALMA, l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array, il più potente radiotelescopio esistente, che dal deserto di Atacama, in Cile, scruta il cosmo in banda radio a lunghezze d’onda [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un pezzo importante d’Italia nella prima foto del buco nero che si trova al centro della nostra Galassia. Per riuscire nell’impresa è stato infatti fondamentale il contributo di ALMA, l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array, il più potente radiotelescopio esistente, che dal deserto di Atacama, in Cile, scruta il cosmo in banda radio a lunghezze d’onda millimetriche e submillimetriche.</p>
<p>L’Italia partecipa ad ALMA attraverso l’ESO, lo European Southern Observatory, e ospita il nodo italiano del Centro regionale europeo ALMA presso la sede dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) di Bologna. Inoltre, nella collaborazione Event Horizon Telescope (EHT) spiccano diversi nomi di ricercatori legati al nostro paese.</p>
<p>C’è il calabrese <strong>Rocco Lico</strong>, originario di Mileto in provincia di Vibo Valentia, che è ricercatore presso l’Instituto de Astrofísica de Andalucía, in Spagna, e associato all’Inaf. Nella collaborazione EHT svolge un ruolo attivo nel gruppo di lavoro “Imaging”, partecipando a tutte le fasi del processo di elaborazione delle immagini.</p>
<p>C’è Ciriaco Goddi, che negli anni è stato responsabile delle osservazioni, calibrazione, e analisi dei dati di ALMA, l’elemento più sensibile della rete di telescopi EHT. Attualmente lo scienziato è ricercatore associato all’Istituto nazionale di astrofisica, e dopo una lunga permanenza negli Usa e da poco di nuovo in Italia presso l’Università degli Studi di Cagliari.<br />
Altra protagonista italiana è Elisabetta Liuzzo, valdostana. È in forza come ricercatrice dell’Inaf, all’interno del nodo italiano dell’ALMA Regional Center europeo, per il supporto della comunità scientifica nell’utilizzo dell’interferometro ALMA. Ha partecipato in particolare al gruppo di lavoro che si occupa della calibrazione dei dati non solo EHT ma anche di tipo Very Long Baseline Interferometer (VLBI) in generale. Da marzo 2022 è guest member del Board della Collaborazione EHT, come referente degli Istituti affiliati europei della collaborazione EHT.</p>
<p>Importante anche il contributo di Nicola Marchili che oggi lavora come ricercatore presso l’Istituto di Radioastronomia INAF di Bologna, all’interno del nodo italiano dell’ALMA Regional Center europeo. Fa parte della collaborazione EHT dal 2019, come membro del &#8220;Time-Domain&#8221; e del “Parameter Definition” Working Group.<br />
E ancora: c’è Mariafelicia De Laurentis, professore ordinario di Astronomia e Astrofisica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, associata all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Svolge un ruolo attivo nell’ETH: attualmente è Deputy Project Scientist e coordinatrice del Gravitational Physics Input Working Group, e fa parte dell’EHT Science Council.</p>
<p>Infine, importante è il contributo di Kazi Rygl che oggi lavora come ricercatrice presso l’Istituto di Radioastronomia INAF di Bologna, all’interno del nodo italiano dell’ALMA Regional Center europeo, per il supporto della comunità scientifica nell’utilizzo dell’interferometro ALMA. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/nel-team-che-ha-fotografato-il-buco-nero-nella-galassia-ce-anche-lo-scienziato-calabrese-rocco-lico/">Nel team che ha fotografato il buco nero nella Galassia c&#8217;è anche lo scienziato calabrese Rocco Lico</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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