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	<title>frode Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>GdiF rafforza controlli su filiera carburanti: in Calabria maxi frode da 8 milioni per accise e Iva agevolate</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gdif-rafforza-controlli-su-filiera-carburanti-in-calabria-maxi-frode-da-8-milioni-per-accise-e-iva-agevolate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 09:23:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel quadro delle tensioni sui mercati energetici internazionali, la Guardia di finanza, anche in collaborazione con il Garante per la Sorveglianza Prezzi, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha intensificato l’azione di vigilanza nel settore dei carburanti, con l’obiettivo di garantire la trasparenza del mercato, tutelare consumatori e imprese regolari e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel quadro delle tensioni sui mercati energetici internazionali, la Guardia di finanza, anche in collaborazione con il Garante per la Sorveglianza Prezzi, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha intensificato l’azione di vigilanza nel settore dei carburanti, con l’obiettivo di garantire la trasparenza del mercato, tutelare consumatori e imprese regolari e contrastare ogni fenomeno illecito in grado di alterare la concorrenza e incidere sulla corretta formazione dei prezzi. L’attività del Corpo, condotta anche sulla base degli indirizzi e delle segnalazioni dei propri Reparti Speciali, si è sviluppata lungo l’intera filiera distributiva, secondo <strong>due</strong> principali <strong>direttrici</strong>: da un lato, il contrasto alle frodi sui prodotti energetici e ai fenomeni evasivi in materia di accise; dall’altro, il controllo del rispetto degli obblighi di trasparenza sui prezzi praticati alla pompa.</p>
<p><strong>LOTTA ALLE FRODI- </strong>Particolare attenzione è stata dedicata al contrasto delle frodi sui prodotti energetici, con controlli mirati alla scoperta di carburanti sottratti al regime impositivo, prodotti irregolarmente immessi in consumo, utilizzi distorti di carburanti agevolati e commercializzazione di prodotti non conformi agli standard previsti. Nel corso del <strong>2026</strong> (dal <strong>1° marzo</strong> al <strong>31 luglio 2026</strong>), i Reparti del Corpo hanno concluso <strong>1.371 interventi </strong>in materia di accise sui prodotti energetici, <strong>denunciando all’Autorità giudiziaria 265 soggetti</strong>, sottoponendo a<strong> sequestro</strong> oltre <strong>20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici</strong> e accertando <strong>consumi in frode</strong> per oltre <strong>6,5 milioni di chilogrammi</strong>. Tra le attività più significative si ricordano quelle volte al contrasto dei cosiddetti “designer fuels”, ossia prodotti petroliferi fraudolentemente qualificati con denominazioni diverse per eludere gli obblighi fiscali, l’individuazione di depositi clandestini e distributori abusivi, nonché la scoperta di sistemi organizzati finalizzati alla commercializzazione illecita di carburanti destinati a impieghi agevolati (a seguire, <strong>scheda di approfondimento</strong>, contenente una sintetica descrizione delle più significative attività concluse nel settore, dai Reparti del Corpo, da marzo a luglio 2026).</p>
<p>Il <strong>Nucleo Polizia economico-finanziaria Catanzaro</strong> ha concluso un’articolata indagine di polizia giudiziaria nel settore dei prodotti energetici, che ha consentito di disvelare un’associazione per delinquere operante nel crotonese con estensioni su diverse province della Calabria e del Veneto, finalizzata alla sottrazione all&#8217;accertamento e al pagamento dell&#8217;accisa. Le investigazioni, scaturite dall’analisi di anomali consumi di carburante agevolato da parte delle aziende agricole, hanno consentito di far emergere un collaudato modus operandi illecito fondato all’acquisto di prodotto energetico ad accisa ed I.V.A. agevolate mediante la presentazione di documentazione falsa ad ARCEA (Agenzia della Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura) attestante il fittizio esercizio di attività agricole a elevato fabbisogno di carburante agricolo (cc.dd. “serre”). I quantitativi così ottenuti venivano successivamente ceduti a soggetti non aventi diritto, quali autotrasportatori e imprese di movimento terra. L’operazione si è conclusa con i seguenti risultati: &#8211; esecuzione del sequestro preventivo anche per equivalente per un valore complessivo di oltre 8 milioni di euro tra disponibilità finanziarie, beni immobili e mobili; &#8211; deferimento all’Autorità giudiziaria di n. 29 soggetti, per le ipotesi delittuose di cui agli art. 40 del D.Lgs. n. 504/1995 (Sottrazione all&#8217;accertamento o al pagamento dell&#8217;accisa sui prodotti energetici), 416 c.p. (Associazione per delinquere), art. 8 del D. Lgs. n. 74/2000 (Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti).</p>
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		<title>Frode fiscale a Cirò Marina e in provincia di Lucca: sequestro di 400mila euro a ditta autotrasporti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:52:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca “anche per equivalente”, emesso dal Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per un importo pari ad oltre 400 mila euro, nei confronti di una società operante nel settore degli autotrasporti. La misura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca “anche per equivalente”, emesso dal Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per un importo pari ad oltre 400 mila euro, nei confronti di una società operante nel settore degli autotrasporti. La misura cautelare reale trae origine da una verifica fiscale, effettuata dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Cirò Marina, che ha permesso di scoprire un complesso sistema fraudolento, realizzato mediante emissione ed utilizzo di fatture false, posto in essere a beneficio di un&#8217;altra impresa, operante nello stesso settore, con sede nella Provincia di Lucca, finalizzato all&#8217;evasione di imposte e di oneri contributivi e sociali.</p>
<p>L’impresa cirotana, già dall&#8217;anno 2018, aveva accumulato una elevata esposizione debitoria, soprattutto nei confronti dell&#8217;Erario, per oltre quattro milioni di euro e si era privata di tutti gli automezzi, cedendoli nel corso degli anni immediatamente precedenti. La società successivamente al 2018 aveva proseguito ad assumere lavoratori dipendenti ed aveva continuato la sua attività utilizzando quasi esclusivamente automezzi di proprietà della società di lucchese, mediante falsi contratti di noleggio, in totale evasione contributiva e fiscale, continuando in tal senso ad aumentare il proprio debito nei confronti dell&#8217;Erario, fino a circa sei milioni di euro. I costi venivano scientificamente ripartiti tra le due imprese, secondo le finalità del meccanismo evasivo. Infatti, i dipendenti in carico all’impresa di Cirò Marina venivano impiegati, promiscuamente, per i trasporti di entrambe le società, così come il carburante acquistato dalla società cirotana veniva somministrato anche ai mezzi nella disponibilità dell’impresa lucchese. Quindi, attraverso il suddetto meccanismo, l’impresa verificata formalmente &#8220;caricava&#8221; il costo del personale, omettendo di versare imposte e oneri contributivi e sociali e così permetteva alla società lucchese di effettuare i trasporti in totale evasione contributiva e fiscale e, nello stesso tempo, di detrarsi indebitamente l&#8217;I.V.A. sulle &#8220;false&#8221; fatture ricevute.</p>
<p>Attraverso un analitico e certosino lavoro di elaborazione dei dati, anche con l’ausilio delle indagini finanziarie, le Fiamme Gialle hanno ricostruito l’intero sistema criminoso, constatando, con riferimento alla società di Cirò Marina, l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per quasi tre milioni di euro ed una base imponibile sottratta a tassazione di circa un milione di euro. Al termine dell’attività, sono state svolte mirate indagini di polizia giudiziaria, coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone, diretta dal Procuratore Domenico Guarascio, finalizzate all’individuazione degli autori dei reati e delle relative condotte, che hanno permesso di individuare quattro persone responsabili per i reati di omessa dichiarazione ed emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, nonché, per una delle società coinvolte, la responsabilità per illecito amministrativo dipendente da reato. Sono state quindi sottoposte a sequestro preventivo, con l’ausilio del Gruppo della Guardia di Finanza di Lucca, disponibilità finanziarie rinvenute su nove rapporti bancari, quote societarie e quattro immobili, di cui uno ubicato in Cirò Marina e gli altri tre nella Provincia di Lucca. Il risultato operativo raggiunto testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza, in ragione delle sue peculiari prerogative di Forza di Polizia economico – finanziaria, nel contrastare l’evasione fiscale in modo da contribuire alle prospettive di ripresa e di rilancio dell’economia del Paese e favorire una più equa ripartizione del prelievo impositivo tra i cittadini.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-388361" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-3.jpg" alt="" width="701" height="394" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-3.jpg 1518w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-3-300x169.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-3-1024x576.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-3-768x432.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-3-747x420.jpg 747w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-3-696x392.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-3-1068x601.jpg 1068w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" /></p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Frode su crediti d&#8217;imposta, sequestrati 8,5Mln a un imprenditore turistico della &#8220;Costa degli Dei&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 10:39:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Vibo Valentia hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente per 8.519.513,89, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Vibo Valentia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un professionista della provincia, particolarmente attivo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-387230-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile.mp4</a></video></div>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Vibo Valentia hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente per 8.519.513,89, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Vibo Valentia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un professionista della provincia, particolarmente attivo nel settore turistico-ricettivo mediante la gestione di importanti strutture presenti nella rinomata &#8220;Costa degli Dei&#8221;, indagato per i reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche ed indebita compensazione. Sono altresì contestati illeciti amministrativi dipendenti da reato per “responsabilità amministrativa degli enti”. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e sviluppate dal Nucleo P.E.F. della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, con il supporto del Gruppo alla sede, hanno riguardato la fruizione dei benefici previsti dalla misura agevolativa denominata &#8220;Credito d&#8217;imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno”. Tale agevolazione fiscale è finalizzata a incentivare gli investimenti produttivi nelle regioni del Mezzogiorno mediante il riconoscimento di un credito d&#8217;imposta alle imprese che realizzavano nuovi investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle aree agevolate</p>
<p>Gli approfondimenti investigativi, eseguiti mediante l&#8217;acquisizione di documentazione amministrativa e fiscale, sopralluoghi presso le strutture interessate e mirati riscontri presso i competenti Enti territoriali, hanno consentito di accertare che l&#8217;indagato, operando attraverso una ditta individuale e due società attive nel settore turistico-ricettivo, avrebbe attestato falsamente l&#8217;esecuzione di ingenti investimenti, così conseguendo indebitamente crediti d&#8217;imposta per importi milionari, compensandone una parte. In particolare, gli investimenti dichiarati sarebbero risultati, in larga parte, inesistenti. ovvero non ammissibili ai benefici previsti dalla normativa di settore, in quanto riferiti a strutture in stato di abbandono, prive dei necessari titoli autorizzativi o, comunque, carenti dei requisiti prescritti per il riconoscimento dell&#8217;agevolazione fiscale. Sulla base di quanto accertato, su proposta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia il G.I.P. del Tribunale di Vibo Valentia ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, per complessivi € 8.519.513,89 finalizzato alla successiva confisca.</p>
<p>Al termine delle attività investigative, il professionista è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia poiché, avrebbe conseguito indebitamente erogazioni pubbliche destinate a sostenere gli investimenti nel Mezzogiorno, nonché per avere parzialmente utilizzato in compensazione crediti d&#8217;imposta ritenuti inesistenti o non spettanti al fine di estinguere debiti tributari. Nei confronti delle società coinvolte sono state contestati gli illeciti amministrativi dipendenti da reato per “responsabilità amministrativa degli enti”. L&#8217;operazione si inserisce nel più ampio contesto delle attività istituzionalmente demandate alla Guardia di Finanza nel settore del contrasto alle frodi in materia di spesa pubblica, nonché a salvaguardia della corretta destinazione delle risorse pubbliche, la cui integrità costituisce presupposto imprescindibile per garantire sviluppo economico, concorrenza leale e sostegno alle imprese che operano nel rispetto delle regole. Infatti, la lotta agli sprechi di denaro pubblico rappresenta il presupposto per un utilizzo trasparente dei finanziamenti nazionali ed europei.</p>
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		<title>VIDEO-Maxi frode sul gasolio agricolo tra Calabria, Veneto e Germania: sequestrati oltre 8Mln di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 07:55:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, unitamente all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Direzione Regionale Calabria, all’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, ha dato esecuzione a un provvedimento del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone con cui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-385967-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/GDF-CZ.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/GDF-CZ.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/GDF-CZ.mp4</a></video></div>
<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, unitamente all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Direzione Regionale Calabria, all’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, ha dato esecuzione a un provvedimento del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone con cui è stato disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, di disponibilità finanziarie, beni immobili e mobili per un valore complessivo di 8.139.265,34 euro. I beni sequestrati sono riconducibili a 25 soggetti economici, tra cui aziende agricole e depositi di carburanti, e a 29 persone fisiche coinvolte, a vario titolo, nei reati di associazione per delinquere finalizzata alla sottrazione all’accertamento e al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici e all’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Secondo quanto riferito dagli investigatori, le associazioni avrebbero operato nel Crotonese con estensioni su diverse province della Calabria, in Veneto e in Germania</p>
<div id="entry">
<p data-start="1606" data-end="2315">Le investigazioni del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro sono scaturite da una preliminare analisi dell’Ufficio Antifrode Regionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, relativa alla rilevazione di consumi anomali di carburante agevolato da parte di aziende agricole. Gli accertamenti, svolti anche attraverso indagini tecniche, avrebbero consentito di individuare un presunto modus operandi finalizzato all’acquisto di prodotto energetico ad accisa e Iva agevolate mediante la presentazione ad Arcea di documentazione ritenuta falsa, attestante il fittizio esercizio di attività agricole a grande consumo di carburante, come le cosiddette “serre”.</p>
<p data-start="2317" data-end="2611">Secondo l’ipotesi investigativa, il carburante sarebbe stato poi destinato, di fatto e “in nero”, a soggetti non aventi diritto, tra cui autotrasportatori e imprese operanti nel movimento terra, attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Al termine delle attività investigative, nei confronti di 29 indagati sono stati notificati l’informazione di garanzia e sul diritto di difesa e l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. I reati contestati, a vario titolo, sono quelli previsti dall’articolo 416 del Codice penale per associazione per delinquere, dall’articolo 483 per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, dall’articolo 40 del decreto legislativo 504/1995 per sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici e dall’articolo 8 del decreto legislativo 74/2000 per emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. L’indagine avrebbe consentito di accertare l’illecita commercializzazione di gasolio agricolo e l’evasione delle relative accise e dell’Iva dovute.</p>
<p data-start="3458" data-end="3824" data-is-last-node="" data-is-only-node="">
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-maxi-frode-sul-gasolio-agricolo-tra-calabria-veneto-e-germania-sequestrati-oltre-8mln-di-euro/">VIDEO-Maxi frode sul gasolio agricolo tra Calabria, Veneto e Germania: sequestrati oltre 8Mln di euro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>VIDEO-Maxi frode fiscale dall&#8217;Emilia Romagna fino a Crotone: &#8220;giro&#8221; da 10 milioni di euro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-maxi-frode-fiscale-dallemilia-romagna-fino-a-crotone-giro-da-10-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 16:32:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Parma hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del locale Tribunale, su richiesta di questo Ufficio di Procura, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di beni e disponibilità liquide per un valore complessivo di oltre 1.100.000 euro. Gli indagati, in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-372727-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Parma-GdiF.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Parma-GdiF.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Parma-GdiF.mp4</a></video></div>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Parma hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del locale Tribunale, su richiesta di questo Ufficio di Procura, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di beni e disponibilità liquide per un valore complessivo di oltre 1.100.000 euro. Gli indagati, in totale 14 soggetti, di cui 8 persone fisiche e 6 società operanti nel settore dell&#8217;edilizia, sulla base degli elementi probatori allo stato raccolti, sono indiziati a vario titolo dei reati di emissione e utilizzo di fatture false.</p>
<p>Le attività delle Fiamme Gialle hanno interessato i territori di Parma, Reggio Emilia, Cremona e <strong>Crotone</strong>, dove alcune delle società coinvolte avevano la propria sede e hanno consentito di sottoporre a sequestro conti correnti, unità immobiliari e automezzi.<br />
Le indagini, condotte dai militari della Tenenza di Fidenza, hanno consentito di ipotizzare l’esistenza di tre società “cartiere”, prive di strutture operative, di dipendenti e di una reale attività commerciale, costituite al solo scopo di emettere fatture fittizie, il cui giro complessivo, in base alle evidenze raccolte, ammonterebbe a circa 10 milioni di euro.<br />
Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema avrebbe permesso ai &#8220;clienti&#8221; delle cartiere di abbattere i ricavi e ridurre drasticamente le imposte da versare allo Stato.<br />
Inoltre, il meccanismo avrebbe consentito la creazione di fondi neri nella disponibilità dei titolari delle imprese coinvolte, in quanto, una volta ricevuto il pagamento delle fatture tramite canali tracciati, gli amministratori delle cartiere avrebbero prelevato in contanti il denaro che veniva restituito, trattenendo una &#8220;provvigione&#8221; tendenzialmente tra il 10 e il 15% dell’imponibile, quale compenso per l’emissione della falsa fattura.</p>
<p>Nel corso dell’indagine, infatti, è stato rinvenuto, a seguito della perquisizione dell’abitazione di uno degli indagati, quello che potrebbe essere un vero e proprio tariffario contenente le percentuali che sarebbero spettate all&#8217;emittente e una &#8220;<em>scontistica</em>&#8221; proporzionale al volume delle fatture false richieste dai clienti. L&#8217;operazione odierna è stata possibile grazie a indagini complesse basate su accertamenti bancari e analisi dei flussi finanziari, perquisizioni e verifiche documentali, che avrebbero consentito di mappare l’intero flusso della falsa fatturazione tra i soggetti coinvolti.</p>
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		<title>VIDEO-Reggio Calabria, blitz Carabinieri e Finanza: Frode sportiva serie minori di calcio, 5 arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 08:55:26 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-345702-4" width="640" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/10/Video-Op.-Penalty.mp4?_=4" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/10/Video-Op.-Penalty.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/10/Video-Op.-Penalty.mp4</a></video></div>
<p>Dalle prime ore di oggi 29 ottobre, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e i Finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, stanno dando esecuzione a una misura cautelare di sottoposizione agli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di 5 soggetti, indagati per il reato di associazione a delinquere finalizzata alle frodi sportive. Le indagini, coordinate da questa Procura della Repubblica di Reggio Calabria, iniziate nel gennaio del 2024 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria e proseguite anche con la partecipazione dei Finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, che già investigava con altra Procura della Repubblica, hanno avuto origine da una segnalazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli relativa ad un flusso anomalo di scommesse su di un incontro calcistico della categoria Primavera. L’attività investigativa che ne è derivata – come confermata, allo stato, dalle valutazioni del Giudice per le Indagini Preliminari &#8211; ha permesso di raccogliere gravi elementi in ordine all’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, promossa e diretta da un arbitro della Sezione di Reggio Calabria delle categorie Primavera, Primavera 2 e Serie C, il quale dirigeva l’arbitraggio di diversi incontri calcistici, in modo da indirizzare il risultato finale e farlo convergere verso gli esiti oggetto di scommesse mirate effettuate dai membri del sodalizio.</p>
<p>Anche in seguito alla sua sospensione da parte degli organi di giustizia sportiva che avevano accertato le prime irregolarità, il direttore di gara reggino individuava altri colleghi arbitri, designati per i singoli incontri sportivi, per poi avvicinarli e corromperli, mediante la dazione o la promessa di somme di denaro, che potevano arrivare anche a 10.000 euro a partita, sempre affinché questi conducessero una direzione di gara funzionale a far convergere il risultato verso l&#8217;esito delle scommesse effettuate dai membri dell&#8217;associazione. Secondo la ricostruzione avallata dal G.I.P., il sistema criminale vedeva la partecipazione di ulteriori indagati in qualità di partecipi dell&#8217;associazione, i quali fornivano supporto morale e materiale all’attività svolta dall’arbitro occupandosi anche di ricercare i contatti con i direttori di gara designati per le partite oggetto di scommessa oltre ad investire il proprio denaro sulle scommesse del gruppo, al fine di trarne un utile comune. Il modus operandi era semplice ma efficace: l’arbitro faceva in modo che le partite terminassero con un numero di goal tale da poter garantire il verificarsi del pronostico “over” (cioè il superamento di un numero totale di goal per ogni match).</p>
<p>Il direttore di gara riusciva ad ottenere tale risultato concedendo un numero importante di rigori, molto spesso inesistenti. Altre volte invece favoriva una delle due squadre, normalmente quella le cui quotazioni permettevano introiti più elevati, espellendo giocatori delle squadre avversarie senza una reale motivazione. Queste decisioni risultavano avere un impatto assolutamente rilevante sull&#8217;epilogo delle gare, che era ben lontano da quello conseguente al corretto e leale svolgimento delle competizioni sportive. Proprio su quell’esito falsato e “pilotato” gli altri componenti dell’associazione scommettevano ingenti somme di denaro che fruttavano loro elevati guadagni. A finanziare l’associazione, soprattutto al fine di corrompere altri direttori di gara, erano due imprenditori toscani (padre e figlio), titolati di un’agenzia di scommesse di Sesto Fiorentino (FI), anche loro tratti in arresto.<br />
Nello specifico, l’associazione utilizzava anche l’attività di raccolta scommesse ubicata in Toscana per veicolare giocate per importi rilevanti sulle gare influenzate dagli episodi corruttivi. Gli accertamenti bancari e sui conti gioco utilizzati dall’associazione consentivano di censire l’utilizzo da parte degli indagati di provider di scommesse esteri e non autorizzati a operare nell’ambito dell’Unione Europea, all’evidente scopo di non destare sospetti su corposi flussi di scommesse.</p>
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		<item>
		<title>Pensioni indebite, falso e frode per oltre un milione e mezzo di euro: un arresto a Cosenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pensioni-indebite-falso-e-frode-per-oltre-un-milione-e-mezzo-di-euro-un-arresto-a-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 09:07:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, nella mattinata, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Cosenza, su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento riguarda un 52enne di Acri operante in un patronato, indagato ritenuto – allo stato delle indagini – gravemente indiziato di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, nella mattinata, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Cosenza, su richiesta della Procura della Repubblica.<br />
Il provvedimento riguarda un 52enne di Acri operante in un patronato, indagato ritenuto – allo stato delle indagini – gravemente indiziato di falso materiale commesso da privato in atto pubblico, frode processuale e falsa perizia per induzione, reati che sarebbero stati commessi con l’obiettivo di ottenere l’erogazione indebita di prestazioni previdenziali e assistenziali.<br />
Contestualmente, su disposizione del Pubblico Ministero, è stato eseguito un sequestro preventivo d’urgenza per un importo complessivo di 1.554.763,94 euro, somma corrispondente – secondo l’ipotesi accusatoria – alle prestazioni previdenziali indebitamente percepite da diversi soggetti che si sarebbero rivolti all’indagato.</p>
<p>Il sistema seriale di falsificazione di documentazione poi utilizzata per ottenere benefici di carattere assistenziale e previdenziale, prevedeva l&#8217;utilizzo di documentazione sanitaria artatamente creata dal 52enne, apparentemente rilasciata da strutture sanitarie pubbliche anche operanti fuori regione, poi allegata ai ricorsi presentati al Tribunale civile di Cosenza, sezione lavoro. La documentazione falsa era finalizzata ad indurre in errore il perito nominato dal giudice ai fini dell&#8217;accertamento delle condizioni di salute delle persone che si rivolgevano al 52enne per ottenere indennità previdenziali e assistenziali, come l&#8217; invalidità civile o l&#8217; indennità di accompagnamento. L&#8217;uomo è accusato di falso materiale commessa dal privato in atto pubblico, frode processuale e falsa perizia per induzione, al fine di ottenere l&#8217;erogazione di prestazioni previdenziali o assistenziali.</p>
<p>Gli indagati sono oltre 100 e una quarantina i ricorsi per i quali il 52enne avrebbe prodotto la documentazione falsa da allegare agli atti. In altri casi le anomalie sono state evidenziati davanti al giudice del lavoro e non sono andati a buon fine e sono stati segnalati alla Procura. Le indagini si riferiscono agli ultimi tre anni e i ricorsi sono stati fatti tutti nella provincia di Cosenza.<br />
&#8220;Era un sistema collaudato &#8211; ha spiegato il procuratore di Cosenza Vincenzo Capomolla &#8211; che utilizzava l&#8217;utilizzo di documenti totalmente falsi. Essendo un sistema finalizzato ad ottenere prestazioni previdenziali ci sono stati dei beneficiari e in altri casi no, ma comunque al momento sono attenzionati e le indagini proseguono in questa direzione per ulteriori approfondimenti&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>“Tiktoker” – “Youtuber” cosentino minorenne incassava sul conto della madre che frodava il fisco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tiktoker-youtuber-cosentino-minorenne-incassava-sul-conto-della-madre-che-frodava-il-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 09:28:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Tiktoker” – “Youtuber” con più di 1 milione di iscritti, ed oltre 200 milioni di visualizzazioni, sui canali personali,che nel tempo, ha incassato oltre 200mila euro senza mai dichiararli al fisco è stato &#8220;pizzicato&#8221; dalle fiamme Gialle del Comando Provinciale Cosenza, nell’ambito della quotidiana attività di contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale. In [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Tiktoker” – “Youtuber” con più di 1 milione di iscritti, ed oltre 200 milioni di visualizzazioni, sui canali personali,che nel tempo, ha incassato oltre 200mila euro senza mai dichiararli al fisco è stato &#8220;pizzicato&#8221; dalle fiamme Gialle del Comando Provinciale Cosenza, nell’ambito della quotidiana attività di contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale.</p>
<p>In pratica, i militari del Gruppo Guardia di Finanza Cosenza hanno sottoposto a verifica fiscale una imprenditrice – operante nel settore della “conduzione campagne marketing e altri servizi pubblicitari” – e, nel corso delle attività, hanno scoperto numerosi accrediti per bonifici bancari esteri, per oltre 200mila euro, disposti da note organizzazioni dedite alla vendita, gestione e pubblicizzazione di contenuti sulle piattaforme Youtube e Tik Tok.<br />
In realtà, tali somme altro non erano altro che i compensi derivanti dall’attività di “digital content creator” svolta, tra il 2020 e il 2022, dal figlio dell’imprenditrice verificata, ancora minorenne all’epoca dei fatti.<br />
Sostanzialmente, tali somme, seppur accreditati sui conti correnti dell’imprenditrice, non sono mai stati dichiarati al Fisco, con evasione delle relative imposte.</p>
<p>Il fenomeno dell&#8217;evasione fiscale nel settore dell&#8217;economia digitale rappresenta oggi una delle sfide più rilevanti per il sistema tributario. La rapidità delle transazioni online e l&#8217;assenza di confini fisici rendono indispensabile un controllo costante e altamente specializzato.<br />
L’azione della Guardia di Finanza è orientata a contrastare le frodi fiscali in tutte le loro declinazioni, e contribuisce al processo di ripresa e di rilancio dell’economia del Paese, favorendo una più equa ripartizione del prelievo impositivo tra i cittadini (“pagare tutti per pagare meno”).</p>
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		<item>
		<title>Frode fiscale e autoriciclaggio per oltre 16 Mln: Sgominata associazione a delinquere nel Cosentino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 07:58:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale Cosenza, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, nei confronti di 6 persone indagate per associazione a delinquere,frode fiscale e autoriciclaggio. Arresti domiciliari per un soggetto attualmente indagato quale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale Cosenza, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, nei confronti di 6 persone indagate per associazione a delinquere,frode fiscale e autoriciclaggio. Arresti domiciliari per un soggetto attualmente indagato quale capo promotore dell’associazione e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per uno degli indagati; contestualmente è stata disposta la misura coercitiva della sospensione dall’esercizio di attività professionali o imprenditoriali. L’attività costituisce l’epilogo di una complessa indagine svolta dai militari della Compagnia Corigliano-Rossano della Guardia di Finanza nei confronti di quella che si ritiene un’associazione a delinquere dedita alla perpetrazione di frodi fiscali, il tutto al fine di evadere il pagamento delle imposte al fisco, riciclando ed utilizzando i profitti illeciti, così accumulati, per l’acquisto di immobili, lo svolgimento di altre attività d’impresa o speculative.</p>
<p>Nello specifico le investigazioni svolte in precedenza avevano disvelato elementi che fanno supporre l’esistenza di un’organizzazione criminale che gestiva, di fatto, le attività commerciali di una società principale, cosiddetta “capofila”, tramite quindici ulteriori e diverse società – tutte esercenti il commercio degli pneumatici – dislocate in diverse regioni d’Italia ed intestate, in alcuni casi, a soggetti prestanome (cc.dd. “teste di legno”). La gestione illecita delle diverse società prevedeva l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per un totale di € 109.000.000 e consentiva, sostanzialmente, di “schermare” le attività della società capofila che, così facendo, non aveva mai richiesto l’attribuzione della Partita IVA ai competenti Uffici, omettendo così di dichiarare al fisco, per gli anni d’imposta dal 2017 al 2022, un Volume d’Affari complessivo per oltre 40 milioni di euro, con corrispondente IVA evasa per quasi 9 milioni di euro.</p>
<p>Di fatto, nello scorso mese di luglio, la Guardia di Finanza di Corigliano-Rossano aveva già sottoposto a sequestro denaro contante per oltre € 1.600.000, 15 società di capitali dislocate in diverse regioni d’Italia, quote sociali, 2 capannoni industriali, 34 immobili, automezzi e risorse finanziarie &#8211; per un valore complessivo dei beni di oltre 16 milioni di euro &#8211; quale profitto che si ritiene frutto delle attività illecite. I sequestri venivano poi successivamente confermati in sede di riesame da parte del Tribunale della Libertà di Catanzaro. L’attività svolta testimonia il costante impegno esercitato dalla Guardia di Finanza sul territorio a tutela della sicurezza economico-finanziaria dei cittadini, delle entrate erariali, ed a contrasto delle forme più insidiose di crimini finanziari, che alterano la leale concorrenza e la libertà imprenditoriale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VIDEO-Avrebbero frodato la Regione su incentivi per il turismo: indagati 8 tour operator</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-avrebbero-frodato-la-regione-su-incentivi-per-il-turismo-indagati-8-tour-operator/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 10:23:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Video]]></category>
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		<category><![CDATA[incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[Regione. presenze. turisti]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=329752</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, hanno dato esecuzione al provvedimento con il quale il G.I.P. del Tribunale di Catanzaro ha disposto l’applicazione del sequestro preventivo, anche per equivalente, di euro 737.930,45 nei confronti di 8 soggetti, indagati, a vario titolo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-avrebbero-frodato-la-regione-su-incentivi-per-il-turismo-indagati-8-tour-operator/">VIDEO-Avrebbero frodato la Regione su incentivi per il turismo: indagati 8 tour operator</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-329752-5" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Catanzaro-GDF.mp4?_=5" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Catanzaro-GDF.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Catanzaro-GDF.mp4</a></video></div>
<p>Nei giorni scorsi, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, hanno dato esecuzione al provvedimento con il quale il G.I.P. del Tribunale di Catanzaro ha disposto l’applicazione del sequestro preventivo, anche per equivalente, di euro 737.930,45 nei confronti di 8 soggetti, indagati, a vario titolo, per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico e concorso nel reato.  </p>
<p>Le investigazioni, svolte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria Catanzaro della Guardia di Finanza, hanno consentito di rilevare &#8211; nella fase delle indagini preliminari e che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa &#8211; come 8 soggetti, quali rappresentanti legali di tour operator nazionali e di diritto estero, secondo un collaudato modus operandi illecito, avvalendosi di falsa documentazione e dichiarazioni mendaci, avrebbero attestato il soggiorno di connazionali e/o stranieri presso strutture alberghiere regionali dal 2019 al 2021, percependo indebitamente dalla Regione Calabria su conti correnti nazionali ed esteri (Argentina, Spagna e Svizzera) i contributi previsti dalla Legge Regionale n. 3/2018, finalizzata ad incentivare il turismo nella Regione a sostegno della destagionalizzazione.  </p>
<p>Gli investigatori hanno, inoltre, riscontrato come detti soggetti avessero richiesto l’indebita erogazione, per l’anno 2022, di ulteriori euro 394.507,00 di contributi della stessa specie, impedendo, grazie anche alla fattiva collaborazione della Regione Calabria, che dette somme venissero elargite, ragion per cui tali condotte sono state contestate a titolo di tentativo.  </p>
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