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	<title>FP Cgil Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 15 Jul 2026 17:33:19 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Passaggio Emergenza Urgenza ad Azienda Zero, Fp Cgil Calabria: si scaricano costi e responsabilità sui territori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 17:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;ennesimo salto nel buio per la sanità calabrese. Così la Funzione Pubblica Cgil Calabria definisce l&#8217;accordo per il passaggio della funzione Emergenza Urgenza ad Azienda Zero. Per il sindacato dietro c&#8217;è una visione meramente burocratica e accentratrice che non tiene conto della realtà operativa delle strutture territoriali e fa sì che ci trovi davanti all&#8217;ennesima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;L&#8217;ennesimo salto nel buio per la sanità calabrese. Così la Funzione Pubblica Cgil Calabria definisce l&#8217;accordo per il passaggio della funzione Emergenza Urgenza ad Azienda Zero. Per il sindacato dietro c&#8217;è una visione meramente burocratica e accentratrice che non tiene conto della realtà operativa delle strutture territoriali e fa sì che ci trovi davanti all&#8217;ennesima occasione mancata. Per il Segretario generale Bruno Schipano e il responsabile Medici e Dirigenti Sanitari Ivan Potente il Servizio di Emergenza-Urgenza 118, l&#8217;elisoccorso e le reti tempo-dipendenti non possono essere gestiti da un&#8217;azienda priva di radicamento sul territorio e sprovvista di risorse umane e finanziarie autonome. Risorse che avrebbero consentito la gestione del servizio senza intaccare i già provati bilanci delle aziende territoriali provinciali&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;Accentrare le funzioni a Catanzaro, lasciando il peso operativo ed economico sulle province, &#8211; </em>si evidenzia in una nota<em> -. genererà unicamente un cortocircuito burocratico, avverte l&#8217;organizzazione sindacale che spiega che negli articoli 2 e 4 dell&#8217;accordo si conferma che Azienda Zero, per esistere operativamente, deve interamente spogliare o porre in dipendenza funzionale il personale delle singole Asp e Aziende ospedaliere territoriali, costringendole a mettere a disposizione locali, arredi, ambulanze, dispositivi medici e farmaci. È andata persa per i Segretari l&#8217;occasione di utilizzare i meccanismi di finanziamento regionale per realizzare un incremento aggiuntivo dei fondi del personale. Accentrare le funzioni a Catanzaro, lasciando il peso operativo ed economico sulle province, genererà unicamente un cortocircuito burocratico. L&#8217;accordo delinea un modello organizzativo schizofrenico che parcellizza le dinamiche gestionali. Da un lato Azienda Zero assume la titolarità della &#8220;governance&#8221;, della documentazione sanitaria, del risk management e dei sistemi informatici; dall&#8217;altro, scarica sulle Aziende del sistema sanitario regionale le responsabilità materiali ed economiche. Invece di snellire i processi, questo accordo introduce una farraginosa procedura di rendicontazione e validazione semestrale dei costi, costringendo i bilanci delle Asp  a fare da &#8220;banca&#8221; per Azienda Zero nell&#8217;attesa di riparti del Fondo Sanitario Regionale che avverranno solo a consuntivo&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Per Fp Cgil Calabria &#8220;<em>la direzione è quella della precarizzazione del coordinamento e delle tutele orarie con ricadute sul personale. I lavoratori che hanno scelto di rimanere nelle aziende territoriali, verranno posti in &#8220;utilizzo funzionale&#8221; presumibilmente nelle more che Azienda Zero completi la propria dotazione organica. Prevedere una catena di comando sdoppiata creerà inevitabilmente disparità di trattamento e conflitti di competenza. Inoltre, l&#8217;affidamento del servizio di Elisoccorso su base esclusivamente &#8220;volontaria&#8221; tramite manifestazioni di interesse dimostra la totale assenza di una programmazione organica. Vi è il serio rischio che tale volontarietà porti a un&#8217;alterazione dei diritti contrattuali. La FP CGIL vigilerà rigorosamente affinché l&#8217;organizzazione dei turni rimanga tassativamente all&#8217;interno dei limiti orari previsti dalla Legge 161/2014, a tutela della salute psicofisica dei lavoratori e della sicurezza del servizio salvavita&#8221;..</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Per tutte le motivazioni esposte, la FP CGIL Calabria &#8211; conclude la nota &#8211; &#8220;<em>respinge con fermezza logiche di riorganizzazione parcellizzate e accentratrici che si limitano a istituire nuovi apparati burocratici senza immettere un solo operatore sanitario in corsia o sulle ambulanze. L&#8217;emergenza-urgenza si difende esclusivamente potenziando la medicina territoriale, assumendo a tempo indeterminato e rinnovando le dotazioni direttamente nelle province. L&#8217;organizzazione si riserva  di attivare ogni forma di mobilitazione e di denuncia pubblica consentita a tutela del diritto alla salute dei cittadini calabresi e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità&#8221;.</em></p>
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		<title>Lea, Fp Cgil: &#8220;I dati contraddicono la propaganda. Occhiuto pensi ad assunzioni e investimenti in sanità&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 16:41:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I dati sui Lea diffusi dal ministero della Salute certificano, nero su bianco, il fallimento senza appello della gestione sanitaria nella nostra regione&#8221;. Lo afferma il Segretario Generale Fp Cgil Calabria Bruno Schipano commentando il monitoraggio dei Livelli essenziali di Assistenza relativo all&#8217;anno 2024. &#8220;La FP Cgil Calabria non è sorpresa – chiarisce &#8211;  ma è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>&#8220;<em>I dati sui Lea diffusi dal ministero della Salute certificano, nero su bianco, il fallimento senza appello della gestione sanitaria nella nostra regione&#8221;.</em></strong> Lo afferma il Segretario Generale Fp Cgil Calabria Bruno Schipano commentando il monitoraggio dei Livelli essenziali di Assistenza relativo all&#8217;anno 2024. <em><strong>&#8220;</strong>La FP Cgil Calabria non è sorpresa – chiarisce &#8211;  ma è indignata: la realtà quotidiana vissuta dai cittadini nei nostri ospedali e nei territori è l&#8217;esatto opposto della narrazione virtuale fatta di annunci trionfalistici e slide patinate&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;Il Nuovo Sistema di Garanzia assegna alla <strong>medicina territoriale</strong> calabrese un punteggio vergognoso, appena 52 punti nell&#8217;area distrettuale (la sufficienza minima è fissata a 60). Siamo <strong>l&#8217;unica regione in tutta Italia ad essere insufficiente in questa macro-area. </strong>Questo dato non è solo un numero – </em>ribadisce Schipano<em> &#8211; è rappresentazione del deserto sanitario territoriale. La responsabilità politica è gravissima se si pensa che per potenziare la medicina di prossimità avevamo a disposizione la storica opportunità dei fondi PNRR&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Alla luce di questi risultati, l&#8217;attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità si sta rivelando un flop colossale, un&#8217;occasione clamorosamente persa. Le strutture rischiano di rimanere cattedrali nel deserto o scatole vuote perché <strong>manca una programmazione sul personale e sui servizi reali&#8221;, </strong></em>denuncia il Segretario Generale<em>. &#8220;Mentre il resto d&#8217;Italia, pur con le sue difficoltà, tenta di risalire la china o mantiene la sufficienza, la Calabria fa registrare un trend in netta diminuzione rispetto agli anni passati. Anche la prevenzione non può che considerarsi bocciata, mentre nella penisola cresce. La Calabria è una delle rarissime eccezioni in controtendenza, con performance in calo. Nell&#8217;area ospedaliera, sebbene sopra il minimo con 71 punti, si registra una preoccupante flessione. <strong>Non c&#8217;è un solo indicatore che mostri una reale inversione di tendenza.</strong> La sanità calabrese sta letteralmente perdendo pezzi nell&#8217;indifferenza di chi governa&#8221;,</em> afferma.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Ci rivolgiamo direttamente al presidente della Regione e Commissario ad acta, Roberto Occhiuto: i i calabresi non si curano su instagram o tramite video propagandistici. <strong>Chiediamo al governatore di mettere da parte gli slogan da social e di cominciare finalmente a fare i conti con questi risultati fallimentari</strong>. Dietro il tracollo dell&#8217;attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità e dietro quel misero 52 in pagella ci sono cittadini che rinunciano a curarsi, liste d&#8217;attesa infinite e un personale sanitario stremato e ridotto all&#8217;osso&#8221;, </em>continua Schipano<em>. &#8220;La stagione dei selfie è finita – </em>conclude <em>&#8211; i dati del ministero la smentiscono categoricamente. Servono assunzioni immediate, investimenti strutturali e serietà, non fumo negli occhi&#8221;.</em></p>
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		<item>
		<title>Quasi 5000 episodi di violenza ai danni di operatori sanitari negli ultimi tre anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/quasi-5000-episodi-di-violenza-ai-danni-di-operatori-sanitari-negli-ultimi-tre-anni-la-denuncia-dei-sindacati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Aug 2023 09:48:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[denuncia sindacati violenza operatori sanitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Minacce, lesioni, aggressioni, si verificano ogni giorno sul territorio nazionale: sono quasi 5.000 gli episodi di violenza consumatisi e formalmente denunciati ai danni degli operatori sanitari e socio sanitari negli ultimi tre anni. Circa 1.600 l&#8217;anno e in 7 casi su 10 la vittima è una donna. Ma sono sicuramente di più, dato che a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Minacce, lesioni, aggressioni, si verificano ogni giorno sul territorio nazionale: sono quasi 5.000 gli episodi di violenza consumatisi e formalmente denunciati ai danni degli operatori sanitari e socio sanitari negli ultimi tre anni. Circa 1.600 l&#8217;anno e in 7 casi su 10 la vittima è una donna. Ma sono sicuramente di più, dato che a volte non vengono denunciati dalle vittime. Sono numeri allarmanti. E’ un bollettino di una guerra che si consuma a danno di chi opera nella sanità. Solo qualche giorno fa un grave episodio è avvenuto a Cosenza: il personale sanitario a bordo dell&#8217;automedica dell&#8217; Asp infermiera e soccorritrice conducente della vettura, sopraggiunta tempestivamente a prestare soccorso a una persona con un malore in strada, hanno subito insulti, spintoni e strattonamenti.</p>
<p>Non si può più tergiversare. Non bastano più gli attestati di solidarietà, è arrivato il momento di agire e difendere questi lavoratori, perché, purtroppo, il fenomeno delle aggressioni è in crescita, tanto da diventare un vero e proprio allarme sociale, non solo in relazione alle conseguenze dirette per chi subisce l’aggressione, ma anche perché si tratta di episodi che mettono in discussione la sicurezza e l’organizzazione delle strutture sanitarie. I luoghi maggiormente colpiti dalla violenza sono i pronto soccorso e i servizi di emergenza – urgenza (il servizio di 118), le strutture psichiatriche ospedaliere e territoriali. Tra le cause scatenanti la “violenza” dei pazienti e dei loro familiari vi sono le lunghe attese che, a volte, favoriscono nei pazienti o nei loro familiari uno stato di frustrazione per l’impossibilità di ottenere subito le prestazioni richieste. Come Cgil e come Fp Cgil, da sempre impegnati a ridare dignità e valore al lavoro degli operatori sanitari riteniamo che vadano rimosse alla radice le principali cause che danno origine al fenomeno. Occorre, cioè, prima di tutto agire sulle disfunzioni organizzative che, senza un consistente incremento delle dotazioni organiche del personale, non sono superabili.</p>
<p>Si deve necessariamente attivare un piano straordinario per l&#8217;occupazione potenziando il personale sanitario e la formazione e, soprattutto, rendere le professioni sanitarie più attrattive, aumentando le retribuzioni e rendendo il luogo di lavoro più sicuro e più vivibile. Bisogna potenziare e migliorare la medicina territoriale per ridurre gli accessi impropri nei reparti di emergenza e urgenza. Oggi sono tanti coloro che si recano in pronto soccorso in assenza di una medicina territoriale degna di questo nome. Bisogna ancora poi porre fine al continuo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale e rilanciare le politiche sociali, i servizi territoriali e far fronte ai nuovi bisogni.</p>
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		<item>
		<title>Ex Ardis, Fp Cgil e Cisl Fp annunciano sciopero lavoratori per l&#8217;8 settembre</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ex-ardis-fp-cgil-e-cisl-fp-annunciano-sciopero-lavoratori-per-l8-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2021 13:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[8 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[ex Ardis]]></category>
		<category><![CDATA[FP Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Fp Cisl]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le segreterie regionali di Fp Cgil e Cisl Fp Calabria annunciano lo sciopero dei lavoratori di Azienda Calabria Lavoro (ex Ardis ed ex Legge 28/08) per il prossimo 8 settembre. Con una nota inviata alle autorità politiche e amministrative, i sindacati chiedono inoltre al Commissario Straordinario di “Azienda Calabria Lavoro” di avviare le procedure per esperire il tentativo di conciliazione sulle questioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le segreterie regionali di <strong>Fp Cgil</strong> e <strong>Cisl Fp Calabria</strong> annunciano lo sciopero dei lavoratori di <strong>Azienda Calabria Lavoro</strong> (ex Ardis ed ex Legge 28/08) per il prossimo <strong>8 settembre</strong>.</p>
<p>Con una nota inviata alle autorità politiche e amministrative, i sindacati chiedono inoltre al Commissario Straordinario di “Azienda Calabria Lavoro” di avviare le procedure per esperire il tentativo di conciliazione sulle questioni relative alla mancata applicazione dei Contratti Decentrati, alla mancata erogazione dei buoni pasto, al mancato riconoscimento dei contributi e alla mancata erogazione del Tfr. Mentre al Prefetto di Catanzaro si chiede di avviare le procedure per il raffreddamento del conflitto e di esperire il tentativo di conciliazione su tutti i punti della vertenza.</p>
<p>Fino alla data dell&#8217;8 settembre i lavoratori manterranno la mobilitazione con ogni forma di protesta prevista dal vigente sistema di relazioni sindacali.</p>
<p>I segretari Aziendali Giunta regionale Calabria della Fp Cgi, <strong>Ferdinando Schipano,</strong> e della Cisl Fp, <strong>Giuseppe</strong> <strong>Spinelli</strong>, insieme ai segretari Generali Regionali Calabria Fp Cgil, <strong>Alessandra</strong> <strong>Baldari</strong>, e della Cisl Fp, <strong>Luciana</strong> <strong>Giordano</strong> hanno riepilogato l’ultimo tratto della vicenda e che ha determinato la proclamazione dello sciopero di settembre: il 5 luglio è stato proclamato lo stato di agitazione del personale di Azienda Calabria Lavoro (ex ARDIS ed ex Legge 28/08) a causa della mancata attivazione del tavolo tecnico/politico finalizzato a individuare un idoneo percorso che definisca una volta per tutte lo status giuridico di questi lavoratori che, pur avendo un contratto di lavoro a tempo indeterminato e part-time a 18 ore con Azienda Calabria Lavoro (che è il Datore di lavoro), da anni vengono impiegati in Servizi della Regione, che è nel contempo l’Ente erogatore delle risorse finanziarie necessarie alle loro retribuzioni e anche il soggetto beneficiario della prestazione di lavoro.</p>
<p>Questo personale viene utilizzato, altresì, per il raggiungimento degli obiettivi del Progetto “Piano straordinario di potenziamento dei Centri per l’Impiego e delle politiche attive del lavoro” con un incremento orario di ulteriori 18 ore, la cui convenzione scadrà il prossimo 31 dicembre.<br />
Ai lavoratori da anni non viene applicato da Azienda Calabria Lavoro il contratto collettivo decentrato (precisamente per gli anni 2014 – 2015 – 2016 – 2017 – 2018 – 2019 – 2020 – 2021). Persiste, inoltre, l’annosa problematica relativa al mancato versamento dei contributi previdenziali e alla mancata erogazione del Tfr. A tutto ciò si aggiunge, infine, la mancata corresponsione dei buoni pasto da dicembre 2019. Vengono cioè negati i diritti basilari rendendo questi lavoratori davvero Figli di un Dio minore.</p>
<p>“In data 5 luglio è stato impedito a questi lavoratori di esercitare il diritto costituzionalmente garantito di riunirsi in assemblea per il mancato accoglimento della richiesta regolarmente formulata dalle scriventi Organizzazioni Sindacali di utilizzo della Sala Verde della Cittadella regionale della Calabria&#8221;.</p>
<p>Nella mattinata odierna si è tenuta l’assemblea di una parte del personale nella Sala Verde della Cittadella regionale della Calabria, avendo ricevuto l’autorizzazione all’utilizzo del locale solo in tarda serata e solo dopo una forte insistenza del sindacato. Decisione tardiva che ha impedito di fatto a tanti lavoratori di poter partecipare ai lavori assembleari. Come organizzazioni sindacali, abbiamo da sempre stigmatizzato tale comportamento che nega o utilizza in modo deforme la libertà sindacale garantita dalla Costituzione, per piegarla agli interessi particolari al fine di raggiungere i propri obiettivi. Così facendo, si svilisce il mondo del lavoro nel suo complesso e i più deboli lavoratori. Il riconoscimento dei diritti universali di ogni lavoratore, raggiunto attraverso terribili lotte e sostanziate con l’approvazione dello Statuto dei Lavoratori, è una conquista che non permetteremo a nessuno di mettere a rischio, men che meno ad una classe politica poco attenta alle esigenze del personale”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sanità, Fp Cgil su Mater Domini: &#8220;E&#8217; un policlinico a gestione diretta&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-fp-cgil-su-mater-domini-e-un-policlinico-a-gestione-diretta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2021 13:28:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[FP Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Mater Domini]]></category>
		<category><![CDATA[policlinico]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La Mater Domini non è un’azienda ospedaliera universitaria ma un policlinico a gestione diretta”. “Azienda Universitaria Mater Domini&#8221;: no, non è un refuso. In effetti istituzionalmente dovrebbe chiamarsi Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini. Tuttavia, dopo la proposta di atto aziendale che recepisce le ulteriori modifiche richieste dal Rettore, di ospedaliero è rimasto ben poco. Pertanto, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sanita-fp-cgil-su-mater-domini-e-un-policlinico-a-gestione-diretta/">Sanità, Fp Cgil su Mater Domini: &#8220;E&#8217; un policlinico a gestione diretta&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“La Mater Domini non è un’azienda ospedaliera universitaria ma un policlinico a gestione diretta”. “Azienda Universitaria Mater Domini&#8221;: no, non è un refuso. In effetti istituzionalmente dovrebbe chiamarsi Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini. Tuttavia, dopo la proposta di atto aziendale che recepisce le ulteriori modifiche richieste dal Rettore, di ospedaliero è rimasto ben poco. Pertanto, chiederemo al Commissario alla sanità regionale di cambiare nome all’Azienda e di ratificare quella che è già una situazione di fatto: la totale mortificazione della professionalità dei tanti medici ospedalieri che lavorano da diversi anni nella struttura e costituiscono la spina dorsale dell’assistenza prestata nell’azienda”. Lo affermano in una nota Franco Grillo segretario generale della FP &#8211; Cgil Area Vasta, Ivan Potente coordinatore della FP Cgil medici e dirigenza sanitaria Area Vasta, Anna Rotundo coordinatore FP cgil Medici e dirigenza sanitaria Aoumd, i quali intervengono sulla proposta dell’atto aziendale dopo le richieste del rettore dell&#8217;Umg, Giovambattista De Sarro.</p>
<p>“Infatti &#8211; sottolineano &#8211; gli stessi si vedono relegati a poter accedere ad appena 3 strutture complesse su 41 (38 sono ad esclusiva direzione universitaria), mentre le strutture cliniche a valenza dipartimentale riservate agli ospedalieri sono appena 2 su 10 (8 riservate agli universitari) e le 16 strutture semplici potranno essere a direzione universitaria o ospedaliera (bontà loro!). Vale a dire il nulla. Badiamo bene che non è affatto un problema di poltrone come si potrebbe pensare da un’analisi superficiale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Dentro l’attività condotta dai medici ospedalieri dell’Azienda Mater Domini &#8211; afferma la FP Cgil &#8211; ci sono decine di migliaia di pazienti presi in carico, procedure assistenziali ad alta complessità, professionalità e competenze sviluppate negli anni. Non a caso la dinamica così preconfezionata discute di merito senza mai parlare di metodo. In base a quale dogma dovremmo accettare una simile stortura? Per cortesia &#8211; è scritto &#8211; non si citi la legge 517 o il vecchio accordo regione-università: difatti la legge dice tutt’altro e l’accordo è scaduto da oltre 10 anni senza che se ne sia fatto un successivo. Ci sarà un perché? L’atto aziendale così emanato dal commissario azzera ogni possibilità di sviluppo professionale dei medici ospedalieri e mortifica quelle competenze che potrebbero continuare a dare prospettiva di cura ai pazienti&#8221;.</p>
<p>&#8220;A perderci sarà l’assistenza medica &#8211; scrivono Grillo, Potente e Rotundo &#8211; Lo stesso Prof. Indolfi è intervenuto lamentando il declassamento della Emodinamica che si era certamente distinta, rispetto ad altre strutture a direzione universitaria, per qualità e quantità dell’assistenza prodotta&#8221;.</p>
<p>Un declassamento, secondo i sindacati, &#8220;inaccettabile specie se lo si rapporta, da quanto a noi risultante, anche al grande lavoro formativo svolto dal docente nel creare una squadra che potesse e sapesse intervenire anche in assenza del titolare con le medesime qualità nonché alle criticità indotte dalla questione S. Anna che obbligheranno le altre emodinamiche quindi anche quella universitaria ad un certo surplus. Questo a proposito di metodo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tal guisa &#8211; sottolineano ancora i sindacati &#8211; dà ragione, una volta ancora, del fatto che le tante modifiche siano senza un reale costrutto e nulla abbiano a che fare con l’impellente necessità di dare quelle risposte sanitarie di cui la regione ha bisogno. Sì proprio la regione. Questo perché, almeno fin quando la sede di Medicina di Cosenza non decollerà definitivamente, il Policlinico Mater Domini è ancora un’azienda che dovrebbe avere capacità attrattiva perlomeno regionale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Quando si completerà il percorso di Medicina a Cosenza, prosegue la nota &#8211; fatto che non tarderà ad arrivare, conoscendo la capacità indiscussa dei vertici dell’Università della Calabria, vedasi classifiche nazionali e non, il Mater Domini potrebbe risvegliarsi, in un breve volgere di anni, come un’addormentata, non più bella, in un contesto cui sarebbe avulso. Il commissario straordinario non può accettare. Egli infatti è nominato dal Commissario alla sanità regionale d’intesa con l’Università, quindi non risponde in via esclusiva al Rettore ma deve, in prima istanza, tener conto elle logiche programmatorie regionali&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questo è il momento di gettare la maschera &#8211; concludono i sindacati &#8211; La Mater Domini non è un’azienda ospedaliera universitaria ma un policlinico a gestione diretta. Ne ha tutte le caratteristiche: dalla bulimia di incarichi riservata agli accademici al debito monstre che continua ad accumulare. La regione si attrezzi per imporre il cambiamento necessario”.</p>
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