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  • VIDEO-Fondi sottratti al Comune di Vazzano, sequestro preventivo di 462mila euro a 11 indagati

    VIDEO-Fondi sottratti al Comune di Vazzano, sequestro preventivo di 462mila euro a 11 indagati

    Nelle prime ore della mattina di mercoledì 10 giugno un dispositivo composta dal personale dei Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha eseguito un “sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente”, dell’ammontare di circa € 462.460, nei confronti di 11 persone, le quali, dal 2015-2024, si sono appropriate di somme sottratte a un ente pubblico locale del vibonese. Il provvedimento scaturisce da una segnalazione presentata nell’ottobre 2024 presso una Stazione Carabinieri da parte di alcuni amministratori dell’ente relativa a delle incongruenze tra i destinatari dei pagamenti effettuati dall’ente e gli effettivi beneficiari. La Procura della Repubblica di Vibo Valentia, prontamente informata dagli operanti, ha in prima battuta disposto immediati sequestri preventivi per l’ammontare di oltre € 200.000 nei confronti degli indagati iniziali e ampliato il ventaglio delle forze in campo interessando il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia.

    La Guardia di Finanza ha provveduto, per il periodo 2015-2025, all’analitica disamina della contabilità dell’Ente Pubblico, individuando oltre 228 mandati di pagamento illeciti. Sulla base di quanto accertato dagli investigatori delle Fiamme Gialle, il principale indagato risponde del delitto di peculato per essersi appropriato di ulteriori somme per € 179.002,17 in via autonoma ed in concorso con altri 10 indagati per complessivi € 283.458. Le indagini hanno, quindi, evidenziato un quadro della situazione ancor più torbido, disvelando l’esistenza di un articolato meccanismo attraverso il quale, ingenti somme di denaro, quantificate in ulteriori € 462.460, appartenenti ad un comune delle serre vibonesi, venivano drenate in favore di un ex dipendente, di soggetti privati imprenditori, associazioni ed enti con esso concorrenti. Il sistema vedeva, quale principale protagonista, il responsabile dell’area “affari generali” dell’Ente Pubblico, in quiescenza dal gennaio 2022 e, successivamente, collaboratore della medesima area fino all’ottobre del 2024, il quale, in ragione dell’incarico ricoperto, gestiva in via diretta i pagamenti dell’ente Pubblico, disponendo della smart card rilasciata dal tesoriere comunale e curando personalmente l’iter delle procedure di liquidazione e pagamento, risultando di fatto, negli anni, l’unico dipendente comunale in grado di operare sui sistemi contabili. In particolare, l’indagato avrebbe proceduto alla distrazione di risorse dell’Ente mediante la liquidazione di
    falsi mandati di pagamento in favore di terzi (sia essi professionisti, imprenditori, rappresentanti di enti o associazioni) privi di qualsiasi titolo creditorio (totale assenza di documentazione giustificativa). Nei casi in cui il denaro confluiva direttamente nella disponibilità dell’indagato, i soggetti terzi sono risultati estranei alle indagini. In altre ipotesi, le investigazioni hanno permesso di contestare la fattispecie di concorso nel delitto di peculato unitamente al citato ex dipendente.

    Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia, all’esito delle indagini ha disposto il sequestro di liquidità e in via alternativa per equivalente sui beni nella disponibilità di tutti gli 11 indagati. Nello specifico, sono stati sequestrati i conti correnti, gli immobili ed altri beni mobili registrati in pregiudizio degli indagati, per l’intero ammontare indicato nel provvedimento giudiziario. Gli esiti dell’odierna attività d’indagine costituiscono una significativa testimonianza del costante presidio di legalità nel territorio vibonese, assicurato dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia a tutela della
    Pubblica Amministrazione – in stretta sinergia con le forze polizia.

  • Fondi UE per maltempo, capigruppo opposizione Regione: “Governo ha agito dopo le sollecitazioni europee”

    Fondi UE per maltempo, capigruppo opposizione Regione: “Governo ha agito dopo le sollecitazioni europee”

    «Mistificare i fatti per poi arrampicarsi sugli specchi non è certamente un esercizio di correttezza nei confronti dei calabresi». È quanto affermano i capigruppo di opposizione in Consiglio regionale – Enzo Bruno (Tridico Presidente), Ernesto Alecci (Pd), Elisa Scutellà (Movimento 5 Stelle), Filomena Greco (Casa Riformista – Italia Viva) e Francesco De Cicco (Democratici Progressisti) – intervenendo nel dibattito seguito alla bocciatura della mozione sul maltempo e sull’utilizzo dei fondi europei destinati alla prevenzione del dissesto idrogeologico, sostenendo la presa di posizione dell’europarlamentare Pasquale Tridico.

    «A differenza della propaganda – spiegano Bruno, Alecci, Scutellà, Greco e De Cicco – noi continuiamo a ragionare sui fatti e sugli atti ufficiali. Per quanto ci risulta, il Governo italiano ha effettivamente presentato richiesta di accesso al Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea e, come confermato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen nella risposta all’interrogazione presentata dall’europarlamentare Pasquale Tridico e dal collega Giuseppe Antoci, esiste la possibilità di utilizzare anche i 156 milioni di euro di fondi FESR destinati alla prevenzione idrogeologica in Calabria. Se confermata, si tratta certamente di una notizia positiva per i territori colpiti dal maltempo». Secondo i gruppi di opposizione, però, «la ricostruzione cronologica dei fatti non può essere alterata in base alle convenienze politiche».

    «La richiesta avanzata dal Governo arriva infatti dopo la risposta ufficiale della Commissione europea del 12 marzo 2026, conseguente alla lettera inviata da Tridico e Antoci nei giorni successivi all’ondata di maltempo che ha colpito duramente Calabria, Sicilia e Sardegna. Questo va detto per correttezza istituzionale e rispetto della verità». Nella nota viene inoltre evidenziato il ruolo svolto da Pasquale Tridico a Bruxelles: «Da europarlamentare sta portando avanti con grande attenzione le istanze della Calabria nelle sedi europee. È un valore aggiunto per la nostra regione e non ha mai perso il contatto con i problemi reali dei territori, continuando a seguire da vicino questioni fondamentali come dissesto idrogeologico, fondi europei, aree interne e sviluppo». Per i capigruppo di minoranza resta incomprensibile la scelta della maggioranza di bocciare la mozione presentata in Consiglio regionale.

    «Se davvero la maggioranza riteneva che il percorso fosse già stato avviato e che l’iniziativa dell’opposizione fosse “superata dai fatti”, avrebbe potuto semplicemente approvare la mozione o integrarla, mettendo nero su bianco l’impegno già assunto e le risposte ottenute. Bocciarla ha prodotto l’effetto opposto: cancellare qualsiasi assunzione formale di responsabilità politica e istituzionale». «Noi continuiamo a ritenere che il lavoro svolto in sede europea, indipendentemente da chi governa la Calabria, sia utile ai calabresi e abbia contribuito a sbloccare un percorso che rischiava di restare fermo. I cittadini colpiti dal maltempo hanno bisogno di risposte concrete, risorse e interventi certi, non di polemiche strumentali o discussioni sulla provenienza geografica di chi sta sollecitando quegli interventi», concludono i capigruppo Bruno, Alecci, Scutellà, Greco e De Cicco.

  • La Finanza negli uffici Asp e di strutture convenzionate crotonesi: indagine su fondi Pnrr

    La Finanza negli uffici Asp e di strutture convenzionate crotonesi: indagine su fondi Pnrr

    La Procura della Repubblica di Crotone ha aperto un fascicolo d’indagine, al momento senza indagati, sulle gestione dei fondi del Pnrr destinati all’assistenza domiciliare integrata nel territorio provinciale. A tal fine la Guardia di Finanza, su delega del procuratore Domenico Guarascio, nelle scorse ore, ha eseguito una vasta serie di acquisizioni documentali presso gli uffici dell’Azienda sanitaria provinciale e alcune strutture private convenzionate con sedi a Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cotronei.

    Obiettivo è quello di verificare la puntuale correttezza delle prestazioni erogate e dei rimborsi riconosciuti, accertando la congruità e la legittimità delle spese sanitarie nonché il corretto utilizzo dei fondi del Pnrr.  Al centro dell’indagine vi è il filone della sanità territoriale. L’attività in particolare riguarda la gestione e l’erogazione del servizio di Assistenza domiciliare integrata (Adi). L’approfondimento richiesto dalla magistratura crotonese si concentra sulla reale destinazione delle ingenti risorse finanziarie assegnate attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’obiettivo degli inquirenti è fare piena luce sui meccanismi di acquisto delle prestazioni di assistenza territoriale sociosanitaria affidate al privato accreditato, un comparto nel quale risultano assegnati all’Azienda sanitaria provinciale di Crotone oltre 35 milioni di euro per il triennio compreso tra il 2022 e il 2024.

    La Procura intende accertare se i fondi europei destinati alla cura domiciliare dei soggetti più vulnerabili siano stati impiegati nella massima trasparenza e regolarità, escludendo eventuali anomalie o sproporzioni tra le prestazioni effettivamente erogate ai malati e i rimborsi economici riconosciuti dalla sanità pubblica alle strutture private.

  • Regione incapace di spendere i fondi Pnrr, Cgil: Case di Comunità, solo 2 su 63 previste

    Regione incapace di spendere i fondi Pnrr, Cgil: Case di Comunità, solo 2 su 63 previste

    Per la Cgil Calabria la notizia della perdita dei finanziamenti per le Case di Comunità di Cariati e San Marco Argentano rappresenta in maniera chiara la distanza tra narrazione politica e realtà. “Si tratta di presidi strategici per la sanità territoriale- spiegano dal sindacato – pensati per garantire prossimità delle cure, presa in carico dei cittadini e alleggerimento della pressione sugli ospedali. La loro mancata realizzazione non è solo un’occasione persa, ma l’ennesima conferma di un fallimento nella capacità di programmazione e gestione della sanità calabrese”.

    Delle 63 Case di Comunità previste in Calabria nell’ambito del Pnrr- sottolinea la segreteria regionale Cgil – “solo 2 hanno almeno un servizio dichiarato attivo, con una percentuale di attivazione del 3,2% contro una media nazionale del 45,5%. Altro che superamento del commissariamento: i numeri certificano un sistema ancora fermo e incapace di spendere le risorse disponibili. Eppure, la Regione prevede di rendere operativa la rete entro il 2026, con un investimento di circa 350 milioni di euro. In questi mesi abbiamo assistito a un susseguirsi di annunci, rivendicazioni e operazioni di comunicazione che oggi si scontrano con fatti concreti: opere mai avviate, risorse perdute, territori lasciati senza risposte. Non si può continuare a raccontare una sanità che migliora mentre, nei fatti, si perdono finanziamenti e si rinuncia a servizi essenziali per i cittadini”.

    La proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla Cgil – aggiunge il sindacato – “va esattamente nella direzione opposta rispetto a quanto sta accadendo in Calabria: rafforzare la sanità territoriale e rendere pienamente operative le Case di Comunità come presidio fondamentale di prossimità. Il testo pone al centro il potenziamento dei servizi territoriali, con investimenti strutturali, più personale e un’organizzazione capace di garantire l’effettiva presa in carico delle persone, a partire dai soggetti più fragili”.

  • Videosorveglianza, ecco le somme e i Comuni calabresi beneficiari dei fondi POC Legalità

    Videosorveglianza, ecco le somme e i Comuni calabresi beneficiari dei fondi POC Legalità

    Si è tenuto questa mattina, alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno On. Wanda Ferro – su iniziativa del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno – un importante incontro istituzionale dedicato allo stato di attuazione dei progetti di videosorveglianza urbana finanziati nell’ambito del Programma Operativo Complementare (P.O.C.) Legalità” 2014–2020. L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro delle politiche di sicurezza integrata promosse dal Governo, volte a rafforzare il presidio del territorio attraverso l’innovazione tecnologica, il coordinamento tra livelli istituzionali e il pieno coinvolgimento delle autonomie locali, in un’ottica di prevenzione e contrasto dei fenomeni di illegalità diffusa. All’incontro, hanno preso parte i rappresentanti del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, nonché i delegati dei Prefetti delle province di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria e Vibo Valentia, chiamati a svolgere un ruolo centrale di raccordo e coordinamento territoriale. Hanno partecipato, inoltre, i Sindaci dei 12 Comuni calabresi beneficiari dei finanziamenti, in qualità di soggetti attuatori degli interventi, unitamente ai Responsabili degli Uffici tecnici comunali. In particolare, sono intervenuti i Sindaci dei Comuni di Catanzaro, Lamezia Terme, Vibo Valentia, Serra San Bruno, Altomonte, Belvedere Marittimo, Cetraro, Paola, Rogliano, San Giovanni in Fiore, Trebisacce, Ardore.

    Gli interventi in materia di videosorveglianza urbana finanziati nell’ambito del POC Legalità – ha dichiarato il Sottosegretario Ferro – si inseriscono in modo coerente nell’attuazione del Protocollo d’intesa sottoscritto a Catanzaro il 23 settembre 2024, che rappresenta la cornice strategica di riferimento per il rafforzamento della sicurezza, della legalità e della coesione sociale in Calabria. In questo contesto, il coinvolgimento diretto dei Comuni beneficiari: Catanzaro, Lamezia Terme, Vibo Valentia, Serra San Bruno, Altomonte, Belvedere Marittimo, Cetraro, Paola, Rogliano, San Giovanni in Fiore, Trebisacce e Ardore, testimonia la centralità del livello territoriale nell’attuazione delle politiche di sicurezza integrata. Le risorse investite consentiranno di potenziare, in modo moderno, infrastrutture tecnologiche fondamentali, rafforzando il controllo del territorio, il supporto alle Forze di polizia e la capacità di prevenzione dei fenomeni di illegalità diffusa, in piena coerenza con gli obiettivi condivisi tra Amministrazione centrale, Prefetture ed Enti locali. Si tratta, in definitiva, di mettere la tecnologia a servizio dei territori per contrastarne il degrado e migliorare, complessivamente, la qualità di vita delle comunità.

    L’incontro ha rappresentato un momento di confronto operativo di elevato profilo istituzionale, finalizzato a verificare puntualmente lo stato di avanzamento delle progettualità finanziate, a individuare eventuali criticità attuative e a definire azioni condivise per il loro superamento, assicurando uniformità di indirizzo e coerenza nell’attuazione degli interventi su scala territoriale. Particolare rilievo è stato attribuito agli aspetti connessi alla rendicontazione della spesa e al corretto utilizzo delle risorse pubbliche, ambito nel quale sono stati forniti chiarimenti tecnici e indicazioni operative, anche alla luce delle recenti disposizioni e delle esigenze emerse nella fase attuativa. L’obiettivo è di garantire la massima trasparenza amministrativa, l’efficienza procedurale e la piena tracciabilità dei finanziamenti. Nel corso dell’incontro è stata inoltre ribadita l’importanza strategica dei sistemi di videosorveglianza quali strumenti fondamentali per il rafforzamento del controllo del territorio, il supporto all’azione delle Forze di polizia e la prevenzione dei reati, in particolare quelli di natura predatoria e connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché per il contrasto delle situazioni di degrado urbano e di illegalità diffusa.

    Ecco tutti i Comuni beneficiari con i relativi importi:

    Catanzaro → € 1.050.116,19- Lamezia Terme → € 200.000,00- Vibo Valentia → € 168.500,00- Altomonte → € 247.269,11- Belvedere Marittimo → € 180.000,00- Cetraro → € 25.461,40- Paola → € 23.498,18- Rogliano → € 250.000,00- San Giovanni in Fiore → € 239.066,59- Serra San Bruno → € 249.464,78- Trebisacce → € 212.500,00- Ardore → € 114.368,50. Il finanziamento complessivo è pari ad euro 2.960.244,75 a valere sul POC Legalità, configurandosi come un investimento significativo per il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche e per il miglioramento della sicurezza urbana nei territori interessati. Nell’ambito del citato protocollo, inoltre, ulteriori risorse per circa un milione e trecentocinquanta mila euro sono state stanziate, per le medesime finalità, dalla Regione Calabria a beneficio di altrettanti Comuni del reggino e del crotonese. L’incontro ha costituito, pertanto, un’occasione cruciale di verifica e rilancio delle azioni intraprese, rafforzando la sinergia tra Prefetture, Amministrazioni comunali e Amministrazione centrale, nella consapevolezza che la sicurezza rappresenta un bene pubblico primario, da tutelare attraverso strumenti moderni, efficaci, coordinati e condivisi.

  • Occhiuto: fondi Ue non per difesa ma per Protezione Civile, polemiche ridicole

    Occhiuto: fondi Ue non per difesa ma per Protezione Civile, polemiche ridicole

    Leggo polemiche ridicole, mosse evidentemente da chi parla senza studiare: uno spettacolo francamente imbarazzante. Non è assolutamente vero che la Regione Calabria abbia destinato 14,8 milioni di euro dei fondi europei di sviluppo e coesione per spese di difesa: si tratta di una fake news. Quelle risorse sono invece state finalizzate, grazie a una nostra abile rimodulazione, al rafforzamento della Protezione Civile, un ambito cruciale per il nostro territorio”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria che aggiunge “Nel dettaglio, nella riprogrammazione di metà periodo è stata introdotta nel PR Calabria 2021-2027 l’Azione 3bis 3.1, dedicata a ‘Interventi per la resilienza e la multifunzionalità delle infrastrutture di Protezione Civile’”.

    Gli interventi finanziabili, contrariamente a quanto sostenuto in modo fuorviante, sono esclusivamente indirizzati a compiti civili in risposta a calamità naturali- spiega Occhiuto
    Si tratta, in particolare, di misure di adattamento ai cambiamenti climatici e di prevenzione e gestione dei rischi connessi al clima, come incendi, sistemi di Protezione Civile, gestione delle catastrofi e infrastrutture anche basate su approcci ecosistemici, e misure di prevenzione e gestione dei rischi naturali non connessi al clima, come i terremoti, e dei rischi legati alle attività umane, inclusi sistemi di Protezione Civile, infrastrutture e strumenti di gestione delle emergenze. A ulteriore conferma della finalità esclusivamente civile, la gestione degli interventi sarà affidata al Dipartimento di Protezione Civile, con l’obiettivo di rafforzare le attività di prevenzione attraverso il potenziamento dei mezzi e delle attrezzature specialistiche, nonché lo sviluppo di sistemi integrati di monitoraggio, allertamento e prevenzione multirischio, anche tramite tecnologie digitali e soluzioni innovative”.

    Queste risorse serviranno anche per l’acquisto di mezzi polivalenti, moduli per l’assistenza alla popolazione, mezzi antincendio, mezzi per interventi in emergenza per eventi idrogeologici, tutti in dotazione al sistema di Protezione Civile regionale, che poi di volta in volta saranno a disposizione dei Comuni. Negli ultimi mesi la Calabria è stata colpita da eventi estremi, tra alluvioni e cicloni, che hanno messo a dura prova comunità e infrastrutture. Di fronte a tutto questo- conclude Occhiuto – c’è chi si limita a polemizzare e chi, come noi, sceglie di intervenire concretamente e con competenza tecnica per migliorare la capacità di risposta e prevenzione. È evidente, inoltre, che queste risorse non potevano essere destinate alla sanità, perché stanziate dall’Europa per altri capitoli di spesa: ma c’è chi preferisce alimentare paure strumentali e irresponsabili invece di riconoscere un intervento utile e necessario per la sicurezza dei cittadini”.

     

  • Tridico (M5S) denuncia: La Calabria cede 14,8 milioni dei fondi coesione Ue per gli armamenti

    Tridico (M5S) denuncia: La Calabria cede 14,8 milioni dei fondi coesione Ue per gli armamenti

    La Calabria rientra tra le sei regioni italiane che, nella revisione intermedia della politica di coesione 2021–2027, hanno scelto di destinare una quota dei fondi europei alla nuova priorità ‘difesa’: 14,8 milioni di euro. Nel quadro nazionale, l’Italia ha riprogrammato 7,08 miliardi su 35 programmi, di cui 248 milioni destinati alla difesa. Tra le regioni coinvolte, la Sicilia è prima con quasi 200 milioni; la Calabria è seconda, davanti a Basilicata, Abruzzo, Lombardia e Molise”.  È quanto dichiara l’europarlamentare Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S a Bruxelles, già candidato alla presidenza della Regione Calabria.

    “Il punto politico – aggiunge – non è la dimensione della cifra, ma il segnale che questa scelta produce. La politica di coesione nasce per ridurre i divari territoriali e sostenere sviluppo, infrastrutture e coesione sociale. Con la revisione avviata nel 2025 ed entrata nella fase operativa nel 2026, questi fondi vengono invece progressivamente aperti anche a priorità di sicurezza e difesa, modificando in profondità il loro perimetro originario.
    Nel caso calabrese, questo slittamento è ancora più evidente perché la stessa revisione era stata presentata attorno a bisogni urgenti e concreti: crisi idrica, emergenza abitativa, rigenerazione urbana, protezione civile, infrastrutture. Erano stati indicati circa 300 milioni per la revisione di metà periodo — 146 milioni al ciclo idrico, 111 all’housing sociale, 15,5 alla protezione civile — mentre contestualmente venivano definanziati 87 milioni per la riqualificazione stradale delle aree interne. È qui la contraddizione più netta: da un lato si richiamano bisogni storici e irrisolti; dall’altro si accetta di far entrare la difesa nello stesso perimetro di fondi”.

    “Il contesto europeo conferma che non si tratta di un episodio isolato- sottolinea Tridico: gli Stati membri hanno riprogrammato complessivamente 34,6 miliardi di fondi di coesione, di cui 11,9 miliardi destinati alla difesa. La Calabria va letta dentro questa filiera: priorità europee, riprogrammazione nazionale, scelte regionali. E non ha bisogno di piegare la coesione alla difesa, ma di usare ogni euro disponibile per colmare i divari su acqua, casa, infrastrutture e aree interne. Quei 14,8 milioni di euro rappresentano una cifra troppo limitata per essere una svolta strategica, ma troppo significativa per essere liquidata come dettaglio tecnico. Proprio per questo la Calabria diventa uno dei casi più leggibili di una trasformazione più ampia: i fondi di coesione non vengono più usati soltanto per ridurre i divari territoriali. Questo è un errore che rischiano di pagare soprattutto i territori che avrebbero più bisogno di sviluppo. La Calabria ha ancora strade che franano, rubinetti a secco e paesi che si svuotano. Non è questo il momento di guardare altrove e i cannoni non riempiono gli acquedotti”– conclude l’europarlamentare M5S.

  • Percezione di fondi agricoli senza la disponibilità, denuncia e sequestro di 90mila euro

    Percezione di fondi agricoli senza la disponibilità, denuncia e sequestro di 90mila euro

    I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, in esecuzione di un apposito Decreto di sequestro a firma del G.I.P. del Tribunale di Castrovillari, hanno eseguito il sequestro preventivo di circa 90 mila euro, nei confronti di un soggetto che dichiarando fraudolentemente la disponibilità di un fondo agricolo, avrebbe illecitamente percepito, negli anni dal 2019 al 2023, il complessivo importo anzidetto a titolo di contributi erogati dall’ Agenzia della Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura.

    L’indagine, scaturita dalla querela presentata dal proprietario del fondo agricolo e condotta dai finanzieri della Compagnia di Castrovillari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, ha infatti evidenziato che il soggetto ritenuto responsabile della truffa ai danni dello Stato, avrebbe falsamente e reiteratamente dichiarato di essere l’affittuario del terreno di proprietà del querelante, allegando all’istruttoria per il conseguimento delle provvidenze agricole richieste, falsi contratti di affitto del fondo rustico, così inducendo in errore l’Ente regionale erogatore di quei contributi agricoli.

    La correttezza dell’assunto investigativo proposto dai militari della Guardia di finanza all’Autorità giudiziaria inquirente, è stata come detto avvalorata dal G.I.P. del Tribunale di Castrovillari, con l’emissione del Decreto di sequestro preventivo anzidetto. L’operazione di servizio testimonia la stretta sinergia operativa tra la Procura della Repubblica di Castrovillari e la Guardia di finanza a tutela degli interessi economico – finanziari dello Stato e dell’Unione Europea, nella consapevolezza che il contrasto ai fenomeni di indebita percezione di fondi pubblici nazionali ed europei contribuisce al processo di ripresa e di rilancio dell’economia del Paese e favorisce quindi una più equa ripartizione del prelievo impositivo tra i cittadini.

  • Aree industriali al Sud, Sbarra: stanziati 300 milioni per infrastrutture, viabilità e servizi

    Aree industriali al Sud, Sbarra: stanziati 300 milioni per infrastrutture, viabilità e servizi

    Pubblicato questa mattina dalla Struttura di missione ZES l’avviso pubblico per il finanziamento di infrastrutture nelle aree industriali delle regioni Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. La dotazione finanziaria ammonta a 300 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021–2027 (FSC), ed è indirizzata a finanziare investimenti volti a migliorare la viabilità, le infrastrutture e i servizi pubblici delle aree industriali, produttive e artigianali del Mezzogiorno. I beneficiari sono i Comuni con più di 5.000 abitanti dotati di aree PIP (Piani per Insediamenti Produttivi) e i Consorzi per le aree di sviluppo industriale.

    La misura è in linea con la visione strategica del Governo Meloni che punta a consolidare lo sviluppo economico del Mezzogiorno, a rilanciare la competitività territoriale e ad attrarre investimenti”, dichiara il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra. “Di particolare rilievo – evidenzia Sbarra – è la scelta di erogare il finanziamento nella forma del contributo a fondo perduto, uno strumento che garantisce certezza delle risorse e tempestività degli interventi, consentendo agli enti beneficiari di programmare e realizzare le opere con maggiore efficacia e rapidità”.

    “La condotta politica di questo Governo – conclude Sbarra – è di trasformare le risorse pubbliche in investimenti strategici, capaci di generare crescita duratura, lavoro e sviluppo per le comunità e per le future generazioni”.
    Le domande devono essere presentate tramite piattaforma telematica presente all’indirizzo www.avvisibandi.strutturazes.gov.it, dalle ore 12:00 del 25 febbraio 2026 fino alle 23:59 del 15 maggio 2026.

  • Salvini in Calabria: fondi per maltempo ci saranno senza toglierli a investimenti

    Salvini in Calabria: fondi per maltempo ci saranno senza toglierli a investimenti

    Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini oggi a Melito Porto Salvo e nella zona del basso Jonio reggino per un sopralluogo nei posti colpiti dal ciclone “Harry” ha ribadito che “In Consiglio dei ministri sono stati stanziati i primi 100 milioni di euro per gli interventi di somma urgenza, però qua tutti mi chiedono di tagliare la burocrazia al di là dei soldi, che ci saranno, lo preciso, senza toglierli a tutti gli altri investimenti già programmati in Calabria e in Sicilia. Perché sarebbe il danno oltre alla beffa.

    Togliere soldi ai calabresi e ai siciliani per il ponte, per le strade, per le ferrovie, per riparare danni. I soldi si trovano extra e un paese come l’Italia li trova. Mi sembrerebbe sbagliato – ha aggiunto l’esponente di governo – togliere un diritto ai calabresi, ai siciliani per riparare i danni del maltempo. È come se, quando ci sono stati problemi in Piemonte, avessero detto fermiamo la Tav per i problemi che abbiamo avuto.

    Uno Stato come l’Italia, la seconda potenza industriale d’Europa, può riparare i danni del maltempo e andare avanti col ponte, con le scuole, con le strade, con le ferrovie”.