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	<title>Filippo Anelli Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Sep 2021 16:12:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Vaccino obbligatorio, Anelli (Fnomceo): 80% sanitari non vaccinati ancora lavora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2021 16:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;80%&#8221; dei medici e operatori sanitari non vaccinati come da obbligo contro il coronavirus ancora lavorano &#8220;perché la legge non è applicata&#8221; e comunque, per quelli sospesi, si tratta di &#8220;esercizio abusivo della professione&#8221;. A spiegarlo all&#8217;Adnkronos Salute è il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici Chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;80%&#8221; dei medici e operatori sanitari non vaccinati come da obbligo contro il coronavirus ancora lavorano &#8220;perché la legge non è applicata&#8221; e comunque, per quelli sospesi, si tratta di &#8220;esercizio abusivo della professione&#8221;. A spiegarlo all&#8217;Adnkronos Salute è il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici Chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, ricordando che i sanitari solo una volta sospesi dall&#8217;Albo professionale non possono concretamente esercitare.</p>
<p>&#8220;La possibilità che ci siano medici e operatori sanitari non vaccinati che lavorano, con gli occhi &#8216;bendati&#8217; delle Asl, c&#8217;è eccome&#8221;, spiega Anelli. E non parliamo di una percentuale minima ma &#8220;dell&#8217;80% di sanitari che stanno lavorando, nonostante non abbiano i requisiti di legge per farlo, ovvero la vaccinazione, perché la legge non è applicata&#8221;. La norma, infatti, ricorda Anelli, &#8220;non ha dato il mandato agli Ordini professionali di fare la ricognizione degli iscritti che non si sono immunizzati. E&#8217; un compito affidato alle Asl. E senza questo accertamento noi abbiamo le mani legate&#8221;, spiega. &#8220;Ad oggi gli Ordini dei medici che hanno ricevuto elenchi parziali dei non immunizzati e hanno potuto assumere i provvedimenti di sospensione dal&#8217;Albo, secondo il monitoraggio Fnomceo, sono una ventina. Ma abbiamo 106 Ordini in Italia! Dunque oltre l&#8217;80% non ha ricevuto gli elenchi che permettono la sospensione. E, almeno teoricamente, possiamo dire che l&#8217;80% degli operatori sanitari che dovevano essere sospesi perché non vaccinati, sono ancora attivi&#8221;.<br />
&#8220;E&#8217; una stima &#8211; precisa il presidente dei medici italiani &#8211; che non si basa su numeri certi ma che può dare il senso del problema: se l&#8217;80% degli Ordini non ha ricevuto gli elenchi degli operatori da sospendere vuol dire che l&#8217;80% dei quelli che erano stati riscontrati come non vaccinati continua a fare il proprio lavoro&#8221;. Per Anelli si tratta di una situazione grave che ha molte conseguenze spiacevoli. &#8220;La legge, in pratica, non è applicata da 5 mesi &#8211; denuncia &#8211; andava messa in pratica dal giorno dopo la sua pubblicazione, del primo aprile di quest&#8217;anno. La mancata applicazione sta determinando una non credibilità delle istituzione. Le norme vanno applicate. Se riteniamo che non siano applicabili vuol dire che sono sbagliate e quindi vanno cambiate. Posso capire che ci siano problemi di tenuta del sistema se si escludono dal lavoro operatori necessari, ma la legge deve essere o applicata o cancellata, non c&#8217;è una terza via&#8221;.<br />
Come Ordini professionali, aggiunge Anelli, &#8220;siamo in fibrillazione perché siamo custodi dell&#8217;Albo che consente ai cittadini di verificare se un professionista è abilitato a lavorare. Un medico che risulta iscritto all&#8217;Albo può esercitare, ma se non ha i requisiti previsti dalla legge e questo non ci viene segnalato dalle Asl c&#8217;è una difficoltà da parte nostra, ad oggi, a garantire delle liste chiare. E&#8217; questione di poter garantire ciò che il nostro ruolo richiede e la possibilità dei cittadini di essere informati&#8221;.<br />
Anelli lamenta il fatto che, ad oggi, &#8220;non ci sono controlli per l&#8217;applicazione della legge. Ci sono aziende sanitarie che consentono ai medici di fare i medici, nonostante ci sia l&#8217;esplicito divieto. Questo è incredibile. In questo contesto il mio appello è: &#8216;se non si riesce a far rispettare questa norma la si elimini&#8217;. Ci sono Asl che chiudono gli occhi&#8221;, denuncia. E non solo per i medici, sono tante le categorie coinvolte: infermieri, psicologi, terapisti, tecnici di laboratorio&#8230;tutti devono essere vaccinati per poter lavorare. Posso capire che il sistema può andare in crisi vista la scarsità di personale e ci possono essere problemi. Ma la legge è questa, va rispettata&#8221;.<br />
&#8220;I medici sospesi per non aver fatto il vaccino anti-Covid non possono assolutamente lavorare, a meno che non vengano utilizzati per compiti che non siano &#8216;da medico&#8217;. La legge prevede esclusivamente il requisito della vaccinazione per poter esercitare. La Asl può decidere di far fare al professionista non vaccinato l&#8217;impiegato o altra attività, ma non può fare il medico&#8221;, spiega ancora all&#8217;Adnkronos Salute il presidente Anelli.<br />
&#8220;Oggi chi lavora senza la vaccinazione commette un reato: esercizio abusivo della professione. Questo dice la legge. La vaccinazione è un requisito essenziale per poter svolgere la professione. La legge è chiara. Si tratta di un reato e la magistratura deve intervenire&#8221;, conclude.</p>
<p>(<em>Adnkronos</em>) </p>
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