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	<title>febbre Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Sep 2024 08:57:33 +0000</lastBuildDate>
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		<title>West Nile, 51 nuovi casi in una settimana: salgono a 16 i morti, 1 anche in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/west-nile-51-nuovi-casi-in-una-settimana-salgono-a-16-i-morti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 07:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
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		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Sono 51 i nuovi casi umani di infezione da West Nile virus segnalati nel nostro Paese nel periodo che va dal 12 al 18 settembre, con 3 decessi in più rispetto alla scorsa settimana, secondo i dati aggiornati del bollettino di sorveglianza integrata West Nile e Usutu virus, diffuso oggi dall&#8217;Istituto superiore di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Sono 51 i nuovi casi umani di infezione da <strong>West Nile virus</strong> segnalati nel nostro Paese nel periodo che va dal 12 al 18 settembre, con 3 decessi in più rispetto alla scorsa settimana, secondo i dati aggiornati del bollettino di sorveglianza integrata West Nile e Usutu virus, diffuso oggi dall&#8217;Istituto superiore di sanità.</p>
<p>Dall’inizio di maggio di quest&#8217;anno sono stati segnalati in Italia 382 casi confermati di infezione da West Nile Virus (Wnv) nell’uomo, erano 331 nel precedente bollettino; di questi 222 si sono manifestati nella forma neuroinvasiva (12 Piemonte, 9 Lombardia, 38 Veneto, 5 FriuliVenezia Giulia, 131 Emilia-Romagna, 1 Lazio, 2 Abruzzo, 11 Campania, 2 Puglia, <strong>2 Calabria</strong>, 1 Sardegna, 2 casi importati dagli Stati Uniti, 5 dall’Albania e 1 caso dalla Romania), 45 casi asintomatici identificati in donatori di sangue (2 Piemonte, 10 Lombardia, 14 Veneto, 2 Friuli Venezia Giulia, 16 Emilia-Romagna, 1 Campania), 114 casi di febbre (3 Piemonte, 3 Lombardia, 69 Veneto, 4 Friuli-Venezia Giulia, 30 Emilia-Romagna, <strong>1 Calabria</strong>, 1 caso importato da Oman e 1 dal Marocco), 1 caso asintomatico (1 Emilia-Romagna).</p>
<p>Tra i casi confermati sono stati notificati 16 decessi (3 Piemonte, 1 Lombardia, 7 Veneto, 1 Friuli-Venezia Giulia, 3 Emilia-Romagna, <strong>1 Calabria</strong>), contro i 13 del precedente bollettino. Il primo caso umano autoctono di infezione da Wnv della stagione è stato segnalato dall’Emilia-Romagna il 26 giugno nella provincia di Modena. Nello stesso periodo sono stati segnalati 2 casi di Usutu virus (1 in provincia di Modena, 1 in provincia di Latina). (segue) &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Parla il padre delle 17enne calabrese Maria Elia morta in ospedale a Perugia: Voglio la verità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/parla-il-padre-delle-17enne-calabrese-maria-elia-morta-in-ospedale-a-perugia-voglio-la-verita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2022 04:30:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Al mattino mi avevano rassicurato, mi avevano detto che sapevano come curarla, che avevano i medicinali&#8230;». Al pomeriggio successivo — «l’ora esatta non la dimenticherò mai: le 17 e 40, lì anche la mia vita è finita» — uno dei medici si è avvicinato a questo omone grande e grosso e, scuro in volto, affranto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Al mattino mi avevano rassicurato, mi avevano detto che sapevano come curarla, che avevano i medicinali&#8230;». Al pomeriggio successivo — «l’ora esatta non la dimenticherò mai: le 17 e 40, lì anche la mia vita è finita» — uno dei medici si è avvicinato a questo omone grande e grosso e, scuro in volto, affranto, gli ha detto: «Mi spiace, <strong>Maria non ce l’ha fatta&#8230;</strong>».</p>
<p>Le poche foto postate sui social da <strong>Gennaro Elia</strong>, 50 anni, lo descrivono con un’aria cordiale e allegra. L’immagine che lo ritrae con la figlia Maria — la ragazza morta il 20 marzo all’ospedale di Perugia e che i medici avevano trovato positiva alla febbre suina — è semplicemente bellissima: il papà è felice mentre abbraccia la figlia e dietro di loro compare un quadro con lo sfondo placido di un lago.</p>
<p>Mezzogiorno di lunedì. Gennaro, <strong>originario di Cotronei (nel Crotonese)</strong> e da anni in Umbria — «ho un bar, ma con il Covid le cose di questi tempi non è che vadano molto bene» — è nell’ufficio dell’avvocato Antonio Cozza che lo assiste con il collega Nicodemo Gentile. Raggiunto telefonicamente, il genitore parla con tono pacato e chiarisce più volte di «non voler puntare il dito contro nessuno: chiedo solo la verità, capire cosa è successo. Anche se so bene che nessuno mi ridarà la mia Stella. Ma sono credente, tanto, tantissimo: e spero che il buon Dio mi dia la forza per sopportare tutto questo dolore che mi strazia».</p>
<p>Tira un respiro e prosegue: «Maria era la mia principessa. <strong>Ora la mia Principessa non c’è più</strong>. Cosa posso aggiungere?». Poi racconta i giorni precedenti al ricovero della figlia che circa due settimane fa — siamo attorno al 13 marzo — avverte una febbricola. «Ma non era nulla di preoccupante, pensavamo a una banale influenza». I giramenti di testa però persistono. Arriviamo a venerdì 18, e a quei sintomi, già da 24 ore, si era aggiunto anche quello di una «specie di difficoltà di respirazione». Per questo Gennaro <strong>decide di portare la figlia al pronto soccorso.</strong></p>
<p>Il controllo è scrupoloso, attento, dura qualche ora. Quando termina, il tampone esclude la negatività al tampone del Covid e altri accertamenti cancellano l’ipotesi di altre patologie gravi come la leucemia. La diciassettenne viene comunque ricoverata e al sabato mattina uno dei dottori informa il papà — è lo stesso Gennaro a riferire la circostanza nella denuncia ai carabinieri — che <strong>sarebbe stato isolato il ceppo H1N1, quello della febbre suina</strong> insomma: la patologia che nel 2009 causò una pandemia la cui fine è stata decretata l’anno successivo. «Ma vengo rassicurato: mi spiegano che sanno come curarla, che hanno i medicinali».</p>
<p>Nella notte tra sabato e domenica, la diciassettenne viene <strong>intubata in Terapia Intensiva</strong>. Gennaro — che il 20 dicembre ha perso la madre «dopo un calvario durato un anno&#8230;» — racconta di non essere mai andato via dall’0spedale, «proprio non ce la facevo». Quando la lancetta dell’orologio arriva alle 17 e 40 « inizia il mio dolore che non avrà ma fine. La mia Principessa non aveva malattie, era allegra. Milanista come me, se può avere un senso ricordarlo». Ora? «Sono cosciente di avere intrapreso un percorso giudiziario lungo, tortuoso e oneroso (è stata avviata anche una sottoscrizione online per sostenere le spese, ndr), ma <strong>voglio sapere cosa è successo a mia figlia</strong>, voglio giustizia. Spero che Dio mi dia la forza di resistere almeno sinché non saprò la verità».</p>
<p><em>(Oltre all’influenza e ad una polmonite, sarebbe stata riscontrata la presenza dello stafilococco. Secondo gli studi dell’Iss sulla suina, «la polmonite virale primaria è la complicanza più comune nei casi più gravi ed è frequentemente causa di morte». Sulla vicenda, dopo una denuncia presentata da Gennaro, la procura della Repubblica di Perugia ha infatti aperto un fascicolo nel quale è stato ipotizzato l’omicidio colposo contro ignoti ed è stata disposta l’autopsia. Esame eseguito giovedì, che non ha però chiarito le cause della morte della studentessa, che frequentava l’istituto Ipsia Cavour-Marconi-Pascal di Piscille, nel capoluogo umbro. Sarà ora necessario attendere l’esito degli esami istologici).</em><br />
(<em>Fonte: Corriere.it</em>)</p>
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		<title>Muore in ospedale per una febbre a 17 anni: era Calabrese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/muore-in-ospedale-per-una-febbre-a-17-anni-era-calabrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 11:20:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[17 anni]]></category>
		<category><![CDATA[febbre]]></category>
		<category><![CDATA[perugia]]></category>
		<category><![CDATA[ragazza calabrese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Maria Elia, una ragazza di soli 17 anni, è morta all&#8217;ospedale Santa Maria della Misericordia, a Perugia, dove era entrata per &#8216;qualche linea di febbre e mal di gola&#8217;&#8221;, è quanto si legge su Today.it . &#8220;Un dolore enorme per la famiglia della giovane, condivisa sui social da papà Gennaro: &#8216;Volevo condividere con tutti voi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Maria Elia, una ragazza di soli 17 anni, è morta all&#8217;ospedale Santa Maria della Misericordia, a Perugia, dove era entrata per &#8216;qualche linea di febbre e mal di gola&#8217;&#8221;, è quanto si legge su <i>Today.it . </i></p>
<p><i>&#8220;</i>Un dolore enorme per la famiglia della giovane, condivisa sui social da papà Gennaro: &#8216;Volevo condividere con tutti voi la mia sofferenza per la perdita di mia figlia, la mia principessa Maria di soli 17 anni &#8211; scrive l’uomo sui social &#8211; Cosciente di aver intrapreso un percorso giudiziario lungo, tortuoso ed oneroso&#8230;ma voglio la verità per Maria… non vi chiedo fiori, ma di sostenere e contribuire insieme a me per la causa, con una donazione libera e volontaria.</p>
<p>Maria Elia è deceduta domenica 27 marzo all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia dove era stata ricoverata con qualche linea di febbre e mal di gola. &#8220;Era risultata negativa al Coronavirus in fase di triage al Pronto soccorso – ricorda il padre &#8211; Aveva anche completato il ciclo vaccinale anti Covid e soprattutto non aveva malattie pregresse&#8221;. La famiglia e gli amici di Maria, adesso, vogliono far chiarezza e ottenere delle risposte sulle cause che hanno portato alla morte della giovane perugina, di origini calabresi, che a distanza di un’ora dal suo arrivo in ospedale è stata sedata ed intubata.  stato presentato un esposto e la Procura di Perugia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e disponendo l’autopsia dal momento. La famiglia fa sapere che non accusa nessuno, ma vuole solo sapere cosa abbia provocato la morte della figlia: “Vogliamo solo sapere la verità e, se questa porterà alla luce responsabilità da parte di qualcuno, chiediamo giustizia”.I familiari della ragazza si sono affidati agli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, nominando come perito per l&#8217;autopsia che è stata svolta nella giornata di oggi l&#8217;anatomopatologo bolognese Carmine Gallo.&#8221;</p>
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		<item>
		<title>Da febbre a fatica e mialgie: per guariti dal covid ancora problemi dopo un anno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/da-febbre-a-fatica-e-mialgie-per-guariti-dal-covid-ancora-problemi-dopo-un-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2021 11:17:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[fatica]]></category>
		<category><![CDATA[febbre]]></category>
		<category><![CDATA[Iss]]></category>
		<category><![CDATA[lon covid]]></category>
		<category><![CDATA[mialgie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fatica, astenia, febbre, mialgie: sono questi alcuni dei sintomi del &#8216;long Covid&#8217;. &#8220;A distanza di oltre un anno dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 un numero importante di persone colpite da Covid-19 presenta manifestazioni cliniche non si esauriscono nelle prime settimane della fase acuta sintomatica, ma possono prolungarsi precludendo un pieno ritorno al precedente stato di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fatica, astenia, febbre, mialgie: sono questi alcuni dei sintomi del &#8216;long Covid&#8217;. &#8220;A distanza di oltre un anno dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 un numero importante di persone colpite da Covid-19 presenta manifestazioni cliniche non si esauriscono nelle prime settimane della fase acuta sintomatica, ma possono prolungarsi precludendo un pieno ritorno al precedente stato di salute. Questa condizione di persistenza di sintomi, che può riguardare soggetti di qualunque età e con varia severità della fase acuta di malattia, è stata riconosciuta come una entità clinica specifica, denominata appunto &#8216;long Covid'&#8221;. A fare il punto è l&#8217;Istituto superiore di sanità (Iss) nel rapporto &#8216;Indicazioni ad interim sui principi di gestione del Long-Covid&#8217; pubblicato online.</p>
<p>&#8220;Questa condizione, sebbene ampia e variabile nella sintomatologia, ha richiesto la creazione di percorsi locali di diagnosi e assistenza basati su un approccio multidisciplinare &#8211; chiarisce l&#8217;Iss &#8211; Il rapporto sintetizza l’inquadramento attuale di questa nuova condizione e fornisce indicazioni generali per la sua presa in carico, in linea con le raccomandazioni fornite dall’Organizzazione mondiale della sanità&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le manifestazioni cliniche del &#8216;long-Covid&#8217; sono molto variabili e ad oggi non esiste un consenso sulle loro caratteristiche &#8211; ricordano gli esperti dell&#8217;Iss &#8211; poiché i sintomi attribuiti a questa condizione sono numerosi ed eterogenei e possono riguardare soggetti di qualunque età e con varia gravità della fase acuta di malattia. La mancanza di una definizione precisa di questa condizione e l’ampiezza dello spettro sintomatologico rendono difficile la valutazione epidemiologica. La grande variabilità di sintomi e segni clinici, infatti, possono presentarsi sia singolarmente che in diverse combinazioni. Possono essere transitori o intermittenti e possono cambiare la loro natura nel tempo, oppure possono essere costanti. In generale si considera che più grave è stata la malattia acuta, maggiore rischia di essere l’entità dei sintomi nel tempo&#8221;.</p>
<p>Le possibili manifestazioni del long-Covid, possono essere suddivise in due categorie: &#8220;Manifestazioni generali e manifestazioni organo-specifiche. Tra le prime vengono rilevate: fatica persistente/astenia, stanchezza eccessiva, febbre, debolezza muscolare, dolori diffusi, mialgie, artralgie, peggioramento dello stato di salute percepito, anoressia, riduzione dell’appetito, sarcopenia &#8211; precisa l&#8217;Iss &#8211; Tra le seconde: problemi polmonari come dispnea, affanno e tosse persistente. Tra gli altri sintomi sono descritti anche disturbi cardiovascolari, neurologici, gastrointestinali, psichiatrici&#8221;.</p>
<p>&#8220;E’ molto importante l’identificazione del paziente &#8216;long-Covid&#8217; &#8211; rimarcano gli esperti &#8211; Proprio in considerazione della ampia gamma di sintomi e condizioni che lo caratterizzano, la valutazione delle persone affette da questa condizione deve essere multidimensionale e comprendere numerosi aspetti clinici, funzionali, cognitivi, psicologici e nutrizionali&#8221;.</p>
<p>&#8220;Appare fondamentale &#8211; si sottolinea &#8211; svolgere, infatti, una valutazione della storia clinica completa che comprenda: storia di Covid-19 acuto (sospetto o confermato); natura e gravità dei sintomi precedenti e attuali; tempistica e durata dei sintomi dall’inizio del Covid-19 acuto; storia di altre condizioni di salute; trattamento farmacologico attuale e pregresso; valutazione dei segni e sintomi specifici di &#8216;long Covid&#8217;; valutazione dell’impatto psicologico del Covid-19 e del &#8216;long-Covid, con particolare attenzione alla comparsa di sintomi di ansia, depressione e all’isolamento sociale; valutazione dell’impatto sugli aspetti nutrizionali, le modifiche del peso corporeo e la perdita di interesse nel mangiare e nel bere, in particolare nelle persone anziane; valutazione della presenza di nuovi sintomi cognitivi o annebbiamento cerebrale (brain fog), utilizzando uno strumento di screening validato per valutare lo stato cognitivo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questi elementi rappresentano un set minimo di valutazioni da svolgere nei pazienti che presentino o riferiscano segni o sintomi attribuibili al Covid-19 presenti per più di 4 settimane dall’infezione acuta. Queste informazioni possono essere raccolte da operatori sanitari o tramite questionari autocompilati e autogestiti dal paziente. Per le persone anziane o che possano avere difficoltà nel riferire segni e sintomi è importante coinvolgere nella valutazione un membro della famiglia o un assistente&#8221;, conclude l&#8217;Iss.</p>
<p>(<em>Adnkronos</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/da-febbre-a-fatica-e-mialgie-per-guariti-dal-covid-ancora-problemi-dopo-un-anno/">Da febbre a fatica e mialgie: per guariti dal covid ancora problemi dopo un anno</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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