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	<title>fatture Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Apr 2026 16:32:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Maxi frode fiscale dall&#8217;Emilia Romagna fino a Crotone: &#8220;giro&#8221; da 10 milioni di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 16:32:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Parma hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del locale Tribunale, su richiesta di questo Ufficio di Procura, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di beni e disponibilità liquide per un valore complessivo di oltre 1.100.000 euro. Gli indagati, in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-372727-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Parma-GdiF.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Parma-GdiF.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Parma-GdiF.mp4</a></video></div>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Parma hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del locale Tribunale, su richiesta di questo Ufficio di Procura, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di beni e disponibilità liquide per un valore complessivo di oltre 1.100.000 euro. Gli indagati, in totale 14 soggetti, di cui 8 persone fisiche e 6 società operanti nel settore dell&#8217;edilizia, sulla base degli elementi probatori allo stato raccolti, sono indiziati a vario titolo dei reati di emissione e utilizzo di fatture false.</p>
<p>Le attività delle Fiamme Gialle hanno interessato i territori di Parma, Reggio Emilia, Cremona e <strong>Crotone</strong>, dove alcune delle società coinvolte avevano la propria sede e hanno consentito di sottoporre a sequestro conti correnti, unità immobiliari e automezzi.<br />
Le indagini, condotte dai militari della Tenenza di Fidenza, hanno consentito di ipotizzare l’esistenza di tre società “cartiere”, prive di strutture operative, di dipendenti e di una reale attività commerciale, costituite al solo scopo di emettere fatture fittizie, il cui giro complessivo, in base alle evidenze raccolte, ammonterebbe a circa 10 milioni di euro.<br />
Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema avrebbe permesso ai &#8220;clienti&#8221; delle cartiere di abbattere i ricavi e ridurre drasticamente le imposte da versare allo Stato.<br />
Inoltre, il meccanismo avrebbe consentito la creazione di fondi neri nella disponibilità dei titolari delle imprese coinvolte, in quanto, una volta ricevuto il pagamento delle fatture tramite canali tracciati, gli amministratori delle cartiere avrebbero prelevato in contanti il denaro che veniva restituito, trattenendo una &#8220;provvigione&#8221; tendenzialmente tra il 10 e il 15% dell’imponibile, quale compenso per l’emissione della falsa fattura.</p>
<p>Nel corso dell’indagine, infatti, è stato rinvenuto, a seguito della perquisizione dell’abitazione di uno degli indagati, quello che potrebbe essere un vero e proprio tariffario contenente le percentuali che sarebbero spettate all&#8217;emittente e una &#8220;<em>scontistica</em>&#8221; proporzionale al volume delle fatture false richieste dai clienti. L&#8217;operazione odierna è stata possibile grazie a indagini complesse basate su accertamenti bancari e analisi dei flussi finanziari, perquisizioni e verifiche documentali, che avrebbero consentito di mappare l’intero flusso della falsa fatturazione tra i soggetti coinvolti.</p>
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		<title>False fatture e autoriciclaggio: finiscono ai domiciliari due imprenditori del Cosentino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 09:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Castrovillari, hanno eseguito la misura degli arresti domiciliari nei confronti di due imprenditori ed il correlato sequestro di denaro e altre utilità, anche quale provento delle attività illecite, per oltre due milioni e mezzo di euro; tale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Castrovillari, hanno eseguito la misura degli arresti domiciliari nei confronti di due imprenditori ed il correlato sequestro di denaro e altre utilità, anche quale provento delle attività illecite, per oltre due milioni e mezzo di euro; tale provvedimento cautelare è stato disposto anche nei confronti delle società coinvolte, ex D. Lgs 231/2001.<br />
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, è stata condotta dai militari della Compagnia di Castrovillari, ed è nata a seguito di un controllo d’iniziativa di carattere amministrativo svolto dai militari, nei confronti della società di uno degli imprenditori indagati, dal quale sarebbero emerse numerose anomalie di carattere fiscale. In particolare, la società avrebbe usufruito di un credito di imposta e, quindi, di uno “sconto” sulle imposte da versare all’erario, correlato all’acquisto/investimento in beni strumentali all’esercizio dell’impresa, non rinvenuti all’atto dell’accesso e dei quali, alcuni giorni dopo il rilievo, il rappresentante legale ne formalizzava una denuncia di furto, simulando la commissione di un reato.</p>
<p>Nel prosieguo delle indagini sarebbe poi emerso che detti beni erano stati acquistati presso una società di Roma, evasore totale da numerosi anni, riconducibile allo stesso rappresentante legale, che non avrebbe potuto effettuare la cessione/fornitura in argomento in quanto a sua volta non avrebbe mai fatto registrare alcun acquisto, non avendo una sede operativa né lavoratori alle dipendenze, trattandosi sostanzialmente di “cartiera” strumentalmente utilizzata per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, dallo stesso imprenditore calabrese non solo per l’operazione in contestazione ma anche nei confronti di altri soggetti tra cui il fratello. All’esito delle successive indagini finanziarie, inoltre, sarebbe emerso l’immediato reimpiego delle somme provento delle fatture false, classico stratagemma alla base del sistema di autoriciclaggio.</p>
<p>Nell’ambito della medesima indagine è stata individuata una società agricola, riconducibile allo stesso imprenditore che avrebbe utilizzato false fatturazioni per ottenere un contributo stanziato dall’Unione Europea a sostegno dell’agricoltura, per oltre 55 mila euro. L’operazione di servizio testimonia la stretta sinergia operativa tra la Procura della Repubblica di Castrovillari e la Guardia di finanza a tutela degli interessi economico – finanziari dello Stato, nella consapevolezza che il contrasto all’evasione fiscale contribuisce al processo di ripresa e di rilancio dell’economia del Paese e favorisce quindi una più equa ripartizione del prelievo impositivo tra i cittadini.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-False fatture per 88 milioni e evasione Iva: 43 indagati, coinvolte anche 26 società</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 09:56:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-352300-2" width="696" height="367" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/GDF-Cosenza.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/GDF-Cosenza.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/GDF-Cosenza.mp4</a></video></div>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale Cosenza hanno eseguito un’articolata attività investigativa che si è conclusa con la segnalazione all’Autorità giudiziaria, di 43 persone fisiche e 26 persone giuridiche, in relazione alla emissione/utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti per oltre 88 milioni di euro, omessi versamenti iva per oltre 3 milioni di euro, la rilevazione di indebite compensazioni d&#8217;imposta per circa 2,5 milioni di euro, nonché illeciti di bancarotta fraudolenta correlati alla &#8220;distrazione&#8221; dal patrimonio di due società dichiarate fallite, di somme di denaro per oltre 26 milioni di euro in danno dell’Erario dello Stato.</p>
<p>In sintesi, l’attività anzidetta è originata da una verifica fiscale eseguita dalla Tenenza Guardia di Finanza di Amantea, nei confronti di una delle suddette imprese che aveva trasferito la propria sede dalla provincia di Milano a quella cosentina. Nell’ambito di quell’ispezione amministrativa, in particolare, i finanzieri hanno rilevato e attenzionato alcuni aspetti gestionali e contabili che sono poi confluiti in una più articolata attività di polizia giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano e sviluppata dagli stessi militari della Guardia di Finanza di Amantea, nei confronti di alcune imprese attive principalmente nel settore della logistica, con sede nelle province di Milano e di Monza – Brianza. In sintesi, quelle investigazioni hanno disvelato &#8211; anche attraverso mirate indagini bancarie &#8211; un complesso sistema di false fatturazioni emesse da società rivelatesi prive di struttura imprenditoriale, a beneficio di altre imprese che abbattevano fraudolentemente la propria base imponibile contabilizzando costi in realtà mai sostenuti e, al contempo, veicolavano gli illeciti “risparmi” d’imposta sui conti correnti di altre società “cartiere”, dove venivano prelevati per contanti, anche grazie ad una contabilità ad hoc, predisposta da alcuni professionisti compiacenti.</p>
<p>Altresì, previo nulla osta dell’Autorità giudiziaria, la Guardia di Finanza ha esteso l’attività di polizia tributaria nei confronti dei reali gerenti delle società coinvolte nei fatti di bancarotta e false fatturazioni, per la tassazione dei proventi illecitamente conseguiti e il conseguente avvio delle procedure di recupero di una base imponibile, ai fini delle imposte dirette, di circa 6 milioni di euro, e di oltre 10,6 milioni di euro ai fini dell’iva.<br />
L’attività di servizio condotta dalle Fiamme Gialle cosentine testimonia il costante impegno del Corpo nel contrasto all’evasione fiscale, che costituisce un ostacolo allo sviluppo economico perché distorce la concorrenza e l’allocazione delle risorse, mina il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato e penalizza l’equità, sottraendo spazi di intervento a favore delle fasce sociali più deboli.</p>
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		<title>VIDEO-Giro di false fatture, DDA Firenze: 17 misure cautelari, sequestrati beni per 30 milioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 10:30:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sequestro beni per circa 30 milioni di euro e 17 misure cautelari fra cui 6 custodie cautelari in carcere: è il bilancio dell&#8217;inchiesta della direzione distrettuale antimafia (Dda) di Firenze che ha portato gli investigatori dalla Toscana fino in Campania ed Emilia-Romagna, ma anche in Veneto, Lazio e Calabria. Le ipotesi di reato vanno dalle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-296142-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/GDF-Polizia.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/GDF-Polizia.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/GDF-Polizia.mp4</a></video></div>
<p>Sequestro beni per circa 30 milioni di euro e 17 misure cautelari fra cui 6 custodie cautelari in carcere: è il bilancio dell&#8217;inchiesta della direzione distrettuale antimafia (Dda) di Firenze che ha portato gli investigatori dalla Toscana fino in Campania ed Emilia-Romagna, ma anche in Veneto, Lazio e <strong>Calabria</strong>.</p>
<p>Le ipotesi di reato vanno dalle fatture emesse e usate per operazioni inesistenti, riciclaggio, indebite compensazioni fino all&#8217;associazione per delinquere. L&#8217;operazione ha coinvolto imprenditori e un professionista, ritenuti al centro di un&#8217;organizzazione con elementi di contiguità con la camorra: interessi in Toscana, basi operative in Campania ed Emilia-Romagna.</p>
<p>Così stamani ha guardia di finanza ha dato esecuzione all&#8217;ordinanza con cui il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze ha disposto le 17 misure cautelari: 6 con custodia in carcere, una ai domiciliari e 10 interdittive. Poi i sequestri, che hanno riguardato beni mobili e immobili e disponibilità finanziarie.</p>
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		<item>
		<title>Fatture “gonfiate” per frodare fisco: sequestrati 2,3 milioni di euro ad imprese e persone fisiche</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fatture-gonfiate-per-frodare-fisco-sequestrati-23-milioni-di-euro-ad-imprese-e-persone-fisiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2025 07:45:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale Como hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Como, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di beni per un totale di 2,3 milioni di euro. L’operazione è frutto di un&#8217;indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Como, che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale Como hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Como, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di beni per un totale di 2,3 milioni di euro. L’operazione è frutto di un&#8217;indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Como, che ha coinvolto 12 aziende e 22 persone fisiche, residenti in Lombardia (6 dei quali nella Provincia di Como), Piemonte e <strong>Calabria</strong>. Più in particolare, le indagini hanno fatto luce sull’effettiva operatività di un gruppo di 12 imprese, aventi sede legale in diverse regioni d’Italia, ma direttamente gestite dagli artefici della frode in uffici ubicati prima nel territorio di Luisago (Co) e, successivamente, in quello di Cadorago (Co). In estrema sintesi, il meccanismo evasivo si basava sulla “sovrafatturazione” dei servizi di pulizia, facchinaggio, trasporto e logistica, resi da due società comasche a loro clienti compiacenti che potevano così beneficiare, indebitamente, di maggiori costi e di una maggiore IVA a credito.</p>
<p>A fronte del pagamento, tramite bonifico, delle fatture emesse, infatti, gli amministratori di fatto delle due imprese lariane, provvedevano a prelevare denaro contante dai conti aziendali che veniva restituito agli imprenditori destinatari delle fatture. Costoro, in tal modo, potevano abbattere il reddito da sottoporre a tassazione (a fronte di costi in realtà mai sostenuti) e, al contempo, disporre di un maggiore credito IVA (a fronte di un’IVA non pagata) nonché di ingenti somme di denaro contante da destinare ad acquisti non tracciati. A loro volta, le due società responsabili delle sovrafatturazioni, utilizzavano fatture per operazioni inesistenti emesse da società cartiere (sempre nella disponibilità degli artefici della frode) al fine di annullare i maggiori ricavi dichiarati. L’ammontare delle restituzioni di denaro contante sugli importi “gonfiati” delle fatture fittizie è stato quantificato in oltre 3,5 milioni di euro (su circa 17 milioni di euro di prestazioni fatturate).</p>
<p>Le prove a carico degli indagati sono state raccolte grazie a numerose perquisizioni effettuate dai Finanzieri del Gruppo Como. Durante le operazioni, sono state rinvenute, nascoste, notevoli quantità di denaro contante occultate in borse nonché agende e dispositivi informatici, in uso agli ideatori della frode, contenenti minuziose annotazioni delle restituzioni di denaro contante. I complessivi e scrupolosi approfondimenti condotti dai finanzieri, consistiti nell’acquisizione ed esame di copiosa documentazione, accertamenti bancari, assunzione di sommarie informazioni da persone in grado di riferire circostanze utili nonché incroci di dati e notizie con le banche dati in uso al Corpo hanno consentito di acquisire rilevanti ed univoci elementi di riscontro. A seguito di queste evidenze, è stata contestata agli indagati l&#8217;emissione e l’utilizzo di fatture false nonché il mancato pagamento dell&#8217;IVA. L’Autorità Giudiziaria ha, altresì, disposto il sequestro preventivo di conti correnti aziendali e dei beni intestati agli indagati, compresi immobili, beni mobili, quote sociali e somme di denaro, pari all’imposta evasa di 2.318.000 euro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/fatture-gonfiate-per-frodare-fisco-sequestrati-23-milioni-di-euro-ad-imprese-e-persone-fisiche/">Fatture “gonfiate” per frodare fisco: sequestrati 2,3 milioni di euro ad imprese e persone fisiche</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VIDEO-&#8216;Ndrangheta: blitz a Reggio Emilia. Frodi e riciclaggio, dodici arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-ndrangheta-blitz-a-reggio-emilia-frodi-e-riciclaggio-dodici-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2024 11:30:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Circa 350 militari tra Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia e di altri Reparti, nonché del Servizio Centrale Investigativo sulla Criminalità Organizzata (SCICO) e militari dell’Arma dei Carabinieri del locale Comando Provinciale, nell’ambito di un’articolata e complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica emiliana diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, hanno dato esecuzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-236734-4" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/02/Gdf-arresti-ReggioEmilia-calabrianews.it_.mp4?_=4" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/02/Gdf-arresti-ReggioEmilia-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/02/Gdf-arresti-ReggioEmilia-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Circa 350 militari tra Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia e di altri Reparti, nonché del Servizio Centrale Investigativo sulla Criminalità Organizzata (SCICO) e militari dell’Arma dei Carabinieri del locale Comando Provinciale, nell’ambito di un’articolata e complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica emiliana diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, hanno dato esecuzione ad un’ampia operazione di polizia giudiziaria in molte regioni italiane, che vede coinvolti 108 soggetti indagati, di cui 26 facenti parte di un’associazione a delinquere, e 81 società, per numerose ipotesi delittuose, in prevalenza del settore fiscale. 15 le misure cautelari eseguite, di cui 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 7 misure degli arresti domiciliari, 1 obbligo di dimora e 3 misure interdittive, di cui due nei confronti di professionisti. Si è reso necessario anche un arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in quanto rinvenuti durante una perquisizione 18 KG di hashish e 4 di marijuana. Sequestrati anche preziosi ed orologi di valore. Le condotte poste in essere dall’organizzazione criminale sono emerse all’esito di complesse attività di indagine (sviluppate dai militari del Gruppo Guardia di Finanza e della Compagnia Carabinieri di Reggio Emilia), che hanno evidenziato operazioni di infiltrazione nel tessuto economico regionale e conseguente gestione criminale, con influssi sull’intero territorio nazionale, ad opera del sodalizio, condotte da <strong>soggetti calabresi originari di Cutro</strong>, professionisti calabresi e campani, soggetti nativi di Reggio Emilia ed altri originari della Provincia di Foggia.</p>
<p>Le attività d’indagine hanno fatto emergere come il core business criminale fosse legato in misura prevalente alla commissione di reati tributari, mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, con una costante crescita dei cosiddetti “utilizzatori”, coinvolti nell’articolato sistema di frode fiscale; l’organizzazione ha, inoltre, gestito un imponente giro d’affari nel più ampio settore delle prestazioni di servizi, quali cantieristica e manutenzione di macchinari industriali e pulizie, oltre che nel settore del noleggio di autovetture e di commercio all’ingrosso. Nello specifico, il meccanismo fraudolento prevedeva la creazione di società cartiere o l’acquisizione di società realmente esistenti poi destinate alla emissione di fatture false, che venivano intestate a soggetti principalmente prestanome, che agivano sotto le direttive loro impartite dai capi dell’organizzazione. Venivano quindi individuate ditte compiacenti utilizzatrici delle F.O.I., i cui titolari effettuavano bonifici pari all’importo delle fatture ricevute sui conti correnti riferibili alle società del sodalizio, denaro che successivamente veniva &#8211; sia attraverso numerosi prelievi giornalieri, sia attraverso bonifici o emissione di assegni &#8211; riconsegnato agli stessi fruitori delle fatture emesse per operazioni inesistenti, al netto della percentuale stabilita per il “servizio”. Oltre ai reati fiscali i sodali avrebbero altresì commesso numerosi altri delitti, quali l’estorsione, il riciclaggio ed auto-riciclaggio dei proventi illecitamente ottenuti, nonché bancarotta fraudolenta, indebita percezione di erogazioni pubbliche ed appropriazione indebita.<br />
Nel corso delle attività d’indagine, i militari hanno scoperto come il sodalizio criminale abbia posto in essere anche sistemi di frode al welfare statale, mediante la richiesta e la percezione illecita dell’indennità di disoccupazione NASPI, per un valore di circa 60.000,00 euro, mentre continuavano illecitamente a porre in essere le proprie attività criminose ed a gestire il proprio giro d’affari; alcune delle “società cartiere” hanno altresì fatto indebitamente ricorso ai contributi pubblici stanziati durante l’emergenza pandemica da Covid-19, per un importo di circa euro 72.000,00.</p>
<p>Nel corso delle investigazioni, è stato ricostruito anche il sistema di riciclaggio internazionale utilizzato dall’organizzazione in molti casi: infatti, i proventi illecitamente ottenuti venivano fatti confluire attraverso un sistema di scatole vuote prevalentemente verso il territorio Bulgaro; da qui, il denaro veniva inviato su ulteriori conti esteri o monetizzato, per essere poi reintrodotto fisicamente in Italia. In altri casi, l’organizzazione criminale, per “ripulire” il denaro illecitamente ottenuto e reintrodurlo nei circuiti dell’economia legale nazionale, lo reinvestiva nell’acquisto di diamanti o preziosi ovvero in autovetture di lusso, acquistate in territorio austriaco e poi noleggiate sul territorio reggiano, attraverso società riconducibili all’organizzazione. L’attività investigativa svolta dalle Fiamme Gialle ha consentito di ricostruire il provento derivante dal reato di “emissione di fatture false”, ottenuto dall’associazione a delinquere, per un valore di circa 4.000.000,00 di euro e l’importo dell’imposta evasa da 69 società, risultate essere le maggiori utilizzatrici delle “fatture false”, per un importo di oltre 6.000.000,00 di euro.</p>
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