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	<title>fatture false Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 19 Jan 2022 09:12:51 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>Fatture false per credito d’imposta Superbonus 110%: Provvedimenti delle GDF anche in Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2022 09:12:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[fatture false]]></category>
		<category><![CDATA[GdF]]></category>
		<category><![CDATA[superbonus 110%]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza richiesto nella fase delle indagini preliminari dalla Procura della Repubblica di Napoli, riguardante circa 110 milioni di euro di crediti d’imposta relativi al c.d. “Superbonus 110%”, nei confronti di un Consorzio operante nel settore, nonché perquisizioni e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Militari del Comando Provinciale della <strong>Guardia di Finanza di Napoli</strong> hanno eseguito un provvedimento di<strong> sequestro preventivo</strong> d’urgenza richiesto nella fase delle indagini preliminari dalla Procura della Repubblica di Napoli, riguardante circa <strong>110 milioni di euro</strong> di crediti d’imposta relativi al c.d.<strong> “Superbonus 110%”,</strong> nei confronti di un <strong>Consorzio</strong> operante nel settore, nonché perquisizioni e sequestri nei confronti di altri soggetti che sarebbero, a vario titolo, coinvolti nell’<strong>attività delittuosa</strong>. In totale sono state eseguite attività di perquisizione e sequestro presso le residenze di <strong>21 persone fisiche</strong>, le sedi di <strong>3 enti/società</strong> nonché sequestri preventivi di crediti presso <strong>16 soggetti</strong> (istituti finanziari, società e persone fisiche). L’attività trae origine da un’analisi di rischio sviluppata dall’Agenzia delle Entrate – Divisione Contribuenti – Settore Contrasto Illeciti sulla <strong>spettanza del bonus in materia edilizia</strong> previsto dal Decreto “Rilancio” (D.L. 34/2020); si tratta come è noto di un beneficio fiscale riconosciuto nella misura <strong>del 110%</strong> dell’ammontare delle spese sostenute per la realizzazione di interventi di ristrutturazione edilizia, finalizzati a mettere in sicurezza gli immobili dal rischio sismico nonché migliorarne il rendimento energetico.</p>
<p>Il beneficio riconosciuto dalla legge consiste nella detrazione fiscale, ovvero nella possibilità di utilizzare, ai sensi dell’art. 121 del Decreto “Rilancio”, un credito d’imposta pari al 110%, cedibile a terzi e quindi monetizzabile. Sulla base delle risultanze dell’analisi dell’Agenzia delle Entrate, gli accertamenti delegati dall’Autorità Giudiziaria di Napoli al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria alla stessa sede avrebbero fatto emergere un<strong> sistema fraudolento</strong> così articolato:</p>
<p><strong>&#8211; il Consorzio</strong>, attraverso una rete di procacciatori, si sarebbe proposto nei confronti di privati cittadini interessati a effettuare i lavori rientranti nell’applicazione del superbonus, facendo stipulare loro dei contratti per “appalto lavori con cessione del credito d’imposta” e chiedendo la consegna della documentazione necessaria, salvo interrompere subito dopo i rapporti ovvero eseguire solo attività di carattere burocratico;</p>
<p>&#8211; ricevuti i contratti, il Consorzio avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti nei confronti dei privati committenti in cui si faceva riferimento a uno stato di avanzamento lavori per una percentuale non inferiore al 30% (percentuale minima richiesta per vantare la cessione del credito d’imposta);</p>
<p>&#8211; solo a seguito di richiesta di informazioni da parte di alcuni Reparti del Corpo, i soggetti privati riscontravano nel loro cassetto fiscale la presenza delle suddette fatture, che sarebbero state emesse a fronte di lavori mai eseguiti, cui erano correlate successive cessioni di crediti a favore del Consorzio, precedute dalla comunicazione dei commercialisti che avrebbero apposto il visto di conformità;</p>
<p>&#8211; le prescritte asseverazioni tecniche sui lavori svolti dal Consorzio, che sarebbero state rilasciate da professionisti abilitati, presentavano rilevanti anomalie, evidenziate dalla competente Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l&#8217;Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA);</p>
<p>&#8211; il Consorzio, operando nei termini suddetti, <strong>avrebbe beneficiato di oltre 109 milioni</strong> di euro di crediti d’imposta, accumulati a partire dal mese di dicembre 2020, poi ceduti a intermediari finanziari, ottenendone la monetizzazione, per un importo di oltre 83 milioni di euro.</p>
<p>Al fine di contrastare ed arginare l’attività delittuosa sopra descritta, la Procura della Repubblica di Napoli sezione di criminalità economica ha richiesto ed ottenuto la misura cautelare d’urgenza, eseguita con i correlati decreti di perquisizione e sequestro così da interrompere la circolazione dei crediti, individuare i responsabili e consentire agli ignari cittadini coinvolti di adottare iniziative legali a propria tutela. Le attività di polizia giudiziaria, eseguite nei confronti del Consorzio e dei relativi membri del consiglio di amministrazione, dei cessionari finali dei crediti, degli intermediari nonché dei professionisti che avrebbero rilasciato le asseverazioni o il visto di conformità, <strong>hanno interessato le regioni</strong> Abruzzo, <strong>Calabria</strong>, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto e sono state svolte anche con il contributo dei Reparti della Guardia di Finanza dislocati nelle rispettive sedi.</p>
<p>L’operazione condotta testimonia la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria, della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate sulla corretta destinazione delle risorse pubbliche messe a disposizione della collettività per mitigare gli effetti negativi della pandemia in corso e favorire la ripresa dell’economia e l’ammodernamento del Paese. Il presente comunicato stampa è stato rilasciato a seguito di specifica delega/nulla osta della competente Autorità Giudiziaria.</p>
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		<item>
		<title>Evasione fiscale: sequestro di oltre 800mila euro a impresa edile</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/evasione-fiscale-sequestro-di-oltre-800mila-euro-a-impresa-edile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2021 07:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Blitz]]></category>
		<category><![CDATA[fatture false]]></category>
		<category><![CDATA[GdF]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un blitz della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha portato alla alla confisca di oltre 800 mila euro nell’ambito di una indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Palmi per reati fiscali. Il provvedimento scaturisce dopo l&#8217;attività di indagine condotta dalla Compagnia Palmi sotto il coordinamento del sostituto procuratore della Repubblica Rocco Cosentino. Le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un<strong> blitz della Guardia di Finanza</strong> di Reggio Calabria ha portato alla alla confisca di oltre 800 mila euro nell’ambito di una indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Palmi per reati fiscali. Il provvedimento scaturisce dopo l&#8217;attività di indagine condotta dalla Compagnia Palmi sotto il coordinamento del sostituto procuratore della Repubblica Rocco Cosentino.<br />
Le investigazioni delle Fiamme Gialle hanno svelato un <strong>giro di fatture false</strong> emesse da un’<strong>impresa cartiera</strong> ed annotate in contabilità da due società operanti nel settore edile. La cartiera, a fronte delle copiose fatture emesse alle due società, in realtà è risultata priva di un’effettiva struttura aziendale idonea a giustificare le operazioni economico-commerciali documentate. Infatti, gli accertamenti hanno palesato la <strong>totale assenza di personale dipendente, macchinari, impianti ed attrezzature</strong> ed anche di una sede operativa. È stato anche accertato l’occultamento della contabilità della cartiera, mirato ad ostacolare la ricostruzione della frode fiscale e delle connesse responsabilità penali.<br />
Per gli anni 2016 e 2017 poi la cartiera ha omesso la presentazione della dichiarazione annuale Iva, risultando quindi evasore totale. L’esecuzione dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria ha permesso il sequestro di conti correnti bancari e beni mobili ed immobili nella disponibilità dei responsabili delle tre imprese coinvolte nella frode fiscale.</p>
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		<item>
		<title>Fatture inesistenti per frodare il fisco, cinque denunce della Gdf nel Vibonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fatture-inesistenti-per-frodare-il-fisco-cinque-denunce-della-gdf-nel-vibonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2021 12:35:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[denunce]]></category>
		<category><![CDATA[fatture false]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di finanza di Vibo Valentia ha denunciato a vario titolo cinque persone nell&#8217;ambito di una inchiesta coordinata dalla Procura vibonese. I reati ipotizzati sono dichiarazione fraudolenta mediante l&#8217;utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e emissione di fatture per operazioni inesistenti. Sequestrati beni per 844 mila euro. Al principale indagato, rappresentante legale di una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Guardia di finanza di Vibo Valentia ha denunciato a vario titolo cinque persone nell&#8217;ambito di una inchiesta coordinata dalla Procura vibonese. I reati ipotizzati sono dichiarazione fraudolenta mediante l&#8217;utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e emissione di fatture per operazioni inesistenti. Sequestrati beni per 844 mila euro. Al principale indagato, rappresentante legale di una società operante nel settore della installazione di impianti di telecomunicazione ed elettronici, è stato imposto il divieto di esercitare l&#8217;attività imprenditoriale per un anno.<br />
Secondo gli accertamenti le persone denunciate avrebbero presentato per le annualità dal 2011 al 2018 dichiarazioni dei redditi fraudolente. Le indagini, eseguite dal Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno infatti portato alla luce una presunta frode fiscale basata su un complesso meccanismo di frode volto a consentire l&#8217;evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto mediante l&#8217;emissione di fatture per operazioni inesistenti emesse da imprese qualificabili come &#8220;cartiere&#8221;, create dal rappresentante legale della società sottoposta a verifica. L&#8217;attività di servizio ha consentito di accertare l&#8217;emissione di fatture per operazioni inesistenti per un importo di oltre 3 milioni di euro e l&#8217;utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per un importo di 3 milioni di euro.<br />
Dagli accertamenti svolti, è emersa l&#8217;esistenza di un&#8217;unica realtà imprenditoriale costituita da sei soggetti economici: due srl, altrettante cooperative, una ditta individuale e una società estera con sede in Romania, tutte riconducibili all&#8217;ideatore del presunto sistema illecito, che ha consentito alla società oggetto di verifica di realizzare, indebitamente, una maggiore deduzione di costi e detrazione di imposte. La falsa fatturazione delle prestazioni di servizio, da parte di imprese terze, ha permesso alla società verificata e alla ditta individuale di dedurre ai fini delle imposte sui redditi e dell&#8217;Irap, l&#8217;imponibile delle fatture emesse dalle cooperative, detrarre ai fini dell&#8217;Iva, l&#8217;imposta relativa alle suddette fatture e aumentare i costi al fine di ridurre il reddito fiscale da sottoporre a tassazione.</p>
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