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	<title>fantasma Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 May 2026 16:28:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Crotone, GdiF scopre 6 imbarcazioni con bandiera estera &#8220;fantasma&#8221; per il fisco italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 16:28:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mirino delle Fiamme gialle di Crotone il fenomeno del cosiddetto “flagging out”, ossia una strategia spesso utilizzata da soggetti italiani per aggirare il sistema fiscale nazionale attraverso l’immatricolazione di imbarcazioni da diporto in registri esteri. Tale pratica, finalizzata all&#8217;abbattimento dei costi gestionali e assicurativi, viene frequentemente strumentalizzata per sottrarsi anche agli obblighi di trasparenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mirino delle Fiamme gialle di Crotone il fenomeno del cosiddetto “<em>flagging out”,</em> ossia una strategia spesso utilizzata da soggetti italiani per aggirare il sistema fiscale nazionale attraverso l’immatricolazione di imbarcazioni da diporto in registri esteri. Tale pratica, finalizzata all&#8217;abbattimento dei costi gestionali e assicurativi, viene frequentemente strumentalizzata per sottrarsi anche agli obblighi di trasparenza verso l&#8217;Erario. Il cuore dell&#8217;operazione è stata la verifica del rispetto della normativa sul monitoraggio fiscale, che impone ai residenti in Italia di dichiarare puntualmente, nel quadro denominato RW della dichiarazione dei redditi, il possesso di beni mobili registrati all&#8217;estero. In sostanza, l’omessa indicazione nella dichiarazione dei redditi del bene immatricolato in uno Stato estero costituisce una violazione volta a occultare all’erario la reale capacità contributiva ed è, quindi, sanzionata dalle norme vigenti in misura proporzionale al valore del bene stesso.</p>
<p>Le operazioni di servizio, attivate da una preliminare attività di analisi delle risultanze degli ordinari controlli eseguiti in mare e nelle aree portuali della circoscrizione di servizio e da successivi approfondimenti alle banche dati in uso al Corpo, si concludeva con la constatazione, ai fini IRPEF, dell’omessa dichiarazione nell’apposito quadro RW dedicato al monitoraggio fiscale per un totale di € 159.500,00 delle consistenze estere non dichiarate. La citata attività terminava con la trasmissione di n. 6 processi verbali di constatazione “irregolari” ai vari Uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate quali Enti competenti all’irrogazione delle sanzioni permettendo di svelare un patrimonio nautico sottratto al Fisco di 5 imbarcazioni riconducibili a soggetti residenti in Italia che operavano in acque nazionali con bandiere estere in piena estraneità al Fisco italiano.</p>
<p>L’insieme delle attività svolte testimonia l’impegno della Guardia di Finanza nel presidio della legalità economica e nel contrasto all’evasione fiscale, con particolare attenzione alle aree costiere ad alta presenza turistica. Le operazioni, coordinate dalla componente aeronavale, confermano la centralità del Corpo nel garantire equità, trasparenza e rispetto delle normative a tutela dell’economia.</p>
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		<title>VIDEO-Maxi frode fiscale dall&#8217;Emilia Romagna fino a Crotone: &#8220;giro&#8221; da 10 milioni di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 16:32:47 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-372727-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Parma-GdiF.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Parma-GdiF.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Parma-GdiF.mp4</a></video></div>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Parma hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del locale Tribunale, su richiesta di questo Ufficio di Procura, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di beni e disponibilità liquide per un valore complessivo di oltre 1.100.000 euro. Gli indagati, in totale 14 soggetti, di cui 8 persone fisiche e 6 società operanti nel settore dell&#8217;edilizia, sulla base degli elementi probatori allo stato raccolti, sono indiziati a vario titolo dei reati di emissione e utilizzo di fatture false.</p>
<p>Le attività delle Fiamme Gialle hanno interessato i territori di Parma, Reggio Emilia, Cremona e <strong>Crotone</strong>, dove alcune delle società coinvolte avevano la propria sede e hanno consentito di sottoporre a sequestro conti correnti, unità immobiliari e automezzi.<br />
Le indagini, condotte dai militari della Tenenza di Fidenza, hanno consentito di ipotizzare l’esistenza di tre società “cartiere”, prive di strutture operative, di dipendenti e di una reale attività commerciale, costituite al solo scopo di emettere fatture fittizie, il cui giro complessivo, in base alle evidenze raccolte, ammonterebbe a circa 10 milioni di euro.<br />
Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema avrebbe permesso ai &#8220;clienti&#8221; delle cartiere di abbattere i ricavi e ridurre drasticamente le imposte da versare allo Stato.<br />
Inoltre, il meccanismo avrebbe consentito la creazione di fondi neri nella disponibilità dei titolari delle imprese coinvolte, in quanto, una volta ricevuto il pagamento delle fatture tramite canali tracciati, gli amministratori delle cartiere avrebbero prelevato in contanti il denaro che veniva restituito, trattenendo una &#8220;provvigione&#8221; tendenzialmente tra il 10 e il 15% dell’imponibile, quale compenso per l’emissione della falsa fattura.</p>
<p>Nel corso dell’indagine, infatti, è stato rinvenuto, a seguito della perquisizione dell’abitazione di uno degli indagati, quello che potrebbe essere un vero e proprio tariffario contenente le percentuali che sarebbero spettate all&#8217;emittente e una &#8220;<em>scontistica</em>&#8221; proporzionale al volume delle fatture false richieste dai clienti. L&#8217;operazione odierna è stata possibile grazie a indagini complesse basate su accertamenti bancari e analisi dei flussi finanziari, perquisizioni e verifiche documentali, che avrebbero consentito di mappare l’intero flusso della falsa fatturazione tra i soggetti coinvolti.</p>
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		<title>VIDEO-Il segretario generale Uil Bombardieri ad iniziativa del sindacato a Cosenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-il-segretario-generale-uil-bombardieri-ad-iniziativa-del-sindacato-a-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 17:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nonostante i proclami del governo sull’aumento dell’occupazione, in Italia esiste ancora un’enorme fetta di lavoro precario. Ragazze e ragazzi invisibili per le banche, per chi vende case, per chi dovrebbe offrire opportunità. È ora che diventino persone riconosciute e rispettate. 6 milioni di italiani vivono in povertà, altri 7 milioni rischiano di finirci. Chi guadagna [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-307325-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/CS-Bombardieri-Uil-2.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/CS-Bombardieri-Uil-2.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/CS-Bombardieri-Uil-2.mp4</a></video></div>
<p>&#8220;Nonostante i proclami del governo sull’aumento dell’occupazione, in Italia esiste ancora un’enorme fetta di lavoro precario. Ragazze e ragazzi invisibili per le banche, per chi vende case, per chi dovrebbe offrire opportunità. È ora che diventino persone riconosciute e rispettate. 6 milioni di italiani vivono in povertà, altri 7 milioni rischiano di finirci. Chi guadagna 20-24 mila euro lordi all’anno, anche se lavora, non vive con dignità. Per questo chiediamo rispetto e diritti, non solo numeri da sbandierare&#8221;. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, parlando con i giornalisti a Cosenza a margine dell&#8217;iniziativa promossa dal sindacato sul tema &#8220;No ai lavoratori fantasma&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il Senato &#8211; aggiunge Bombardieri -stima una perdita di 50.000 posti di lavoro. Ci dicono &#8220;niente panico&#8221;, ma provate a dirlo a chi rischia di non pagare il mutuo o la rata dell’auto. Per loro è una catastrofe reale, non una crisi astratta. Sul tema dei dazi, il governo parla solo con le imprese. Ma se le aziende chiudono, chi perde il lavoro sono i lavoratori. Chiediamo che al tavolo siedano anche i sindacati, non solo una parte del Paese. Le soluzioni ci sono: Diversificare i mercati; Affidare all’Europa le trattative; Aumentare i salari per rilanciare i consumi; Sbloccare i contratti scaduti dei metalmeccanici e del pubblico impiego&#8221;.</p>
<p>Per il segretario generale della Uil &#8220;Serve una svolta sul precariato: la Spagna ha limitato i contratti a termine e l’occupazione è cresciuta. E la questione meridionale? Scomparsa dai radar. Ma senza il Sud, l’Italia non riparte. Il Mezzogiorno ha bisogno di infrastrutture, investimenti e attenzione reale. Chi vive lì ha la stessa dignità di chi vive altrove. Basta lavoratori invisibili. È il momento di scelte coraggiose per un’Italia più giusta, più inclusiva, più vera&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>CSA-Cisal attacca: non pubblicate nemmeno le regole per le assunzioni in Regione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/csa-cisal-attacca-non-pubblicate-nemmeno-le-regole-per-le-assunzioni-in-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 06:13:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[CSA-Cisal]]></category>
		<category><![CDATA[delibere]]></category>
		<category><![CDATA[fantasma]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Nella Cittadella regionale si sono rotti gli specchi della Trasparenza. Sembra un fatto incredibile viste le regole attualmente vigenti per un Pubblica Amministrazione, eppure la Regione Calabria riesce nell’impresa di stupire ancora. Un elevato numero di delibere della Giunta regionale, ancorché adottate, non risultano pubblicate né nel sistema informativo interno, né sul portale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Nella Cittadella regionale si sono rotti gli specchi della Trasparenza. Sembra un fatto incredibile viste le regole attualmente vigenti per un Pubblica Amministrazione, eppure la Regione Calabria riesce nell’impresa di stupire ancora. Un elevato numero di delibere della Giunta regionale, ancorché adottate, non risultano pubblicate né nel sistema informativo interno, né sul portale istituzionale e né sul Bollettino ufficiale regionale. Un’ombra gravissima su atti, che si chiamano &#8216;pubblici&#8217; non a caso&#8221;. Il sindacato CSA-Cisal ha effettuato un censimento di questi provvedimenti rimasti chiusi nei cassetti. </p>
<p><strong>QUANTI E QUALI DELIBERE NON SONO MAI STATE PUBBLICATE NEL SISTEMA INTERNO, SUL PORTALE ISTITUZIONALE E SUL BURC </strong>&#8211; &#8220;Non abbiamo voluto strafare &#8211; aggiunge il sindacato &#8211; ci siamo limitati a fare una verifica delle delibere dell’esecutivo regionale adottate dal 2018 al 2021. Ebbene, i provvedimenti della Giunta, ripetiamo, non presenti nel sistema interno, e soprattutto non pubblicati né sul sito istituzionale della Regione né sul Bollettino sono 7 del 2018, 5 del 2019, 14 del 2020 e 12 del 2021. Dunque, trentotto. Ovviamente almeno per le delibere più recenti dell’ultimo anno, speriamo che la pubblicazione sia immediata. La cosa allarmante è che fra questi documenti ce ne sono alcuni di estrema rilevanza. Ad esempio, in riferimento all’anno 2018 non sono pubblicate la delibera n. 276, ossia il Piano triennale di azioni positive 2017-2019 (che per inciso è un adempimento obbligatorio per ulteriori atti, come il piano del fabbisogno di personale e quindi delle assunzioni); restando nel 2018, c’è poi la delibera n. 610 che disponeva la sostituzione del commissario “Fondazione Calabresi nel Mondo”. Ma come si fa a fare una nomina in una fondazione pubblica con un atto “secretato”?. Passando al 2019, tra quelle non pubblicate spiccano la n. 243 “Azienda Calabria Lavoro. Nomina membri effettivi del collegio dei revisori dei conti”, la n. 332 “Disciplina delle procedure concorsuali per l’assunzione di pubblici dipendenti nella Regione Calabria”. Ma ci rendiamo conto &#8211; incalza il sindacato -, le regole per le assunzioni in Regione non sono state pubblicate. E poi vai con un’altra nomina, la delibera n. 514 “Fincalabra Spa &#8211; Individuazione di un componente effettivo del collegio sindacale”. E passiamo alla rassegna del 2020. Anche qui gravi omissioni nella pubblicazione. Come non citare la famosa delibera n. 144, alias “delibera pastrocchio” corretta a penna che si occupava delle modifiche della struttura organizzativa della Giunta regionale, su cui il sindacato si è più volte soffermato. Ricordiamo che “formalmente” l’atto sarebbe stato adottato il 18 giugno del 2020: sono passati quasi dieci mesi ma ancora non lo abbiamo visto nella sua veste ufficiale. Che dire poi della delibera n. 345 avente ad oggetto “Protocollo di intesa per la realizzazione dell’aula bunker per gli uffici della Corte di Appello di Catanzaro presso l’area ex Sir in Lamezia Terme della Regione Calabria &#8211; Integrazione”. Ricordiamo soltanto che la delibera è del 9 novembre 2020 e ormai il famoso processo “Rinascita Scott” è cominciato da parecchi mesi. Poi c’è la n. 354 “Indennità Consigliera regionale di parità anno 2020”, come mai questa riservatezza? E ancora la delibera n. 420 che prevedeva misure a sostegno del settore florivivaistico in relazione all’emergenza Covid. Così come la delibera n. 501 che stabiliva le determinazioni sul parco lineare Giacomo Mancini di Cosenza, come opera connessa alla Metropolitana. E concludendo con il 2021, fra quelle di maggior rilievo ne abbiamo ben tre relative alla Forestazione: la n. 102, la n. 105 e la n. 122. Poi c’è la n. 38 che sarebbe “l’integrazione” all’elenco degli idonei alla nomina di direttore amministrativo degli enti sanitari. Una mancanza molto grave poiché proprio nel periodo in cui è stata adottato l’atto (18 febbraio 2021), i nuovi commissari straordinari di Asp e aziende ospedaliere stavano proprio selezionando i nuovi direttori amministrativi, oltre a quelli sanitari. E ancora non si capisce perché non è stata resa nota la delibera n. 84 che disponeva un addendum all’accordo di collaborazione riferito alla partecipazione della Regione Calabria ad Expo Dubai 2020. Per non dimenticare un’altra nomina, cioè quella con la delibera n. 120 che individuava i componenti dell’organismo di revisione di Arcea&#8221;.</p>
<p><strong>PERCHE’ LA MANCATA PUBBLICAZIONE È UN FATTO GRAVE</strong><strong> &#8211; &#8220;In un Ente normale, questo allarme del sindacato non avrebbe dovuto proprio esistere. Anche perché non si è in una casa privata ma in quella dei calabresi, dove si dispongono nomine in organismi pubblici, dove si stanziano risorse dei contribuenti, dove si adottano scelte che investono interessi diffusi e dove di conseguenza ogni cosa dovrebbe essere trasparente e cristallina. Non trattandosi di comunicazioni riservate bensì delibere dell’organo di governo della Regione Calabria sarebbe scontato che tutti i calabresi potessero conoscerle, invece non è così. Soprattutto la mancata pubblicazione sul Burc è un aspetto gravissimo. È come se si volesse nascondere qualcosa. La trasmissione delle delibere ai fini della pubblicazione è una competenza del dipartimento proponente. Non basta quindi di redigere l’atto ma occorre anche inviarlo affinché sia reso noto. Dobbiamo osservare &#8211; aggiunge il sindacato CSA-Cisal &#8211; che il segretariato generale piuttosto di recente (nel mese di febbraio 2021) aveva ricordato ad alcuni dipartimenti quali e quante delibere non erano state trasmesse ai fini della pubblicazione. Ricordiamo che per gli atti deliberativi è cura del dirigente generale del Dipartimento proponente provvedere alla pubblicazione in formato aperto del provvedimento sul Burc ai sensi della legge regionale 6 aprile 2011 n. 11 ed alla contestuale pubblicazione in formato aperto sul sito istituzionale della Regione, ai sensi del d.lgs 2013 n. 33. Dunque, in questo momento sono violate tutte queste norme. E dire che il dipartimento “Organizzazione e Risorse Umane”, già nel 2019, aveva emanato un’apposita circolare contenente le indicazioni operative per la pubblicazione sia delle delibere della Giunta e sia dei decreti dirigenziali. Anche le responsabili dell’Anticorruzione e Trasparenza e della Protezione dei dati, in data 9 febbraio 2019, avevano fornito ulteriori precisazioni. Dunque, non esiste alcuna esimente. I dirigenti generali dovrebbero sapere che in alcuni casi la pubblicazione sul bollettino ufficiale è condizione di efficacia di un atto. È da sconsiderati dimenticare nei cassetti questi atti pubblici&#8221;.</p>
<p><strong>SIA RISTABILITA LA TRASPARENZA PUBBLICANDO LE DELIBERE NASCOSTE E D’ORA IN AVANTI LO SI FACCIA IN MANIERA TEMPESTIVA </strong></strong>&#8211; &#8220;È evidente che queste condotte non possono essere più perpetrate. Il sindacato CSA-Cisal chiede l’immediata pubblicazione di tutti gli atti che ad oggi non risultano essere stati correttamente pubblicati sul sito istituzionale e sul Burc. Dopo aver posto rimedio a questo vulnus, chiediamo che per tutte le delibere della Giunta successive a questa segnalazione si provveda tempestivamente ad assolvere questo fondamentale adempimento. Si torni dunque al più presto alla normalità garantendo la trasparenza degli atti pubblici che finora è stata negata. Gli stessi membri della Giunta &#8211; conclude il sindacato &#8211; abbiano uno scatto d’orgoglio chiedendo conto ai dipartimenti ritardatari. Come ricordiamo sempre: in Regione Calabria si è al servizio dei calabresi, non a casa propria&#8221;.</p>
<p>(<em>c.s.</em><em>)</p>
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