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	<title>famiglia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 01 Sep 2026 16:57:55 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Mileto, famiglia ferita in esplosione in B&#038;B: morta anche la madre, la piccola lotta per la vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 15:45:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si fa sempre più grave il bilancio dell&#8217;esplosione avvenuta nella serata dello scorso 25 agosto all&#8217;interno del B&#38;B Villa Mary a Mileto, in provincia di Vibo Valentia, che ha coinvolto una famiglia di turisti sloveni. Dopo la morte del marito che aveva 46 anni, di qualche giorno addietro all&#8217;ospedale di Palermo, questa notte è deceduta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si fa sempre più grave il bilancio dell&#8217;esplosione avvenuta nella serata dello scorso 25 agosto all&#8217;interno del B&amp;B Villa Mary a Mileto, in provincia di Vibo Valentia, che ha coinvolto una famiglia di turisti sloveni. Dopo la morte del marito che aveva 46 anni, di qualche giorno addietro all&#8217;ospedale di Palermo, questa notte è deceduta nel Centro grandi ustionati di Catania anche la moglie 44enne Petra. Resta ricoverata a Bari Ema la figlia di appena 10 anni. Le sue condizioni restano estremamente gravi ed ancora intubata. La piccola è sottoposta alle cure specialistiche necessarie per fronteggiare le gravissime ustioni riportate.</p>
<p>Secondo una prima ricostruzione, i tre si stavano preparando a cenare quando si è verificata un’esplosione, forse provocata da una bombola. La deflagrazione ha provocato un incendio e gravi danni all’alloggio. Dopo il boato, i tre componenti della famiglia sono usciti dall’appartamento in parte avvolti dalle fiamme, cercando riparo verso la piscina. A prestare i primi soccorsi sono stati anche due carabinieri fuori servizio che soggiornavano nella struttura e che hanno utilizzato gli estintori nel tentativo di spegnere le fiamme. I tre, poi, si erano gettati in piscina aiutati dagli stessi militari.</p>
<p>La struttura è stata posta sotto sequestro nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. L&#8217;esplosione ha provocato seri danni all&#8217;edificio, interessando il solaio e alcune pareti. Carabinieri e Vigili del fuoco sono impegnati nei rilievi e negli accertamenti necessari a ricostruire ogni passaggio della tragedia. Dovrà essere verificate l&#8217;origine della fuga di gas, le condizioni dell&#8217;impianto e le cause che hanno determinato l&#8217;esplosione.</p>
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		<title>Famiglia ferita in esplosione in B&#038;B a Mileto: morto il padre, ancora gravi la moglie e la figlia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-valentia-famiglia-ferita-esplosione-in-bb-a-mileto-morto-il-padre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 12:31:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; morto stamani Yamnik Cobolt Petra, il 46enne turista sloveno rimasto gravemente ferito, insieme alla moglie e alla figlia di appena 10 anni, nell&#8217;esplosione avvenuta martedì sera all’interno di un b&#38;b alla periferia di Mileto, nel Vibonese. A seguito della deflagrazione, probabilmente provocata da una bombola di gas, nella struttura era divampato un incendio con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; morto stamani Yamnik Cobolt Petra, il 46enne turista sloveno rimasto gravemente ferito, insieme alla moglie e alla figlia di appena 10 anni, nell&#8217;esplosione avvenuta martedì sera all’interno di un b&amp;b alla periferia di Mileto, nel Vibonese.</p>
<p id="" class="art-text" data-mrf-recirculation="Link article">A seguito della deflagrazione, probabilmente provocata da una bombola di gas, nella struttura era divampato un incendio con il crollo parziale del pianoterra. L&#8217;uomo, immediatamente soccorso, era stato trasferito al Centro grandi ustioni dell&#8217;Arnas Civico e Benfratelli, dove, però, i tentativi dei sanitari di strapparlo alla morte si sono rivelati vani. Le profonde ferite &#8211; ustioni di secondo e terzo grado &#8211; riportate su gran parte del corpo, infatti, non gli hanno lasciato scampo.</p>
<p id="" class="art-text" data-mrf-recirculation="Link article">Restano, invece, ricoverate in centri specializzati in gravissime condizioni la figlia, di 10 anni, trasferita a Bari, e la moglie 44enne che si trova, invece, a Catania. Per entrambe la prognosi è riservata.</p>
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		<title>La famiglia della 23enne investita a Vibo che lotta per la vita scrive a Mattarella, Meloni e Occhiuto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-famiglia-della-23enne-investita-a-vibo-che-lotta-per-la-vita-scrive-a-mattarella-meloni-e-occhiuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 10:31:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Egregio Presidente della Regione Calabria, Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri, Egregio Presidente della Repubblica Italiana, questa non è una lettera politica. Non è una lettera scritta per alimentare polemiche. Non è una lettera dettata dalla rabbia. È una lettera scritta con il cuore di una famiglia distrutta, che da giorni vive sospesa tra la speranza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/la-famiglia-della-23enne-investita-a-vibo-che-lotta-per-la-vita-scrive-a-mattarella-meloni-e-occhiuto/">La famiglia della 23enne investita a Vibo che lotta per la vita scrive a Mattarella, Meloni e Occhiuto</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Presidente della Regione Calabria, Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri, Egregio Presidente della Repubblica Italiana, questa non è una lettera politica.</p>
<p>Non è una lettera scritta per alimentare polemiche. Non è una lettera dettata dalla rabbia. È una lettera scritta con il cuore di una famiglia distrutta, che da giorni vive sospesa tra la speranza e la paura. Sono la zia di Andrea. <strong>Andrea ha ventitré anni. È una ragazza straordinaria.</strong> È una pianista. Tra pochi mesi avrebbe concluso il suo percorso di studi presso il Conservatorio &#8220;Fausto Torrefranca&#8221; di Vibo Valentia. <strong>Aveva scelto di rimanere nella sua terra.</strong> Aveva scelto la Calabria. Mentre tanti giovani sono costretti ad andarsene, Andrea aveva deciso di costruire qui il proprio futuro, di investire il proprio talento nella regione che amava. Aveva scelto di credere nella sua terra.</p>
<p><strong>Il 28 luglio, alle ore 13:45, la sua vita è cambiata per sempre.</strong> Oggi Andrea si trova ricoverata in Terapia Intensiva, in coma farmacologico, in condizioni gravissime. <strong>Da quel giorno il tempo si è fermato</strong>. Viviamo davanti a una porta che potrebbe aprirsi con la notizia che aspettiamo o con quella che nessuno dovrebbe mai ricevere. Ogni telefonata ci toglie il respiro. <strong>Ogni minuto sembra un&#8217;eternità</strong>. Ogni giorno impariamo cosa significhi convivere con la paura di perdere una persona che ami più della tua stessa vita. Ma insieme al dolore cresce una domanda che non ci lascia in pace. <strong>Perché</strong>? Perché nel 2026 una famiglia deve vivere la sensazione di essere<strong> rimasta sola mentre aspetta i soccorsi per una ragazza gravemente ferita? </strong>Secondo quanto abbiamo vissuto quel giorno,<strong> i soccorsi sono arrivati dopo circa cinquanta minuti</strong>. Per noi quei minuti sono stati infiniti. Minuti durante i quali la vita di Andrea era affidata al coraggio di chi si trovava lì.</p>
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                 ">Mia sorella, sua zia, conoscendo le manovre di primo soccorso, è intervenuta immediatamente.  Una dottoressa pediatra che transitava casualmente in quella zona si è fermata senza esitazione e ha prestato assistenza con straordinaria professionalità e umanità fino all&#8217;arrivo dei sanitari. A loro dobbiamo una riconoscenza che ci accompagnerà per tutta la vita. Ma <strong>nessuna famiglia dovrebbe dover sperare che, nel momento peggiore, passi casualmente un medico. </strong>La sopravvivenza di una persona non può dipendere dalla fortuna. Deve dipendere da un sistema capace di intervenire rapidamente ed efficacemente. Ed è proprio qui che nasce la nostra battaglia. <strong>Questa non è una battaglia contro i medici</strong>. Non è una battaglia contro gli infermieri. Non è una battaglia contro gli operatori del 118. Anzi. Abbiamo visto donne e uomini straordinari lavorare senza risparmiarsi. Abbiamo visto professionisti fare sacrifici enormi, spesso costretti a sopperire con il proprio senso del dovere alle carenze di un sistema che chiede loro molto più di quanto dovrebbe. A loro va il nostro grazie più sincero. Il problema non sono le persone. <strong>Il problema è un&#8217;organizzazione che deve essere rafforzata.</strong></div>
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<p>In questi giorni abbiamo visto anche il volto più bello della Calabria. Un&#8217;intera comunità si è stretta attorno ad Andrea. <strong>Migliaia di persone pregano per lei. </strong>Persone che non ci conoscevano ci hanno scritto, ci hanno abbracciato, ci hanno fatto sentire che non eravamo soli. <strong>Abbiamo scoperto una Calabria capace di un amore immenso. </strong>Ma, allo stesso tempo, abbiamo percepito il<strong> silenzio delle istituzioni</strong>. Non chiedevamo passerelle. Non chiedevamo fotografie. Non cercavamo visibilità. <strong>Avremmo voluto sentire che lo Stato era accanto a noi</strong>. Chi governa deve conoscere cosa significa attendere un&#8217;ambulanza. Deve sapere cosa prova una madre quando aspetta senza sapere se arriverà in tempo. Deve ascoltare chi ogni giorno affronta la sanità non da un ufficio, ma da una sala d&#8217;attesa. <strong>Bisogna smettere di guardare la sanità soltanto dai piani alti.</strong> Bisogna viverla dalla parte dei pazienti. Dalla parte delle famiglie. Dalla parte dei medici che lavorano con organici insufficienti. Dalla parte dei soccorritori che fanno miracoli ogni giorno.</p>
<p>Vorrei però rivolgere un ringraziamento particolare all&#8217;<strong>Arma dei Carabinieri. Abbiamo trovato donne e uomini che ci sono stati vicini ogni giorno</strong>. Non soltanto nello svolgimento delle indagini. Ma anche <strong>umanamente</strong>. Con discrezione. Con sensibilità. Con una presenza costante. Ci hanno sostenuti. Ci hanno ascoltati. Ci hanno aiutati. <strong>In loro abbiamo visto uno Stato presente. </strong>Ed è per questo che oggi chiediamo che la stessa presenza venga dimostrata da tutte le istituzioni.</p>
<p><strong>Presidente Occhiuto, la Calabria merita di più</strong>. Merita<strong> una rete dell&#8217;emergenza sempre più efficiente</strong>. Merita investimenti. Merita mezzi. Merita personale. Merita che ogni scelta organizzativa sia orientata a ridurre i tempi di intervento e a garantire il miglior livello possibile di assistenza nelle situazioni più gravi. <strong>Merita un sistema di elisoccorso capace di raggiungere rapidamente chiunque ne abbia bisogno</strong>. Merita una rete ospedaliera che rassicuri i cittadini, non che li faccia sentire abbandonati. Ma questa lettera è rivolta anche al Presidente del Consiglio. Perché<strong> la carenza di medici non è soltanto un problema calabrese.</strong> È un problema nazionale. Da anni sentiamo dire che mancano medici. Che mancano specialisti. Che mancano professionisti nei pronto soccorso. Eppure migliaia di ragazzi italiani sono costretti a trasferirsi all&#8217;estero per studiare Medicina. Molti scelgono università di altri Paesi europei perché non riescono ad accedere al percorso formativo in Italia. Molti di loro non tornano più. È il momento di <strong>ripensare la programmazione del fabbisogno nazionale e il sistema di accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia</strong>, affinché il nostro Paese possa formare un numero adeguato di professionisti e rispondere ai bisogni reali del Servizio sanitario nazionale. Investire nella formazione dei medici significa investire nella vita dei cittadini.</p>
<p>Così come<strong> investire nella sicurezza stradale</strong> significa prevenire tragedie. Per questo chiediamo un piano nazionale che renda gli attraversamenti pedonali più sicuri. <strong>Più semafori nei punti a rischio</strong>. Maggiore illuminazione. Dossi efficaci dove necessari. Controlli costanti sulla velocità.<strong> Educazione stradale. </strong>E una riflessione seria su eventuali ulteriori interventi normativi per rafforzare la tutela dei pedoni e la responsabilità di chi viola gravemente le regole della strada. <strong>Noi non chiediamo vendetta. Noi chiediamo prevenzione. </strong>Chiediamo che nessun&#8217;altra famiglia debba vivere ciò che stiamo vivendo noi. Nel frattempo continueremo a far sentire la nostra voce. Presenteremo una richiesta di <strong>interrogazione parlamentare</strong>. Scriveremo alle massime istituzioni dello Stato. Cercheremo il sostegno di chiunque voglia trasformare questa tragedia in un cambiamento concreto. Perché <strong>Andrea non può diventare soltanto una notizia. </strong>Andrea deve diventare un <strong>simbolo</strong>. Il simbolo<strong> di una Calabria che non accetta più di sentirsi dimenticata</strong>. Il simbolo di un&#8217;Italia che sceglie di investire nella sanità, nella sicurezza e nei suoi giovani.</p>
<p>Se Andrea aprirà gli occhi, vogliamo poterle dire che il suo dolore ha acceso una speranza. Che grazie a lei qualcuno sarà soccorso prima. Che grazie a lei una strada sarà resa più sicura. Che grazie a lei un giovane in più potrà studiare Medicina nel proprio Paese. Che grazie a lei una famiglia non dovrà più attendere con il cuore in gola, sperando che un&#8217;ambulanza arrivi in tempo. Vi chiediamo di non limitarvi a leggere questa lettera. Vi chiediamo di incontrarci. Di ascoltarci. Di guardare negli occhi una famiglia che oggi vive il dolore più grande. E di<strong> assumere un impegno pubblico, concreto e verificabile </strong>affinché da questa tragedia possano nascere riforme, investimenti e scelte capaci di salvare altre vite. Perché Andrea è nostra. Ma da quel 28 luglio appartiene anche a tutti coloro che credono che la vita di un cittadino non possa mai dipendere dalla fortuna. Con dolore, con speranza e con la determinazione di chi non smetterà mai di lottare,</p>
<p><strong><em>La famiglia di Andrea Minasi</em></strong></p>
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		<item>
		<title>25enne morto a Cosenza, legale famiglia: &#8216;fare chiarezza su gestione della perquisizione&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/25enne-morto-a-cosenza-legale-famiglia-fare-chiarezza-su-gestione-della-perquisizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 10:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Momo]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Serve una riflessione sull&#8217;adeguatezza delle regole di intervento delle forze dell&#8217;ordine in contesti di particolare fragilità: il ragazzo era visibilmente agitato, tremava e piangeva, e veniva già da un precedente tentativo di suicidio. In quel momento sarebbe stato necessario adottare cautele diverse, come avvisare i sanitari del 118 o far entrare la madre per farlo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Serve una riflessione sull&#8217;adeguatezza delle regole di intervento delle forze dell&#8217;ordine in contesti di particolare fragilità: il ragazzo era visibilmente agitato, tremava e piangeva, e veniva già da un precedente tentativo di suicidio. In quel momento sarebbe stato necessario adottare cautele diverse, come avvisare i sanitari del 118 o far entrare la madre per farlo calmare&#8221;.</em> Lo dice all&#8217;ANSA l&#8217;avvocato Osvaldo Rocca, legale della famiglia di Mohamed Amin Bessioud (che tutti chiamanvano Momo), il 25enne di origine tunisine e cittadino italiano, che si è tolto la vita a Cosenza durante una perquisizione dei carabinieri all&#8217;interno della propria abitazione, secondo il quale è necessario fare luce sulla gestione della situazione.</p>
<p>Secondo quanto riferito dal legale, il giovane — che aveva avuto recenti vicissitudini giudiziarie ed era ai domiciliari per piccolo spaccio e uso di sostanze stupefacenti, per le quali stava seguendo un percorso di recupero con il Sert e i servizi sociali — stava attraversando un momento di profonda fragilità psicologica, accentuatasi dopo un periodo di detenzione in carcere.</p>
<p>&#8220;<em>Non parliamo di un profilo criminale di spessore — </em>ha chiarito l&#8217;avvocato Rocca <em>— ma di un ragazzo problematico che necessitava di supporto. Riteniamo che la pressione e le modalità verbali dell&#8217;intervento possano aver agito da innesco in un soggetto già fortemente vulnerabile. È necessario fare piena luce su come sia stata gestita la situazione in quei minuti cruciali&#8221;.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): Caregiver, le colonne silenziose del welfare italiano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guzzi-unilavoro-pmi-caregiver-le-colonne-silenziose-del-welfare-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 06:33:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastiano Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Unilavoro Pmi]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per anni il riconoscimento dei caregiver familiari è rimasto al centro del dibattito politico senza arrivare a una normativa organica. Decine di proposte di legge sono state presentate in Parlamento con l&#8217;obiettivo di garantire maggiori tutele, sostegni economici e diritti a chi assiste quotidianamente un familiare non autosufficiente. Nel 2026 il Governo ha approvato un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/guzzi-unilavoro-pmi-caregiver-le-colonne-silenziose-del-welfare-italiano/">Guzzi (Unilavoro Pmi): Caregiver, le colonne silenziose del welfare italiano</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per anni il riconoscimento dei caregiver familiari è rimasto al centro del dibattito politico senza arrivare a una normativa organica. Decine di proposte di legge sono state presentate in Parlamento con l&#8217;obiettivo di garantire maggiori tutele, sostegni economici e diritti a chi assiste quotidianamente un familiare non autosufficiente. Nel 2026 il Governo ha approvato un Disegno di legge che punta a riconoscere ufficialmente la figura del caregiver familiare, introducendo nuove forme di tutela e un contributo economico destinato ai casi di maggiore impegno assistenziale. Il provvedimento rappresenta un primo passo verso il riconoscimento di un ruolo fondamentale per milioni di italiani, soprattutto donne, che per anni hanno sostenuto sulle proprie spalle il peso dell&#8217;assistenza senza un adeguato supporto da parte delle istituzioni. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi,</strong> a parere del quale <em>“l’assenza di una tutela giuridica organica del caregiver familiare viola, infatti, gli obblighi assunti con la ratifica della Convenzione ONU del 2026. Ovviamente, siamo in presenza di una proposta di legge che deve ancora affrontare tutto l’iter di approvazione in Parlamento. Il DDL prevede un sistema strutturato che istituzionalizza la figura del caregiver: riconoscimento ufficiale, sostegno economico, profili di cura, coinvolgimento assistenziale. Un percorso utile al riconoscimento giuridico di una figura essenziale e dignitosa. Sono milioni le donne che ogni giorno si prendono cura di genitori anziani, coniugi malati, figli con disabilità o familiari non autosufficienti. Un impegno spesso svolto nell&#8217;ombra, senza riconoscimento economico e con pesanti conseguenze sulla vita personale e professionale. In Italia il ruolo di caregiver ricade ancora prevalentemente sulle donne. Molte di loro, continua l’imprenditore lametino, lavorano a tempo pieno e, una volta terminata la giornata in ufficio, iniziano un secondo turno fatto di assistenza, cure, accompagnamenti a visite mediche e gestione della casa. Un carico che lascia poco spazio al riposo, al tempo libero e alla propria salute&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Le statistiche mostrano &#8211; </em>prosegue Guzzi <em>&#8211; come le donne caregiver siano costrette più frequentemente a ridurre l&#8217;orario di lavoro, rinunciare a opportunità di carriera o addirittura lasciare l&#8217;occupazione per assistere un familiare. Le conseguenze economiche possono durare per anni, incidendo sul reddito e sulla futura pensione. Ma il prezzo più alto è spesso quello psicologico. Stress, ansia, isolamento sociale e stanchezza cronica sono condizioni comuni tra chi presta assistenza continuativa. Molte caregiver raccontano di sentirsi sole e invisibili, nonostante il loro contributo sia fondamentale per il funzionamento del sistema di assistenza del Paese.  Gli esperti sottolineano la necessità di maggiori tutele: servizi territoriali più efficienti, sostegni economici adeguati, percorsi di supporto psicologico e misure che consentano di conciliare lavoro e cura familiare&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>Senza questi interventi, il rischio è che il peso dell&#8217;assistenza continui a gravare quasi esclusivamente sulle spalle delle donne. Dietro ogni persona assistita-  </em>conclude Sebastiano Guzzi <em>-, ci sono spesso donne che rinunciano a una parte della loro vita per garantire dignità e cura a chi ne ha bisogno. Sono le caregiver invisibili: presenze silenziose ma fondamentali, che oggi chiedono non solo riconoscimento, ma anche tutele concrete, sostegno adeguato e il pieno riconoscimento dei propri diritti&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/guzzi-unilavoro-pmi-caregiver-le-colonne-silenziose-del-welfare-italiano/">Guzzi (Unilavoro Pmi): Caregiver, le colonne silenziose del welfare italiano</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Crotone, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali: la Polizia arresta un uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 16:25:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate ai danni della moglie. Il provvedimento cautelare trae origine dalla denuncia presentata dalla donna, la quale ha raccontato ai poliziotti di essere stata vittima, nel tempo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate ai danni della moglie. Il provvedimento cautelare trae origine dalla denuncia presentata dalla donna, la quale ha raccontato ai poliziotti di essere stata vittima, nel tempo, di reiterati comportamenti vessatori, minacciosi e violenti da parte del coniuge. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe instaurato un rapporto caratterizzato da continui atteggiamenti di sopraffazione, controllo e dominio, ponendo in essere quotidiani episodi di violenza verbale, economica e fisica. Gli approfondimenti investigativi, effettuati dai poliziotti della sezione specializzata “Reati contro la persona” della Squadra Mobile, nell’ambito delle procedure previste dal cosiddetto “Codice Rosso”, hanno consentito di delineare un quadro di gravi condotte intimidatorie e aggressive, tali da determinare nella vittima un profondo stato di sofferenza psicologica, morale e fisica.</p>
<p>Gli elementi raccolti dagli investigatori, unitamente alle dichiarazioni rese dalla persona offesa, valutati dalla Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore Domenico Guarascio, confluivano in una richiesta di misura cautelare che è stata accolta dal GIP del Tribunale di Crotone che ha disposto la custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è stato eseguito dalla Squadra Mobile, che ha rintracciato l’uomo e lo ha condotto presso la locale casa circondariale. L’operazione si inserisce nel quadro delle attività di contrasto ai reati riconducibili al “Codice Rosso”, fortemente sostenute dal Questore della Provincia di Crotone, Renato PANVINO, e conferma il costante impegno della Polizia di Stato nella prevenzione e repressione di ogni forma di violenza domestica e di genere, attraverso un’azione tempestiva e mirata alla tutela delle vittime</p>
<p>La Polizia di Stato invita i cittadini ad utilizzare anche <strong><em>l’App “Youpol”</em></strong> attraverso la quale è possibile inviare segnalazioni, anche in forma anonima, per riferire episodi di violenza domestica e di genere, bullismo e <em>revenge porn</em>. Tale informativa è fornita nell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, e nel rispetto del diritto dell’indagato che, trovandosi nella fase preliminare delle indagini, è da considerarsi innocente fino a sentenza definitiva.</p>
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		<title>Muore dopo le dimissioni dal Pronto soccorso di Vibo, famiglia presenta denuncia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/muore-dopo-dimissioni-dal-pronto-soccorso-di-vibo-famiglia-presenta-denuncia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è recato in ospedale per difficoltà respiratorie che duravano da un paio di giorni. Dopo essere stato visitato e sottoposto ad esami è stato dimesso e dopo quattro giorni è morto. Adesso i parenti hanno presentato una denuncia-querela ai carabinieri. E&#8217; quanto accaduto nel Vibonese. L&#8217;uomo, Antonino Cavallaro, 70 anni, è morto nella mattinata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è recato in ospedale per difficoltà respiratorie che duravano da un paio di giorni. Dopo essere stato visitato e sottoposto ad esami è stato dimesso e dopo quattro giorni è morto. Adesso i parenti hanno presentato una denuncia-querela ai carabinieri. E&#8217; quanto accaduto nel Vibonese. L&#8217;uomo, Antonino Cavallaro, 70 anni, è morto nella mattinata del primo aprile nella sua abitazione a Dinami. Secondo la denuncia dei familiari, l&#8217;uomo, indicato come paziente cardiopatico, si era recato al Pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Vibo Valentia il 28 marzo. Dopo circa due ore trascorse in ospedale, durante le quali sono stati effettuati alcuni accertamenti, ritenuti non specifici dai familiari, l&#8217;uomo era stato dimesso e aveva fatto ritorno a casa.</p>
<p>Nei giorni successivi le condizioni sarebbero peggiorate. Ai problemi respiratori si sarebbero aggiunti gonfiori in diverse parti del corpo, segnali che &#8211; secondo quanto sostenuto dalla famiglia &#8211; avrebbero potuto indicare una sofferenza di natura cardiaca. La mattina del primo aprile, non riuscendo a contattarlo, i familiari si sono recati nella sua abitazione trovandolo morto. Cavallaro viveva da solo, non era sposato e non aveva figli. In paese era conosciuto e stimato per avere gestito per decenni uno bar prima di andare in pensione. Per il 15 aprile aveva fissato un appuntamento a Roma per sottoporsi a controlli cardiologici periodici, proprio in virtù della patologia di cui soffriva.</p>
<p>Nella denuncia presentata ai carabinieri di Dinami, i familiari ipotizzano la mancanza di accertamenti diagnostici più approfonditi al Pronto soccorso, in particolare esami mirati a verificare eventuali criticità cardiache, nonché la mancata valutazione di un possibile ricovero. Il legale della famiglia, l&#8217;avvocata Anna Barone, ha già avviato le prime iniziative formali, chiedendo il sequestro della cartella clinica e annunciando la nomina di un consulente medico-legale in vista dell&#8217;autopsia. &#8220;<em>Andremo fino in fondo &#8211; ha sostenuto la legale &#8211; per accertare se vi siano state negligenze nella gestione del paziente</em>&#8220;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Iniziativa del Pd Lamezia: con &#8220;Bus-siamo a casa&#8221; 40 ragazzi ritornano in famiglia a Pasqua</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/iniziativa-del-pd-lamezia-con-bus-siamo-a-casa-40-ragazzi-ritornano-famiglia-a-pasqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 09:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA["Bus-siamo a casa"]]></category>
		<category><![CDATA[40 ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Pd Lamezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Mentre la pioggia bagnava le autostrade del Sud, questa mattina un viaggio speciale giungeva a destinazione. Non era un semplice pullman di linea, ma il cuore pulsante dell&#8217;iniziativa &#8216;Bus-siamo a casa&#8217;, che ha riportato in Calabria 40 tra studenti e lavoratori fuorisede under 35, sottraendoli alle logiche spietate del caro-voli pasquale. Il viaggio è iniziato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto"><em><b>&#8220;</b>Mentre la pioggia bagnava le autostrade del Sud, questa mattina un viaggio speciale giungeva a destinazione. Non era un semplice pullman di linea, ma il cuore pulsante dell&#8217;iniziativa &#8216;Bus-siamo a casa&#8217;, che ha riportato in Calabria 40 tra studenti e lavoratori fuorisede under 35, sottraendoli alle logiche spietate del caro-voli pasquale. Il viaggio è iniziato ieri pomeriggio da Milano, attraversando l&#8217;Italia e toccando Bologna, Firenze e Roma, per poi concludersi stamattina <span dir="ltr">alle 7:30</span> a Cosenza e <span dir="ltr">alle 8:30</span> a Lamezia Terme. Ad attendere i ragazzi l’emozione autentica di genitori e amici. Gli abbracci che hanno accolto i viaggiatori al loro arrivo sono stati il finale perfetto di un’iniziativa definita straordinaria e unica in tutto il Meridione&#8221;.</em> Lo si legge in una nota del Pd lametino.</p>
<p>&#8220;<em>Le ore di viaggio sono trascorse in un clima di inaspettata leggerezza. Quello che doveva essere un semplice spostamento si è trasformato in un laboratorio di socialità: i ragazzi, provenienti da ogni angolo della regione, hanno condiviso storie, fatiche del vivere al Nord e la gioia di poter tornare a casa gratuitamente grazie al sostegno di aziende illuminate e privati cittadini. Durante il tragitto, i giovani sono stati coinvolti in una sorta di &#8216;intervista itinerante&#8217; per raccogliere le loro visioni sul futuro. Alla domanda &#8216;Torneresti in Calabria?&#8217;, la risposta è stata un &#8216;sì&#8217; corale, ma consapevole. I ragazzi hanno le idee chiare, il desiderio di tornare c&#8217;è, ma servono condizioni concrete:</em></p>
<ul type="disc">
<li><em>lavoro equo con retribuzioni dignitose e meritocrazia.</em></li>
<li><em>servizi con una sanità funzionante e infrastrutture adeguate.</em></li>
<li><em>innovazione con gli spazi per sperimentare e una visione che guardi al futuro&#8221;.</em></li>
</ul>
<p>L&#8217;iniziativa, promossa dal PD di Lamezia e sostenuta da sponsor provenienti da eccellenze imprenditoriali locali e donazioni private- prosegue la nota dem -&#8220;<em>ha dimostrato che quando il territorio fa rete, le distanze si annullano. I volti sorridenti dei 40 ragazzi scesi dal bus sono la prova che la politica può ancora essere &#8216;servizio&#8217;. In un’Italia dove spostarsi per le feste è diventato un lusso per pochi, &#8216;Bus-siamo a casa&#8217; ha lanciato un messaggio potente: la Calabria non dimentica i suoi figli, e loro, dal canto loro, non vedono l&#8217;ora di trovare un motivo valido per restare, non solo per le vacanze&#8221;.</em></p>
<p dir="auto">“<em>Il viaggio si è concluso” &#8211;</em>dichiara Domenico Taverna della Segreteria del PD lametino e tra gli organizzatori dell’iniziativa<em> -“ma il dialogo tra le aziende locali e questi giovani talenti è appena iniziato. Perché, come auspicato, questo sia solo l&#8217;inizio di un percorso che trasformi il ritorno temporaneo in una scelta di vita permanente”.</em></p>
<p dir="auto"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-372885" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2056.jpeg" alt="" width="640" height="375" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2056.jpeg 2155w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2056-300x176.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2056-1024x600.jpeg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2056-768x450.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2056-1536x900.jpeg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2056-2048x1200.jpeg 2048w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2056-717x420.jpeg 717w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2056-696x408.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2056-1068x626.jpeg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2056-1920x1125.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
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		<item>
		<title>Crotone, violenza e prevaricazione in famiglia: Polizia esegue un divieto di avvicinamento</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-violenza-e-prevaricazione-in-famiglia-polizia-esegue-un-divieto-di-avvicinamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 09:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[avvicinamento]]></category>
		<category><![CDATA[divieto]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico, a carico di un soggetto indagato per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, commesse in danno della moglie e del figlio minore. Il provvedimento cautelare è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico, a carico di un soggetto indagato per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, commesse in danno della moglie e del figlio minore. Il provvedimento cautelare è stato emesso a seguito della attività svota dalla Squadra Mobile della Questura di Crotone, che ha raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo, il quale poneva in essere reiterate condotte di violenza fisica, morale e psicologica, sottoponendo la moglie convivente ed il figlio minore ad un perdurante stato di vessazione e prevaricazione familiare.</p>
<p>Le indagini sono state condotte dalla sezione specializzata “<em>Reati contro la persona</em>” in collaborazione con l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, il quale ha immediatamente attivato la procedura prevista dal “Codice Rosso”, predisponendo le idonee misure volte a tutelare e proteggere le vittime. Gli approfondimenti investigativi, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, guidata dal procuratore Domenico GUARASCIO e dalla task force di magistrati, hanno permesso di ricostruire una serie di episodi di maltrattamento posti in essere da parte dell’uomo nei confronti del nucleo familiare, il quale con condotte reiterate aggrediva la moglie costringendo lei e il figlio a vivere in un contesto di vita familiare e relazionale, contrassegnato da violenza e prevaricazione.  Gli elementi acquisiti, corroborati anche dalla collaborazione delle persone offese e rafforzati dalle prove acquisite nel corso delle indagini, inducevano contestualmente l’Autorità Giudiziaria a richiedere una misura cautelare, che veniva emessa dal G.I.P. del Tribunale di Crotone, prontamente eseguita dagli agenti della Polizia di Stato.</p>
<p>Il provvedimento odierno testimonia l’attenzione costante e la determinazione con cui gli uomini e le donne della Polizia di Stato affrontano, ogni giorno, i reati rientranti nel novero del “Codice Rosso” e rappresenta il segno tangibile di un impegno profondo e instancabile per la tutela di ogni forma di violenza domestica e di genere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/crotone-violenza-e-prevaricazione-in-famiglia-polizia-esegue-un-divieto-di-avvicinamento/">Crotone, violenza e prevaricazione in famiglia: Polizia esegue un divieto di avvicinamento</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Crotone, circonvenzione di un&#8217;anziana inferma di mente: condannati il nipote e la sua famiglia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-circonvenzione-di-unanziana-inferma-di-mente-condannati-il-nipote-e-la-sua-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 09:23:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[anziana]]></category>
		<category><![CDATA[circonvenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[nipote]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al termine di una complessa ed articolata attività di indagine condotta da militari del Comando Provinciale di Crotone e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, diretta da Domenico Guarascio, un settantatreenne crotonese, la moglie ed il figlio di quest’ultimo, sono stati ritenuti responsabili dei reati di circonvenzione di incapace, riciclaggio ed auto-riciclaggio, perpetrati in danno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/crotone-circonvenzione-di-unanziana-inferma-di-mente-condannati-il-nipote-e-la-sua-famiglia/">Crotone, circonvenzione di un&#8217;anziana inferma di mente: condannati il nipote e la sua famiglia</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al termine di una complessa ed articolata attività di indagine condotta da militari del Comando Provinciale di Crotone e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, diretta da Domenico Guarascio, un settantatreenne crotonese, la moglie ed il figlio di quest’ultimo, sono stati ritenuti responsabili dei reati di circonvenzione di incapace, riciclaggio ed auto-riciclaggio, perpetrati in danno di un’anziana signora, vedova e senza figli, deceduta nel luglio del 2023, con pene inflitte complessivamente superiori ai dieci anni di reclusione, multe prossime ai 40.000 euro oltre al pagamento delle spese processuali. Fonte di innesco dell’operazione di servizio è rappresentata dalla denuncia/querela presentata dal fratello dell’anziana signora, il cui sviluppo, operato dalle fiamme gialle pitagoriche in costante raccordo operativo con la Procura della Repubblica, ha permesso di cristallizzare una vera e propria condotta di pirateria spoliativa patrimoniale consumata ai danni dell’anziana zia da parte del nipote e del nucleo famigliare di quest’ultimo.</p>
<p>Il particolare allarme sociale destato dalle condotte emerse dalle indagini, ha spinto gli operanti ad assumere tutte le iniziative giudiziarie volte a porre rimedio al grave fenomeno delittuoso, sviluppando strutturate attività di polizia giudiziaria fondate sull’esecuzione di approfonditi accertamenti bancari, escussioni di persone informate dei fatti e numerose acquisizioni documentali che hanno permesso la raccolta di incontrovertibili elementi di prova. In dettaglio, l’indagine, avviata nel mese di aprile 2024, ha portato alla luce plurime e gravi condotte, poste in essere a partire dagli inizi dell’anno 2022 allorquando il nipote, all’insaputa dei parenti più prossimi, induceva l’anziana zia alla sottoscrizione di una procura generale a compiere, in propria rappresentanza, atti di ordinaria e straordinaria amministrazione del patrimonio. All’indomani della sottoscrizione della procura generale, egli, abusando dello stato di deficienza psichica e di irreversibile infermità mentale dell’anziana zia, già in essere dal 2021 e sempre più ingravescente, ha perfezionato la vendita di un appartamento di proprietà della stessa, ha sottoscritto con l’istituto bancario di riferimento una procura ad operare con firma disgiunta sul conto corrente ed ha acceso, in nome e per conto della stessa, un nuovo conto corrente con rilascio delle relative carte elettroniche di pagamento.</p>
<p>In tal modo, attraverso diversi prelevamenti di denaro contante, preordinate e sistematiche ricariche di carte elettroniche di pagamento, ricariche di conti gioco on-line e negoziazioni di assegni, si è impossessato di tutte le disponibilità finanziarie, complessivamente pari ad oltre 350mila euro, che sono state utilizzate per finalità del tutto estranei agli interessi della povera vittima. I profitti illecitamente drenati, ad opera del nipote e con il cosciente contributo della consorte e del figlio di quest’ultimo, sono stati impiegati e trasferiti in attività economiche, finanziarie e speculative in modo da ostacolarne l’identificazione della provenienza delittuosa, determinando la contestazione dei reati di auto-riciclaggio e riciclaggio. Le risultanze della complessa attività investigativa hanno messo in condizione la Procura della Repubblica crotonese di esercitare, in tempi rapidi, l’azione penale che ha portato gli imputati ad ammettere, innanzi al Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Crotone, le proprie responsabilità rispetto ai reati loro ascritti, patteggiando complessivamente pene superiori ai dieci anni di reclusione.</p>
<p>L’esito del procedimento conferma il ruolo fondamentale della Guardia di Finanza quale Polizia economico-finanziaria impegnata nella tutela del bilancio degli enti pubblici locali, dello Stato e dell’Unione Europea e a difesa delle libertà economiche di tutti cittadini, con particolare riguardo ai più vulnerabili, per affermare i principi di legalità, giustizia ed equità.</p>
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